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Lombardia, valanga travolge tre sci alpinisti: dispersi. In corso le ricerche sul monte Valletto

2 min 52 sek ago

Una valanga ha travolto 3 sci alpinisti nei pressi del passo Salmurano, al confine tra le province di Sondrio e Bergamo. Il gruppetto è disperso e sono già partite le ricerche dei soccorritori per cercare di individuare i tre. Stando alle prime informazioni, la massa di neve, con un fronte di circa 100 metri, si è staccata dal monte Valletto.

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Madrid, decine di migliaia di persone alla marcia per il clima. Greta Thunberg: “Scioperiamo da un anno ma non è successo nulla”

30 min 44 sek ago

Decine di migliaia di persone di tutto il mondo hanno partecipato alla grande marcia per il clima a Madrid assieme all’attivista svedese Greta Thumberg. In testa alla manifestazione, che si è snodata dalla stazione di Atocha fino al centrale Paseo del Prado, c’era un gruppo di nativi latino americani. “Domani sarà troppo tardi” si leggeva su molti dei cartelli dei manifestanti venuti nella capitale spagnola per far pressione sui partecipanti alla conferenza sul clima dell’Onu, la Cop25, che durerà fino al 13 dicembre. “Stiamo scioperando da un anno ma chi governa ignora ancora la crisi climatica” aveva detto Greta Thunberg parlando alla stampa, dopo essere arrivata a Madrid. “Andiamo avanti con la nostra azione, sperando che da Cop25 venga fuori qualcosa di concreto”

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Ilva, ArcelorMittal “precetta” i lavoratori in vista dello sciopero di martedì. I sindacati: “Vietano di fatto di partecipare al corteo”

39 min 21 sek ago

Una sorta di ‘precettazione’ che vieterebbe “di fatto” ai lavoratori dello stabilimento ArcelorMittal di Taranto la possibilità di partecipare allo sciopero che inizierà lunedì 9 alle 23 e terminerà alle 7 di mercoledì. È quanto denunciano Fiom, Uilm e Fim spiegando che la multinazionale ha “operato unilaterlamente predisponendo 4 turni di comandate allargate”, sostanzialmente l’equivalente della precettazione nel pubblico.

A seguito della mossa di ArcelorMittal, i metalmeccanici di Cgil, Cisl e Uil hanno proclamato 32 ore di sciopero in modo da consentire così la partecipazione di tutti i lavoratori alla manifestazione nazionale a Roma prevista per il 10 dicembre, indetta dopo la presentazione del piano industriale 2020-24 con la previsione di 4.700 esuberi nei prossimi tre anni. E i rappresentanti delle tute blu ricordano di non aver sottoscritto “nessun accordo sulle comandate allargate” e “hanno diffidato ArcelorMittal affinché le stesse non siano applicate ai lavoratori”.

Inoltre, segnalano, l’azienda risulta inadempiente sul versante della sicurezza della salvaguardia ambientale e impiantistica dello stabilimento per il “numero di carri siluri inferiore rispetto al numero necessario a garantire quanto sopra riportato, mancanza della macchina a colare necessaria alla granulazione della ghisa in presenza di fermo acciaieria”. E che esiste un’ordinanza sindacale che “vietava l’utilizzo della stessa macchina di granulazione e che a tutt’oggi non vi è stato nessun intervento di ripristino”.

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Jason Derulo, dopo la censura di Instagram per la sua “anaconda” un sito porno gli offre 500mila dollari per le sue foto (in mutande)

41 min 40 sek ago

La censura di Instagram a una sua foto in costume, ha fatto scoprire al mondo l'”anaconda” (come lui stesso l’ha definita scherzosamente) di Jason Derulo. Il cantate e ballerino ha pubblicato infatti nei giorni scorsi una sua foto a Bali in Indonesia, mentre si mostrava a bordo piscina a petto nudo e in costume da bagno: uno scatto in cui si vede un evidente “rigonfiamento” all’altezza dell’inguine, tanto che il social di Zuckerberg è subito intervenuto per nascondere il post sostenendo che violava le linee guida in tema di “nudità e/o attività sessuale”.

Al che Jason Derulo si era “vantato” ironicamente delle sue dimensioni pubblicando un nuovo post con la censura di Instagram e dicendo che sotto al suo costume nascondeva “un’anaconda”, riferendosi a uno dei più grandi serpenti del mondo. Non solo, aveva aggiunto anche che in quel momento non era nemmeno del tutto “eccitato”. La cosa è diventata presto virale in Rete tanto che, come riferisce il sito Tmz, un canale porno online, CamSoda, gli ha offerto fino a 500mila dollari per pubblicare le sue foto sulle proprie pagine. Non serve che si mostri nudo, basteranno scatti in costume o slip, come quello rimosso da Instagram. E il cantante ha subito commentato ironico la notizia su Instagram: “Ho bisogno di un’offerta molto più grande di così”.

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Invece di consegnare i pacchi li rubava: corriere Ups incastrato dalle immagini di una telecamera di videosorveglianza

1 ura 9 min ago

Un fattorino malandrino scaricava decine di pacchi e ogni tanto ne nascondeva qualcuno di valore per poi portarselo a casa. I furti compiuti da Emmanuel Lamont Reggin Jr. sono stati definitivamente scoperti dopo diverse settimane dalla polizia della contea di Miami Dade e descritti sul sito web dalla Cnn. Il ragazzo ha ricoperto per un certo periodo il ruolo di aiutante stagionale di un fattorino Ups che consegnava pacchi nella zona sud orientale della città della Florida. Solo una settimana fa, in un giorno di consegne, Reggin Jr. ha però prima scaricato oltre 5mila pacchi poi ad un certo punto di fronte a due Amazon Kindles, un iPad 7 e un Microsoft Surface Pro ha pensato bene di controllare che il suo collega fosse lontano per sottrarre i pacchi e nasconderli dietro ad un cassonetto dell’immondizia.

La stessa cosa è accaduta alcuni giorni dopo quando in mezzo ad oltre duemila pacchi in consegna Reggin Jr. ha selezionato con cura un laptop HP e due console Sony PS4. Identico il nascondiglio occasionale dietro al cassonetto. Identica anche la dinamica del recupero finito il turno di lavoro. Ma se il primo furto è andato a segno senza colpo ferire, al secondo dietro ai cassonetti il ragazzo ha trovato sia la merce da riportare a casa sua ma anche alcuni agenti della polizia di Miami che l’hanno arrestato. Il ladro ha poi confessato tutto alle autorità che a loro volta hanno ritrovato tutta la merce rubata precedentemente tra il baule dell’auto e l’appartamento di Reggin Jr. L’ammontare del furto è poco meno di 3mila dollari.

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Calabria, denunciate 458 persone per truffa all’Inps: “Malattie, disoccupazione e maternità senza aver mai lavorato in società fittizie”

1 ura 16 min ago

Malattia, disoccupazione e maternità a persone che in realtà non avevano mai lavorato in quelle società, esistenti solo sulla carta. Un vero e proprio sistema di aziende “fittizie” messo su da persone riconducibili alla criminalità organizzata con il solo scopo di truffare l’Inps facendo erogare le indennità previdenziali e assistenziali. Con questa accusa i carabinieri di San Luca, in provincia di Reggio Calabria, hanno denunciato 458 persone residenti nella Locride, ritenute responsabili, anche in concorso tra loro, di truffa aggravata per il conseguimento di erogazioni pubbliche, falsità ideologica commessa dal privato in atto pubblico e falsità in scrittura privata.

Il danno causato all’erario è stimato in oltre 5 milioni e mezzo di euro. I provvedimenti sono scattati al termine di un’indagine cominciata nel febbraio 2017 e conclusasi a novembre 2019, durante la quale sono state tenute sotto controllo persone contigue, per vincoli di parentela, alle famiglie sotto osservazione, tutte appartenenti alla criminalità organizzata della zona. All’inchiesta hanno collaborato gli ispettori dell’Inps di Reggio Calabria e Crotone e sono stati numerosi i servizi di osservazione, controllo e pedinamento.

Tutto ruotava attorno a 12 aziende agricole e immobiliari, nella gran parte dei casi fittizie, costituite nel tentativo di indurre in errore l’Inps. I militari hanno individuato le persone ‘occupate’ in attività di manodopera agricola o impiegatizia e i relativi datori di lavoro. Grazie ai riscontri incrociati con l’Inps, hanno individuato sia i terreni sui quali si sarebbero svolte le attività agricole, risultati in realtà abbandonati, sia i ‘finti’ dipendenti i quali, interrogati, non ricordavano dettagli basilari attinenti alla propria attività lavorativa, come il nome della ditta, dove fossero i terreni, la tipologia delle colture, i nomi o la fisionomia degli altri operai.

È stato infine accertato che le società erano di fatto riconducibili a famiglie della criminalità organizzata della Locride, che ‘assumevano’ quasi esclusivamente parenti o affiliati. I militari dell’Arma hanno stimato che le indennità previdenziali indebitamente percepite avrebbero comportato un danno erariale di 5.669.239 euro per un totale di 33.954 giornate agricole denunciate.

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Disabili, mozione urgente del Pd in Lombardia contro la chiusura del Centro clinico Dama

1 ura 26 min ago

Una struttura sanitaria pubblica d’eccellenza che si trova a Milano per la cura e l’assistenza di persone con disabilità gravi è a rischio chiusura per mancanza di fondi regionali. La situazione molto difficile dura da diversi mesi. Il 25 novembre, il giorno dopo l’articolo de ilfattoquotidiano.it sui gravi problemi di continuità operativa del Centro clinico DAMA denunciati dai responsabili della struttura, Carlo Borghetti, Vice Presidente del Consiglio regionale della Lombardia, Partito democratico, ha scritto una mozione urgente in oggetto: “Criticità dei centri di odontoiatria per disabili di Cesate Brianza e dell’Ospedale San Paolo di Milano” da presentare alla Giunta.

“Il vostro articolo segnala un problema noto alla Commissione Sanità del Consiglio regionale, in quanto la Commissione alcune settimane fa ha fatto una visita al DAMA, cui anch’io ho partecipato come componente della stessa. E anch’io, come da voi rilevato, purtroppo non registro alcuno sviluppo da parte della Giunta regionale dopo quella visita (nota alla Giunta) e non ho notizie di imminenti iniziative per risolvere i problemi riscontrati” dice a ilfattoquotidiano.it Borghetti. “Visto che non si presentavano sviluppi concreti in merito al DAMA, ho deciso di depositare la mozione, con carattere di urgenza, che però purtroppo non mi è stato riconosciuto nella seduta in cui l’ho presentata e che quindi non è stata discussa. Ripresenterò la mozione tra due settimane nelle sedute dedicate al Bilancio regionale, argomento “perfetto”, considerato che la prima necessità del DAMA sta proprio in nuove risorse sia economico-finanziarie che di personale specializzato”.

Cosa si potrebbe fare per risolvere il problema della struttura? “La mancanza di risorse di cui soffre il DAMA, e le sue difficoltà in generale, sono purtroppo in linea con le difficoltà della sanità pubblica lombarda, in costante declino, con l’aggravante che trattandosi di cure odontoiatriche parliamo di un servizio che i cittadini possono ottenere praticamente solo nel privato in tutta la Regione, e questo vale ancora di più e in modo drammatico, per le persone con disabilità, anche minori” risponde il Vice Presidente del Consiglio lombardo. “Dunque il sostegno e il rilancio del DAMA dovrebbe far parte di una volontà di rilancio e di sostegno di tutta la nostra sanità regionale, che si deve tradurre innanzitutto in più programmazione e più risorse. È importante che il sostegno che chiede l’odontoiatria pubblica dell’ospedale San Paolo sia strutturale e non occasionale, perché bisogna mettere gli operatori nella condizione di poter dare continuità al servizio” termina Borghetti.

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Bologna, Bonaccini in piazza Maggiore senza big del Pd. Ci sarà anche Mattia Santori: “Ma non come sardina”

1 ura 52 min ago

Stefano Bonaccini affronta la piazza a Bologna, nel cuore dell’Emilia-Romagna e a meno di due mesi dal voto che deciderà se sarà riconfermato presidente o se la Lega sarà riuscita nell’impresa storica di conquistare la Regione. Dopo il pienone della sardine nella serata ormai storica del 14 novembre per contrastare l’arrivo in città di Matteo Salvini, il candidato del centrosinistra ha scelto di fare un comizio all’aperto nella simbolica piazza Maggiore. Non ci saranno i big del Partito democratico, volutamente tenuti lontani per smarcarsi dalle dinamiche nazionali. Ci sarà invece Mattia Santori, uno dei volti simbolo delle sardine e tra i fondatori del movimento di protesta. “Non saremo in piazza come sardine”, ha detto intervistato da la Stampa, “sarò in piazza come Mattia. Non abbiamo mai dato indicazione di voto. Voglio sapere cosa propone il centrosinistra per la mia regione e perché al momento è l’unica alternativa alla Lega e a Salvini. Ma è una scelta personale”. Bonaccini “parla di dati e di fatti e viene da cinque anni di buona amministrazione. Dall’altra parte ci sono solo slogan”.

Il comizio è previsto per le 16 e, fanno sapere gli organizzatori, sono in arrivo 50 pullman da tutta la Regione. In piazza ci saranno militanti del Partito democratico, ma anche esponenti di Italia viva e dei Verdi. Tra i sostenitori anche la lista “Coraggiosa” dell’ex eurodeputata Elly Schlein. Sul palco insieme a Bonaccini, invece degli esponenti politici, ci saranno artisti, sportivi ed esponenti della società civile. Secondo Repubblica ci sarà ad esempio il pallavolista Ivan Zaytsev che già aveva fatto video endorsement per le sardine a Modena nelle scorse settimane.

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Verissimo, Loredana Bertè in lacrime: “Abbiamo nascosto Mimì in una soffitta per un anno”

1 ura 58 min ago

Loredana Berté è stata ospite di Silvia Toffanin a Verissimo e, ricordando alcuni episodi vissuti con la sorella Mia Martini, non è riuscita a trattenere le lacrime. La cantante ha confessato infatti i suoi sensi di colpa per la tragica scomparsa di Mimì: “Provo una sofferenza continua, mi sento in colpa. Se le fossi stata più vicino magari le cose sarebbero potute andare diversamente. Non mi perdono di non aver usato il telefonino che lei mi aveva dato perché restassimo in contatto”, ha detto visibilmente commossa.

Loredana Berté ha confidato a Silvia Toffanin di non essere mai riuscita a superare la perdita della sorella: “Con Mimì è morta una parte di me. Quando sono sul palco la sento dentro e dò tutto, anche se sono terrorizzata e ho gli attacchi di panico prima di uscire. Non respiro, ma penso a lei e poi esco. Dopo aver finito il concerto – ha spiegato in lacrime – però, mi sento una persona migliore, sento di aver dato più di quello che potevo. Penso che Mimì oggi sarebbe orgogliosa di me”.

Poi ha parlato del loro passato, ricordando la sua difficile infanzia e rivelando di non essere riuscita a completare gli studi per stare vicino alla sorella finita in carcere: “Nella nostra vita non abbiamo mai festeggiato il compleanno, le feste erano bandite, anche il Natale! Per sfuggire alle botte e alle litigate violentissime che c’erano in casa, andavamo al Luna Park: per noi era la cosa più sicura. Ho lasciato la scuola l’ultimo anno perché è successa una disgrazia – ha proseguito la Bertè ancora visibilmente commossa -: mia sorella Mimì è stata arrestata per uno spinello che gli avevano messo in tasca. Ha fatto due anni in carcere. Quando è stata liberata, prima del processo, l’abbiamo nascosta in una soffitta per un anno”.

Infine, Loredana ha confessato di fare un sogno ricorrente con protagonista la sorella: “La sogno che vuole una sigaretta. Per questo ogni anno, per il suo compleanno, metto due sigarette davanti a una foto che ci ritrae insieme e le dico ‘questa è la tua sigaretta per quest’anno!’ Mi manca da morire”.

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Migranti, a Napoli debuttano le “Sardine nere”: corteo per chiedere tempi più rapidi per i documenti

2 uri 38 sek ago

Centinaia di “sardine nere” del Movimento Migranti e Rifugiati di Napoli hanno fatto il loro esordio oggi manifestando in corteo per chiedere l’accelerazione dei tempi della procedura per il riconoscimento della protezione internazionale, il rapido rilascio dei permessi di soggiorno

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Mafia, mistero alla procura di Palermo: scomparso pc con documenti top secret sulla caccia a Matteo Messina Denaro

2 uri 51 sek ago

Dispositivi elettronici con i file d’indagine su Matteo Messina Denaro, scomparsi dall’ufficio di uno dei più importanti pm Antimafia. Si tratta di “un computer portatile da 10 pollici” e “due pendrive da 1 giga ciascuna”, in cui erano memorizzate informative, interrogatori di collaboratori di giustizia e verbali “coperti da segreto istruttorio e attuale”, scomparsi dalla stanza del magistrato Teresa Principato, all’epoca a capo del pool che dava la caccia al latitante di Castelvetrano. L’episodio risale al 2015, ma emerge soltanto adesso, a margine del processo d’Appello in cui il pm Antimafia è stata assolta dall’accusa di aver rivelato un’indagine all’appuntato della Guardia di Finanza, Calogero Pulici, applicato alla sua segreteria. “Indagine di cui era già a conoscenza, gliela riferì il suo comandante dell’epoca”, hanno sostenuto i legali della Principato dinanzi ai giudici nisseni. E fu Pulici a denunciare la scomparsa dei dispositivi con i verbali top secret, quando tornò in ufficio dopo un breve periodo di allontanamento dalla Procura, in seguito a una denuncia per molestie alla moglie di un collega, poi finita in archiviazione.

“Preciso che ho saputo dell’accaduto al rientro della mia licenza fruita da agosto al 2 settembre”, scrisse il finanziere in un’istanza di servizio inviata il 4 dicembre al Comando Provinciale della Guardia di Finanza. “In data 2 o 3 settembre” gli venne comunicato da un collega dell’ordine del suo diretto comandante, colonnello Francesco Mazzotta, “di non recarmi per nessun motivo presso l’ufficio della dottoressa Principato ed anzi presso gli uffici della Procura piu in generale. Ottemperando all’ordine ricevuto non mi sono mai recato presso gli uffici della Procura, anche a seguito di richieste della dottoressa. Dopo numerose e reiterate richieste per venire in possesso dei miei effetti personali e del computer della Procura nel quale erano custiditi file di lavoro e anche miei personali, qualche giorno fa mi veniva consegnato l’hard disk smontato e privo di password dal signor Petruzzella a cui numerosissime volte mi ero rivolto”.

Nello specifico chiedeva di recuperare anche “un computer portatile di 10 pollici di mia proprietà ed esclusivamente usato per svolgere attività istruttorie come copia di backup dei file ove sono contenuti tutti gli interrogatori effettuati da me e dalla dottoressa Principato a numerosissimi collaboratori di giustizia tra cui Tuzzolino Giuseppe, e di n.2 pendrive da 1 gb ciascuna contenenti una i file riguardanti tutte le indagini su Messina Denaro ed una contenente tutte le indagini effettuate in Italia ed all’estero sulle dichiarazioni di un collaboratore di giustizia nonchè di altri miei effetti personali e di servizio utilizzati per trasferire i file tra i pc dell’ufficio (il mio e quello della Principato)”. Così il 10 dicembre venne autorizzato con una missiva firmata dall’allora comandante provinciale Giancarlo Trotta e il giorno seguente si presentò in Procura.

“Alla presenza dell’assistente di nome Rita, che per adesso collabora con la dottoressa (Principato ndr) abbiamo prelevato la scatola contenente il pc che era custodita nella libreria e dopo averla aperta ci siamo resi conto che il pc non era più conservato all’interno”, si legge in una relazione di servizio firmata l’11 dicembre da Pulici. “Dal portapenne era stato asportato un mazzo di chiavi legate con un anello metallico al quale erano ancorate anche le pendrive nelle quali erano riversati i file dal computer della dottoressa”, aggiunse nella relazione inviata al comandante provinciale. “Avvisata la dottoressa (Principato ndr) del mancato ritrovamento di quanto sopra esposto e su suo consiglio veniva contattato il signor Francesco Petruzzella, responsabile del settore informatico della Procura” per capire se avesse prelevato pc e pendrive, “ricevendone risposta negativa”.

Sull’episodio la Procura aprì un fascicolo, archiviato senza ascoltare nè il finanziere nè l’aggiunto Teresa Principato. Inoltre in quei mesi Pulici finì indagato anche per peculato (per essersi appropriato di un pc vecchio modello, poi donato a un’oratorio: processo in corso) e nel maggio 2016 subì alcune perquisizioni durante le quali furono sequestrate pendrive, hard disk, tablet, smartphone e un computer vecchio modello. Tra queste – secondo la Finanza – si nascondevano quelle di cui Pulici denunciava la scomparsa ma nonostante le pendrive non furono identificate, tra gli oggetti sequestrati non c’era alcun portatile da 10 pollici e per questo secondo la Procura di Palermo “si tratta di altri dispostivi” rispetto a quelli scomparsi dall’ufficio del pm Principato. Quindi, che fine hanno fatto i dispositivi con i documenti top secret dell’indagine su Messina Denaro?

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Verissimo, la confessione di Ilaria D’Amico: “Mia madre voleva abortirmi”

2 uri 16 min ago

Ilaria D’Amico è stata ospite per la prima volta di Verissimo e a Silvia Toffanin ha raccontato una delicata vicenda personale che l’ha segnata profondamente. “I miei genitori avevano un rapporto molto conflittuale, c’era già mia sorella e non volevano altri figli, ma quando ebbero un riavvicinamento mia madre rimase incinta di me – ha rivelato la giornalista sportiva -. Una vita che arrivava ma che non era richiesta, tanto che lei pensò di abortire. Chiese a un dottore di interrompere la gravidanza, però la mattina dell’operazione lui la chiamò per dirle di posticipare l’appuntamento. A quel punto annullò tutto perché quello era il segnale che stava aspettando. Ed eccomi qui!”.

Poi Ilaria D’Amico ha parlato anche della sua relazione con l’ex portiere della Juventus Gianluigi Buffon, arrivata dopo una separazione dagli ex compagni difficile per entrambi: “Io e Gigi ci siamo incontrati perché eravamo nella stessa situazione emotiva, reduci da grandi sofferenze, di crisi profonde. Quando ci siamo visti abbiamo sentito il bisogno di raccontarci come dei rubinetti aperti e abbiamo capito che dentro di noi era successo qualcosa”, ha raccontato a Silvia Toffanin.

E su cosa l’abbia fatta più soffrire rispetto agli attacchi subiti agli inizi della loro storia spiega: “In Italia c’è lo stereotipo della donna rovinafamiglie, non c’è il corrispettivo maschile. C’è sempre questa idea che gli uomini siano lì candidi nella loro vita felicissima e che le donne arrivino con malizia e cattiveria a strapparli dalle loro famiglie. Questo mi ha fatto soffrire perché non era così”, ha concluso Ilaria D’Amico.

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Emilia Romagna, Guccini su La7: “Voterò Bonaccini. Molti comunisti erano leghisti dentro, la trasformazione non è stata così radicale”

2 uri 23 min ago

A due mesi dalle elezioni regionali, Diego Bianchi ha incontrato Francesco Guccini, per parlare di politica tra passato e presente. Nel corso del’intervista, andata in onda su Propaganda Live (su La7) il cantautore emiliano ha detto che voterà Stefano Bonaccini, il candidato del Pd alla presidenza dell’Emilia Romagna: “La Borgonzoni? Non ha convinto nemmeno suo padre…”

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Evasione fiscale, Ielo: “La responsabilità delle aziende per reati tributari è salto di qualità. Prescrizione aiuta molto i colletti bianchi”

2 uri 31 min ago

“La responsabilità degli enti è uno strumento più utile di quanto non possano essere aumenti di uno o due anni delle pene edittali. E, sul piano logico, è incomprensibile come tale approccio sanzionatorio, che riguarda specificamente la criminalità del profitto, sia stato tenuto fino ad oggi fuori dal settore tributario“. Paolo Ielo, procuratore aggiunto a Roma e protagonista di alcune delle più importanti e recenti inchieste della Procura della Capitale (da Consip a Mondo di Mezzo), intervistato dal Sole 24 Ore promuove la decisione di inserire nel decreto fiscale un ampliamento della responsabilità amministrativa delle imprese per i reati tributari dei dipendenti. “Si tratta di un salto di qualità che conferisce al contrasto all’evasione, quando essa si concretizzi in reati, strumenti moderni e assai più efficienti di quelli fino ad oggi utilizzati“.

Il pm già dal 2007, da componente della Commissione Greco sulla riforma del decreto 231 che disciplina la responsabilità amministrativa da reato, aveva chiesto un intervento di questo tipo. Che ora entrerà in vigore, con il risultato che se i colletti bianchi si rendono responsabili di dichiarazione fraudolenta o altri reati come emissione di fatture false e sottrazione al pagamento di imposte, la società che ne trae beneficio potrà essere chiamata in causa e sarà passibile del sequestro di quote, sanzioni fino a 1 milione di euro e in alcuni casi divieto di contrattare con la pubblica amministrazione, esclusione da finanziamenti pubblici e revoca dei contributi già ricevuti.

“Sinceramente no”, risponde Ielo alla domanda se ci sia un rischio di criminalizzazione dell’intero mondo produttivo” come lamentato da Confindustria. “Ribadisco che trovo inutili aumenti delle pene edittali”, aggiunge, “ma occorre ricordare che in questo paese i detenuti per reati di white collar crime sono un numero molto basso, anche per il fatto che su di essi ad oggi si è fatto molto sentire l’effetto delladisciplina vigente della prescrizione“, che il Movimento 5 Stelle punta ora a riformare.

“Il profilo interessante del sistema 231”, nota Ielo, “è che gli enti, se ambiscono a proteggersi da questo tipo di responsabilità, devono adottare una struttura organizzativa tale da evitare la commissione di tale tipologia di reati, attraverso i classici strumenti di analisi e di gestione del rischio. Si è, cioè, in presenza di un sistema repressivo che, quando intervengono reati, ti sanziona se tu non hai messo in campo tutte le risorse organizzative utili a evitarli. Si tratta di un salto di qualità che conferisce al contrasto all’evasione, quando essa si concretizzi in reati, strumenti moderni e assai più efficienti di quelli fino ad oggi utilizzati.

È evidente che se entrerà in vigore la disciplina di 231 anche per i reati tributari occorrerà provvedere a una modifica dei modelli organizzativi, adattarli in funzione della prevenzione del rischio di tale tipologia di reati. Aggiungo che, storicamente, si è sempre osservata una stretta correlazione tra i reati tributari a base fraudolenta e la creazione di provviste finanziarie necessarie al pagamento di tangenti“.

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Costanza Caracciolo, l’annuncio a Verissimo: “Sono al sesto mese di gravidanza, aspetto una figlia femmina”

2 uri 33 min ago

Costanza Caracciolo è di nuovo incinta. È stata la stessa ex velina a dare l’annuncio ufficiale a Verissimo, nel salotto di Silvia Toffanin, rivelando che lei e Bobo Vieri aspettano il loro secondo figlio. “Aspetto una figlia femmina. Siamo felicissimi, non vediamo l’ora! Ci tenevo a essere sicura di tutto prima di annunciarlo perché tre mesi sono troppo pochi. Adesso sono entrata nel sesto mese di gravidanza“, ha spiegato Costanza Caracciolo.

Poi l’ex velina ha dedicato parole d’affetto a Vieri, definendolo “un padre meraviglioso” e rivelando che “con la prossima nascita impazzirà totalmente. All’inizio pensavo che anche un maschietto non mi sarebbe dispiaciuto ma lui diceva che con due femmine sarebbe stato meraviglioso in effetti devo dire che va benissimo così”, ha concluso Costanza Caracciolo.

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Angela Cavagna contro l’ex marito Orlando Portento: “Stufa delle tue querele, pronta a rovinarti”. Lui: “Mi disse che Fazio voleva metterla in posizione per far vedere le cosce”

2 uri 58 min ago

Sembra non finire mai la lite tra l’ex infermiera sexy di “Striscia la notizia”, la 53enne Angela Cavagna, e l’ex marito Orlando Portento. In una lunga intervista al settimanale “Oggi”, la Cavagna si è detta stufa delle continue querele per diffamazione di Portento, dopo tanti anni. “Continua a tirarmi in ballo per farsi pubblicità attraverso me, sperando di essere ripescato in qualche trasmissione, magari l’Isola”, dice Angela.

La diretta interessata poi affonda il colpo: “La differenza tra me e lui è che io porto le prove di quello che dico. E ogni volta che ha detto menzogne l’ho sbugiardato. Vuole la guerra? Sono pronta e stavolta vado fino in fondo. Se lui dopo 13 anni cerca ancora di mettersi in luce parlando di me, diffamandomi, io non ci sto. È già stato diffidato, e allora perché non si fa la sua vita in santa pace, invece di dannarsi l’anima per apparire?”.

Ma il 72enne Portento, autore e conduttore televisivo, ha fatto sapere: “Ho risposto: ‘No grazie’ all’Isola. Vorrei nuotare come opinionista più che come concorrente, così potrei essere sull’altra riva e sarei sicuramente un mare in tempesta. Grazie, prego, come opinionista io ci starò”. E risponde ancora una volta con un comunicato stampa diramato su Dagospia: “Ingrata! Sono stato 25 anni con una strega fuori di senno, bugiarda, ballista, falsa di donna senza avere nessun sospetto, neppure quando mi raccontò, quasi piangente che fu molestata in camerino dall’allora ex primatista dei cento metri Ben Johnson, ospite di Gianni Minà al programma di Raitre “domani si gioca l’altro spettacolo”, facendomi subdolamente capire che il signor Minà era al corrente di questa molestia. Quindi telefonai a Gianni Minà dicendogli di tutto, ma non finisce mica qui…la Cavagnosa mi fece litigare anche con l’amico genovese Fabio Fazio, allora padrone di casa di “Quelli che il calcio” perché l’ennesima telefonata della mia ex moglie fu quella di dirmi che Fazio voleva metterla in una posizione in cui le si vedevano le cosce, e pure in questa occasione dovetti litigare a causa di Angela con il conduttore ligure”.

E ancora: “Angela Cavagna io non l’ho mai amata, ci ero affezionato, le volevo bene, facevamo l’amore, ma non l’ho mai baciata e non le ho mai detto ti amo”. E infine: “Sto valutando con il mio avvocato Aurelio Di Rella se ci sono i presupposti per farle una nuova querela per mancato guadagno date le mie ospitate annullate a Pomeriggio 5 perché la signora Cavagna ha querelato e diffidato il mondo: me, Mediaset, Barbara d’Urso e gli autori delle due trasmissioni”. Finirà qui la diatriba? Sembrerebbe proprio di no. Portento rilancia: “Voglio un tete a tette”.

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Ron Leibman morto, addio al “papà” di Jennifer Aniston nella serie “Friends”

3 ure 13 min ago

L’attore statunitense Ron Leibman, noto per aver interpretato il ruolo del padre di Rachel Green, il personaggio interpretato da Jennifer Aniston nella sitcom “Friends” e per aver recitato nella serie tv “I Soprano“, è morto ieri a New York all’età di 82 anni per le complicazioni di una polmonite. L’annuncio della scomparsa è stato dato dalla famiglia a “The Hollywood Reporter“. Leibman era famoso per l’interpretazione di Martin “Kaz” Kazinsky nell’eponima miniserie televisiva “Kazinsky” (1978-1979), di cui era inoltre co-ideatore e co-sceneggiatore, con cui aveva vinto un Emmy Award. Sempre in tv ha vestito i panni del dottor Leonard Green, burbero ed irascibile padre di Rachel, nella sitcom “Friends” (1994-2004).

Ha lavorato prevalentemente per il cinema: memorabile il suo ruolo del sindacalista che ha affiancato Sally Field in “Norma Rae” (1980) di Martin Ritt. Tra gli altri film figurano “Senza un filo di classe” (1970), con regia di Carl Reiner, “La pietra che scotta” (1972), con la regia di Peter Yates, “Mattatoio 5” (1972), con la regia di George Roy Hill (1972), “Zorro mezzo e mezzo” (1981), “Scherzi di cuore” (1983), regia di Arthur Hiller (1983), “Nick lo scatenato” (1984), con regia di Bob Clark.

Nato il 11 ottobre 1937 a New York da una famiglia ebraica, Leibman si era laureato nel 1958 presso la Ohio Wesleyan University. Si è sposato due volte, con due attrici, Linda Lavin e Jessica Walter, e da entrambe ha divorziato. Ha lavorato prevalentemente per il cinema: lo si ricorda soprattutto per aver affiancato Sally Field in Norma Rae. E’ stato anche attore teatrale, vincendo un premio Tony per la commedia di Tony Kushner “Angels in America“. Nella serie tv “I Soprano” ha vestito i panni del dottor Lior Plepler. Tra i messaggi di cordoglio sui social per la morte dell’attore, spicca quello dell’attrice Sally Field, che ha vinto l’Oscar per “Norma Rae”: “Molti dei migliori ricordi della mia carriera sono legati a Ron Leibman. Grazie, Ron per essere stato il mio campione. Riposa amico mio”.

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Fca, Melfi: accordo col MISE per ricerca e innovazione. Patuanelli: “Tutelerà i lavoratori”

3 ure 14 min ago

Un piano di investimento per le attività industriali di FCA dislocate in Italia: è il risultato dell’accordo per sostenere progetti di ricerca e sviluppo firmato dal Ministero dello Sviluppo Economico, dalle regioni Basilicata e Piemonte, da Invitalia e dalla medesima FCA. In particolare, il Governo italiano garantirà alla multinazionale agevolazioni fiscali per l’acquisto di macchinari e impianti. Il contratto fra le parti mette sul tavolo investimenti per circa 137 milioni di euro: di questi, 99 sono destinati allo stabilimento lucano di Melfi e 38 a un progetto di ricerca (35 milioni per il Piemonte e tre milioni per la Basilicata). Il Ministero cofinanzierà 26,4 milioni, mentre 2 milioni arriveranno dalla Regione Basilicata e 1,5 dalla Regione Piemonte.

Come anticipato, l’obiettivo è ampliare la capacità produttiva della fabbrica di Melfi, dove attualmente vengono assemblati veicoli best-seller come Fiat 500X e Jeep Renegade, che presto verranno proposte anche con motorizzazione ibrida plug-in. I rimanenti 38 milioni, come detto, saranno necessari per finanziare il progetto di ricerca “Ricarica”: trattasi dello studio di nuove soluzioni per veicoli 100% elettrici in uno scenario di mercato oltre il 2024, che sarà portato avanti presso i siti della FCA e della CRF (l’ex Centro Ricerche Fiat).

Le attività di ricerca industriale su telaio e batterie avverranno presso il Campus per l’Innovazione di Melfi e coinvolgeranno l’Università della Basilicata. Nell’accordo rientrano garanzie sui livelli occupazionali e produttivi dello stabilimento di Melfi: fra esse il graduale reintegro del personale in esubero temporaneo (3.400 lavoratori, attualmente con contratto di solidarietà) e l’assunzione di 100 persone entro il 2021, che faranno passare la forza lavoro da 7.311 a 7.411 addetti. Tutto ciò, però, è subordinato all’aumento produttivo, ovvero alla domanda di mercato.

Per il ministro Patuanelli “si tratta certamente di un accordo significativo, per l’azienda e per il territorio, per le ricadute dirette e indirette che lo stabilimento ha e perché è uno stabilimento che non farà soltanto automobili ma anche ricerca. FCA si impegna a produrre in Italia nuove tipologie di veicolo, ibrido e elettrico, che vanno nella direzione della transizione ecosostenibile del settore automotive”. Il piano, oltre a fornire “supporto alle imprese per l’innovazione, avrà un importante impatto sia sulla garanzia dei livelli occupazionali, sia sulla formazione dei lavoratori che saranno coinvolti in nuovi metodi di produzione”.

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Mercatone Uno, 10.500 clienti che avevano versato 4,5 milioni di acconti per cucine e arredamenti resteranno senza saldo né merce

3 ure 19 min ago

Oltre 10mila clienti di Mercatone Uno che avevano versato oltre 4,5 milioni di euro di acconti per cucine e arredamenti non riceveranno il rimborso né la merce richiesta. La comunicazione è stata data dal curatore del fallimento di Shernon Holding srl, la società che controllava la catena imolese fino a maggio, con una lettera a creditori e consumatori. L’avvocato Marco Angelo Russo, come riferisce la stampa bolognese, ha scritto ai clienti informandoli dello “scioglimento dal contratto per l’acquisto dei beni mobili concluso con Shernon Holding srl”.

Una mossa decisa con l’autorizzazione degli organi della procedura “a sciogliersi dai contratti pendenti con i consumatori”. Adesso per i clienti c’è la possibilità di insinuarsi nel passivo per recuperare le somme versate, anche se, in quanto creditori chirografari, rischiano di avere poca soddisfazione da eventuali rimborsi. Come spiega il presidente degli Avvocati dei consumatori, Domenico Arcuri, al Resto del Carlino, ai clienti non converrebbe seguire il percorso civilistico, quanto “fare un esposto in procura” perché “ci sono casi di persone che hanno versato acconti a pochi giorni dal fallimento, quando l’azienda non poteva non conoscere la situazione di dissesto”.

La crisi patrimoniale, economica e finanziaria che ha colpito la Shernon – spiega il curatore Russo – “non ha consentito alla società poi fallita di approvvigionarsi regolarmente della merce necessaria per evadere gli ordini via via ricevuti sicché, sulla scorta delle risultanze inventariali, è risultato impossibile darvi seguito”. La merce ancora custodita nei punti vendita di Mercatone Uno – che Shernon avrebbe dovuto rilanciare – sarà venduta in due lotti, il 19 dicembre: il primo da 2,2 milioni di euro, il secondo da 1,395 milioni. E per l’acquisto di quel che resta di Mercatone Uno ai nuovi amministratori sono arrivate 14 offerte, ma nessuna riguarda tutti i 55 negozi e i 1.700 dipendenti. Motivo per cui è stata prorogata la cassa integrazione fino a maggio.

Per il fallimento di Shernon Holding srl è indagato l’amministratore delegato Valdero Rigoni: l’accusa del procuratore aggiunto di Milano Riccardo Targetti e del pm Roberto Fontana è di bancarotta fraudolenta. Tre mesi prima del crac, era stata presentata una richiesta di concordato preventivo dopo le istanze di fallimento presentate da alcuni fornitori. Una richiesta dichiarata, però, inammissibile dal Tribunale fallimentare di Milano a causa dell’indebitamento. I giudici, infatti, hanno riscontrato per la Shernon un indebitamento complessivo di 90 milioni di euro maturato in nove mesi, con perdite gestionali fisse di 5-6 milioni al mese, unito “alla totale assenza di credito bancario e di fiducia da parte dei fornitori”.

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Un orso diventa padrone del quartiere: la passeggiata tra le case ripresa da un drone

3 ure 25 min ago

Un orso ha creato scompiglio a Wilmington, nel Delaware, negli Usa, correndo tra le case e attraversando cortili e staccionate, diventando il vero padrone del quartiere. La Polizia ha cercato di mettere in sicurezza la zona e catturare l’animale, mentre ai residenti veniva consigliato di restare in casa. L’orso è stato avvistato per l’ultima volta in una foresta a nord di Wilmington.

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