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Myrta Merlino  e le intimidazioni a Ostia: «È come Scampia» | Video

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 23:16

 «È come Scampia» | Video

La giornalista di La7 e il caso delle gomme tagliate all’auto della troupe:

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Argentina, il mistero della scomparsa di un sottomarino A bordo 44 marinai | Video

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 23:14

Argentina, il mistero della scomparsa di un sottomarino  A bordo 44 marinai | Video

La Marina di Buenos Aires ha perso i contatti con la nave «'San Juan» dal 15 novembre

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Treni, bus, aerei: i clienti devono comandare |L’Economia lunedì gratis

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 23:09

  i clienti devono comandare |L’Economia lunedì gratis

Parla il presidente dell’Authority Andrea Camanzi. Le priorità? Imporre livelli minimi di qualità nei «regionali». E grande attenzione all’uso dei dati per evitare la concentrazione del business

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Manuel, il ragazzo autistico che  ha scritto un libro

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 23:02

Manuel, il ragazzo autistico che  ha scritto un libro

Autistico, per 9 anni è stato in silenzio soffrendo. Oggi ha 16 anni, frequenta il liceo classico a Catanzaro e ha pubblicato un libro, «Il bambino irraggiungibile». «La scrittura - dice - mi rende meno marziano e un po’ più ospite del mondo»

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Morto Totò Riina. Giudici, poliziotti, politici: storie e volti delle sue vittime

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 23:00

 storie e volti delle sue  vittime

Da dove vengono i 26 ergastoli del boss di Corleone? Da una interminabile scia di sangue cominciata nel 1949 con l’uccisione di un compaesano e culminata con le stragi degli anni ‘90

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Ostia, bruciato portone sede Pd  a poche ore da corteo antimafia Video|Minacce alla troupe di La7

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 22:54

Ostia, bruciato portone sede Pd  a poche ore da corteo  antimafia Video|Minacce alla troupe di La7

A darne notizia su Twitter è il senatore dem Stefano Esposito, che è stato già commissario del partito sul litorale romano. Cresce la tensione nel municipio, domenica il ballottaggio

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Milano, Corona urla al giudice: «Ma che domande sta facendo?» Foto

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 22:08

 «Ma che domande sta facendo?» Foto

Per l’ennesima volta in anni di traversie giudiziarie «l’ex re dei paparazzi» litiga coi magistrati e viene redarguito. Il pm: «È inaccettabile. Chiedo che venga allontanato»

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«Nonna dipingi, starai meglio»  E il nipote scoprì la Picassa di casa

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 22:02

«Nonna dipingi, starai meglio»  E il nipote scoprì la Picassa di casa

Dopo 17 anni dalla prima uscita, Mondadori ripubblica il libro di Marcello Jori. Una storia dai contorni romanzeschi, ma al tempo stesso autobiografici 

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La missione dei lettori selvaggi Sui libri per imparare a vivere

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 22:01

La missione dei lettori selvaggi Sui libri per imparare a vivere

Il nuovo pamphlet di Giuseppe Montesano (Bompiani): un vademecum che si colloca fra l’indagine saggistica e l’invito poetico a leggere. L’autore sarà a BookCity il 19 novembre - BookCity a Milano. La città diventa capitale dei libri: lo speciale

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Terrorismo, Usa e Russia lanciano l'allarme: «Alto rischio di attentati in Europa per le festività di Natale»

Ilmessaggero.it - Pet, 17/11/2017 - 22:01
Allerta Isis in Europa durante le festività. Il dipartimento di Stato Usa ha diramato una allerta per i cittadini americani in Europa per «l'alto rischio di attacchi terroristici, in...
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Livorno, auto piena di esplosivo e detonatori nel porto: fermato un uomo

Ilmessaggero.it - Pet, 17/11/2017 - 22:01
Una Smart con esplosivo e, sembra con anche dei detonatori, riceventi e un telecomando, è stata trovata ieri pomeriggio a Livorno, nei pressi del porto Mediceo. La notizia è riportata...
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La Lettura fa festa per i 6 anni Sui social network #unaparolaunastoria

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 21:41

La Lettura fa festa per i 6 anni Sui social network #unaparolaunastoria

Nell’inserto Francesco Piccolo sulla fantasia, l’omaggio a Umberto Eco  Domenica 19 novembre la festa in Sala Buzzati, nella sede del «Corriere» E sui social network inviateci la vostra parola-storia con #unaparolaunastoria - Gli illustratori de «la Lettura» in mostra alla Triennale di Milano Quintavalle - Tutti i colori de «la Lettura». Tre agendine per il 2018 Bozzi

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«Ma quanta roba ha caricato sul tetto?», sulla autostrada A3 il bagaglio esagerato

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 21:35

«Ma quanta roba ha caricato sul tetto?», sulla autostrada A3 il bagaglio esagerato

Il video di un automobilista napoletano in Viaggio sulla Napoli-Salerno, stupito dall’incontro piuttosto originale. L’auto accanto è caricata all’inverosimile: «Sarà diretta in Tunisia? » si chiede ironico l’automobilista che filma la scena

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Bersani sul centrosinistra: “Non è vero che unito vince, serve una svolta” 

La Stampa - Pet, 17/11/2017 - 21:28
«Noi tiriamo dritto, poi vediamo se convinciamo qualcuno che bisogna cambiare. Unità è una bella parola, ma non è vero che uniti si vince. È cambiando che si vince. Uniti abbiamo visto da tre anni che si può perdere tutte le volte». Lo ha detto Pier Luigi Bersani a Propaganda Live, su La7. «C’è un pezzo di popolo che non ne vuole sapere di un centr...
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Scomparso in Siria, l'ultima telefonata alla fidanzata: «Ho paura, prega per me»

Ilmessaggero.it - Pet, 17/11/2017 - 21:00
È la notte di Natale 2016 quando Cristina riceve una chiamata dalla Siria. «Qui va sempre peggio. Ho paura» le confida Fabrizio Pozzobon. È atterrato il 20 dicembre a...
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Insulti razzisti in metro: il passeggero offeso e aggredito rimane impassibile e nessuno interviene

Corriere.it - Pet, 17/11/2017 - 20:45

 il passeggero offeso e aggredito rimane impassibile e nessuno interviene

Il video girato sulla metro di San Francisco tra l’indifferenza dei presenti che si se ne vanno

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Banca Carige, Genova ci riprova. Si salvi il piccolo risparmiatore che può

Il Fatto Quotidiano - Pet, 17/11/2017 - 20:39

Tanto rumore per nulla? Stando alle dichiarazioni tranquillizzanti dei protagonisti sembrerebbe di sì: i grandi azionisti di Carige – Malacalza e Volpi – hanno formalizzato l’impegno a sottoscrivere l’aumento di capitale e i contrasti con le tre banche che assistono l’istituto ligure (Barclays, Credit Suisse e Deutsche Bank) sembrano in via di superamento, tanto che è prevista la costituzione del consorzio di garanzia entro il fine settimana. Se così fosse, il titolo Carige potrebbe essere riammesso a Piazza Affari già lunedì mattina e l’aumento di capitale da 560 milioni potrebbe partire nei giorni immediatamente successivi, non appena ricevuto il via libera Consob al prospetto informativo.

A tirare un sospiro di sollievo sono in molti, a partire dai piccoli azionisti della banca e dai titolari di obbligazioni che nelle ultime ore avevano temuto il peggio e cioè che Carige potesse finire in risoluzione, come già capitato nel novembre 2015 a Popolare Etruria, Banca Marche, CariChieti e CariFerrara, o che addirittura potesse essere applicato per la prima volta il “bail-in”, coinvolgendo nelle perdite anche i titolari di obbligazioni senior e i depositi bancari al di sopra dei 100mila euro. Timori per nulla infondati alla luce di quanto successo in questi anni di crisi bancarie e della difficile situazione della banca, che è da molto tempo sull’orlo del baratro. Ad alimentare le paure vi è anche un’oggettiva difficoltà a reperire capitali “privati” per un eventuale salvataggio (il sistema bancario si è già “svenato” con Atlante, con le quattro banche regionali e con altre crisi minori ed è a corto di munizioni) e la sensazione che Bruxelles e Francoforte questa volta non siano disposte a derogare alle regole e possano acconsentire all’impiego di fondi pubblici solo a patto che scatti il “bail-in”.

Il superamento dell’empasse tra Malacalza e le banche nell’immediato evita lo scoppio di una nuova crisi bancaria che avrebbe ripercussioni pesantissime non solo sulla Liguria, la sua economia e i suoi risparmi, ma che potrebbe facilmente innescare una reazione a catena su tanti altri focolai di crisi, basti pensare al Credito Valtellinese impegnato a fare un aumento di capitale che vale cinque volte la sua capitalizzazione di Borsa (il titolo ha perso oltre il 60% in pochi giorni), a istituti con le spalle ben più larghe e che però si trovano zavorrati da tanti problemi, primo fra tutti la questione dei crediti deteriorati. Basta guardare le quotazioni dei titoli bancari delle ultime sedute per rendersi conto che la situazione non è affatto mutata rispetto ai mesi scorsi e che le banche italiane, salvo poche eccezioni, non raccolgono alcuna fiducia da parte degli investitori. Anche il ritorno a Piazza Affari del Monte dei Paschi conferma che il salvataggio con i soldi dei contribuenti non ha sostanzialmente mutato le prospettive reddituali della banca, che continua a perdere soldi e ne fa perdere a noi: pochi mesi fa il Tesoro ha pagato 6,49 euro per azione ciò che oggi vale a stento 3,5 euro. La perdita potenziale si attesta intorno al 45%, ma è solo un dato provvisorio visto che il titolo continua a perdere terreno.

Nonostante il Pil in ripresa, la crisi del sistema bancario resta purtroppo un tema di strettissima attualità e, come si è visto in questi giorni, basta poco per mettere a nudo la debolezza del sistema e bruciare ciò che resta della capitalizzazione di molte banche quotate. La stessa Carige due anni fa valeva quasi dieci volte il valore attuale. Lo sa molto bene Vittorio Malacalza che all’epoca mise sul piatto 260 milioni di euro per acquistare la sua quota che oggi vale a malapena 26 milioni. Comunque sia, l’imprenditore genovese ha dato la propria disponibilità ad aumentare la sua quota e ha chiesto l’autorizzazione alla Banca d’Italia di salire fino al 28% dall’attuale 17,6%. Anche il petroliere Gabriele Volpi ha confermato di credere nella banca e si è impegnato a salire fino al 9,9% del capitale di Carige, mentre Coop Liguria e Aldo Spinelli sottoscriveranno pro quota l’aumento assicurando così un altro 3,5 per cento.

Complessivamente il nucleo dei soci stabili coprirà circa il 30% della richiesta di nuovi fondi e la scommessa per nulla scontata è che si riesca a trovare sul mercato il restante 70%: difficile che le banche del consorzio di garanzia accettino di coprire un inoptato di queste dimensioni (350 milioni circa) ed è prevedibile un forte pressing sui piccoli azionisti che hanno in mano oltre il 55% del capitale affinché sottoscrivano l’aumento. Sarà interessante vedere come si muoverà la Consob al riguardo: nel caso delle popolari venete erano state disposte misure molto particolari a tutela dei correntisti e dei piccoli azionisti per limitare i potenziali abusi. Il caso di Carige è diverso sotto vari profili, ma la sottoscrizione dell’aumento di capitale entro il 31 dicembre è conditio sine qua non per la stessa continuità aziendale dell’istituto e dunque il rischio di pressioni “improprie” è almeno altrettanto forte.

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La sinistra è come ogni altra cosa. Impossibile fino a quando non la fai

Il Fatto Quotidiano - Pet, 17/11/2017 - 20:36

Andrà a votare solo un elettore su due.

Al posto dei sondaggi sulle intenzioni di voto bisognerebbe fare i sondaggi sulle intenzioni di non voto: chiedere a chi non vota da quanto e perché. Non lo faranno, non è interesse dei grandi partiti che commissionano i sondaggi, poiché in politica non esiste il boicottaggio.

Le compagnie telefoniche ti tempestano di telefonate se le abbandoni per un altro operatore. Ti promettono sconti e vantaggi per convincerti a tornare. I partiti non lo fanno, perché la quantità di denaro e potere che si spartisce chi arriva in Parlamento non aumenta né diminuisce in funzione di quanti vanno a votare. Quel che conta è spartirsi la torta, nessuno si cura degli elettori delusi, impoveriti dai governi che hanno preferito salvare le banche invece delle persone e le imprese invece dei lavoratori.

Questa sofferenza diffusa si è canalizzata quasi sempre nel rifiuto, nella disillusione, nel non voto. Più raramente nel voto al Movimento Cinquestelle o in quello dichiaratamente reazionario alla Lega, nella convinzione che la novità e la reazione fossero comunque meglio della conservazione dello status quo.

E la sinistra? Non è mai apparsa sufficientemente nuova o non è mai sufficientemente apparsa: quella che andava in tv era rassegnata ad accettare i rapporti di forza, prometteva di mitigare l’ingiustizia, invece di che di combatterla, poiché faceva accordi con quelli che l’ingiustizia l’hanno prodotta attraverso le leggi che hanno votato: il pareggio di bilancio in Costituzione, la legge Fornero, lo Sblocca-Italia, il Jobs Act.

L’altra sinistra – quella che ha sempre avversato questi provvedimenti e quelli che li hanno votati – in tv non viene invitata. Partiti come Rifondazione Comunista o il Partito Comunista che hanno mille volte più militanti, elettori, eletti e sedi di Casapound e che chiedono di cancellare la legge Fornero, vengono ignorati, mentre Di Stefano imperversa in prima serata, essendo funzionale al disegno dei grandi partiti conservatori (“Vota Pd o arrivano i fascisti!”. Una volta era: “Vota Pd o arriva Berlusconi che cancella l’art. 18”. Che nostalgia). A parlare di pensioni si invita la stessa Fornero, ministra di Monti, che quando si è misurato con il consenso elettorale ha racimolati pochi parlamentari per lo più confluiti nel Pd. Per questo Fornero viene invitata in tv e la sinistra che vuole cancellare la sua legge no.

Tra gli elettori di sinistra, la delusione e il conseguente bisogno di una rappresentanza politica alternativa si è andata allargando mano a mano che Renzi cancellava l’articolo 18, minacciava di riformare la Costituzione e la legge elettorale riducendo spazi di democrazia, imponeva 400 ore di lavoro gratuito agli studenti in alternanza.

Per molti tra gli elettori delusi dal centrosinistra le offerte alternative non sono potabili. Preferiscono astenersi piuttosto che votare per Di Maio che minaccia di riformare i sindacati – i sindacati li riformano i lavoratori – e che definisce con disprezzo “taxi del mare” le barche delle Ong che salvano vite umane, così come preferiscono astenersi piuttosto che votare per il Pd di Renzi che difende Marchionne e di Minniti che ha stretto accordi con gli ex trafficanti per trattenere i profughi nei lager libici.

Alcuni elettori di sinistra avevano riposto fiducia nel processo del Brancaccio, esploso per le sue contraddizioni. L’unità a sinistra è fallita per aver inseguito chi invocava il compromesso – un nuovo centrosinistra – prima della svolta radicale, e la svolta radicale solo come ripiego tardivo se proprio non c’erano margini per il compromesso.

In tanti avevano sperato che le ambiguità e le contraddizioni si risolvessero grazie al potere taumaturgico del programma radicale. Si erano illusi che bastasse farlo sottoscrivere a chi ha votato il pareggio di bilancio in Costituzione, la legge Fornero, il Jobs Act, per costruire un partito credibile e attrattivo per quelli che queste riforme le hanno subite e combattute: a patto di chiedere a chi aveva avuto incarichi di governo di non candidarsi.

A pochi mesi dalle elezioni, quel programma era ancora da scrivere, il passo indietro – mai imposto – non è stato fatto, il Brancaccio è saltato.

Ne avevo scritto mesi fa, con Marta Fana, su questo giornale. Continuo come allora, sommessamente, a credere che gli elettori non vogliano una sinistra unita ma una sinistra credibile. Che i voti non si sommano ma si conquistano.

Che la politica sia anche compromesso ma soprattutto coerenza, che sia anche confronto ma soprattutto lotta, che sia anche prudenza ma soprattutto coraggio, slancio, determinazione. Perché se non si è convinti – se si oscilla ogni giorno tra il centrosinistra e il quarto polo – non si è convincenti, e lo ha dimostrato il voto in Sicilia.

Al posto dell’assemblea del Brancaccio, sconvocata dai suoi promotori, domani a Roma ce ne sarà un’altra, alle 11 al Teatro Italia di Via Bari. L’hanno indetta i giovani militanti dell’Ex Opg Je so pazzo e in centinaia stanno aderendo da tutta Italia. Di loro ho scritto qui, per le battaglie a favore dei migranti, e qui, per quelle contro il lavoro nero.

Avevano partecipato alla prima assemblea del Brancaccio, erano stati allontanati dopo che una di loro era salita sul palco per protestare in modo scomposto perché si dava la parola a Miguel Gotor, di Mdp, e non a loro e perché c’era Massimo D’Alema in prima fila: «Come la costruisci la sinistra dal basso con Bersani e D’Alema?!». «Una provocazione», si disse. Anche molto sgarbata. Ma le contestazioni, per essere efficaci, devono indisporre chi viene contestato, perciò sono spesso prive di garbo.

Alla luce di come sono andate le cose, quella contestazione che allora era sembrata fuori luogo (li avrebbero comunque fatti parlare, ma dopo Gotor) appare, nel merito, centrata: Mdp ha avuto più voce in capitolo della “società civile” e ha incoronato leader della lista alternativa al Pd Pietro Grasso, che fino a ieri era nel Pd. Così ha dichiarato Tomaso Montanari, spiegando le ragioni per le quali il Brancaccio è saltato: «I segretari di Mdp, Possibile e Sinistra italiana hanno scelto un leader. E questo ha ‘risolto’ tutti i problemi: nella migliore tradizione messianica italiana. Poi hanno lanciato un’assemblea, che si sta costruendo come una spartizione di delegati tra partiti, con equilibri attentamente predeterminati». I tre segretari hanno sottoscritto un documento escludendo Rifondazione Comunista – sgradita a Mdp – che aveva aderito al percorso del Brancaccio, e lo stesso Montanari che di quel documento, dice, aveva partecipato alla stesura della sola introduzione e riteneva il testo inaccettabile.

Mentre tutto si lacera (diversi esponenti di Sinistra Italiana si sono sospesi dalle cariche: a Firenze, tutti i consiglieri comunali) e monta lo smarrimento e lo sconforto nei militanti, i ventenni dell’Ex Opg propongono di fare comunque l’assemblea, aperta a tutti quelli che vogliono costruire una lista di sinistra alternativa – come volevano e ancora vogliono molti tra i protagonisti del Brancaccio – e che abbia come punto di partenza e non di approdo un programma radicale, in totale contrapposizione con le riforme che hanno impoverito il 99 per cento di noi e arricchito l’un per cento degli altri: «Da troppo tempo ormai la sinistra è lontana dal popolo, si perde in inutili accrocchi invece di risolvere i problemi reali delle persone. L’annullamento dell’assemblea che sabato avrebbe dovuto dare seguito al percorso del Brancaccio, per cui tante e tanti avevano profuso impegno in buona fede, è stata l’ennesima dimostrazione. Noi che siamo stati cacciati dal Brancaccio, vogliamo accogliere tutti, dare modo a tutte quelle forze pulite, alle assemblee territoriali, di riaprire una strada».

Parteciperanno in tanti tra quanti, del resto, avevano già comprato il biglietto del treno. «La storia ci dice che sarà l’ennesimo partitino di sinistra», scrive qualcuno. La storia ci dice anche che una cosa è impossibile finché non arriva qualcuno che la fa.

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«I compiti sono una porcheria» e botte ai bimbi, maestre sospese 8 mesi dall'asilo

Il Gazzettino.it - Pet, 17/11/2017 - 20:31
UDINE - «I compiti sono una schifezza, una porcheria» maestre cacciate dall'asilo. Oltre agli insulti e alle mortificazioni psicologiche, due docenti di una scuola paritaria...
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Milan, il New York Times: «Li Yonghong non ha nessuna miniera. Il padre e fratello sono in prigione»

Ilmessaggero.it - Pet, 17/11/2017 - 20:30
Il New York Times getta ombre sul presidente del Milan, Li Yonghong. «Quando l?uomo d?affari cinese Li Yonghong ha acquistato il Milan nessuno in Italia aveva mai sentito parlare di...
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