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Michelle Pfeiffer e Viola Davis nella serie «The First Lady»

Corriere.it - 4 ure 10 min ago

Michelle Pfeiffer e Viola Davis nella serie «The First Lady»

Le due attrici interpreteranno, nella serie tv che andrà in onda su Showtime, le ex first lady Betty Ford e Michelle Obama

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Bimba morta per "gioco" su TikTok, oggi l'autopsia. Si indaga per istigazione al suicidio

Ilmessaggero.it - 4 ure 13 min ago
Dalla morte della bimba di 10 anni di Palermo caduta nella trappola del Blackout Challange di TikTok alla speranza di una nuova vita per più di un suo coetaneo. E' stato effettuato il...
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Ritardo vaccini Covid, Sileri: “Secondo richiamo va garantito, regioni che hanno dosi in eccesso possono aiutare chi non ne ha”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 19 min ago

“È evidente che la seconda dose del vaccino deve essere garantita. Finché non si scioglie il nodo delle dosi mancanti è necessario garantire la seconda in regioni virtuose come nelle regioni non virtuose”, così il viceministro della Salute, Pierpaolo Sileri intervenendo in un talk show dedicato al Covid andato in onda su Primocanale. Sileri poi aggiunge: “La regione che ha le dosi per il secondo richiamo può aiutare, nel caso in cui ne avesse in eccesso, le regioni che non dove questo non è avvenuto. Se salta la seconda dose è inutile la prima”.

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Toyota C-HR Gr Sport, la prova de Il Fatto.it – Il suv pepato che non t’aspetti – FOTO

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 19 min ago

Negli ultimi anni Gazoo Racing è diventata un’icona nel panorama motoristico internazionale: quello che nel 2007 nasceva come un piccolo team privato dedito a sovraintendere le attività motorsport della Toyota è divenuto, nel tempo, un caposaldo sempre più strettamente legato alla casa Giapponese, fino a trasformarsi, nel 2015, nella divisione sportiva della casa madre. Questo ha portato alla nascita di veicoli marchiati GR, come la nuovissima GR Yaris da 260 Cv o il coupé GR Supra, permettendo inoltre la creazione di allestimenti che strizzano l’occhio alla sportività, denominati “GR Sport”.

In quest’ottica di espansione del marchio Gazoo Racing all’interno della gamma Toyota si inserisce il C-HR GR Sport: il suv compatto è proposto con nuovi cerchi di lega, finiture esterne “piano black” e verniciature bicolore che richiamano le livree “Toyota Gazoo Racing” delle vetture da corsa. Sono inoltre stati aggiornati lo spoiler e la griglia anteriori, mentre troviamo al posteriore il badge GR Sport.

Anche gli interni sono stati rivisti: il logo identificativo è presente sul pulsante d’accensione, inciso sui battitacchi di alluminio e sullo schienale dei sedili, che sono stati rivestiti in Alcantara e pelle, dando un tocco di sportività in più e maggior sostegno al guidatore. L’atmosfera sportiva non modifica le volumetrie interne: la posizione di guida rimane soddisfacente anche per i più alti con una buona visibilità ed un’inaspettata abitabilità.

La linea molto inclinata del lunotto posteriore non incide sullo spazio riservato ai passeggeri posteriori, che possono contare su un discreto spazio verticale. Solo il bagagliaio ne risulta compromesso, soprattutto nella parte alta, nonostante i 358 litri di capienza dichiarati.

Il cuore, anzi, i cuori della C-HR non sono cambiati: sono infatti confermati i due propulsori ibridi 1.8 e 2.0 da 122 e 184 cavalli, accoppiati al cambio E-CVT a variazione continua. Diverse, invece, le tarature delle sospensioni, che ora prevedono molle più rigide del 15% all’anteriore e del 10% al posteriore. Questa modifica, associata ai generosi pneumatici 225/45R19 e a una diversa taratura dello sterzo, equivale a un maggior coinvolgimento di guida rispetto al passato. Le performance della versione più potente – scatta da zero a cento all’ora in 8,2 secondi e tocca i 180km/h di velocità massima – sono di tutto rispetto. In altri termini, l’accoppiata suv-ibrido e allestimento sportivo, che può sembrare una forzatura, trova nella C-HR una valida interpretazione.

L’allestimento GR Sport include i vetri oscurati posteriori, specchietti richiudibili elettrici e il sistema di navigazione satellitare con monitor touch-screen associato all’impianto audio JBL. Sono inoltre stati aggiornati i sistemi di sicurezza attiva che fanno parte del “Toyota Safety Sense”, con il sistema precollisione (PCS), l’assistenza alla sterzata di emergenza e il sistema di mantenimento di corsia. Non manca il cruise control adattativo, un utile supporto nei trasferimenti autostradali o extraurbani.

GR Sport è anche l’allestimento di punta del crossover nipponico e include, praticamente, tutti gli optional disponibili per C-HR. Il listino segue le aspettative: servono 37.600 euro per la motorizzazione 1.8 e 39.600 per la 2.0. Essendo entrambe ibride, si possono sfruttare gli incentivi statali e quelli della casa, che portano il prezzo finale rispettivamente a 31.600 e 32.600 euro. Non mancano, infine, le soluzioni “pay per drive”, con rate a partire da 346 € al mese e il noleggio a lungo termine “Kinto One,” a partire da 349 € al mese.

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Usa, Fauci ride in conferenza stampa dopo l'addio di Trump: «Sentimento liberatorio lasciare parlare la scienza»

Corriere.it - 4 ure 20 min ago

 «Sentimento liberatorio lasciare parlare la scienza»

Lo scienziato americano appare felice e rilassato in conferenza stampa

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Il gol da Guinness dei Primati: Tom King, portiere, segna da 96,01 metri

Corriere.it - 4 ure 21 min ago

 Tom King, portiere, segna da 96,01 metri

È successo martedì in Cheltenham-Newport: il portiere gallese ha segnato direttamente su calcio di rinvio

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Servizi segreti, Conte nomina tre vicedirettori: Della Volpe e Massagli all’Aise, Carlo De Donno all’Aisi

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 27 min ago

La nomina di Pietro Benassi a sottosegretario con delega ai Servizi segreti, arrivata nel consiglio dei ministri di ieri sera, ha permesso di sbloccare altre tre nomine per i vertici dell’intelligence italiana. Giuseppe Conte infatti, come anticipato dall’agenzia Adnkronos, oggi ha firmato i decreti di nomina di due vicedirettori all’Aise (Agenzia informazioni e sicurezza esterna) e un vice all’Aisi (Agenzia informazioni e sicurezza interna). All’Aise sono stati designati il generale della Guardia di Finanza Luigi Della Volpe e l’ammiraglio Carlo Massagli, mentre all’Aisi il nuovo numero due è il generale dei carabinieri Carlo De Donno.

Il comparto dell’intelligence attendeva da alcune settimane la nomina dei vicedirettori, che andranno dunque a ricoprire incarichi cruciali in attesa delle deleghe. L’ammiraglio Carlo Massagli, fino a oggi consigliere militare del presidente Conte, nell’estate 2019 era entrato nella terna anche per ricoprire l’incarico di Capo di Stato Maggiore della Marina, poi però assegnato all’ammiraglio di squadra Giuseppe Cavo Dragone. Il generale della Guardia di Finanza Della Volpe ha invece un lungo corso all’interno dell’agenzia e da molti per questo viene considerata una nomina naturale e unitaria, che ha visto la convergenza di gran parte delle forze politiche di maggioranza e opposizione, nonché il benestare dei principali partner internazionali.

De Donno prenderà infine il posto di Valerio Blengini in pensione da dicembre: generale dei Carabinieri, è ai Servizi fin dai tempi del Sisde dove arrivò dal Ros. All’Aisi affiancherà l’altro vice, il dirigente generale della Polizia di Stato Vittorio Pisani. Per quanto riguarda il Dis (Dipartimento delle informazioni per la sicurezza), guidato dal prefetto Gennaro Vecchione, la nomina dovrebbe arrivare prossimamente, quando si libererà una delle caselle dei vice destinato ad altro incarico.

Tra i primi a esprimere soddisfazione per le nomine, Elio Vito, vicecapogruppo Fi alla Camera e componente del Copasir: “Bene aver nominato come da legge Autorità delegata con personalità di fiducia ed aver proceduto alle nomine dei vicedirettori servizi, dando certezza ad un comparto, l’intelligence, recentemente tirato in ballo da polemiche e pretese partitiche fuori luogo. Buon lavoro a tutti”.

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È morta Cecilia Mangini, fu la prima donna documentarista italiana. Pioniera del cinema del reale, Rai Storia la dedica una serata

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 29 min ago

Fotografa, regista, pioniera del cinema del reale. In un mondo quasi totalmente presidiato dagli uomini, fu la prima donna documentarista in Italia. Cecilia Mangini è morta a Roma giovedì 21 gennaio all’età di 93 anni. Era nata a Mola di Bari il 31 luglio 1927. I suoi primi importanti lavori sono stati presentati, discussi e premiati a Venezia. Documentò la storia del Paese a partire dal secondo dopoguerra, dedicandosi in primo luogo a raccontare i problemi del Mezzogiorno. Ha collaborato agli inizi della carriera con Pier Paolo Pasolini e poi a lungo con il marito Lino Del Fra, tra le voci più autorevoli del documentario italiano. Mangini ha dedicato la sua vita al ‘cinema militante‘, un aggettivo che “oggi sembra quasi una parolaccia“, ha dichiarato lei stessa. Per renderle omaggio, Rai Storia propone la sua intervista a ”Cortoreale” che sarà in onda questa sera, venerdì 22 gennaio alle 23.10, domenica 24 gennaio alle 19.00 e lunedì 25 alle 12.00.

Alla fine degli anni Cinquanta Cecilia Mangini scelse di raccontare la realtà contadina insieme a Pier Paolo Pasolini. Nacquero così “Ignoti alla città” (1958), ispirato al romanzo dello scrittore “Ragazzi di vita”, “Stendalì” (1960), “La canta delle marane” (1962). Questi documentari condensavano la poetica che orienterà la sua produzione: dare voce a coloro che vivono ai margini, mostrare la desolazione della campagna devastata dal cemento delle periferie, registrare gli ultimi istanti di vita dei rituali della cultura contadina spazzata via dalla civiltà industriale e dei consumi. Durante gli anni Sessanta ha indagato l’umanità delle fabbriche. Fu proprio la Rai che le commissionò un’inchiesta, “Essere donne” (1965), che disattese le aspettative delle aziende che le avevano permesso di intervistare le operaie, tanto che il cortometraggio venne escluso dalla programmazione in sala dalla Commissione del Ministero del Turismo e dello Spettacolo.

Il suo cinema affrontò consapevolmente le trasformazioni politiche e socio-culturali del Dopoguerra. Con “All’armi siam fascisti!” (1962), Mangini e Del Fra furono i primi, insieme a Lino Micciché, a realizzare una riflessione sul regime di Mussolini, insieme al commento dello scrittore Franco Fortini. Apertamente comunista, la sua fede politica non le impedì di realizzare nel 1963 un documentario su “Stalin”, seguendo lo stesso principio di storicizzazione e critica che aveva tenuto sul fascismo. Con il documentario “Fata Morgana” (1961) la coppia Del Fra-Mangini vinse il Leone d’Oro a Venezia. Hanno poi conquistato il Pardo d’Oro al Festival del cinema di Locarno con “Antonio Gramsci – I giorni del carcere” (1977), del quale Mangini firmò soggetto e sceneggiatura. Il suo lungo silenzio cinematografico è stato interrotto solo nel 2012 quando insieme alla sua allieva Mariangela Barbanente è tornata alla regia con il documentario “In viaggio con Cecilia”.

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Villa Massimo riqualificata nel 2019 ma nel giardino alberi secchi e degrado

Corriere.it - 4 ure 30 min ago

Villa Massimo  riqualificata nel 2019 ma nel giardino alberi secchi e degrado

Fabiano (II Municipio): non possiamo intervenire. Il Comune: tocca a voi

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«L’auto correva» Il tassista rischia l’omicidio colposo  

Corriere.it - 4 ure 31 min ago

«L’auto correva» Il tassista rischia l’omicidio colposo  

La 16enne investita a 65 chilometri all’ora

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Lombardia verso l’arancione già da domenica: sull’Rt sbagliato compromesso Regione-governo

Corriere.it - 4 ure 31 min ago

 sull’Rt sbagliato compromesso  Regione-governo

Il Pirellone aveva chiesto il cambio di fascia per errore di calcolo. I tecnici dell’Istituto superiore di Sanità aveva contestato lo sbaglio dell’Rt. Già stasera potrebbe arrivare l’ordinanza che entra in vigore domenica

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Lombardia verzo zona arancione (e riaprono le scuole). Fontana: «Il ricorso ha avuto effetto»

Ilmessaggero.it - 4 ure 33 min ago
La Lombardia in zona rossa o in zona arancione? La regione sarebbe finita in zona rossa (c'è un'ordinanza del ministro della Salute Roberto Speranza) sulla base dei dati che la...
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Lombardia, il premio ai medici è l’ingiunzione: “Restituiteci 14,7 milioni di euro d’indennità”. Pasticcio sui servizi di continuità assistenziale

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 33 min ago

Dal governatore Attilio Fontana in giù son tutti dalla parte dei medici, a parole. Regione Lombardia, che resta in stato di massima allerta, ha pensato bene di premiarli con ingiunzioni a restituire entro 30 giorni cifre che variano da poche centinaia a diverse migliaia di euro a testa, per totali 14,7 milioni. Tutto per un euro di troppo, e per un pasticcio che riporta proprio al Pirellone, per altro sul fronte della “continuità assistenziale” che si è rivelato fragilissimo alla prova del virus. Il pasticcio riguarda la remunerazione delle cure ai pazienti “fuori ambito”. Dal 2005, a livello nazionale, un cittadino che si trova al di fuori della propria zona di residenza e si rivolge alla guardia medica paga 15 euro per una visita in ambulatorio e 25 a domicilio come onorario extra per il medico. Il paziente, fattura alla mano, chiede il rimborso alla propria azienda sanitaria.

Ma in Lombardia no, si fa diversamente. Nel 2007 la Regione e i sindacati dei medici stabiliscono di cancellare il pagamento cash per i non residenti. La Regione dice “pago tutto io”, elimina i compensi extra di 15-25 euro e aumenta di un euro all’ora (da 22 a 23 euro) la tariffa riconosciuta ai medici di continuità assistenziale. Così per 13 anni, finché nel 2018 l’aumento forfettario finisce sotto la lente della Finanza di Varese, che svolge indagini e trasmette i risultati alla Procura della Corte dei conti. Perché? Perché il contratto collettivo del 2005 prevedeva per i medici una “indennità onnicomprensiva”: quindi l’aumento di un euro deciso a livello lombardo era ingiustificato. Il danno economico calcolato dalla Corte dei Conti per la regione è di minimo 14.7 milioni. A risponderne ad aprile saranno 11 dirigenti regionali lombardi.

Nel frattempo il Pirellone sospende l’accordo a maggio 2019 e inizia a lavorare per il recupero delle somme in via cautelare. Si mette in moto la macchina delle ingiunzioni via Pec che ingrana la quarta nell’autunno 2020, con le otto Ats lombarde che inviano ai medici le lettere con la messa in mora dei soldi “in più” ricevuti tra il 2007 e il 2019 per visitare pazienti di notte di notte, nei festivi, giorno di Natale e Capodanno. Peccato che a distanza di tanti anni quelle guardie siano diventate per lo più medici di base, proprio quelli ai cui studi hanno bussato orde di pazienti covid. Non avevano il tempo di respirare, ma dovevano trovare quello per chiamare un avvocato e i sindacati per capire come fosse possibile.

“Quando ho ricevuto l’avviso mi sono cadute le braccia”, racconta Mirko Tassinari, medico di base a Bergamo, la città dove sfilavano i camion con le bare. E’ uno dei tanti camici che si è speso per fermare il Covid rischiando la vita, uno dei primi ad ammalarsi a marzo 2020. Anche lui ha avuto un passato da guardia medica tra dal 2009 al 2014. “La paga di una guardia è molto bassa, quell’euro in più la alzava di circa 1000-1500 euro l’anno”. Il calcolo è presto fatto. In virtù del “pasticcio” dovrà restituire qualcosa come 6-8mila euro. “Quello che mi fa più rabbia è che la messa in mora sia scattata pochi mesi dopo che i medici di famiglia sono stati mandati allo sbaraglio senza protezioni, senza medicinali, in quelle province dove ci sono stati il 25% dei medici ammalati per il covid. Nella mia sei sono morti”.

La categoria alza ovviamente un muro. Il segretario generale della Federazione Italiana dei Medici di Medicina generale Paola Pedrini ha affidato ai legali dell’associazione la tutela degli iscritti invitandoli a non pagare: “I nostri legali danno supporto a tutti i medici che si ritrovano l’ingiunzione tra le mani e la Federazione invita gli iscritti a non pagare”. Avete proposto impugnative e ricorsi? “In realtà no, il parere degli avvocati è che la pretesa sia tanto infondata che non è neppure necessario agire in questo senso”.

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Francesco Bellomo sentito dal pm per le accuse al premier Conte: «Io vittima di pregiudizi»

Corriere.it - 4 ure 37 min ago

 «Io vittima di pregiudizi»

SI tratta di un filone parallelo a quello che lo vedeva indagato per stalking alle corsiste del Consiglio di Stato, per cui è stato prosciolto. Ora l’accusa è di calunnia e attentato a un corpo costituzionale

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La fidanzata di Dybala, chi è Oriana Sabatini: bisessuale, cantante in Argentina, nipote di Gabriela, influencer (con 5 milioni di follower)

Corriere.it - 4 ure 45 min ago

 bisessuale, cantante in Argentina, nipote di Gabriela, influencer (con 5 milioni di follower)

Famosa come se non più del fidanzato calciatore, la 24enne figlia d'arte (di due attori) non è solo la compagna di Paulo Dybala, ma una stella affermata che si muove tra spettacolo e messaggi positivi. La sua battaglia contro il bodyshaming: «Ho sconfitto anoressia e bulimia, oggi sono felice così»

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La balenottera morta a Sorrento: «È la più grande del Mediterraneo. Lo scheletro sarà posto in un museo»

Corriere.it - 4 ure 45 min ago

 «È  la  più grande del Mediterraneo. Lo scheletro sarà posto in un museo»

Gli scienziati alla ricerca delle cause che hanno provocato la morte di uno dei più grandi esemplari di balenottera nel Mediterraneo. Cacace (Parco marino Punta Campanella): «Questa vicenda deve interrogarci sull’importanza della tutela del nostro mare»

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Variante inglese, Johnson: “Evidenze ci dicono che ha un più alto grado di mortalità”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 47 min ago

Fino ad oggi, i timori sulla variante inglese del coronavirus erano legati soprattutto a una maggiore contagiosità e aggressività. Ma il primo ministro britannico, Boris Johnson, parlando in conferenza stampa insieme agli esperti sanitari che supportano il governo britannico, ha annunciato che, secondo i primi studi effettuati, è stata riscontrata anche una maggiore mortalità. Parole, quelle pronunciate nel corso del briefing a Downing Street, che il premier ha pronunciato citando un’indicazione degli scienziati a questo proposito, sulla base di alcune prime evidenze registrate.

“Devo dirvi – è stato il suo intervento – che oggi pomeriggio siamo stati informati che vi sono alcune evidenze sul fatto che la nuova variante, oltre a diffondersi più rapidamente, possa essere associata anche a un più alto grado di mortalità”, ha detto ribadendo che questa variante ha già portato il numero dei ricoveri negli ospedali nel Regno Unito a 38.562, ossia il 72% in più rispetto al picco della prima ondata della pandemia ad aprile.

Il professor Patrick Vallance, consigliere scientifico capo del governo britannico presente alla conferenza stampa, ha da parte sua precisato che le evidenze riferite da Johnson sono ancora “parziali” e “da confermare”. Ma ha rimarcato che alcuni dati sembrano indicare come, nelle fasce di età più colpite dal Covid, il rapporto fra morti e contagiati possa passare da una media di 10 contro mille “a 13-14 contro mille”. In positivo Vallance ha invece citato dati aggiornati che sembrano confermare l’efficacia dei vaccini esistenti sulla variante inglese, mentre ha mantenuto un’ombra d’incertezza, in attesa di elementi scientifici attendibili, sulla medesima efficacia nei confronti di altre mutazioni di coronavirus emerse di recente, ossia delle cosiddette varianti brasiliana e sudafricana.

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Maya Weug è la prima pilota donna della Ferrari, entra nell’Academy

Corriere.it - 4 ure 49 min ago

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Metà belga e metà olandese ha vinto il programma ideato con la Fia: farà parte del programma giovanile del Cavallino

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Verona, ex assessora passa da lista civica alla Lega: dovrà rimborsare il “gettone”

La Stampa - 4 ure 51 min ago

VERONA. Il Giudice monocratico del Tribunale di Verona, Massimo Vaccari, ha condannato un'ex assessora del Comune scaligero, Edi Maria Neri, a versare la somma di 6.618 euro all'associazione & ... [Continua a leggere sul sito.]

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Coronavirus, Roberto muore a 64 anni: «Non usciva quasi mai, poi è arrivata quella maledetta polmonite»

Il Gazzettino.it - 4 ure 53 min ago
ROVIGO Roberto Baccaglini aveva 64 anni, era in perfetta salute, si stava godendo gli anni della meritata pensione, assieme alla bella famiglia che aveva costruito. Fino all?arrivo inatteso del...
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