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Elezioni, Berlusconi show a Milano tra imitazioni e battute: “Salvini e Meloni? Leali”. Dubbi tra i militanti: “Speriamo di tenerli sotto controllo”

Il Fatto Quotidiano - 6 ur 52 min ago

Le bandiere italiane che sventolano, l’inno ufficiale cantato dal leader e i cartelli “Silvio Santo Subito”. Ieri, venerdì, 22 settembre, al Teatro di Manzoni di Milano è andata in scena la chiusura della campagna elettorale di Forza Italia con Silvio Berlusconi che è tornato a parlare in pubblico nella sua città. L’atmosfera è da 1994 se non fosse che i rapporti di forza all’interno del centrodestra si sono ribaltati. Forza Italia da tempo non è più il primo partito della coalizione. “Speriamo di fare un buon risultato, almeno potremo tenere sotto controllo i nostri alleati – racconta un militante arrivato in bus dalla provincia di Brescia – uno (Salvini) è un po’ pazzo e dell’altra (Meloni) non mi fido molto”. Le poltrone in velluto rosso del Manzoni iniziano a riempirsi tra una canzone degli 883 e un video del monologo finale di Al Pacino in “Ogni maledetta domenica”. Tutti sono qua per ascoltare il “Presidente” ma dovranno aspettare oltre due ore prima di vederlo. Nel frattempo sul palco si alternano i candidati lombardi alla Camera e al Senato. Quando è il turno di Stefania Craxi, qualcuno prova a far partire dalla platea il coro “Bettino, Bettino”. Alle sette di sera, due ore dopo l’orario previsto, Berlusconi arriva al teatro. Entra con il corteo di auto di scorta dall’ingresso “artisti e tecnici”. A quel punto il sipario si chiude a sorpresa tra i “noo” della platea. Ma poco dopo si riapre e sulla poltrona al centro del palco appare il leader già seduto. “All’inizio della campagna elettorale ho fatto un volo di cinque metri all’indietro scendendo da una scaletta. I medici mi hanno detto che era più probabile che potessi morire” svela Berlusconi prima di iniziare il suo “show”. Si parte con l’imitazione del segretario Letta che “propone la patrimoniale” per poi arrivare anche a Renzi e Calenda: “Il terzo polo? Ormai sono diventati il quarto polo dopo il Movimento 5 Stelle”. Tra gli applausi e i cori del pubblico l’ex Presidente del Consiglio attacca la sinistra che “ha distorto le mie parole” sull’Ucraina. Per quanto riguarda il rapporto con gli alleati della coalizione Berlusconi definisce Salvini e Meloni come “persone leali”. Con loro si è instaurato “un rapporto di padre e figlio. Ho una cultura e un passato che mi permetterà, quando ci sarà discordia, di chiamarli, offrire loro una splendida cena e di convincerli prima della mezzanotte”. Prima della chiusura c’è ancora spazio per un ultimo appello agli indecisi e per un video celebrativo. Poi Berlusconi si appoggia sulla spalla di Augusto Minzolini per andare via ma il sipario si chiude precipitosamente per celare l’uscita di scena.

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MotoGp, Gp Giappone qualifiche: pole per Marc Marquez, male Bagnaia

Corriere.it - 6 ur 55 min ago

 pole per Marc Marquez, male Bagnaia

Lo spagnolo, da poco ritornato dopo l’infortunio, ha dominato una difficile sessione segnata dalla pioggia finendo davanti a Zarco e Binder. Nona posizione per Quartararo solo dodicesimo Pecco

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Leva obbligatoria, perché stavolta do ragione alla destra che vuole ripristinarla

Il Fatto Quotidiano - 6 ur 57 min ago

Sono un uomo di mondo: ho fatto il militare a Cuneo, negli alpini. Era il 1976 e avevo 25 anni, chiamato alle armi subito dopo aver conseguito la laurea. In quell’anno ci furono le elezioni e il PCI andò vicino a vincerle. In caserma, durante lo spoglio, un soldato venne a dirci che nel circolo ufficiali stavano parlando di occupare stazioni radio, di spostare le truppe (noi) in posti strategici. Un carabiniere che conobbi anni dopo mi confermò che, in quei giorni, erano stati in allerta, pronti a entrare in azione.

In quegli anni i tentativi di colpo di Stato furono molti, ma nessuno arrivò a conclusione perché non si verificarono le condizioni: il PCI non vinse mai le elezioni, neppure nel 1976. Nelle poche ore in cui sembrava che potesse vincerle, con i miei compagni d’arme, discutemmo sul da farsi. Abbiamo giurato fedeltà allo Stato, se i nostri comandanti ci chiedono di sovvertire l’esito elettorale si macchiano di alto tradimento. Dobbiamo far fede al giuramento. Le armi le abbiamo noi. Se un ufficiale ci ordina di agire contro lo Stato va passato per le armi. Eravamo pronti.

La cosa non andò in porto perché, per fortuna, il PCI non vinse le elezioni. Altrimenti ci sarebbe stata la guerra civile, e l’Italia sarebbe stata come il Cile, la Grecia, l’Ungheria, la Polonia, la Cecoslovacchia. Chi era in un blocco non poteva uscirne. Punto e basta. Infatti si parlava di sovranità limitata.

L’articolo 52 della Costituzione dice che il servizio militare è obbligatorio, ma nel 2005 l’obbligo è stato abolito e, da allora, solo i volontari hanno accesso ad un’istruzione militare. Di solito chi sceglieva di “firmare” e restare nelle forze armate era di destra, e lo erano gli alti gradi. Ma con la leva obbligatoria anche chi la pensava diversamente veniva addestrato ad usare un’arma. Ho l’impressione che la possibilità che quell’arma fosse usata per resistere a svolte antidemocratiche sia stata percepita. Meglio non rischiare, meglio fare in modo che l’esercito resti in mano a persone di destra, fidate.

Ora la destra chiede la reintroduzione del servizio militare obbligatorio. Non mi capita spesso di essere d’accordo con loro, ma in questo caso lo sono, anche se forse per motivi differenti.

Premessa: gli eserciti non dovrebbero esistere. Finché ci sono, però, penso che non dovrebbero essere costituti solo da simpatizzanti di destra. E lo stesso vale per Polizia, Carabinieri, Guardie di Finanza e ogni altra forza armata.

Un tempo, se ricordo bene, non si poteva accedere a certi Corpi se si era iscritti al Partito Comunista o se c’erano iscritti al PCI nella cerchia familiare. Dopo la caduta del fascismo le gerarchie militari e burocratiche restarono in mano alle persone scelte dal regime mussoliniano. Chi era di sinistra veniva escluso a priori e, comunque, la cultura di sinistra riteneva disdicevole anche solo pensare di entrare in certi corpi dello Stato.

Mi piacerebbe immensamente se l’antifascismo perdesse attualità: significherebbe che non ce n’è più bisogno, che abbiamo superato quella fase “culturale” (le virgolette sono d’obbligo), ma non l’abbiamo superata.

Non mi piace pensare a un esercito di simpatizzanti di estrema destra armati di tutto punto, e addestrati, contrapposto a masse inermi che non la pensano come loro. La democrazia si compie quando nei vari gangli della società sono rappresentate le diverse tendenze politiche e culturali.

E quindi sì, sono d’accordo con Salvini e penso che l’articolo 52 andrebbe rispettato.

Non mi piace quello che ho scritto, preferirei un mondo senza eserciti, senza armi. Con una forza pubblica che, come scritto sulle auto dei dipartimenti di polizia Usa, fosse dedicata a proteggere e servire.

Il movimento No Tap mi ha minacciato, anche con scritte sui muri. La Digos mi ha convocato e mi ha offerto protezione, senza che la chiedessi. Ho trovato persone competenti e affidabili. Non ho mai avuto alcun problema con le forze dell’ordine e quando li vedo per strada mi sento al sicuro. Se mi fermano per un controllo sono contento e li ringrazio. Resto comunque dell’idea che sarebbe bene “allargare” la composizione delle forze armate. Questo renderebbe più facile identificare e sanzionare le cosiddette “mele marce”.

Serbo un buon ricordo del servizio militare. L’ho fatto con lo spirito di Sutherland e Gould in Mash. Quando il maggiore entrava in mensa e chiedeva come era il rancio mi divertivo molto a gridare “signore, ottimo e abbondante, signore”, come i marines di Full Metal Jacket. E lui se ne andava contento. In effetti era una sbobba immangiabile.

Sorrido al pensiero di quel che gli avrei fatto se mi avesse dato certi ordini. Per il giuramento ci addestrammo a lungo per emettere un ruggito al posto di LO GIURO. Il maggiore era al settimo cielo. L’alternativa era L’HO DURO! Ma quello se lo aspettavano. Nelle marce, quando il caporale non guardava, facevamo come Stanlio e Ollio ne Gli allegri scozzesi. Al militare ho capito come funziona l’UCAS (Ufficio Complicazione Affari Semplici) con cui mi sono scontrato tutta la vita, e ho imparato alcune strategie per sabotarlo. Ho conosciuto il nonnismo, una squallida tradizione che può essere contrastata.

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La regina Elisabetta II santa? Nel Regno Unito è più di un’ipotesi

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 2 min ago

Canonizzare la Regina Elisabetta. È questa l’ultima proposta in arrivo dal Regno Unito. E sul settimanale The Spectator, il giornalista Charles Moore ha spiegato come e perché non sarebbe un’utopia. “Se la Chiesa anglicana volesse davvero farlo questo sarebbe il miglior momento per iniziare la procedura”, ha scritto. L’ipotesi, dunque, sarebbe più che concreta. Il reporter ha sottolineato come la sovrana, deceduta lo scorso 8 settembre a 96 anni, possieda già le due caratteristiche per essere santificata: la virtù eroica riconosciuta dalla Chiesa anglicana del passato e due miracoli riconosciuti. Secondo Moore non sarebbe difficile trovare qualcuno pronto a testimoniare: “Il mondo è pieno di persone che credono che la regina li abbia guariti in qualche modo”. E finché crescerà il culto, aumenteranno gli esempi dei suoi prodigi. La Chiesa d’Inghilterra, di cui il monarca è capo, accetta le canonizzazioni pre-riforma, ma non ne ha mai proposte di nuove. Che sia il momento giusto per farlo? D’altronde, la regina Elisabetta è molto amata nel Regno Unito e le è riconosciuto il merito di aver rappresentato il collante tra Corona e Paese. “La fedeltà per tutta la vita alle promesse di servizio – la sua attenzione agli altri prima che a sé stessa – così come la sua onestà, integrità e modestia personale sono diventate un fulgido esempio per coloro che fanno parte della vita pubblica, e sulla scia della sua morte è una sensazione diffusa in Gran Bretagna che tutti possiamo essere ispirati dal suo esempio”, ha dichiarato lo storico e giornalista Matthew Dennison in un’intervista a FanPage. Santa Elisabetta II: diverrà più di una semplice proposta?

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Alessia Merz, dall’invenzione del binomio «velina-calciatore» al matrimonio con Fabio Bazzani: ecco che fine ha fatto la showgirl

Corriere.it - 7 ur 5 min ago

 ecco che fine ha fatto la showgirl

Gli amori dell’ex velina che da tempo è lontana dal mondo dello spettacolo, abbandonato per dedicarsi alla sua famiglia (senza rimpianti)

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Morto Simone Cavaliere, il 20enne che raccontava su TikTok la battaglia contro il cancro non ce l’ha fatta: “Hai lottato con tutta la tua forza, riposa in pace”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 6 min ago

Simone Cavaliere non c’è più. Il ragazzo di 20 anni che aveva raccontato su TikTok la battaglia contro un tumore raro, non ce l’ha fatta. Come riportato da Napoli Today, tutta Pozzuoli è in lutto. Sì perché Simone era riuscito ad entrare nel cuore delle persone raccontando sui social ogni giorno della propria vita, anche quelli più difficili. Grande appassionato di calcio, il ragazzo di recente aveva gioito per la vittoria del suo Napoli nella fase a gironi della Champions League: “Napoli 3, Rangers 0!”, aveva detto in un video dando poi la buonanotte ai propri follower (28.3mila e 568mila i like). Accanto a lui, la fidanzata.

Proprio lei di recente aveva tranquillizzato i fan che si erano preoccupati per l’assenza del ragazzo: “Mi state chiedendo in tantissimi come sta Simone e faccio un video per rispondere a tutti. Simone sta bene, fortunatamente stamattina le analisi sono uscite buone e ha cominciato la chemio. Appena starà meglio, pubblicherà. Un bacio a tutti!”. Due settimane dopo, la terribile notizia della scomparsa. Giovedì 22 settembre, alle 16:30, si sono tenuti i funerali. Grande il dolore, anche sui social. Lì dove Simone amava trascorrere il proprio tempo: “Sei stato un guerriero”, “Un colpo al cuore, hai lottato con tutta la tua forza. Riposa in pace”, “Povero ragazzo, ciao Simone”, sono alcuni dei commenti che si leggono oggi.

Anche sotto ai filmati meno recenti, come quello di qualche mese fa in cui lui scriveva: “Oggi sono qui a Firenze ad affrontare questo percorso. Ho dovuto rinunciare a tutto purtroppo, ma ne va della mia vita. Sono sicuro che ne uscirò vincitore perché in fondo lo sono sempre stato. Sto passando giorni brutti per via della chemio ma non mollerò”. Infine Simone aveva concluso: “Uscirà il sole anche per me. Come sempre sono un leone. Oggi ho finito il primo ciclo dopo ben 98 ore attaccato 24 su 24 ad una macchinetta. È andato tutto bene, fuori la prima!”. Ma purtroppo il destino è stato crudele.

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Wanda Nara parla della separazione da Icardi: “Lui non voleva, io ho dovuto essere egoista per la mia salute mentale”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 9 min ago

La notte tra il 22 e il 23 settembre con una storia Instagram, Wanda Nara ha annunciato la fine del suo matrimonio (e probabilmente anche l’esperienza lavorativa) con Mauro Icardi. Non solo amore dunque ma anche lavoro: Wanda infatti è attualmente agente del marito, attaccante nel Galatasaray. In questi ultimi anni si sono rincorse tante voci circa un loro possibile divorzio. Va detto però che negli ultimi mesi questi rumors si erano consolidati sempre di più portando la coppia ad attraversare anche dei momenti di crisi. Ora lo stop definitivo viene confermato anche da Ana Rosenfeld, avvocato di Wanda Nara. Nel famoso programma tv argentino LAM, la legale dell’imprenditrice ha dichiarato: “La separazione non è avvenuta di comune accordo. Wanda è triste e ferita ma ha deciso così”. Non è tutto. Ana ha consigliato di fidarsi di tutto ciò che Nara ha già pubblicato e pubblicherà a breve sui social. Detto, fatto. “Sono andata via con la voglia di rimanere. Sì, fa male! Ma dovevo farlo, per la mia salute mentale. Ho dovuto essere egoista e ho scelto me stessa. Pensami”, ha detto Wanda Nara sui social in un video. Un viaggio di sola andata dunque che, per il momento, non prevede ripensamenti da parte della coppia. A quanto pare, il percorso per la separazione, sembra già essere iniziato.

Ora la priorità sarà la tutela dei figli e, in un secondo momento, la divisione dell’immenso patrimonio che in questi circa 10 anni insieme Wanda Nara e Mauro Icardi avevano costruito. Qualche mese fa il portale argentino Noticias aveva già fatto i conti in tasca ai due andando ad elencare tutti i loro beni. Wanda Nara passione imprenditoria. Lei è proprietaria al 100% della società “World Marketing Football”, con la quale gestisce due attività fondamentali. Il primo marchio è “MI9” di Mauro Icardi mentre il secondo è “Wan Collection”, una linea di abbigliamento e cosmetici con cui ha iniziato a collaborare nel 2017. Va anche detto che qualche mese fa l’argentina ha aperto un’altra attività dal nome “Wanda Cosmetics”. Non vi basta? Ci sarebbero ancora da dividere cinque case e sette auto di lusso tra cui una Lamborghini Huracan Spyder blu (del valore di circa 230 mila euro), una Bentley Bentayga (150 mila euro), una Rolls Royce Ghost bianca e nera di quasi 300 mila euro, un Hummer H2 personalizzato dotato di una playstation (per un valore di mercato di circa 110 mila euro). Per concludere includiamo una Mercedes Benz Classe G e un Range Rover (entrambi dal valore di 160mila euro) e un mega suv Cadillac Escalade che supera quota 100 mila. E tra le case all’estero, la coppia possiede anche quattro appartamenti in Italia. Uno sul lago di Como (divenuto famoso per l’incendio appiccato dai due in giardino dopo un litigio), una villa in campagna a Galliate (del valore di circa due milioni di euro) e due a Milano. Gli appartamenti nella città meneghina si trovano uno nel quartiere Porta Nuova e uno in prossimità dello stadio di San Siro (con piscina privata in terrazza). Un divorzio maxi (e non stiamo parlando di Lopez) valutato sui 60 milioni di euro.

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Enrico Brignano ironizza sulla gestione dei rifiuti a Palermo: “Vengo con una scopa e puliamo?”. Tra il pubblico si alza in piedi il sindaco

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 16 min ago

Non solo Roma, anche Palermo a quanto pare ha qualche problema con la gestione dell’immondizia. A prenderne atto è stato pure Enrico Brignano, che al termine dello spettacolo Ma… diamoci del tu! che ha fatto tappa nella città sicula lo scorso 17 settembre, ha pungolato il primo cittadino su tale questione. A conclusione dello show tenutosi al Teatro di Verdura, infatti, l’attore si è concesso una battuta sulla situazione dei rifiuti nel capoluogo siciliano, frutto evidentemente di una sua osservazione diretta durante la seppur breve permanenza in città. “Anche Palermo pulitissima, vorrei fare al sindaco di Palermo, a tutta la giunta e soprattutto a tutti gli operatori del settore grandi complimenti per questa città: nemmeno un pezzo di carta a terra, fantastico” ha ironizzato Brignano. Quel che forse non si aspettava – o forse sì, e proprio per questo ha voluto affrontare la questione – è che il primo cittadino, Roberto Lagalla, fosse presente in platea.

Il sindaco chiamato in causa si è alzato tra la folla ed Enrico Brignano è sceso dal palco e, una volta raggiuntolo, ha scambiato con lui qualche battuta: “Ma c’è il sindaco? È venuto? Sindaco ma che vogliamo fare in questa c***o di città? Grazie d’essere venuto. Pensi Lei è sindaco di Palermo in questa situazione (riferendosi all’immondizia, ndr) e si fa vedere pubblicamente. Noi il nostro sindaco (a Roma, ndr) non l’abbiamo più visto da quando è stato eletto. Credo sia una fake news che a Roma ci sia un sindaco”. Quindi l’ironica proposta rivolta al primo cittadino che ha scatenato l’ilarità dei presenti: “Sindaco vengo con una scopa un giorno diamo una bella pulita…”.

Lagalla si è prestato alla gag, ma ha tenuto comunque a precisare: “Stiamo cercando di fare qualcosa, visto che io sono qui solo da due mesi”. Molti dei presenti, a quanto pare, non hanno apprezzato la giustificazione data dal sindaco. Non sono infatti mancati fischi e urla di chi ha commentato a gran voce: “Non è vero!”. L’improvvisato siparietto tra Enrico Brignano e Roberto Lagalla è proseguito con il primo cittadino che ha replicato: “Voi a Roma avete i gabbiani, i topi e i cinghiali… a noi mancano ancora i cinghiali”, malgrado negli ultimi mesi si siano registrati episodi che vedono protagonisti questi animali anche a Palermo. “Li porto io, già cotti…”, ha concluso Brignano prima di salutare il pubblico e partire verso le altre tappe di un tour che sta attraversando l’Italia da nord a sud raccogliendo ovunque grandi consensi.

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Renato Zero al Circo Massimo festeggia il compleanno e la carriera con sei concerti-evento. E dice: “Che fretta c’era di votare? Qualcuno voleva lasciare in tutta fretta?”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 21 min ago

“Quante vite mi hai lasciato vivere. Ci sei stata sempre, mia bellissima gente. Abbi cura di te. E di me…”. Renato Zero ha voluto fare una dedica speciale ai suoi 15mila sorcini presenti in platea con l’inedito “Quel bellissimo niente”. Così si è aperta ieri la prima delle sei date di Renato Zero al Circo Massimo di Roma (il 23, 24, 25, 28, 30 settembre e primo ottobre) per un totale di 100mila biglietti venduti. L’artista ha voluto festeggiare, in anticipo, i 72 anni (li compirà il 30 settembre) e 55 anni di carriera. Ad accompagnare per tre ore di musica, il cantautore 50 elementi dell’Orchestra Filarmonica della Franciacorta, diretta dal maestro Adriano Pennino, una band di 7 musicisti (Danilo Madonia alle tastiere e pianoforte, Lele Melotti alla batteria, Bicio Leo alle chitarre, Giorgio Cocilovo alle chitarre, Bruno Giordana al sax, Rosario Jermano alle percussioni, Lorenzo Poli al basso), un coro a 8 voci e un corpo di ballo di 23 elementi coreografato da Kristian Cellini. L’artista si è sbizzarrito con gli abiti dai colori sgargianti di Maison Margiela.

“Il palcoscenico è una realtà impegnativa, laddove ci si distacca anche per poco devi ricominciare con la postura, con la stabilità emotiva. Ma la pompa me regge ancora e ne approfitterei – ha detto Renato Zero prima di salire sul palco, come riporta l’agenzia Ansa -. La fiducia e la stima che ottengo dal pubblico è la risposta migliore per la mia presenza qui. Da me hanno bisogno di cibo, di un supplemento che li aiuti a superare i momenti difficili. Anche se io spesso ho affondato il coltello nella piaga, confrontandomi con la solitudine, con l’inquietudine. Come tanti prima di me: Guccini, De André, De Gregori, Leonard Cohen, Bob Dylan. Non voglio avvicinarmi a quelle vette, ma un bravo artista ha il dovere di inserirsi nelle problematiche esistenziali”.

La prima data dei sei eventi ha coinciso con l’ultimo giorno della campagna elettorale: “La coincidenza non mi ha toccato minimamente. Anche io sono stato votato dai miei fan e rimango qui sei sere. Stavamo tanto bene con Draghi che finiva il suo mandato. Che fretta c’era di votare? Qualcuno voleva lasciare in tutta fretta? Andiamo al voto come se facessimo la schedina del Totocalcio, senza conoscere nessuno. Abbiamo avuto Almirante, Togliatti, Nenni, Saragat, politici che si facevano conoscere nel bene e nel male. La forza di quell’Italia lì era nei politici che andavano nelle borgate, che dialogavano. Ora trovo offensivo che dopo un mandato abbiano la pensione. E che dall’altra parte si paghino bollette da 600 euro. Vogliamo la pace e un governo che consideri le esigenze degli operai, degli studenti. Non si può scegliere se comprare il pane o pagare il gas”.

La scaletta cambierà di sera in sera e, soprattutto, arriveranno sul palco anche colleghi ed amici. Ieri sera c’erano Jovanotti, che ha ricambiato la partecipazione di Zero al suo Jova Beach Party, sulle note del medley tra “Siamo eroi” e “Artisti”, i Neri per Caso che hanno intonato a cappella “Inventi”, Morgan in duetto con “Amico”, Fabrizio Moro, Giorgio Panariello, Giacomo Voli (da The Voice of Italy 2) e Sonia Mosca (da All Together Now) per un medley su “Svegliati” e “La rete d’oro”.

LA SCALETTA 23 SETTEMBRE 1. Intro + Quel Bellissimo Niente 2. Vivo 3. Niente Trucco Stasera 4. Voyeur 5. Spiagge 6. Cercami 7. Medley Siamo Eroi (Jovanotti) 8. Magari 9. Nei Giardini Che Nessuno Sa 10. Morire Qui 11. Inventi (Neri Per Caso) 12. Un Uomo Da Bruciare 13. Medley No Mamma No (Giacomo Voli – Sonia Mosca) 14. L’angelo Ferito 15. Chiedi Di Me (Video Dj Morgan) 16. L’avventuriero 17. La Favola Mia 18. A Braccia Aperte 19. L’amore Sublime 20. Resisti 21. Amico (Morgan 22. Qualcuno Mi Renda L’anima 23. Filmato Disney 24. Medley Il Caos (Fabrizio Moro) 25. Rivoluzione 26. Mi Vendo (Video Dj Panariello) 27. Più Su 28. La Mia Sartoria (Video Racconto) 29. Seduto Sulla Luna 30. I Migliori Anni 31. Fortunato 32. Il Cielo

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Guido Piovene: «Ancora principessa alla scoperta di Parigi. Incontra Edith Piaf, le “vietano” Sartre»

Corriere.it - 7 ur 23 min ago

 «Ancora principessa alla scoperta di Parigi. Incontra Edith Piaf, le “vietano” Sartre»

Accompagnata da Filippo, alla partenza da Londra s’inquieta con la cameriera che rivela la sua camicia da notte in vagone-letto. Il principe: «Sorridi! Se ti arrabbi domani in Francia non sarai graziosa». Alla cantante, Elisabetta offre champagne. A teatro per un testo del filosofo-scrittore si fece in modo di non arrivare in tempo. Nonostante le 24 poltrone prenotate per lei e il seguito...

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L'analisi di Sconcerti: l'Italia di Mancini ha finito gli esperimenti. Bene Raspadori e Scamacca

Corriere.it - 7 ur 24 min ago

 l'Italia di Mancini ha finito gli esperimenti. Bene Raspadori e Scamacca

Mancini si è tenuto una quindicina di titolari nella manica tra infortuni e fastidi personali, ma torneranno. E vincere è un colpo di miele a due mesi dai Mondiali

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A 56 anni porterà in grembo la figlia di suo figlio: “Ho avuto la sensazione di doverlo fare”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 26 min ago

A 56 anni porterà in grembo la quinta figlia di suo figlio Jeff. È l’atto d’amore della statunitense Nancy Hauck, scaturito dalle difficoltà della nuora, Cambria, ad affrontare la gravidanza: durante l’ultimo parto, infatti, la donna è stata sottoposta a un’isterectomia salvavita. E così, quando i medici le hanno dato il via libera, la nonna ha deciso che sarebbe stata la madre surrogata di sua nipote. Dopo i traumi dell’ultima nascita nel settembre dello scorso anno, Jeff e Cambria, già genitori di due coppie di gemelli, avevano ben poche opzioni per appendere il quinto fiocco alla porta di casa. Ma Nancy non ci ha pensato due volte e, nonostante fossero passati 26 anni dall’ultima gravidanza, arrivato il consenso dei sanitari è stata felice come la prima volta. “Ho solo improvvisamente avuto la sensazione che avrei dovuto offrirmi di farlo”, ha dichiarato a SWNS. Al settimo cielo anche il figlio 32enne: “Mi sento molto felice di avere una mamma così altruista e amorevole che è disposta a fare quel tipo di sacrificio per la mia famiglia. Avendo sperimentato oltre quattro anni di trattamenti per l’infertilità, sapevo quanto può essere complicato il processo e dubitavo che fosse possibile per lei portare un bambino per noi, ma sono rimasto estasiato dall’idea che si è offerta lei per noi”, ha dichiarato raggiante. Il parto è atteso per il prossimo novembre.

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Elezioni, l’alleanza Verdi-Sinistra Italiana è riuscita a dare corpo a due grandi idee

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 26 min ago

Se c’è ancora un attimo per essere ascoltati, vorrei dire la mia di fronte alla scelta di voto. Due ragionamenti, uno molto semplice, quasi prepolitico, l’altro più complesso, e molto politico, convergono nella stessa direzione. “Verdi” e “Sinistra” sono due parole chiave, due idee di fondo di cui c’è bisogno, ma si tratta di dargli corpo in un programma attuale.

Mi pare che l’Alleanza Verdi-Sinistra Italiana ci sia riuscita, visti gli apprezzamenti che il programma ha ricevuto dal mondo ambientalista, da Italian Climate Network, dal Forum contro le disuguaglianze, dal mondo Lgbt. E anche le storie dei due candidati di spicco, Ilaria Cucchi e Aboubakar Soumahoro, hanno una allusione, una carica programmatica nette.

Certo, non di sole parole chiave è fatta la politica, ma già il (solo) fatto di essere la (unica) lista con un riferimento esplicito all’ambientalismo, cioè al tema dei temi, potrebbe essere un buon motivo per sostenerla. Ma poi ci sono la politica, la credibilità, i rapporti di forza, le alleanze… La brutta e contorta legge elettorale che abbiamo, e che la destra non ha voluto trasformare nell’auspicabile ritorno al proporzionale, ha causato distorsioni e mal di pancia nella visione della proposta politica dell’Alleanza Verdi-Sinistra Italiana. E’ alleata o no col Pd? Avrebbe fatto meglio ad allearsi coi 5 stelle? Che significa “alleata”?

In definitiva sta venendo fuori (e probabilmente i risultati confermeranno) un dato di fondo tanto semplice a dirsi quanto complicato a risolversi. Solo un’alleanza che comprenda anche sia il Pd sia i 5stelle può evitare il malgoverno della destra. Questa osservazione politica di fondo è più forte di qualunque cosa sia successa attorno al governo Draghi.

Alleanza Verdi e Sinistra Italiana è l’unica forza politica che – pur avendo le sue valide ragioni di polemica e distinzione sia rispetto al Pd sia rispetto a 5 stelle – ha tenuto ferma e aperta la prospettiva, e si è battuta per l’unità. Che poi abbia scelto l’accordo tecnico per gli uninominali con l’unica coalizione che glielo proponeva (quella attorno al Pd) è stata una scelta a mio parere intelligente, ma non dirimente. Intelligente perché forse grazie a questa scelta si riuscirà a evitare che la destra si prenda i due terzi del Parlamento. Non dirimente, nel senso che non è una scelta permanente di principio.

Quello che molti dovrebbero e potrebbero riconoscere è che c’è bisogno di una forza diversa da Pd e 5 stelle, diversa ma ambientalista e non settaria per dare possibilità di ricostruire una dinamica positiva alle forze progressiste-europeiste italiane.

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Padova, pronti con il vaccino contro Omicron 5: al via le somministrazioni con il nuovo siero

Il Gazzettino.it - 7 ur 27 min ago
PADOVA - Da lunedì al padiglione 6 della Fiera di Padova si parte con la somministrazione del vaccino anti Covid di ultima generazione, efficace anche contro le varianti Omicron 4 e 5. Ieri...
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Crisi nel settore della pesca, incontro al mercato ittico: «Mangeremo le meduse»

Il Gazzettino.it - 7 ur 27 min ago
CHIOGGIA - Se le ?granseole? sono quasi scomparse e le meduse sono sempre di più, perché non pescare e mangiare le meduse? Sul filo della logica, la risposta è...
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Meteo, da domani allerta gialla in 7 regioni. Dalla Liguria all'Umbria, arrivano temporali e venti forti

Ilmessaggero.it - 7 ur 27 min ago
L'autunno entra subito nel vivo con una perturbazione proveniente dalla Spagna che porterà in Italia piogge e temporali, con nubifragi e rischio di alluvioni dal weekend fino a...
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Grande Fratello Vip, Antonella Fiordelisi su tutte le furie contro Pamela Prati: “Esibizionista, manca di rispetto agli altri”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 32 min ago

Antonella Fiordelisi furibonda con Pamela Prati. La contesa tra le due è esplosa durante la seconda puntata del Grande Fratello Vip, andata in onda lo scorso 22 settembre. La schermitrice è stata infastidita dal comportamento della showgirl che, seduta davanti a lei sul divano, le ha impedito di vedere lo schermo presente nella casa. Nel corso dell’episodio, Prati non aveva voluto addentrarsi nella questione, liquidandola con una battuta pungente: “Se sei invisibile non è colpa mia”, aveva tuonato.

Nelle ore successive, in sauna insieme a Ginevra Lamborghini, Fiordelisi è tornata sulla contesa: “O è strafottenza, o non ha rispetto per gli altri, o è esibizionismo. Forse non se n’è accorta? Impossibile. È troppo furba. Una che si inventa tutto questo casino mediatico… io la conosco solo per il caso Mark Caltagirone”, ha commentato. Immediata la risposta della sorella di Elettra, che l’ha invitata a non trarre conclusioni affrettate: “Lascia stare il casino mediatico, proprio perché non hai mai parlato con lei, non giudicare prima di conoscere”. Impossibile. “Ho visto anche come si è comportata con Ciacci. Io l’ho nominata perché non ha avuto rispetto di me, Sara, tutti quelli che stavano dietro. Aveva un vestito importante, è alta. Se almeno avesse chiesto: ‘Ragazzi vedete? Io mi metto qua’. Io non vedevo proprio lo schermo. Avevo lei davanti, come se fosse una diva. Solo lei fa queste cose nella casa”, ha concluso Fiordelisi irritata.

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Saman Abbas, il racconto del cugino indagato a un altro detenuto: “È stata uccisa con una corda e gettata nel Po'”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 40 min ago

Saman Abbas è stata tenuta ferma dai cugini Ikram Ijaz e Nomanhulaq Nomanhulaq, così da permettere allo zio Danish Hasnain di strangolarla con una corda. La madre, Nazia Shaheen, in preda a una crisi di pianto, è stata allontanata dal marito, Shabbar Abbas. Un uomo misterioso avrebbe aiutato a finirla, infilare il corpo in un sacco, caricarlo su una bici e poi, dopo averlo fatto a pezzi, gettarlo nel Po. È la ricostruzione del delitto della diciottenne pakistana sparita nel nulla la notte del 30 aprile 2021 da Novellara, in provincia di Reggio Emilia, fatta da uno degli indagati, Ijaz, un cugino della giovane, a un altro detenuto, che a sua volta lo ha riferito alla polizia penitenziaria. Dichiarazioni che, però, per i carabinieri di Reggio Emilia sono credibili solo in parte.

Le confidenze di Ijaz, arrestato su un autobus in Francia il 31 maggio 2021 – il primo della famiglia ad essere fermato dagli inquirenti – sono state fatte in due occasioni e riassunte in annotazioni del 20 e 29 ottobre di quell’anno. Mentre nel primo caso, in cui il cugino della diciottenne pachistana aveva riferito di non aver preso parte all’omicidio commesso dai parenti, ma di esserne a conoscenza da Nomanhulaq, ci sarebbero elementi non veritieri e depistanti, il secondo racconto è per gli investigatori più realistico, seppur con punti ritenuti fantasiosi. Forse si sarebbe corretto, anche dopo aver letto gli atti del fascicolo giudiziario, nel frattempo tradotti, per aderire il più possibile agli elementi in possesso degli inquirenti così da essere più credibile.

Nel racconto annotato il 29 ottobre Ijaz dice che l’omicidio è stato organizzato dai genitori, in particolare dal padre che non riusciva più a gestire la figlia. La sera del 30 aprile Shabbar avrebbe chiesto alla moglie di fare una camminata con Saman nelle vicinanze della loro casa di Novellara. Lui le avrebbe seguite da vicino e una volta superate le serre – non è chiaro quali visto che nella zona ce ne sono diverse – le due sarebbero state raggiunte dallo zio Danish, dallo stesso Ijaz e dall’altro cugino Nomanhulaq. Avrebbero bloccato mani e piedi alla ragazza e la madre a quel punto avrebbe iniziato a piangere e così il marito l’avrebbe allontanata. Danish avrebbe strangolato la ragazza con una corda e il padre avrebbe chiamato un altro uomo, con il volto coperto da un passamontagna, che li avrebbe raggiunti in poco tempo, probabilmente già preallertato, e che avrebbe preso le redini delle operazioni. Ijaz ha sostenuto che lui e il padre sarebbero tornati indietro, mentre il personaggio misterioso, Danish e Nomanhulaq si sarebbero occupati di trasportare il corpo verso il fiume, in sella a una bici.

Nelle scorse ore, era emersa la notizia della confessione fatta dal padre della ragazza mentre parlava al telefono con un parente: l’uomo avrebbe ammesso di aver ucciso la figlia Saman per tutelare la “dignità” e l’”onore” della famiglia. “Ho ucciso mia figlia”, avrebbe detto l’uomo spiegando che la decisione dolorosa di portare a termine quel gesto così estremo era stata condivisa dagli altri parenti. E che si era resa necessaria per tutelare “la dignità” e “l’onore” degli Abbas dopo che la figlia aveva rifiutato di sposare un cugino in Pakistan. L’intercettazione è depositata agli atti del processo sull’omicidio della ragazza, che si aprirà il prossimo 10 febbraio a Reggio Emilia. La diffusione dell’intercettazione ha indignato l’avvocato Simone Servillo, difensore del padre della 18enne: “È vergognoso far uscire dei virgolettati relativi ad una vicenda così delicata, che non confermo e che possono essere facilmente fraintendibili, anche perchè entrambi gli interlocutori non parlavano in italiano”, ha detto il legale a LaPresse. “Le intercettazioni – ricorda l’avvocato – spesso si prestano a fraintendimenti e spesso nella nostra storia processuale italiana non sono poi risultate attendibili, portando a cantonate colossali”

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