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Crisi di governo, Salvini ancora al Viminale: “Finché posso resto”. E #Salviniacasa diventa trending topic su Twitter

Tor, 20/08/2019 - 23:48

“Faccio quello che dice il presidente della Repubblica. Finché posso rimango a lavorare” al Viminale. Il governo gialloverde è finito e il premier Giuseppe Conte si è dimesso, ma alla fine della giornata Matteo Salvini insiste e scrive sui social network che finché sarà possibile resterà sulla poltrona senza dimettersi. La reazione in rete è immediata e a fianco dei suoi sostenitori, parte l’hashtag #Salviniacasa che in poco tempo diventa trending topic: “Avrai un voto in meno”, scrivono in diversi sotto al video del suo intervento in Senato, pubblicato su Facebook con la scritta “Mai col Pd! Prima gli italiani”. E sul suo profilo Facebook, a fianco delle diverse frasi di supporto incondizionato al ‘Capitano’, in diversi commentano la decisione di ritirare la mozione di sfiducia subito dopo l’annuncio delle dimissioni Conte, giudicando la mossa incoerente e provocatoria: “Ma come? Rifaresti tutto quello che hai fatto e poi ritiri la mozione di sfiducia subito dopo che hai detto che rifaresti tutto quello che hai fatto? Ma stai in Parlamento o al reparto ortofrutticolo?”, si legge in un commento, accompagnato da altri dello stesso tenore.

Quindi:
Ha sfiduciato il suo governo e i suoi ministri.
Non ha dimesso i suoi ministri sotto sfiducia.
Ha ritirato la sfiducia dopo che il premier si è dimesso.
I suoi ministri non si sono dimessi.
Come era? Ah si, #primalepoltrone !#SalviniACasa #LaLegaTiFrega #cazzaroverde

— DiCi 10 (@dici_10) August 20, 2019

Su Twitter per il vicepremier leghista la situazione non è migliore: #Salviniacasa è il primo hashtag di tendenza in Italia con più di quattromila tweet in poche ore. “Ti sei autodegradato da solo”, scrive un utente del social. “Io me lo terrei Conte presidente, dopo questo discorso credo di rispettarlo di più!”, si legge in un commento sul discorso di Salvini. E ancora: “Dopo averla ascoltata in Aula, ho prenotato al Papeete per sabato. Se torna, mi trova al banco ad ordinare ‘Quello che ha bevuto Salvini’. Se mi fa lo stesso effetto sono dieci euro spesi bene”. Sempre sullo stabilimento di Milano Marittima dove Salvini ha passato le vacanze scrivono: “#SalviniACasa ma anche al Papeete. Qualsiasi posto va bene purché lontano dalla politica“. C’è poi chi ironizza sul simbolo leghista, la ruspa: “Ora per sfrattarlo dal Viminale, io, per sfregio, gli manderei una bella ruspa”. Qualcuno commenta invece il braccialetto indossato dal ministro dell’Interno in Senato, con la scritta “Salvini Premier“: “Messaggi subliminali e braccialetti parlanti”, c’è scritto in un tweet con la foto del capo della Lega che guarda Giuseppe Conte.

Messaggi subliminali e braccialetti parlanti #Salviniacasa pic.twitter.com/hiVDZct8gj

— Claudio Lanconelli (@lancos_com) August 20, 2019

Tra i tweet contro Matteo Salvini, spicca l’immagine del senatore ex M5s Gregorio De Falco, che durante il discorso del vicepremier Matteo Salvini, gli fa cenno con la mano di andare a casa e gli dice: “Buffone, vai a casa”. Sono molti, tra cui anche il dem Matteo Richetti, ad accostare l’immagine alla celebre frase usata dall’ufficiale nei confronti del capitano della Costa Concordia, Francesco Schettino, “Torni a bordo, c…”, in questo caso trasformata in “Scenda da bordo, c…”. Tra i tanti tweet, in uno si vede un’immagine dell’ex calciatore della Roma Francesco Totti che con la mano fa il gesto del silenzio e la frase “De Falco è giallorosso“, facendo riferimento a un eventuale governo Pd-M5s, in contrasto con quello gialloverde con la Lega.

#DeFalco è #Giallorosso #governogiallorosso #CrisiDiGoverno #crisigoverno #Conte #GiuseppeConte #maratonamentana #Salvini #Renzi #zingaretti #governoistituzionale #Mattarella #quirinale #Grillo #20Agosto #venti08FR #Saviano #CrisiDiGoverno #MimmoLucano #riace #FATELISCENDERE pic.twitter.com/VzLpsvRFIH

— marru (@marru74063474) August 20, 2019

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Open Arms, Procura sequestra nave e ordina l’evacuazione. I migranti sbarcano a Lampedusa dopo 19 giorni

Tor, 20/08/2019 - 23:00

Si sblocca al 19° giorno lo stallo di Open Arms. La procura di Agrigento ha disposto il sequestro della nave ferma davanti a Lampedusa e l’evacuazione immediata dei 90 migranti ancora a bordo. La decisione è stata presa al termine di un vertice tra il pm Luigi Patronaggio, che nel pomeriggio aveva fatto una ispezione sulla nave con uno staff di medici, e i vertici della Capitaneria di porto. Intorno alle 23.30 la nave Open Arms è entrata nel porto commerciale di Lampedusa dove attenderla c’erano decine di carabinieri e poliziotti. Scene di giubilo sul ponte della nave dove si trovano gli 83 migranti che sono da 19 giorni sulla imbarcazione.

Quello disposto dal magistrato è un sequestro preventivo. Oltre all’inchiesta per sequestro di persona avviata nei giorni scorsi sulla base di esposti della ong spagnola, i pubblici ministeri hanno aperto un fascicolo a carico di ignoti per omissione e rifiuto di atti d’ufficio “per non avere risposto alle gravi condizioni di salute dei migranti”, secondo l’Adnkronos. Il reato, previsto dall’articolo 328 del codice penale, punisce “il pubblico ufficiale o l’incaricato di un pubblico servizio, che indebitamente rifiuta un atto del suo ufficio che, per ragioni di giustizia o di sicurezza pubblica, o di ordine pubblico o di igiene e sanità, deve essere compiuto senza ritardo, è punito con la reclusione da sei mesi a due anni“.

Il sequestro, si apprende, è stato disposto “per evitare che il reato sia portato a ulteriori conseguenze“. I magistrati stanno ricostruendo la catena di comando per risalire a chi ha impedito lo sbarco dei profughi che, dopo la decisione dei pm e la già avvenuta notifica del provvedimento, verranno fatti scendere a terra nelle prossime ore. La nave, invece, verrà condotta nel porto di Licata, in provincia di Agrigento.

Nel pomeriggio altri due migranti sono stati evacuati dalla nave per motivi sanitari. Sono stati 17 i passeggeri che oggi hanno lasciato la nave, 90 quelli ancora a bordo fino alla decisione della procura. Questa mattina alcuni di loro hanno cominciato a buttarsi in acqua nel tentativo di raggiungere a nuoto l’isola, che dista circa 700 metri dall’imbarcazione. Sono stati tutte recuperati dalle motovedette della Guardia costiera e portati a terra. Il tutto davanti ad alcuni bagnanti, che dalle spiaggette vicine si sono precipitati sul costone di Cala Francese, dinanzi alla quale si trova la nave, per riprendere quei momenti di tensione con i telefonini.

Spagna invia nave militare per portare migranti a Maiorca – Nel primo pomeriggio il ministero della Difesa spagnola aveva annunciato che la nave Audaz sarebbe partita alle 17 ora locale dalla base di Rota (Cadice) per far rotta verso l’isola delle Pelagie (tre giorni di navigazione) e recuperare i migranti, per poi portarli a Maiorca, nelle Baleari. E’ una situazione di “emergenza umanitaria“, aveva spiegato la ministra della Difesa spagnola Margarita Robles. Madrid ha proseguito, “non guarderà dall’altra parte come sta facendo il ministro Matteo Salvini“, e ha attaccato chi come lui “si vanta del dramma umano vietando ai migranti di entrare in Italia”.

Toninelli: “Ue ci volte le spalle per colpa di Salvini” – Prima della decisione di Madrid il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli, su Facebook, aveva scaricato la colpa dello stallo sull’alleato: “C’è un dato politico da registrare: gli altri Paesi europei (…) stanno ricominciando a voltarci le spalle e questo ha un unico responsabile: Matteo Salvini, che ha indebolito il Governo e, di conseguenza, la nostra posizione in Europa”. Toninelli in una nota ha poi commentato l’invio dell’imbarcazione militare da parte della Spagna. “Auspico che la Spagna – ha aggiunto il ministro – risponda al nostro appello e si impegni a fermare, per il futuro, la Open Arms, con i mezzi e i modi che ritiene più opportuni”.

Patronaggio: “Situazione esplosiva” – “La situazione è esplosiva – ha detto il procuratore di Agrigento Luigi Patronaggio, volato d’urgenza in elicottero a Lampedusa con alcuni medici – devo riportare la calma e fare in modo che nessuno si faccia male. L’impegno e l’attenzione sono massimi per l’incolumità delle persone”, ha spiegato il magistrato. Patronaggio ha poi fatto un’ispezione sulla nave durata quasi un’ora, ma ha preferito non rilasciare dichiarazioni. A bordo è salito anche il sindaco di Lampedusa Salvatore Martello: “Ci sono persone totalmente assenti, chissà quali torture o porcherie hanno dovuto subire mentre erano prigionieri in Libia. E noi li facciamo ancora stare sulla nave. Non capisco. Venti giorni su una barca in quello stato psicofisico…Oggi la riposta è che si stanno gettando a mare per la disperazione“, aggiunge Martello.

Emergency: “Spazi ristretti, promiscuità e diverse provenienze culturali vanno ad aggravare la condizione di vita ormai giunta al limite” – Al diciannovesimo giorno in mare, si legge nella relazione di Alessandro Dibenedetto, “la situazione sta peggiorando sempre di più” al punto che le condizioni rischiano di diventare ancora “più critiche e insostenibili”. L’evacuazione dei 27 minori ha prodotto in chi è rimasto a bordo “una profonda tristezza con conseguenti comportamenti di chiusura, isolamento e mutismo”. Depressione – continua lo psicologo di Emergency – ma anche rabbia e agitazione con alcune donne che, quando quattro migranti si sono gettati in mare nel tentativo di raggiungere a nuoto l’isola di Lampedusa, hanno reagito con “attacchi di panico e profonda sofferenza chiedendosi perché questa violenza insostenibile e assurda si perpetrasse nei loro confronti”.

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Zingaretti: “Condivido parole Conte, ma rischio è l’autoassoluzione”. Poi: “Verificare altre maggioranze, ma serve discontinuità”

Tor, 20/08/2019 - 22:42

“Tutto quanto detto sul ministro Salvini dal presidente Conte non può che essere condiviso. Ma attenzione anche ai rischi di autoassoluzione“. A Nicola Zingaretti non è bastato il duro discorso di Giuseppe Conte contro Matteo Salvini nell’Aula del Senato. E, pochi minuti dopo il suo intervento in Senato, ha diffuso una nota molto critica sul governo gialloverde e il suo leader, tanto da sembrare voler chiudere all’ipotesi di sostegno a un Conte-bis. “In questi 15 mesi”, ha attaccato. “Conte è stato il presidente del Consiglio, anche del ministro Salvini, e se tante cose denunciate sono vere perché ha atteso la sfiducia per denunciarle?”. E non solo, Zingaretti ha chiuso ricordando quelli che secondo lui sono i fallimenti dell’esecutivo Lega-M5s: “All’elenco delle cose fatte non può non seguire l’elenco dei disastri prodotti in economia, sul lavoro, sulla crescita, sullo sviluppo. Questo è il vero motivo del pantano nel quale l’Italia è finita. Per questo qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi”. Ovvero, il messaggio chiaro che Zingaretti voleva mandare, prima di parlare di qualsiasi altra cosa e prima che Matteo Renzi facesse il suo intervento, è che il Pd prende le distanze da quanto ha fatto il governo gialloverde e, ancora per qualche ora, difende il suo ruolo di forza d’opposizione.

Dopo le dimissioni del premier Conte però, ora si apre la partita delle consultazioni e Mattarella vedrà i partiti per capire se è possibile formare una nuova maggioranza. Una strada in salita, nonostante dal fronte M5s e pure da quello dem (renziani in testa) siano arrivati segnali di apertura. E uno dei nodi fondamentali sarà appunto capire qual è il nome che può andare bene a tutte e due le parti, soprattutto per dimostrare il cambio di passo. In serata è stato sempre il segretario dem Zingaretti, interpellato dal Tg1, a parlare di quali sono le condizioni per provare a dare luce a una nuova esperienza di governo: “In una Repubblica parlamentare è giusto verificare se sono possibili altre maggioranze ma in netta discontinuità a partire dal metodo. Dobbiamo verificare non se esiste la possibilità di un nuovo contratto bensì di una ampia maggioranza su una visione di crescita del Paese, altrimenti si va al voto. Quello che mi preoccupa non sono i numeri in Parlamento, ma la serietà e la discontinuità. Non si vota un governo della paura per qualcosa, ma per dare una prospettiva al Paese. Se diamo questo futuro costruiremo una maggioranza parlamentare altrimenti andremo al voto”. Alla domanda sul che cose Zingaretti intenda per “discontinuità”, ovvero che cosa dovranno fare i 5 stelle perché per il Pd l’offerta sia accettabile, ha risposto: “Vogliamo un governo nuovo, non la continuazione dell’avventura di questi 14 mesi. Allora sì sarebbe fondata l’accusa di accordicchio. Occorre verificare se ci sono le condizioni che facciano durare la legislatura con una prospettiva di sviluppo. No a soluzioni di piccolo cabotaggio, perché non abbiamo nessuna ha paura delle elezioni”.

La possibilità di sedere al tavolo con i 5 stelle non è esclusa e anche di questo gli esponenti Pd parleranno nella direzione del 21 agosto. I rischi, come ha fatto capire Zingaretti, sono tanti e il Pd dovrà riuscire a presentarsi compatto al momento delle trattative. Uno degli ostacoli più grandi è Matteo Renzi. Il M5s ha detto che non intende dialogare con l’ex segretario e questo permetterà a Zingaretti di poter tenere le redini del gioco. Ma i renziani in Parlamento fanno pressione per far partire l’accordo e il Pd dovrà giocare bene le sue carte per riuscire a chiedere un rinnovamento totale della squadra di governo del M5s. Altrimenti, e Zingaretti su questo sembra davvero convinto, meglio tornare alle urne.

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Crisi, l’annuncio del Quirinale: “Conte ha rassegnato le dimissioni”. Domani consultazioni

Tor, 20/08/2019 - 21:39

Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il Governo a curare il disbrigo degli affari correnti. Lo rende noto il Quirinale. Le consultazioni del Presidente della Repubblica Sergio Mattarella inizieranno domani alle 16 al Quirinale. Lo rende noto il Quirinale.

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Crisi, Taverna a Salvini: “Ora vuoi governare con Berlusconi” e lui replica: “Tu con Renzi”

Tor, 20/08/2019 - 21:28

Durante l’intervento nell’Aula del Senato Paola Taverna (M5s) chiede al segretario leghista Matteo Salvini: “Ora vuole le elezioni, ma per governare con chi? Con Berlusconi?”. “Tu governerai con Renzi” replica piccato il leader della Lega. La Taverna poi elenca i ‘no’ del M5S al governo e rivolgendosi alla lega aggiunge “se siete scappati per non fare la Legge di Bilancio, complimenti”.

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Crisi di Governo, Conte annuncia la salita al Colle. Calderoli gli fa ‘ciao ciao’ con la mano

Tor, 20/08/2019 - 21:08

“E’ evidente che la responsabilità della crisi porta visibile la firma di Salvini”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nella replica al dibattito in Aula al Senato. Poi sempre rivolgendosi a Salvini, aggiunge: “Nessun problema, se ti manca il coraggio sul piano politico” di assumersi la responsabilità della crisi “non c’è problema, me l’assumo io. Questa è la conclusione, unica, obbligata, trasparente. Vi ringrazio tanto, io vado dal presidente della Repubblica”. Dopo queste parole Roberto Calderoli, seduto accanto a Salvini ha rivolto un gesto ironico al presidente del consiglio, salutandolo con la mano

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Crisi di governo, l’Italia sulla stampa internazionale. Times: “Caos politico”. Cnn: “Premier contro il partner irresponsabile”

Tor, 20/08/2019 - 21:05

La rottura del governo Lega-Movimento 5 Stelle sulle prime pagine dei giornali online di tutto il mondo. Da Le Monde a El Pais, dalla Bbc al Guardian alla Cnn, le dimissioni annunciate dal presidente del Consiglio Giuseppe Conte nell’Aula del Senato sono diventate breaking news sui portali internazionali. “Il primo ministro italiano lancia un feroce attacco a Salvini e si dimette”, titola la Bbc, che sottolinea le accuse a Salvini di essere “un irresponsabile”. L’Italia è stata il tema principale anche dell’edizione internazionale della Cnn americana, che ha aperto titolando “il primo ministro italiano contro il partner di coalizione ‘irresponsabile’ e poi si dimette”. Il sito dell’emittente Usa ha proposto anche un live blog sulla crisi politica italiana.

Le dimissioni di Conte sono finite in prima pagina anche sul sito del quotidiano francese Le Figaro, che, in un altro articolo, soprannomina Salvini “il bulldozer milanese”, mentre Le Monde, annunciando la caduta del governo italiano, sottolineato che la decisione “arriva dopo diverse settimane di crisi politica innescata dal ministro degli Interni, Matteo Salvini”. Sempre in apertura, la pagina web del britannico The Guardian ha titolato: “Il primo ministro italiano si dimette con un attacco all’opportunista Salvini”. E mentre il Times parla di “caos politico“, il tedesco Der Spiegel riporta lapidariamente che “il primo ministro italiano Conte annuncia le dimissioni”.

Sui giornali spagnoli la notizia è preceduta dagli aggiornamenti sulla Open Arms, la nave spagnola in mare da venti giorni con a bordo i migranti salvati nel Mediterraneo, la cui situazione si è sbloccata proprio mentre in Senato si discuteva la crisi. “Conte si dimette da primo ministro italiano e accusa Salvini di aver scatenato la crisi”, scrive El Pais, mentre El Mundo fotografa la crisi di governo sottolineando che ora si apre “un futuro incerto” per l’Italia.

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Crisi di governo, Conte va da Mattarella e si dimette. Mossa disperata della Lega: ritira mozione di sfiducia. Il premier replica: “Se Salvini non ha il coraggio, mi assumo io responsabilità”

Tor, 20/08/2019 - 20:45

“La crisi in atto compromette l’azione di questo governo, che qui si arresta”. Sono le ore 15 e 44 minuti di martedì 20 agosto 2019 quando Giuseppe Conte decreta la fine del governo gialloverde. Lo farà altre tre volte, con parole diverse e ancora più definitive, durante il suo intervento nell’aula del Senato. La stessa aula che quattordici mesi fa gli ha votato la fiducia per la prima volta. Da quel giorno sono passati 445 giorni esatti: tanto è durata l’avventura del Carroccio e del Movimento 5 stelle al governo del Paese. “La decisione della Lega che ha presentato la mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’ìmmediata calendarizzazione oltreché le dichiarazioni e comportamenti, chiari e univoci, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo”, dice il premier alle ore 15 e 50. Quattro minuti dopo conferma quello che in tanti avevano pronosticato: “Alla fine di questo dibattito mi recherò dal Presidente della Repubblica per dimettermi“. Lo farà effettivamente in serata, con un comunicato del Quirinale che alle 21 e 10 informa: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto”. È l’annuncio tanto atteso che di fatto chiude il governo gialloverde e apre una nuova fase istituzionale. Visto che nel tardo pomeriggio la Lega prova a ritirare la mano dalla crisi di governo, ritirando la mozione di sfiducia, ecco che le ultime parole pronunciate da Conte nella sua controreplica sono state pesantissime: “Caro Salvini, se ti manca il coraggio sul piano politico di assumersi la responsabilità della crisi non c’è problema, me l’assumo io. Questa è la conclusione, unica, obbligata, trasparente. Vi ringrazio tanto, io vado dal presidente della Repubblica”. “Prendo atto che al leader della Lega Matteo Salvini – ha aggiunto – manca il coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti”.

Il futuro: nuovo governo o elezioni subito? – Le consultazioni, come previsto, partono subito: già mercoledì 21 maggio alle 16. Ma già dagli interventi in aula di Matteo Salvini, di Matteo Renzi, di Andrea Marcucci, di Pietro Grasso, del comunicato a distanza di Nicola Zingaretti, è evidente che adesso la partita è già diventata un’altra: urne subito o tentativi di varare un nuovo esecutivo? Un nuoco “contratto alla tedesca” tra Pd e 5 stelle per un “governo di legislatura”? O un “governo di scopo” per bloccare l’aumento dell’Iva? A Palazzo Madama ci sono opinioni diverse. “Colleghi di M5s, non so se voteremo lo stesso governo, io non ne farò parte“, è quello che dice Renzi. “Sì a un confronto con i 5 stelle, poi vedremo se ci saranno le condizioni per dare vita a un governo”, ripete il renziano Marcucci. Il segretario del Pd Zingaretti, però, frena a qualsiasi ipotesi di un Conte bis: “Qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento dei limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi”. Mentre Salvini, ovviamente, usa un vocabolario più affilato: “Cari amici dei 5 stelle, buon lavoro col partito di Bibbiano”. Che poi sarebbe il Pd. Ma andiamo con ordine.

#Quirinale, il Presidente #Mattarella sta ricevendo il Presidente del Consiglio dei Ministri Giuseppe #Conte pic.twitter.com/wfQcZuTWon

— Quirinale (@Quirinale) August 20, 2019

Il faccia a faccia sui banchi di governo – L’annuncio della salita al Quirinale di Conte è il penultimo passaggio di un discorso lungo tre quarti d’ora, cominciato subito con un colpo di scena: Matteo Salvini e i ministri della Lega non siedono tra i banchi del Parlamento, ma tra quelli dei ministri, all’inizio completamente occupati da Luigi Di Maio e dai 5 stelle che sono costretti a fare posto agli ex alleati. Una decisione arrivata assolutamente a sorpresa e presa dal leader del Carroccio probabilmente per guadagnagare uno spazio nell’inquadratura di Conte. Come dire: nel giorno in cui tutti gli occhi sono puntati sul premier, l’uomo che vuole prenderne il posto non intende regalargli neanche un secondo di visibilità. Una scelta che probabilmente non ha premiato Salvini, costretto a offrire il volto agli schiaffi verbali del presidente del consiglio. Il leader della Lega tenta di reagire come può: come quando replica a Conte sottovoce (“Su questo sbagli amico mio”). O ancora quando il presidente del consiglio lo accusa di usare i simboli religiosi nel dibattito politico, e lui – dopo averci pensato su un paio di secondi – tira fuori il rosario dalla tasca della giacca, cerca con gli occhi l’obiettivo di una telecamera e poi lo bacia platealmente sotto gli occhi del premier. A un paio di metri c’è Di Maio, quasi sempre impassibile e fermo.

Il discorso di Conte: “Salvini ha compromesso interessi nazionali in cambio dei suoi” – Sono passati dieci minuti dalle 15 quando va in scena la crisi di governo più surreale della storia repubblicana italiana: il presidente del consiglio replica al leader della Lega, che gli ha levato la fiducia. Gli ricorda attacchi, errori e pericoli ai quali espone il Paese. E lo fa mentre lo “sfiduciante” siede alla sua destra, alla destra dello “sfiduciato“, al posto riservato al vicepremier, che non ha ancora mai smesso i panni di ministro dell’Interno. “I comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal ministro dell’interno rivelano scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale. Mi assumo la responsabilità di quello che dico”. E poi: “Caro ministro dell’Interno, promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese. Ti ho sentito chiedere “pieni poteri” e invocare le piazze a tuo sostegno, questa tua concezione mi preoccupa“. E ancora: “Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità. Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze ma nel Parlamento”.

La mano sulla spalla, gli attacchi dei leghisti – A ogni attacco, a ogni passaggio del premier che tirava in ballo Salvini, i banchi della Lega si attivavano per protestare, applaudire in modo ironico, urlare “buuuh!”. Salvini, occhi bassi sui fogli sul tavolo, faceva cenno ai suoi di fermarsi, di fare parlare il premier: poi però non li ha più bloccati, è rimasto fermo, quasi nervoso, ad ascoltare le parole dell’uomo al suo fianco mentre i suoi senatori protestavano. “Se avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale”, ha detto a un certo punto il presidente del consiglio, mentre il suo vice ha sollevato gli occhi al cielo, tirando idealmente una linea nel vuoto con le dita della mano. Come dire: sul cenno al Russiagate non ci sarebbero state più possibilità di riavvicinamento. L’apice dello scontro, diventato via via sempre più psicologico, quasi fisico, è arrivato forse quando a un certo punto il premier ha poggiato la mano destra sulla spalla sinistra del suo ormai ex vicepremier. Una gesto durato una frazione di secondo, prima dell’ultima frecciata diretta di Conte a Salvini: “Caro Matteo, permettimi un’ultima osservazione, ammetto che non te l’ho mai riferita. Chi ha responsabilità di governo dovrebbe evitare di accostare durante i comizi gli slogan politici ai simboli religiosi. Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello stato moderno”.

La controreplica di Salvini – La controreplica dell’ormai ex titolare del Viminale è arrivata quando da poco erano passate le 16. Mentre tutti i 5 stelle salutavano calorosamente Conte, con Giancarlo Giorgetti unico leghista a stringere la mano al premier, Salvini è stato costretto dall’indicazione della presidente del Senato, Elisabetta Casellati, a smettere i panni del ministro e indossare per la prima volta quelli del leader dell’opposizione. Ha lasciato i banchi del governo e si è andato a sedere tra i suoi parlamentari per dire che avrebbe rifatto “tutto quello che ho fatto”. Al premier dedica i primi cinque dei venti minuti totali del suo intervento: “È una novità di oggi, mi dispiace che il presidente del Consiglio mi abbia dovuto mal sopportare per un anno. Bastava Saviano per raccogliere tutti questi insulti, un Travaglio, un Renzi, non il presidente del Consiglio”. Quindi ha recitato la specialità della casa. Ha recitato gli aggettivi pronunciati da Conte che si era appuntato (“Pericoloso, autoritario, preoccupante, inefficace, incosciente”), ha rispolverato l’accusa al Parlamento di non voler lavorare ad agosto (“La critica più surreale è che non si fanno le crisi d’agosto. I parlamentari lavorano d’agosto come tutti gli altri italiani”), ha replicato alle accuse sull’uso del Rosario (“Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone”). E se il premier aveva citato Federico II di Svevia, il leader della Lega ha optato per Cicerone: “La libertà consiste nel non avere nessun padrone e io non voglio l’Italia schiava di nessuno”. Più volte Salvini ha chiesto di tornare al più presto al voto. Poi alla fine ha ripetuto la sua offerta ai 5 stelle: “La via maestra sono le elezioni, così gli italiani giudicheranno. Ma se volete tagliare i parlamentari e andiamo a votare? Ci siamo”.

CRONACA ORA PER ORA

Ore 23 – Buffagni (M5s): “Il M5s non ha paura né delle elezioni né di continuare a governare”
“Noi non abbiamo paura né delle elezioni né di continuare a governare. Vorrei però che si tornasse a parlare di contenuti”. Così Stefano Buffagni (M5S), in diretta al Tg1.

Ore 22.20 – Casellati legge in Aula la lettera di dimissioni di Conte
Il presidente del Senato Elisabetta Casellati ha letto in Aula la lettera con cui Giuseppe Conte ha presentato le sue dimissioni da premier al Quirinale, informandone la presidenza di Palazzo Madama. Casellati ha aggiunto che “il Senato è convocato a domicilio”.

Ore 21.50 – Zingaretti (Pd): “Giusto verificare se ci sono altre ipotesi di ampia maggioranza”
“Nella nostra democrazia è giusto andare a verificare se ci sono altre ipotesi di ampia maggioranza, ma in netta discontinuità con quanto visto in questi mesi”. Così al Tg1 il segretario Pd Nicola Zingaretti. “Serve un cambiamento a cominciare dal meoto, serve una condivisa idea di sviluppo per mettere al centro al crescita. Altrimenti si va al voto, non vogliamo papocchi o accordicchi”, ha aggiunto.

Ore 21.45 – Giorgetti (Lega): “Non era possibile andare avanti. Io l’avevo detto qualche mese prima”
“Con questi litigi continui, non era possibile andare avanti. Per la verità io l’avevo detto qualche mese prima…”. Giancarlo Giorgetti, a SkyTg24, ricorda il suo scetticismo sulla prosecuzione dell’esperienza di governo tra Lega e M5S. Quanto ai tempi dell’apertura della crisi scelti da Matteo Salvini, Giorgetti dice: “Noi siamo un partito, scegliamo il capo e il capo decide. Poi può decidere bene o male, ma decide il capo”.

Ore 21.40 – Conte ha visto i presidente delle Camere Roberto Fico e Maria Elisabetta Alberti Casellati

Ore 21.20 – Il calendario delle consultazioni: M5s al Colle giovedì alle 17 –
L’ufficio Stampa della Presidenza della Repubblica comunica il calendario delle consultazioni: Nel pomeriggio di mercoledì Mattarella incontrerà -tra le 16 e le 19 – i presidenti di Camera e Senato, il gruppo parlamentare Per le Autonomie del Senato, e i Misti di Camera e Senato, e quello di LeU di Montecitorio. Giovedì – tra le 10 e le 17 – Fratelli d’Italia, il Pd, Forza Italia, la Lega e infine il Movimento 5 stelle.

Ore 21.10 – Conte lascia Quirinale dopo pochi minuti –
Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, ha lasciato il Quirinale dopo pochi minuti. Il premier dimissionario ha rassegnato le proprie dimissioni nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella. In piazza numerosi giornalisti e una decina di curiosi.

Ore 21.05 – Quirinale: “Conte si è dimesso, consultazioni al via da mercoledì alle ore 16”
Comunicato stampa del Quirinale: “Il Presidente della Repubblica, Sergio Mattarella, ha ricevuto questa sera al Palazzo del Quirinale il Presidente del Consiglio dei Ministri Prof. Avv. Giuseppe Conte, il quale ha rassegnato le dimissioni del Governo da lui presieduto. Il Presidente della Repubblica ha preso atto delle dimissioni e ha invitato il Governo a curare il disbrigo degli affari correnti. Le consultazioni avranno inizio domani, mercoledì 21 agosto, alle ore 16.00. Il calendario delle consultazioni sarà reso noto attraverso l’Ufficio Stampa”.

Ore 20.55 – Salvini: “Finché posso rimango al Viminale” –
“Faccio quello che dice il presidente della Repubblica. Finché posso rimango a lavorare” al Viminale. Lo ha detto Matteo Salvini in Senato ai cronisti che gli domandavano se intende dimettersi da ministro dell’Interno o meno.

Ore 20.50 – Salvini: “A Mattarella chiederò di tornare al voto” –
“Chiedo il voto al presidente Mattarella” l’ha detto il vicepremier Matteo Salvini dopo l’aula del Senato. “La via maestra sono le elezioni. Alle Consultazioni al Quirinale la Lega si presenterà da sola”, ha ribadito.

Ore 20.45 – Salvini: “Italia non merita un governo contro” –
“Oggi in Aula ho capito che c’è un avversione a Matteo Salvini. L’Italia non merita un governo, ammucchiata, ‘contrò Salvini, ma un governo del per. Io non lo temo, anzi”. Così Matteo Salvini, parlando al Senato, al termine della seduta.

Ore 20.42 – Conte al Quirinale per dimissioni –
Il presidente del consiglio, Giuseppe Conte, è appena arrivato al Quirinale per rassegnare le proprie dimissioni nelle mani del capo dello Stato, Sergio Mattarella. Il premier è salito al Colle dopo la lunga giornata in Senato senza rilasciare dichiarazioni.

Ore 20.40 – Salvini: “Da Conte solo insulti” –
“In Aula del Senato oggi non abbiamo ascoltato idee. Dopo un anno di governo insieme, dunque, solo insulti dal presidente del consiglio. Che delusione, se mal sopportava la Lega e me e preferiva il Pd poteva dirlo subito”. Lo scrive su twitter il vicepremier Matteo Salvini.

Ore 20.35 – Conte lascia Senato diretto al Quirinale, folla lo acclama –
Il presidente del Consiglio Giuseppe Conte lascia Palazzo Madama per recarsi al Quirinale e viene salutato da una cinquantina di persone con uno striscione che lo acclamano urlando “Conte, Conte” e “Presidente, Presidente”.
Ore 20.27 – Conte: “Crisi porta firma di Salvini, è evidente” –
“E’ evidente che la responsabilità della crisi porta visibile la sua firma”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nelle replica al Senato, parlando di Matteo Salvini.

Ore 20.26 – Conte: “Dal 3 giugno Salvini non ha compreso senso di leale collaborazione” –
“Il 3 giugno ho convocato una conferenza stampa per declinare con esempi concreti il concetto di leale collaborazione” ma “dopo il 3 giugno Salvini ha stentato a cogliere il significato della leale collaborazione”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato.

Ore 20.25 – Conte: “Salvini senza coraggio, io vado da Mattarella” –
“Nessun problema, se ti manca il coraggio sul piano politico” di assumersi la responsabilità della crisi “non c’è problema, me l’assumo io. Questa è la conclusione, unica, obbligata, trasparente. Vi ringrazio tanto, io vado dal presidente della Repubblica”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte concludendo la sua replica al Senato. “Prendo atto che al leader della Lega Matteo Salvini – ha aggiunto – manca il coraggio di assumersi la responsabilità dei suoi comportamenti”.

Ore 20.22 – Conte: “Fatico a capire tatticismi” –
“Dobbiamo essere d’accordo su un punto: non possiamo affidarci a espedienti, tatticismi, giravolte verbali che io faccio fatica a comprendere. Scusatemi ma sono molto lineare, apprezzo la linearità di azione”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte nelle repliche in aula.

Ore 20.20 – Conte: “Lega ritira sfiducia? Se manca il coraggio me lo assumo io” –
“Non possiamo, se amiamo le istituzioni e i cittadini, affidarci a espedienti, tatticismi, giravolte verbali che faccio fatica a comprendere. Io apprezzo la coerenza logica e la linearità d’azione. Se c’è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me ne assumo io la responsabilità io davanti al Paese”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nella replica al dibattito in Aula al Senato soffermandosi sul ritiro della mozione di sfiducio da parte della Lega.

Ore 20.16 – Salvini ascolta Conte dai banchi della Lega –
Il vicepremier Matteo Salvini sta ascoltando la replica del premier Giuseppe Conte in aula al Senato dai banchi della Lega.

Ore 20.15 – Conte: “Nessun ravvedimento, nessuna questione personale con Salvini” –
“Non c’è stato nessun ravvedimento tardivo, se sono stato frainteso vorrei chiarire. Non ne faccio una questione personale tra me e gli amici della Lega e tra me e Salvini, con cui mi fermerei a fare una chiacchierata per dirgli il mio dissenso su tante questioni. Io ho parlato di cultura delle regole e di sensibilità istituzionale”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte, nelle repliche al Senato, parlando del suo intervento di oggi in aula su Salvini.

Ore 20.10 – La controreplica di Conte: “Su migranti non rinnego nulla” –
“Tra le varie questioni sollevate c’è stata anche quella dell’immigrazione. Io non sto qui a giustificarmi nè a rinnegare quanto abbiamo fatto”. Lo ha detto Giuseppe Conte nella replica al Senato. “C’è stata una politica di maggiore rigore sul presupposto che una indiscriminata accoglienza equivale ad una non accoglienza”.

Ore 20.05 – Patuanelli (M5s): “Lega ritira mozione di sfiducia? Tardi” –
La mozione di sfiducia della Lega al premier Conte “oggi è stata ritirata, ma direi che è un pò tardi. E’ evidente chi ha aperto questa crisi”. Così Stefano Patuanelli, capogruppo M5S al Senato, durante il suo intervento in Aula.

Ore 20.02 – Patuanelli (M5s): “Salvini non ha spiegato perché ha voluto crisi” –
“Salvini ha parlato per 25 minuti… ma non ha detto l’unica cosa che aspettavamo di sentire per capire: perché ha voluto la crisi di questo governo”. Lo ha detto in Aula il capogruppo M5S al Senato, Stefano Patuanelli.

Ore 20.01 – Patuanelli (M5s): “Noi quelli del No? Voi quelli del boh” –
“Dalle europee in poi avete detto in loop che siamo quelli del no. Per me voi siete quelli del boh. Noi non abbiamo paura di rivolgerci al popolo con nuove elezioni, noi non abbiamo paura di niente”. Così il capogruppo M5S al Senato Stefano Patuanelli, intervenendo in Aula.

Ore 20 – Salvini esce dall’Aula –
L’ex premier Matteo Renzi è rientrato in Aula al Senato per assistere alla replica del premier Giuseppe Conte. Il vicepremier Matteo Salvini, rientrato dopo qualche ora di assenza è uscito nuovamente.

Ore 20.01 – Salvini vede i suoi prima di controreplica di Conte –
Riunione in corso tra Matteo Salvini, Giancarlo Giorgetti, Massimiliano Romeo, Roberto Calderoli e lo staff di comunicazione comunicazione della Lega in una sala attigua all’aula del Senato. Il vicepremier si è sincerato con il capogruppo del Carroccio di avere tempo a disposizione per non perdere la replica di Conte.

Ore 19.55 – Fonti M5s: “Ritiro mozione di sfiducia? Per addossare colpa a Conte” –
La porta del Movimento 5 Stelle alla Lega è chiusa definitivamente. Il ritiro della mozione di sfiducia al premier Giuseppe Conte, secondo quanto apprende LaPresse da fonti qualificate M5S, non rappresenta alcuna mano tesa bensì un modo per addossare tutta la colpa della fine del governo giallo-verde a Conte, quando la crisi è stata invece aperta dal vicepremier Matteo Salvini. Il movimento, guidato da Luigi Di Maio, pertanto salirà al Quirinale, viene riferito, con una apertura sia a un governo tecnico, per fare la legge di bilancio e poi andare al voto, sia a un governo politico con solide basi.

Ore 19.51 – Fonti Lega: “Controsenso sfiducia con apertura su riforme” –
Era un controsenso mantenere la mozione di sfiducia a Conte avendo aperto alla possibilità di continuare il percorso delle riforme, avendo peraltro il premier già annunciato le sue dimissioni rendendo la mozione stessa superflua. E’ quanto spiegano fonti della Lega motivando il ritiro della mozione di sfiducia.

Ore 19.30 – Lega ritira mozione di sfiducia al Senato
La Lega ha ritirato la mozione di sfiducia al Senato presentata a suo tempo nei confronti del governo Conte. Lo apprende l’Ansa da qualificate fonti di maggioranza.

Ore 19.05 – Renzi (Pd): “Giglio magico fuori dal nuovo governo” –
Quando si parla di ‘renzianì in genere si intende quello che voi chiamate Giglio Magico, cioè io, Luca Lotti e Maria Elena Boschi. Io non parlo per Luca e Maria Elena ma se dovessi dare un suggerimento direi che sarebbe naturale che noi tutti restassimo fuori” da un eventuale nuovo governo. Lo ha detto Matteo Renzi parlando con i cronisti in Senato.
“Il Governo se nasce – ha aggiunto – è a servizio pubblico del Paese, non per risolvere i problemi dei partiti”.

Ore 19 – Renzi (Pd): “Conte bis? Non apro bocca” –
Se nasce un nuovo governo, come auspica, sul nome del premier Matteo Renzi non intendere “aprire bocca”. Lo ha detto lo stesso senatore del Pd parlando con i giornalisti al senato.
“Ormai io non sono centrale – ha detto Renzi – ho portato la palla sin qui”. Interpellato dai cronisti sul discorso di Conte, l’ex premier ha spiegato quanto detto in Ala: “Conte ha lasciato con stile, gli va riconosciuto. Certo noi gli abbiamo fatto notare che si poteva accorgere anche prima di tutte le cose di cui ha accusato Salvini. Poi io il mio giudizio sul suo governo l’ho già dato, ha fallito, ed è il governo Conte”. Conte, hanno osservato i cronisti, si è candidato per un bis: “l’incarico lo dà Mattarella su indicazione dei partiti, io non apro bocca”.

Ore 18.25 – Boccia (Pd): “Renzi si scusi per aver accusato dem di connivenza” –
“Renzi dovrebbe semplicemente scusarsi. È molto grave che usi la parola connivenza riferendosi al Pd e alla comunità di cui farebbe parte e che tanto gli ha dato in questi anni. Un insulto a tante donne e tanti uomini che non lo meritano”. Così su Twitter Francesco Boccia, deputato Pd e responsabile economia e società digitale del Partito Democratico.

Ore 18.10 -Giorgetti a Renzi: “In bocca al lupo con Di Maio” –
In un corridoio laterale del Senato, in pieno dibattito dopo il discorso di Conte, Matteo Renzi incrocia Giancarlo Giorgetti appena fuori dall’aula.
Il senatore del Pd, nel suo intervento, aveva appena riconosciuto “l’onore delle armi” al sottosegretario alla Presidenza. Cordialità e strette di mano tra i due: “In bocca al lupo!”, dice Renzi a Giorgetti. Il leghista replica: “In bocca al lupo a te! Con Di Maio…”. E Renzi: “Io al governo con Di Maio non vado”.

Ore 18.07 – Domani capigruppo Camera alle 10 e 30 –
Domani alle ore 10.30 è convocata la capigruppo della Camera. All’ordine del giorno, comunicazioni del presidente Fico.

Ore 18.05 – Fonti M5s: “Salvini ha deciso, ora tiene a sua poltrona” –
Salvini la sua scelta l’ha già fatta. Chiedendo di tornare al voto non vuole più governare con il M5S. Chiedendo di sfiduciare Conte non vuole più questo governo. Quindi si dimetta e basta o ha paura di perdere la poltrona?”. Lo sottolineano fonti del M5S replicano alle parole di Matteo Salvini che ha proposto di completare le riforme prima di tornare al voto.

Ore 18 – Zanda: “Non ci sarà riedizione” –
“Il Presidente della Repubblica e le forze politiche vedranno come risolvere la crisi, o con le elezioni o con un nuovo governo. Dopo il suo intervento sappiamo che non ci sarà una riedizione del suo governo con la stessa maggioranza, la stessa formazione e lo stesso contratto incostituzionale che lo ha sorretto”. Lo ha detto il senatore del Pd, Luigi Zanda, intervenendo al Senato.
“La nostra Costituzione prevede le elezioni ogni cinque anni, quelle che interrompono la legislatura sono decise solo dal Presidente della Repubblica – ha aggiunto – I senatori vogliono che la costituzione sia rispettata e che sia il presidente della Repubblica a decidere se la legislatura va interrotta oppure no”. Zanda ha poi detto che “le dimissioni di Conte sono una buona notizia” anche perché “fare un governo sulla base di un contratto è uno sfregio alla Costituzione e alla prassi costituzionale”.

Ore 17.50 – Giorgetti: “Toni duri da Conte? Tutto come previsto” –
“E’ andato tutto come previsto”. Così Giancarlo Giorgetti, risponde ai cronisti che gli chiedono se sarebbe aspettato toni così duri dal premier nei confronti di Matteo Salvini. Quanto al futuro, il sottosegretario leghista prosegue: “La domanda non è se il Pd e i Cinque Stelle possono durare ma se possono mettersi assieme”.

Ore 17.42 – Morra (M5s): “Salvini in Calabria col rosario, può sembrare messaggio a ‘ndrangheta” –
Matteo Salvini dopo che l’8 di agosto ha fatto sapere urbi et orbi che bisognava interrompere l’esperienza di governo ha avviato un tour, non un pellegrinaggio, incontrando cittadini, venendo contestato, ma soprattutto ostentando il rosario. Ora in terra di Calabria ostentare il rosario, votarsi alla Madonna, dove c’è il santuario cui la ‘ndrangheta ha deciso di consegnarsi significa mandare messaggi che uomini di Stato, soprattutto ministri degli Interni devono ben guardarsi dal mandare”. Lo ha affermato Nicola Morra (M5S) in aula al Senato, nel dibattito sulle comunicazioni del premier Giuseppe Conte.

Ore 17.45 – Morra (M5s): “Salvini non ha idea di contrasto mafie” –
Matteo Salvini “ha avuto paura di venire in commissione” antimafia “perché non ha idea di cosa sia un’azione di contrasto alle mafie”. Lo ha detto il presidente della commissione antimafia, Nicola Morra (M5S), in aula al Senato. “Il 7 di agosto – ha poi raccontato Morra – avendo la possibilità di parlare con il ministro degli Interni, gli ho chiesto quando avrebbe avuto intenzione di farsi vedere in Aula. Salvini mi ha toccato con il palmo delle mani e mi ha detto: ‘Non ti preoccupare, verrò il più presto possibilè”. Visto che poi ha aperto la crisi “mi sono sentito preso per il naso. Un ministro della Repubblica non può prendere per i fondelli l’Aula del Parlamento”.

Ore 17.40 – Salvini: “Se domani governo Pd-M5s c’era già disegno prima” –
“Ho detto che son disposto a tagliare i parlamentari e poi si procede al voto nella maniera più veloce possibile, se è fra un mese è fra un mese, se è fra quattro mesi è fra quattro mesi… Certo, se loro staccano la spina e da domani iniziano a dialogare col Pd, vuol dire che c’era già un disegno preordinato”. Così Matteo Salvini, parlando con i cronisti al Senato.

Ore 17.35 – Salvini: “Non ho staccato io la spina al governo” –
“Ho staccato io la spina al governo? La spina si stacca in Parlamento, se il presidente Conte si autostacca la spina, si autolicenzia é una scelta sua, se da domani qualcuno è al tavolo con Renzi….vuol dire che c’era un disegno preordinato”. Così Matteo Salvini ai cronisti al Senato. “La Lega lo lascia il margine. Loro da settimane dicono ‘se c’è la sfiducia non si tagliano i parlamentarì, io sono disposto a tagliarli e poi si proceda al voto nella maniera più veloce possibile, tra 1 mese o tra 4. Certo se loro staccano la spina e iniziano a dialogare col Pd…”.

Ore 17.32 – Meloni (Fdi): “Conte ha solo obiettivo difendere poltrone dei 5 stelle”
“Giuseppe Conte utilizza parole auliche per nascondere l’obiettivo reale: difendere le poltrone del Movimento 5 Stelle. Non si può invocare il rispetto della Costituzione e poi tramare per un osceno governo Cinquestelle-Pd che ha come unico obiettivo quello di impedire agli italiani di esercitare la loro sovranità, prevista dall’articolo 1 della Costituzione. Andremo dal Presidente Mattarella a ribadire che Fratelli d’Italia non c’è per nessun inciucio: chiediamo elezioni subito, perché dalle elezioni può nascere un governo forte e coeso, capace di difendere gli interessi italiani”. E’ quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia, Giorgia Meloni.

Ore 17.30 – Grasso: “No accordicchi, serve governo che guardi interesse generale” –
“E’ davvero patetico sentire di telefoni accesi come se fosse un amore estivo, oggi ho sentito Salvini ripetere il ritornello di Pappalardo ‘Ricominciamo, ricominciamò pur di non lasciare il Viminale. Patetico”. Così il senatore Pietro Grasso di Leu parlando in aula al Senato. “In questi mesi l’azione del governo ha avuto un solo grande dominus e sulla base del compromesso continuo avete permesso troppi strappi alle istituzioni, alla Costituzione, al tessuto democratico e civile del Paese”, ha detto Grasso ringraziando Conte di aver “mantenuto ferma la volontà di riferire in Senato”. “C’è bisogno di riscrivere l’agenda del Paese affrontando i veri problemi non cavalcando le emergenze- aggiunge – noi abbiamo avversato un governo gialloverde ma mai l’abbiamo considerata una truffa ai cittadini. E dunque è legittimo che da oggi questo stesso parlamento esplori altre possibilità alternative. L’Italia non ha bisogno di un accordicchio, di un esecutivo dal corto respiro. Se questo governo desse vita a un governo pronto a ribaltare l’agenda e guardare all’interesse di tutti allora avremmo il dovere di provarci. Solo in quel caso darei al governo il mio voto di fiducia”.

Ore 17.20 – Grasso (LeU): “Salvini ha pieni poteri al Papeete non in Parlamento” –
Matteo Salvini “incredibilmente non dimissionario, perché il potere è più forte della dignità” ha fatto ricorso al ritornello del cantante Pappalardo Ricominciamo…” perchè si è resto conto che i pieni poteri li ha al Papeete e non in Parlamento e così l’uomo forte si è asserragliato nel fortino. Patetico”. Lo ha detto Pietro Grasso (Leu) in aula a palazzo Madama, sottolineando che c’è bisogno di ripartire dall’economia, dal lavoro, dall’emergenza climatica, e di sicurezza in termini di giustizia e certezza della pena, di contrasto all’evasione fiscale. “C’è bisogno di riscrivere l’agenda del Paese”, ha sottolineato, aggiungendo che l’Italia “non ha bisogno di un accordicchio” e se “il Parlamento ribalta agenda attuale, avremmo il dovere storico di provarci. A quel governo darei personale e convinto voto di fiducia”.

Ore 17.15 – Bernini (Forza Italia): “No Conte bis, dimissioni subito”-
“L’unico antidoto al precipitare dalla crisi è la stabilità politica, che viene solo da nuove elezioni”. Lo ha detto la capogruppo di FI, Anna Maria Bernini, nel dibattito al Senato dopo le comunicazioni del premier Giuseppe Conte. Nel suo intervento, ha aggiunto l’azzurra rivolgendosi a Conte, “lei si stava rivolgendo a una parte dell’emiciclo, lei pensa a un Conte bis di sinistra-sinistra, un conte bis che lei sta cercando in questa Aula, nonostante il volere degli italiani. Lei vuol passare dal partner verde e quello rosso. Lei vuol rimanere lì dov’è, e ammanta tutto questo con l’interesse del Paese”.

Ore 17.11 – De Petris (LeU): “Ora si apre fase nuova” –
“Salvini ha tirato fuori il suo solito repertorio che dimostra ancora una volta che può rappresentare un pericolo per il nostro paese. Il suo è stato un intervento in cui ha voluto forse evocare il padrone assoluto che è se stesso. Tuttavia c’è la possibilità di poter aprire una pagina nuova e diversa per il nostro Paese ma bisognerebbe ripartire dalla ricostruzione di quei valori fondanti che sono nella nostra Costituzione e che possono essere il primo cemento, ancora prima del programma per poter provare a costruire un’ipotesi di uscita da questa crisi”. L’ha detto la capogruppo del Misto Loredana De Petris a margine del dibattito in corso nell’aula del Senato commentando l’intervento di Matteo Salvini in Aula.

Ore 17.12 – Marcucci (Pd): “Correggeremo alcuni errori del governo” –
“Alcuni errori gravi in questi anni di governo ci sono stati, sicuramente li vogliamo correggere”. Così il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci rispondendo ai giornalisti sulle condizioni di un accordo con M5S, “condizioni programmatiche, nell’interesse del Paese”, le ha definite il renziano Marcucci.

Ore 17.10 – Marcucci (Pd): “Nel discorso di Conte rispetto istituzionale” –
“Nel discorso di Conte ho visto rispetto istituzionale e mi ha fatto piacere”. Così il capogruppo Pd al Senato Andrea Marcucci. “Un’autoassoluzione dice Zingaretti? Sarebbe grave un’autoassoluzione perché hanno governato male”, ha risposto il renziano Marcucci.

Ore 17 – Renzi a M5s: “Forse al governo insieme ma io non in esecutivo” –
“Colleghi di M5s, non so se voteremo lo stesso governo, io non ne farò parte”. Lo ha detto Matteo Renzi in Aula al Senato. “Sono qui a dire che prima delle legittime ripicche ci sono gli interessi del Paese. So che è in arrivo una recessione, che tra Usa e Cina c’è un problema di Dazi, che se l’Italia non si siede al tavolo europeo saranno problemi. Di fronte a questo prima vengono le istituzioni. Per questo daremo il nostro contributo perché a pagare la vostra sciagurata fine non siano le famiglie”

Ore 16.51 – Marcucci (Pd): “Si a confronto con i 5 stelle” –
“Sì a un confronto con i Cinquestelle, poi vedremo se ci saranno le condizioni per dare vita a un governo”. Così il capogruppo Pd Andrea Marcucci uscendo dall’Aula del Senato.

Ore 16.45 – Sit-in M5s: “Accompagneremo Conte al Quirinale” –
“Accompagneremo Conte fino al Quirinale”. Gli attivisti del Movimento 5 Stelle, riuniti da ore all’esterno del Senato, continuano a manifestare chiedendo che il premier dimissionario venga riconfermato dal presidente della Repubblica, Sergio Mattarella. Senza sosta i cori contro il vicepremier e leader della Lega, Matteo Salvini. “È un criminale parassita della traditori – dicono gli attivisti -. Avevamo i migliori ministri del mondo, Toninelli, Bonafede, la Lezzi”.

Ore 16.42 – Zingaretti: “Conte riconosca suoi errori e si apre nuova fase” –
Le parole di Conte sono “da apprezzare” ma c’è il “rischio di una autoassoluzione”. Per questo “qualsiasi nuova fase politica non può non partire dal riconoscimento di questi limiti strutturali di quanto avvenuto in questi mesi”. Lo dichiara in una nota il Segretario del Pd Nicola Zingaretti.

Ore 16.41 – Renzi a Salvini: “Col governo del 17% hai fallito” –
“Lei ha fatto un governo col 17% e non col 51% e questo governo ha fallito anche per sua responsabilità”. L’ha detto il senatore del Pd ed ex premier Matteo Renzi nel suo intervento in Aula, al Senato, rivolgendosi a Matteo Salvini che ha parlato prima di lui. E ha aggiunto: “La sfido dove vuole, signor ministro Salvini ma non giochi sulla pelle degli italiani, in gioco ci sono le famiglie italiane”.

Ore 16.40 – Renzi: “Comunque vada Salvini chiarisca su Russia”-
“Comunque finisca la crisi, “faccia chiarezza sulla Russia, quereli Savoini perché non può esistere democrazia occidentale nella quale c’è il sospetto della più grande tangente mai chiesta da chi lavorava con lei”. Lo ha detto Matteo Renzi, in Senato, rivolgendosi a Matteo Salvini.

Ore 16.39 – Renzi: “Serve governo per evitare aumento dell’Iva”-
“No si è mai votato in autunno, c’è da evitare l’aumento dell’Iva e serve un governo non perchè noi ci vogliamo tornare ma perchè l’aumento dell’Iva porta crisi dei consumi non è un colpo di Stato cambiare il governo ma un colpo di sole aprire la crisi ora ora, questo è il Parlamento non il Papeete”. Lo afferma il senatore del Pd Matteo Renzi in aula al Senato.

Ore 16.35 – Renzi: “Governo populista ha fallito” –
“Sarebbe facile assistere allo spettacolo sorridendo ma la situazione impone un surplus di responsabilità. Lei oggi presidente del consiglio si dimette ed il governo che lei ha definito populista ha fallito e tutta l’Ue ci dice che l’esperimento populista funziona in campagna elettorale ma meno bene quando si tratta di governare”. Lo afferma il senatore del Pd Matteo Renzi in aula al Senato.

Ore 16.32 – Salvini al Pd: “Voi citate Saviano io Papa Giovanni Paolo II” –
“Voi citate Saviano e io cito Giovanni Paolo II… “. Lo ha detto Matteo Salvini parlando al Senato rivolto ai banchi del Pd.

Ore 16.30 – Salvini: “Andiamo al voto, ma se volete prima taglio dei parlamentari” –
“La via maestra sono le elezioni, così gli italiani giudicheranno. Ma se volete tagliare i parlamentari e andiamo a votare? Ci siamo”. Così Matteo Salvini, vicepremier e ministro dell’Interno, parlando in aula al Senato dopo le comunicazioni di Giuseppe Conte.

Ore 16.29 – Salvini a M5s: “Buon lavoro col partito di Bibbiano” –
I ministri della Lega sono “gente libera che risponde solo e soltanto alla popolo italiano, non alla Merkel o a Macron” gente che ha “una idea di famiglia e di figli, che hanno una mamma e un papà, e buon lavoro con il partito di Bibbiano”. Lo ha detto Matteo Salvini in Senato.

Ore 16.28 – Salvini: “Finché campo chiederò protezione di Maria” –
“Gli italiani non votano in base a un rosario, ma con la testa e con il cuore. La protezione del cuore immacolato di Maria per l’Italia la chiedo finchè campo, non me ne vergogno, anzi sono ultimo e umile testimone”. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato.

Ore 16.25 – Salvini: “Siamo unici presunti fascisti che vogliono il voto” –
“Siamo gli unici presunti fascisti che vogliono il voto, pensa che dittatura vorremmo avere? Quella del voto… “. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato. (

Ore 16.23 – Salvini a Conte: “Lei fa torto a cattolici se pensa che votino per il rosario” –
“Lai fa un torto agli italiani e ai cattolici italiani quando pensa che votino in base al rosario…Non me ne vergogno ma ne sono l’ultimo e umile testimone”. Lo ha detto Matteo Salvini al Senato.

Ore 16.20 – Sit in sostenitori M5s: “Conte bis, Conte bis” –
“Conte bis, Conte bis”. È il coro che si alza dal sit in del Movimento 5 Stelle all’esterno di Palazzo Madama, a pochi minuti dall’annuncio di dimissioni del premier. “Salvini buffone, assassino del popolo”, le accuse rivolte a vicepremier e leader della Lega.

Ore 16.17 – Salvini parla venti minuti –
Matteo Salvini “sfora” i dieci minuti che la presidente del Senato Elisabetta Alberti Casellati aveva annunciato avere a disposizione per intervenire nell’Aula del Senato. Il Pd protesta, ma la presidente chiarisce: “Il ministro Salvini ha chiesto di parlare per venti dei quaranta minuti previsti per la Lega dalla conferenza dei capigruppo. I tempi sono stati distribuiti così e dunque mi attengo alla distribuzione”. E restituisce la parola a Salvini.

Ore 16.15 – Moavero cede strapuntino a ministra Stefani –
Galanteria del ministro degli Esteri Enzo Moavero Milanesi nell’Aula del Senato. Al termine della comunicazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha lasciato il proprio strapuntino al banco dei ministri alla collega della Lega Erika Stefani, che era in piedi.

Ore 16.12 – Salvini: “Si vota anche a settembre”
“Si vota anche a settembre, non veniteci a parlare di aumento Iva, di spread, di esercizio provvisorio, di recessione… “. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato.

Ore 16.10 – Salvini: “Mai preso un caffè con Merkel”
“Non mi è mai capitato di parlare con Merkel sui propri interessi di partito per chiedere consigli su come vincere le elezioni…Non ho mai preso un caffè lamentandomi che Salvini ha chiuso i porti “. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato.

Ore 16.08 – Salvini: “Per insulti di Conte bastava Saviano”
“E’ una novità di oggi, mi dispiace che il presidente del Consiglio mi abbia dovuto mal sopportare per un anno”. L’ha detto il vicepremier Matteo Salvini nel suo intervento in Aula, al Senato, replicando al premier Conte ed elencando alcuni aggettivi con cui il presidente del Consiglio l’ha definito: “pericoloso, autoritario, preoccupante, inefficace, incosciente”. E ha concluso: “Bastava Saviano per raccogliere tutti questi insulti, un Travaglio, un Renzi, non il presidente del Consiglio”.

Ore 16.06 – Salvini: “Italia non sia schiava di nessuno”
“La libertà consiste nel non avere nessun padrone e io non voglio l’Italia schiava di nessuno”. Lo ha detto Matteo Salvini in aula a palazzo Madama, citando Cicerone.

Ore 16.05 – Salvini: “Chi ha paura del voto non è uomo libero” –
Sono qua “con la grande forza di essere un uomo libero, quindi vuol dire che non ho paura del giudizio degli italiani, in questa aula ci sono donne e uomini liberi e donne e uomini un pò meno liberi. Chi ha paura del giudizio del popolo italiano non è una donna o un uomo libero”. Lo ha detto il vicepremier Matteo Salvini in Aula al Senato.

Ore 16.04 – Salvini: “Critica surreale è crisi ad agosto”-
“La critica più surreale è che non si fanno le crisi d’agosto. I parlamentari lavorano d’agosto come tutti gli altri italiani”. Lo ha detto Matteo Salvini in aula.

Ore 16.02 – Salvini a Conte: “Mi dispiace che mi hai malsopportato per un anno”-
“Mi dispiace che lei mi ha dovuto mal sopportare per un anno, l’ho scoperto oggì”. Lo ha detto Matteo Salvini parlando al Senato.

Ore 16.01 – Salvini: “Rifarei tutto quello che ho fatto” –
“Grazie e finalmente: rifarei tutto quello che ho fatto”. Lo afferma il vicepremier, Matteo Salvini, intervenendo nell’Aula del Senato. “Non ho paura del giudizio degli italiani”.

Ore 16 – Salvini si sposta tra i parlamentari per replicare al premier –
Dopo un attimo di incertezza, Matteo Salvini -su indicazione della presidente del Senato Elisabetta Casellati- si è spostato dal seggio riservato al vicepremier, accanto a Giuseppe Conte, allo scranno del senatore della Lega, e ha iniziato il suo intervento.

Ore 15.58 – Giorgetti stringe mano a Salvini, unico tra leghisti
Giancarlo Giorgetti è l’unico membro della squadra di Governo a stringere la mano al presidente del Consiglio Giuseppe Conte al termine delle sue dichiarazioni in Senato. In piedi ad applaudire tutti i ministri e segretari M5S. Scambio di battute con la bocca coperta dalle mani tra Conte e Salvini

Ore 15.57 – Conte conclude suo intervento: “Viva l’Italia”-
“Questo incarico mi ha permesso di conoscere l’Italia che ha un immenso capitale economico sociale e culturale dobbiamo solo tutti impegnarci ciascuno nel proprio quotidiano per accrescerne il prestigio. Viva la nostra patria e viva l’Italia”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato concludendo il suo intervento in Aula.

Ore 15.56 – Espressioni diverse tra Di Maio e Salvini durante discorso Conte
Durante il discorso del premier Giuseppe Conte al Senato le mimiche facciali dei due vicepremier, seduti al suo fianco, sono opposte. Espressioni spesso sarcastiche quelle di Luigi Di Maio, a tratti fermo ed impassibile. Salvini invece spesso scuote la testa e inarca le sopracciglia e a volte appare perplesso sulle parole di Conte.

Ore 15.55 – Conte: “Ho fiducia nel futuro dell’Italia” –
Questa esperienza mi lascia una grande verità. Mi ha arricchito enormemente. Mi ha trasmesso grande fiducia per il futuro del Paese”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato terminando le sue comunicazioni.

Ore 15.55 – Conte: “Mattarella guiderà Paese in momento delicato” –
“Ora il presidente della Repubblica guiderà il Paese in questo passaggio delicato. Colgo l’occasione per ringraziarlo per il sostegno che mi ha dato”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.52 – Conte: “Alla fine del dibattito vado al Colle per dimettermi”-
“Alla fine di questo dibattito mi recherò dal Presidente della Repubblica per dimettermi”. Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato.

Ore 15.50 – Conte: “Decisione Lega mi impone di mettere fine a governo”
“La decisione della Lega che ha presentato la mozione di sfiducia e ne ha chiesto l’ìimmediata calendarizzazione oltreché le dichiarazioni e comportamenti, chiari e univoci, mi impongono di interrompere qui questa esperienza di governo”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nelle comunicazioni al Senato.

Ore 15.48 – Conte: “Non bisogna lasciarsi condizionare dai sondaggi”
“Occorre evitare di lasciarsi condizionare dai dai sondaggi, bisogna che le valutazioni sul governo siano fatte alla fine”. Così il premier Giuseppe Conte nel corso delle sue comunicazioni sulla crisi di governo nell’aula del Senato.

Ore 15.47 – Conte a M5s: “Dovevate essere in aula quando ho parlato della Russia” –
“Quando il presidente del consiglio si presenta in aula per rendere una informativa richiesta dal parlamento stesso”, come avvenuto per i presunti fondi russi alla Lega, “il rispetto delle istituzioni vorrebbe che si rimanesse in Aula ad ascoltarlo e non c’è ragione che giustifichi l’allontanamento”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte rivolgendosi agli “amici del Movimento Cinque Stelle”.

Ore 15.46 – Casellati a Lega e M5s: “Ascoltiamo Conte” –
“Vorrei ascoltare il presidente del Consiglio senza tifoserie, grazie”. Questo l’appello rivolto dalla presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati ai senatori della Lega e del M5S mentre sono in corso nell’aula di palazzo Madama le dichiarazioni di Giuseppe Conte.

Ore 15.46 – Conte cita Federico II di Svevia –
“Tu che “ispiri la tua azione alle concezioni sovraniste, permettimi di richiamare il pensiero di un sovrano illuminato, Federico II di Svevia”, per il quale anche il potere del sovrano non si deve levare al di sopra della legge. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato, rivolgendosi a Matteo Salvini. “Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri – ha aggiunto – ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità”.

Ore 15.45 – Conte a Salvini: “Crocifissi nei comizi è incoscienza religiosa” –
“Permettimi un’ultima osservazione, ammetto che non te l’ho mai riferita. Chi ha responsabilità di governo dovrebbe evitare di accostare durante i comizi gli slogan politici ai simboli religiosi”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando in aula al Senato. “Sono episodi di incoscienza religiosa che rischiano di offendere il sentimento dei credenti e oscurare il principio di laicità, tratto fondamentale dello stato moderno”.

Ore 15.44 – Conte: “Azione di governo qui si arresta” –
“La crisi in atto compromette l’azione di questo governo che qui si arresta”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.43 – Conte a Salvini: “La vicenda russa andava chiarita” –
La vicenda russa andava chiarita. Avresti evitato al tuo presidente del Consiglio di presentarsi in aula al tuo posto e avresti evitato di rifiutarti di riferirmi le informazioni in tuo possesso”. Così il premier Giuseppe Conte nel corso delle sue comunicazioni sulla crisi di governo nell’aula del Senato

Ore 15.43 – Conte a Salvini: “Dovevi venire in aula su vicenda Russia”-
“Se avessi accettato di venire qui al Senato per riferire sulla vicenda russa che oggettivamente merita di essere chiarita anche per i riflessi sul piano internazionale…”.Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato. E il vicepremier Salvini commenta con un gesto eloquente, tirando idealmente una riga nel vuoto con due dita.

Ore 15.42 – Conte a Salvini: “Tuo controcanto in Ue ha generato confusione”-
“In coincidenza dei più importanti Consigli europei non sei riuscito a contenere la foga comunicativa creando un controcanto politico che ha generato confusione”. Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato.

Ore 15.41 – Conte: “Nostro ordinamento preclude vie autoritarie” –
“Non abbiamo bisogno di persone e uomini con pieni poteri, ma che abbiano cultura istituzionale e senso di responsabilità”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato. “Le crisi di governo, nel nostro ordinamento, non si affrontano e regolano nelle piazze – ha spiegato – ma nel Parlamento. In secondo luogo, il principio dei pesi e contrappesi è fondamentale perché sia garantito l’equilibrio del nostro sistema e siano precluse vie autoritarie”.

Ore 15.40 – Pd applaude insieme a M5s quando Conte attacca Salvini –
L’applauso dei senatori M5S si è aggiunto a quello dei senatori del Pd e di Leu quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha detto di essere preoccupato dall’appello alle piazze di Matteo Salvini. Il leader della Lega tiene la testa china su un foglio su cui verga copiosi appunti.

Ore 15.38 – Conte: “Non abbiamo bisogno di pieni poteri ma cultura istituzionale” –
“Non abbiamo bisogno di persone di uomini con pieni poteri ma di persone con cultura istituzionale e senso di responsabilità”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando in aula al Senato. “Se tu avessi mostrato sensibilità istituzionale l’intera azione di governo ne avrebbe giovato”, ha aggiunto.

Ore 15.37 – Conte a Salvini: “Crisi di governo si fanno in Parlamento non in piazza”
“Caro ministro dell’Interno, caro Matteo aprendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità davanti al Paese, hai chiesto pieni poteri e ancora di recente ti ho sentito invocare la piazza a tuo sostegno: questa tua concezione mi preoccupa. Nel nostro Paese le crisi di governo non si fanno nelle piazze, ma in Parlamento”. Lo ha detto Giuseppe Conte al Senato.

Ore 15.34 – Conte a Salvini: “Tua decisione ha compromesso anche flat tax”
“Questa decisione tuttavia ha compromesso il lavoro già avviato per la legge di Bilancio che avrebbe messo in atto una ampia riforma fiscale, comprendente la flat tax, ma anche la riforma della giustizia tributaria e la revisione del cuneo fiscale”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando in aula al Senato. ntl/mbb/npf/rib

Ore 15.33 – Conte a Salvini: “Su piazze e poteri tua concezione mi preoccupa”
“Il Paese ha urgente bisogno che siano completate le misure per favorire la crescita economica e gli investimenti. Abbiamo predisposto vari strumenti che con questa incertezza rischia di non essere valorizzati. Caro ministro dell’Interno, promuovendo questa crisi di governo ti sei assunto una grande responsabilità di fronte al Paese. Ti ho sentito chiedere “pieni poteri” e invocare le piazze a tuo sostegno, questa tua concezione mi preoccupa”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.32 – Conte: “Dopo Europee Salvini ha cercato preteste per la crisi”
“La verità è che all’indomani del voto europeo, Salvini ha posto in essere un ‘operazione di distacco e pretesto per lasciare il governo: questa decisione tuttavia ha compromesso lavoro legge di bilancio”. Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato. Mentre Conte pronunciava queste parole, Salvini, al suo fianco, diceva di no con la testa.

Ore 15.30 – Conte: “Grancassa Lega offensiva per attività del governo”
“Amici della Lega, avete tentato di comunicare l’idea del governo dei No e, così, avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo pur di alimentare questa grancassa mediatica. Così, avete offeso non solo il mio impegno personale, e passi, ma anche la costante dedizione dei ministri”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.28 – Conte alla Lega: “Governo dei No? Offendete i vostri ministri” –
“Amici della Lega, avete tentato di accreditare maldestramente l’idea del governo di no. Pur di battere questa grancassa mediatica avete macchiato 14 mesi di intensa attività di governo. Avete offeso non solo il mio impegno personale ma anche la costante dedizione dei vostri ministri e sottosegretari che mi hanno affiancato con passione fino all’ultimo giorno”. Così il presidente del Consiglio Giuseppe Conte parlando in aula al Senato.

Ore 15.25 -Conte: “Da Salvini grave carenza di cultura costituzionale”
“I comportamenti adottati in questi ultimi giorni dal ministro dell’interno rivelano scarsa responsabilità istituzionale e grave carenza di cultura costituzionale. Mi assumo la responsabilità di quello che dico”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato.

Ore 15.24 – Lega contesta Conte quando critica Salvini
I senatori della Lega contestano il presidente del Consiglio Giuseppe Conte quando egli manifesta le sue critiche sull’atteggiamento assunto da Matteo Salvini in questa crisi. Le parole del premier sono sottolineate da un applauso del M5S, che si ripete al rinnovarsi di ogni critica verso il leader della Lega da parte del presidente del Consiglio.
La Lega applaude solo quando Conte dice che bisogna “far votare i cittadini”. L’opposizione non esprime alcun sentimento durante il dibattito. Matteo Renzi viene visto sorridere, poi girarsi con i suoi a commentare coprendosi la bocca con la mano.

Ore 15.23 – Conte: “Interesse di parte compromette interesse dell’Italia”-
“Ogni partito è chiamato ad operare una mediazione tra gli interessi di parte e quelli generali, quando ci si concentra solo su interessi di parte non si tradisce solo la nobiltà della politica ma si compromette l’interesse nazionale”.Lo afferma il premier Conte.

Ore 15.22 – Conte: “Sollecitare voto ogni anno è da irresponsabili”
“Quando si assumono così rilevanti incarichi istituzionali e dando il via del governo del cambiamento si assumo precisi doveri verso i cittadini e verso lo Stato”. Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato. “Far votare i cittadini è l’essenza della democrazia, sollecitarli a votare ogni anno è irresponsabile”.

Ore 15.21 – Conte: “Per nuovo governo difficoltà nel contrasto all’Iva”
“Il nuovo governo avrebbe difficoltà nel contrastare l’aumento dell’iva e sarebbe esposto agli sbalzi dello spread”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.21 – Lega contro Conte quando cita esercizio provvisorio
“Baaah!”. Lo urlano in coro i senatori della Lega quando il presidente del Consiglio Giuseppe Conte dice che una crisi di governo in questo momento determinerebbe un altamente probabile rischio di esercizio provvisorio.

Ore 15.20 – Conte: “Crisi rende Italia debole in Ue”
“Questa crisi interviene in un momento delicato dell’interlocuzione con le istituzioni Ue. In questi giorni si stanno per concludere le trattativa per i commissari e io mi sono adoperato per garantire all’Italia un ruolo centrale. E’ evidente che l’Italia corre il rischio di partecipare a questa trattativa in condizioni di oggettiva debolezza”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.19 – Conte: “Da questa crisi gravi rischi per il Paese”
“I tempi di questa decisione espongono a gravi rischi il nostro Paese”. Lo ha detto i premier Giuseppe Conte nelle sue comunicazioni al Senato parlando della decisione di Salvini di avviare la crisi di Governo.

Ore 15.17 – Conte: “Probabile rischio di ritrovarsi in esercizio provvisorio”
“Con i tempi di questa crisi si mette il Paese a rischio di ritrovarsi in esercizio provvisorio. Questo è altamente probabile”. Lo afferma il premier, Giuseppe Conte, intervenendo nell’Aula del Senato.

Ore 15.16 – Conte: “Confronto in Senato strumento di democrazia”
“Ho sempre limpidamente sostenuto che in caso interruzione anticipata dell’azione di governo sarei tornato qui dove inizialmente ho raccolto la fiducia. E’ un’iniziativa nata non dal vezzo di un giurista o da un moto di orgogli, ma dalla convinzione che il confronto in quest’aula sia lo strumento più efficace per il funzionamento della democrazia”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.16 – Conte: “Non posso permettere crisi a mezzo social”
Questo passaggio “merita di essere chiarito in un pubblico dibattito che consenta trasparenza e assunzione di responsabilità da parte di tutti i protagonisti della crisi. Io ho garantito che questa sarebbe stata un’esperienza di governo all’insegna della trasparenza e del cambiamento e non posso permettere che questo passaggio possa consumarsi a mezzo di conciliaboli riservati, comunicazioni rilasciate sui social o per strada”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel corso delle comunicazioni al Senato.

Ore 15.15 – Conte: “Da Salvini decisione grave”
“Siamo al cospetto di una decisione oggettivamente grave, che comporta conseguenze moto rilevanti per la vita economica e sociale del Paese”. Lo ha detto Giuseppe Conte, in Senato, parlando della decisione di Salvini di aprire le crisi di governo.

Ore 15.14 – Conte: “Chiesto di riferire dopo dichiarazioni di Salvini”
“Ho chiesto di intervenire per riferire sulla crisi di governo innescata dalle dichiarazioni del ministro dell’interno e leader di una delle due forza di maggioranza”. Lo afferma il premier Giuseppe Conte nel suo intervento in Senato.

Ore 15.13 – Conte: “Crisi innescata da Salvini”
“Sono qui per riferire in aula sulla crisi di governo innescata dalla dichiarazioni del ministro dell’Interno”. Lo ha detto il premier Giuseppe Conte al Senato.

Ore 15.10 – Comincia il discorso di Conte

Ore 15.05 – Conte in aula, applausi da M5s. Silenzio da Lega
Lungo applauso dei senatori M5S all’ingresso nell’aula di palazzo Madama del presidente del Consiglio Giuseppe Conte. Seduti e in silenzio i parlamentari leghisti. Il premier è seduto tra Matteo Salvini e Luigi Di Maio.

Ore 15 – Salvini si siede tra i banchi del governo –
Matteo Salvini entra nell’Aula del Senato e si avvia, tra gli applausi dei senatori leghisti, al banco del governo. Il ministro Alberto Bonisoli si alza e gli lascia il posto. Ma il vicepremier resta in piedi. Alle sue spalle, in piedi tutti gli altri ministri della Lega, appoggiati alla balaustra sotto la presidenza del Senato. Resta seduto solo Lorenzo Fontana. Tra Salvini e Di Maio neanche l’incrocio di uno sguardo.

Ore 14.58 – Conte ascolterà il dibattito, poi replica –
Dopo le sue comunicazioni all’aula del Senato il presidente del Consiglio dovrebbe ascoltare il dibattito parlamentare e dovrebbe replicare. E quindi non andare direttamente al Colle dal presidente della Repubblica Sergio Mattarella. E’ quanto si apprende da fonti di palazzo Chigi.

Ore 14.55 – Ministro e sottosegretari M5s occupano interi banchi del governo
A dieci minuti dall’inizio delle comunicazioni del presidente del Coniglio Giuseppe Conte i membri del governo del M5S hanno occupato tutti i posti ai banchi del governo nell’Aula del Senato, lasciando libera solo la sedia del premier. L’intento è chiaro: non far accomodare ai banchi del governo nessuno dei ministri della Lega, i quali appaiono spaesati e non sanno dove sedersi.

Ore 14.54 – Applausi degli attivisti M5s per Conte. Fischi da quelli della Lega
Il premier Giuseppe Conte è appena arrivato al Senato dove i militanti leghisti in presidio davanti a palazzo Madama lo hanno accolto con fischi al grido di ‘buffone, buffonè e ‘elezioni, elezionì.

Ore 14.52 – Conte è arrivato in Senato
Giuseppe Conte ha appena lasciato palazzo Chigi. Il premier è atteso al Senato per le comunicazioni in aula alle 15.

Ore 14.50 – Attivisti 5 stelle e della Lega si fronteggiano davanti al Senato
Militanti M5S e leghisti si fronteggiano davanti al Senato dove a breve interverrà il premier Giuseppe Conte. Cori e striscioni dai due presidi. ‘Onestà, onestà’ gridano gli attivisti grillini. ‘Un capitano, c’è un solo un Capitanò, ribattono i leghisti che hanno esposto dei manifestini con scritto ‘Salvini non mollarè mentre intonano l’inno d’Italia.

Ore 14.40 – Blog delle Stelle: “Salvini è inaffidabile, fa le capriole”
“Il Ministro Matteo Salvini, fra un comizio e un mojito, è alla ricerca di un ‘centro di gravità permanentè che, suggeriva Battiato, non gli faccia mai cambiare idea sulle cose e sulla gente. ‘Suo malgradò qui c’è una forza come il MoVimento 5 Stelle che ha invece deciso di agire in maniera decisa e credibile. Non c’è tempo da perdere con chi si dimostra inaffidabile, dobbiamo pensare agli interessi degli italiani”. Così il blog M5S. “Abbiamo sempre lavorato per obiettivi seri e concreti, sottoscritti in un Contratto di Governo su cui ci siamo dimostrati sempre leali. Altri si sono persi in dichiarazioni e slogan che sono tutto e il contrario di tutto”. “Ecco lo strano ‘Vangelo secondo Matteò, con le dichiarazioni del Ministro Salvini degli ultimi 10 giorni. A pensarci bene, il vero Vangelo ci aveva avvertito: “In verità vi dico, uno di voi mi tradirà”.

Ore 14.38 – Al via conferenza dei capigruppo
È cominciata la conferenza dei capigruppo al Senato, convocata per definire le modalità e i tempi del dibattito, se ci sarà, dopo le comunicazioni del presidente del Consiglio Giuseppe Conte

Ore 14.30 – Forza Italia: “Sfiducia a Conte? Valuteremo dopo discorso”
“Valuteremo dopo aver ascoltato le comunicazioni del premier Giuseppe Conte” se presentare una risoluzione di ‘sfiducià al governo. Lo ha detto la capogruppo al Senato di FI, Anna Maria Bernini, uscendo dalla riunione del gruppo azzurro, ancora in corso a Palazzo Madama.

Ore 14.20 – Romeo (Lega): “Non siamo alla frutta”
“Prendo un pò di frutta, scusate. Ma non siamo alla frutta checché ne scrivano alcuni di voi…”. Lo dice ai giornalisti Massimiliano Romeo, capogruppo della Lega al Senato, prima dell’intervento del premier Giuseppe Conte. “Il dibattito in aula ci sarà sicuramente e Matteo Salvini interverrà, forse non solo lui”, aggiunge. I ministri della Lega dove prenderanno posto, tra i banchi del governo o del gruppo? “Meglio scoprirlo in diretta, no? Perché rovinare la sorpresa?”, conclude.

Ore 14.10 – Calderoli (Lega): “Risoluzione contro Conte? Vediamo”
Lega presenterà risoluzione di sfiducia a Conte? “Alle 14.30 c’è la capogruppo, poi alle 15 parla Conte, vediamo…”. Lo ha detto Roberto Calderoli al temine del vertice di quasi due ore tra Matteo Salvini e i senatori della Lega al palazzo dei gruppi di palazzo Madama.

Ore 14 – Romeo (Lega): “Salvini parlerà in ogni caso” –
Attendiamo cosa dice Conte in aula, poi faremo le nostre valutazioni. In ogni caso Salvini farà il suo intervento”. Lo ha detto il capogruppo al Senato Massimiliano Romeo dopo il vertice con Matteo Salvini.

Ore 13.45 – Romeo (Lega): “Vediamo cosa dice e fa Conte in aula”
“Vediamo prima cosa dice e cosa fa Conte in Aula…”. Lo ha detto il capogruppo al Senato della Lega, Massimiliano Romeo al termine della riunione del gruppo con Matteo Salvini, quando gli chiedono se il carroccio presenterà o meno una risoluzione di sfiducia al presidente del Consiglio, Giuseppe Conte.

Ore 13. 40 – In corso riunione senatori Fi –
E’ in corso a Palazzo Madama la riunione del gruppo di Forza Italia al Senato, in vista della seduta di oggi, con le comunicazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte sulla crisi di governo.

Ore 13.37 – Al Senato tensioni su ipotesi del dibattito –
Ore di tensione e di frenetici contatti al Senato, alla vigilia delle comunicazioni del premier Conte. Ad agitare i gruppi parlamentari è l’ipotesi che al discorso del presidente del Consiglio possa seguire un dibattito in aula. Nessuno, al momento, lo ha chiesto formalmente ma una parte dei senatori, quelli che vorrebbero chiudere la partita del governo, sono sospettosi: “Sarebbe un chiaro tentativo di favorire strani giochi e allungare i tempi”. Sarà una capigruppo a decidere un caso che, si sottolinea, non ha precedenti. A fronte di ciò, il percorso della giornata al momento viene confermato: “Conte prima o poi, in giornata, salirà al Quirinale”, assicurano fonti parlamentari.

Ore 13.26 – Verdini: “Il rapporto con Salvini lo ha mia figlia” – Siparietto tra i cronisti e l’ex senatore Denis Verdini, che passeggiava vicino a Palazzo Madama mentre i giornalisti aspettavano la fine della riunione dei senatori leghisti. “Ma che triangolo? Io ho avuto con Berlusconi un rapporto straordinario. E con Renzi, lo sanno tutti. Con Salvini il rapporto ce l’ha mia figlia. Se mi volete attaccare, mi devo fidanzare io con Salvini. Certo le ho votate, le unioni civili, però… “. “Io non voglio tornare: ho finito, e basta”, ha ribadito Verdini, assalito dai cronisti che lo hanno rincorso.

Ore 13.23 – In corso a Palazzo Madama la riunione del gruppo di Forza Italia
E’ iniziata a Palazzo Madama la riunione del gruppo di Forza Italia al Senato, in vista della seduta di oggi, con le comunicazioni del presidente del consiglio Giuseppe Conte sulla crisi di governo.

Ore 13.14 – Romano Prodi torna dopo 11 anni alla Festa dell’Unità di Bologna
Alla Festa nazionale dell’Unità ci saranno Matteo Renzi e Romano Prodi, il Professore dopo 11 anni di assenza. Lo ha fatto sapere Stefano Vaccari, responsabile nazionale dell’organizzazione del Pd, rispondendo ai cronisti alla presentazione della kermesse dem che si aprirà venerdì a Ravenna.

Ore 13.11 – Rosato (Pd): “Raggiunte 75mila firme per sfiduciare Salvini”
“Sono arrivate a 75 mila le firme per sostenere la mozione di sfiducia a Salvini. La raccolta, lanciata da Matteo Renzi tramite i Comitati di azione civile, ha mobilitato migliaia di cittadini per chiedere che il ministro dell’odio, dei 49 milioni di euro sottratti allo Stato e dei traffici illeciti con la Russia di Putin, lasci la poltrona. Le firme verranno consegnate al Senato, dove si discute della mozione di sfiducia che Salvini ha fatto al suo governo”. Lo riferisce il coordinatore nazionale dei Comitati civici Ettore Rosato, che è anche vicepresidente della Camera.

Ore 13.10 – Renzi: “Oggi governo annuncia le dimissioni”
“E oggi il Governo Populista annuncia le dimissioni. Si chiude dopo 14 mesi una delle peggiori esperienze della storia repubblicana”. Lo scrive Matteo Renzi in un post su Facebook in cui, tra le altre cose, si legge: “Adesso un governo istituzionale per evitare l’aumento dell’Iva e per riportare l’Italia in Europa: come al solito tocca rimediare ai loro danni”.

Ore 13.03 – Pd sui social: “Il governo gialloverde sta finendo”
“Il governo giallo-verde sta finendo”. Il Pd, alla vigilia delle comunicazioni del premier Conte al Senato, ha messo sulle sue pagine social un manifesto esplicito sulle prospettive della crisi. “E’ fallito un esperimento politico che ha prodotto disastri”, si legge sul manifesto dove campeggia il disegno di una clessidra che si va svuotando.

Ore 12.58 – Calenda irride Renzi: “Gagliardo, sfida Salvini senza elezioni”
“Sono pronto a sfidare Salvini alle elezioni nel collegio di Firenze o in quello di Milano, scelga lui”, scrive Matteo Renzi su Twitter postando una sua intervista in Tv. A stretto giro, arriva però il commento sferzante di Carlo Calenda: “Gagliardo. Anche se senza elezioni è difficile sfidare chicchessia”. L’ex ministro, sempre su Twitter, poi prosegue sempre rivolgendosi a Renzi: “Il punto però ora è un altro: sei d’accordo anche sul governo di legislatura M5s-Pd? Perché io non l’ho ancora capito. E direi che di questo si parla ora più che di un governo istituzionale di pochi mesi”.

Ore 12.49 – Prodi: “Orsola? Temi proposti distanti dalla destra”
Romano Prodi dirama una nota per correggere alcune interpretazioni circolate negli ultimi giorni circa la sua proposta per un cosiddetto governo “Orsola” avanzata domenica in un editoriale sul Messaggero: “Sta circolando, diffusa anche da importanti quotidiani nazionali, l’opinione secondo cui ‘Orsolà (…) preveda anche l’adesione della destra”, si legge nel comunicato. Che specifica come i temi proposti dall’ex premier e padre nobile del Pd “non risulta siano stati finora cari alla destra. Anche per questo il patto si chiama Orsola e non Ursula”. Come a dire: l’invito a dare vita a un governo di legislatura era rivolto a Pd e M5s ma non a Forza Italia.

Ore 12.39 – Toninelli: “Sui migranti l’Ue ci volta le spalle, colpa di Salvini”
Nella vicenda Open Arms, “c’è un dato politico da registrare: mentre in precedenza gli altri Paesi europei, prima dello sbarco, davano la disponibilità ad accogliere una parte di migranti, ora invece ci dicono prima di sbarcarli a Lampedusa e poi si vedrà. Stanno ricominciando a voltarci le spalle e questo ha un unico responsabile: Matteo Salvini, che ha indebolito il Governo e, di conseguenza, la nostra posizione in Europa”. Lo scrive il ministro delle Infrastrutture Danilo Toninelli su Facebook.

Ore 12.47 – Verdini: “Non sono consigliere di Salvini, sono balle spaziali”
“Su di me scrivono balle spaziali. Non consiglio nessuno… Salvini? E’ fidanzato con mia figlia, mica con me…”. Lo ha detto Denis Verdini, ex coordinatore di Forza Italia, dal suo ufficio a pochi metri dal palazzo dei gruppi di palazzo madama dove Matteo Salvini è in riunione con i senatori della Lega.

Ore 12.31 – Salvini alla riunione dei senatori della Lega
E’ in corso la riunione dei senatori della Lega con Matteo Salvini, presso la sede del gruppo, per fare il punto della situazione politica alla vigilia delle comunicazioni del premier Giuseppe conte sulla crisi di governo. Al Palazzo dei gruppi anche il sottosegretario alla Presidenza Giancarlo Giorgetti, i ministri e i senatori della Lega.

Ore 12.13 – Giorgetti (Lega): “Siamo compattissimi”
“Siamo compattissimi”. Così Giancarlo Giorgetti ha risposto ai cronisti che gli chiedevano delle indiscrezioni su malumori nella Lega riguardo la gestione della crisi, entrando al Palazzo dei gruppi del Senato per la riunione con Matteo Salvini.

Ore 12.05 – Bongiorno: “La Lega è stracompatta”
“La Lega è stracompatta. Non ci sono stati capricci o volontà di rottura, ma se c’è stata frattura è solo per la consapevolezza che bisogna fare le cose per bene”. Lo ha detto il ministro della Pa Giulia Bongiorno, arrivando al palazzo dei gruppi per la riunione dei senatori della Lega con Matteo Salvini.

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Crisi, la replica di Conte: “A Salvini manca il coraggio? Ci penso io”. Intervento integrale

Tor, 20/08/2019 - 20:37

Il premier Giuseppe Conte ha concluso la sue replica e conferma le dimissioni: “Vado da Mattarella“. Poco prima aveva risposto duramente alla notizia del ritiro della mozione di sfiducia da parte della Lega di Salvini: “Non possiamo, se amiamo le istituzioni e i cittadini, affidarci a espedienti, tatticismi, giravolte verbali che faccio fatica a comprendere. Io apprezzo la coerenza logica e la linearità d’azione. Se c’è mancanza di coraggio, non vi preoccupate, me ne assumo io la responsabilità io davanti al Paese”.

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Crisi di governo, Renzi: “Salvini irresponsabile, aprire la crisi è follia”. E poi aggiunge: “Darò una mano per non andare a sbattere”

Tor, 20/08/2019 - 20:26

“Salvini ha fatto una retromarcia e un errore politico. Non puoi aprire una crisi al buio a metà agosto rischiando di fare aumentare l’Iva. È un atto da irresponsabile, si è comportato da irresponsabile, la sua decisione è una follia”. Così Matteo Renzi, a margine della discussione in aula a Palazzo Madama ha commentata la scelta di Matteo Salvini di aprire la crisi. “Non sarò io ad andare alle consultazioni, ma darò una mano per non andare a sbattere”, ha proseguito l’ex presidente del Consiglio.

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Crisi di governo, non solo Spinoza: i meme sui social durante il dibattito in Senato. Tra i sassi di Conte e la scalata sui vetri di Salvini

Tor, 20/08/2019 - 19:45

Mentre, nel giorno chiave della crisi di governo, in Senato continua il dibattito dopo che il premier Giuseppe Conte ha annunciato che rassegnerà le sue dimissioni, sui social si scatenano le reazioni e i meme. E non risparmiano nessuno: dai sassolini che si è tolto Conte parlando delle azioni del ministro dell’Interno Matteo Salvini, alle citazioni colte del capo di governo, passando per le citazioni musicali, tra le frasi delle canzoni di Fabrizio De Andrè e quelle degli Smiths.

E, andando in ordine cronologico nella giornata chiave in Senato, arrivano i commenti sul gesto di Salvini, che ha baciato il crocifisso che portava al collo e ha evocato il “Sacro Cuore di Maria”, scatenando dure reazioni anche in Aula: “Non si espongono simboli religiosi in aula” ha detto la presidente del Senato Casellati, “Facci vedere le stimmate” ha urlato il senatore Psi Riccardo Nencini. Sui social commentano il gesto scrivendo: “Appelliamoci al cuore immacolato di Sergio“, riferendosi al presidente della Repubblica Mattarella, o paragonando il gesto a quello che viene fatto per disperazione prima di un esame universitario.

Ma i meme più duri sono quelli sul discorso del vicepremier leghista: “In sostanza Salvini ha letto il suo profilo Twitter”, scrive la pagina satirica Spinoza. “Io che cerco i contenuti sensati al discorso di Salvini”, si legge su una foto in cui una ragazza guarda uno scaffale vuoto. Si passa poi all’intervento di Matteo Renzi, che attacca Salvini facendo riferimento al Papeete, la spiaggia di Milano Marittima dove il ministro ha passato le vacanze: “Non è un colpo di Stato cambiare il governo, è un colpo di sole aprire la crisi. Questo è il Parlamento, non è il Papeete”, ha detto l’ex segretario Pd. E sui social lo applaudono con una scena di Harry Potter. Ancora: una foto di Luigi Di Maio con la frase “Quando litigavi con tuo fratello e mamma sgridava solo lui” e le foto su Sergio Mattarella che attende che Conte salga in Quirinale.

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Crisi di governo: la stoccata di Conte al M5s. E i senatori del Movimento applaudono

Tor, 20/08/2019 - 19:37

“Mi sono a lungo soffermato sulla cultura delle istituzioni ed allora permettetemi di dire che quando il presidente del Consiglio si reca in Aula per rendere una informativa richiesta dal Parlamento come avvenuto sulla ‘vicenda russa’, il rispetto delle Istituzioni imporrebbe di rimanere in Aula ad ascoltarlo e non c’è ragione che possa giustificare un allontanamento”. Questo il messaggio recapitato da Conte al M5S durante le comunicazioni di oggi in Senato, in riferimento alla scelta che i 5 Stelle fecero suscitando polemiche le ire di Conte. Alle parole di Conte, Di Maio annuisce e i senatori 5 Stelle applaudono.

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Crisi di governo, da Federico II di Svevia al sociologo Habermas: tutte le citazioni di Conte

Tor, 20/08/2019 - 19:25

Tu che “ispiri la tua azione alle concezioni sovraniste, permettimi di richiamare il pensiero di un sovrano illuminato, Federico II di Svevia”. Da qui è iniziata la lunga serie di citazioni che l’ormai ex presidente del Consiglio Giuseppe Conte ha deciso di usare durante il suo discorso di oggi a Palazzo Madama. Il premier è passato dal citare il sovrano, al sociologo Jurgen Habermas, fino al filosofo Martin Buber.

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Crisi, Salvini: “Sospetto inciucio Pd e M5s da quando hanno votato insieme Ursula”

Tor, 20/08/2019 - 19:20

“Mi viene come il dubbio che qualcuno stesse lavorando a un inciucio con il Pd da mesi, è m’è venuto da quando hanno votato Ursula”. Lo ha detto Matteo Salvini durante una diretta facebook dal Viminale, dove ha ricevuto la notizia del sequestro della nave Open Arms da parte della procura di Agrigento. Nel corso della diretta il segretario della Lega ha anche replicato alle accuse lanciate dal senatore M5s Nicola Morra.

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Crisi di governo, Grasso: “Salvini pentito: ha capito che pieni poteri li ha solo al Papeete”

Tor, 20/08/2019 - 18:59

Stiamo affrontando questo dibattito oggi perché il senatore Salvini, incredibilmente ancora ministro, perché il potere è più forte della dignità, ha dichiarato finita l’esperienza di governo. Pentendosene poi amaramente quando ha capito che i pieni poteri li ha forse al Papeete ma non in Parlamento”. Così il presidente di Liberi e Uguali, Pietro Grasso, è intervenuto a Palazzo Madama, sottolineando che poi il leader della Lega è tornato dal Movimento 5 stelle con il “famoso ritornello di Pappalardo: ricominciamo”. “L’uomo forte si è asserragliato nel fortino, patetico“, ha aggiunto il senatore riferendosi a Matteo Salvini.

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Crisi, Morra a Salvini: “Il rosario in Calabria è un messaggio alla ‘ndrangheta”

Tor, 20/08/2019 - 18:45

Matteo Salvini dopo che l’8 di agosto ha fatto sapere urbi et orbi che bisognava interrompere l’esperienza di governo ha avviato un tour, non un pellegrinaggio, incontrando cittadini, venendo contestato, ma soprattutto ostentando il rosario. Ora in terra di Calabria ostentare il rosario, votarsi alla Madonna, dove c’è il santuario cui la ‘ndrangheta ha deciso di consegnarsi significa mandare messaggi che uomini di Stato, soprattutto ministri degli Interni devono ben guardarsi dal mandare”. Così il senatore M5s Nicola Morra parlando nell’aula del Senato. “Ma sicuramente è stato per ignoranza, quindi padre perdonalo perché non sapeva quello che faceva”.

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Egitto, l’Alto Commissariato Onu per i diritti umani rinvia conferenza su tortura al Cairo: “Ong a disagio per la scelta del Paese”

Tor, 20/08/2019 - 18:39

Le Nazioni Unite cambiano idea e decidono di rinviare la conferenza sulla tortura che avrebbe dovuto tenersi in Egitto, a Il Cairo, il 4 e 5 settembre. A confermarlo, secondo quanto riferisce il Guardian, è stato Rupert Colville, portavoce dell’Alto commissariato delle Nazioni Unite per i diritti umani (Ohchr). Una scelta probabilmente legata alle proteste sollevate dalla scelta dell’Alto Commissariato di tenere la conferenza in un Paese più volte accusato dai report delle varie organizzazioni internazionali di violare sistematicamente i diritti umani e perseguitare gli oppositori politici, come sottolineato il 19 agosto da Riccardo Noury, portavoce di Amnesty International Italia, su Ilfattoquotidiano.it.

A spiegarlo è lo stesso Colville che individua nel “crescente disagio di una parte della comunità delle ong con la scelta del luogo” la causa che ha portato l’Ohchr a optare per il rinvio. Le Nazioni Unite, ha aggiunto il portavoce, apriranno a breve delle consultazioni su quando e dove tenere la conferenza anti-tortura: “È ovviamente molto utile tenere una conferenza che mira a cercare di ridurre la tortura in un Paese (e in una regione più ampia) dove la tortura è in atto”, ha detto ancora Colville, difendendo così la decisione iniziale di ospitare la riunione proprio al Cairo.

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Fq Millennium, il mensile diretto da Peter Gomez ora disponibile anche sulla app Mia

Tor, 20/08/2019 - 18:31

FQ Millenium anche in versione digitale. Le inchieste, i reportage e gli approfondimenti prodotti dal mensile diretto da Peter Gomez, da agosto anche online. Due i modi per accedere ai contenuti e sfogliare il pdf: tramite lo shop online, oppure scaricando l’applicazione Mia – Il Fatto Quotidiano.

È possibile acquistare il mensile in singola copia digitale al prezzo di 2,99 euro, oppure sottoscrivere un abbonamento annuale, con tutti gli 11 numeri, al prezzo di 27,99 euro. Con l’abbonamento è possibile leggere tutti i numeri del mensile direttamente sul vostro device, scaricando l’app Mia, tramite Play Store o AppStore, oppure scaricare il pdf direttamente sul computer.

Sia come abbonati, sia acquistando un singolo numero, è possibile in qualunque momento recuperare gli arretrati e portare sempre con sé gli approfondimenti e le inchieste da leggere e rileggere. Per gli abbonati Soci di Fatto del Fatto Quotidiano, l’accesso all’edizione digitale di FQ Millennium è già compreso nell’abbonamento sottoscritto.

Già disponibile l’ultimo numero di agosto: “Tangenti alla francese”. Tanti gli approfondimenti e le inchieste già scaricabili, come “Corruzione, le tangenti alla francese: un milione per perdere l’appalto. E poi aragoste e politici corrotti a Parigi”, o anche “Amore e morte a palazzo Chigi”. E poi l’esclusiva intervista a Franca Leosini.

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Crisi, rubli e simboli religiosi: tutti gli attacchi di Conte a Salvini. Lui: “Sbagli amico mio”

Tor, 20/08/2019 - 18:28

Dopo il voto delle Europee Salvini “ha posto in essere un progressivo distacco dall’azione di governo. Operazione che lo ha distratto dai suoi stessi compiti istituzionali”. A queste parole dette in aula da Giuseppe Conte, Salvini gli dice: “Su questo sbagli amico mio”, “mi parlerai dopo” replica il presidente del Consiglio e Salvini ribadisce: “su questo sbagli”.

Altre scintille tra Conte e Salvini sull’invocazione del leader della Lega di “pieni poteri e richiami alle piazze”. “Una concezione che mi preoccupa” afferma il Presidente del Consiglio prossimo alle dimissioni. E poi ancora, botta e risposta sulla “vicenda russa”, dove Conte raccoglie gli applausi dei senatori del Partito Democratico e Salvini fa ampi gesti a dimostrare la sintonia tra gli M5S e i dem. Altro scontro sui simboli religiosi con attacco di Conte e Salvini che replica baciando il suo rosario. Al termine del discorso, il vacuo. Tra Conte e Di Maio, invece, strette di mano e complimenti. Con anche il sottosegretario della lega Giorgetti che si complimenta con l’ormai ex presidente del Consiglio.

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Crisi, Meloni: “Conte vuole solo difendere M5s. FdI non c’è per nessun inciucio”

Tor, 20/08/2019 - 18:17

Giuseppe Conte utilizza parole auliche per nascondere l’obiettivo reale: difendere le poltrone del Movimento 5 Stelle. Non si può invocare il rispetto della Costituzione e poi tramare per un osceno governo Cinquestelle-Pd che ha come unico obiettivo quello di impedire agli italiani di esercitare la loro sovranità, prevista dall’articolo 1 della Costituzione. Andremo dal presidente Mattarella a ribadire che Fratelli d’Italia non c’è per nessun inciucio: chiediamo elezioni subito, perché dalle elezioni può nascere un governo forte e coeso, capace di difendere gli interessi italiani”. È quanto dichiara il presidente di Fratelli d’Italia Giorgia Meloni.

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