Italija

Olghina di Robilant e lo strip al Rugantino. Così ispirò la Dolce Vita romana

Corriere.it - 3 ure 46 min ago

Olghina di Robilant e lo strip al Rugantino. Così ispirò la Dolce Vita romana

Morta a 87 la giornalista e scrittrice. Nel 1958 la festa con spogliarello di Aïché Nana. La figlia: «Fino all’ultimo ha cercato di tenere vivo il suo blog, ma ormai non ce la faceva più»

Kategorije: Italija

Otto alberi di Natale a Milano da piazza Duomo alla Darsena (ma nessuno in periferia)

Corriere.it - 3 ure 49 min ago

Otto alberi di Natale a Milano da piazza Duomo alla Darsena (ma nessuno in periferia)

Meno abeti (nel 2020 erano 18) ma con un valore superiore (2,3 milioni di euro). L’albero in piazza Duomo sponsorizzato dalla società immobiliare Gva Redilco & Sigest che ha Barbara, Eleonora e Luigi Berlusconi tra i soci. Piazza Scala, XXIV Maggio, 25 Aprile, Cordusio, San Fedele, San Carlo, Citylife: ecco chi investe nel Natale. Luminarie, Netflix illumina corso Como, corso Garibaldi e via Padova

Kategorije: Italija

Juve, inchiesta plusvalenze: Cherubini davanti ai pm per oltre nove ore

Corriere.it - 3 ure 49 min ago

 Cherubini davanti ai pm per oltre nove ore

Il direttore sportivo bianconero, che dal 2012 ha lavorato al fianco di Paratici, ascoltato come testimone. Acceso un faro anche sui compensi di alcuni agenti

Kategorije: Italija

Venezia-Inter 0-2, le pagelle: Calhanoglu cecchino, Bastoni e Skriniar insuperabili. Barella stanco

Corriere.it - 3 ure 50 min ago

 Calhanoglu cecchino, Bastoni e Skriniar insuperabili. Barella stanco

I nerazzurri faticano ma poi fanno valere carattere e qualità: decisivo Calhanoglu al terzo gol di fila. Dzeko è poco preciso e Correa manca la chance

Kategorije: Italija

Juventus-Atalanta 0-1, pagelle: Morata che disastro, Dybala è fiacco. Zapata incontenibile, De Ligt svagato

Corriere.it - 3 ure 50 min ago

 Morata che disastro, Dybala è fiacco. Zapata incontenibile, De Ligt svagato

Sconfitta pesante per la squadra di Allegri: Chiesa non decolla, Kean non porta freschezza

Kategorije: Italija

Crozza-Berlusconi non sa più cosa fare pur di ottenere voti per il Quirinale: «Io sono sempre stato di sinistra»

Corriere.it - 3 ure 51 min ago

 «Io sono sempre stato di sinistra»

Il comico nella nuova puntata di «Fratelli di Crozza»

Kategorije: Italija

“Troppi incidenti sulle piste ciclabili”: l’opposizione in Sala Rossa chiede una revisione completa dei percorsi

La Stampa - 3 ure 51 min ago

TORINO. Una raffica di controlli su tutte le piste ciclabili, così da accertarne «caso per caso» la pericolosità, soprattutto per chi le utilizza (cioè chi viaggia su bici e monopattini). Accertamenti che avranno un focus, in particolare, ... [Continua a leggere sul sito.]

Kategorije: Italija

Ambiente, 21 gesti responsabili per ridurre inquinamento e sprechi. Il manuale

Corriere.it - 3 ure 51 min ago

Ambiente, 21 gesti responsabili per ridurre inquinamento e sprechi. Il manuale

In occasione del CambiaGesto Day (ispirato alla campagna omonima che ha permesso la raccolta di 160 kg di mozziconi di sigaretta dispersi nell’ambiente) è stato stilato il «Manuale delle buone abitudini: una raccolta di pratiche quotidiane per la salvaguardia del pianeta

Kategorije: Italija

Iniesta promuove le criptovalute di Binance. Critiche dall’autorità spagnola per la Borsa

Corriere.it - 3 ure 52 min ago

Iniesta promuove le criptovalute di Binance. Critiche dall’autorità spagnola per la Borsa

L’ex stella del Barcellona e della Nazionale spagnola pubblicizza l’uso di una piattaforma di moneta virtuale, le autorità preoccupate: «Si nascondono i rischi»

Kategorije: Italija

Morto Ferruccio, il pensionato accusato di aver ucciso la moglie malata di Alzheimer

Il Gazzettino.it - 3 ure 57 min ago
CADONEGHE - Non ce l'ha fatta Ferruccio Bosello, il pensionato di 84 anni accusato di avere ucciso la moglie, Natalina Milani, 81 anni, malata di Alzheimer. A quasi un mese...
Kategorije: Italija

Muore a 17 anni ad una settimana dal tremendo incidente in scooter

Il Gazzettino.it - 3 ure 57 min ago
CONEGLIANO - Muore a 17 anni, a una settimana dal tremendo incidente in scooter. Non ce l'ha fatta Francesco De Coppi, adolescente di Conegliano, che dal 17 novembre era ricoverato in gravissime...
Kategorije: Italija

Focolaio Belenenses: 14 positivi, contro il Benfica in campo in 9 contro 11. Gara sospesa sul 7-0

Ilmessaggero.it - 3 ure 58 min ago
Follia nella Liga Portugal, il massimo campionato di calcio portoghese. Una partita farsa si è giocata in 9 contro 11 ed è finita in goleada. A causa della positività al Covid-19...
Kategorije: Italija

Sonego-Sinner show, la giovane Italia non tradisce: 2-0 alla Colombia azzurri ai quarti

Ilmessaggero.it - 3 ure 58 min ago
Vola la giovane Ital-tennis. A Torino gli azzurri battono anche la Colombia e vincono il proprio raggruppamento di Coppa Davis. Lunedì quarti di finale probabilmente contro la Croazia. Il...
Kategorije: Italija

M5s, la “missione 2xmille” è impossibile prima del 2023: il termine scade il 30 novembre. Ma per l’istruttoria ci vorrà almeno un mese

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 1 min ago

“Scusi, lei è favorevole o contrario?”. I 5 stelle sono inseguiti, placcati, rincorsi: la domanda che tiene banco è se davvero cederanno alla lusinga del 2 per mille dell’Irpef degli italiani. Ossia se chiederanno di aver accesso al riparto del contributo pubblico che dal 2017 ha sostituito definitivamente i rimborsi elettorali. Ma che per i duri e puri – ormai minoranza – resta un tabù, per non dire una bestemmia. Un approdo inevitabile invece per il resto delle truppe parlamentari pentastellate, che l’altra sera, di fronte al leader Giuseppe Conte che annunciava di voler sottoporre la questione agli iscritti, non hanno battuto ciglio. Ma c’è un però: bene che vada, il M5s potrà accedere al 2 per mille non prima del 2023. Infatti il 30 novembre scade il termine annuale entro il quale si deve risultare iscritti al registro dei partiti per concorrere al riparto degli importi che spettano in base alla scelta fatta dai contribuenti. E per quel giorno è impossibile che si sia conclusa la procedura per ottenere l’iscrizione: prima servirà un’istruttoria curata dalla Commissione di garanzia sugli statuti e la trasparenza sui rendiconti, un organismo composto da cinque magistrati che ha sede alla Camera, a palazzo San Macuto. Un passaggio non esattamente istantaneo, tanto più che il collegio non tornerà a riunirsi prima del 10 dicembre, a termine per le iscrizioni di quest’anno ormai scaduto.

Ma ecco come funziona. Per sperare di accedere al 2 per mille i partiti devono prima ottenere semaforo verde dalla Commissione. Che dopo la richiesta di iscrizione al registro apre, appunto, un’istruttoria per verificare che la forza politica richiedente abbia uno statuto che risponda a precisi requisiti. Per esser considerato conforme, oltre all’indicazione di simbolo e dicitura, lo statuto deve prevedere gli strumenti per assicurare la democrazia interna, tanto per cominciare. Esplicitare tempi e modi del ricambio delle cariche, indicare quali siano strumenti e procedure per la tutela degli iscritti, descrivere in quali casi e condizioni scattano sanzioni ed espulsioni: tutti nodi più o meno critici per la storia del Movimento fondato da Beppe Grillo, che prima ha incoronato Conte leader con un blitz, poi ha contestato la “rifondazione” dell’ex premier con l’accusa di essere stato marginalizzato, infine ha siglato una pax che però ora torna a vacillare. Come torna il tema della contendibilità della leadership: le regole interne che il Movimento si è dato a luglio definiscono sì il ruolo di Conte come capo politico, ma indicano Grillo come custode dei principi e dei valori dell’azione politica, carica che gli lascia ampi margini di intervento attraverso il Comitato di garanzia, di cui fanno anche parte Luigi Di Maio e Virginia Raggi. Una catena di comando complessa, a cui si è giunti attraverso un compromesso che ora deve passare il vaglio della Commissione di garanzia e trasparenza dei partiti.

L’istruttoria sullo Statuto ha un tempo variabile: dipende da quanto le regole interne aderiscano o meno ai requisiti prescritti e dipende pure dalla volontà del partito di adeguarsi alle eventuali prescrizioni e richieste di modifica da parte della Commissione. L’ultimo soggetto politico a trasmettere lo statuto con l’obiettivo di iscriversi al registro è stato Italexit di Gianluigi Paragone. Per sbrigare la pratica c’è voluto circa un mese, giusto in tempo per la scadenza del 30 novembre. Chi invece ancora attende il via libera, dopo le modifiche impartite dalla Commissione allo statuto, è Coraggio Italia, la nuova forza del sindaco di Venezia Luigi Brugnaro. Insomma, la procedura è complessa e ha tempi ristretti, ma non esattamente immediati: una volta ottenuto il via libera allo statuto (bollinato davanti a un notaio), c’è ancora un ultimo passaggio, la pubblicazione in Gazzetta Ufficiale. Infine, la Commissione procede alla comunicazione al Mef per il codice che deve essere attribuito al partito e che il contribuente potrà scegliere in sede di dichiarazione dei redditi per la destinazione della quota Irpef calcolata sull’imponibile.

L'articolo M5s, la “missione 2xmille” è impossibile prima del 2023: il termine scade il 30 novembre. Ma per l’istruttoria ci vorrà almeno un mese proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Barriere architettoniche, il Comune di Troia non ne vuole sapere di rimuoverle. Neanche quando rendono difficile l’accesso a scuola

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 3 min ago

Luciano vive a Troia, in provincia di Foggia, è padre di una ragazza con disabilità motoria che utilizza una carrozzina manuale per spostarsi e ha bisogno di un accompagnatore per svolgere quelli che, per altri, sono normali atti della vita quotidiana. Nel 2018 sua figlia è passata dalle scuole elementari alle medie, già di per se una tappa non semplice per qualsiasi studente. In quell’istituto, però, ha trovato all’ingresso una rampa di circa 20 metri senza copertura dal maltempo.

Per tale difficoltà, nell’ottobre 2018, il padre ha dovuto chiedere al Comune di Troia, su cui ricade la competenza, di realizzare una pensilina antipioggia e antivento con annesso parcheggio per entrare nella scuola media Virgilio-Salandra. Copertura che ancora oggi non c’è, nonostante una ordinanza emessa nel luglio scorso dal Tribunale di Foggia che intima all’amministrazione comunale di provvedere in favore della studentessa con disabilità.

Adesso la figlia di Luciano ha 14 anni e ha terminato di frequentare quell’istituto passando alle superiori, ma c’è un altro ragazzo in carrozzina che sta affrontando lo stesso problema ancora irrisolto. In quanto accompagnatore della figlia a scuola, Luciano ogni mattina scaricava dalla macchina la sua carrozzina manuale, montava le pedane, faceva salire la ragazza e percorrevano insieme la lunga rampa. Il problema riscontrato è che anche provvisti di ombrelli ed impermeabili risultava impossibile non farsi una doccia nelle giornate piovose e ventose che, nel loro paese collinare, sono abbastanza frequenti.

Barriere architettoniche a scuola, una storia che parte dal 2018 – “Dall’inizio della prima media di mia figlia ho dovuto – racconta Luciano Cacchio a Ilfattoquotidiano.it – reiterare per iscritto a mezzo PEC più volte queste mie richieste al Comune di Troia il quale non mi ha mai dato risposta”. Così i genitori non hanno abbandonato la loro “battaglia di civiltà e di rispetto dei più fragili”: hanno chiesto aiuto scrivendo prima al Prefetto di Foggia, poi anche al Garante dei diritti delle persone con disabilità di Bari, all’Istituto scolastico Virgilio-Salandra, all’ufficio Regionale del MIUR ed al Ministro per le Politiche Sociali.

Solo da quest’ultimo hanno avuto una risposta ed un aiuto, in quanto il ministero per le Politiche Sociali ha fatto inviare, con urgenza, dall’Ufficio per le politiche in favore delle persone con disabilità, struttura di missione sotto la Presidenza del Consiglio dei Ministri, una doppia nota al Comune invitandolo all’adempimento della loro richiesta per consentire una piena accessibilità in base ai loro bisogni. Il Comune tuttavia è rimasto ancora inerte anche di fronte a questa richiesta.

“Tanto io quanto mia moglie Filomena non siamo persone che amano la lite, ma davanti a questo comportamento omissivo, discriminatorio ed ostinato ci siamo fatti coraggio e, nostro malgrado, ci siamo rivolti tramite un legale di nostra fiducia alla competente magistratura di Foggia che, in data 30/07/2021 ha emesso una apposita ordinanza che condanna il Comune di Troia, nella persona del Sindaco pro tempore, all’esatto adempimento da noi richiesto”. Quello che Luciano e Filomena hanno chiesto e ottenuto dal giudice è la realizzazione del parcheggio raccordato alla rampa, entrambi necessariamente coperti da un’opportuna pensilina antipioggia ed antivento oltre alla condanna per discriminazione indiretta ai danni della figlia, vedendo riconosciuto per lei anche un risarcimento di 4.500 euro. Contattato più volte da ilfattoquotidiano.it, l’ufficio del sindaco di Troia, Leonardo Cavalieri, non ha fornito nessuna risposta in merito alla vicenda.

Il Tribunale si esprime a favore dell’alunna con disabilità ma il sindaco si oppone – A fronte dell’ordinanza del luglio scorso, pur favorevole alla ragazza con disabilità, i genitori sono al contempo rattristati e felici, un’ambivalenza di sentimenti dovuta allo svolgersi proprio dell’intera storia. “Siamo rattristati per aver dovuto fare così tanta fatica (3 anni) per vedere affermato da un giudice un semplice e chiaro diritto ormai stra-sancito da numerose norme per l’inclusione scolastica; ma comunque felici che il nostro sacrificio di tempo, risorse e salute, possa tornare utile ad altri minori con disabilità che frequentano e frequenteranno in futuro la Virgilio-Salandra”.

Il sindaco di Troia non ha realizzato quanto disposto dal Tribunale di Foggia ma anzi ha deciso di fare ricorso. Il 30 settembre scadevano infatti i termini previsti per impugnare l’ordinanza e il primo cittadino ha scelto di percorrere le vie legali, ricorrendo cosi all’appello. “Inizieremo a discuterlo il 26 gennaio 2022 – spiega Luciano -. Nel frattempo quella sentenza del 30 luglio 2021 resta esecutiva. Siamo molto rammaricati perché il Comune ha deciso di accanirsi su questa situazione che poteva essere risolta in poco tempo e con un grande risparmio di risorse pubbliche peraltro”. Le tempistiche hanno un loro peso perché il primo cittadino aveva a disposizione 120 giorni per adempiere.

La normativa è dalla nostra parte, siamo fiduciosi” – Il rammarico di Luciano è forte: “Anziché adoperarsi per fare subito la copertura ed il parcheggio idoneo come anche richiesto dal Tribunale, il sindaco ricorre all’appello pur sapendo che in quella medesima scuola allo stato attuale vi è un altro bambino che ne ha bisogno e chissà quanti altri ancora che, dopo di noi, passeranno per la scuola Virgilio-Salandra”.

Un istituto che presenta ulteriori criticità? “Questa scuola – aggiunge Cacchio – certo non si può ritenere all’avanguardia in tema di abbattimento di barriere architettoniche poiché mancante anche di bagni accessibili tanto al secondo piano quanto nel plesso palestra e non c’è neanche un ascensore che permetta di collegare i piani a vantaggio tanto degli studenti in carrozzina quanto anche del personale che, per età o per malesseri vari, possa trovarsi in difficoltà”. Ogni volta che sono andati ai colloqui, a differenza delle altre compagne di scuola, loro figlia non ha mai potuto partecipare in quanto i professori erano stati dislocati in parte al primo piano e in parte al secondo, in spazi inaccessibili alla ragazza.

Infine per Luciano la cosa “più grave che emerge da questa storia triste è che una famiglia con un minore disabile, già con tutta una serie di criticità da affrontare ogni giorno, per vedere riconosciuti i propri diritti ha dovuto penare per tre anni. Ad oggi nostra figlia frequenta le superiori ma ancora il sindaco si sta accanendo non solo contro i suoi diritti conclamati, ma anche contro quelli di altri ragazzi con disabilità come lei che decidessero di iscriversi presso l’istituto. La normativa in materia – conclude Luciano – è tutta dalla nostra parte, siamo fiduciosi di superare anche l’appello”.

L'articolo Barriere architettoniche, il Comune di Troia non ne vuole sapere di rimuoverle. Neanche quando rendono difficile l’accesso a scuola proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Alberto Malesani, l’antidivo: “Le soddisfazioni vere non arrivano dai giornali. È una gioia immensa quando un calciatore migliora come individuo e all’interno della squadra”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 4 min ago

Ogni quattro anni, con le estati olimpiche a riempire giornali ed esultanze, spunta qualche atleta che dal semi anonimato passa alla gloria. Questione di minuti: di prestazioni più o meno perfette che valgono le medaglie ai Giochi e l’ingresso nella ristretta categoria degli sportivi che ce l’hanno fatta. Di solito succede nelle discipline minori, definite così a causa dell’insopportabile vizio di pesare l’importanza di uno sport in base al seguito di pubblico. Ma tant’è. Non è questo il punto. Fatto sta che da essere nessuno, diventi un Dio. Per qualche giorno. E approfitti della ribalta mediatica. E ripensi a tutti i sacrifici fatti. E partono i ringraziamenti. Fateci caso: il primo grazie di solito è per “il mio maestro, quello che ha creduto in me e mi ha spinto a continuare nonostante le difficoltà”. Ecco: i primi maestri, quelli che insegnano sport, che crescono uomini e donne per farli diventare campioni. Vogliamo raccontarli così: capire il loro modo di intendere la competizione, scoprire i loro metodi, conoscere i loro aneddoti, sapere da chi hanno imparato. Ci saranno maestri noti e meno noti, espressione di discipline con grande o poco seguito. Unico comune denominatore: loro sono lo sport che insegnano e che hanno contribuito a migliorare. (Pi.Gi.Ci.)

————————————————————————————-

“Il mio primo vero maestro l’ho trovato nell’azienda in cui lavoravo, non nel mondo del calcio. Il giapponese che presiedeva Canon Italia è l’uomo che mi ha maggiormente ispirato e dal quale ho preso molti spunti sia per fare l’allenatore che nell’attività vinicola che oggi ho con le mie due figlie. Io sono un fanatico della didattica, secondo me conta molto come insegni. Non serve avere un’intelligenza straordinaria per essere un buon maestro ma innanzitutto bisogna avere un proprio metodo, un sistema di lavoro. Anche nelle scuole trovi certi professori che vogliono insegnare tutto in un secondo, invece si parte sempre dalle nozioni semplici per non creare confusione andando via via verso il complesso. Probabilmente avrei potuto fare l’allenatore anche di un altro sport, perché quello che hai in testa puoi replicarlo in un altro contesto”.

Alberto Malesani, riconosce altri maestri?
Quando giocavo con l’Audace di San Michele Extra arrivammo nel 1977 a vincere il campionato di Serie D, l’allenatore era Dario Baruffi, un’ex ala sinistra che aveva giocato con il Milan. Per quei tempi era un bravo mister, in linea con tutti gli altri. I miei veri maestri sono stati invece, senza che lo sapessero, i giocatori che ho avuto dal settore giovanile in poi. Per le soluzioni di gioco che trovavano in modo naturale durante le partite e gli allenamenti.

Cos’altro ha appreso calcisticamente nel lavoro aziendale?
Ero impiegato alla Canon come responsabile dell’ufficio import/export, ad Amsterdam c’era la sede europea e a metà degli anni ’70 vidi un calcio diverso da quello nostro. Anche quando facevamo i tornei aziendali tra i vari Paesi, noi giocavamo con lo stopper, il libero e l’ala tornante mentre gli olandesi erano gli unici a giocare già a zona e con la difesa in linea.

È stato difficile ad un certo punto della vita abbandonare il lavoro fisso?
Sono sempre andato controcorrente, un cavallo difficile da tenere. Mentre allenavo le giovanili del Chievo, mi staccavo dagli uffici Canon alle 14, raggiungevo il campo che era là vicino, per poi tornare di nuovo sulla mia scrivania fino alle 19 e concludere il lavoro. Il direttore Canon ad un certo punto mi consigliò di fare una scelta e il presidente del Chievo Luigi Campedelli mi tranquillizzò dicendomi che un posto alla Paluani per me ci sarebbe sempre stato. Dopo aver chiesto l’aspettativa, mi licenziai dalla Canon per fare il secondo nella prima squadra del Chievo. Sono stato fortunato ad aver trovato persone che mi hanno voluto bene e mi hanno permesso di coronare un sogno che mi ha reso felice. Lo sono pure oggi.

Le piace ancora il calcio?
La mia è una passione viscerale anche se vengo da una famiglia che amava soprattutto il ciclismo, papà era un tifoso di Coppi e mamma di Bartali. Il calcio è uno sport semplice ma attrae tutti. I primi anni senza pallone ho sofferto, ma oggi sto bene. Ho una leggera nostalgia per il tappeto verde, il profumo dell’erba e per gli allenamenti al campo, ma per tutto il resto proprio no. Il calcio ora è in mano a società per azioni, non c’è più il mecenatismo dei vecchi presidenti e questo ha fatto perdere l’aspetto ludico del gioco.

Crede di avere degli allievi?
Non lo so, probabilmente sì, ma non ho mai forzato nessuno. Io mi stufo subito a parlare di schemi di gioco, ma se posso scambiare idee più profonde ne discuto anche con l’ultimo degli allenatori dilettanti.

Potrebbe insegnare qualcosa anche al di fuori del calcio?
Io ho imparato a fare l’allenatore in azienda, oggi invece le aziende invitano gli allenatori di calcio per formare e motivare i dipendenti. Mi è capitato di farlo, quando sono stato chiamato da un amico che lavora per una banca. Ma non è un’attività che mi attrae intanto perché non è detto che chi ti ascolta abbia voglia di farlo, e soprattutto non si hanno dei riscontri. Avrebbe più senso se ci fosse un percorso più lungo in cui alla fine si può vedere se ci siano stati dei risultati o meno. Fare una singola giornata per me non ha senso.

È diventato saggio a 67 anni?
Guardi che io ho sempre pensato allo stesso modo. Se in passato in certe conferenze stampe per la mia passionalità ho fatto ridere la gente, sono contento. Meglio far ridere che far piangere. No, non mi ha dato fastidio essere conosciuto per certe sfuriate. Io ho sempre cercato di fare i fatti, pontificare a me ha sempre interessato poco. Esiste una mia immagine pubblica che è distorta, dovuta a certe reazioni troppo passionali. Ma quando è il momento ho sempre usare la saggezza. Non salto sempre sotto la curva, insomma.

In carriera ha vinto un campionato di C con il Chievo, una Coppa Italia, una Supercoppa italiana e una Coppa Uefa con il Parma. A quale successo è più legato?
Io mi sentivo felice, quando un giocatore migliorava come individuo e all’interno della squadra. Era una gioia immensa. Le soddisfazioni per un allenatore non arrivano dai giornalisti, dai presidenti, dai direttori sportivi o dai procuratori ma dai giocatori. È la riconoscenza silenziosa del calciatore quando riesci ad entrare nella sua testa, nell’anima e nel cuore. A mio avviso esiste un risultato morale. Poi se vinci anche sul campo, raggiungi il massimo. Ma a me è successo di essere felice anche nei periodi professionali più bui. Il risultato sul campo è frutto di tante cose in cui in piccola parte l’allenatore incide, anche se spesso la categoria è poco umile a sostenere questo.

A Firenze ha avuto Batistuta, Rui Costa ed Edmundo, a Parma Buffon, Thuram, Cannavaro, Crespo e Veron. Chi è il più grande talento che ha allenato?
Ne ho avuto dappertutto, ma non mi piace fare nomi. Ho avuto ragazzi in gamba anche a Chievo, non sono considerati campioni nell’idea generale e invece a me hanno insegnato tanto.

Cosa le piace dell’esperienza vinicola nell’azienda La Giuva (prende il nome proprio da Alberto e dalle figlie Giulia e Valentina)?
Io ho un carattere particolare. Ho sempre rifiutato il lavoro che non mi andava, non sono mai stato più di tre giorni in un posto che non mi piaceva. Con il vino sto avendo le stesse soddisfazioni di quando ero allenatore, forse di più. Perché finalizzo qualcosa partendo da un’idea e ne sono, insieme alle figlie, il primo responsabile. Facciamo anche l’Amarone, ma per capire il valore di una cantina bisogna guardare ai primi vini, è lì che si intuisce la valenza e la personalità di una azienda.

In quale club si è sentito in una situazione simile a quella odierna?
Al Chievo mi sentivo con tantissime responsabilità. Quando morì Luigi Campedelli, i figli erano giovani e Giovanni Sartori alle prime armi. A Bologna in un’annata in cui ci furono diversi cambi di proprietà mi sentivo addosso il peso di un’intera società. In Grecia il presidente mi aveva dato ampio spazio per agire sulla prima squadra e su tutto il settore giovanile. Con il Panathinaikos abbiamo partecipato anche alla Champions League, sarei stato lì ancora a lungo ma sono tornato per una questione famigliare, perché i miei cari non volevano trasferirsi in Grecia.

Oggi cosa viene sottovalutato nel mondo del calcio?
L’esperienza. Ognuno di noi se migliora nella vita è grazie all’esperienza. Alla Canon funzionava così: i dirigenti da Tokyo venivano in Europa e poi dopo anni tornavano in Giappone a insegnare il lavoro ai più giovani, chiudendo così un cerchio. Nel calcio italiano invece dopo un po’ tirano fuori la solita cosa: sei un “bollito”.

L'articolo Alberto Malesani, l’antidivo: “Le soddisfazioni vere non arrivano dai giornali. È una gioia immensa quando un calciatore migliora come individuo e all’interno della squadra” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Covid, la variante Omicron spaventa il mondo. “Fra 7-10 giorni sapremo se è diabolica, aspettiamo i dati. Colpisce la rapidità con cui starebbe sostituendo Delta”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 5 min ago

Se la variante Omicron che arriva dal Sudafrica e che sta provocando un’allerta mondiale sarà davvero “diabolica” come appare, con le sue ben 32 mutazioni nella proteina Spike, lo capiremo solo “fra 7-10 giorni quando avremo i dati clinici delle persone che sono state ricoverate”. Sapere se le persone infettate dalla mutazione di Sars Cov 2 denominata B.1.1.529 erano vaccinate e qual è il decorso della malattia sarà cruciale per capire se siamo davvero di fronte a una potenziale catastrofe cioè “la variante che si trasmette bene ed è insensibile al vaccino”. Giovanni Di Perri, direttore della scuola di specializzazione in Malattie infettive dell’università di Torino e primario all’ospedale Amedeo di Savoia di Torino, invoca prudenza in attesa di dati certi. Anche se “diciamo che rispetto alle diverse segnalazioni di varianti e subvarianti del passato, con le informazioni che abbiamo a disposizione oggi, questa variante sembra avere un minimo di peso specifico in più”.

Per lo scienziato italiano è probabile, come ipotizzato dal genetista François Balloux (University College di Londra), che la variante Omicron si sia evoluta durante un’infezione cronica di una persona immunocompromessa, forse in un paziente affetto da Hiv/Aids non trattato. Quindi la variante “non dovrebbe essere stata selezionata in un vaccinato”. Il Sudafrica al 14 novembre aveva registrato 245 casi di positività e oggi ne sono circa 1000. “Quello che colpisce è il tempo ristretto in cui si starebbe sostituendo alla Delta. Noi abbiamo qui la Delta e siamo ovviamente interessanti a tutti i dati”.

Professor Di Perri siamo veramente di fronte a una variante dell’orrore?
Diciamo che rispetto alle diverse segnalazioni di varianti e subvarianti del passato, con le informazioni che abbiamo a disposizione oggi, questa variante sembra avere un minimo di peso specifico in più. È chiaro che mancano tutti quei dati, soprattutto di natura clinica, per capire che proprietà ha. Ce ne è uno di tipo epidemiologo: in poche settimane nell’area di Johannesburg ha ‘preso’ quasi tutto il panorama delle varianti. Il Sudafrica è reduce da una brusca discesa di casi e vede un inizio di risalita della curva. Casi che sembrano quasi tutti attribuibili alla nuova variante. Si tratta di capire ovviamente, come sempre, cosa succede rispetto al vaccino: infezione, malattia, trasmissione. Il vaccino in Sudafrica è stato somministrato per meno di un quarto della popolazione e appare improbabile che sia stata la vaccinazione a selezionare questa variante che sembra rispondere a una caratteristica, che per adesso è stato il fattore selezionante delle altre, cioè la maggiore trasmissibilità. Ora si tratta di capire in che misura è sensibile all’effetto delle vaccinazioni, l’altra proprietà da conoscere è se si tratta di una variante che procura più malattia cioè se è più virulenta.

Ma in questo momento non lo sappiamo.
Assolutamente no, non abbiamo un solo dato per dirlo. Ho visto però la reazione del governo israeliano dove è stato descritto un caso importato dal Botswana e dove hanno due casi sospetti: dicono di essere sulla soglia di uno stato d’emergenza. Evidentemente ne sanno più di noi e gli israeliani si sono comportanti in maniera ortodossa rispetto alle attenzioni riservate a questa pandemia. I toni usati dalla stampa in generale sono toni che fanno preoccupare più di altre segnalazioni che ci sono state in questi mesi.

Il Sudafrica proprio per la sua percentuale di sieropositivi ha ospitato molti test clinici per i vaccini che ora stiamo usando.
Sì, è così. L’ipotesi del professor Balloux, per cui questo importante numero di mutazioni potrebbe essersi generato in un paziente che ha tenuto il virus molto a lungo, e di solito questi sono gli immunodepressi, è una ipotesi che va provata, ma va ascoltata. Un paziente con Hiv è un’ipotesi che ci può stare.

Come era stato ipotizzato per la variante inglese poi chiamata Alpha ovvero che fosse partita da un paziente del Kent immunodepresso…
In quel caso era una ipotesi più accreditata perché il paziente lo avevano seguito. È chiaro che il virus nel replicarsi muta e più tempo si replica e più ha possibilità ha di generare varianti. La nostra grande paura in questi mesi è stata che lo schermo opposto al virus dal vaccino potesse selezionare una variante virale che eludesse gli effetti della immunizzazione. Per adesso è successo in maniera molto ridotta, la stessa Delta è comunque sensibile al vaccino. Anche in questo caso ci chiediamo se riuscirà a ridurre l’impatto del vaccino e per questa domanda a oggi non abbiamo neanche una pallida risposta.

E quando la avremo?
In Sudafrica hanno già un certo numero di pazienti. Ci diranno nei prossimi giorni cosa succede: quanti erano vaccinati, quale è stato il decorso. Ci vorranno 7-10 giorni, Attualmente hanno 1000 casi, hanno avuto un valore minimo di 245 casi il 14 novembre e venivano da un picco del 8 luglio quasi 20mila casi. Gli ultimi casi sembrano quasi tutti attribuibili a questa variante. Ci auguriamo ci possano dare notizie e dati clinici quanto prima. Quello che colpisce è il tempo ristretto in cui si starebbe sostituendo alla Delta. Noi abbiamo qui la Delta e siamo ovviamente interessanti a tutti i dati”.

La Delta, secondo alcuni scienziati giapponesi, sembra essere destinata all’autodistruzione. In passato lei ha dichiarato che probabilmente Sars Cov 2, non avendolo ancora fatto, avrebbe potuto non riuscire a generare la variante che sarebbe sfuggita al vaccino.
Era una cauta interpretazione, ma soprattutto una speranza. Lavoriamo da tutta la vita nel campo della virologia. Se lei prende un paziente con Hiv e gli dà la nevirapirina (un antiretrovirale, ndr) il giorno dopo il virus è totalmente resistente a questo farmaco. Io ho opposto un ostacolo al virus che è immediatamente capace con una mutazione spontanea di selezionare un nuovo clone virale che è resistente a questo farmaco. Quando il virus ha nella sua genetica la capacità di saltare gli ostacoli in questo modo di solito lo fa subito, non aspetta. La prima variante sudafricana e la brasiliana sono entrate prima in Italia dell’Alpha che poi ha spazzato via tutto. Le prime due rispondevano meno ai vaccini però non avevano quella proprietà di trasmissibilità elevata dell’Alpha che ha e ha avuto. Si è conquistata i suoi bersagli cioè noi molto velocemente. Speriamo che questa variante non si caratterizzi nella variante diabolica che fino adesso non abbiamo avuto e cioè la variante che si trasmette bene ed è insensibile al vaccino. Per adesso non c’è da allarmarsi perché non c’è un solo dato clinico.

Anche perché come abbiamo imparato anche il virus vuole vivere e senza bersagli, come dice lei, muore.
Fossi il virus cercherei di essere meno nocivo possibile, perché meno nocivo sono meno gli umani reagiscono e io più facilmente esisto. Dal punto di vista darwiniano è una regola evoluzionista. Oggi possiamo dire che Delta è più virulenta delle precedenti: speravamo di non dirlo e speravamo dal punto di vista probabilistico che seguisse il corso darwiniano dell’evoluzione dandoci una variante meno patogena. Purtroppo non è il caso della Delta che ha un grossolano 30% di stimata virulenza in più, ben descritta in due studi: uno scozzese e uno inglese. Ed è anche una percezione dei medici di reparto. Lo vediamo nei 40-50enni che si ammalano: rispetto all’Alpha con Delta è più facile finire in ospedale.

La situazione nel suo ospedale com’è?
Nelle ultime due settimane i casi sono triplicati, in Piemonte abbiamo 31 pazienti in terapia intensiva. Ogni mese faccio il punto su chi è ricoverato nel mio reparto di Malattie infettive. Ho 30 pazienti ricoverati di cui 19 vaccinati e 11 non vaccinati. Sono due popolazioni differenti: perché l’età media dei vaccinati è di oltre 83 anni, quella dei non vaccinati di 61 anni. Questo dato ce la dice lunga anche sulla virulenza della Delta. In rianimazione il rapporto si inverte: nonostante siano più giovani sono i 60enni che rappresentano i 2/3 dei pazienti. Bisogna studiare le scale dei grigi negli effetti dei vaccini. Tutti avremmo voluto il vaccino con la copertura al 100%. Però vedere che 80enni vaccinati che hanno una probabilità minore di finire in rianimazione rispetto ai 60enni è un dato a favore del vaccino.

Che Natale ci aspetta. Sarà sereno?
Secondo me sì, non dobbiamo mollare sulla terza dose che è estremamente importante. Abbiamo visto con uno degli ultimi studi da Israele quanto la protezione aumenti con la terza dose e speriamo anche che la durata della protezione sia maggiore. Magari ci traghetterà fuori da questa fase di emergenza anche se il vaccino entrerà correntemente nelle nostre vite, anche per i bambini. Per programmare il futuro dobbiamo costruirlo. Con questo vaccino o altri migliorati.

Alcuni però del vaccino non vogliono sentire neanche parlare.
È un teatrino mediatico orrendo quello che vediamo. Ci sono tanti morti, c’è sofferenza e paura. Questa malattia poi lascia tracce emotive spaventose in chi ha avuto il casco o è stato intubato. Vedere minimizzare tutto questo è come non aver memoria. Se il 26 novembre di un anno fa ci avessero portato una cambiale in bianco per avere questa situazione che abbiamo oggi avremmo firmato. Il nostro povero paese se la passando meglio di altri: l’Austria chiude, la Germania, l’Olanda e il Belgio sono in difficoltà. Noi andiamo allo stadio, al ristorante. Abbiamo vaccinato di più e abbiamo il Green pass. Un gran risultato e deve essere la chiave lettura per impegnarsi a vaccinare ancora e cercare di ridurre contagio. Il dramma di questa pandemia è che stava per cancellare la nostra società. C’è poca memoria di questo, io mi ricordo l’autunno dell’anno scorso quando a noi scienziati dicevano che ce ne fregavamo dell’economia. Oggi il polo sanitario e quello economico non sono più contrapposti, il terzo polo che si è formato, quello dei no vax, è qualcosa per me ha un peso specifico molto più basso. La loro non è una opinione, ma una affiliazione.

L'articolo Covid, la variante Omicron spaventa il mondo. “Fra 7-10 giorni sapremo se è diabolica, aspettiamo i dati. Colpisce la rapidità con cui starebbe sostituendo Delta” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Milano, mascherine «fantasma» in centro: uno su due non la indossa (e i vigili per ora non fanno multe)

Corriere.it - 4 ure 9 min ago

 uno su due non la indossa (e i vigili per ora non fanno multe)

Battesimo soft per l’obbligo di mascherina in centro tra San Babila e il Castello. Pochi controlli, la polizia locale tenta di persuadere i passanti senza staccare sanzioni. Per ora

Kategorije: Italija

Cook Awards, domani sera la festa dei talenti del cibo. Bottura, Borghese e anche Noemi tra gli ospiti

Corriere.it - 4 ure 21 min ago

Cook Awards, domani sera la festa dei talenti del cibo. Bottura, Borghese e anche Noemi tra gli ospiti

Lunedì 29 novembre alle 18.30 seguiteci in diretta streaming sul sito del Corriere per assistere alla proclamazione dei volti food dell’anno secondo Cook. Gran finale con la cantante romana

Kategorije: Italija

Quirinale, Anna Finocchiaro e le donne nel totonomi sul Colle: ci sono, non vengono viste

Corriere.it - 4 ure 22 min ago

 ci sono, non vengono viste

«Quando si arriva alla fine dell’imbuto, scompaiono». Nel 2006 Prodi l’avrebbe voluta al Colle: «Non c’era una vera possibilità»

Kategorije: Italija
Syndicate content