Italija

Marracash a “L’Assedio” di Daria Bignardi: “È trendy dire ‘sono bipolare’. Ma io lo sono veramente, ti rende la vita invivibile”

Il Fatto Quotidiano - 3 ure 12 min ago

Ospite della puntata de L’Assedio di Daria Bignardi – in onda tutti i mercoledì in prima serata sul NoveMarracash racconta del suo bipolarismo e dei problemi di depressione: “È trendy dire ‘sono bipolare’, in realtà io me ne sono accorto veramente. Prima me lo dicevano le mie fidanzate, la gente che aveva a che fare con me. Poi ho avuto una conferma dopo King del Rap“. In una recente intervista al Fatto.it aveva detto: “Ho avuto diversi problemi mentali, la musica e uno specialista mi hanno aiutato a uscirne”.

L'articolo Marracash a “L’Assedio” di Daria Bignardi: “È trendy dire ‘sono bipolare’. Ma io lo sono veramente, ti rende la vita invivibile” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Stresa, lo sciopero delle mamme: “Non mandiamo i figli a scuola perché c’è un bambino violento in classe”

La Stampa - 3 ure 24 min ago

STRESA – Fino a lunedì non saranno mandati a scuola: si tratta degli alunni di una classe dell’istituto comprensivo Rebora di Stresa. Continua a leggere sul sito.]

Kategorije: Italija

Dal Comune 55 milioni per le manutenzioni

La Stampa - 3 ure 27 min ago

TORINO. Se non fosse nota - e finora mai ritrattata, anche perché le regole del Movimento 5 Stelle lo impediscono - la decisione di non ricandidarsi nel 2021, si sarebbe legittima ... [Continua a leggere sul sito.]

Kategorije: Italija

Cinquecento partecipanti per Iolavoro a Ivrea

La Stampa - 3 ure 31 min ago

IVREA (TORINO). Quasi cinquecento persone hanno partecipato ieri, mercoledì 13 novembre, a Ivrea a “Iolavoro”, la manifestazione che mette in contatto imprese e persone in cerca d'impie ... [Continua a leggere sul sito.]

Kategorije: Italija

Emergenza Venezia, il premier Conte: per ora 5mila euro ai privati e 20mila agli esercenti

La Stampa - 3 ure 35 min ago

Nel giorno in cui cui il picco della marea si è fermato a 113 centimetri (dato rilevato alle ore 10.30 alla Punta della Salute), il premier Giuseppe Conte ha dato le prime cif ... [Continua a leggere sul sito.]

Kategorije: Italija

Rimini, nasconde di avere l’Hiv e contagia una delle sue amanti: arrestato il presunto untore

Il Fatto Quotidiano - 3 ure 39 min ago

Ha avuto rapporti non protetti con alcune donne conosciute sui social network nascondendo loro di essere affetto da Hiv e ha trasmesso la malattia a una di queste. Per questo i carabinieri di Rimini hanno arrestato un uomo di 39 anni accusato di essere il presunto untore. Tutto è partito dalla denuncia di una donna che ha scoperto casualmente che il suo partner fosse sieropositivo: i militari sono risaliti così al 39enne. Le indagini hanno confermato che l’uomo era affetto dall’Hiv da alcuni anni e che lo stesso dal 2017 aveva sospeso volontariamente la terapia farmacologica, per poi riprenderla sporadicamente nel 2018 e, infine, interromperla totalmente, aumentando il rischio di contagio in caso di rapporti sessuali non protetti.

Le indagini hanno permesso di risalire con certezza a quattro donne, conosciute dall’uomo sui social network, le quali, ignare del suo stato di salute, hanno confermato di aver avuto rapporti sessuali non protetti con l’indagato e, per una di queste, purtroppo, i test hanno dato un esito positivo. A questo punto, l’autorità giudiziaria competente ha emesso la misura cautelare degli arresti domiciliari nei confronti dell’uomo ma i carabinieri sono ancora al lavoro sul suo computer per verificare se abbia avuto eventuali altri incontri con altre donne conosciute in chat e sui social network.

L'articolo Rimini, nasconde di avere l’Hiv e contagia una delle sue amanti: arrestato il presunto untore proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Lara Comi, chi è la forzista arrestata: dalla assunzione (illecita) della madre al Parlamento europeo ai guai giudiziari per tangenti

Il Fatto Quotidiano - 3 ure 39 min ago
“Nonostante la giovane età, ha mostrato nei fatti una non comune esperienza nel fare ricorso a diversi e collaudati schemi criminosi“. Sono le parole con le quali la gip Raffaella Mascarino descrive la forzista Lara Comi nell’ordinanza che ne dispone la custodia cautelare agli arresti domiciliari. Il video ripercorre la storia dell’esponente di Forza Italia: dal caso dell’assunzione della madre come assistente parlamentare (fatto per il quale dovette restituire più di 120mila euro all’Ue) alla vicenda giudiziaria per le tangenti in Lombardia che ha coinvolto diversi politici di Forza Italia.

L'articolo Lara Comi, chi è la forzista arrestata: dalla assunzione (illecita) della madre al Parlamento europeo ai guai giudiziari per tangenti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

SPETTACOLO - TEATRO, RISATE ED ATTENZIONE AL TEMA TERZA ETA' E SOLITUDINE AL "DON BOSCO" DI CATANIA CON "MEGGHIU SULI" DI MARCO VINICIO MASTROCOLA PROPOSTO DALL'ASSOCIAZIONE ALCHIMIA DELL'ARTE

CRONACAOGGI - 3 ure 47 min ago
CATANIA- Consensi al Teatro Don Bosco di Catania per la commedia dialettale "Megghiu Suli", di Marco Vinicio Mastrocola e con la regia di Marcello Marchese. Sul palco l’associazione culturale “Alchimia dell’Arte” (nella foto) con l’opera in due atti in cui quattro anziani amici si incontrano per la .....
Kategorije: Italija

Va a letto con il mal di testa, studentessa trovata morta nel letto dalla mamma: meningite fulminante

Ilmessaggero.it - 3 ure 47 min ago
Stroncata da una meningite senza avvertire alcun sintomo se non un mal di testa. L?unica cosa che Jessica Cain ha fatto prima di morire è stato seguire il consiglio di sua madre: ha...
Kategorije: Italija

Firenze, Giacomo trovato morto a 22 anni: era scomparso da due giorni, la mamma aveva lanciato un appello

Ilmessaggero.it - 3 ure 47 min ago
Tragico epilogo per il caso di Giacomo Clarke, il 22enne di Firenze di cui era stata denunciata ieri la scomparsa e la cui madre aveva rivolto oggi un appello tramite i media per aiutarla nelle...
Kategorije: Italija

Processo Cucchi, la sorella Ilaria: “Siamo alla resa dei conti, spero Stefano possa riposare in pace”

Il Fatto Quotidiano - 3 ure 49 min ago

A dieci anni dalla morte di Stefano Cucchi, è attesa in serata la sentenza sul processo bis, davanti alla prima Corte d’Assise di Roma. Nell’Aula bunker di Rebibbia, è stata la sorella Ilaria a rivendicare: “Sono stati dieci anni di battaglie durissime, abbiamo sentito tante bugie, ipocrisie, cattiverie. Credo che siamo alla resa dei conti, non voglio dire nulla su quello che succederà, ma spero che Stefano possa finalmente riposare in pace”.

Ad attendere l’esito del processo anche i genitori di Stefano Cucchi, Rita e Giovanni: “Ilaria ci ha dato la forza per andare avanti e cercare la verità. Quello che abbiamo giurato davanti a quel corpo massacrato è che non ci saremmo mai fermati e così faremo, andremo sempre avanti”, ha spiegato la madre di Cucchi. “Oggi ci auguriamo una svolta, i dati sono tutti a favore di una sentenza positiva, però ci sono dei segnali, vediamo”, ha concluso Giovanni Cucchi, nel giorno del verdetto. Il pm Giovanni Musarò ha rinunciato a replicare, così i giudici si sono ritirati in camera di consiglio per la decisione.

L'articolo Processo Cucchi, la sorella Ilaria: “Siamo alla resa dei conti, spero Stefano possa riposare in pace” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Ilva, venerdì incontro Arcelor-sindacati. Rossi scrive all’Ue: “Riduca l’acciaio importato senza dazi e incentivi gli investimenti innovativi”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 6 min ago

Oggi il presidio dell’indotto dell’ex Ilva davanti al ministero dello Sviluppo economico a Roma, con una rappresentanza degli enti locali. Venerdì un nuovo incontro tra l’ad di ArcelorMittal Lucia Morselli e i segretari generali dei sindacati metalmeccanici Fiom, Fim e Uilm. Intanto il gruppo franco-indiano smentisce che Morselli abbia detto al governatore pugliese Michele Emiliano che la società continuerà a gestire gli impianti fino a maggio, quando è stata fissata la prima udienza della causa di recesso. E il presidente di Federacciai Alessandro Banzato intervistato dal Corriere, sembra aprire uno spiraglio sulla possibilità di una cordata italiana che rilevi il siderurgico di Taranto, ma dice che “è una sfida difficile” perché tra l’altro “la stragrande maggioranza dei siderurgici italiani non produce con l’altoforno ma con forno elettrico” e mette molti paletti. A partire dallo scudo penale, che definisce “indispensabile“.

Sullo sfondo, la richiesta alla Commissione europea di agire con più decisione per difendere un comparto in crisi anche a causa dei dazi di Trump e del forte aumento di importazioni dalla Cina. Il governatore della Toscana Enrico Rossi ha scritto a Bruxelles chiedendo di ridurre le quote di importazioni di acciaio libere da dazi per “proteggere un settore-chiave della nostra economia che ha un impatto importante sull’occupazione”.

“La riduzione delle quote libere da dazi non basta. Rivedere le misure di salvaguardia”Enrico Rossi, presidente della Regione che a Piombino ospita un altro importante stabilimento siderurgico rilevato l’anno scorso dal gruppo indiano Jindal – parte della cordata concorrente a quella di Arcelor nella gara per l’Ilva – ha inviato la sua lettera direttamente alla presidente eletta Ursula von der Leyen. Nella missiva, pubblicata dal Sole 24 Ore, il governatore Pd ricorda che “nel marzo 2018 gli Stati Uniti hanno deciso di imporre pesanti dazi all’importazione di prodotti in acciaio e alluminio” che incrementano del 25 per cento il prezzo dei prodotti siderurgici che entrano nel mercato americano. L’Ue ha “reagito a questa azione protezionistica con delle misure di salvaguardia sulle importazioni di determinati prodotti di acciaio che prevedono un sistema di quote che i paesi extraeuropei non possono eccedere, se non con un pagamento di un dazio del 25 per cento.

A febbraio 2019, la Commissione ha però aumentato del 5 per cento le quote iniziali e ha previsto di aumentarle di un altro 5 per cento a luglio 2019 e di un successivo 5 per cento a luglio 2020, nel rispetto delle regole del Wto che chiedono una liberalizzazione progressiva delle misure”. Vista la crisi di diversi settori come quello automobilistico, la Brexit e i costi dell’energia “il mercato europeo dell’acciaio è crollato”. Mentre le importazioni dall’Asia aumentavano. In risposta, “l’Ue ha recentemente rivisto le misure di salvaguardia riducendo dal 5 al 3 per cento l’aumento delle quote di importazioni libere da dazi a partire da luglio 2019″. Secondo Rossi però non è sufficiente: per “proteggere un settore chiave della nostra economia e con un impatto così importante sull’occupazione” sarebbe “opportuno rivedere le misure di salvaguardia e incentivare gli investimenti innovativi in questo settore”.

Presidio dell’indotto Ilva al ministero Confindustria Taranto intanto ha annunciato un presidio delle aziende fornitrici dell’ex Ilva davanti al Mise. Una delegazione guidata dal presidente Antonio Marinaro incontrerà alle 14 il ministro Stefano Patuanelli, al quale sarà consegnato un documento sulla vicenda ArcelorMittal. “Lo stesso documento – spiega l’associazione degli industriali – sarà portato all’attenzione, nella stessa giornata, del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella e del Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte”. La delegazione illustrerà “la situazione di emergenza – sottolinea Confindustria – in cui le aziende si ritrovano dopo che ArcelorMittal Italia ha lasciato lo stabilimento, senza aver corrisposto alle stesse aziende fornitrici l’ammontare dei crediti maturati, pari a circa 50 milioni di euro: una situazione gravissima che sta già dando luogo al ricorso alla cassa integrazione per i dipendenti delle stesse imprese. In alcuni casi si parla di licenziamenti. La platea dei dipendenti dell’indotto ex Ilva di Taranto ammonta a circa 6mila unità“. Queste aziende hanno “già sacrificato 150 milioni di euro nel passaggio fra Ilva e Ilva in AS, fra il 2014 e il 2015 (crediti confluiti nello stato passivo). In assenza di soluzioni, non saranno più in grado di garantire il pagamento degli stipendi ai loro dipendenti. Oggi pretendono delle risposte non più procrastinabili”.

L'articolo Ilva, venerdì incontro Arcelor-sindacati. Rossi scrive all’Ue: “Riduca l’acciaio importato senza dazi e incentivi gli investimenti innovativi” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Eraclea, Caorle, Bibione e Lignano: il mare cancella il litorale del Nordest

Il Gazzettino.it - 4 ure 7 min ago
Il mare cancella il litorale del Nordest. Jesolo, Eraclea, Caorle e Bibione, ovunque la spiaggia è stata cancellata dall'incredibile mareggiata che ha lasciato solo danni. Mai sul litorale...
Kategorije: Italija

SPETTACOLO - TEATRO, DAL 15 AL 17 GENNAIO AL “METROPOLITAN” DI CATANIA IN SCENA "IL MIO NOME È NESSUNO - L'ULISSE" DI VALERIO MASSIMO MANFREDI, ADATTAMENTO E DRAMMATURGIA TESTO DI FRANCESCO NICOLINI CON SEBASTIANO LO MONACO

CRONACAOGGI - 4 ure 7 min ago
CATANIA - Sebastiano Lo Monaco è Ulisse nello spettacolo di Valerio Massimo Manfredi, "Il mio nome è nessuno - L'ULISSE", adattamento e drammaturgia testo di Francesco Nicolini. Lo spettacolo sarà al Teatro Metropolitan di Catania dal 15 al 17 Gennaio. Affrontare così la straordinaria e immane vic.....
Kategorije: Italija

Impeachment di Trump, al via le audizioni. Usa incollati alla tv, ma lui: «Non le guardo», la "talpa" resta al sicuro

Ilmessaggero.it - 4 ure 7 min ago
A Donald Trump interessava più l'apertura a Kiev di un'indagine sui Biden che la situazione in Ucraina. A rivelarlo è stato l'ex ambasciatore Usa ad interim a Kiev Bill...
Kategorije: Italija

Cirque du Soleil, arrestato il fondatore Guy Laliberté: coltivava marijuana in Polinesia

Ilmessaggero.it - 4 ure 7 min ago
Guy Laliberté, il miliardario fondatore e proprietario del Cirque du Soleil, la compagnia di spettacoli circensi più famosa al mondo, è stato arrestato nella Polinesia...
Kategorije: Italija

Eutanasia, insegnante siciliana morta in Svizzera: chiesto il rinvio a giudizio per istigazione al suicidio del presidente di Exit

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 8 min ago

La Procura di Catania ha chiesto il rinvio a giudizio per istigazione al suicidio di Emilio Coveri, il presidente dell’associazione Exit-Italia – che da anni propugna “il diritto delle persone a una morte dignitosa” e il diritto a “scegliere per sé”- nell’ambito dell’inchiesta sulla morte di Alessandra Giordano, un’insegnante di Paternò, in provincia di Catania, deceduta il 27 marzo scorso nella clinica svizzera Dignitas che pratica il suicidio assistito. La donna, 47 anni, non era malata terminale ma da tempo soffriva di una grave forma di depressione e di una nevralgia cronica, la sindrome di Eagle, e per questo aveva smesso di lavorare.

Nella richiesta di rinvio a giudizio il procuratore aggiunto Ignazio Fonzo e il sostituto Angelo Brugaletta, che hanno coordinato le indagini di carabinieri e polizia postale, scrivono che Coveri “determinava o comunque rafforzava il proposito suicida” della donna, poi “effettivamente avvenuto” con l’eutanasia in una clinica di Zurigo. Lo avrebbe fatto, è la tesi della Procura di Catania, attraverso “plurimi rapporti e conversazioni telefoniche, via sms e mail” negli ultimi due anni. Avrebbe anche “indotto la donna” che “soffriva di depressione e sindrome di Eagle ad iscriversi all’associazione Exit” e avrebbe tenuto condotte accompagnate da sollecitazioni e argomentazioni in ordine alla legittimità anche etica della scelta” del suicidio assistito. La Procura ha identificato cinque parti offese nell’inchiesta: la madre, una sorella e tre fratelli della 47enne.

A dare il via alle indagini è stata proprio la denuncia dei familiari della donna, secondo cui l’insegnante 47enne è morta 13 mesi dopo aver preso la tessa di Exit, il 5 febbraio del 2018. I parenti, che dicono di esserle stati sempre vicini, hanno saputo che Alessandra era partita per Svizzera il 25 marzo di quest’anno da un conoscente che aveva incontrato la donna in aeroporto. Dalle indagini di carabinieri e polizia postale risulta che lei e Coveri erano in contatto dal 2017. Telefonate, e-mail, sms dove gli inquirenti rilevano, tra l’altro, “sollecitazioni e argomentazioni in ordine alla legittimità, anche etica, della scelta suicidiaria”. La Procura ha ricordato anche che le leggi elvetiche richiedono che l’eutanasia “sia praticata solo nei casi di “patologie incurabili, handicap intollerabili, dolori insopportabili”.

Emilio Coveri, 68 anni, originario di Torino, rischia una condanna da 5 a 12 anni di carcere: “Ho consigliato ad Alessandra di fare testamento biologico, di associarsi a Exit per poi ottenere tutte le informazioni e le indicazioni pratiche per andare in Svizzera e ricorrere al suicidio assistito”, aveva spiegato in un’intervista del 6 luglio scorso precisando che “me lo aspettavo e ora mi onoro di essere indagato come Cappato. Anche se io, a differenza sua, non ho fatto nulla di eroico”. Il riferimento è a Marco Cappato, l’attivista radicale che nel 2017 portò Dj Fabo a morire in Svizzera, sempre alla Dignitas.

L'articolo Eutanasia, insegnante siciliana morta in Svizzera: chiesto il rinvio a giudizio per istigazione al suicidio del presidente di Exit proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Stefano Cucchi, attesa per la sentenza per i cinque carabinieri imputati. La sorella: “Spero possa avere giustizia e riposare in pace”

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 10 min ago

“Sono momenti di estrema tensione perché sono passati 10 anni. Ormai mi sembra tutto chiaro ed è evidente che Stefano sia morto per le conseguenze di un pestaggio. Spero che possa avere giustizia e possa riposare in pace”. Ilaria Cucchi, sorella di Stefano, è in attesa della sentenza del processo che vede imputati cinque carabinieri, a vario titolo, per la morte del giovane arrestato per droga e deceduto all’ospedale Pertini nell’ottobre.

I giudici della prima Corte d’assise di Roma sono entrati in camera di consiglio: il verdetto è previsto per il 18. Rispondono di omicidio preterintenzionale abuso d’autorità Alessio Di Bernardo e Raffaele D’Alessandro; per loro il pm ha chiesto la condanna a 18 anni di reclusione ciascuno. Per il carabiniere Francesco Tedesco, l’imputato-accusatore che con le sue dichiarazioni ha fatto luce sul presunto pestaggio subito da Stefano Cucchi in caserma la notte del suo arresto, il rappresentante dell’accusa, Giovanni Musarò, ha chiesto l’assoluzione dall’omicidio preterintenzionale e tre anni e mezzo di reclusione per l’accusa di falso. Otto anni di reclusione per falso sono stati richiesti per il maresciallo Roberto Mandolini; mentre per l’ulteriore imputazione di calunnia, contestata al carabiniere Vincenzo Nicolardi e ai colleghi Tedesco e Mandolini, il pm ha sollecitato una sentenza di non procedibilità per prescrizione del reato.

“Ilaria ci ha dato la forza per andare avanti e cercare la verità. Quello che abbiamo giurato davanti a quel corpo massacrato è che non ci saremmo mai fermati e così faremo, andremo sempre avanti. Oggi ci auguriamo una svolta, i dati sono tutti a favore di una sentenza positiva, però ci sono dei segnali… – dicono i genitori di Stefano, Giovanni Cucchi e Rita Calore – Siamo molto agitati il fatto di avere come parte civile dei ministeri in altri processi è molto positivo perché vuol dire che dopo 10 anni finalmente lo Stato è vicino a noi e non siamo più soli“.

L'articolo Stefano Cucchi, attesa per la sentenza per i cinque carabinieri imputati. La sorella: “Spero possa avere giustizia e riposare in pace” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Italia Viva, boom di like su Facebook. La strategia? Fusione e cambio nome di ex pagine del Pd e per il Sì al referendum

Il Fatto Quotidiano - 4 ure 12 min ago

Italia Viva corre molto rapidamente sui social. Forse troppo, visto che sono già 65mila i like della pagina Facebook. Ma da dove sono arrivati così tanti e in così poco tempo? Il portale ufficiale, già dotato di ben 40mila fan, è “comparso” in coincidenza con la Leopolda 10. La sera del 7 novembre un altro salto: +22mila fan, scavalcate in un colpo le pagine di Leu e Possibile, e raggiunta quella dei Radicali, che risale al 2010. Come si spiega questo boom? Ilfattoquotidiano.it ha ricostruito “la genesi” della pagina Facebook del nuovo partito di Matteo Renzi: a differenza di quelle degli altri movimenti politici, quella di Italia Viva non è stata aperta ex novo. E a tre settimane dal lancio, è già nella top ten dei partiti per numero di fan su Facebook: lo precedono soltanto, nell’ordine, M5s, Lega, Pd, Fratelli d’Italia, Forza Italia, Più Europa e Sinistra italiana. Per un partito neonato è una crescita social da record.

Circa il 25% dei suoi attuali fan sono stati ereditati dalla campagna referendaria, dopo aver cambiato il nome a una vecchia pagina a supporto della riforma, “L’Italia che dice sì – il Comitato online“. Molte quell’anno le iniziative convocate con quel titolo, alle quali hanno partecipato tantissimi diversi esponenti Pd, incluso l’attuale segretario Nicola Zingaretti. La pagina in questione cambia poi nome nell’ottobre 2018, un paio di giorni dopo la candidatura di Zingaretti alla segreteria e in coincidenza della Leopolda 9. In quel momento Renzi lancia i Comitati e la pagina si trasforma di nuovo, questa volta in “Ritorno al futuro – Comitati di azione civile“.

Da quest’ultima nasce il 17 ottobre 2019 la nuova “Italia Viva“, già con oltre 40mila fan e buone performance a livello di interazioni. Il 7 novembre un altro salto: 22mila fan che arrivano, tutti insieme, grazie alla fusione con un’altra pagina ufficiale, chiamata sempre “Italia Viva“. Sì perché erano due le pagine di “Italia Viva” con lo stesso nome segnate da spunta blu ufficiale presenti su Facebook a quella data. Il social peraltro incoraggia le pagine alla fusione, perché può favorirne la crescita e quindi il traffico sulla piattaforma. La pagina che risulta dall’unione delle due, che ha portato i 22mila nuovi fan, era stata usata dal 2014 per le varie edizioni di Leopolda e Lingotto.

Il nome era stato cambiato decine di volte, adeguandosi di anno in anno a quello dei due eventi dem-renziani, ma tenendo gli stessi fan. Prima dell’unione rimaneva solo l’immagine del profilo e di copertina, con tutti i post relativi a Leopolda e Lingotto cancellati. Adesso, com’è normale a seguito della fusione, la vecchia pagina è sparita, ma la sua traccia è rimasta sia nelle info sulla trasparenza di Facebook che nei metadati delle ricerche di Google. Passaggi che conferma Alessio De Giorgi, responsabile social di Italia Viva. “Dopo il cambio nome abbiamo chiesto a Facebook la fusione della vecchia pagina della Leopolda con quella dei Comitati civici. Il social ha concluso la procedura un po’ in ritardo, il 7 novembre”. Poi spiega: “‘L’Italia che dice Sì – il Comitato online‘ era una pagina di supporto a quella ufficiale per il Sì al referendum, poi diventata ‘In Cammino’, e ora ferma. Le ragazze che la amministravano ce l’hanno donata l’anno scorso quando son partiti i Comitati“. Ma prima del cambio nome qualcuno ha pensato comunque di rimuovere i vecchi post sul referendum.

Una strategia che consente a una formazione politica appena nata di non partire da zero sui social, ma di avere già una base di migliaia di like. Anche se parte di quei follower, circa 15-20mila, avevano iniziato a seguire una pagina diversa, quella del comitato per il Sì che – pur con Renzi segretario – veniva reclamizzato dal Pd come partito. Non va altrettanto bene infatti per formazioni politiche nate da poche settimane. La pagina “Cambiamo con Toti”, registrata a settembre è ferma a poco più di 5mila fan su Facebook. O per fare un altro esempio, quella di Volt Europa, primo partito transnazionale che si è presentato alle elezioni europee, si ferma a 55mila like.

Se nei canali ufficiali Italia Viva ha optato per cambiare nome a pagine già create e attingere qualche fan dall’area dem, altrettanto hanno fatto i suoi simpatizzanti in quelli non ufficiali. È il caso del gruppo Facebook “Report-Milena Gabanelli” che vanta oltre 12mila membri ed era stato fondato nel 2008. Il 13 ottobre 2019 il gruppo cambia nome in “Informazione Vera – Italia Viva” e adesso risulta gestito dalle pagine “Comitato civico Europa 9” e “Italia Viva Roma est”. All’interno vengono pubblicati contenuti pro Renzi. Anche la pagina ‘Italia Viva – Romagna nel 2016′ era “Basta un Sì – Romagna” e insieme a Pd Forlì organizzava eventi ai quali partecipavano esponenti dem. Stesso discorso anche per “Italia Viva Pavia” nel 2016 era “Basta un Sì Pavia“. Discorso diverso, ma simile, per le sezioni non ufficiali “Europa“, “Puglia“, “Milano metropolitana” e “Varese“, create originariamente per sottoscrivere la candidatura di Giachetti e Ascani alle primarie del Pd.

Poi c’è il curioso caso del gruppo “Italia Viva”, con oltre 6mila partecipanti, che per undici anni si era chiamato “Pd Arezzo e provincia“. Infine il caso della pagina “Dr. Francesco Pepiciello“: ha cambiato una decina nomi, passando da “Dott.” a “Consulente”, si è stabilita su “Italia Democratica” nel 2017. Ha la bellezza di 30mila fan ma da quando ha cambiato nome è stata ripulita dai vecchi post. Dall’1 novembre campeggia il simbolo di Italia Viva come immagine del profilo e di copertina. Per unire due pagine, Facebook vuole che siano omogenee: richiede due nomi e due immagini del profilo simili. Sarà un caso? De Giorgi ha smentito tutti i legami con pagine non ufficiali e ha chiarito: “Avevamo bisogno di una pagina con 50mila-60mila fan per iniziare e direi che ci siamo. Le operazioni di consolidamento si fermano qui”.

L'articolo Italia Viva, boom di like su Facebook. La strategia? Fusione e cambio nome di ex pagine del Pd e per il Sì al referendum proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija
Syndicate content