Italija

La liberazione dell'orso che è stato chiuso in una piccola gabbia per anni

Corriere.it - Sre, 20/06/2018 - 18:10

La liberazione dell'orso che è stato chiuso in una piccola gabbia per anni

Era in uno zoo in Armenia

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Corona e l’affidamento, pg: torni in carcere,  ha diffamato toga Foto|Video

Corriere.it - Sre, 20/06/2018 - 18:06

 torni in carcere,  ha diffamato toga Foto|Video

È la richiesta formulata dal sostituto pg Antonio Lamanna nell’udienza, durata due ore, davanti al Tribunale di Sorveglianza, alla quale era presente l’ex agente fotografico che se ne è andato senza parlare coi giornalisti

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La solitudine ai tempi  dei social, il tema terapeutico  per i ragazzi del ‘99 Video Da Merini a Hopper: gli spunti

Corriere.it - Sre, 20/06/2018 - 18:03

 gli spunti

La solitudine è una condizione umana, universale e antica, iscritta dentro di noi. La riconosciamo subito, come riconosciamo il pericolo e la felicità

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Esce di strada con la Mito, si cappotta e finisce nel fosso

Il Gazzettino.it - Sre, 20/06/2018 - 18:00
REANA DEL ROJALE (Udine) - Brutto incidente stradale a Reana del Rojale nel primo pomeriggio di oggi, mercoledì 20 giugno, dove un uomo che era alla guida di una Alfa Romeo Mito ha perso il...
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Milano, pedofilia: arrestate quattro persone e sequestrate migliaia di foto. Diciotto indagati

Ilmessaggero.it - Sre, 20/06/2018 - 18:00
Quattro persone trovate in possesso di ingenti quantitativi di materiale pedopornografico sono state arrestate, mentre altre 18 persone sono state indagate a piede libero in un'operazione...
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Gli Usa escono dal Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu

Ilmessaggero.it - Sre, 20/06/2018 - 18:00
Gli Stati Uniti mantengono la promessa ed escono dal Consiglio dei Diritti Umani dell'Onu in segno di protesta per l'atteggiamento nei confronti di Israele. È l'ennesimo schiaffo...
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Novità pensioni: Quota 100, ma meno soldi. Inps, come chiedere congedo maternità

Avanti! - Sre, 20/06/2018 - 18:00

Novità pensioni
QUOTA CENTO MA MENO SOLDI

Un sondaggio, condotto da SWG per Confesercenti, rivela che quasi un italiano su due vorrebbe il superamento della legge Fornero. La revisione della riforma sulle pensioni è il punto del contratto di governo Lega-M5S più apprezzato dai cittadini, sottoscritto dal 44% degli intervistati.
Quota 100 e quota 41 sono ancora sotto i riflettori in tema di riforma pensioni. Intanto va detto che quota 100 è già realtà per medici, avvocati e commercialisti. Ma la logica del governo è: quota 100 per tutti. Il nodo è però anche legato a quanto varranno gli assegni pensionistici e si teme il ribasso. Chi va in pensione adesso e percepisce 1.289 euro di pensione, con la quota 100 prenderebbe 1.089 euro. Inoltre, quota 100 non sarebbe conveniente per i giovani che hanno carriere discontinue. Stando a quanto ha recentemente riportato Businnes Online “secondo alcune elaborazioni, chi ha avuto carriere discontinue o brevi, e attualmente questi casi di registrano soprattutto nelle regioni del Sud e per le donne, o chi ha avuto interruzioni al lavoro superiori ai 2 anni per cassa integrazione o malattia, con la quota 100 correrebbe il rischio di posticipare il momento della pensione fino a 3 anni”.
Sulle pensioni, quindi, arriverà la quota 100 ma con tagli sull’assegno pensionistico? La riforma gialloverde della legge Fornero per anticipare la pensione degli italiani, inserita da Lega e Cinque Stelle nel contratto di governo, potrebbe avere degli effetti collaterali. Lo ha spiegato anche Repubblica. Ecco quanto viene detto al riguardo: Chi rientra nei nuovi parametri si prepari a una sorpresa niente male: il ricalcolo contributivo di quanto versato tra il 1996 e il 2011″. «Dovevamo farlo già nel 1996, quando entrò in vigore la riforma Dini», ha affermato Alberto Brambilla, esperto previdenziale e consigliere del vicepremier leghista Salvini. «E invece si scelse un’altra strada». Ovvero mantenere nel retributivo (pensione proporzionale agli ultimi stipendi) quanti già avevano più di 18 anni di versamenti. E affidare tutti gli altri al nuovo calcolo in base ai contributi, poi diventato universale nel 2012. Ora, ricalcolare 16 anni col contributivo potrebbe tradursi in un taglio medio sull’importo della pensione del 9-10% che forse molti pensionandi non hanno messo in conto, quando sentono parlare di “quota 100”. Senza pensare che tra il 1996 e il 2012 sono andati in pensione già oltre 3 milioni e mezzo di italiani. E con un assegno più generoso di quanto spetterà a loro, perché interamente retributivo. Motivo, questo, di contenzioso infinito.

Inps
CONGEDO DI MATERNITA’, COME RICHIEDERLO

Si chiama congedo di maternità il periodo di astensione dal lavoro per le lavoratrici in gravidanza; un’astensione obbligatoria di 5 mesi alla quale la dipendente non può rinunciare, pur potendo decidere se aderire alla formula 2+3 (due mesi prima e tre mesi dopo il parto) o 1+4 (un mese prima e quattro mesi dopo). Per posticipare l’inizio del congedo di maternità, però, è necessario che sia il medico del Servizio sanitario nazionale sia quello competente ai fini della prevenzione e tutela della salute nei luoghi di lavoro attestino che in questo modo non si arreca alcun danno alla madre e al nascituro. In entrambi i casi la domanda per il congedo di maternità va trasmessa all’Inps in via telematica; questa va inoltrata con due mesi di anticipo dall’inizio del congedo e non oltre un anno dalla fine del periodo indennizzabile.
La lavoratrice che invia l’istanza prima dell’inizio del congedo ha il dovere di presentare all’Inps il certificato medico di gravidanza, ove tra l’altro sarà indicata la data presunta del parto. Inoltre, sarà compito della dipendente comunicare, sempre all’Inps, – entro trenta giorni dal parto – la data di nascita e le generalità del figlio. Per recapitare la richiesta all’Ente di previdenza ci sono tre diverse opzioni possibili: accedere ai servizi web del sito Inps, contattare il numero verde 803 164 o rivolgersi a un patronato e farsi assistere in questa semplice operazione. Giova ricordare però che anche al datore di lavoro va comunicato – con congruo preavviso – l’inizio del congedo di maternità, in modo che questo possa organizzarsi in anticipo su come far fronte alla conseguente assenza. Una volta iniziato il congedo di maternità, quindi, la lavoratrice potrà assentarsi dal lavoro per 5 mesi senza temere il licenziamento e senza perdere la retribuzione; spetterà all’Inps, infatti, riconoscere un’indennità economica sostitutiva di maternità pari all’80% della retribuzione giornaliera calcolata sulla base dell’ultimo stipendio.

Previdenza
RINVIARE LA PENSIONE COSTA CARO

Rimandare il pensionamento dal dicembre 2018 al gennaio 2019 può costare caro ai lavoratori. Da 268 euro in meno all’anno per chi si ritirerà a 67 anni, fino a 340 euro per chi andrà in pensione a 70. E’ quanto sottolinea in una nota la Uil, che ha analizzato i nuovi coefficienti di trasformazione legati all’aspettativa di vita approvati con il dm 15 maggio del ministero del lavoro, pubblicato di recente in Gazzetta Ufficiale.
“Gli attuali criteri di individuazione dei coefficienti di trasformazione legati all’aspettativa di vita sono causa di un’oggettiva penalizzazione per i lavoratori che andranno in pensione a partire da gennaio 2019 – si legge nella comunicazione -. Infatti, volendo fare un esempio, un lavoratore che andrà in quiescenza a 67 anni, il 2 gennaio 2019, riceverà un trattamento annuo lordo di 13.411 euro, ben 268 euro in meno di un lavoratore che, a parità di montante contributivo e di età anagrafica, andrà a riposo il 31 dicembre 2018”.
A partire dal prossimo anno, infatti, chi si ritirerà dal lavoro percepirà una pensione annua inferiore, mediamente, di oltre l’1% rispetto a chi ci è già andato o ci andrà quest’anno. “Tale meccanismo – denuncia la Uil – oltre a costituire un danno oggettivo per i lavoratori, è un vero e proprio disincentivo alla permanenza in servizio. Rinviando l’accesso al pensionamento si incorre nel pericolo di vedere il proprio trattamento calcolato con coefficienti più sfavorevoli e quindi di percepire un assegno più basso”.
La Uil evidenzia la necessità di “varare una modifica dei coefficienti di trasformazione, legandoli alle coorti di età. Si deve assegnare, pertanto, a ciascuna coorte di età il proprio coefficiente, questo permetterebbe di salvaguardare uno dei principi fondamentali del sistema contributivo, senza penalizzare i lavoratori e soprattutto incentivando la permanenza al lavoro”.
“Dal primo gennaio 2019 oltre all’età di accesso alla pensione, che raggiungerà per tutti i 67 anni, saranno adeguati all’aspettativa di vita anche i coefficienti che si utilizzano per trasformare in pensione il montante contributivo del trattamento previdenziale – prosegue la nota -. Ad un valore maggiore del coefficiente, e quindi del divisore, corrisponderà un importo minore del trattamento, al fine di ridistribuire su un più lungo periodo di vita il montante previdenziale maturato”.
La Uil fornisce poi alcuni esempi di trasformazione con i nuovi coefficienti, partendo da un montante contributivo di 280.000 euro che, oggi, per un lavoratore che andrà in quiescenza a 67 anni, corrisponderebbe a una prestazione pensionistica lorda mensile pari a 1.045 euro. Se il lavoratore di 67 anni sceglierà di procrastinare l’accesso alla pensione anche di un solo mese, da dicembre 2018 a gennaio 2019, avrebbe una diminuzione dell’assegno pari a 268 euro, dal primo assegno previdenziale per il resto della vita.

Agevolazioni
CARTA ACQUISTI ORDINARIA

Una delle forme di sostegno al reddito è rappresentata proprio dalla Carta Acquisti Ordinaria concessa ai cittadini che si trovano in condizioni di disagio economico che abbiano più di 65 anni. La stessa consiste proprio in una carta di pagamento elettronica sulla quale viene versato a cadenza bimestrale un importo che può essere utilizzato per la spesa alimentare negli esercizi convenzionati e per il pagamento di luce e gas. Ovviamente non è utilizzabile per il ritiro di denaro.
Sulla carta vengono quindi accreditati 80 euro con cadenza bimestrale e i negozi che aderiscono a questa iniziativa avranno esposto questa etichetta. Dal 1° gennaio 2018, ai nuclei familiari con componenti minorenni beneficiari di questa carta, che abbiano fatto richiesta del Reddito di Inclusione, il beneficio economico connesso sarà erogato sulla medesima carta che in questo caso viene denominata Carta REI, assorbendo il beneficio della Carta Acquisti Ordinaria.

Carlo Pareto

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Privacy: il Parlamento contesta il decreto al governo, che nel frattempo è cambiato

Il Fatto Quotidiano - Sre, 20/06/2018 - 17:59

Una rivisitazione del decreto di adeguamento sulla privacy che deve varare il governo, attraverso la formulazione di osservazioni e condizioni, che prefigurano un parere positivo.

E’ questa la richiesta che nelle Commissioni speciali sugli atti urgenti – ovvero il parlamentino che si è occupato di esaminare il Def e gli altri atti del governo uscente in attesa della formazione del nuovo esecutivo – il Parlamento formulerà al governo, intanto formatosi, attraverso un parere presentato al Senato dal relatore, il pentastellato Gianluca Perilli, ed alla Camera, dalla relatrice leghista Rossana Boldi.

Esecutivo che nel frattempo è cambiato rispetto a quando era stata presentata la contestatissima prima formulazione del decreto ad opera del governo Gentiloni.

La Commissione speciale parlamentare ha lavorato a tappe forzate in queste settimane, come si evince dall’iter dell’atto sul sito del Parlamento, per impulso soprattutto del senatore del M5S Vito Crimi, presidente della Commissione speciale del Senato, che ha disposto audizioni congiunte Camera-Senato, e del relatore del provvedimento, anche lui del Movimento 5 stelle, Gianluca Perilli. Crimi, che nel frattempo ha traslocato in qualità di sottosegretario all’editoria nel governo Conte, ha assunto la partita in prima persona ed ha scadenzato ad un ritmo vertiginoso le riunioni della Commissione svolgendo un ruolo di controllore scrupoloso, come risulta dallo streaming del Senato.

I gruppi di lavoro parlamentari peraltro sono composti da soggetti bipartisan senz’altro di qualità, tra i quali spiccano la deputata del Partito democratico, già vicepresidente del Senato Rosa Maria De Giorgi, docente di informatica giuridica al Cnr, ma anche il magistrato Giacomo Caliendo, che ha formulato calzanti obiezioni al testo, e lo stesso vicecapogruppo del M5s al Senato, Perilli, un giurista molto esperto nel settore delle sanzioni amministrative e nuove tecnologie. Come risulta dal suo curriculum sul sito della regione Lazio, ha discusso una tesi sulla privacy con il mai troppo compianto Stefano Rodotà.

Perilli in particolare ha svolto un ruolo fondamentale nel richiedere (ed ottenere) l’audizione di decine di associazioni, realizzando una vera e propria consultazione pubblica che era stata del tutto ignorata dal governo precedente. Una sorta di prova generale della democrazia diretta e partecipata che, a quanto sembra, il nuovo governo intende introdurre. Tale evidentemente è stata la vis produttiva dei membri della Commissione: gli uffici studi dei due rami del Parlamento, cosa abbastanza inusuale, hanno prodotto ben due dossier a distanza di pochi giorni l’uno dall’altro.

Il parere frutto del lavoro principalmente del relatore pentastellato è molto articolato, più interessante nella parte motiva che nelle proposte vere e proprie, e si occupa di molte delle osservazioni in merito a che hanno agitato l’opinione pubblica in questi mesi.

Della Commissione fa parte anche il nuovo sottosegretario alla Giustizia Vittorio Ferraresi, presente in Aula durante la discussione finale, già capogruppo M5s in Commissione giustizia, un altro esperto, avendo redatto in qualità di relatore per la stessa Commissione il parere sul decreto di adeguamento alle norme europee sull’uso dei dati del codice di prenotazione (PNR) ai fini di prevenzione, accertamento, indagine e azione penale nei confronti dei reati di terrorismo e dei reati gravi, ed avendo avuto altresì un ruolo centrale, in qualità di parlamentare, nella revisione delle norme sul cyberbullismo nel 2017.

Ora però viene il bello perché a dover dire la parola definitiva entro il 23 agosto è appunto il nuovo governo.

Riusciranno i nostri eroi che si dovranno occupare della faccenda a schivare gli strali dei vari “Dott. Amendola, direttore della gazzetta ufficiale”, il super burocrate di fantasia nato dalla penna del costituzionalista e giurista illuminato Alfonso Celotto (nel frattempo traslocato in qualità di capo di gabinetto al Ministero della salute), che tenteranno di riportare indietro le lancette del decreto alla prima versione con causidici svolazzi?

E riusciranno altresì i nostri eroi a tirare dritto, qualora dovesse succedere, a fronte dei consigli degli esperti altrove suggeriti, ampliando invece la base di decisione del governo, ipotizzando ad esempio la creazione di un tavolo tecnico in grado di portare a compimento in breve termine questa rivoluzione di civiltà del nostro paese?

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Trump e i bimbi messicani separati dai genitori: la giornalista tv non trattiene le lacrime

Corriere.it - Sre, 20/06/2018 - 17:59

 la giornalista tv non trattiene le lacrime

La reazione della nota conduttrice Rachel Maddow

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Gay, Fraccaro: “Prefetto non può annullare la trascrizione degli atti di nascita dei figli di coppie omosessuali”

Il Fatto Quotidiano - Sre, 20/06/2018 - 17:50

I prefetti non hanno il potere di annullare la trascrizione degli atti di nascita dei figli di coppie dello stesso sesso. Lo ha sottolineato il ministro per i Rapporti con il Parlamento e la Democrazia diretta, Riccardo Fraccaro, rispondendo a un’interrogazione di Fratelli d’Italia, nel corso del primo question time alla Camera della nuova legislatura. Sui poteri di annullamento, “secondo un recente orientamento del Consiglio di Stato, il prefetto – ha affermato Fraccaro – pur dotato di poteri di vigilanza, non può annullare l’atto dell’ufficiale di stato civile in assenza di un’espressa previsione di legge che conferisca tale potere”.

L’interrogazione di Fdi nell’aula di Montecitorio segue all’ultimo caso di Rovereto. Il comune trentino ha infatti riconosciuto una bimba nata in Belgio da due mamme, di cui una italiana e ancora residenti nel Paese europeo. Le due donne, sposatesi proprio in Belgio, avevano già convertito e trascritto le loro nozze come unione civile nei registri dello Stato Civile italiano. Il primo caso di riconoscimento di un figlio di una coppia gay è stato invece quello del 23 aprile scorso a Torino, quando la sindaca M5s Chiara Appendino ha firmato l’atto che ha riconosciuto Niccolò Pietro, nato da procreazione assistita, come figlio di Chiara Foglietta e Micaela Ghisleni. Oltre a lui, sono stati trascritti gli atti di altri due bambini di coppie omogenitoriali. Un gesto che la prima cittadina dei Cinquestelle ha rivendicato dicendo: “Abbiamo contribuito a scrivere un pezzo di storia“.

Sul tema le posizioni di M5s e Lega appaiono distanti. Basti ricordare il pensiero del neoministro della Famiglia e disabilità Lorenzo Fontana: le famiglie arcobaleno “per la legge non esistono”, ha detto qualche settimana fa il leghista. Il tema della “famiglia naturale” rimane infatti caro al centrodestra, come dimostra l’interrogazione del deputato del Carroccio Edoardo Ziello allo stesso ministro Fontana sul tema della crisi demografica che “attualmente attanaglia l’Italia”. “Sostenere le famiglie attraverso misure concrete che prevedono la semplificazione tributaria e il sostegno alla genitorialità”, ha risposto il titolare del dicastero della Famiglia.

Le distanze tra le due parti del governo le ha evidenziate la stessa deputata di Fdi Augusta Montaruli dopo aver sentito la risposta di Fraccaro, che sostituiva tra l’altro proprio il ministro dell’Interno Matteo Salvini, alla sua interrogazione. “Sono profondamente delusa – ha replicato – smentisce, purtroppo, sia il Ministro Fontana che il Ministro Salvini. E mi auguro, a quel punto, che la parte buona, tra virgolette, di questo Governo, cioè la Lega, tenga il punto su questa materia. In quel caso noi ci saremo. Perché, vedete, la famiglia è una sola. Non ci sono genitori 1, non ci sono genitori 2, non ci sono genitori multipli: ci sono solo mamma e papà“, ha detto, ottenendo gli applausi dei deputati di Fratelli d’Italia ma anche di Forza Italia.

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Migranti, Sami (Unhcr): “In Italia non c’è alcuna emergenza. Soluzione? Portare stabilità oltre i confini europei”

Il Fatto Quotidiano - Sre, 20/06/2018 - 17:41

“L’Italia ha una situazione che non è assolutamente emergenziale“. A dirlo, nella Giornata internazionale del rifugiato, è la portavoce dell’Unhcr, Carlotta Sami, sul tema dell’immigrazione. “Gli arrivi via mare sono calati dell’80%. C’è però da fare un grande lavoro di inclusione”, ha aggiunto Sami. “Le crisi sono molte e sono lontane dall’Europa. I Paesi europei dovrebbero unirsi per trovare una soluzione oltre i loro confini“.

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Compay Segundo in concerto ad Aosta: in vendita i biglietti per il live del musicista morto nel 2003

Il Fatto Quotidiano - Sre, 20/06/2018 - 17:41

In verità Compay Segundo sarebbe morto nel 2003, alla veneranda età di 95 anni e di primavere alle spalle ne avrebbe oggi 110 abbondanti. Ma per Ticket.it Compay Segundo sarebbe ancora vivo e suonerebbe, live, per tutti noi. Il sito non ha dubbi: il 2 agosto alle 21.15, nel teatro romano di Aosta, si esibirà il re del son in carne e ossa, il grande artista ripescato nel 1997 dall’oblio dal film Buena Vista Social Club di Wim Wenders, e dall’omonimo disco. Un concerto iscritto nel festival “Aosta Classica” e che costerà una cifra importante: gli amanti del sound caldo, avvolgente, tropicale e vitalissimo dell’autore di Chan Chan dovranno sborsare, per applaudire il fantasma di Compay, dalle 19 euro e 55 ai 26 euro e 45 centesimi. Diritti di prevendita inclusi, per carità. Con la possibilità di ritirare i tagliandi direttamente alla cassa o di farseli recapitare a domicilio. D’altronde Ticket.it rivendica fortemente la sua esattezza e puntualità: il sito promuove, infatti, l’acquisto etico dei biglietti, si batte contro il deteriore secondary ticketing e assicura la trasparenza delle transazioni finanziarie.

Ma com’è possibile che venga annunciato il concerto della leggenda della musica latina vent’anni dopo le sue ultime, e uniche, performance nella nostra penisola, quando irruppe in scena ballando e dimenandosi per più di un’ora? È vero che Segundo ebbe a dichiarare a più riprese che avrebbe voluto restare al mondo almeno fino al compimento di 116 anni, l’età-record in cui spirò sua nonna, e se così fosse stato quest’estate sarebbe venuto veramente ad Aosta, travolgendo gli astanti con la sua presenza carismatica e la sua risata inconfondibile e contagiosa. Ma un’insufficienza renale se l’è portato via quindici anni fa, lo sa chiunque, persino chi ascolta Gue Pequeno e oggi il Nostro riposa nel cimitero di Santiago de Cuba.

Nessun prodigio, purtroppo. Nessuna seduta spiritica o connesso fenomeno paranormale all’orizzonte. Ecco svelato l’imbroglio: il 2 agosto, ad Aosta, non resusciterà Compay Segundo, ma riproporrà il suo repertorio il “Grupo Compay Segundo”, che l’ha accompagnato negli ultimi tempi e comprende pure suo figlio, Salvador Repilado. Una band che tramanda la lezione musicale del suo fondatore in giro per il globo, non perdendo la sana abitudine di esibirsi nel mitico Salon 1930 dell’hotel Nacional de L’Avana. Sigaro in bocca, un buon rum e panama d’ordinanza in testa, Compay se la starà ridendo da par suo in qualche posto assolato nell’eternità.

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Rovistano tra i rifiuti del pic-nic: due ricci finiscono in coma etilico

Corriere.it - Sre, 20/06/2018 - 17:38

 due ricci finiscono in coma etilico

Gli animaletti sono trovati a Erfurt in un parco per bambini vicino a una bottiglia rotta di liquore allo zabaione. Salvati dalla polizia sono stati portati in uno zoo per essere curati

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Ilaria D’Amico e Gigi Buffon: la famiglia «allargata»

Corriere.it - Sre, 20/06/2018 - 17:33

 la famiglia «allargata»

La coppia immortalata con l’ex di lei e la nuova compagna, in dolce attesa. E poi c’è Pietro, il primogenito di Ilaria

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Commissioni parlamentari, tutti i nomi della Camera. Ma resta il nodo Copasir. Il Pd: “Evitare strappo costituzionale”

Il Fatto Quotidiano - Sre, 20/06/2018 - 17:32

Maria Elena Boschi, Piercarlo Padoan e Marianna Madia al Bilancio, insieme a Claudio Borghi della Lega e a Fabio Rampelli di Fratelli d’Italia. L’ex presidente di Montecitorio Laura Boldrini agli Affari esteri, fianco a fianco con Micaela BiancofioreMariastella Gelmini e Mara Carfagna in quota Forza Italia, con il pentastellato Emilio Carelli e con la carica di big del Pd composta da Paolo Gentiloni, Piero Fassino, Dario Franceschini, Lorenzo Guerini e Marco Minniti. Sono stati ufficializzati a Montecitorio, dopo oltre tre mesi di attesa, i membri delle 14 commissioni permanenti. E’ l’ultimo tassello perché il Parlamento della 18esima legislatura possa davvero iniziare a lavorare. Il voto per l’elezione dei rispettivi presidenti è atteso per giovedì 21 giugno.

Agli Affari costituzionali fra i membri di maggiore peso ci sono Maurizio Martina, Emanuele Fiano e Matteo Orfini per il Pd, la leader di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni e la forzista Laura Ravetto. Secondo le ultime indiscrezioni, però, la presidenza andrà alla pentastellata Fabiana Dadone. In commissione Difesa spiccano Luca Lotti e Ettore Rosato in quota dem, mentre alle Finanze c’è la pentastellata Carla Ruocco. Hanno scelto la Cultura NicolaFratoianni di Leu, Vittorio Sgarbi in quota Forza Italia e il leghista Daniele Belotti. L’ex guardasigilli Andrea Orlando è tornato all’Ambiente (ne ha presieduto il ministero durante il governo Letta), mentre il forzista Giorgio Mulè farà parte della commissione Trasporti. Alle Attività produttive c’è l’ex segretario del Pd Pier Luigi Bersani, al Lavoro non mancano Gianfranco Rotondi e Renata Polverini per il partito dell’ex Cavaliere e Andrea Giaccone (probabile presidente) per la Lega. Chiudono il forzista Renato Brunetta e il dem Giacomo Portas in commissione Agricoltura e Graziano Delrio e Roberto Giachetti alle Politiche Ue.

È ancora in alto mare, invece, la trattativa per le commissioni bicamerali di garanzia del Copasir e della Vigilanza Rai, le cui presidenze secondo la Costituzione spettano alle opposizioni (in proporzione al risultato elettorale). Cioè al Pd e a Forza Italia, almeno in teoria, perché a reclamare una delle due poltrone c’è anche Fratelli d’Italia. Nonostante il partito guidato da Giorgia Meloni si sia astenuto durante il voto di fiducia al governo Conte, infatti, gli uffici di Palazzo Madama hanno deciso di considerarlo a tutti gli effetti “di opposizione. Da qui la possibilità di correre per le due commissioni. In particolare per il Copasir, dato che la presidenza della Vigilanza Rai dovrebbe andare a Forza Italia (si fa il nome di Maurizio Gasparri).

“D’intesa con il gruppo della Camera, il Pd non fornirà i nomi dei propri componenti nelle commissioni di garanzia, fino a quando la situazione non sarà chiara. Dobbiamo evitare in tutti i modi uno strappo costituzionale che sarebbe gravissimo”. Lo ha detto, a quanto si apprende, il capogruppo del Partito democratico a Palazzo Madama Andrea Marcucci durante un’assemblea dei senatori dem. Un avvertimento, questo, che lascia presagire un durissimo scontro con la maggioranza.  Il Comitato parlamentare per la sicurezza della Repubblica che il Pd reclama per sé, infatti, esercita il controllo parlamentare sull’operato dei servizi segreti e rientra nel sistema di bilanciamento dei poteri sancito dalla Costituzione. Un equilibrio che, secondo i dem, rischia ora di venire meno.

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Maturità 2018, le tracce artistico-letterarie del Miur erano bellissime. Ma i ragazzi non possono conoscerle

Il Fatto Quotidiano - Sre, 20/06/2018 - 17:31

Complimenti al Miur. Anche quest’anno le tracce proposte per la maturità sono belle. Sono interessanti. Suggeriscono spunti di riflessione. Propongono temi per nulla banali. Invitano a riflettere sulla contemporaneità, partendo dal passato. E’ il caso delle persecuzioni razziali ne “Il giardino dei Finzi Contini” capolavoro di Giorgio Bassani, a 80 anni dall’emanazione delle leggi razziali. E’ il caso del principio dell’uguaglianza nella Costituzione italiana, di cui ricorrono i 70 anni, ma anche della Cooperazione internazionale per il tema storico, con un focus sugli statisti Alcide De Gasperi e Aldo Moro, a 40 anni dal rapimento e dall’uccisione dell’esponente della Dc. E’ il caso, soprattutto, del saggio breve nell’ambito artistico-letterario. La solitudine nell’arte e nella letteratura, utilizzando come stimolo alla riflessione i quadri di Edward Hopper, Giovanni Fattori e Edvard Munch, i testi di Francesco Petrarca e Luigi Pirandello, le poesie di Salvatore Quasimodo, Alda Merini, Emily Dickinson.

Belli gli altri temi, bellissimo questo. Occasione per riflettere, per costruire un pensiero articolato, che partendo dai documenti artistico-letterari, dimostri la capacità di dialogare con se stessi. Disegni nel tempo una condizione di sempre. Uno spettro e un angelo del vivere, insieme. Un tema che in molti, tra gli adulti, avrebbero voluto svolgere. Un tema che anche io avrei scelto di fare, oggi. Già, oggi. Con gli occhi di un “pienamente adulto” che ha potuto leggere e studiare decisamente molto. Con la lente di certo viziata dalla vita vissuta. Ma il problema è che quel tema non l’abbiamo fatto noi, ma loro, i maturandi del 2018.

Il problema, temo, è che a svolgere quella traccia siano stati ragazzi che ben poco sapevano della solitudine proposta dal Miur. Quella suggerita dagli allegati. Insomma quella del brano di Petrarca del “De vita solitaria”, di Pirandello di “Uno, nessuno e centomila”, di Quasimodo di “Ed è subito sera”, di Merini di “Piccoli canti” e di Dickinson di “Ha una sua solitudine lo spazio”. Quasimodo a parte, non so quanti tra i ragazzi che hanno affrontato la prima prova della maturità, sapessero qualcosa che andasse al di là del sentito dire tra le opere degli altri autori proposti. Il Petrarca del trattato in latino sarebbe nel programma del primo anno, ma non mi risulta che generalmente le antologie ne riportino brani. In quanto a Pirandello, spesso la lettura di uno dei suoi romanzi e delle sue opere teatrali, è lasciato dagli insegnanti tra i compiti a casa.

Lettura da farsi durante le festività natalizie oppure, più spesso quelle, estive. Se quindi è probabile che il Petrarca e il Pirandello proposto dal Miur fossero non molto noti agli studenti, è più che probabile che quasi ignoti fossero Alda Merini e Emily Dickenson. Lo fossero le loro liriche. I programmi non contemplano il loro studio. Non ci si può arrivare, neppure facendo dolorose scelte. Insomma “procedendo a tagli” sugli autori che le precedono.

Dai riferimenti letterari a quelli artistici non cambia molto, a parte, Edvard Munch. Se il pittore norvegese, identificato da molti nella sua opera più celebre, “L’urlo”, non è solo un nome della storia dell’arte tra Ottocento e Novecento, altrettanto non può dirsi per Edward Hopper e Giovanni Fattori. I maturandi del 2018, la gran parte di loro, se ne sanno dell’esistenza non ne conoscono i caratteri delle opere. Non sanno che Hopper è celebre soprattutto per i suoi ritratti della solitudine nella vita americana contemporanea. Non sanno che Fattori è uno dei più sensibili esponenti del movimento dei Macchiaioli. Non sanno perché non possono. Semplicemente perché se questi autori li hanno incontrati nei loro studi, lo hanno fatto quasi incidentalmente.
Quindi la riflessione sulla solitudine è sostanzialmente privata degli spunti forniti dal Miur. Il motivo è uno.

Perché quegli spunti risultano sostanzialmente ignoti. Insomma, muti. Inservibili. Rimane il tema, la solitudine. Forse sarebbe più proprio dire che rimarrebbe. Già perché la solitudine non appartiene alla gran parte dei ragazzi. Anzi, ne è una condizione, ma talmente temuta da essere scacciata. La solitudine fa paura. Spaventa i ragazzi e terrorizza i loro genitori che spesso s’ingegnano a trovare occasioni che ne occupino il tempo e i pensieri. Con queste premesse è evidente che la riflessione sul tema per molti sarà stato un esercizio nuovo. Un incontro quasi inaspettato.“La solitudine non è mica una follia è indispensabile per star bene in compagnia”, cantava nel 1976 Giorgio Gaber. Ecco cosa avrebbe dovuto essere la solitudine per i ragazzi che ne hanno scritto. Una compagna. L’ “amata solitudine, isola benedetta”, della canzone di Franco Battiato.

L’inscindibile condizione per raggiungere la libertà, come sosteneva Sartre ne “La Nausea”. Invece il tema rischia di tramutarsi in una occasione mancata. Piuttosto che un viaggio nelle proprie conoscenze ed una sortita tra sentimenti cresciuti nel tempo, un’anonima incursione in un terreno ignoto. Insomma una promessa non mantenuta. Una promessa avviata dal “Tramonto sul mare” di Fattori e terminata con “La solitudine” di Laura Pausini.

Al Miur anche quest’anno hanno prodotto delle belle tracce. Peccato che, probabilmente per quelle in comune, certamente per quella di ambito artistico-letterario, non abbiano fatto i conti con la realtà. Non abbiano tenuto conto dei programmi svolti. Non si siano resi conto che i maturandi del 2018 sono diversi da quelli di trenta anni fa. Così alla fine la sensazione è che al Miur sappiano ben poco di come sia la scuola, nelle classi. Altrimenti non rimarrebbe da pensare che quelle tracce siano state uno sfoggio di bravura da parte del Ministero. Uno sfoggio, inutile.

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