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Updated: 17 min 19 sek od tega

Le copie pirata di Office e Photoshop nascondono una pericolosa vulnerabilità

26 min 12 sek ago

Attenzione ad utilizzare software pirata! Com’è ben noto, utilizzare software pirata è una pratica scorretta e illegale che già normalmente può farvi incorrere in gravi conseguenza, tuttavia ora ci si mettono anche le backdoor nascoste in questo software a darvi una bella lezione.

Secondo quanto scoperto, alcune copie pirata di Office e Photoshop CC aprivano le porte agli aggressori informatici in grado di rubare dati personali, compromettere portafogli di criptovalute e la sicurezza dei PC colpiti.

A scoprire questo attacco informatico è stata Bitdefender, la quale ne ha discusso i dettagli. Alcune versioni crackate (piratate) di Microsoft Office e Adobe Photoshop CC disponibili dal 2018 avrebbero aperto delle backdoor nei PC dei furbetti che hanno deciso di scaricare illegalmente questi software, con conseguenze spiacevoli e a volte persino molto gravi.

L’obiettivo di questo attacco è quello di rubare dati personali e denaro (o criptovalute) agli sfortunati utenti caduti nella trappola. L’attacco sfrutta questi due famosi e ricercati software per compromettere PC, dirottare i portafogli di criptovalute e esfiltrare informazioni tramite la rete TOR.

Grazie a questa backdoor, infatti, i malintenzionati possono tra le altre cose esfiltrare file tramite TOR (software libero per la comunicazione anonima sul web), possono eseguire BitTorrent per l’invio dei dati, possono rubare i portafogli Monero (una delle tante criptovalute), rubare i profili utente Firefox ed effettuare l’hijacking dei cookie delle sessioni di navigazione.

Un piccolo consiglio, dunque: se utilizzate questo tipo di software pirata è forse meglio eseguire un check sulla sicurezza del vostro PC che potrebbe persino infettare altri computer sulla vostra rete privata o aziendale.

Inoltre, consigliamo sempre di acquistare le licenze originali per questi importanti strumenti di lavoro. Una spesa che aiuta i produttori di questi software ad investire nel loro sviluppo e, come abbiamo visto in questo caso, per lo meno vi permette di dormire sonni tranquilli.

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Covid, Pregliasco: “Il virus sarà endemico, dobbiamo prenotare i vaccini per il 2022”

27 min 1 sek ago

“Avremo una convivenza più civile con questo virus. Israele ha già iniziato a prenotare dosi” di vaccino anti-Covid “per il 2022. Ma dobbiamo farlo anche noi, anche l’Europa lo ha ribadito”, per assicurarci “vaccini aggiornati un po’ come quelli antinfluenzali” che cambiano di anno in anno in base all’evoluzione dei virus. “Perché questo virus”, Sars-CoV-2, “rimarrà, diventerà endemico, ancora più tranquillo e meno fastidioso in termini di dolore e di sofferenze”. Lo ha detto a Sky TG24, Fabrizio Pregliasco, virologo dell’Università Statale di Milano, ospite di ‘Timeline’.

Video SkyTg24

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Gabriel Garko: “Mi hanno della ‘mignotta’, del gay per convenienza, del rifatto. Sono stufo”

40 min 57 sek ago

C’è Gabriel Garko sulla copertina di Chi in edicola questa settimana. Ed è un Gabriel Garko che dalle anticipazioni risulta determinato e molto netto: “Ho detto a chi di dovere tutta la verità… Non ho altro da aggiungere e spero che presto, nel bene o nel male, si faccia luce su questa brutta vicenda. È assurdo che la vita mi riporti, in continuazione, al passato quando io ho solamente voglia di guardare avanti“. Il riferimento è all'”Ares Gate” e al suicidio di Teodosio Losito, con la vicenda al centro delle cronache degli ultimi giorni per un’indagine aperta in procura. L’attore racconta di essere stufo di trovarsi in mezzo a storie che, a suo modo di vedere, non lo riguardano più: “Sono giorni che lavoro incessantemente, che mio papà non sta molto bene e che il mio nome riempie le pagine dei giornali. Ciononostante sono sereno, ma non nascondo che non è facile sopportare questa gogna mediatica”. Lo sfogo di Garko è molto sentito: “Negli anni mi hanno dato dell’attore di serie B, della “mignotta”, del rifatto, del gay per convenienza. È assodato che il mio personaggio venga sempre visto in un altro modo e me ne accorgo ogni qual volta incontro qualcuno. È oramai un classico la frase: ‘Ti facevo diverso'”.

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Il video di Beppe Grillo mostra quanto questo Paese sia indietro

43 min 29 sek ago

Ieri Beppe Grillo, in qualità di padre, leader spirituale del partito che ha la maggioranza in Parlamento, pubblico ministero, avvocato difensore, giudice, ha arringato la folla in un video usando tutto il suo potere mediatico per gridare l’innocenza del figlio Ciro e dei suoi amici, denunciati per stupro di gruppo nel 2019.

Prima ancora di sapere se ci sarà un rinvio a giudizio o una archiviazione, è entrato a gamba tesa con una invettiva prepotente nei confronti della Procura di Tempio Pausania e dei media, colpevoli a suo giudizio di aver presentato il figlio come “uno stupratore seriale”. In realtà, una notizia che in altri Paesi avrebbe occupato, per settimane o mesi, le prime pagine dei quotidiani e dei telegiornali è passata in sordina per ben due anni senza avere lo spazio mediatico riservato allo stupro di Firenze, commesso nel 2017 da due carabinieri poi condannati, o al caso Alberto Genovese. E’ difficile non pensare che la prudenza e il basso profilo tenuto dai media sia stato condizionato dal cognome dell’indagato, rampollo del fondatore di un partito che occupa la maggioranza dei seggi in Parlamento.

Dopo il video sono piovute critiche ma anche attestati di solidarietà: Enrico Mentana, direttore del Tg La7, dalla sua pagina Facebook in qualità di padre ha solidarizzato con Grillo, come Alessandro Di Battista e alcuni rappresentanti di rilievo del Movimento 5 Stelle, come Paola Taverna e Vito Crimi – che hanno dimenticato di manifestare solidarietà anche ai genitori della ragazza, figlia di un padre e di una madre privi del potere mediatico di Grillo. Una partigianeria a mio avviso inaccettabile per due deputati che siedono in Parlamento e che ferisce tutte le vittime di stupro e i loro familiari.

Dopo il video di Grillo non è da escludere che la decisione della magistratura di Tempio Pausania sull’archiviazione o sul rinvio a giudizio per Ciro Grillo e gli altri imputati giungerà ad una opinione pubblica già orientata. In caso di rinvio a giudizio ci sarà chi penserà ad un’inchiesta di stampo politico per colpire il leader di un partito, e in caso di archiviazione alcuni si convinceranno che la magistratura si sia fatta influenzare dal video di Grillo. Comunque vada, credo che Beppe Grillo sia riuscito a mettere in difficoltà la magistratura e ad instillare il dubbio in buona parte della popolazione italiana.

Tutta questa vicenda desta amarezza e ci dà la sensazione di vivere in un Paese terribilmente arcaico. Gli uomini e le donne che in questo Paese ricoprono cariche istituzionali o di prestigio o i comuni Fantozzi, come percepiscono la responsabilità del potere, la relazione tra uomini e donne, il femminicidio, lo stupro? Possiamo accettare che chiunque, approfittando di un ruolo, travalichi i limiti di una vicenda personale con il preciso scopo di portarla a sconfinare coinvolgendo un partito intero e chiedendo con rabbia e prepotenza che l’opinione pubblica si schieri a vantaggio del proprio figlio?

Nel Paese più familista del mondo, “tengo famiglia” e “i figli so piezz’e core” sono un lasciapassare, l’amnistia per qualunque scorciatoia, raccomandazione, clientelismo e persino indulgenza quando si vìola la legge cedendo alla corruzione. Ricordate l’autodifesa di Walter Biot, l’ufficiale di Marina in cella con l’accusa di aver venduto segreti militari ai russi? Si è giustificato con un “tengo famiglia” e anche Beppe Grillo tiene famiglia e ha un figlio indagato per stupro. Non ha esitato senza alcuno scrupolo ad additare pubblicamente come bugiarda la donna che ha denunciato il figlio, mettendo in conto che potrebbe essere esposta a gogna mediatica perché questo accade alla maggioranza delle donne che denunciano violenze, soprattutto quando sono commesse da intoccabili.

In quel video ha attinto al vasto repertorio di pregiudizi sullo stupro con illazioni sui tempi della denuncia (otto giorni) e sui comportamenti avuti dalla ragazza nei giorni che hanno preceduto la denuncia. Parole stigmatizzate da Antonella Veltri, presidente D.i.Re donne in rete contro la violenza: “Non si è consenziente perché si denuncia ‘dopo’. E quanto tempo dopo una vittima di stupro perfetta dovrebbe denunciare la violenza?”, chiede provocatoriamente Veltri.

“Nonostante tutto ciò che sappiamo sulle dinamiche della violenza, ogni comportamento di una donna che denuncia uno stupro viene guardato con sospetto. Non si è consenzienti quando si è obbligate ad avere rapporti sessuali contro la propria volontà o quando non si può prestare consenso perché ubriache”, fa notare ancora la presidente di D.i.Re. “A volte tacere in attesa che la giustizia faccia il suo corso può essere un valore – aggiunge Veltri – qui invece vediamo un fulgido esempio della cultura dello stupro, e un noto personaggio pubblico che in poche battute dà voce a quella squallida quanto utilizzata e vergognosa vittimizzazione, che rimette al centro la donna come soggetto consenziente di una cultura patriarcale che purtroppo alberga anche nei nostri tribunali e viene legittimata e diffusa dai media”.

In un Paese dove la maggioranza delle donne non denuncia violenze, condannato dalla Corte di Strasburgo, dalla Cedaw, dal Grevio per il sessismo radicato e la resistenza al cambiamento, le parole di Beppe Grillo sono la cartina di tornasole di una arretratezza sconfortante. Il leader spirituale del Movimento 5 Stelle ne è pienamente consapevole e se fosse stato in un Paese diverso, dubito che avrebbe messo online il suo “sfogo”.

@nadiesdaa

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Video di Beppe Grillo, Pd: “Inaccettabile. M5s acceleri la transizione alla guida di Conte”. E i dem chiedono che parli anche l’ex premier

47 min 44 sek ago

Le parole di Beppe Grillo, pronunciate nel video in difesa del figlio Ciro accusato di stupro di gruppo, hanno aperto nuove tensioni anche nella coalizione Pd-M5s. I democratici infatti, non solo hanno condannato le dichiarazioni del garante del Movimento, ma ora chiedono che a prendere posizione sia anche il neo leader del Movimento 5 stelle Giuseppe Conte. “Le parole di Grillo sono inaccettabili, tutta la solidarietà alla ragazza denigrata”, ha scritto su Twitter il vicesegretario dem Peppe Provenzano. “Il M5s acceleri la sua transizione e con la guida di Conte abbracci sempre e comunque garanzie e principi dello Stato di diritto, quel video è semplicemente inconcepibile e da condannare”. Poco prima il segretario Enrico Letta aveva condannato le dichiarazioni parlando con Repubblica: “Inaccettabili”, ha detto.

Per la senatrice dem Valeria Fedeli non basta condannare le parole di Grillo, ma serve l’intervento dell’ex premier: “Se sul video di Grillo le dichiarazioni di alcuni esponenti del M5s indignano, il silenzio di Giuseppe Conte preoccupa molto. L’ex premier dica in modo trasparente da che parte sta: con chi denuncia uno stupro o con chi attacca le vittime?“, ha scritto su Twitter. Poco dopo l’ex capogruppo Pd in Senato Andrea Marcucci ha rilanciato: “Aspetto con impazienza le parole che dovrà dire il leader in pectore del M5s Giuseppe Conte in merito all’incredibile video del garante. Dopo le parole dell’ex comico, servono chiarimenti urgenti come minimo sulla giustizia e sulla responsabilità della politica. Il perdurare di questo silenzio renderebbe qualsiasi alleanza privilegiata molto più difficile”.

In mattinata aveva parlato la vicesegretaria Irene Tinagli: “Le parole di Grillo sono inaccettabili e vergognose”, ha scritto. “Solidarietà alla ragazza, alla famiglia e alle vittime di ogni violenza. Non importa quando denunciate, cosa avevate fatto o indossato: non siete né complici né colpevoli. La politica deve sempre affermare questo principio”. Mentre l’ex segretario Nicola Zingaretti ha dichiarato: “Grillo? Un bruttissimo modo, purtroppo, per affrontare un tema privato”.

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Crisi dei lavoratori dello spettacolo, il Maestro Alberto Veronesi porta la Bohéme in piazza della Scala: così si esibiscono gli artisti – Video

47 min 59 sek ago

Un piccolo concerto in piazza della Scala davanti al teatro più celebre di Milano. Così il Maestro Alberto Veronesi, affiancato da alcuni artisti precari, ha provato a scuotere le coscienze sulla crisi dei lavoratori dello spettacolo dovuta a un anno di stop per la pandemia da Covid-19. Il direttore d’orchestra ha suonato il primo atto della Bohéme di Giacomo Puccini, mentre i cantanti si sono esibiti legati a delle corde che ne impedivano la libertà per solidarizzare con i colleghi in difficoltà. Proposte anche nuove soluzioni da cui poter ripartire, in particolare strumenti nuovi per orientare i giovani e per ricostruire forme di partecipazione, sociale, culturale e anche economica. ù

“Qui in piazza della Scala, davanti a un simbolo della cultura mondiale, abbiamo voluto cominciare un percorso con cui vengano sciolte queste catene, queste corde che soffocano gli artisti italiani, i precari dello spettacolo e dell’arte italiana che non possono contare su un reddito, un sostegno dallo Stato. E quando ci sono le crisi come la pandemia, vengono gettati totalmente nell’indigenza”, ha spiegato il Maestro dopo il mini-concerto. “La nostra idea è che i 100mila precari della cultura italiana diventino un esercito di ‘culturator’, non navigator”. Sono “persone che hanno studiato venti, trenta, quarant’anni della loro vita e che sono in grado di trasmettere questa cultura”

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Facebook, due app di terze parti sono state rimosse dal Play Store

56 min 27 sek ago

Per chi non lo sapesse, l’App di Facebook non è l’unico modo per utilizzare il social network sullo smartphone. Ci sono anche alcune App di terze parti che, in maniera analoga, possono far fruire la piattaforma.

Due di queste sono Swipe e Simple Social. Queste app, a discapito di quella ufficiale, sono state scelte da tantissime persone per via della loro interfaccia diversa, per una velocità di esecuzione più alta e per un’esperienza utente talvolta più in linea con quella dell’utente, con anche qualche funzione aggiuntiva in più.

Ciò che queste due app alternative fanno però non va molto a genio a Zuckerberg (e al regolamento interno del social) che nel tempo ha cercato di raccogliere la documentazione necessaria per far cessare le attività… E ci è riuscita!

I legali di Facebook infatti hanno inviato lettere agli sviluppatori di entrambe le “app parallele” per informarli che devono rimuoverle dal Play Store. Presa visione di quando accaduto, lo sviluppatore di Swipe ha rilasciato una dichiarazione:

“È con il cuore molto triste che è arrivato il giorno di salutare Swipe per Facebook. Oggi ho ricevuto una lettera di cessazione da alcuni avvocati che rappresentano Facebook. Anche i miei account sui social come Facebook ed Instagram sono stati permanentemente disabilitati. Credo che questo sia accaduto anche ad altri sviluppatori e quindi il giorno delle App di terze parti di Facebook è giunto al termine. Proprio per questo, ho rimosso sia Swipe per Facebook che Swipe Pro per Facebook dal Google Play Store. Entrambe le App continueranno a funzionare per quelli che ce l’hanno, anche se non so ancora per quanto tempo”.

Anche lo sviluppatore di Simple Social ha rilasciato un messaggio che compare dopo aver aperto l’app che ora, come Swipe, è stata rimossa dal Google Play Store: “A causa delle modifiche create da Facebook, Simple Social non è più supportato. Puoi continuare a utilizzare Simple Social, tuttavia lo fai a tuo “rischio e pericolo”. Il tuo account Facebook potrebbe essere disabilitato temporaneamente o permanentemente, non avendo Creative Trends alcun voce in capitolo. Ci scusiamo per gli eventuali inconvenienti che ciò potrebbe causare. Grazie per tutto il tuo supporto negli ultimi 5 anni”.

Sullo store di Google esistono ancora app di terze parti che hanno la medesima finalità di utilizzo di Simple Social e Swipe. Il CEO di una di queste, Hermit, ha affermato di non aver ricevuto nessuna lettera da parte dei legali di Facebook. Scelta ponderata o solo questione di tempo affinché vengano bloccate e rimosse anche queste?

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Amazon, il sindacato ricorre contro il voto in Alabama: “Intimidazioni e violazioni delle regole”. L’azienda: “Falso”

59 min 18 sek ago

Il Retail, Wholesale and Department Store Union (Rwdsu), il sindacato al quale i dipendenti dello stabilimento Amazon di Bessemer in Alabama avrebbero dovuto aderire in caso di vittoria nelle consultazioni sulla creazione di una rappresentanza dei lavoratori, accusa il colosso dell’e-commerce di aver violato le regole e le restrizioni legali con intimidazioni e minacce ai dipendenti per influenzare l’esito del voto. E punta quindi a ripetere le elezioni che si erano chiuse lo scorso 9 aprile con il 70% dei voti contrari. In particolare Rwdsu sostiene che Amazon avrebbe minacciato i dipendenti di chiudere il magazzino se si fossero uniti al sindacato.

“Amazon sapeva di dover fare il possibile, anche con un’attività illegale”, per convincere i suoi dipendenti a non sostenere il sindacato, denuncia Stuart Appelbaum, presidente del Rwdsu. “Chiediamo un’indagine ampia sul comportamento di Amazon nel corrompere queste elezioni”, aggiunge. Un’accusa che Amazon respinge con forza, denunciando come il sindacato non voglia accettare la scelta dei dipendenti e per questo abbia deciso di rappresentare i fatti in modo non corretto. “Attendiamo i prossimi passi del processo legale”, afferma un portavoce del colosso delle vendite online. Se avesse ricevuto i voti sufficienti per costituirsi quella in Alabama sarebbe stata la prima rapprsentanza sindacale all’interno di uno stabilimento statunitense di Amazon. Un possibile precedente molto temuto dal gruppo perché avrebbe potuto innescare un effetto domino.

Durante la campagna per le votazioni e nel corso delle consultazioni si sono rincorse accuse contro Amazon per la forte attività antisindacale svolta dalla società, dai continui messaggi inviati ai dipendenti a pratiche finalizzate a diminuire le occasioni di incontro e confronto tra i dipendenti. Lo stesso presidente Usa Joe Biden è sceso in campo per difendere le prerogative sindacali dei lavoratori. Pure il patron di Amazon, e uomo più ricco del mondo, Jeff Bezos sembrerebbe avere almeno in parte recepito le istanze dei suoi addetti. Nella sua ultima lettera agli azionisti da amministratore delegato (lascerà il posto di amministratore delegato a Andy Sassy nella seconda metà del 2021) , Bezos ha ammesso la necessità di dover fare di più per i suoi dipendenti. “Mi è chiaro che abbiamo bisogno di una visione migliore su come creare valore per i dipendenti, di una visione per il loro successo”, ha scritto Bezos promettendo che Amazon sarà il miglior datore di lavoro al mondo e il posto più sicuro in cui lavorare.

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Michelle Hunziker rivela: “Ecco perché mia figlia Aurora ha i tratti asiatici”

1 ura 1 min ago

Dopo la bufera nata a Striscia la Notizia per lo sketch in cui ‘imitava gli occhi a mandorla’ insieme a Gerry Scotti, Michelle Hunziker si è scusata e ha allontanato le accuse di razzismo che le sono state rivolte. La conduttrice ha inoltre spiegato su Instagram come mai la figlia Aurora Ramazzotti abbia tratti asiatici. I suoi avi sono orientali. A raccontarlo è stata lei stessa in compagnia della mamma Ineke che ha raccontato alcuni particolari sull’albero genealogico della famiglia: “Abbiamo i tratti asiatici perché nell’albero genealogico da parte di mio nonno materno abbiamo due antenati, nel 1760 e nel 1880, che erano marinai, lavoravano in Indonesia e hanno sposato delle indonesiane. Siamo olandesi e dal 1690 tutti hanno lavorato in marina […] Abbiamo nella nostra genetica l’Asia. Ecco perché Aurora ha questi tratti”.

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Alessandria, bevono del detergente contenuto in una bottiglia per l’acqua: morti due anziani in una Rsa

1 ura 17 min ago

Due anziani ospiti della casa di riposo Lercaro di Ovada, in provincia di Alessandria, sono morti dopo aver ingerito del detergente da una bottiglia di acqua minerale. L’incidente risale a marzo 2020, ma la notizia è stata appresa in queste ore dopo un’interrogazione di Pier Sandro Cassulo, consigliere comunale di Ovada Viva, che chiede di sapere se l’amministrazione si costituirà parte civile nel processo. “Tempo fa – spiega il consigliere – avevamo chiesto l’istituzione di una commissione speciale sulla Rsa perché i dati sui bilanci ci avevano preoccupato. Ci avevano comunicato in via riservata che tre ospiti avevano bevuto da una bottiglia di disinfettante. Uno solo si è salvato. Una famiglia si è costituita parte civile“.

Le indagini sono state condotte dalla Procura di Alessandria e al momento risulta indagata un’operatrice socio-sanitaria della cooperativa che opera all’interno dell’Ipab, struttura pubblica che dal 2016 fa capo a un commissario straordinario nominato dalla Regione. “Non risultiamo imputati – spiega la commissaria straordinaria dell’Ipab, l’avvocato Ivana Nervi, che all’epoca dei fatti non aveva ancora assunto il ruolo –, ma abbiamo ricevuto la richiesta danni da parte della famiglia di una delle due persone decedute. È nostra intenzione quindi costituirci parte civile per tutelare anche l’immagine dell’ente”.

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Covid, vaccino Johnson&Johnson come Astrazeneca. Ema: “Possibili eventi rari. Nessuna limitazione all’uso”

1 ura 20 min ago

A una settimana dall’annuncio dello stop precauzionale della Food and drug administration statunitense del vaccino Janssen (Johnson&Johnson) per analizzare sei casi di trombosi rare, anche l’Agenzia europea del farmaco – che si era già espressa sull’altro vaccino a vettore virale quello di Oxford-Astrazeneca, ha emesso una nota sul composto made in Usa. Come per Vaxzevria esiste la possibilità di eventi rari, ma i benefici superano i rischi e quindi non ci sarà alcuna limitazione.

L’Ema riconosce “possibili” legami di causa-effetto tra il vaccino Janssen gli eventi “molto rari” di trombosi cerebrale che si sono verificati negli Usa. Otto i casi su 7 milioni di somministrazioni con un decesso. Tutti gli eventi rari di trombosi cerebrale “si sono verificati in persone di età inferiore a 60 anni entro tre settimane dalla vaccinazione” e “la maggioranza nelle donne. Sulla base delle prove attualmente disponibili, i fattori di rischio specifici non sono stati confermati“. Come avvenuto per l’altro vaccino a vettore virale “il comitato per la sicurezza dell’Agenzia europea del farmaco (Ema) ha concluso che alle informazioni” del bugiardino “sul prodotto per il vaccino Janssen”, “dovrebbe essere aggiunto un avvertimento su coaguli di sangue insoliti con piastrine basse. Inoltre gli eventi dovrebbero essere elencati come effetti collaterali molto rari del vaccino”.

Si ritiene che il vaccino possa innescare una risposta immunitaria – come avevano ipotizzato i ricercatori tedeschi esattamente un mese fa – che porta a un disturbo simile alla trombocitopenia indotta da eparina. Al momento, il meccanismo fisiopatologico non è stato stabilito e attualmente non è possibile identificare specifici fattori di rischio. Si ritiene che il vaccino possa innescare una risposta immunitaria che porta a un disturbo simile alla trombocitopenia indotta da eparina. “I casi di eventi rari esaminati dopo il vaccino della J&J sono molto simili ai casi verificatisi con il vaccino Covid-19 sviluppato da AstraZeneca”.

“La valutazione scientifica dell’Ema è alla base dell’uso sicuro ed efficace dei vaccini Covid-19. Le raccomandazioni dell’Ema sono la base su cui i singoli Stati membri dell’Ue attueranno le loro campagne di vaccinazione nazionali. Questi possono differire da Paese a Paese a seconda delle esigenze e circostanze nazionali”. Quindi come avvenuto con l’altor vaccino ogni paese potrà decidere in autonomia. Gli esperi di Ema stilato anche una lista di sintomi che devono far scattare un campanello d’allarme in chi è stato vaccinato. “Fiato corto, dolore al petto, gonfiore alle gambe, dolore addominale persistente, sintomi neurologici come mal di testa forte e persistente o visione offuscata, minuscole macchie di sangue sotto la pelle in zone diverse dal sito di inoculo”. In presenza di questi sintomi “nelle 3 settimane successive” alla vaccinazione anti-Covid, “parla con il tuo medico o contatta le autorità sanitarie nazionali competenti”. Nelle informazioni rivolte alla popolazione, l’ente regolatorio Ue spiega che “casi di insoliti trombosi con piastrine basse si sono verificati in persone che hanno ricevuto il vaccino Covid-19 di Janssen negli Stati Uniti. Il rischio di avere questo effetto collaterale è molto basso, ma le persone che riceveranno il vaccino dovrebbero comunque essere consapevoli dei sintomi in modo da poter ottenere un trattamento medico tempestivo per aiutare il recupero ed evitare complicazioni”. Esiste una terapia, come ha ormai accertato la comunità scientifica, con infusione di Immunoglobuline ed anticoagulanti non eparinici.

Il vaccino di Johnson&Johnson è a vettore virale come quello prodotto da AstraZeneca, diverso quindi da Pfizer e Moderna che sono a base di Rna messaggero. Mentre il composto, sviluppato dai ricercatori di Oxford, utilizza l’adenovirus di scimpanzé, quello americano utilizza l’adenovirus umano. Ed è proprio nell’uso vettore virale che si sono concentrati i sospetti degli scienziati sull’innesco delle trombosi rare con l’insolita carenza di piastrine. Una risposta del sistema immunitario ipotizzata dai ricercatori tedeschi dell’Università di Greifswald hanno rilevato la reazione nei casi di trombosi post-vaccinazione con AstraZeneca, riscontrando un meccanismo molto simile a una trombocitopenia indotta da eparina (HIT) di tipo 2.

Il vaccino made in Usa è monodose con un’efficacia di protezione del 66% e nell’85% contro i sintomi più gravi. I dati di massima sicurezza ed efficacia erano su 43.783 partecipanti che hanno portato a 468 casi sintomatici. Si sono presentate alcune variazioni geografiche. Il farmaco ha funzionato meglio negli Stati Uniti, con un’efficacia del 72% contro il Covid da moderato a grave, rispetto al 57% in Sudafrica, contro la variante del virus più contagiosa. Il 41% dei partecipanti allo studio presentava comorbidità associate a un aumentato rischio di progressione della malattia grave come obesità, diabete di tipo 2, ipertensione, HIV e nello studio erano presenti anche altri partecipanti immunocompromessi. Negli Usa sono state somministrate 7 milioni di dosi fino al momento della sospensione.

Con lo sblocco del vaccino J&J da parte di Ema “la campagna vaccinale accelera rapidamente di molto” dice Così Thierry Breton, commissario Ue per il mercato interno a SkyTg24. “Accolgo l’annuncio dell’Ema sulla sicurezza del vaccino di Johnson&Johnson. Questa è una buona notizia per le campagne vaccinali in tutta l’Ue” scrive la presidente della Commissione europea, Ursula von der Leyen, su Twitter. A Pratica di Mare sono custodite le 184mila dosi del vaccino che la struttura commissariale distribuirà appena Aifa darà il via libera.

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Oggi è un altro giorno, Red Canzian: “Mai più reunion dei Pooh. È finita”

1 ura 23 min ago

“A volte mi sveglio al mattino e penso che tutto quello che è successo il 6 novembre non sia mai successo. Non riesco ad immaginare che non c’è, abbiamo fatto un miliardo di cose insieme. La nostra vita, per più di 40 anni, l’abbiamo condivisa tra un battere e un levare”. Le parole, commoventi, sono di Red Canzian che è stato ospite di Serena Bortone a Oggi è un altro giorno, su RaiUno. “Un dolore inspiegabile”, che Red ci tiene a dire è straziante per la moglie, Tiziana Giardoni. Canzian ha poi categoricamente escluso ogni qualsiasi forma di reunion: “Finché c’era Stefano poteva avere un senso tornare a suonare insieme, ma ora che non c’è Stefano non ha più senso. È finita, ma soprattutto per una forma di rispetto e di lealtà di un progetto costruito e cresciuto insieme come un figlio. Non c’è più quella storia con la batteria di Stefano, dobbiamo ammetterlo”.

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Il principe Harry ha assunto un ruolo aziendale che fa sorridere i giapponesi: “Si presenterà come ‘pene’?”

1 ura 36 min ago

Il principe Harry ha assunto il ruolo di “Chief Impact Officer” nella start up BetterUp Inc. che si occupa di salute mentale e ha base a San Francisco. Il Daily Mail, che riprende a sua volta i sito di news giapponese SoraNews24, fa notare come proprio il nome della qualifica aziendale del Principe abbia generato un’ondata di meme e risate in Giappone. Il motivo? L’acronimo “CHIMPO” è un modo per dire “pene”. “Immaginate appena arriva a in Giappone se si presenta come “Chimpo“, scrive qualcuno. “Non importa quanti anni tu abbia, la parola “CHIMPO” fa sempre ridere“, scrivono ancora. Scherzi a parte, ed è proprio il caso di dirlo, il principe Harry ha assunto questo ruolo a marzo, come si vede anche nel sito della società: non è chiaro se percepirà un salario, più probabilmente ha avuto quote della BetterUp Inc. Sempre il Daily Mail rammenta che si tratta di una delle tante operazioni fatte dai Sussex per creare un business: dai podcast e programmi per Netflix e Spotify a Meghan che ha investito in una fattoria che produce latte bio. Lo scopo di Harry è nobile, perché nel suo annuncio, quando è entrato a far parte della BetterUp, ha detto di voler aumentare il dibattito sulle malattie mentali, creare comunità che possano essere di supporto per chi ne soffre. Harry, che ha parlato pubblicamente dei suoi problemi di salute mentale e del bisogno di seguire un percorso di cura per superare la morte di Diana, ha assicurato di avere usato la app di BetterUp come “coach” per diversi mesi. La posizione che Harry ricopre nella società è molto diffusa nelle organizzazioni benefiche.

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Non ci sarà ripresa reale senza un taglio alle imbecilli conseguenze della burocrazia

1 ura 38 min ago

Studiando il rischio associato ai disastri naturali e, in particolare, alle alluvioni, fui affascinato molti anni fa dalla visione soggettiva della teoria della probabilità, che Bruno de Finetti (1906-1985) aveva sviluppato nei suoi studi matematici, soprattutto sotto la lente economica e finanziaria. Non era una novità, giacché il reverendo presbiteriano Thomas Bayes (1702-1761) aveva introdotto il concetto di probabilità condizionata nella seconda metà del ‘700. È stato, però, de Finetti a traghettare questa visione da un ambito puramente statistico a un più profondo significato probabilistico.

Parafrasando un aforisma attribuito a Mark Twain, se la statistica interpreta il destino che ti aspetti, la probabilità fa luce sul destino che ti becchi. E la pandemia ha proposto all’umanità questo dilemma in modo anche drammatico. I media, impegnati in un incessante martellamento sul Covid-19, propongono di continuo scienziati e ciarlatani che esibiscono, interpretano, brandiscono i dati statistici: inconfutabili in quanto numeri, soprattutto se sciorinati con parecchie cifre dopo la virgola. Per contro, di fronte al distanziamento sociale, al rispetto delle regole e delle fragilità, all’approccio più o meno cauto al vaccino, noi ci comportiamo seguendo una inclinazione del tutto soggettiva. Ognuno interpreta la probabilità come pensa meglio convenga.

La lezione di Bruno de Finetti non si limita a una visione innovativa della scienza. Egli fu molto attivo nel suo impegno politico, che visse con l’attitudine anticonformista e, nello stesso tempo, pragmatica che lo aveva guidato nelle sue speculazioni matematiche. Per questo, i suoi scritti mi hanno sempre affascinato. E sono stato spesso in sintonia con i suoi giudizi, raramente allineati alla corrente dominante.

Nel Manifesto di battaglia contro il culto dell’imbecillità, pubblicato da de Finetti nel 1965 sulla Rivista Homo Faber, la sua denuncia della società italiana fu tagliente. Ne cito qui un capoverso, sulla cui attualità giudicherà il lettore.

“Lo Stato è soffocato, nel necessario sviluppo dei suoi compiti e della sua efficienza, da una inestricabile farragine di residuati anacronistici che ne appesantiscono e inceppano l’attività condannandolo a progressiva paralisi: leggi e norme ispirate a concezioni antidiluviane, strutture istituzionali e procedure burocratiche cui è rigorosamente estraneo ogni criterio di funzionalità, mancanza di uffici che occorrerebbero e proliferazione di uffici ed enti inutili o dannosi, scarsezza di dipendenti negli uffici dove ci sarebbe da svolgere un lavoro proficuo e pletora dove è vero l’opposto”.

Era il 1965. L’Italia non era ancora entrata a pieno titolo nella nuova era, l’età del Burocracene citata spesso in questo blog. Un modello sociale, economico e politico che ha conquistato non solo ogni interstizio della sfera pubblica, ma anche la conduzione di molte imprese, iniziative, attività private. E controlla la gestione della enorme zona d’ombra a cavallo tra pubblico e privato. Nel 1965, non era ancora iniziata la moltiplicazione dei pani e dei pesci burocratici che si è concretizzata nelle 20 regioni e 2 province autonome. Ma era già tutto scritto, per chi sapeva leggere.

Secondo Carlo M. Cipolla (1922-2000) l’involuzione della società è stata spesso ispirata dalla stupidità umana. A lungo, la sua lezione mi ha pienamente convinto. Più invecchio, più sono incline a condividere, però, il pensiero anticipatore e più radicale di Bruno de Finetti, che iniziò così il suo Manifesto:

“L’imbecillità è un difetto, e come tale va rispettato: chi ne è del tutto immune scagli la prima pietra. Ma il culto dell’imbecillità, no, non è semplicemente un difetto: è ben altro. Il culto dell’imbecillità è una malattia perniciosa, l’imbecillite; questa malattia ingenera un comportamento criminale, l’imbecillismo; questo comportamento sfocia nel più allucinante flagello, l’imbecillocrazia”.

Nel linguaggio familiare, imbecille è chi, nelle parole e negli atti, “si mostra poco assennato o si comporta scioccamente, senza garbo, da ignorante, in modo da irritare”. Sempre per la Treccani, lo stupido è chi “mostra, scarsissima intelligenza, lentezza e fatica nell’apprendere, ottusità di mente”.

Non ci sarà alcun ripresa reale, né la società italiana conquisterà una maggiore resilienza, senza un taglio drastico al nodo gordiano del primato burocratico e delle sue diffuse, ramificate, insinuanti, imbecilli conseguenze pratiche. È l’unica vera rivoluzione in grado di modificare il declino del nostro paese, statisticamente evidente a ogni livello. Una rivoluzione a costo sottozero, come piace ai cultori del rigore economico, soprattutto se applicato agli altri da sé.

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Bologna, la candidatura della renziana Conti come una “bomba” sul Pd locale. E ora si apre la sfida alle primarie col delfino di Merola

1 ura 40 min ago

Il Pd di Bologna si risveglia oggi nel pieno della competizione per le primarie del centrosinistra che si giocheranno fondamentalmente tra Isabella Conti, sindaca di San Lazzaro e iscritta a Italia Viva – che correrà, però, da indipendente – e il dem Matteo Lepore, considerato il ‘delfino’ del sindaco Virginio Merola, assessore al secondo mandato, gradito allo stato maggiore del partito, Enrico Letta compreso. Resta in campo, per lo meno ufficialmente, l’assessore alla Sicurezza, Alberto Aitini, sostenuto dalla base riformista e anche ex renziana del Pd.

Conti è stata proposta come sindaca da Matteo Renzi in persona, nei giorni scorsi. Un’investitura che è stata come una “bomba” gettata sul Pd bolognese che ha ingaggiato una lotta feroce al suo interno tra chi voleva una candidatura unitaria, senza passare dalle primarie, imponendo il nome di Lepore, e chi le primarie, invece, le considerava imprescindibili, anche perché Conti – che ha un consenso altissimo – avrebbe potuto anche presentarsi da sola e, a quel punto, se avesse vinto, il Pd sarebbe stato completamente tagliato fuori dalla guida della città. Un dilemma che ha attanagliato i vertici Pd fino a ieri pomeriggio, quando, mezz’ora prima della diretta Facebook in cui Conti ha proclamato la sua discesa in campo, Lepore ha annunciato su Twitter che acconsentiva a fare le primarie. “In realtà è stato il dem Lepore il primo a lanciare la sua candidatura alle primarie e subito dopo lo ha fatto anche Conti. Il Pd è nato con i gazebo, e Bologna è stata la culla dell’Ulivo” ha dichiarato oggi l’ex ministro degli Affari regionali, Francesco Boccia, su Repubblica, ma sono in molti a pensare che il fatto che Lepore abbia anticipato la candidatura di Conti alle primarie di una manciata di minuti sia indicativo di un’indecisione del partito sbloccata solo dalla discesa in campo della sindaca.

Intanto oggi, a Roma, proprio Boccia, insieme a Letta, ha incontrato i segretari di Bologna e dell’Emilia-Romagna, Luigi Tosiani e Paolo Calvano, assieme a Lepore e tutti avrebbero manifestato una forte convinzione sul nome del ‘delfino’ di Merola. Se ci fosse ancora qualche dubbio su quale candidato il Pd appoggia, ci ha pensato la dichiarazione di stamattina di Andrea De Maria, uno dei pezzi da 90 del partito: “Confermo che sosterrò con convinzione e impegno Lepore e invito tutto il Pd a fare lo stesso”. Lepore intanto oggi ha lanciato la sua corsa alle primarie con un discorso trasmesso in diretta Facebook: “Qualcuno sta cercando di strumentalizzare queste primarie”, ha detto. “Renzi ha deciso di dare una lettura nazionale a queste primarie”, “di strumentalizzarle” e “di lanciare una candidatura. Non è un problema, perché Bologna è scesa in piazza quando Salvini ha riempito il PalaDozza e credo che Bologna verrà volentieri a votare alle primarie per sostenere anche chi vuole mantenere questa città la più progressista d’Italia”. E ha aggiunto: “E’ chiaro che Italia Viva a livello nazionale deve chiarire se c’è in questo centrosinistra”.

Se il candidato ufficiale del Pd è Lepore, cosa succederà ad Aitini? All’incontro di oggi a Roma era atteso anche lui, ma alla fine non ha partecipato. Se fosse stato presente, secondo le indiscrezioni, l’idea era ragionare con lui della possibilità di ritirarsi e far convergere tutto il partito su Lepore. C’è infatti un’incognita che fa paura al Pd. Aitini potrebbe decidere sì di ritirarsi, ma di far convergere i suoi voti su Conti, più vicina alla sua anima riformista, ma soprattutto con cui ha un rapporto di fiducia e stima, mentre non è un mistero la ruggine con il compagno di Giunta, Lepore. Un’ eventualità che potrebbe far pendere la bilancia dei voti decisamente a favore della sindaca che ha già moltissimo consenso tra la gente, grazie alle politiche di welfare e riduzione del suolo applicate nel suo Comune. La sindaca, nel 2014, quando ancora militava nel Pd, bloccò il maxi insediamento edilizio della frazione di Idice che vedeva come protagonisti Legacoop e alcuni grandi costruttori. Denunciò di essere stata minacciata da esponenti di Legacoop e del Pd per costringerla ad andare avanti. I giudici hanno stabilito che le pressioni ci sono state, ma non hanno avuto rilevanza penale. I costruttori e Legacoop hanno chiesto risarcimenti per danni milionari alla Conti, ma i giudici li hanno respinti, proprio in queste settimane.

Lo scontro tra Lepore e Conti è dunque alimentato anche dalle posizioni del partito e degli elettori pro o contro Legacoop. Lepore arriva proprio dal mondo cooperativo, mentre i rapporti tra la sindaca e Legacoop non sono mai tornati idilliaci. Ma le primarie di coalizione del centrosinistra portano un’ulteriore ostacolo al Pd. La sinistra, infatti, ha già manifestato la sua riluttanza ad entrare in una coalizione in cui è presente Conti che, anche se corre da indipendente, ha pur sempre la tessera di Italia Viva. Deciderà nelle prossime ore cosa fare. Emily Clancy, consigliera comunale di Coalizione civica, in un video sui social ha lanciato un appello al centrosinistra (da Coraggiosa ai Verdi, fino al gruppo di Amelia Frascaroli) perché gli accordi si facciano sui programmi e non sui nomi. Intanto è ancora silente il centrodestra. Dopo il passo indietro dell’ex ministro all’Ambiente, il centrista Gianluca Galletti, ancora non è stato indicato un candidato. I protagonisti del dibattito, al momento, sono i programmi. Oggi sono stati lanciati gli Stati generali online che, fino al 7 maggio, si concentreranno sulla raccolta delle proposte della città.

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Superlega, Johnson garantisce una mossa legislativa per bloccare i ribelli: l’ipotesi dello stop ai visti per i calciatori stranieri

1 ura 43 min ago

L’Inghiltera si fa capofila dei tentativi di sabotare il progetto della Superlega. Un’azione incrociata, tra sport e politica, per fermare l’addio alle competizioni Uefa di sei club della Premier League. Con Boris Johnson a guidare la reazione. Il premier ha formalizzato un impegno a nome del governo britannico in una riunione ad hoc con i vertici del calcio d’Oltremanica e con i rappresentanti del tifo organizzato che si è tenuta a Downing Street: nessuna misura è “fuori dal tavolo” per bloccare la nuova competizione alla quale parteciperebbero Manchester United, Manchester City, Arsenal, Tottenham, Chelsea e Liverpool. Mentre i media inglesi riferiscono anche di un incontro urgente in programma tra i capitani di tutte le squadre della Serie A inglese. Il primo ministro – si legge in una nota – ha confermato il suo “irremovibile sostegno” ai tifosi e che “il governo non resterà a guardare che un pugno di proprietari crei un negozio chiuso” agli altri club. È stato inoltre “chiaro sul fatto che nessuna misura è esclusa, comprese le opzioni legislative per assicurare che questa proposta sia fermata”.

Tra le varie opzioni che il governo britannico potrebbe mettere in campo per fermare i club ‘ribelli’ che intendono aderire alla Superlega c’è lo stop ai visti per i giocatori stranieri e la revoca del servizio di polizia durante le partite. Un’altra mossa, come emerso lunedì, potrebbe essere quella del ricorso alle leggi sulla concorrenza in vigore nel Regno Unito, con un’applicazione ad hoc al progetto della Superlega, che non prevede retrocessioni e promozioni e quindi esclude la libera concorrenza. “Lavoreremo sia per valutare quali opzioni sono disponibili per il governo e parleremo direttamente, come ha fatto il premier stamattina, con la Premier League, la Football Association e altri per valutare possibili azioni collettive”, ha spiegato un portavoce di Downing Street, che poi ha chiarito come Johnson non è tifoso di nessuna squadra in particolare. “Qui non si tratta di quale è la squadra per la quale fai il tifo”, ha detto sottolineando che non bisogna essere dei “super tifosi” di calcio per comprendere l’importanza dell’argomento.

In ballo, nella battaglia contro la Superlega, c’è la necessità di garantire tali legami e di difendere il modello di “una competizione sportiva autentica”, ha aggiunto. All’incontro di Downing Street hanno partecipato fra l’altro rappresentanti di tre dei sei grandi club inglesi coinvolti nel progetto scissionista – Manchester United, Liverpool e Tottenham – su cui il governo sta esercitando pressioni. Anche il tifo organizzato delle sei squadre si è peraltro espresso finora, a stragrande maggioranza, contro la Superlega: ultimo l’influente Arsenal Supporters Trust (Ast), i cui dirigenti hanno partecipato a loro volta alle consultazioni con il premier Tory e con il ministro della Cultura e dello Sport, Oliver Dowden, e che in una nota hanno dichiarato piena sintonia con le parole del premier. L’Ast ha annunciato inoltre un incontro successivo con il leader dell’opposizione laburista britannica, Keir Starmer, pure contrario al progetto Superlega in un panorama largamente bipartisan nel Regno e ha concluso: “Il sostegno di tutti i partiti (alle iniziative contro la Superlega) è davvero benvenuto, dimostra come il nostro Paese sia unito contro l’avidità dei club”.

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Che fine ha fatto il recovery? Segui il commento in diretta con Peter Gomez

1 ura 45 min ago

Nei mesi scorsi si è fatto un gran parlare dei fondi europei, ora a che punto siamo? Gli aggiornamenti in diretta con il direttore de IlFattoquotidiano.it, Peter Gomez e la giornalista Chiara Brusini.

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Uomini e Donne, Riccardo Guarnieri e Roberta Di Padua rompono il silenzio: “Volevo dire una cosa a tutta Italia: ho il ciclo”

1 ura 50 min ago

Negli ultimi giorni sono tante le voci che si stanno susseguendo su Riccardo Guarnieri e Roberta Di Padua, una delle coppie di più amate di Uomini e Donne, il talk pomeridiano condotto da Maria De Filippi su Canale 5. Le indiscrezioni trapelate dal web parlano di una loro presunta crisi alimentata da uno strano silenzio dei due sui social, qualcun altro invece sostiene che lei sia in dolce attesa del loro primo figlio. A smentire entrambe le voci ci hanno pensato loro stessi pubblicando su Instagram delle stories in cui hanno detto: “Corrono voci che ci siamo lasciati… gli piacerebbe eh? Noi brindiamo”. E poi Roberta ha aggiunto: “Ah volevo dire una cosa a tutta Italia: ho il ciclo. A buon intenditor poche parole”.

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Piero Pelù: “Ragazzac*, il primo maggio a Roma ritornerà il concertone”. Il video-annuncio su Twitter

1 ura 57 min ago

Il concertone del primo maggio ci sarà. Parola di Piero Pelù. L’evento ormai celebre che si tiene a Roma, a rischio annullamento vista la pandemia da Covid-19 si terrà e andrà in diretta su Rai3 come ha ricordato il cantante, uno dei primi ospiti ad essere annunciato.

“Ragazzacc*, sono felice radioso orgoglioso di annunciarvi che il primo maggio a Roma ritornerà il concertone e io ci sarò, insieme a voi, con tutto il mio entusiasmo e con la voglia di ricominciare dopo tutti questi mesi fermi“, ha detto il cantante in un video-annuncio sui propri profili social. Pelù ha anche ricordato l’importanza di seguire le regole per un’estate in sicurezza: “E ricordatevi che per tornare in sicurezza anche quest’estate, stiamo attenti nella nostra quotidianità, manteniamo le distanze, portiamo le mascherine, perché noi vogliamo ricominciare a lavorare”, ha specificato. Pelù è il primo artista certo, annunciato dall’organizzazione a 10 giorni dall’evento. Ora non resta che attendere di scoprire i prossimi.

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Oppo A94 5G, recensione. Smartphone dalle solide certezze

2 uri 8 min ago

Nonostante in fondo conoscessimo già l’Oppo A94 5G, arrivato in altri mercati con il nome di Oppo F19 Pro+ 5G, questa ventata d’aria fresca nella fascia media del mercato ha portato con sé elementi che riusciranno ad accontentare moltissimi utenti. Il fatto di puntare su caratteristiche “sicure” e realizzare uno smartphone ben bilanciato, senza strani eccessi alla ricerca del fattore wow, sarà stata una buona strategia per Oppo?

Design

Oppo A94 5G ha un design che potrebbe a prima vista deludere un po’ gli utenti. In realtà c’è molto da apprezzare in questo smartphone che si va a collocare in una fascia di mercato medio bassa ma che comunque non sfigura accanto ai top dal prezzo decisamente maggiore.

Le cornici cromate sono in plastica lucida e, come la scocca sul retro, raccolgono forse più impronte di quelle che mi piacerebbe vedere su uno smartphone. La parte posteriore di Oppo A94 5G è realizzata in plastica ma sfido chiunque a distinguerla senza un’analisi davvero attenta dal singolo pezzo di vetro Corning Gorilla Glass 5 che protegge le fotocamere.

In sostanza siamo di fronte ad un prodotto semplice, elegante e davvero concreto, che non cerca di stupire con un design particolare e polarizzante. Devo ammettere che ritornare ad utilizzare uno smartphone così piccolo, sottile (7,8mm) e leggero (173g), se paragonato ai top di gamma che ho avuto modo di provare di recente, è stato un vero piacere.

Oppo nella confezione di A94 5G include anche una cover in TPU trasparente che ha la particolarità di coprire in parte il modulo fotografico sporgente per proteggerlo da eventuali graffi.

Display

Purtroppo non c’è nulla da fare, se avete utilizzato anche solo per un periodo di tempo di alcune settimane uno smartphone con frequenza di aggiornamento a 90Hz oppure 120Hz è davvero difficile tornare indietro.

Oppo A94 5G si affida ad un pannello AMOLED dalla diagonale di 6,43 pollici e che copre oltre il 90% della parte frontale del prodotto. Con una risoluzione di 1080 x 2400 pixel, una luminosità di picco di 800 nit e il supporto ai contenuti HDR è davvero difficile trovare qualcosa di cui potersi lamentare in questo affollato settore di mercato.

L’unica vera mancanza, che tuttavia si percepisce solo se provenite da uno smartphone decisamente recente e forse più costoso di questo, è una frequenza di aggiornamento più elevata. Calcolando però il target a cui questo prodotto è rivolto e il fatto che comunque chi deciderà di acquistare Oppo A94 5G proviene probabilmente da uno smartphone anch’esso a 60Hz, non è un qualcosa di cui vi accorgerete.

È vero, esistono alternative con display LCD (e alcuni persino AMOLED) che raggiungono i 90Hz o persino i 120Hz anche allo stesso prezzo di questo Oppo, ma posso assicurarvi che la qualità dei colori, i contrasti e l’ottima resa di questo display piatto non vi faranno rimpiangere nemmeno per un secondo tali specifiche.

Un vantaggio di avere un pannello AMOLED è quello di poter montare un comodo lettore di impronte digitali ottico sotto al display, fino a qualche anno fa considerato fantascienza e oggi disponibile anche per gli smartphone più economici. Detto questo, l’area di riconoscimento è ampia e sufficiente mentre la velocità di sblocco di certo non primeggia.

Prestazioni

Un’altra delle specifiche che, per lo meno su carta, potrebbe far storcere il naso ad alcuni utenti più informati e appassionati del settore è la presenza di un processore Mediatek.

Storicamente sappiamo come i chip Exynos di Samsung e gli Snapdragon di Qualcomm siano sempre stati preferibili a confronto, a volte per le prestazioni in relazione al prezzo, altre perché i chip Mediatek venivano spesso montati sui primi dispositivi in arrivo nel nostro mercato dalla Cina, i quali non venivano supportati correttamente o avevano un software a dir poco discutibile.

Il chip Mediatek Dimensity 800U scelto da Oppo per questo dispositivo si è comportato egregiamente in questa settimana che ho avuto modo di trascorrere con A94. Accoppiato a 8GB di RAM LPDDR4X e a 128GB di memoria interna espandibile fino a 256GB tramite uno slot dedicato (senza rinunciare quindi alle caratteristiche Dual SIM), il chip si è dimostrato perfettamente in grado di gestire ogni situazione possibile.

Il corpo di Oppo A94 5G è ottimizzato per migliorare la dissipazione del calore, pur mantenendo un design sottile e leggero. Tre strati di piastre di grafite e tubi di alluminio e rame altamente conduttivi sono utilizzati per migliorare la dissipazione del calore del dispositivo. Inoltre, è stato usato un nuovo metodo di dissipazione del calore della batteria che aumenta la superficie per dissipare meglio il calore.

Per tornare al discorso delle prestazioni dei chip Mediatek in confronto alla concorrenza, il Dimensity 800U ha dato davvero prova che Oppo A94 5G è all’altezza degli smartphone che ho avuto modo di provare con chip Snapdragon 765G. League of Legends Wild Rift impostato a 60fps con i “bordi neri dei personaggi” attivati non ha assolutamente alcuna incertezza e lo smartphone rimane freddo anche dopo più di un’ora di gioco. Davvero un buon risultato!

Oppo A94 utilizza quello che l’azienda chiama 360° Antenna 3.0, ovvero un sistema di copertura a 360° che assicura che lo smartphone abbia un’ottima ricezione indifferentemente da come viene afferrato o utilizzato.

Lo smartphone ha il vantaggio di supportare le reti 5G sia SA che NSA, cosa che lo rende a prova di futuro. Anche se al momento non vi spostate abitualmente in delle aree raggiunte dal segnale di nuova generazione, in futuro potrà tornarvi molto comodo.

Per quanto riguarda il sistema audio dello smartphone c’è poco da dire: è presente un unico speaker mono dal volume elevato e dalla qualità sufficiente ma che non vi sorprenderà, mentre fortunatamente è stato mantenuto un jack da 3,5mm per le cuffie.

Comparto fotografico

…che fa delle funzioni software e della versatilità d’uso i suoi punti di forza. Se andiamo ad analizzare la scheda tecnica, infatti, troviamo quattro fotocamere che su carte sono nella media ma non hanno nulla di eccezionale o unico:

  • Fotocamera principale – 48MP, sensore OV48B 1/2″, f/1.7, lenti 6P, 25mm
  • Fotocamera ultragrandangolare – 8MP, sensore Hi-846 1/4″, f/2.2, lenti 5P, 16mm
  • Fotocamera monocromatica – 2MP, sensore 1/5″, f/2.4, 3P
  • Fotocamera Macro – 2MP, sensore 1/5″, f/2.4, 3P

Come la maggior parte degli smartphone di questa fascia di prezzo, Oppo ha optato per includere una fotocamera principale ad alto numero di megapixel e una secondaria ultragrandangolare, rinunciando ad un vero e proprio teleobiettivo che viene sostituito dallo zoom digitale effettuato sul sensore principale. È una soluzione che funziona fino a bassi livelli di zoom ma non aspettatevi di poter godere di incredibili dettagli al livello di zoom massimo.

Come ho sottolineato più volte di recente, sarebbe stato forse più utili impiegare il budget delle due fotocamere ausiliarie da 2MP per migliorare la qualità delle due fotocamere principali o per l’aggiunte di un vero teleobiettivo ma sembra che questa sia ormai una battaglia persa.

Detto questo, le immagini catturate da Oppo A94 5G hanno una buona qualità, in linea con gli standard del mercato. Non eccellono e non deludono, è uno smartphone che fa quello che promette di fare senza bisogno di puntare ad un conteggio estremo dei megapixel oppure su particolari sensori studiati ad-hoc per attirare l’attenzione.

Per sopperire a questa mancanza di originalità, in fondo sono davvero molti gli smartphone che utilizzano praticamente lo stesso array di sensori, Oppo ha deciso di puntare forte sulla versatilità e unicità del proprio software.

Oppo A94 5G è infatti in grado di aumentare la luminosità del 26% e la saturazione del 35% quando si registrano video di note grazie alla modalità Ultra Night Video, ad esempio. Lo smartphone è capace di registrare video in HDR e può persino unire queste due funzioni assieme in Night HDR Video.

Focus Lock permette di mantenere a fuoco il soggetto selezionato anche se in movimento, in modo da non perdere mai uno scatto e Dual-View permettono di registrare utilizzando contemporaneamente due sensori differenti.

Ovviamente non mancano i miglioramenti automatici delle immagini grazie all’utilizzo dell’AI Scene Enhancement 2.0 e le funzioni di personalizzazione dell’effetto bokeh. La modalità notte possiede ora tre diversi preset per dare un look unico alle vostre immagini notturne.

Il discorso vale anche per la fotocamera frontale da 16MP con lente f/2.4, la quale si comporta in maniera ottima in condizioni di buona luminosità ma perde velocemente dettagli in situazioni indoor oppure al calar del sole.

Software

Il software che gestisce lo smartphone è lo stesso che abbiamo potuto provare negli altri modelli recenti del brand. Per quanto mi riguarda questa è qualcosa che spesso si dà per scontato. L’ultima versione di ColorOS basata su Android 11 è infatti ricca di personalizzazioni e funzioni davvero interessanti che rendono l’utilizzo del dispositivo un vero piacere. Non ho mai nascosto che si tratta di una delle skin Android degli ultimi anni che preferisco.

Ovviamente chi si trova legato alla grafica di Android stock dovrà mandare giù qualche piccolo rospo, in quanto Oppo ha davvero personalizzato moltissimi aspetti del sistema operativo di Google. Una volta lasciati da parte i preconcetti e data una possibilità a ColorOS vi assicuro che non ne sarete affatto delusi!

È un vero piacere constatare anche come Oppo non abbia preso la decisione di installare del bloatware sul dispositivo stringendo accordi con varie aziende per abbassare il prezzo finale dello smartphone. L’esperienza d’uso è veloce e pulita sin dal primo avvio, anche gli utenti meno esperti non saranno travolti da un carico di app inutili che mai apriranno.

Ricarica e autonomia

Ad Oppo bisogna dare moltissimo merito per la sua tecnologia di ricarica. Non solo l’azienda è stata tra le prime (se non la prima in assoluto) a sperimentare con l’utilizzo di una batteria a doppia cella per velocizzare i tempi di ricarica degli smartphone, ma è tra le aziende che più si impegnano per rendere disponibili queste novità davvero utili all’utente finale a più persone possibili.

Oppo A94 5G è infatti dotato della tecnologia di ricarica VOOC Flash Charge 4.0, la quale permette di raggiungere una velocità di ricarica massima di 30W con il caricatore ed il cavo inclusi nella confezione. Questo è un vantaggio notevole sulla concorrenza che su questa fascia di prezzo molto spesso si ferma a valori decisamente più bassi.

Non che sia comunque necessario ricaricare lo smartphone così spesso come verrebbe comodo fare a tali velocità. Oppo A94 5G ha una batteria interna da 4310mAh che è in grado di resistere tranquillamente ad una giornata, può raggiungere i due giorni di utilizzo con un po’ di parsimonia sull’uso della batteria.

Se abitate in una zona in cui è presente copertura 5G sappiate che lo smartphone collegandosi a tale rete diventerà leggermente più energivoro, tuttavia anche in questo caso arrivare a sera è quasi sempre assicurato, sempre che non decidiate di abbandonarvi a lunghissime sessioni di gioco a cui nessun prodotto può reggere per l’intera giornata.

Conclusioni

Se siete alla ricerca di uno smartphone di fascia media che vi dia delle certezze e non vi sorprenda, in questo caso né in negativo né in positivo, Oppo A94 5G è una scelta sicura. Da agli utenti esattamente quello che promette senza strafare sbilanciandosi su un’area di competenza magari lasciando non curati dettagli in un’altra.

Il software lo conosciamo bene ed è adatto a tutti, è molto curato e piacevole da utilizzare. La batteria da 4310mAh è più che sufficiente a farvi raggiungere i due giorni di utilizzo se non giocate e non abitate in un’area coperta dalle reti 5G. La ricarica rapida a 30W è un vero punto di forza.

Oppo A94 5G è elegante, piacevole da maneggiare e relativamente molto leggero. Viene proposto dalla casa madre ad un prezzo di 369,99 euro che ritengo leggermente fuori scala, tuttavia fino al 9 maggio 2021 è attiva una promozione che includerà nel prezzo gli auricolari Oppo Enco Air dal valore di 99 euro, non male se ne avete necessità.

Al calare del prezzo e al comparire dei primi sconti sulle piattaforme di e-commerce come Amazon è uno smartphone che va tenuto d’occhio perché è più soddisfacente di quello che la sua scheda tecnica lascia trasparire.

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