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Oltre Moody?s LA CRESCITA NEGATA

Ilmessaggero.it - 4 ure 46 sek ago
Ma la crescita dov?è? È con questo interrogativo che con sintesi anglosassone, contrapposta alla verbosità della politica nostrana, l?agenzia Moody?s...
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Conte: “Governo durerà, se ne facciano una ragione. Ho ridotto stipendio e scorta”. Di Maio: “Ora nuovo gruppo Ue”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 9 min ago

Il debutto di Giuseppe Conte, il lancio di un nuovo progetto per l’Europa a firma Luigi Di Maio e il ritorno di Beppe Grillo che parla “di riforma dei poteri del capo dello Stato”. La due giorni di Italia 5 stelle si è chiusa al Circo Massimo di Roma con la benedizione dei leader vecchi e nuovi: un tagliando per il Movimento di governo che ora più che mai deve resistere nonostante tutto. Per l’occasione ha parlato anche Davide Casaleggio: “Il cambiamento spaventa sempre, noi ne siamo i pionieri”. Dopo la crisi scampata con le Lega sul caso del maxicondono e le tensioni dei giorni scorsi, il presidente del Consiglio si è presentato per la prima volta davanti agli attivisti con una promessa: “Il cammino del governo sarà lungo, se ne facciano una ragione”. Già questo era bastato per strappare gli applausi, poi ha annunciato: “Mi sono tagliato lo stipendio del 20 per cento e la scorta”. Una misura in piena linea con il Dna dei 5 stelle, quel Dna che, ha detto, lo “ha convinto ad assumersi l’incarico quattro mesi fa”. La vera notizia di oggi, sommersa dalle tante dichiarazioni di giornata, è arrivata però dal vicepremier Luigi Di Maio: “Faremo un gruppo a Bruxelles per i delusi di destra e sinistra”, ha detto a In Mezz’Ora. E’ la dichiarazione di intenti per un manifesto che sarà presentato a gennaio e che sogna di scardinare le alleanze anche in Europa.

La scena finale è stata tutta per Beppe Grillo, un po’ come ai vecchi tempi. E’ arrivato sul palco con una “manina” finta che faceva il verso alle polemiche dei giorni scorsi e, tra le provocazioni, ha parlato anche del Quirinale: “Dobbiamo togliere i poteri al capo dello Stato, dovremmo riformarlo. Un capo dello Stato che nomina cinque senatori a vita, presiede il Csm, è a capo delle forze armate, non è più in sintonia col nostro modo di pensare”. Ma non è stata la sola provocazione in linea con le uscite degli anni passati. Ad ascoltarlo una folla rapita come negli anni d’oro, che però sa che il suo ruolo è cambiato. La prima Italia 5 stelle di governo è stata anche questo: una prova per testare la base e capire gli effetti dell’alleanza con la Lega, ma anche ricompattarsi in vista delle prossime elezioni. Sul prato del Circo Massimo nella due giorni si sono presentate, secondo gli organizzatori, quasi 50mila persone. Il momento di maggiore affluenza è stato naturalmente al momento del comizio di Grillo. Prima di lui si sono alternati sul palco ministri e cantanti, tra loro pure Cristiano De Andrè che ha dedicato “Creuza de ‘ma” alla sua Genova. Hanno condotto la due giorni il senatore M5s Gianluigi Paragone e la giornalista di SkyTg24 Olivia Tassara.

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Beppe Grillo entra con “una manina” finta: “Agenzie di rating? Io non ho più paura di nessuno”. E sul Qurinale: “Riformare i poteri del capo dello Stato”
Il garante del Movimento 5 stelle, assente ieri sera per uno spettacolo a Lugano, si è presentato per il comizio di chiusura. E ha subito scatenato le polemiche con il suo intervento sul capo dello Stato. Una provocazione lanciata in mezzo alle battute, che però ha costretto i 5 stelle a fare una nota per prendere le distanze dal garante. “Dovremmo togliere i poteri al capo dello Stato”, ha detto, “dovremmo riformarlo. Il vilipendio… un capo dello Stato che presiede il Csm, capo delle forze armate. Non è più in sintonia col nostro modo di pensare”.

Sulla scena è entrato sulle note di “Show me the way”, la canzone che ormai come tradizione canta davanti alla sua folla. Quindi ha esordito: “E’ un momento magico, godetevelo. Ormai siamo al governo”. Ha parlato quindi del suo ruolo: “La mia funzione è completamente rovesciata, la satira a chi la devo fare? Conte ha fatto un passaggio umano in 4 mesi, era un cazzo di professorino che faceva l’esegesi del diritto romano e adesso è qua che grida cambiamo il mondo…”. E sul vicepremier: “Nessuno mette in difficoltà Di Maio, solo io posso farlo, perché so tutte le cose vere ma non le dirò mai. Sono venuto qui dicendo che io non ho più paura di nessuno, specialmente di questi malati di menti in tripla A, outlook stabile. Non avrei mai pensato che Luigi andasse in pubblico a dire ‘sono contento l’outlook è stabile'”.

Poi sui giornalisti: “Dobbiamo stare attenti, inventare un nuovo linguaggio, ci sono le cimici, ci spiano. I giornalisti si annidano fra voi, cercano di carpire una frasetta per dire ‘ecco’”. Per chi chiedeva quale fosse la posizione del garante 5 stelle sul contratto di governo Lega-M5s ha detto: “Matteo Salvini è uno che dice una cosa e la mantiene. L’etica della politica è la lealtà, e oggi è un miracolo della politica. Poi siamo strutturalmente come dna diversi”. Quando Beppe Grillo ha citato Salvini dalla platea del Circo Massimo è partito anche qualche fischio. “Io non lo conoscevo Salvini, l’ho incontrato una volta in aeroporto, e io ero già l’Elevato”, ha scherzato, “e Salvini percepiva questa potenza, emanava il mio fisico come razza superiore alla sua…Allora lui si è avvicinato, timido, e mi ha detto ‘signor Grillo c’è mia mamma al telefono la potrebbe salutare?’. Io a lei ho detto: signora perché non ha preso la pillola quel giorno?”. Poi un passaggio sui nemici storici del Pd: “Per questa sinistra non esiste il presente ma nemmeno il futuro: è morta, è diventata noiosa, senza una narrazione. Vi sfido a dirmi un nome di un candidato alla segreteria, c’è questo qui, il segretario, che sembra il maggiordomo della famiglia Addams”. Il comico ha poi pure scherzato sul presidente francese: “Le agenzie di rating? Io non ho più paura di nessuno, sono anziano, vedo malati di mente, qui è pieno di psicopatici, di bambini violentati da anziani, come Macron, che ci danno dei lebbrosi. Ma la lebbra pazienza, che volete che sia, io mi tolgo due crosticine, vado a Parigi e gliele tiro”.

Di Maio: “Con Berlusconi sarei stato premier”
Il vicepremier prima di lasciare la parola a Beppe Grillo ha parlato del percorso che li ha portati al governo: “Se mi fossi seduto al tavolo con Silvio Berlusconi sarei diventato presidente del Consiglio, ma a me non interessa, io voglio cambiare questo Paese e lo facciamo con Giuseppe Conte che è un galantuomo. Due persone mi hanno insegnato tanto, una è Beppe Grillo, senza il quale non saremmo qui, l’altra è Gianroberto Casaleggio, che mi ha insegnato a non mollare mai. Gianroberto credo che starà sorridendo, ovunque sia”.

Conte debutta sul palco di Italia 5 stelle: “Il cammino del governo sarà lungo, se ne facciano una ragione”
A introdurre il premier è stato lo stesso Luigi Di Maio. “Lui ci ha messo la faccia prima”, ha detto il vicepremier. “E’ il cittadino che si fa Stato. E’ la persona che rappresenta la nazione al meglio in modo onesto e competente”. Ad accoglierlo gli applausi e i cori della folla 5 stelle. “Grazie di cuore”, ha detto Conte. “Luigi è una persona di grande forza d’animo e credibilità morale. Grazie”. “Il cammino del governo sarà lungo, molto lungo, se ne facciano una ragione”. E sul contratto di governo, ha detto che quella è la garanzia “dove sono scritte le cose in modo “trasparente” e che non è mai stato fatto in Italia, diretto all’interesse “dei cittadini italiani”. Il premier ha iniziato raccontando di come è arrivato all’esecutivo: “Quando Di Maio mi ha chiamato, molti colleghi mi dissuadevano. Gia cinque anni prima era stata chiesta la mia disponibilità. Io avevo detto: ma io non vi conosco. Poi ho conosciuto il vostro dna: legalità, giustizia, trasparenza, onestà. Non è stato difficile per me a queste condizioni accettare”. Quindi ha rivendicato i risultati ottenuti con il governo: “Abbiamo sviluppato questo governo in modo originale e trasparente nell’interesse vostro”. Conte ha anche detto che la stessa Angela Merkel, all’ultimo incontro in Europa, si sarebbe complimentata con lui per il decreto Anticorruzione. “Vogliamo un mare di riforme. Ci stiamo lavorando intensamente dal primo giorno in cui ci siamo insediati, ve lo assicuro”.

Davide Casaleggio: “Noi siamo i pionieri del cambiamento”
Sul palco per chiudere Italia 5 stelle è arrivato anche Davide Casaleggio. Che in linea con il leader Di Maio ha parlato del cambiamento: “C’è una storia che mi piace raccontare, ovvero di quando venne inventato il treno a vapore”, ha detto. “Nella comunità scientifica si scatenò un acceso dibattito, le persone temevano che potesse succedere di tutto a causa della velocità. Temevano che potessero rompersi tutte le ossa. Oggi viaggiamo sui treni veloci e siamo in buona salute. Il cambiamento spaventa sempre, significa che non tutti sono disposti ad abbracciarlo subito. Molti hanno bisogno di essere rassicurati, noi siamo i pionieri. Il Movimento 5 stelle è nato per questo”. E ancora: “C’è bisogno di piccoli passi per arrivare a un grande risultato. Il cambiamento è un processo lungo. Non dobbiamo farsi scoraggiare, non lo facciamo perché è facile. Lo facciamo perché è difficile. Tutti insieme possiamo realizzare uno straordinario progetto di democrazia partecipativa. Tutto questo è concreto. Esiste ed esisterà senza di più. Più le persone si renderanno conto che è possibile partecipare e scegliere, più lo faranno. E’ un’opportunità che possiamo cogliere”. Davide Casaleggio ha parlato anche dell’economia. “Non può essere il pil a decidere il futuro di una nazione. Se è vero che in una democrazia si discute da decenni, mai come in questa epoca i cittadini hanno avuto a disposizione uno strumento così potente. Sono scelte che ricadono su di noi tutti i giorni. Oggi abbiamo un’enorme responsabilità in più. Verso noi stessi e verso la nostra comunità. Non abbiamo più scuse. Ho preso un impegno dal primo giorno: lavorare per il contratto di governo. Questo Paese lo cambieremo, con voi e attraverso di voi. Vi ringrazio perché con questo servizio io cambierò anche me stesso”.

Di Maio: “Stiamo lavorando a un gruppo in Ue, fuori da famiglie Pd e Fi” 
Luigi Di Maio che ieri era sul palco, oggi è stato intervistato a In Mezz’ora in più e annunciato l’avvio di un nuovo progetto. “Noi stiamo lavorando all’idea di un gruppo”, ha detto, “che metta insieme sensibilità che stanno nascendo ovunque in Europa su temi che hanno tradito sia la sinistra che la destra. Un progetto che sostituisca quei partiti che erano Pd e Fi a livello europeo e che hanno tradito elettori. Quindi, non solo non voglio uscire da Ue e da euro, ma stiamo lavorando a un progetto” per una nuova Ue. “A gennaio pensiamo a un manifesto per mettere insieme nuove forze che stanno nascendo ovunque”.

Il ministro della Giustizia Bonafede: “Che piacere bloccare la legge sulle intercettazioni”
Tra i big intervenuti oggi sicuramente il ministro della Giustizia che ha rivendicato lo stop al decreto sulle intercettazioni: “Non posso spiegarvi il piacere che ho provato nel bloccare, una volta entrato al ministero, una delle leggi più vergognose lasciate in eredità dalla precedenti legislatura: quella sulle intercettazione”. E ha aggiunto: “Sono strumenti importanti per combattere la criminalità organizzata e la corruzione”. Bonafede ha anche parlato dello stop al decreto svuota carceri, decisione che però molti a sinistra hanno contestato. “Ho già bloccato l’ennesimo ‘svuota carceri’ lasciatoci in eredità: la pena deve essere certa in Italia, bisogna sapere che chi sbaglia paga. Ma proprio per questo, dobbiamo dare una nuova chance” ai detenuti nelle carceri, “che vuol dire cultura e lavoro”. Ha anche sottolineato l’importanza dei protocolli “per far lavorare i detenuti”. Il guardasigilli si è soffermato poi sul primo luogo che ha visitato da ministro della Giustizia: Secondigliano, a due passi da Scampia dove sorgerà un polo universitario. Dunque ha lanciato un video di Sasà Striano, ex detenuto e attore di successo, interprete del film Gomorra. “E la dimostrazione – ha detto – di come, dando la possibilità di assaporare una vita onesta, una volta usciti dal carcere si possa intraprendere una nuova strada con l’ammissione di aver sbagliato”.

Trenta: “La verità sul caso Cucchi? E’ un impegno che prende lo Stato”
La ministra delle Difesa è intervenuta dal palco di Italia 5 stelle e ha aperto parlando del caso Cucchi dopo le polemiche dei giorni scorsi in seguito al suo incontro con la famiglia. “Che impegno per il caso Cucchi? Non è un impegno che prendo solo io come ministro, è un impegno che prende lo Stato, l’arma dei carabinieri: è un impegno verso la giustizia”. Quindi ha parlato dell’uranio impoverito: “Fino ad oggi era un tabù parlare di uranio impoverito alla Difesa. Noi questo tabù lo abbiamo rotto. Mi batterò sempre per la salute dei nostri militari”. Trenta ha anche parlato del progetto del “cosiddetto Pentagono Italiano”: “Si tratta di un faraonico progetto di cementificazione dell’area romana di Centocelle che sarebbe costato, da qui ai prossimi anni, 1 miliardo e cento milioni di euro. Ecco, sono lieta di annunciarvi che, in una prospettiva di reale razionalizzazione delle spese e di riduzione degli sprechi, quei soldi non saranno mai spesi. In una parola: tagliato”. E sulla tutela del personale: “Ci tengo ad essere chiara, tutelarlo non significa solo pensare, come sto facendo, ai sindacati militari o al ricongiungimento famigliare, ma significa soprattutto motivarlo facendolo sentire parte di uno strumento militare più efficiente e flessibile. Parlo di uno strumento che consenta di mantenere un adeguato livello di sicurezza per il Paese ma che, soprattutto, sia in grado di sostenere la ricerca (dove le nostre industrie sono all’avanguardia) per sviluppare anche la cultura del duplice uso civile-militare”.

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Philip Roth, romanziere spietato

Corriere.it - 4 ure 9 min ago

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Esce il 23 ottobre per Einaudi «Perché scrivere?», raccolta dei testi di nonfiction dell’autore scomparso a maggio 2018. Ne anticipiamo un brano

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Frida Kahlo, la biografia illustrata  in una graphic novel a colori

Corriere.it - 4 ure 14 min ago

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In libreria per Solferino la vita dell’artista messicana   disegnata da María Hesse: immagini, gioie e (molti) dolori

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Italia 5 stelle, i No Tap: “Se non fermano opera se ne assumeranno responsabilità” e a Salvini: “Venga a Melendugno”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 15 min ago

All’arrivo di Luigi Di Maio al Circo Massimo dove è in corso ‘Italia 5 Stelle’ i No Tap arrivano com magliette e striscioni “Tap = come tradire Grillo e il Salento”. Gli attivisti M5S che si oppongono all’opera non riescono a fermare Di Maio stretto tra selfie e telecamere. “Il Governo ce la potrebbe fermare il Tap, certo che c’è il rischio che alla fine si faccia, ma almeno questo governo ci sta provando, quello che gli altri governi non hanno mai fatto” afferma un militante pentastellato. “Noi restiamo fiduciosi che questo governo ci riesca a fermare Tap” spera un’altro attivista – le penali? Per noi sono un’incognita a nostro avviso non dovrebbero esserci”.

“Abbiamo chiesto a Cioffi di pubblicare i costi delle penali” afferma un’altra attivista. “M5s se decide di andare avanti se ne prenderà le responsabilità e tutte le denunce che partiranno dal Salento – ma spera – M5S è ancora in tempo per mantenere la loro promessa elettorale di fermare il Tap e se invece hanno le mani legate ci dicessero cosa lega le loro mani”. Poi nel mirino delle critiche dei No Tap, finisce il leader della Lega, Matteo Salvini: “Lo aspettiamo a Melendugno. Lui dice che gli italiani vengono prima di immigrati ed europei: eccoci, ora ascolti noi pugliesi e salentini”. Poi un auspicio: “Ci aspettiamo una parola da Grillo sul palco, perché sappiamo che lui è con noi” concludono.

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Nessuna simulazione: crepe sul ponte di vetro a 1160 metri d'altezza

Corriere.it - 4 ure 15 min ago

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Frantumata una delle lastre trasparenti della struttura in Cina

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Quanto hanno già perso titoli di Stato e azioni  Domani L’Economia gratis in edicola

Corriere.it - 4 ure 16 min ago

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Dai valori massimi alcuni Btp hanno perso fino al 16%. I timori per nuovi arretramenti dopo il taglio del rating di Moody’s

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Brexit, perché il corteo che rivuole il voto  non cambierà le cose (nonostante la folla) 

Corriere.it - 4 ure 18 min ago

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Quello che si è presentato davanti agli occhi del mondo, sabato a Londra, era un oceano di folla. Ma gli inglesi non hanno cambiato idea sulla Brexit (e non esiste una maggioranza che chiede un secondo voto)

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Privacy sul web, dispiace deludere ma il ‘Do Not Track’ non serve a nulla

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 30 min ago

La riservatezza della nostra navigazione online è e rimane una chimera. Chi pensa di essere blindato, sbaglia. E a commettere questo errore sono davvero tanti, anche grazie alla “complicità” di meccanismi di sicurezza che promettono garanzie, protezione, tutela.

L’inserimento della funzione “Do Not Track” (non tracciare) all’interno dei software di navigazione in Rete ha ingenerato un clima di estrema rilassatezza: gli utenti, convinti di poter fare affidamento sul browser, non hanno preso in considerazione l’ipotesi che qualcosa potesse non andare come previsto.

L’opzione “DNT” invia al sito che si sta per visitare una richiesta invisibile per conto dell’utente: qualcuno ha scoperto che quel flebile “fai finta di non vedermi” o ancor più sommesso “non schedare il mio passaggio” non sortisce l’effetto desiderato. In pratica il “Do Not Track” non serve a nulla o, a voler essere ottimisti, ha efficacia molto ridotta.

Mentre chi era certo di una certa invisibilità ripensa a dove può aver lasciato indizi del suo peregrinare tra destinazioni… più diverse, vale la pena capire cosa stia effettivamente accadendo. Sono stati in parecchi a ritenere che l’attivazione del DNT avrebbe impedito ad un sito pornografico o anche semplicemente a Facebook di raccogliere la navigazione precedente del proprio avventore. Si infrange anche l’opinione diffusa che grazie a simili accorgimenti vengano bloccati pure i “tracker” delle cosiddette “terze parti”: i sistemi di “pedinamento” che produttori di “app” infilano qui e là se ne fregano della garbata istanza dell’utente che chiede venga rispettata la propria privacy.

L’iniziativa di prevedere regole e strumenti a tutela della riservatezza è stata avviata nel 2010 dalla Federal Trade Commission (organismo statunitense molto simile all’Autorità Garante per la Concorrenza sui Mercati, ossia l’Antitrust italiana). Le buone intenzioni istituzionali non hanno però portato ad un risultato davvero concreto perché chi gestisce i siti – soprattutto quelli maggiormente importanti – non ha ritenuto di aderire appieno. Anche se i “browser”, opportunamente impostati dall’utente, chiedono di non eseguire tracciamenti o registrazioni delle attività, il sito non ne tiene assolutamente conto e immagazzina voracemente tutte le informazioni che può acquisire dal computer del visitatore.

Realtà frequentatissime come Yahoo e Twitter hanno dato inizialmente la massima disponibilità a rispettare il “Do Not Track” ma con altrettanta celerità hanno poi abbandonato ogni buon proposito in tal senso.

Google, Facebook, Pornhub e xHamster (giusto per fare qualche esempio) non hanno nemmeno fatto il beau geste di prestare attenzione a simili inviti.

La piattaforma social di Mark Zuckerberg non rispetta il DNT ma assicura di avvalersi di strumenti diversi a tutela dei suoi utilizzatori (e poi storie come quella di Cambridge Analytica sembrano smentire tutta questa dedizione alla protezione dei propri iscritti…).

Gli atteggiamenti più bizzarri adottati dai fornitori di servizi e di contenuti telematici culminano a casa Google. Come noto a tutti, la casa madre del più grande motore di ricerca del mondo ha realizzato il software di navigazione “Chrome”: nonostante lo abbia dotato della funzione “Do Not Track”, è la prima a fare spallucce dinanzi alle richieste degli utenti che chiedono di potersi muovere con discrezione e senza troppi occhi addosso.

A guardar bene (e sul sito informativo “All about DNT”, che esegue un puntuale monitoraggio, se ne può trovare diretto riscontro) sono proprio pochi gli insediamenti web a rispettare le persone che li visitano. La medaglia al merito va a Pinterest (social per gli appassionati di fotografia e di grafica), a Healthcare.gov (un portale del servizio sanitario statunitense), a Medium.com (piattaforma per la pubblicazione di testi e articoli online) e ad un altro esiguo numero di “virtuosi”.

La falsa sicurezza e il conseguente effetto placebo sono davvero pericolosi.

Uomo avvisato, mezzo salvato.

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SPORT - RUGBY - SERIE B, NEL RECUPERO CON IL REGGIO CALABRIA L'AMATORI CATANIA SI IMPONE AL "PAOLONE" PER 30-11

CRONACAOGGI - 4 ure 30 min ago
CATANIA - Vince netamente oggi pomeriggio al "Benito Paolone" l'Amatori Catania che, nel recupero con il Reggio Calabria, nel girone 4-poule 2, si impone per 30-11 conquistando anche il punto di bonus ed attestandosi così, con 33 punti, al secondo posto ad una sola lunghezza dalla capolista Benevent.....
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PRIMA PAGINA - IN ITALIA ED AL SUD ARRIVANO GELO E NEVE

CRONACAOGGI - 4 ure 30 min ago
Flusso di aria gelida, proveniente dalla Scandinavia e dalla Siberia, irromperà sull'Italia a partire da sabato 16 gennaio, facendo peggiorare il tempo al Sud e sulle regioni adriatiche. Freddo siberiano quindi che provocherà anche precipitazioni inizialmente piovose che potranno diventare nevose an.....
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Migranti respinti in Francia, Castaner: «Parlerò con Salvini, senza cooperazione non c'è soluzione»

Ilmessaggero.it - 4 ure 30 min ago
«Non c'è solzuione senza cooperazione». Il ministro dell'Interno francese, Christophe Castaner, ha annunciato a Le Journal du Dimanche di voler «discutere...
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Sangue sul voto in Afghanistan, 50 morti e oltre cento feriti

Corriere.it - 4 ure 31 min ago

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Nella capitale Kabul un attacco kamikaze al seggio ha fatto 15 morti. Alle urne 8,8 milioni di afghani per eleggere il nuovo Parlamento

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Da crocerossina  a farmacista, così Agatha Christie  ha imparato  tutto sui veleni

Corriere.it - 4 ure 34 min ago

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La scrittrice britannica è stata volontaria durante la Grande Guerra in un ospedale di Torquay dove è diventata farmacista. I documenti pubblicati in occasione del Veterans Day

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Milano, #iostocolcinemino: i social si mobilitano per salvare  la sala sequestrata Le immagini

Corriere.it - 4 ure 36 min ago

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Diventa virale la campagna dei gestori. Il sindaco: «Chiusura non positiva per la città, interverremo»

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Kate e Meghan, i 9 segreti fashion e beauty per essere sempre perfette 

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La Middleton e la Markle hanno adottato alcuni accorgimenti di Sua Maestà per evitare spiacevoli incidenti di trucco e parrucco 

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Londra, quasi 700mila persone in marcia contro la Brexit: “Vogliamo referendum sugli accordi, così sarà una catastrofe”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 41 min ago

Una marea di bandiere dell’Unione europea ha riempito le vie del centro di Londra sabato, dove quasi 700mila persone – stando alle cifre degli organizzatori – hanno risposto all’appello del movimento “no Brexit” marciando per chiedere che si tenga un referendum sull’accordo finale per l’uscita della Gran Bretagna dall’Ue, ancora in corso di negoziazione a cinque mesi dal divorzio. I manifestanti si aggrappano al sogno d’una rivincita del voto di due anni fa e all’auspicio di poter ancora restare nell’Unione, sullo sfondo delle incertezze e dei contrasti che minacciano l’esito dei negoziati di divorzio fra il governo conservatore di Theresa May e Bruxelles.

Partito da Hyde Park in una giornata di sole insolita per l’autunno londinese, il corteo è sfilato per il centro della metropoli britannica fino a raggiungere Parliament Square, di fronte a Westminster, dove ad arringare la folla hanno provveduto esponenti politici di vari partiti, dal sindaco laburista di Londra, Sadiq Khan, al leader dei LibDem, Vince Cable, e celebrità dello spettacolo o della cultura. Ma i protagonisti veri sono stati coloro che hanno gonfiato il serpentone umano fra vessilli europei, cartelli colorati, slogan pungenti. Non solo sudditi di Sua Maestà, va detto, data la presenza visibile di migliaia di stranieri che sull’isola vivono (e che con la Brexit temono di vedere rimessi in discussione i loro diritti, a dispetto di tutte le rassicurazioni). E però soprattutto britannici: compresi molti giovani e giovanissimi che nel 2016 non avevano ancora 18 anni e oggi rappresentano una platea di nuovi elettori naturalmente euro-integrati, contrari fino al 90% – stando ad alcune rilevazioni – a una “chiusura” delle frontiere destinata ad avere un impatto inevitabile sulle loro vite, ma sulla quale non hanno mai avuto voce in capitolo.

I messaggi, indirizzati in prima battuta alla premier May (categoricamente contraria a qualunque idea di referendum bis) e ai Tory brexiteers alla Boris Johnson, hanno fatto sfoggio di fantasia: oscillando fra ironie, spirito combattivo, allarme e ira. Si è letto e sentito un po’ di tutto, dal ricorrente “Vogliamo il nostro Paese indietro” al più originale “Brexit is bananas” (la Brexit è da fuori di testa) o al calembour sulla parola U-turn (inversione a U) trasformata senza cambiare pronuncia in Eu-turn: dove Eu sta ovviamente per European Union.

I promotori, legati al movimento “Peoplès Vote” che fa campagna per “restituire la parola al popolo” dopo la fine del negoziato, hanno gridato al successo. Un successo impossibile da negare – e riprodotto sul web dalla cascata d’adesioni all’ombra dell’hashtag #PeoplesVoteMarch – visti i numeri. Numeri che Scotland Yard evita di confermare, ma nemmeno smentisce, e a cui si aggiunge la forza delle immagini. Per ricordare in riva al Tamigi folle ancor più oceaniche bisogna in effetti risalire all’epoca della guerra in Iraq, quando a protestare contro il governo Blair il totale dei manifestanti giunse a superare quota un milione (senza peraltro riuscire a rovesciare i giochi).

“Qui – ha sottolineato il sindaco Khan dal palco – non stiamo chiedendo un secondo referendum fine a se stesso, stiamo dicendo che quasi tutte le promesse fatte due anni fa non si sono concretizzate, poiché allora nessuno parlava di una “cattiva Brexit” o di un no-deal. E che in queste circostanze la cosa più democratica da fare è tornare dal popolo britannico e dargli il diritto di dire se accetta o meno il risultato dei negoziati”. Un’opzione che il rissoso governo May e il grosso dei Tories non mostrano del resto alcuna intenzione di accettare, malgrado la prova di forza della rumorosa piazza londinese. E alla quale lo stesso leader dell’opposizione laburista, Jeremy Corbyn, oggi assente, preferirebbe semmai le elezioni anticipate. Ma a cui comunque un flop negoziale con Bruxelles (desiderio inconfessato e inconfessabile della piattaforma “Peoplès Vote”) potrebbe almeno aprire una chance. Non senza la speranza concreta, sondaggi alla mano, d’un risultato diverso dal 2016.

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Uliveto, nel ringraziamento non ci sono Egonu e Sylla: polemiche social. L’azienda: “Foto d’archivio, mai discriminazioni”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 47 min ago

Ci sono tutte, tranne Miriam Sylla e Paola Egonu. Il ringraziamento di Uliveto alle azzurre del volley è diventato un caso: l’azienda sponsor della nazionale ha acquistato uno spazio sulle pagine di Repubblica per celebrare l’argento ai mondiali in Giappone, ma nella foto di squadra compaiono solo atlete bianche. Le due schiacciatrici di origini africane che hanno trascinato l’Italia alla finale non si vedono: la Egonu è coperta dall’immagine un’enorme bottiglia d’acqua, mentre Miriam Sylla non è presente nella foto scelta.

Su Twitter e Facebook sono stati molti i post indignati: “Quando hanno ringraziato i maschi non hanno nascosto nessuno”, si legge, con riferimento all’analoga pagina che Uliveto aveva dedicato alla squadra maschile, in cui tutti i giocatori erano visibili. Ma l’azienda nega ogni tipo di dolo: “Siamo sconcertati e amareggiati dal fatto che ci sia stato imputato un atteggiamento discriminatorio“, ha detto al Corriere Patrizio Catalano Gonzaga, direttore marketing e media del gruppo. “Lo scatto è d’archivio e ci è stato fornito dalla Federazione. La scelta è stata casuale. Come si può verificare sui nostri account Instagram o Facebook o guardando le precedenti pubblicità, sono sempre presenti tutte le atlete. Cerchiamo semplicemente di alternare le foto”. Una spiegazione avvalorata dal fatto che solo due giorni prima, nella pagina dedicata da Uliveto alla qualificazione per la finale, comparivano anche le atlete di colore.

Per tentare un rimedio in extremis alla gaffe che nelle prime ore del mattino aveva già fatto il giro del web, Uliveto ha pubblicato sul proprio account Instagram una foto in cui si vedono esultare tutte le azzurre, comprese Sylla ed Egonu. E subito dopo, un’altra spiegazione: “Uliveto ha seguito con entusiasmo l’avventura di tutte le nostre atlete pallavoliste, tutte, senza alcuna distinzione. Nessuna forma di discriminazione ci appartiene e la vicinanza alla squadra ed alle sue componenti è dimostrata dalle tante foto pubblicate sui social. Contrastiamo pertanto fermamente qualsiasi insinuazione circa un atteggiamento diverso nei confronti di giocatrici che per noi hanno tutte lo stesso grande merito: quello di aver composto una fantastica squadra!”, scrive l’azienda.

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Reggio Emilia, 24enne morta per malore dopo serata in discoteca

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 50 min ago

Una ragazza di 24 anni è morta a casa di amici per un malore nella notte tra venerdì e sabato a Guastalla, nella Bassa reggiana, dopo una serata trascorsa in discoteca.  La giovane – Annunziata Colurciello il suo nome – era originaria di Napoli, ma residente in provincia di Novara, anche se si era da poco trasferita nel Mantovano dove lavorava come barista. La Procura di Reggio Emilia ha aperto un’inchiesta. Il magistrato disporrà l’autopsia per accertare le cause della morte della ragazza e soprattutto per capire se abbia ingerito qualcosa.

Secondo le prime ricostruzioni, dopo aver ballato in un locale, Nunzia – come la chiamavano tutti – stava tornando a casa con gli amici in auto. Già prima avrebbe confidato loro di sentirsi poco bene, poi durante il tragitto le sue condizioni sarebbero peggiorate. La comitiva a quel punto si è fermata nell’abitazione di una conoscente per consentirle di dormire e per poi riportarla a casa la mattina successiva. Alle prime luci dell’alba però, alle 5.30, Nunzia ha accusato un malore che si è rivelato fatale. Gli amici hanno lanciato l’allarme al 118, ma ogni tentativo di rianimarla è risultato vano. Sul posto sono arrivati anche i carabinieri della compagnia di Guastalla che ora hanno il compito di fare luce sull’accaduto e di raccogliere le testimonianze per ricostruire le cause della morte.

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Pesaro, incendio in un palazzo: anziana disabile muore in casa

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 53 min ago

Un’anziana disabile è deceduta a causa di un incendio scoppiato poco dopo le 8, probabilmente nell’abitazione della donna, in un palazzo in via Cicognani a Pesaro. I vigili del fuoco hanno invece salvato dalle fiamme, intervenendo con l’autoscala, cinque persone: tre, padre madre e bimbo piccolo, erano al secondo piano; altre due al piano rialzato. Sul posto anche la polizia scientifica che sta compiendo rilievi per accertare le cause del rogo. Secondo le prime informazioni, le fiamme avrebbero avuto origine nell’appartamento della donna che era disabile e che si muoveva in casa con l’ausilio di un deambulatore; per lei non c’è stato nulla da fare.

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