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“Droga da stupro” pronta per il figlio a Londra: arrestata la sorella di Ornella Muti

La Stampa - 1 ura 32 min ago

ROMA. Dai fotoromanzi della Lancio negli anni Settanta all'arresto per detenzione ai fini di spaccio di droga nel 2021. In 50 anni è cambiata radicalmente la vita di Claudia Rivelli ... [Continua a leggere sul sito.]

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Treviso, parlava di macchinazione e si vantava di essere negazionista: insegnante No Vax finisce in terapia intensiva per il Covid

Il Fatto Quotidiano - 1 ura 33 min ago

Diceva a tutti che il virus non esiste e si vantava di essere negazionista. Ora è ricoverata in terapia intensiva dove lotta tra la vita e la morte. È il percorso di Sabrina Pattarello, professoressa trevigiana di 45 anni: a raccontarlo Treviso Today, che spiega come la donna si trovi ricoverata nel reparto di Rianimazione dell’ospedale dell’Angelo di Mestre, intubata a causa di una forma particolarmente aggressiva di Covid-19.

“Una macchinazione“, così definiva la pandemia la docente, che proprio per le sue convinzioni complottiste era diventata famosa in città come “l’insegnante No Vax“. Qualche mese fa infatti aveva cercato di convincere i suoi alunni della Giovanni XXIII di Treviso a togliersi la mascherina, scatenando le proteste dei genitori: perciò la direzione dalla scuola si era vista costretta a licenziarla in tronco. Non solo: Pattarello era anche nota per aver partecipato a varie manifestazioni organizzate dai negazionisti nel settembre del 2020. Durante uno di questi eventi, a Prato della Valle a Padova, era arrivata a insultare e accusare i giornalisti di divulgare dati falsi sulla pandemia.

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Sospetto infarto? In Piemonte l'elettrocardiogramma sarà trasmesso dalle ambulanze alle cardiologie

La Stampa - 1 ura 38 min ago

È una rivoluzione nell'ambito delle malattie cardiovascolari: di quelle che possono fare la differenza, in termini di vite salvate. In occasione della Seconda Giornata mondiale del ... [Continua a leggere sul sito.]

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«Qui il Festival dell’Economia» Torino, Bari, Bologna e le altre città candidate

Corriere.it - 1 ura 39 min ago

«Qui il Festival dell’Economia» Torino, Bari, Bologna e le altre città candidate

Il Circolo dei Lettori: «Questo è davvero il posto giusto per ospitarlo»

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Il caso al Zubaida riaccende i riflettori sulle carceri israeliane. Ma l’Occidente sta a guardare

Il Fatto Quotidiano - 1 ura 41 min ago

Il fratello e del detenuto palestinese Zakaria al Zubaida, che era evaso con altri cinque compagni dalle carceri israeliane, ha rivelato che al Zubaida è stato assoggettato, dopo essere stato catturato, a torture, in particolare l’applicazione di corrente elettrica. L’avvocato israeliano Avigdor Feldman, che difende al Zubaida, ha denunciato l’effettuazione di umiliazioni e pestaggi nei suoi confronti. La drammatica situazione di al-Zubaida ha suscitato un’ampia e intensa campagna di mobilitazione sui social media, che è tuttora in corso. Maltrattamenti e vere e proprie torture nei confronti dei detenuti palestinesi costituiscono del resto la regola e la detenzione dei Palestinesi risulta quasi sempre illegittima e rappresenta di per sé una grave violazione del diritto internazionale umanitario.

Il trattamento riservato a al-Zubaida è quindi per un verso espressione di una prassi seguita dalle autorità israeliane, mentre per un altro costituisce il risultato di una volontà di rivalsa da parte di chi si era sentito beffato dall’evasione e ha inteso infliggere ai suoi protagonisti una punizione esemplare.

In ogni caso esso costituisce una condotta vietata dall’art. 1 della Convenzione in materia, secondo il quale “il termine ‘tortura’ designa qualsiasi atto con il quale sono inflitti a una persona dolore o sofferenze acute, fisiche o psichiche, segnatamente al fine di ottenere da questa o da una terza persona informazioni o confessioni, di punirla per un atto che ella o una terza persona ha commesso o è sospettata di aver commesso, di intimidirla od esercitare pressioni su di lei o di intimidire od esercitare pressioni su una terza persona, o per qualunque altro motivo basato su una qualsiasi forma di discriminazione, qualora tale dolore o tali sofferenze siano inflitti da un funzionario pubblico o da qualsiasi altra persona che agisca a titolo ufficiale, o sotto sua istigazione, oppure con il suo consenso espresso o tacito. Tale termine non si estende al dolore o alle sofferenze derivanti unicamente da sanzioni legittime, ad esse inerenti o da esse provocate”.

Negli ultimi vent’anni il blocco occidentale capeggiato dagli Stati Uniti ha distrutto almeno quattro Stati (Iraq, Siria, Afghanistan, Libia), provocando danni enormi all’intera comunità internazionale e la morte di milioni di persone, civili e militari, compresi i propri soldati. Anche le violazioni del diritto umanitario e dei diritti umani dei Palestinesi compiute dallo Stato di Israele costituiscono una tragica e vergognosa pagina dell’Occidente, che ha sempre protetto il governo di Tel Aviv qualunque cosa esso facesse. Tale atteggiamento di complicità a mio avviso omertosa è il risultato di molteplici fattori.

Esiste a mio avviso un profondo, e in buona parte giustificato senso di colpa dei governi europei, protagonisti o comunque corresponsabili dello sterminio di milioni di ebrei da parte del nazismo hitleriano e dei regimi ad esso collegati, compreso il fascismo italiano, senso di colpa che rivive di fronte a uno Stato che accoglie oggi molti degli eredi dei superstiti di tale sterminio. Esiste l’abituale inettitudine della politica estera europea, ammesso e non concesso che di una politica estera europea si possa parlare, dato che siamo in realtà da sempre di fronte a varie politiche estere nazionali che solo superficialmente ed occasionalmente convergono. Ed esiste, soprattutto, l’interesse strategico dell’Occidente, così come incarnato e interpretato dai vari presidenti statunitensi che si sono succeduti, a garantire sempre e comunque quella che io considero un’impunità di Israele da essi intesa, sicuramente a torto, come unica garanzia di sopravvivenza dello stesso.

Questa impunità, che viene fornita mediante l’esercizio del diritto di veto in Consiglio di sicurezza, non viene meno quale che sia la gravità dei crimini commessi. La relativa pervicace volontà è emersa nettamente nella volontà statunitense, espressa colla massima violenza e determinazione da Trump, di impedire il giudizio della Corte penale internazionale in merito.

Lunga e la lista di situazioni criminose sulla quale si viene ora svolgendo, sia pure in sordina, l’istruttoria della Corte penale internazionale. Quest’ultima, in conformità al suo Statuto, è chiamata a giudicare sui crimini di guerra, sui crimini contro l’umanità e sul crimine di genocidio. Tra i crimini contro l’umanità quello di tortura, richiamato espressamente alla lettera f dell’art. 7 dello Statuto.

Sarebbe ora che la comunità internazionale riuscisse a por fine a questo scempio, ennesimo grave motivo di discredito e di vergogna per tutti e soprattutto per l’Occidente e in particolare per l’Europa, oggi imbelle o addirittura complice di fronte alle gravi violazioni dei diritti dei Palestinesi come lo fu a suo tempo di fronte alla Shoah.

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Cinema: addio a Jane Powell, regina del musical nella Hollywood dell’epoca d’oro

La Stampa - 1 ura 42 min ago

Jane Powell, star dagli occhi brillanti e dalla voce lirica dei musical dell'epoca d'oro di Hollywood, è morta giovedì 16 settembre nella sua casa di Wilton, nel Connecticut, per caus ... [Continua a leggere sul sito.]

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L’Afghanistan, le Olimpiadi, la musica: le donne e la forza che libera

Corriere.it - 1 ura 47 min ago

 le donne e la forza che libera

Via all’ottava edizione La partecipazione di Mika a sorpresa, il messaggio di Bebe Vio, la musica di Achille Lauro. Il presidente Rcs Cairo ricorda l’esempio della madre: «Pazienza e costanza»

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Massimo Moratti dona un milione e mezzo ai lavoratori dell’azienda di famiglia Saras

Il Fatto Quotidiano - 1 ura 47 min ago

Tutto lo stipendio annualeun milione e mezzo di euro circa – ai lavoratori dell’azienda di famiglia. E’ il gesto di Massimo Moratti, imprenditore ed ex presidente dell’Inter, nei confronti dei dipendenti della raffineria Saras, che ha sede a Sarroch, in Sardegna. Una decisione presa per compensare la riduzione degli stipendi dovuta alla cassa integrazione scattata con la crisi Covid. Più semplicemente ogni dipendente dello stabilimento, esclusi i dirigenti, riceverà circa 150 euro netti in più nelle buste paga di ottobre, novembre e dicembre 2021. “Vi ringrazio – ha scritto Moratti in una lettera – per i sacrifici che state facendo che, certamente, sono di grande aiuto per il superamento di un periodo difficile. Mi permetto, per questo, di mettere a disposizione il mio emolumento annuo che almeno vi consentirà di alleviare, almeno in parte, il peso della cassa integrazione”.

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A fuoco il paese, 80enne a processo: «Sono innocente, il rogo non partì dal mio fienile»

Il Gazzettino.it - 1 ura 49 min ago
SAN TOMASO AGORDINO - «Sono innocente, l?incendio non è partito dal mio fienile». Il processo deve ancora iniziare (nell?udienza filtro di ieri mattina, in tribunale a...
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E’ il Koelliker di Torino il primo ospedale d’Italia con un sito totalmente accessibile a ciechi e disabili

La Stampa - 1 ura 51 min ago

 L'Ospedale Koelliker di Torino è il primo ospedale in Italia ad avere un sito web totalmente accessibile alle persone con disabilità. Da oggi i due siti web dell'osped ... [Continua a leggere sul sito.]

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Barbara Palombelli e la frase inaudita: “Sette donne uccise in sette giorni. Lecito chiedersi: questi uomini sono stati esasperati?”

Il Fatto Quotidiano - 1 ura 51 min ago

Oggi esaminiamo insieme che cosa sia la rabbia, la rabbia quella che fa scattare la violenza. La rabbia non è un sentimento isolato, spesso si traduce in gesti, in atti, in comportamenti. Rabbie quante ne abbiamo ogni giorno? Centinaia. Dal semaforo, a quando non si accende la televisione a quando non esce l’acqua dal rubinetto. Qualunque cosa può farci montare la rabbia. Però a questa rabbia nel 99% dei casi non segue un comportamento violento, quando arriva un comportamento violento invece iniziamo a preoccuparci perché forse arrabbiarsi fa anche bene, poi la nostra esperta ci dirà”, esordisce così Barbara Palombelli a Lo Sportello di Forum, nella puntata andata in onda su Rete 4 il 16 settembre. In puntata presenzia la psicologa Adriana Mazzocchelli.

Nel tribunale più longevo della tv si presenta una moglie, Rosa, che chiede la separazione con addebito per essere stata negli anni sottoposta a violenze e umiliazioni. Rosa chiede anche un mantenimento mensile e l’assegnazione dell’uso della casa coniugale. Il marito Mario replica che gli scontri violenti con la moglie sono stati occasionali e sempre legati a una reazione alle provocazioni della consorte, è stato assolto in sede penale. Accetta la separazione ma rifiuta ogni forma di addebito.

Un caso che viene introdotto così dalla padrona di casa: “Qui parliamo della rabbia tra marito e moglie. Come sapete, negli ultimi sette giorni ci sono stati sette delitti. Sette donne uccise, presumibilmente da sette uomini. Questo soltanto per dire l’ultima settimana. A volte però è lecito anche domandarsi: questi uomini erano completamente di testa, completamente obnubilati, oppure c’è stato anche un comportamento esasperante e aggressivo anche dall’altra parte? È una domanda, dobbiamo farcela per forza, perché dobbiamo, in questa sede soprattutto che è un tribunale, esaminare tutte le ipotesi.”

Una frase che in poche ore, come immaginabile, ha fatto il giro dei social. Il nome di Barbara Palombelli è nei trending topic di Twitter, grazie alla diffusione del video di pochi secondi in cui la frase viene pronunciata. Frase ritenuta infelice e fuori luogo perché rischia di colpevolizzare le donne che subiscono violenza, oltre che giustificare gli uomini che la compiono. Una domanda che fa da gancio a un racconto che, di fatto fatti, si dimostra molto lontano dai casi citati.

Mario ha dormito in macchina per tre giorni, i litigi sul pianerottolo hanno portato all’intervento dei condomini. Una vicina riferisce dell’immagine negativa della signora Rosa per la sua “litigiosità”, segnalata in massa dai condomini. “Questo giudice non ritiene sussistere la colpa di Mario ma una reciproca intolleranza cui porrà fine la separazione che però non addebitarsi a Mario”, dichiara la giudice Melita Cavallo che concede “La separazione giudiziale tra i coniugi Mario e Rosa non sussistendo condotta colpevole del resistente nel rapporto coniugale, dispone che i coniugi verifichino la possibilità di riscattare in favore dell’altro la propria quota di proprietà della casa e che ove non si raggiunga un accordo in tal senso la casa sia messa in vendita e il ricavato diviso in parti uguali tra parti uguali tra Mario e Rosa”. Al momento non si registrano reazioni della conduttrice di Forum.

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È morta Jane Powell, la dolce Milly di «Sette spose per sette fratelli»

Corriere.it - 1 ura 53 min ago

È morta Jane Powell, la dolce Milly di «Sette spose per sette fratelli»

Attrice, cantante e ballerina si è spenta a 92 anni nella sua casa nel Connecticut dopo una vita intensa di successi e con cinque matrimoni e quattro divorzi alle spalle

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Scuola, il Tar boccia i nuovi piani di studio per i disabili: discriminatori

Corriere.it - 1 ura 55 min ago

 discriminatori

I giudici amministrativi hanno dato ragione alle famiglie che avevano fatto ricorso contro l’esonero totale degli alunni da alcune materie. Un provvedimento che sarebbe stato «in contrasto con le norme internazionali di tutela della disabilità»

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Monete da due euro, attenzione alle edizioni limitate: “Possono valere fino a 2000 euro, ecco come riconoscere le più preziose”

Il Fatto Quotidiano - 1 ura 56 min ago

Una moneta da due euro che ne vale però 2000. Se avete nel portafogli qualche moneta da due euro appunto, osservatela bene prima di spenderla per un caffè al bar o per un giornale. Sì, perché potrebbe appartenere ad un’edizione limitata coniata in occasione di omaggi o anniversari storici e il suo valore essere ben diverso da quello che pensiamo. A dirlo è il portale di numismatica Flooxer Now, che cura la classifica delle monete da due euro più preziose in commercio dal 2004 a oggi. Il loro valore? Da una quindicina di euro, fino ai 1500-2000.

La più preziosa è quella di Monaco 2007, realizzata in occasione dei 25 anni dalla morte dell’attrice Grace Kelly: secondo Flooxer Now, vale oltre 2000 euro. Si aggira sui 1500 euro invece il valore dei 2 euro coniati nel 2005 per l’anniversario della fortezza sulla rocca di Monaco, sempre nel Principato. Ci sono poi quelle di Malta del 2011, fatte in un’edizione limitata di 430mila copie per commemorare le prime elezioni maltesi nel 1849. A seguire, le monete stampate in occasione della Giornata Mondiale della Gioventù di Colonia, in Germania, per la quale il Vaticano aveva coniato 100mila monete celebrative da due euro che ora ne valgono oltre 300. Valgono da 100 a 200 euro invece gli esemplari coniati da San Marino nel 2004.

Da tenere in conto anche quelle coniate dalla Slovenia nel 2007 per celebrare i 50 anni dei Trattati di Roma: 40mila monete da 2 euro che oggi valgono circa 50 euro l’una. Le meno preziose sono quelle spagnole (del 2009 per il decimo anniversario dell’istituzione dell’Unione Economica e Monetaria dell’Ue) e quelle maltesi del 2011, per ricordare le elezioni del 1949: due monete che si aggirano sui 15-20 euro.

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Alitalia, partita la gara per il marchio: la base d’asta è di 290 milioni

Corriere.it - 1 ura 58 min ago

 la base d’asta è di 290 milioni

Pubblicato il bando di gara per la cessione del brand così come chiesto anche dalla Commissione europea. Il prezzo di base è di 290 milioni di euro.

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Met Gala 2021, incidente sexy per Kaia Gerber: il dettaglio “hot” immortalato dai fotografi

Il Fatto Quotidiano - 1 ura 58 min ago

Sono capitati in passato e continueranno ad accadere, ma ogni volta la notizia fa il giro del web. Di cosa stiamo parlando? Degli incidenti ‘hot’ in situazioni di spicco, come il Met Gala di New York. Questa volta la ‘vittima’ è Kaia Gerber, figlia di Cindy Craword e Rande Gerber. La modella 20enne ha sfilato sul red carpet indossando un abito disegnato da Oscar de la Renta ispirato al vestito sfoggiato ben 40 anni prima da Bianca Jagger.

È però un altro l’abito che ha fatto discutere. Ovvero quello indossato da Kaia nell’after party di Rihanna. Un minidress effetto nude, sempre di Oscar de la Renta, con applicazioni floreali tra le quali si sono intravisti i capezzoli. I fotografi non hanno di certo perso il momento ed hanno immortalato tutto. Nulla di nuovo, ma d’altronde si sa: la cronaca rosa è anche questo.

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Clive Sinclair, morto a 81 anni l’inventore dello ZX Spectrum, tra i primi personal computer

Corriere.it - 1 ura 59 min ago

Clive Sinclair, morto a 81 anni l’inventore dello ZX Spectrum, tra i primi personal computer

Grazie ai suoi modelli moltissime case negli anni ‘80 hanno avuto il loro primo personal computer. Le sue macchine e quelle dei suoi rivali della Commodore sono stati le fondamenta della contemporanea industria del gaming

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«Rambo» stasera in tv. Stallone rompe il naso al collega e Terence Hill rifiuta il ruolo da protagonista: I 15 segreti

Corriere.it - 1 ura 59 min ago

 I 15 segreti

Il film-cult, diretto nel 1982 da Ted Kotcheff, è il primo capitolo della saga sul veterano del Vietnam. Grande successo di critica e pubblico

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Il ritorno del socialismoe il professor Mieli

Avanti! - 2 uri 2 min ago

Diciamo subito, in premessa, che chiamare Paolo Mieli “professore” non è una battuta acida ma un sincero complimento o, più esattamente, una presa d’atto. Perché il Nostro svolge in maniera impareggiabile la sua funzione di difensore dell’ordine costituito, facendo ricorso, nell’esplorare il passato e nel rappresentare il presente, a formule mai banali e, almeno apparentemente, intellettualmente spregiudicate.
Per il resto, la sua capacità di prendere campo e di guardare alle cose in prospettiva gli consente di capire gli strafalcioni e le contraddizioni in cui cadono di continuo gli zeloti del pensiero unico, così da rimettere le cose in carreggiata.
In questo quadro si è subito reso conto che l’atteggiamento della stampa italiana sulle recenti vicende elettorali in Norvegia e soprattutto in Germania era non solo stupido ma anche controproducente.
Comprensibile, certo, la loro sorpresa nel vedere il presunto morto – leggi la socialdemocrazia europea – riprendere il cammino; fino a riportare al governo una coalizione di sinistra in tutti e cinque i paesi del Nord, dall’Islanda alla Finlandia – cosa che non si verificava dal 1959 – e a porre la Spd in una condizione di assoluto vantaggio nei sondaggi – cosa che non si verificava dai primi anni del nuovo secolo.
Ma da qui ad ignorare l’ampiezza del fenomeno e ad attribuire il successo di Scholz all’insipienza dei suoi avversari ce ne correva; con il rischio di dare l’impressione che il silenzio imbarazzato sull’evento avesse a che fare con la sua portata negativa se non preoccupante. In questo, al seguito della Cdu tedesca, che denuncia come una pericolosa avventura l’avvento al potere di una coalizione guidata da un partito con il quale collabora da decenni.
E, allora, ecco l’intervento di Mieli, volto a rassicurare e a mettere le cose al loro posto. Ottima l’intenzione; ma, come dire, un tantino forzata l’argomentazione. Qui ci si spiega che Scholz: non appartiene alla sinistra del partito; non intende allearsi con la Linke anche perché non vuole uscire dalla Nato; e, infine, non è un “tassa e spendi”.
Tutto vero e tutto ovvio; salvo, forse, la questione dell’alleanza con la Linke. Un partito con cui la Spd governa in alcuni Land dell’Est; verso il quale non ci sono pregiudiziali ideologiche ma divergenze programmatiche; e, infine, un partito verso il quale Scholz potrebbe essere costretto a rivolgersi nel caso di una chiusura totale dei liberali e della stessa Cdu.
Tutto vero e tutto ovvio. Ma, come dire, tutto un tantino fuori tema. Perché sorvola la questione centrale: detto in breve, il fatto che, nello scontro in atto oggi in Europa tra destra e sinistra, il futuro più che probabile cancelliere si colloca decisamente nella sinistra. Anche se, naturalmente, nella sinistra del possibile; o meglio del “si può”.
Si può fare una politica redistributiva aumentando le tasse sui redditi più alti e rilanciando la domanda interna, contro quelli del “meno tasse, meno spese, meno stato”. Si può difendere e migliorare il sistema tedesco di welfare, senza dare il minimo spazio a quanti vogliono abbandonarlo. Si può, anzi si deve, sostenere l’attuale politica economica della Ue contro le nostalgie dei frugali e i boicottaggi dei sovranisti. Si può difendere e sviluppare, a livello internazionale, la tradizionale politica di dialogo e, se possibile, di cooperazione con l’Altro nella direzione di una gestione comune delle crisi, contro i nostalgici della guerra fredda.
E, allora, Mieli può legittimamente sostenere che Scholz e la Spd sono moderati. Ma dimentica di aggiungere che ci sono fasi della storia in cui essere, sia pure moderatamente, dalla parte giusta equivale all’essere alternativi.
Tutto questo ci riconduce, tutti i salmi finiscono in gloria, alla situazione italiana. E al Pd.
Mieli, nella parte finale del suo editoriale, invita Letta a “prendere esempio” da Scholz. Senza specificare ulteriormente. Ma, a quanto è dato di capire, nel senso di diventare più moderato; e attento a non “dare troppa confidenza” a cattive compagnie (leggi M5S). In questo, però, rischia di non essere ascoltato. E, quello che è peggio male interpretato dai suoi destinatari.
Non ascoltato perché al suo invito pacato si sovrappongono quelli pressanti e talvolta scomposti dei Renzi e dei Calenda e dei loro consistenti sostenitori all’interno dello stesso Pd. Male interpretato perché il problema del Pd non è quello di diventare più moderato; ma quello di essere o almeno di apparire alternativo.
Fino ad oggi, il Pd lo è stato; ma solo rispetto alla destra. Vaccini e discipline collettive, contro l’individualismo irresponsabile. Europa contro i sovranisti di destra. Lgbt, migranti, ius soli, donne contro razzismi, egoismi e oscurantismi vari.
Tutto giusto, tutto bello; ma non basta. Perché, al dunque, sulla questione centrale – quella dell’economia e del lavoro – il Pd tace o balbetta. Immerso com’è, nel profondo, dell’impossibilità/inopportunità di portare avanti politiche sgradite alla controparte. Leggi dell’impossibilità di essere alternativo sulle vie da percorrere per uscire dalla crisi.
In questo senso, possiamo fare nostro l’appello di Mieli; fare come in Germania; insomma diventare, almeno un pochino, socialdemocratici.

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Nove tartarughe “Caretta Caretta” nate a Jesolo: l’evento eccezionale ripreso dalle telecamere della Guardia Costiera – Video

Il Fatto Quotidiano - 2 uri 2 min ago

Evento eccezionale, la scorsa notte, a Jesolo (Venezia), dove sono nati nove esemplari di tartaruga Caretta Caretta. Unico, se si considera che mai prima d’ora una tartaruga di questa specie si era spinta a nord del delta del Po per depositare le proprie uova. Secondo gli esperti, si tratta del nido più a nord del Mediterraneo. Alla schiusa delle uova di tartaruga hanno assistito i volontari di numerose associazioni che, sotto il coordinamento del gruppo operativo dei ricercatori dell’Università di Padova e del personale della Guardia Costiera di Jesolo, ha poi permesso che le tartarughe potessero raggiungere il mare in tutta sicurezza.

Per la nascita si sono attesi 68 giorni, con un gran lavoro di coordinamento a tutela del nido. Attorno alle 20 di venerdì, poi, nel sito recintato si è formato il cosiddetto “cono” di schiusa, una depressione della sabbia considerata il primo segnale a testimonianza dell’imminente risalita delle tartarughe. Dopo pochi minuti infatti, cinque tartarughe, seguite dopo alcuni minuti da altre due, sono emerse dal sito di nidificazione. “Nelle prossime ore – informa una nota della Guardia Costiera – altre tartarughe continueranno a nascere e, per questa ragione, la zona resterà interdetta e il nido sarà costantemente monitorato dagli enti preposti e delle associazioni fino alla conclusione completa della schiusa”.

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