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Treviso. Aperti soltanto 40 alberghi su 160: «Per la ripresa servono tre anni»

Il Gazzettino.it - 7 ur 11 min ago
TREVISO Tre anni per tornare a regime, prenotazioni inesistenti, dubbi, timori e il rischio che la riapertura sia peggiore della chiusura stessa. É la drammatica situazione che il settore...
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Messo in ginocchio dal Covid. Niente più giochi gonfiabili: chiude il parco Mappaluna di Olmi

Il Gazzettino.it - 7 ur 11 min ago
SAN BIAGIO Fra le attività economiche alle quali la pandemia ha decimato le risorse, c?è anche il parcogiochi gonfiabili Mappaluna di Olmi di San Biagio di Callalta, aperto da...
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2 giugno, Mattarella a Codogno: la città simbolo. Il 21 febbraio sarà giorno vittime Diretta

Ilmessaggero.it - 7 ur 11 min ago
Finalmente Codogno è in festa. Dopo tre mesi di «incubo» - come il sindaco Francesco Passerini ha definito l'emergenza coronavirus -, oggi accoglie il presidente della...
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Morte di Floyd, Marcus Thuram in ginocchio: c’è l’inchiesta della Bundesliga

Corriere.it - 7 ur 14 min ago

 c’è l’inchiesta della Bundesliga

La Federcalcio vieta gesti o simboli politici. Assieme a Sancho che ha mostrato la maglia per chiedere giustizia per Floyd rischia una multa o una diffida. Ma la solidarietà è tanta

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La Corea del Nord proibisce il sesso tra adolescenti: “E’ sovversivo”

La Stampa - 7 ur 18 min ago

Il sesso tra adolescenti in Corea del Nord è  «sovversivo». Per il regime, scrive il sito specializzato Asianews, è il risultato della decadente influenza capitalisti ... [Continua a leggere sul sito.]

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Istat: «L’Italia diventa più sostenibile (ma attenzione al divario Nord-Sud)» - Seguite il grande evento di Corriere.it il 5 giugno

Corriere.it - 7 ur 23 min ago

 «L’Italia diventa più sostenibile (ma attenzione al divario Nord-Sud)» - Seguite il grande evento di Corriere.it il 5 giugno

Alla vigilia della Giornata dell’Ambiente, l’analisi dell’istituto di statistica indica un mutamento delle abitudini tra i connazionali:

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Festa della Repubblica, Mattarella a Codogno tra gli applausi: “Questa è l’Italia del coraggio”

La Stampa - 7 ur 23 min ago

DALL’INVIATO A CODOGNO (LODI). Un saluto dal finestrino della berlina. Un altro appena sceso davanti al municipio. La folla della piazza di Codogno piena di tricolori che applaude il Presidente del ... [Continua a leggere sul sito.]

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Tumore del polmone: così si può puntare alla guarigione contro il «big killer»

Corriere.it - 7 ur 26 min ago

 così si può puntare alla guarigione contro il «big killer»

Diversi studi indicano importanti progressi che possono cambiare le terapie ad oggi standard. Grazie ai trattamenti innovativi in Italia le persone vive dopo la diagnosi sono aumentate del 30% in 10 anni

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Case di riposo, profondo rosso: arriva il pronto soccorso del credito garantito

Il Gazzettino.it - 7 ur 31 min ago
PADOVA - Da oltre tre mesi a questa parte la dirompente emergenza innescata dal Covid-19 non è stata solo di stampo sociosanitario ma ha avuto pesantissime ripercussioni anche finanziarie. Il...
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Il presidente Padrin: «Così il virus ha cambiato il nostro territorio»

Il Gazzettino.it - 7 ur 31 min ago
Presidente Roberto Padrin, questo virus come ha cambiato la provincia di Belluno? «Abbiamo riscoperto alcuni valori che stavamo perdendo, la famiglia, lo stare assieme - spiega il presidente...
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Sessanta migranti afghani bloccati dalla polizia sull'altopiano del Carso

Il Gazzettino.it - 7 ur 31 min ago
TRIESTE - Questa mattina gli agenti della Polizia di Frontiera hanno rintracciato nella zona di San Dorligo della Valle (Trieste), sull'altopiano del Carso, una sessantina di migranti. Il gruppo,...
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Terremoto vicino Firenze, 5 scosse nella notte: la più forte di magnitudo 2.3

Ilmessaggero.it - 7 ur 31 min ago
Lievi scosse di terremoto sono state registrate dall'Ingv, nella notte, in provincia di Firenze. La prima, delle ore 2.45, ha avuto una magnitudo 2.1 e i comuni più vicini...
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Coronavirus, l’Austria riapre all’Italia da metà giugno “se i contagi lo permetteranno”. L’Ue: “Valga il principio di non discriminazione”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 33 min ago

“Se l’andamento epidemiologico lo consentirà”, da metà giugno l’Austria riaprirà il confine con l’Italia. Ma nel caso in cui la curva non lo consentisse, Vienna valuterà la ripresa degli spostamenti con le Regioni italiane che possono dimostrare dati positivi. Nei giorni scorsi l’Austria aveva annunciato per il 15 giugno l’apertura definitiva dei confini con Germania, Liechtenstein e Svizzera. La scorsa settimana aveva poi prospettato un’apertura anche verso altri Stati limitrofi per consentire agli austriaci il rientro senza i 14 giorni di quarantena. “La situazione in Italia è quella più difficile. Cerchiamo comunque a breve una soluzione”, aveva detto il cancelliere Sebastian Kurz e solo il 28 maggio il ministro della Salute aveva frenato, definendo l’Italia “ancora un focolaio”. Intanto la Commissione europea ha presentato le linee guida agli Stati sulla riapertura delle frontiere. Proprio rispondendo a una domanda sul confine tra Italia e Austria, un portavoce dell’Esecutivo Ue spiega ai giornalisti che nelle “intense discussioni con tutti i Paesi” la Commissione “ha insistito sul principio di non discriminazione, nel senso che se uno Stato apre le sue frontiere ad una regione, deve fare altrettanto con le altre regioni che hanno la stessa situazione epidemiologica”.

La scelta di temporeggiare sull’apertura con l’Italia è stata fatta anche dalla Svizzera, che riteneva prematura una riapertura il 3 giugno e i viaggi, se pure possibili ai cittadini svizzeri, erano vivamente sconsigliati. La decisione sulle date però è fluida e dipende dall’andamento dell’epidemia nei vari Paesi. La Grecia, ad esempio, in un primo momento aveva deciso di far entrare in territorio nazionale dal 15 giugno tutti i turisti provenienti da 29 Paesi, tra cui Australia, Danimarca, Giappone, Nuova Zelanda, Norvegia, Corea del Sud. Poi ha aperto anche all’Italia, ma con regole precisa dal 15 al 30 giugno per chi proviene da Emilia-Romagna, Lombardia, Piemonte e Veneto. Per loro scatta comunque la quarantena in albergo dopo il tampone: 7 giorni per i negativi, 14 per chi è positivo. Dal 1 luglio invece tutti gli aeroporti greci apriranno ai voli internazionali, con test casuali per i passeggeri all’arrivo.

La commissaria europea agli Affari interni, Ylva Johannson intanto invita ad adottare “prudenza e coordinamento” in tutti gli Stati: “Abbiamo una settimana importante di fronte per ulteriori aperture con gli Stati membri – scrive su Twitter – La più stretta disciplina è necessaria quando una folla raggiunge l’uscita. La Commissione Ue può continuare ad essere un buon amministratore, ma occorre che tutti camminino e non corrano”.

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"L'attimo fuggente", 31 anni dopo. Ecco che fine hanno fatto i protagonisti

Corriere.it - 7 ur 34 min ago

Il 2 giugno del 1989 arriva nei cinema Usa il film di Peter Weir con uno straordinario Robin Williams. Scene cult e trionfo al botteghino

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Coronavirus, arriva fino a Taranto l’inchiesta della Procura di Roma sulle mascherine fantasma pagate e mai arrivate

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 37 min ago

Cinque intermediari, quattro città e almeno 11 milioni di euro da recuperare. Dopo Roma, Lugano e Londra, ora sbarca anche a Taranto l’inchiesta della Procura di Roma sulle mascherine fantasma nel Lazio, oltre 7,5 milioni di dispositivi Ffp2 e Ffp3 acquistati a marzo dall’Agenzia regionale della Protezione civile per 35,8 milioni di euro e mai arrivati a destinazione.

Nella città portuale pugliese, l’ennesimo anello di una catena lunghissima di società riconducibili alla commessa. Si tratta della Internazionale Biolife srl, altra azienda – come tante in questa vicenda – con appena 10.000 euro di capitale sociale, specializzata in prodotti omeopatici. La Biolife ha attirato su di sé i riflettori della guardia di finanza e dei pm tarantini, che stanno collaborando con i magistrati romani, risultando uno degli intermediari pur essendo, allo stesso tempo, un fornitore diretto della Regione Lazio in un altro contratto di approvvigionamento dei dpi.

Tutto ciò mentre il 31 maggio è scaduto il piano di rientro attraverso il quale la romana Ecotech srl, destinataria diretta della commessa regionale, avrebbe dovuto restituire l’anticipo di quasi 14 milioni ricevuto fra il 17 e il 20 marzo. Ma la Regione Lazio – che risulta “parte lesa” – fin qui ha visto tornare indietro solo 1 milione e 746mila euro, avviando il 21 maggio l’iter per il decreto ingiuntivo.

“Follow the money”: la filiera infinita degli intermediari – La vicenda è complessa. A quanto ricostruito fin qui dagli atti in possesso del Gico della Gdf di Roma e dai pm Elena Neri e Paolo Ielo, la Regione Lazio fra il 16 e il 20 marzo ha assegnato tre commesse alla Ecotech che, forte della presenza di un socio minoritario operativo in Cina, Pan Hongyi, riteneva di poter consegnare i pochi giorni la maxi-fornitura. Quando le cose si sono messe male e Pan si è tirato indietro, il 27 marzo la piccola società di Frascati, per non perdere la commessa, si è rivolta a due diverse aziende: la Exor Sa, con sede a Lugano ma diretta dal milanese Paolo Balossi, e la Giosar Ltd, con sede a Londra ma guidata dall’italiana Stefania Cazzaro.

Quello che è emerso solo nei giorni scorsi, però, è che intorno al 3 aprile la Exor a sua volta ha contattato un’alta società italiana, la Internazionale Biolife, appunto, per reperire i dispositivi dalla Cina. È per questo motivo che ora si indaga anche a Taranto. Nei giorni scorsi la società svizzera ha denunciato quella pugliese e i magistrati locali hanno allertato subito i colleghi romani. Questo dopo che a Lugano le autorità ticinesi avevano sentito i vertici della Exor, raccogliendo le deposizioni sulle inadempienze del loro fornitore. In mezzo, c’è una certificazione Sgs non valida presentata l’8 aprile alla Regione Lazio, che tutti i protagonisti disconoscono e che avrebbe dovuto provare l’esistenza del carico di mascherine: grazie a questo documento, la Ecotech ha ottenuto la novazione del contratto, inizialmente revocato dalla Protezione civile.

Il mistero del prezzo e il cerino in mano al fornitore – Quello che stupisce è che Internazionale Biolife era già un fornitore diretto della Regione Lazio. La società guidata da Giacomo De Bellis e Antonio Formaro aveva in essere due contratti con la Protezione civile locale: uno da 17 milioni di euro per 1 milione di camici e 1 milione di tute stipulato il primo aprile; e soprattutto, uno da 13 milioni di euro per 3 milioni di mascherine Ffp2 e 3 milioni di chirurgiche stipulato il 27 marzo, lo stesso giorno in cui Ecotech si rivolgeva a Exor per “riparare” alle proprie difficoltà. Ma allora perché non rivolgersi direttamente a Biolife? “Ce lo chiediamo anche noi”, fanno sapere dalla società tarantina, contattata da Ilfattoquotidiano.it, che si dice “a disposizione dei magistrati per chiarire tutto” e afferma che “abbiamo saputo intorno al 20 aprile che i nostri dispositivi erano diretti alla Regione Lazio”.

Anche perché la presenza di 3 intermediari ha fatto lievitare inevitabilmente il prezzo. Di quanto? I finanzieri sono al lavoro. Il contratto fra Ecotech e la Regione Lazio parla di un costo di 3,60 euro a mascherina Ffp2; le stesse sarebbero state cedute da Exor a Ecotech a 2,50 euro “escluse spese di trasporto e commissioni”, mentre Biolife avrebbe venduto a Exor le stesse mascherine ad appena 0,40 euro l’una (8,50 euro per scatola da 20). Si tratta, va precisato, di dichiarazioni e documenti frammentari sui quali sta lavorando la Guardia di Finanza.

L’anticipo mai restituito. E i dpi finiscono sul mercato – Fatto sta che alla Regione Lazio manca la restituzione di 3.530.000 euro che la Ecotech pretende da Exor che a sua volta pretende alla Internazionale Biolife; di 4.740.000 euro che la Ecotech ha chiesto indietro alla Giosar; e di altri 3.504.000 euro “frutto della vendita di dispositivi di protezione individuali” sul mercato libero, come affermato in una nota del 12 maggio della Regione Lazio. È anche su questo aspetto che si concentrano le attenzioni dei magistrati romani. Alcune segnalazioni giunte a Piazzale Clodio parlano di dispositivi “simili a quelli ordinati dalla Protezione civile regionale”, forniti “da una delle società interessate”, giunti in alcune farmacie della Capitale a prezzi superiori da quelli descritti nelle determine. Se fosse confermato, qualcuno avrebbe acquistato le mascherine grazie all’anticipo pagato dalla Regione Lazio e ora le starebbe vendendo a prezzi superiori, per di più con un margine di guadagno cospicuo.

A Repubblica, nei giorni scorsi, l’ufficio stampa regionale ha annunciato che “il 21 maggio è stato avviato l’iter per un decreto ingiuntivo nei confronti di Ecotech e a cascata verso i suoi fornitori”. A Ilfattoquotidiano.it parla l’avvocato civilista della società romana, Giorgio Quadri: “Giosar Ltd ci ha scritto diverse volte affermando che ci avrebbe pagato. Noi abbiamo depositato tutto ai pm. Restiamo fiduciosi, anche se fin qui da loro non abbiamo visto un euro”. Diverso il discorso relativo a Exor: “Siamo in continuo contatto – dice Quadri – Ci hanno pagato 1 milione di euro subito, quello che resta lo attendevamo entro il 22 maggio ma sappiamo che si stanno rivalendo sul loro fornitore. Sabato scorso abbiamo ricevuto comunicazione che i soldi erano stati caricati sul loro conto corrente, dunque ci aspettiamo in settimana almeno la conclusione del contenzioso con loro”. Internazionale Biolife, invece, ribadisce: “Restituiremo i soldi, non abbiamo nulla da nascondere”.

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Centrodestra in piazza, il corteo di Salvini e Meloni tra assembramenti e selfie è senza regole. E dalla folla insulti a Conte: “Dimissioni”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 38 min ago

Dovevano essere due manifestazioni separate quelle del centrodestra e quella di no vax, estremisti di destra e gilet arancioni. Stessa piazza a Roma, ma in momenti della giornata diversi. Quella indetta da Salvini, Meloni e Tajani la mattina, l’altra nel pomeriggio. Ma così non è stato. E dunque, mentre il centrodestra partendo da Piazza del Popolo si apprestava a srotolare lo striscione lungo via del Corso, persone appartenenti ad Azione Libera Italia, gruppo nato dalla scissione con Forza Nuova, erano già in piazza a manifestare. Le forze dell’ordine hanno lavorato affinché le due manifestazioni restassero separate. Il corteo di Lega, Fratelli d’Italia e Forza Italia, che doveva prevedere la presenza limitata a 300 persone, ‘nel rispetto delle norme sul distanziamento’ come promesso dai tre leader, non è stata mantenuta. Gli assembramenti e gli immancabili selfie a cui Salvini non si sottrae lo testimoniano (così come il comportamento di parte della stampa, che non ha rispettato il distanziamento fisico tutt’ora raccomandato dalle autorità sanitarie). Al corteo dei partiti d’opposizione non sono mancati corti d’insulti rivolti al presidente Giuseppe Conte.

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Lavorare in giacca e intimo. Arriva da Helsinki la “fashion smartworking”

Corriere.it - 7 ur 39 min ago

Lavorare in giacca e intimo. Arriva da Helsinki la “fashion smartworking”

Si chiama Telcollection e l’ha lanciata la catena low price Prisma. Risponde alle cambiate esigenze legate al lockdown e parte della filosofia dello kalsarikännit

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Papa Francesco mi ispira fiducia: ormai è diventato il nostro personal coach

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 48 min ago

Mentre ero in cucina, intenta a preparare il pranzo, di là in salotto era accesa la tv. Il Papa stava recitando l’omelia della Messa domenicale e a un certo punto del suo discorso sono stata attratta da quello che diceva e così, pur continuando a tagliuzzare, mescolare, spadellare, ho cominciato ad ascoltare con attenzione le sue parole.

Premetto che non alberga in me nessuno spirito religioso o meglio, considero tale la mia etica e tutto quello che ruota intorno a un continuo upgrade della stessa. Delle religioni in generale, ad esempio, non riesco a capire perché non risparmino gli animali, comunque non è in questo o altri mai sopiti dilemmi che voglio addentrarmi.

Papa Francesco mi ispira fiducia a prescindere. Quando parla in genere lo ascolto e in genere mi piace quello che dice. E insomma, ecco che nell’omelia a un certo punto introduce i tre nemici del nostro donarci: il narcisismo, il vittimismo e il pessimismo.

Il Papa afferma quanto faccia male ripiegarsi su se stessi e sui propri bisogni, rimanendo indifferenti a quelli degli altri, soprattutto in questo momento storico. Allo stesso modo è negativo chi si comporta eternamente da vittima e per ogni situazione si sente incompreso, lamentandosi ogni giorno del prossimo. Infine il pessimismo. Per il pessimista tutto è nero e se la prende con il mondo: lo Stato, la Chiesa, la società, non va bene nulla. In questa situazione, con il dio-specchio, il dio-lamentela e il dio-negatività a far da padroni, non si riesce ad apprezzare il dono della vita, il dono che ciascuno di noi è.

E a questo punto mi blocco pensando a quanto siano importanti e vere queste frasi. Realizzo quindi che introducendo questi concetti il Papa in un attimo… paff!! Si sta trasformando nel nostro personal coach. E’ pazzesco questo Papa. Mi sento improvvisamente serena, mi pervade un senso di fiducia e nello stesso tempo comincio a sorridere divertita dicendo a me stessa: incredibile.

Durante il lockdown, siamo stati tempestati, invasi, inondati su ogni piattaforma digitale possibile, sconosciuta fino ad allora, da webinar di predicatori, più o meno blasonati che, in situazioni di normalità, per questa o quella cifra, si occupano di prendere in mano le redini dei nostri fallimenti insegnandoci la positività e l’ottimismo, rivoltandoci come un calzino per farci diventare dei vincenti e che, in occasione della pandemia, ci hanno donato briciole delle loro tecniche persuasive attraverso qualche video-predica gratuita per attirarci alle loro scuole, prevedendo quanta incertezza, paura, bisogni ci sarebbero stati all’indomani della riapertura.

E invece ecco che abbiamo un personal coach gratuito, un Papa più rivoluzionario di tutti loro messi insieme. Non credo infatti che frequenti corsi di formazione all’americana per allenarsi e allenarci al pensiero positivo eppure, con parole misurate, pacate, pronunciate con voce gentile, instilla in noi principi evidentemente universali e veri a tutte le latitudini, senza ricorrere a manipolazioni, senza volerci fare il lavaggio del cervello, senza chiederci niente in cambio e, cosa più importante, con la finalità soltanto del nostro arricchimento spirituale, non di personali profitti materiali legati all’applicazione degli stessi.

Fiducia nel prossimo, speranza per il futuro e accoglienza verso il mondo, per poter guardare alla vita con un senso di pienezza del proprio essere, solidi e ‘causativi’, per usare un termine tanto vero quanto caro ai nuovi filosofi del vivere, formatori di imprenditori di successo.

Il Papa nel frattempo, siamo sempre in cucina qui da me che lo ascolto, sul finire dell’omelia invoca lo Spirito Santo affinché rinnovi in noi il ricordo del dono ricevuto. E chiude dicendo che peggio di questa crisi c’è solo il dramma di sprecarla, chiudendoci in noi stessi.

Teniamoci strette queste parole e ad esse ricorriamo ogni qualvolta ci sentiamo travolti dalle incertezze. Formiamo un bel cordone tendendo la mano gli uni agli altri perché ora di questo c’è proprio bisogno. Ah, scusate, le mani no, siamo ancora in fase distanza di sicurezza.

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Università, per molti il futuro è nell’e-learning ma c’è scetticismo

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 48 min ago

Morte e Resurrezione delle Università è un saggio pubblicato solo 15 mesi fa in italiano e 9 mesi fa in inglese. E spiega parecchie cose che stanno accadendo oggi nel mondo dell’alta formazione, al di là di ogni ragionevole congettura che si poteva fare sei mesi fa. In quel libretto racconto che tre sono i principali fattori di crisi dell’università moderna: la chimera del lavoro, la sfida della tecnologia e la stupidità della burocrazia.

L’università “moderna” è un colosso basato sul modello utilitaristico regolato dalle leggi del mercato. Negli ultimi trent’anni ha sepolto un archetipo più che millenario e rinnovato con successo 200 anni fa. La crisi si manifesterà in modo graduale o catastrofico? Nessuno poteva prevederlo sei mesi fa, nessuno tuttora può prevederlo.

Per le “moderne” università, la pandemia del Covid-19 è un fenomeno catastrofico o soltanto un incidente di percorso? Come insegna la teoria di René Thom, la catastrofe è un punto critico che può condurre a una biforcazione radicale del sistema: tornare indietro, quando anche sia concepibile e possibile, è mostruosamente difficile. E per molti, il punto critico è il massiccio ricorso alla didattica a distanza, con cui parecchi colleghi battezzano, in modo un po’ riduttivo, l’e-learning.

Secondo alcuni studiosi, la pandemia sarà usata come pretesto per la diffusione sempre più pervasiva delle tecnologie digitali, cancellando l’esperienza secolare dell’ascolto, dell’incontro e dello scambio tra docente e studente e tra gli stessi scholarii. E c’è chi, come Giorgio Agamben, è anche “certo che le nostre università sono giunte a tal punto di corruzione e di ignoranza specialistica che non è possibile rimpiangerle e che la forma di vita degli studenti si è conseguentemente altrettanto immiserita”. Invero, il fenomeno dell’e-learning è assai più ampio e radicale.

Due terzi dei rettori di 200 importanti università, interpellati in un sondaggio di THE World University Rankings nel 2018, prevedevano che le università più prestigiose avrebbero offerto lauree online entro il 2030. Solo un quarto di loro pensava, però, che la versione telematica di un corso di studi sarebbe stata più popolare del percorso tradizionale. Nel complesso, l’ampio ventaglio degli intervistati – 45 paesi di 6 continenti – si mostrava generalmente scettico che l’istruzione digitale avrebbe potuto presto soppiantare quella ex visu. E, secondo molti studiosi, incontrare le persone, interagire con i colleghi e con gli studenti – in breve, vivere in un ambiente universitario reale – è la chiave del sapere.

Tra pensiero accademico e azione di governo universitario c’è però un ampio braccio di mare. Da parecchi anni, i Massive Open Online Courses (Mooc) si sono moltiplicati, sia negli atenei americani sia in quelli europei. Chiunque sia collegato a Internet può seguire le lezioni di professori eccellenti, grandi star di ciascuna disciplina, senza doversi spostare da casa.

Lo studente internauta diventerà sempre più il protagonista del mercato dell’alta formazione, un cliente sempre più mobile, giacché l’offerta dei Mooc è ormai vasta e le diverse iniziative, anche quelle nate in ambito puramente accademico, si sono sviluppate come vere e proprie aziende. Coursera, fondata da due docenti di Stanford, è tuttora la più diffusa e offre più di 2.000 corsi a 24 milioni di utenti registrati.

Coursera non è l’unica iniziativa. Ce ne sono altre con profilo simile, come edX, creata dal Massachusetts Institute of Technology e dalla Harvard University. Con attitudini diverse, ci sono anche Iversity e Udemy, mentre la Kahn Academy ha una impostazione meno conformista, poiché si allontana da un approccio mercatistico: condivisione anziché competizione per il sapere.

Restando in ambito formale, tra gli atenei di maggior prestigio internazionale era già in corso una guerra di posizionamento per guadagnare le fette più succose di questo mercato, anche con iniziative settoriali mirate a specifici clienti. La pandemia non fa che accelerare un processo già in atto.

Non sappiamo ancora se la pandemia potrà condurre alla morte l’università “moderna” o, al contrario, consoliderà e concentrerà un potere già quasi assoluto nelle mani delle governance burocratiche. La sfida tecnologica tende a non lasciare spazio al laudator temporis acti: non sempre cambiare equivale a migliorare, ma per migliorare bisogna cambiare.

Sulle conseguenze dell’e-learning avremo modo di riflettere più avanti e non solo sui pericoli fulminati dalle saette di Agamben, con argomenti affatto condivisibili ma lo sguardo al passato. E, forse, non sono tutte negative.

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