Italija

Quarta dose, vaccini aggiornati contro Omicron su richiesta per gli over 12: la circolare del Ministero

Ilmessaggero.it - 6 ur 11 min ago
Via libera dal ministero della Salute alla somministrazione dei vaccini bivalenti contro Omicron ai bambini con più di 12 anni. I vaccini bivalenti anti-Covid aggiornati alle...
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Elezioni, l’Italia è il Paese che am…mazzerei

Il Fatto Quotidiano - 6 ur 16 min ago

Ve lo si legge negli occhi. Scettici, indecisi, un poco spenti. Non vi offendete: siamo in molti ad avere quello sguardo. Ce lo si legge negli occhi che domenica non abbiamo idea di chi votare. E se votare. Se sei siciliano, come me, non ne hai doppiamente idea. Rintronato. Rintronati: ecco come ci sentiamo.

Tramortiti da slogan che s’alzano vuoti come palloncini, dalle alleanze di Tizio e Caio (gli stessi, proprio gli stessi che dicevano “mai con Tizio” e “mai con Caio”) che s’abbracciano per salvare il Paese da “queglialtri” senza sapere cosa vorrebbero fare a partire da lunedì 26. E non è che non ne abbiamo idea perché non ci siamo informati – abbiamo persino provato a scovare i programmi elettorali –, non ne abbiamo idea perché non ci piace nessuno. Diciamola meglio: perché non ci rappresenta nessuno. E possiamo dirlo con oggettività, senza snobismo: li abbiamo, purtroppo, già provati tutti. Sono gli stessi da anni. A gennaio non sono riusciti a mettersi d’accordo per eleggere un presidente della Repubblica, ora sono pronti a formare un Governo. Seh, come no.

Verrebbe voglia di mandarli tutti a quel Paese – che però, purtroppo, è il nostro – ma non andando a votare faremmo esattamente il loro gioco. Perché vedete, amici dallo sguardo sconfortato come il mio, verrebbe proprio da pensare che vogliano fare della democrazia rappresentativa la rappresentazione di loro stessi. Prendete l’attuale legge elettorale, che gli stessi partiti oggi criticano e ieri approvavano: ci nega, di fatto, il sacrosanto diritto a scegliere i nostri rappresentanti. Un sondaggio dell’istituto Demopolis ha fotografato il dramma: solo un terzo di noi elettori conosce il nome di un candidato nel collegio uninominale in cui voterà domenica. Da segreto, il voto è diventato a scatola chiusa. Liste preconfezionate calate dall’alto, senza che i territori possano dire la loro, senza che dai territori possano germogliare nuove risorse, un pensiero. Ci avviciniamo a un’elezione in cui è il candidato a scegliere al posto dell’elettore: ma fate sul serio!?

D’altronde c’era da aspettarselo. La riduzione dei parlamentari, salutata come la presa della Bastiglia, ha peggiorato le cose. E molto. Da un lato abbiamo risparmiato lo zero virgola zero nulla, dall’altro l’imbuto per accedere al Parlamento si è fatto sempre più stretto. Così i partiti piazzano i loro più storici fedelissimi, li traslocano perfino da una regione all’altra. E i territori? I territori niente: più sei marginale e periferico, più avresti quindi bisogno di una salda rappresentanza a Roma, più t’attacchi. Sì, “t’attacchi” è il termine che rende meglio il concetto. Se il voto è a scatola chiusa, la politica è a numero chiuso. I test di ammissione? Se li fanno da soli.

E a proposito di test d’ammissione, sapete chi è, ancora una volta, come sempre, a non poter esercitare il proprio diritto di voto? Esatto, quelli lì: gli universitari e tutti i lavoratori fuorisede. Ora non venitemi a dire delle agevolazioni per tornare a casa: signori io vivo a Ragusa, punta estrema del Mezzogiorno, qui i primi chilometri di autostrada dell’intera provincia sono arrivati solo da pochi mesi, l’aeroporto è al collasso, la ferrovia che ve lo dico a fare. Da Milano faccio prima ad andare a Londra che a casa. Negare il voto ai fuorisede, che in molti casi sono universitari e giovani lavoratori, vuol dire imbavagliare quella che è probabilmente la parte del Paese più istruita, sensibile al cambiamento e aperta mentalmente. È, tra le altre cose, la parte che più subirà le scelte di questo voto. E che sarà mai.

Se il voto è il diritto più importante, lo Stato ha il dovere di mettere ogni cittadino nelle medesime condizioni per esercitarlo, ma non è così. Nel 2022 dopo Cristo, in un’era tecnologicamente avanzata, chi vive all’estero, magari da molti anni, può incidere sul futuro dell’Italia ben più di chi, nonostante tutto, qui ci studia, ci lavora e addirittura *rullo di tamburi* qui vorrebbe crearsi un futuro!

E sapete quand’è che si parla del voto fuorisede? Sempre e solo quando è ormai troppo tardi. L’Italia è il Paese che am…mazzerei.

Lamentarsi dell’allontanamento della gente dalla politica è un pianto di coccodrillo. Allontanare la gente dalla politica è oggi fare politica. E a me non sta bene. Per questo domenica non vedo l’ora di votare. Il meno peggio, come sempre, turandomi il naso e le orecchie, come sempre. Altrimenti fate tutto voi.

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Pfas in Veneto, la replica della Regione: “Adottato approccio di massima tutela”. Ma non smentisce l’impossibilità di fare le analisi

Il Fatto Quotidiano - 6 ur 17 min ago

VENEZIA. È scontro aperto tra Mamme No Pfas e Regione Veneto, dopo che una donna di Vicenza ha denunciato a ilfattoquotidiano.it di aver avuto conferma solo da analisi effettuate in Germania che uno dei figli ha nel sangue livelli fuori norma di Pfas, le micidiali sostanze pefluoroalchiliche che hanno causato il gravissimo inquinamento nelle province di Verona, Vicenza e Padova. Elisabetta Donadello ha dovuto rivolgersi all’estero perché la sanità veneta non autorizza le analisi ai cittadini a rischio che vivono nella zona arancione, quindi ai limiti della zona rossa più contaminata. Inoltre ha spiegato che il divieto di utilizzare i pozzi privati che attingono dalla falda non era stato sufficientemente pubblicizzato nel 2013, quando il sindaco di Vicenza Achille Variati emise un’ordinanza che recepiva il primo allarme.

La Direzione Prevenzione della Regione Veneto ha diffuso un comunicato per replicare alla ricostruzione, ma non ha smentito il dato cruciale: gli abitanti di 12 Comuni veneti (tra cui anche la parte ovest di Vicenza) non possono essere sottoposti alle analisi, anche se lo chiedono al medico di base e all’Ulss dove sono iscritti. Intanto le Mamme No Pfas rincarano: “Abbiamo sempre chiesto alla Regione lo screening per tutte le persone a rischio, ma non ci ha mai ascoltato”. E alla vigilia del voto lanciano l’invito a “delegittimare le autorità politiche che governano la Regione Veneto a livello nazionale. La democrazia ci offre uno strumento, con tutti i suoi limiti, ma sempre uno strumento: il voto. Non usarlo, visto che chi ci governa spesso ‘legittima’ chi ci avvelena, è un suicidio”.

Ecco cosa ha scritto la giunta regionale: “Si ricorda che fin dal 2013, anno in cui fu scoperta la contaminazione da Pfas della falda idrica, la Regione del Veneto ha sempre adottato un approccio di massima tutela della salute pubblica delle persone esposte alla contaminazione e ha garantito trasparenza su tutte le azioni avviate, pubblicando documenti e rapporti sul proprio sito Internet e partecipando a numerosi incontri informativi con i Sindaci e le comunità interessate”. Aggiunge che “per quanto riguarda il problema dei pozzi privati interessati dalla contaminazione, già a settembre 2013 la struttura regionale ha disposto che le Aziende Ulss, attraverso i Comuni, procedessero alla ricognizione dei pozzi presenti nei loro territori, all’individuazione di quelli a uso idro-potabile e all’adozione di misure di interdizione del consumo di acqua potabile per i pozzi con concentrazioni superiori a quelle previste”. La prescrizione risale al 2014, quando la Regione diede ai Comuni “il mandato di emettere un’ordinanza che imponesse ai cittadini utilizzatori di pozzi privati – a uso idropotabile o per produzione di alimenti – l’effettuazione di analisi dell’acqua per la presenza di Pfas e la trasmissione degli esiti alle Aziende Ulss”.

E i 30 Comuni che sono vicini all’Area Rossa? “Nell’area Arancione la rete acquedottistica pubblica non è stata interessata dalla contaminazione, a differenza di quanto avvenuto nell’area Rossa. – spiega la Regione – Questa differenza sostanziale ha determinato una marcata sovra-esposizione dell’area Rossa sia rispetto all’area di controllo, sia rispetto all’area Arancione. La Regione Veneto ha predisposto un piano di sorveglianza sanitaria sulla popolazione esposta dell’area Rossa, includendo anche le analisi del sangue per la determinazione del carico corporeo di Pfas, in quanto maggiormente esposta”. Nessuna spiegazione del fatto che i cittadini in area Arancione non siano oggetto di sorveglianza sanitaria. La Regione si limita a spiegare di aver effettuato uno studio sulla popolazione del comune di Trissino (zona Arancione), dove ha sede l’azienda Miteni, fonte dell’inquinamento, e di aver “disposto nel 2019 un piano di sorveglianza degli alimenti anche dell’area Arancione”.

Il comitato di redazione di Pfas.land replica a muso duro: “Quanto scritto dalla Regione Veneto in risposta agli articoli de Il Fatto Quotidiano non corrisponde ai dati in nostro possesso, sottoposti alle Nazioni Unite e agli inquirenti. Ci spiace farlo il giorno prima del voto, ma ricordiamo che la settimana prima del Referendum per l’Autonomia 2018 le autorità in carica della Regione Veneto – per paura di perdere voti di fronte al fallimento sui Pfas – promisero i filtri Zero Pfas”. Seguono accuse gravi: “Sulla trasparenza e informazione bastano le conclusioni dell’Alto Commissariato dell’Onu, l’ingiunzione del Tar per mancanza di trasparenza, le assemblee non fatte, il silenzio dei sindaci e dei consultori familiari, la sofferenza delle future madri senza analisi”. C’è un secondo punto: “La Regione parla di ‘acqua potabile’ e ad uso per le ‘produzioni alimentari’ (acque di processo che si possono estrarre dagli acquedotti), ma in tutto il comunicato non si parla mai di ‘acque irrigue’. Se ne deduce – come è nei fatti – che non c’è nessun controllo/restrizione nei pozzi privati sulle acque di irrigazione da parte della Regione, anche nelle zone arancioni che sono sicuramente contaminate in falda. Si deduce che se un privato vuole impiantare un vigneto e pescare acqua contaminata è libero di farlo. Come sta accadendo. Complimenti”.

Contestano poi che in zona Arancione l’acqua degli acquedotti non sia stata contaminata, visto che “oggi si spendono centinaia di migliaia di euro – celebrati dalla politica un tempo negazionista come ‘medaglia al merito’ per la salute – per filtrare l’acqua, contaminata, come dimostrano le bollette che arrivano regolarmente a casa dei cittadini. Ogni giorno”. Infine, la sfida: “Se la Regione avesse la coscienza a posto e fosse un ente che promuove la prevenzione primaria farebbe una cosa semplicissima: permetterebbe a tutti (non solo a Trissino o a coorti preordinate) di farsi le analisi del sangue sui Pfas, anche a pagamento, come si fanno per tutte le altre analisi di prevenzione. Non lo fa. Forse è più produttivo produrre tumori e centri di assistenza secondaria che salute/prevenzione primaria”.

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Ritrovata Gloria, la ragazzina di 13 anni scomparsa nel Vicentino

La Stampa - 6 ur 18 min ago

È stata ritrovata stamani la ragazzina di 13 anni di Pojana Maggiore (Vicenza) di cui era stata denunciata la scomparsa dal 14 settembre scorso. La giovane, di nome Gloria, è stata rintracciata a Montecchio Maggiore (Vicenza), località poco lontan ... [Continua a leggere sul sito.]

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Caso mascherine, ecco come Zingaretti e la sorella sono finiti sotto inchiesta

Corriere.it - 6 ur 19 min ago

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Nelle carte dell’inchiesta, oltre al governatore e a Carmelo Tulumello, compare anche Angela Zingaretti nel ruolo di «intermediaria» con un escluso dall’affare

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L’imbroglio del voto per diventare «russi»: soldati alle spalle, schede aperte e lavatrici in premio

Corriere.it - 6 ur 21 min ago

 soldati alle spalle, schede aperte e lavatrici in premio

Via al voto per l’annessione. «Si può anche sbarrare no: in tal caso si segnano i tuoi dati». «O un incappucciato ti dà un calcio nei reni»

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Mal di schiena cronico, spesso il primo passo per guarire è dimagrire

Corriere.it - 6 ur 23 min ago

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I chili di troppo limitano l’efficacia delle terapie: serve un trattamento multidisciplinare. Il ruolo dell’analogo del GLP-1 nel controllo ponderale

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Truffa criptovalute: più di 100 querele contro Nft. L'avvocato: «Bisogna agire in tempi brevi per non far decorrere i 90 giorni»

Il Gazzettino.it - 6 ur 31 min ago
TREVISO - Più di cento querele nei confronti della New Financial Technology NFT pronte a essere depositate dagli investitori che ritengono di essere stati truffati. Tanti sono i casi di...
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Scampia, attore di Gomorra (in sedia a rotelle) massacrato di botte e costretto a lasciare casa per un debito di droga

Ilmessaggero.it - 6 ur 31 min ago
Massacrato di botte per un debito di droga. Salvatore Abbruzzese, 28 anni, noto al grande pubblico per aver interpretato il piccolo Totò nel film "Gomorra", è stato pestato e...
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Invade il campo della Laver Cup e si dà fuoco, attivista protesta contro l’utilizzo di jet privati

Corriere.it - 6 ur 33 min ago

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Interruzione durante l’evento di tennis all’O2 Arena di Londra

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Wanda Nara, chi è il nuovo fidanzato? In Argentina sicuri: il calciatore Martin Payero

Corriere.it - 6 ur 38 min ago

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Gli ultimi gossip in Argentina parlano di Martin Payero, centrocampista del Boca Juniors con cui Wanda è stata vista in un locale. Smentite le indiscrezioni di un flirt con il rapper L-Gante

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Crozza-Meloni non vuole andare al governo: “A novembre se dovemo brucià i centrini de nonna per scaldarsi…”

Il Fatto Quotidiano - 6 ur 42 min ago

Nella prima puntata della nuova stagione di Fratelli di Crozza, in prima serata sul Nove e in streaming su Discovery+, Maurizio Crozza ha vestito i panni di Giorgia Meloni: “Ti pare che io non voglio governà? Dico solo che Letta è più bravo de me. Vediamo se riusciamo a farci capire… se a novembre stamo tutti al buio, è più bravo Letta. Se dovemo brucià i centrini de nonna, le settimane enigmistiche de’ zia, le gambe del tavolinetto dove magni de fuori pe’ scaldasse. E’ più bravo Letta! a Letta piacciono le “devianze”? E “deviamolo” verso la sfiga, no?

“Live streaming ed episodi completi su discovery+ (www.discoveryplus.it)”

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Make-up effetto abbronzatura, come far proseguire la tintarella quando le ferie sono finite (dive docet)

Corriere.it - 6 ur 44 min ago

Make-up effetto abbronzatura, come far proseguire la tintarella quando le ferie sono finite (dive docet)

Benché l'estate stia volgendo al termine, i visi (e i corpi) di Hailey Bieber, Dua Lipa ed Emily Ratajkowski non sembrano affatto impallidire. Il trucco? Proprio questo: il trucco. Si tratta del make-up effetto sunkissed. Ecco come lo applicano le dive, per ispirazioni di bellezza da adottare da oggi stesso fino all’autunno inoltrato

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Caro energia, le aziende che resistono:  turni notturni e smart working. Le storie

Corriere.it - 6 ur 45 min ago

  turni notturni e smart working. Le storie

Ecco come le imprese, piccole e grandi, in ogni settore, si stanno riorganizzando. Segnalateci le vostre storie di resistenza alla mail impresecheresistono@corriere.it Pubblicheremo le segnalazioni più utili e rappresentative

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Corriere.it - 6 ur 45 min ago

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Pierluigi Diaco e Carmen Russo cadono in diretta mentre ballano il ‘Tuca Tuca’. L’imbarazzo del conduttore: “Che figura”

Il Fatto Quotidiano - 6 ur 50 min ago

Voleva essere un momento simpatico e divertente, e si è trasformato in un siparietto esilarante che ha fatto sganasciare dalle risate i social. Parliamo del Tuca Tuca ballato da Pierluigi Diaco e Carmen Russo nel programma di Rai2 Bella Ma’, che ha visto il conduttore e la sua ospite cadere rovinosamente per terra. È successo nella puntata in onda venerdì 23 settembre, quando Carmen Russo stava dando a Pierluigi Diaco le istruzioni per replicare il celebre balletto portato al successo da Raffaella Carrà. Tutto bene fin quando la showgirl ha deciso di concludere il breve numero con un casqué: il conduttore non è riuscito a sorreggere la sua dama e le è caduto addosso. Nessuno dei due si è fatto male, fortunatamente, però il padrone di casa si è voluto più volte sincerare delle condizioni di Carmen Russo, mostrando una certa apprensione per l’ospite. “Caaaaarmen, ti sei fatta male ? Sicura? Carmen stai bene?” ha domandato Diaco, per poi coprirsi il volto e tra le risate – degli altri, certo, ma anche le sue – commentare imbarazzato: “Che figuuuura!”. E ancora: “Sei sicura che stai bene Carmen?”. La showgirl si è rimessa in piedi senza alcuno sforzo e scattante come suo solito lo ha rassicurato: “Ma benissimo, ma certo”. Rosso in volto il conduttore ha chiesto alla squadra del programma: “Mi portate un bicchiere d’acqua?”.

Carmen Russo conosce bene il Tuca Tuca, dal momento che il balletto fu eseguito per la prima volta da Raffaella Carrà con Enzo Paolo Turchi, marito della Russo, nel corso di Canzonissima 1971. La coreografia fu ideata da Don Lurio su suggerimento di Gianni Boncompagni di creare un gioco-ballo. Un successo clamoroso data anche la semplicità delle mosse. Allo stesso tempo, però, il Tuca Tuca sollevò non poche critiche per i movimenti ritenuti troppo audaci per quei tempi. Tornando ai giorni nostri, invece, Bella Ma’ è il programma che punta sul confronto generazionale, e infatti vede la partecipazione di 20 concorrenti: 10 appartengono alla generazione Z, ovvero giovani tra i 18 e i 25 anni d’età, e altri 10 cosiddetti “boomer”, cioè adulti dai 55 anni in su. I partecipanti devono rispondere a quiz di cultura generale, così come partecipare a challenge creative utilizzando anche i social network. Al momento Bella Ma’ non sta brillando dal punto di vista degli ascolti, e recentemente Pierluigi Diaco ha infastidito non poco Milo Infante, la cui trasmissione Ore 14 è iniziata con alcuni minuti di ritardo a causa del lancio che lo stesso Diaco ha fatto del proprio programma subito dopo il Tg2.

@Cinguetterai pic.twitter.com/28mEQSKKMO

— Cinguettavideo (@cinguettavideo) September 23, 2022

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Ogni giovane in formazione potrà fare il medico di base: nuovo accordo per far fronte alla carenza

Il Gazzettino.it - 6 ur 51 min ago
PORDENONE - Carenza di medici di medicina generale in Friuli Venezia Giulia, dove ne mancano oltre 114 per coprire le esigenze della popolazione: arriva però una buona notizia da Roma. La...
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Conselve, per anni ruba i tramezzini: barista scoperto dal titolare del locale e denunciato

Il Gazzettino.it - 6 ur 51 min ago
CONSELVE - Tramezzini e toast. Questo il bottino del barista che per anni, a fine giornata, portava via di nascosto del cibo. Tutto parte dalla denuncia del titolare del bar di Conselve che ha notato...
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Von der Leyen: «Se Italia come l'Ungheria abbiamo strumenti». Poi si corregge. E arrivano i fondi del Pnrr

Ilmessaggero.it - 6 ur 51 min ago
Pensare che, tra i partiti in corsa, c?è chi fino a ieri rilanciava una ?Coalizione Ursula?, formato italiano. Adesso invece Ursula von der Leyen, presidente della...
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Argentario, il sopravvissuto all'incidente: «Sono un miracolato. Dai danesi nessuna scusa»

Ilmessaggero.it - 6 ur 51 min ago
«Io ho visto che non c?era nessuno alla guida del motoscafo che ci ha travolto». È sconvolgente la verità che emerge dalle parole di uno dei quattro sopravvissuti...
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