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Sposa mangia una fetta di torta nuziale e muore per shock anafilattico

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 6 min ago

Morire nel giorno del proprio matrimonio per aver mangiato una fetta di torta nuziale. È accaduto a Alexandra Erokhova una ragazza di russa di 25 anni. Come riportano vari tabloid britanici, Alexandra era allergica alle noci e non era a conoscenza che il dolce preparato per le sue nozze ne contenesse: appena mangiata una fetta, è andata in shock anafilattico ed è morta poco dopo, nonostante l’intervento dei soccorsi. La cerimonia si stava svolgendo a Mosca. È stata ora aperta un’inchiesta per capire come mai non siano state rispettate le disposizioni sulla grave allergia della sposa.

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Klipsch T5 II, i nuovi auricolari in-ear true wireless del leggendario brand Hi-Fi

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 10 min ago

Durante un evento virtuale tenutosi in videoconferenza, Klipsch, storico marchio dell’Hi-Fi statunitense, ha annunciato la nuova serie di auricolari true wireless T5 II in tre varianti: classica, Sport e McLaren Edition. La seconda generazione di cuffie true wireless prodotte da Klipsch Audio racchiude in sé tutta l’esperienza dell’azienda maturata nella realizzazione delle T5 di prima generazione e si evolve migliorando in alcuni aspetti chiave. Prima del raggiungimento del prodotto definitivo, infatti, sono stati progettati ben 30 diversi prototipi sottoposti a test da parte di utenti selezionati.

Il design delle Klipsch T5 II True Wireless è stato ripensato per renderle più compatte e più confortevoli senza rinunciare alle caratteristiche che hanno permesso alla prima versione di riscuotere un discreto successo tra gli appassionati. Il volume complessivo delle cuffiette è stato ridotto di circa il 25 %, permettendo anche la certificazione secondo lo standard IP67 riducendo i possibili punti di ingresso di acqua e polvere nonostante non siano pensate per l’utilizzo sportivo.

Il team si è concentrato molto sul migliorare la comodità degli auricolari apportando alcune modifiche essenziali, come ad esempio un migliore angolo di inserimento della cuffia e una minore sporgenza dall’orecchio per renderle più comode nell’uso prolungato. Il team ha poi pensato di includere nella confezione di vendita ben sei misure diverse di gommini in silicone per permettere ai propri utenti di trovare il più adatto alle proprie esigenze.

Il pulsante presente su ciascuno degli auricolari è stato riprogettato, riducendo la forza necessaria all’attivazione, ed è stato decentrato rispetto al canale uditivo in modo da impedire alle cuffie di essere spinte in maniera fastidiosa all’interno dell’orecchio ad ogni pressione. Il corpo delle Klipsch T5 II presenta inoltre un inserto in acciaio inossidabile, che funge da antenna per una migliore connessione Bluetooth 5.0. Ogni cuffietta può anche essere utilizzata singolarmente, non esiste un auricolare principale ed uno secondario.

Ogni auricolare dispone di due microfoni direzionali (beamforming) e un driver personalizzato progettato dall’azienda per una qualità audio di alto livello sia durante l’ascolto che durante le telefonate. Il case ha mantenuto una dimensione compatta e tascabile e la durata di batteria dichiarata è di ben 8 ore per le cuffie e 24 ore per il case. La ricarica avviene tramite USB Tipo-C. Le Klipsch T5 II saranno disponibili a partire da agosto nelle colorazioni Gunmetal e Silver al prezzo di 199 euro.

Le Klipsch T5 II Sport aggiungono sul piatto un design leggermente rivisto e altre caratteristiche dedicate agli sportivi. Per prima cosa sono state aggiunte nella confezione delle alette (disponibili in tre diverse misure) da accompagnare a sei gommini in foam per il migliore confort possibile anche in caso di attività sportiva ed un migliore isolamento. Il case è stato completamente sostituito: le Klipsch T5 II Sport e McLaren Edition vengono spedite con un particolare case dotato di gancio per l’isolamento e la protezione dall’ingresso di acqua e polvere che ne ha permesso la certificazione IP67. Il case di trasporto dispone inoltre di una particolare tecnologia di rimozione dell’umidità dalle cuffie, cosa sicuramente gradita da chi spesso si ritrova a dover pulire meticolosamente i propri auricolari dopo l’attività sportiva prima di metterli in ricarica.

Le Klipsch T5 II True Wireless Sport saranno disponibili da agosto al prezzo di 229 euro in tre colorazioni, nero lucido, nero opaco e argento. L’edizione speciale realizzata in collaborazione con il team di Formula 1 McLaren verrà spedita con un caricatore wireless incluso nella confezione, assieme ad un volume dedicato alla storia dei due brand ed una speciale tessera metallica su cui è serigrafato il numero di serie delle cuffie e la data di assemblaggio: prezzo, 279 euro.

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Flavio e Gianluca, il dolore ai funerali. Don Luca: «Fatta una stupidaggine ma allarghiamo i cuori»

Ilmessaggero.it - 7 ur 13 min ago
Se ne sono andati insieme e insieme sono stati salutati per l'ultima volta, in uno straziante addio, da parenti e amici: Terni oggi pomeriggio si è stretta commossa nel Duomo intorno alle...
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Linux proibisce alcuni termini nei linguaggi di programmazione dei computer: niente più ‘master’, ‘slave’ e ‘blacklist’ nei codici

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 19 min ago

Vietato dire ‘schiavo‘. Non solo nel linguaggio comune usato al bar, o per strada, ma nemmeno nel linguaggio di programmazione informatica dei pc. La lingua si evolve seguendo le nuove spinte della società: e sull’onda delle proteste del movimento ‘Black Lives Matter’ e della nuova attenzione all’inclusione, anche l’informatica si adegua. Linus Torvalds, l’ideatore della famiglia di sistemi operativi Linux, ha suggerito di non usare più termini come ‘master’ o ‘slave’ o ‘blacklist’ o ‘whitelist’ nello scrivere i programmi o le relazioni, perché intrinsecamente ‘razzisti’.

In quel caso i termini non fanno riferimento a persone fisiche, ovviamente, ma ad hardware principali e dipendenti: poco importa, nei laboratori di Linux da oggi in poi si userà un lessico ‘politicamente corretto’ anche di fronte ai codici sorgente. Nelle linee guida stilate dal fondatore – spiega il sito ZdNet – si suggeriscono una serie di alternative, da ‘primary‘ e ‘secondary‘ a ‘leader’ e ‘follower’ (che fa molto Instagram). Stesso destino per i termini ‘whitelist‘ e ‘blacklist‘, cioé le liste di chi può (o non può) accedere a una certa risorsa. Anche in questo caso, Linux suggerisce accantonare la vecchia associazione ‘nero = cattivo’ e ‘bianco = buono’ e propone alternative come ‘denylist‘ e ‘allowlist‘ o ‘blocklist’ e ‘passlist’.

Prima di Linux molte altre aziende informatiche e progetti di programmatori hanno deciso di eliminare i riferimenti che possono far pensare al razzismo, compresi Google e Microsoft. La lotta al razzismo – specialmente quello delle parole – passa sempre di più per i software, dunque: il prestigioso Mit di Boston che ha messo offline un enorme database usato per ‘addestrare’ le intelligenze artificiali proprio perché conteneva parole razziste e misogine. Artificiale, ma comunque politicamente corretta.

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Reggio Calabria, diede fuoco all’ex moglie: Ciro Russo condannato a 18 anni per tentato omicidio. “Giusta pena per fatto gravissimo”

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 21 min ago

Diciotto anni di carcere per tentato omicidio. In aula bunker a Reggio Calabria, il gup Valerio Trovato ha emesso oggi pomeriggio la sentenza nei confronti di Ciro Russo, l’uomo di 43 anni che il 13 marzo 2019 ha dato fuoco all’ex moglie Antonietta Rositani dopo averla speronata in via Frangipane. Il procuratore Giovanni Bombardieri, l’aggiunto Gerardo Dominijanni e il pm Paola D’Ambrosio avevano chiesto 20 anni per l’uomo, di origini campane che è stato riconosciuto colpevole per il tentato omicidio dell’ex moglie ma non per l’uccisione con crudeltà del cagnolino che si trovava a bordo dell’auto data alle fiamme.

Ciro Russo era stato arrestatopoche ore dopo il gesto. All’epoca era detenuto per maltrattamenti in famiglia. Stava scontando i domiciliari a casa dei genitori a Ercolano, in provincia di Napoli, quando ha deciso di evadere per portare a termine il suo progetto di morte. Ha guidato per tutta la notte e la mattina è arrivato a Reggio Calabria dove ha prima investito l’auto dell’ex moglie Antonietta Rositani e poi si è avvicinato allo sportello con una tanica di benzina che ha versato addosso alla donna, per poi appiccare l’incendio.

Per lungo tempo, Antonietta Rositani ha lottato tra la vita e la morte e ha subito numerosi interventi a causa delle ustioni che hanno interessato gran parte del corpo. Dopo averle dato fuoco e dopo avere abbandonato l’auto vicino al centro di Reggio Calabria, Ciro Russo si era dato alla fuga ma il giorno successivo è stato arrestato dalla squadra mobile in via Melacrino, vicino all’ospedale. “Non resta che aspettare le motivazioni della sentenza”, è l’unico commento dell’avvocato Alessandro Elia che ha assistito la signora Rositani costituita parte civile.

Alle lettura della sentenza hanno assistito la figlia della coppia Annie Russo che è stata sempre vicino alla madre: “Questa sentenza l’ha voluta lui. Sono amareggiata. Ha voluto tutto lui sin dall’inizio. Mia madre adesso è in sala operatoria e la informerò appena uscirà. Lui ha rovinato la mia famiglia e ha rovinato mia madre. Ma non solo fisicamente. Ci ha lasciato una crepa nel cuore con la quale dovremmo convivere per sempre”.

Dalla cella Ciro Russo non ha mai dato segni di pentimento: “È stato come al solito, tranquillo e spavaldo – lo descrive così la figlia Annie – Mi ha guardato sempre con aria di superiorità, con quegli occhi di sfida fino all’ultimo. Lui è sempre stato così. Sembra che non abbia capito cosa ha commesso. In questo momento ho sentimenti contrastanti, ma sono anche sollevata grazie a questa condanna”.

“È stata riconosciuta la fondatezza della nostra ricostruzione. Un fatto gravissimo che trova la giusta condanna”, è stato il commento del procuratore di Reggio Calabria Giovanni Bombardieri. “Si e trattato di una delle vicende più drammatiche e gravi della storia giudiziaria di Reggio Calabria”, ha aggiunto. La procura “dall’inizio ha operato senza sosta prima alla ricerca del colpevole che si era allontanato e poi affinché quel gesto criminale venisse ricostruito puntualmente e sanzionato con la giusta severità”, ha concluso Bombardieri.

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Autostrade, sei procure indagano sui piani di manutenzione delle concessionarie Aspi, Tangenziale di Napoli e Strada dei Parchi

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 21 min ago

Ci sono sei procure al lavoro sui piani di manutenzione di tre concessionarie autostradali. Indagini penali su Autostrade per l’Italia, Strada dei Parchi e Tangenziale di Napoli sono pendenti a Genova, Pescara, Teramo, Chieti, L’Aquila e Napoli. Molte di queste – in particolare quelle relative ad Aspi e Strada dei Parchi – sono note da tempo. La circostanza emerge da una nota che il dirigente del ministero dei Trasporti, Placido Migliorino, ha inviato il 12 febbraio scorso a un attivista abruzzese, nell’ambito di un contenzioso su un accesso agli atti chiesto dall’uomo. Nella lettera il dirigente ministeriale, che in alcune intercettazioni dell’inchiesta di Genova sui falsi report veniva definito un “cane da guardia”, parla di “inadempienze” e di “procedimenti sanzionatori” riguardo alle manutenzioni relative al quinquennio 2015-2020.

L’accesso agli atti in questione riguardava lo stato dei viadotti e delle gallerie. L’attivista abruzzese, Augusto De Santis, il prossimo 20 luglio si confronterà davanti al Tar Lazio con il Mit e quattro concessionari – Autostrade per l’Italia, Strada dei Parchi, Tangenziale di Napoli, Società Autostrade Meridionali – perché chiede l’annullamento del diniego opposto dal ministero all’ostensione degli atti richiesti in base al Foia italiano.

De Sanctis, difeso dall’avvocato Herbert Simone, ha proposto ricorso ai giudici contro la decisione ministeriale supportata dalle opposizioni delle cinque concessionarie, tutte costituite in giudizio per chiedere che i documenti non siano resi pubblici. Strada dei Parchi a sua volta ha impugnato la nota del responsabile trasparenza del ministero dei Trasporti che, riformulando in minima parte il diniego di Migliorino, aveva concesso di accedere ad alcuni atti della galleria del Gran Sasso.

Nella lettera Migliorino, inoltre, sostiene che nei piani di manutenzione avrebbe evidenziato criticità: “A riguardo lo scrivente – si legge – per gli anni dal 2015 al 2020, ha valutato i piani di manutenzioni proposti dalle Società Concessionarie relazionando alla Direzione generale al fine di avviare i procedimenti sanzionatori che, per quanto noto allo scrivente, non sono stati ancora conclusi”. Le relazioni, spiegava il dirigente del Mit all’attivista, “contengono nel dettaglio le inadempienze manutentive e di programmazione riscontrate da Uit Roma per le quali, come detto, le convenzioni vigenti prescrivono l’avvio di specifici procedimenti da parte del Responsabile Unico del Procedimento, appositamente nominato dalla Direzione Generale”.

Per quanto riguarda la Tangenziale di Napoli, gli accertamenti penali riguardano i viadotti Capodichino e Arena Sant’Antonio. La Polizia stradale, per conto dei magistrati napoletani, lo scorso 12 marzo ha sequestrato nella sede della società documentazione progettuale, relazioni interne e atti relativi alle due opere. Per il viadotto Capodichino tra i 16 documenti posti sotto sequestro risultano gli esiti di vari sopralluoghi del Mit svolti l’8 luglio 2019, il 18 ottobre 2019 e 12 e 13 novembre 2019; i rapporti di ispezione di Spea e dell’Istituto Italiano Saldature; 8 verbali per lavori di somma urgenza; relazione di transitabilità del 10 novembre 2019; le relazioni e i verbali sui lavori svolti e il collaudo. Per il viadotto Arena Sant’Antonio sono stati sequestrati 14 documenti, comprese la verifica della soletta di transizione e gli allegati sullo stato di degrado, le prove di carico e la relazione di calcolo della sicurezza. Il viadotto Capodichino era stato al centro di polemiche relative allo stato di manutenzione, poi oggetto di interventi a fine 2019 e di una prova di carico risalente allo scorso febbraio.

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Morta Nicole Thea, la star 24enne di YouTube che raccontava la sua gravidanza: deceduto anche il figlio che aveva in grembo

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 23 min ago

È morta sabato a 24 anni Nicole Thea, la ballerina e influencer londinese diventata molto famosa sui social per i video con cui su YouTube raccontava l’esperienza della sua gravidanza. Con lei è deceduto anche il figlio che aveva in grembo, Reign, come aveva deciso di chiamarlo. A dare la notizia della sua scomparsa è stata la madre con un post pubblicato sui suoi profili social, ma senza precisare le cause della morte. “È con grande tristezza che devo informarvi che Nicole e il figlio che lei e Boga aspettavano, Reign, sono morti tristemente sabato mattina”, ha scritto la madre.

Per volontà della stessa famiglia, i video già programmati su youtube e sui social non verranno bloccati ma continueranno ad essere pubblicati nei prossimi giorni: l’ultimo è stato pubblicato domenica, quando lei era già morta.

Negli ultimi video di Nicole si vedevano Boga e i suoi fratelli che passavano in rassegna gli abiti premaman e gli abitini per il piccolo ma anche la preparazione della borsa da portarsi in ospedale per il parto. Thea aveva diversi partner pubblicitari per i suoi contenuti social, nonché una linea di gioielli e ciglia finte chiamata The Thea Kollection. La sua morte è arrivata all’improvviso, lasciando i suoi fan addolorati e senza parole.

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Istat: in Italia nuovo minimo storico delle nascite dal periodo dell'unità: -4,5% rispetto al 2018. Diminuiscono i residenti, -551mila in 5 anni

Ilmessaggero.it - 7 ur 25 min ago
L'Italia tocca il nuovo minimo storico di nascita dall'unità, con lieve aumento dei decessi e più cancellazioni anagrafiche per l'estero. È quanto evidenzia il...
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Milionari nel mondo, Italia nona in classifica con 298 mila super-ricchi

Corriere.it - 7 ur 25 min ago

Milionari nel mondo, Italia nona in classifica con 298 mila super-ricchi

Il «World Wealth Report» è stato realizzato dalla società francese Capgemini. Nell’ultimo anno nel nostro Paese le persone agiate sono aumentate dell’8%. Nel pianeta ci sono quasi 20 milioni di cittadini facoltosi

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Ritorno in Cina: «La mia quarantena a 130 chilometri da Pechino»

Corriere.it - 7 ur 27 min ago

 «La mia quarantena a 130 chilometri da Pechino»

Quattordici giorni di isolamento in un hotel a Tianjin, con Miss Q e il dottor Chen. Tra pizza con le ciliegie e link a Monica Bellucci. Dopo tre tamponi, «la desegregazione»: cronaca di due settimane complicate, sorvegliato da presenze misteriose

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Consigliere comunale e “autista tuttofare” della ‘ndrangheta arrestato a Busto Arsizio

La Stampa - 7 ur 33 min ago

MILANO. Eletto con i voti della ‘ndrangheta, era diventato «l'autista tuttofare» dell’uomo della cosca. E per il suo lavoro percepiva anche uno «stipendio». Paolo Efrem, il ... [Continua a leggere sul sito.]

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Fase 3, torna il traffico post Covid ma non sale il biossido azoto. Studio, l'inquinamento è legato soprattutto agli ingorghi

Ilmessaggero.it - 7 ur 34 min ago
LONDRA - Con l'attenuarsi dei blocchi imposti dall'emergenza Covid-19 il traffico nelle grandi aree urbane sta tornando alla normalità, o meglio alla normale criticità, ma i...
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Da supercar a fuoristrada: è la Nissan GT-R di Classic Youngtimers

La Stampa - 7 ur 35 min ago

Corpo vettura rasoterra e pneumatici con spalla sottile sottile, che sembrano quasi rubati a un’auto da corsa: nell’immaginario collettivo è questo l’aspetto tipico di una supercar, canonica ... [Continua a leggere sul sito.]

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INGORGO AUTOSTRADE

Avanti! - 7 ur 38 min ago

In salita la strada per il rinnovo delle concessioni autostradali per il gruppo Aspi, Autostrade per l’Italia e la controllante Atlantia, che fa capo alla famiglia Benetton. Il titolo perde pesantemente in borsa schiacciato dagli ordini di vendita. Quando entra in contrattazione, Atlantia segna una caduta in doppia cifra. A preoccupare gli investitori c’è il muro contro muro che si sta delineando con il governo Conte, insoddisfatto dalle proposte dei concessionari e pronto alla revoca. Tanto che la famiglia Benetton ha cercato di gettare acqua sul fuoco. La famiglia Benetton ha sempre rispettato le istituzioni, sia in passato quando è stata sollecitata a entrare in diverse società in via di privatizzazione, così come oggi hanno spiegano fonti vicine alla famiglia di Ponzano.

Proprio sul versante Aspi, il premier Conte ha affermato che il governo “non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare degli interessi privati” dei Benetton.

“I populisti – ha affermato Matteo Renzi di Italia Viva con un post affidato a Facebook – chiedono da due anni la revoca della concessione ad Autostrade. Facile da dire, difficile da fare. Perché se revochi senza titolo fai un regalo ai privati, ai Benetton, ai soci e apri un contenzioso miliardario che crea incertezza, blocco cantieri, licenziamenti. Questa è la verità”. “A dire la verità si perdono forse punti nei sondaggi, ma si salvano le nuove generazioni da miliardi di debiti – prosegue il leader di Italia viva -. La strada è un’altra. Se proprio lo Stato vuole tornare nella proprietà, l’unica possibilità è una operazione su Atlantia con un aumento di capitale e l’intervento di Cdp. Operazione trasparente, società quotata, progetto industriale globale. Non ci sono alternative serie e credibili. Il populismo urla slogan, la politica propone soluzioni”.

Secondo Marcucci, capogruppo del Pd al Senato, “l’ultima proposta depositata da Aspi sia un indubbio passo avanti. Se andrà ulteriormente limata, lo dirà il Governo entro martedì. Io mi limito ad un’osservazione: la decisione deve essere coerente con l’interesse pubblico, e non orientata da  pregiudizi in un senso o nell’altro senso, come pure ho sentito dire dalla senatrice 5 stelle Lezzi. Tengo a precisare nuovamente che il Pd non ha bloccato il dossier e come si è ampiamente visto la nostra squadra al governo non ha lavorato per rinnovare automaticamente la concessione ai Benetton”. Lo dice il capogruppo del Pd in Senato, Andrea Marcucci in un’intervista a Qn.
“Il dossier delle cose non affrontate purtroppo è lungo – osserva – ma c’è soprattutto un metodo che non mi convince. Se un problema divide la maggioranza, bisogna comunque affrontarlo. Rinviare i problemi non significa risolverli, anzi spesso è il contrario”

“Benetton – è la posizione del premier Conte espressa questa mattina in una intervista alla Stampa – non hanno ancora capito che questo governo non accetterà di sacrificare il bene pubblico sull’altare dei loro interessi privati”. Domani il Consiglio dei ministri dovrà decidere sulla revoca della concessione.

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Milano, rapinavano sale slot gestite dai cinesi: sgominata banda, 10 arresti

Corriere.it - 7 ur 43 min ago

 sgominata banda, 10 arresti

A capo del gruppo c’era Maurizio Alfieri, 57enne di Cosenza, uscito dal carcere dopo 15 anni. Prendevano di mira gli esercizi degli orientali per evitare di infastidire la criminalità organizzata calabrese

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26nne morde un gabbiano cercava di rubare il suo hamburger di McDonald’s: arrestato, rischia sei mesi di carcere

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 44 min ago

Un gabbiano ha tentato di rubare l’hamburger che aveva appena comprato da McDonald’s e allora lui lo ha afferrato, gli ha dato un morso sul becco e poi lo ha scaraventato a terra. È quanto ha fatto a Plymouth, nel Regno Unito, un ragazzo di 26 anni che ora è stato arrestato dalla polizia. A dare la notizia sono i tabloid britannici, tra cui il Mirror, secondo cui il 26enne “ha afferrato e morso il becco dell’uccello prima di gettarlo a terra”.

Non si sa se e quanto il gabbiano sia stato ferito perché i presenti – che hanno lanciato subito l’allarme – hanno raccontato che è volato subito via. Quando la polizia è arrivata, il giovane ha ammesso di essere sotto effetto di sostanze stupefacenti. In Inghilterra sono molto comuni le incursioni di questi voltili che sono però una specie protetta dalle norme della legge sulla fauna selvatica e sul campo del 1981, motivo per cui il 26enne potrebbe essere ora condannato a una pena massima di sei mesi di carcere o a pagare una multa di circa 6.500 euro.

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Influencer incinta muore all'improvviso a 24 anni: raccontava la gravidanza sui social

Ilmessaggero.it - 7 ur 45 min ago
E' morta Nicole Thea, ballerina e influencer londinese che sui social raccontava la gravidanza. La ragazza, 24 anni e 170mila follower, è morta sabato e le cause della morte non sono state...
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Matera, la nipote uccide il nonno con 26 coltellate e 11 colpi di bastone: lite per motivi economici

Ilmessaggero.it - 7 ur 45 min ago
Orrore a Matera. Ventisei coltellate e undici colpi di bastone: così lo scorso 7 gennaio - secondo gli investigatori - al culmine di una lite, Carmen Federica Lopatriello, di 26 anni,...
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Ragazzo accoltellato sull’autobus: si indaga sulle gang di latinos

Corriere.it - 7 ur 45 min ago

 si indaga sulle gang di latinos

Il 23enne è stato colpito da uno solo degli aggressori, con diversi fendenti tra addome e schiena: non è in pericolo di vita. L’ipotesi prevalente è quella di una spedizione punitiva organizzata da un gruppo rivale

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Busto Arsizio, chi è Paolo Efrem: il consigliere “silente” della lista vicina alla Lega arrestato nell’inchiesta su ‘ndrangheta e rifiuti

Il Fatto Quotidiano - 7 ur 46 min ago

Paulos Dawit Efrem, per tutti Paolo Efrem, il consigliere comunale di Busto Arsizio arrestato dalla Guardia di Finanza di Milano con l’accusa di emissione di false fatture con l’aggravante dell’agevolazione delle cosche, era stato definito in città il consiglieresilente“. Trentanove anni, nato a Busto nel quartiere dei Santi Apostoli da genitori eritrei. Suo papà era arrivato in Italia nel 1973 nel bel mezzo della guerra tra Etiopia ed Eritrea. Una terra che gli è rimasta nel cuore. Famiglia importante, quella del primo consigliere di colore a Busto: lo zio Sebaht Ephrem aveva ricoperto infatti il ruolo di ministro della Difesa e poi anche dell’Energia. Nel marzo 2018 anche Paolo entra in politica, diventa consigliere comunale per Busto Grande, una lista apparentemente civica nata come schieramento trasversale che fin dall’inizio tuttavia ha sostenuto la figura del sindaco di centrodestra, Emanuele Antonelli. Nel frattempo la compagine è confluita nella lista di Lombardia Ideale, un network vicino a Salvini fondato da Attilio Fontana, tanto da diventare Busto Grande Ideale.

Il coordinatore della lista a Busto è Matteo Sabba, attuale presidente del distretto del commercio di Busto che ha accolto con incredulità la notizia dell’arresto di Efrem: “Sono totalmente incredulo – dice Sabba – appena ho letto la notizia mi si è raggelato il sangue perché si tratta di temi molto delicati. Prima di esprimere un’opinione però voglio capire bene di cosa si tratti. Sui temi legati alla legalità sono sempre stato molto severo. Un fatto che mi sorprende, resto incredulo e voglio capire con esattezza, proprio perché lo conosco da anni, è un mio amico. Un ragazzo impegnato nel sociale anche con la squadra di calcio“.

Fino a qualche mese fa, infatti, Efrem era stato allenatore della squadra esordienti dell’Accademia Internazionale Calcio di Milano. Di recente aveva ottenuto il patentino da tecnico UEFA B. La passione per il calcio evidentemente lo stava proiettando verso sogni più grandi, magari verso la panchina della nazionale Eritrea. “Paulo – gli ha scritto un amico connazionale su Facebook tre mesi fa – tu sei destinato alla nazionale Eritrea e andremo a vincere la Coppa d’Africa”. Più attivo sui social dove ama citare Mark Twain e Cicerone, piuttosto che in consiglio comunale dove i colleghi lo ricordano quasi come un’ombra a sostegno della maggioranza di Antonelli. Strategico per offrire il proprio voto in assemblea. Sui social non aveva risparmiato dure critiche a chi, durante la crisi sanitaria, si era allontanato dalla Lombardia: “Scappate pure via dalla Lombardia adesso che c’è un problema – ha scritto l’8 marzo su Facebook – però poi non ci tornate quando le cose torneranno come prima. Siete imbarazzanti”.

In consiglio, invece, Efrem il “silente” non interveniva mai anche se nei fatti era la “stampella” della maggioranza. Il suo voto ad esempio risultò decisivo nel maggio 2019 (12 voti contro 11) per far slittare di una settimana un consiglio comunale rovente nel quale si erano chieste al sindaco delucidazioni a proposito dell’inchiesta ‘Mensa dei Poveri‘. Al quotidiano locale on line Malpensa24 il consigliere spiegò quel voto in favore del rinvio come “utile per approfondire meglio la questione dell’aggregazione legata alla delibera sulla partecipata, ma anche per avere un quadro più preciso di quanto sta accadendo con l’indagine in corso. Decisione di buon senso”.

In una nota, diffusa in quel “caldo” mese di maggio, il Pd di Busto, aveva attaccato duramente il consigliere “silente”: “Non vogliamo dare lezioni di politica a nessuno, ma non possiamo assolutamente accettarle da chi dal giorno del suo insediamento non ha mai espresso la propria opinione su nessun tema, in un silenzio assordante, demandando commenti e pensieri a manine fuori dall’aula consiliare”. Anche il consigliere del Movimento 5 stelle, Luigi Genoni, lo descrive come un’ombra a sostegno delle delibere di maggioranza: “Non interviene mai. Un fantasma. Una persona che in Consiglio fa solo presenza. Mai intervenuto in due anni in modo significativo. Lui è entrato in modo abbastanza silente. Non lo abbiamo mai visto in alcuna commissione. Alza la mano quando c’è la maggioranza che delibera. È perfettamente allineato con chi governa. Un voto sicuro per il sindaco”. Sul suo profilo LinkedIn Efrem si definisce un consulente. Secondo l’ultima dichiarazione dei redditi nel 2019 ha guadagnato circa 49mila euro. Sempre secondo il profilo LinkedIn sarebbe anche Talent Scout alla Taribo West Academy.

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