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Effetti speciali o realtà? Tra la lava incandescente del vulcano Kilauea spuntano fiamme blu

25 min 28 sek ago

Durante l’eruzione del vulcano Kilauea, alle Hawaii, tra la lava incandescente sono spuntate fiamme blu. Il mistero è presto svelato: si tratta di un fenomeno naturale, quando cioè la lava viene a contatto col metano prodotto da piante e alberi.

 

 

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M5s, Mulè (Fi) vs Padellaro: “Di Battista su Facebook? Schifoso. È Repubblica Weimar. Fico? Fa ribollire sangue”

41 min 23 sek ago

Polemica incandescente a L’Aria che Tira (La7) sui discussi post pubblicati su Facebook dall’ex deputato M5s, Alessandro Di Battista, e da suo padre, Vittorio. Ad accendere la miccia è il parlamentare di Forza Italia, Giorgio Mulè: “Di Battista mi ricorda il cartello “Cave canem” che sta a Pompei. Lui a un certo punto viene sciolto per azzannare ora Berlusconi, definito “il male assoluto”, ora Salvini, quando i rapporti non erano buoni, ora Renzi. E ieri il cane è stato sciolto per azzannare Mattarella. È veramente schifoso, non solo per il linguaggio” – continua – “ Il padre di Di Battista su Facebook ha evocato Robespierre e la Bastiglia. Quando loro chiamano il popolo a quel tipo di reazioni, quelle cose poi succedono. Basti pensare cosa succede nei profili social di quelli che non la pensano come loro. Veniamo attaccati con parole di violenza inaudita e con minacce vere.”. Poi attacca Roberto Fico: “Aveva le mani in tasca mentre veniva intonato l’inno di Mameli e la cosa mi ha fatto ribollire il sangue. Ma mi ha colpito ancora di più quello che Fico ha detto per giustificarsi. Lui non rappresenta i 5 Stelle, ma la terza carica dello Stato e quindi me, mentre si ricordano Falcone e la sua scorta. Quindi, Fico faccia la cortesia di tenere un comportamento rispettoso per quegli eroi e quei morti là. Quando c’è l’inno d’Italia, si sta lì e si canta l’inno. Punto”. Prende poi la parola la deputata di Fratelli d’Italia, Daniela Santanchè, ma viene interrotta da Mulè, che, parlottando in studio con la giornalista del Corriere della Sera, Maria Teresa Meli, ritorna a bomba su Di Battista e sugli insulti di simpatizzanti 5 Stelle sui social: “Ha ragione Maria Teresa. Siamo alla Repubblica di Weimar. Noi tendiamo a sottovalutarli”. L’ex direttore Antonio Padellaro insorge: “Se siamo di fronte a un nuovo nazismo, ditelo e basta”. Meli replica: “Stiamo dicendo che i giornali e le istituzioni hanno il dovere di non sottovalutare quello che accade”. “Per 15 minuti si è parlato di Di Battista e del padre” – ribatte Padellaro – “poi di Fico che aveva le mani in tasca. Il mio interesse sulla famiglia Di Battista è limitato. Abbiamo un presidente incaricato e un governo che sta per formarsi. Tutte le opinioni sono accettabili, ma, al di là delle mani in tasca di Fico, c’è un problema politico gigantesco: Salvini non fa più parte del centrodestra

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Governo, Grasso (LeU): “No convinto, ci preoccupa idea di democrazia”. Porta aperta dalle Autonomie a Conte

45 min 15 sek ago
No di Grasso e di Leu, porta aperta dalle Autonomie. Come prevedibile, il leader di Liberi e Uguali ha ribadito che i deputati e i senatori a lui legati faranno opposizione al governo gialloverde di M5s-Lega: “Il nostro No a Conte è nel merito. Nell’accordo di programma, impropriamente definito ‘contratto’, ci preoccupa come sono trattati temi come le discriminazioni, i diritti civili, la sicurezza, la progressività fiscale e l’idea di democrazia, con l’istituzionalizzazione di organi extra costituzionali e soprattutto del vincolo di mandato, in contrasto con la centralità del Parlamento“, ha attaccato Grasso, sfidando l’esecutivo nascente. Il dialogo è invece avviato tra il premier incaricato Conte e le Autonomie. “Un colloquio gentile, ci ha fatto una buona impressione. Gli abbiamo fatto presente che non c’è riferimento alle autonomie speciali nel programma e abbiamo concordato che teniamo aperto questo colloquio”, ha rivendicato Juliane Unterberger, presidente del gruppo per le Autonomie del Senato. “Il giudizio complessivo è sicuramente positivo. Valuteremo il programma di governo definitivo e la lista dei ministri e faremo le nostre valutazioni”, ha concluso per l’Svp Manfred Schullian. Se Conte incassasse la fiducia di Svp-Patt e Uv (quatto sono i senatori, ndr) la maggioranza M5s-Lega potrebbe arrivare a Palazzo Madama fino a quota 175, rispetto ai 171 (109 senatori pentastellati, 58 leghisti, quattro del gruppo Misto) già a disposizione.

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Battlefield V: lo shooter di Electronics Arts torna alle Seconda Guerra Mondiale

1 ura 9 min ago

Electronics Arts ha svelato il 23 maggio i primi dettagli su Battlefield V, nuovo capitolo nella saga di sparatutto a sfondo militare in arrivo il 19 ottobre, che riporterà i giocatori sui campi di battaglia della Seconda Guerra Mondiale come 16anni fa fece Battelfield 1942, primo capitolo della serie.

Il nuovo capitolo sembra fare incetta di quanto di buono offerto dai precedenti capitoli, vedendo la modalità single player offerta nuovamente sotto la forma di War Stories, dando modo ai giocatori di rivivere il conflitto attraverso gli occhi di vari protagonisti, spesso sconosciuti, e affrontando battaglie ed eventi mai raccontate in ambito videoludico, come la resistenza norvegese.

Per il multiplayer faranno ritorno tutte le modalità preferite dai fan della saga, come le immense mappe Conquest da 64 giocatori, a cui si aggiungeranno le Grand Operations, vere e proprie operazioni suddivise in incontri su più modalità-mappe, rappresentanti i giorni di battaglia, dove la situazione dei due schieramenti all’inizio di ogni nuovo turno varierà in base ai risultati del precedente: un buon risultato degli attaccanti li porterà a presentarsi al successivo scontro con maggiori approvvigionamenti, mentre una situazione di parità/stallo alla lunga potrà vedere i player di entrambi gli schieramenti avere a disposizione un solo caricatore per l’intero match.

Tramite il sistema Tides of War, verranno rilasciati periodicamente nuovi contenuti per dare ai player la sensazione di avanzamento del conflitto. Ma, a differenza del passato, tutti i nuovi contenuti saranno resi disponibili ai player in modo totalmente gratuito, dimostrando da parte di EA una soluzione alle lamentele dei player, che spesso giocando insieme con amici che non avevano acquistato tutti i pacchetti extra o non avevano il Premium Pass, si ritrovavano a dover scegliere se evitare le mappe nuove, o a non poter giocare.

Battlefield V sarà disponibile su PC, Xbox One e PlayStation 4 a partire dal 19 ottobre, vedendo gli acquirenti della versione Deluxe ottenere 3 giorni di accesso anticipato. Maggiori dettagli sul titolo saranno resi noti nei prossimi mesi, con il prossimo appuntamento previsto per l’EA Play del 9 Giugno dove verrà mostrato in anteprima il gameplay delle modalità multiplayer

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Piemonte, treno Eurocity urta un mezzo: non ci sono feriti, linea interrotta

1 ura 16 min ago

Un treno Eurocity ha urtato nel primo pomeriggio di giovedì un mezzo di cantiere di una ditta esterna, che sta effettuando lavori per conto di Rfi, in provincia di Verbano-Cusio-Ossola. Il convoglio, partito da Milano Centrale e diretto a Ginevra, si è scontrato con il braccio di un macchinario nel tratto tra Preglia e Varzo.

Non ci sono feriti, ma linea è stata interrotta. L’Eurocity dovrà essere infatti trainato alla stazione più vicina da un ‘carro soccorso’. L’impatto è avvenuto subito dopo un breve tunnel vicino alla stazione Preglia di Crevoladossola. Per riaprire la linea potrebbero occorrere ancora almeno due ore e da Milano i treni diretti in Svizzera sono dirottati sulla linea per Chiasso. Oltre all’Eurocity 34 sulla linea del Sempione è fermo un regionale: i passeggeri questo treno vengono trasferiti su un autobus per completare il viaggio.

L’incidente lungo la linea internazionale del Sempione, nel nord della regione, è il secondo in Piemonte nelle ultime ventiquattr’ore. Mercoledì sera, sulla tratta Torino-Ivrea, un treno regionale è deragliato dopo l’impatto con un tir provocando 2 morti e 23 feriti. Un incidente simile a quello che ha coinvolto l’Eurocity si era verificato nel Cuneese lo scorso 27 aprile, provocando 10 feritiun regionale veloce, partito da Savona, aveva urtato una gru di una ditta esterna presente accanto ai binari. A causa dello scontro il locomotore e di due carrozze erano uscite dai binari.

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Governo M5s-Lega, attaccare Conte non farà che avvicinarlo al suo popolo

1 ura 23 min ago

Ringrazio Dio e la mia proverbiale pigrizia per non essermi cancellato, a laurea conquistata, dal gruppo Facebook Unifi-Giurisprudenza, il gruppo degli studenti di legge dell’Università di Firenze. In calce alla domanda “Sapete dirmi quali sono le domande più gettonate scelte dal Conte nel pre-appello che fa sostenere a fine maggio?” si annoverano battute degne di Spinoza.it.

La mia preferita: “Tranquilli raga che a questo appello chiede la nullità contrattuale per contrarietà alla legge e impossibilità dell’oggetto”. Lo so, ridono solo i giuristi, però.

Ironia caustica, che dovrebbe essere la chiave, per tutti, con cui dibattere le vicende un po’ cialtrone del presidente del Consiglio incaricato. Nel cercare di forzare la vicenda grottesca e del tutto italiana della sboronaggine da curriculum, nel tentare di giudicare il professionista dalla propria clientela e nel tirar fuori contenziosi passati con Equitalia (poi risolti, pare) si legge tutta la reazione scomposta di un sistema spaventato.

Temo peraltro che tutto questo non faccia altro che avvicinare il professore al suo popolo, che fa e soprattutto ha visto fare ai politici di tutto ed è anestetizzato ad un certo tipo di indignazione.

Anche io sono spaventato, credetemi. Certo non da Conte, ma dai suoi azionisti politici e dal programma. Temo l’effetto sull’economia italiana di 60 miliardi annui in più di spesa pubblica. Temo che per sostenere la Flat Tax (ovvero la tassa pro-ricchi) ci dovranno essere condoni e tagli a settori strategici come Sanità, Cultura e Pubblica Istruzione. O qualcuno pensa davvero che tutto possa essere fatto in deficit o solo con la copertura dei tagli ai costi della politica?

Temo che il reddito di cittadinanza sarà solo assistenzialismo. Se non riparte il mercato del lavoro, quale centro per l’impiego potrà garantire tre offerte di lavoro in due anni per ciascun beneficiario?

Temo le risposte populiste a problemi seri, come l’immigrazione. Vi ricordate quando, a furor di popolo, fu introdotto il reato di immigrazione clandestina? Risultato: Nessuna carcerazione e nessuna espulsione, ovviamente, soltanto migliaia di persone catapultate in una condizione di illegalità esistenziale, che rende impossibile qualsiasi percorso di integrazione.

Temo che, nell’Europa del dopo-Draghi, rischiamo di essere bullizzati. Altro che minacce e “pugni sul tavolo”. Temo che il conto di tutto questo, della propaganda di questi anni a cui tutti abbiamo finito un po’ per credere, lo dovranno pagare le future generazioni. Perché tutti ci speriamo, vero? Meno tasse per tutti, soldi senza lavorare, meno immigrati in giro. Anche il più fine intellettuale ha un cedimento, un ingolosimento, anche se tenta di dissimularlo. Del resto siamo tutti cresciuti con il berlusconismo ed anche se abbiamo scoperto che i sogni, le nuvole e i cieli azzurri a volte si pagano, dei sogni continuiamo ad avere bisogno.

Credo però che abbiamo bisogno di altri sogni, di sogni possibili (di sinistra, magari) che servano a lasciare alle future generazioni, anziché un macigno di debito pubblico, un Paese in salute dove sia più facile vivere e lavorare. Penso che le forze politiche sconfitte alle ultime elezioni dovrebbero concentrasi su questo, e non su altro, così come dovrebbero le associazioni di imprenditori e gli altri gruppi sociali. Ecco, su questo potrebbe ricostruirsi anche il Pd, colmando il vuoto cosmico dell’assenza di una vera opposizione.

Il curriculum lasciamolo commentare ai giornali, ai comici e ai gruppi di Facebook.

@lorerocchi

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68 – Pop revolution, al via la serie che racconta il ’68 italiano attraverso filmati, animazioni, grafica e le testimonianze dei protagonisti

1 ura 27 min ago

Se c’è stato un anno che più di ogni altro è stato uno spartiacque tra diverse stagioni della storia recente dell’Italia e non solo, questo è sicuramente il 1968. Con 68 – POP REVOLUTION, la nuova serie in quattro episodi al via in prima visione tv suSky Arte HD (canale 120 e 400 di Sky) da venerdì 25 maggio alle 21.15, si cerca di spiegare attraverso testimonianze, filmati, animazioni e grafica, come il ’68 in Italia abbia assunto caratteristiche uniche e sia stato qualcosa di antropologicamente rilevante: un’onda che ha investito tutti gli strati sociali. Attraverso le testimonianze dei protagonisti, la serie ricostruisce il percorso del’68 italiano, un percorso non solo politico ma anche culturale e di costume che ha promosso un cambiamento complessivo della società.

Tra i testimoni della serie, alcuni tra i leader del movimento studentesco, ma anche storici e protagonisti della società, della cultura e dello spettacolo. Nel corso delle puntate intervengono: Carlo VerdoneGiuliana Biagioli, docente Università di Pisa;Marco Boato, leader ’68 Trento; lo storico Vincenzo CalìMario Capanna, leader ’68 Milano; i giornalisti Toni CapuozzoLuciano Lanna Flavia Perina; la critica d’arte Ester Coen; lo storico Alberto De Bernardi, dell’Università di Bologna;Steve Della Casa, critico cinematografico; Maria Luisa Frisa, docente IUAV di Venezia; il musicista Ricky GiancoGuido Viale, leader ’68 Torino; lo storico Peppino Ortoleva dell’Università di Torino; Paolo Pietrangeli, musicista e regista; il regista e drammaturgo Tato RussoMarianella Sclavi, leader ’68 Trento e il cantante Shel Shapiro.

Nel primo episodio, in onda alle 21.15 e intitolato 68 Pop Revolution – Il vento del cambiamento si racconta della fine degli anni ’60, quando un vento di cambiamento soffia sull’Italia.Dal 1966 scoppiano le prime occupazioni a Pisa e a Trento. Anche la musica risente di questa trasformazione: emerge il beat dei Beatles e dei Rolling Stones, ma anche dell’Equipe84 e dei Rokes. A Trento e a Pisa la contestazione degli studenti è rivolta a migliorare l’organizzazione dei corsi e a ottenere, nel caso trentino, il riconoscimento legale al titolo di studio in sociologia. Dopo l’alluvione di Firenze del novembre ’66, i giovani acquisiscono una nuova consapevolezza e nell’anno successivo le proteste si allargano. A Milano, gli studenti della Cattolica occupano l’università e i loro leader, tra i quali Mario Capanna, vengono espulsi. Questo scatena la protesta in tutta la città.

Nel secondo episodio, in onda a seguire e intitolato 68 Pop Revolution – Rivoluzione, vediamo che tra i precursori del ‘68 c’è Marco Bellocchio che con il suo film I pugni in tasca descrive l’universo della società borghese di provincia. Il movimento coinvolge però anche altri campi artistici come il teatro. Nascono le cantine, micro-teatri di innovazione e i cine club in cui si guardano film d’autore. Ma è un movimento globale: dagli Stati Uniti alla Cina, da Praga a Parigi il ‘68 divampa in tutto il mondo. In Italia le cose prendono una piega violenta quando la Polizia interviene contro gli studenti a Roma, a Valle Giulia. Gli studenti non arretrano ed è scontro fisico. Ma lo scontro è anche culturale: la donna inizia a lottare per la sua emancipazione e comincia a cadere il tabù del sesso.

68 – Pop Revolution è una produzione Sonne film, Decima Rosa e Freeside, in coproduzione con Archivio Aamod, in collaborazione con Sky Arte HD e Trentino Film Commission in onda IN PRIMA VISIONE TV venerdì 25 maggio alle 21.15 su Sky Arte HD (canale 120 e 400 di Sky).

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Malaysia Airlines MH17, le conclusioni degli investigatori sul disastro aereo: “Abbattuto da un missile russo”

1 ura 29 min ago

È stato colpito da un missile antiaereo Buk, lanciato dalle forze russe nei cieli dell’Ucraina orientale. Un impatto che ha abbattuto il volo MH17 della Malaysia Airlines partito da Amsterdam e diretto a Kuala Lumpur il 17 luglio 2014. Tutti i 298 passeggeri a bordo sono morti. La conclusione del team di investigatori internazionali – che da quasi quattro anni indaga su quel disastro sulla base di un dettagliato esame di immagini video – è univoca e senza margini di dubbio. Ma a contestarla c’è la Russia, che ha sempre negato un suo coinvolgimento.

“Nessun missile antiaereo dell’esercito russo ha mai attraversato la frontiera russo-ucraina“, ha detto l’esercito di Mosca. E gli investigatori internazionali che indagano sull’abbattimento del volo Malaysia Airlines hanno rivelato per la prima volta che il missile usato per abbattere l’aereo fu trasportato da una brigata militare russa. Wilbert Paulissen, investigatore olandese, ha dichiarato che il Joint Investigation Team “è arrivato alla conclusione che il BUK-TELAR che ha abbattuto il volo MH17 è arrivato dalla 53esima brigata missilistica antiaerea basata a Kursk, in Russia”. L’abbattimento dell’aereo di linea avvenne il 17 luglio del 204 a una quarantina di chilometri dal confine con la Russia, nella regione di Donetsk, nel Donbass, dove era in corso un violento conflitto fra forze separatiste filorusse e ucraine. Russia e Ucraina si sono rimpallati la responsabilità del disastro, anche perché missili Buk sono in dotazione anche alle forze armate ucraine.

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Salerno, spara all’impazzata per giorni e ferisce due persone. Arrestato

1 ura 30 min ago

Ha seminato il panico per giorni, aggirandosi per diversi Comuni del Salernitano con la sua auto e sparando all’impazzata. Nella traiettoria dei suoi proiettili sono finite due persone, una donna e un uomo di 67 anni, entrambi feriti. Alla fine la polizia è riuscito a identificare il 27enne e ad arrestarlo. Il giovane alla fine ha confessato.

L’allarme è scattato alle 15.15 a Pagani, in via Alcide de Gasperi, quando il giovane ha fatto fuoco contro una Smart appena parcheggiata nelle vicinanze. Intorno alle 17 si è spostato a bordo della sua Fiat Grande Punto in un Comune poco distante, Sarno, dove ha esploso due colpi di arma da fuoco che hanno raggiunto l’insegna di un locale e una moto parcheggiata. Ma non è finita qui. Dopo circa un’ora, a Nocera Inferiore vicino al bar Roma su Corso Garibaldi, un 67enne è rimasto ferito a entrambi gli arti inferiori per gli spari provenienti dalla stessa auto. Tempo di spostarsi nei pressi dell’ufficio postale di via Marconi – riferiscono gli inquirenti – e il giovane ha fatto di nuovo fuoco.

La caccia all’uomo è scattata in tutta l’area, finché il 27enne è stato rintracciato e arrestato con la pistola semi-automatica ancora in suo possesso. Dopo aver ammesso di essere stato lui il responsabile (ma senza fornire una motivazione), è stato arrestato dagli agenti di polizia del Commissariato di Nocera Inferiore diretto dal vice questore Luigi Amato.

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La Vita in Diretta, Gianluca Semprini e Ingrid Muccitelli condurranno l’edizione estiva

1 ura 43 min ago

L’avevamo lasciato a Politcs, lo ritroviamo a La Vita in Diretta Estate. Si tratta di Gianluca Semprini che, dopo i riscontri non positivi dal punto di vista degli ascolti per il suo talk show politico in onda su RaiTre nell”era Bignardi, ci prova con l’infotainment. Insieme a lui nell’edizione estiva del contenitore pomeridiano di RaiUno ci sarà Ingrid Muccitelli, già volto di “Sabato in” e “Uno mattina estate”. Muccitelli e Semprini sostituiscono Francesca Fialdini e Marco Liorni, in attesa di sapere, a settembre, che ne sarà di quest’ultimo: sembra infatti che al suo posto stia per arrivare Tiberio Timperi.

 

 

 

 

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Vertice Trump-Kim Jong-un, Casa Bianca: “Non ci sarà, persa grande opportunità”

1 ura 48 min ago

“Per il bene di entrambe le parti, il meeting di Singapore non si svolgerà“. E’ un passaggio della lettera con cui Donald Trump, presidente degli Stati Uniti, comunica al leader nordcoreano Kim Jong-un l’annullamento del summit previsto per il 12 giugno a Singapore.

Ecco il testo della missiva inviata dal presidente degli Stati Uniti: “Caro signor presidente, apprezziamo profondamente il suo tempo, la pazienza e lo sforzo dedicato alle nostre recenti trattative e discussioni relative al summit lungamente desiderato da entrambe le parti, che era previsto per il 12 giugno a Singapore. Ci hanno comunicato che il meeting era stato richiesto dalla Corea del Nord, ma questo per noi è totalmente irrilevante. Purtroppo, sulla base della enorme rabbia e della aperta ostilità mostrata nella vostra recente dichiarazione, credo sia inappropriato, in questo momento, organizzare questo meeting”, scrive Trump.

A quale recente dichiarazione si riferisce il capo della Casa Bianca? A quella pronunciata il 23 maggio dal vice ministro degli Esteri di Pyongyang, Choe Son Hui, che aveva minacciato di far saltare il summit e aveva definito il vice presidente Usa Mike Pence “ignorante e stupido”, criticando l’intervista in cui Pence aveva avvertito Kim che sarebbe un “grave errore” sfidare Trump. Il vice presidente aveva aggiunto che Pyongyang avrebbe potuto fare la fine della Libia, il cui leader Muammar Gheddafi fu ucciso dai ribelli sostenuti dagli Stati Uniti, anni dopo aver rinunciato alle armi atomiche, “se Kim non farà un accordo”.

Choe aveva detto, secondo l’agenzia di stampa Kcna: “Non posso zittire la mia sorpresa per questi commenti ignoranti e stupidi venuti fuori dalla bocca del vice presidente americano”. Inoltre aveva aggiunto: “Non imploreremo gli Usa per il dialogo, né ci prenderemo il disturbo di persuaderli, se non vogliono sedersi con noi”. Il vice ministro aveva anche detto che suggerirà a Kim di cancellare il summit, se Washington continuerà con le minacce.

“Per questo – si legge ancora nella missiva della Casa Bianca – lasci che questa lettera illustri che il summit di Singapore, per il bene di entrambe le parti ma a svantaggio del mondo, non si svolgerà. Lei parla delle vostre capacità nucleari, ma le nostre sono così imponenti e potenti che io prego Dio affinché non debbano mai essere usate”, aggiunge. “Sentivo che tra lei e me stava nascendo un dialogo meraviglioso e, alla fine, quello è l’unico dialogo che conta. Un giorno, spero davvero di incontrarla. Nel frattempo, la ringrazio per la liberazione degli ostaggi che ora sono a casa con le loro famiglie. E’ stato un gesto splendido ed è stato molto apprezzato”, prosegue.

“Se cambia idea in relazione a questo importante summit, non esiti a chiamarmi o a scrivermi. Il mondo, e la Corea del Nord in particolare, ha perso una grande opportunità per una pace duratura, per grande prosperità e benessere. Quest’occasione persa è davvero un momento triste nella storia”, conclude prima di congedarsi (“Sincerely yours”).

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Ma come diavolo è possibile? L’autista di questo furgone è l’uomo più fortunato del mondo: reggetevi forte

1 ura 57 min ago

Le telecamere a circuito chiuso della città di Kolomyia, nella zona nord occidentale dell’Ucraina, riprendono un incidente potenzialmente mortale. Un uomo a bordo di un Fiat Doblò si avvicina a un incrocio, quando una Mercedes proveniente da sinistra urta il veicolo facendolo sbattere contro una Mazda. L’urto violento farà cappottare il furgoncino. L’epilogo sarà completamente inaspettato.

 

 

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Flat tax, Cei contro: ‘No a meno tasse per tutti, aumentare quelle su attività speculative’. Bloomberg: ‘Può funzionare’

2 uri 5 min ago

Mentre il premier incaricato Giuseppe Conte lavorava alla formazione dell’esecutivo, la “flat tax” (ma con due aliquote) proposta nel contratto di governo Lega-M5s conquista il centro della scena. Attirando pure – in negativo – l’attenzione della Conferenza episcopale italiana, che pure due giorni fa si era espressa a favore del “nuovo che avanza. In compenso un’analisi dell’agenzia Bloomberg sostiene che la misura “potrebbe funzionare, nonostante l’ostacolo rappresentato della lunga storia di scarso rispetto e applicazione delle norme fiscali nel Paese”. Quanto basta per far esultare il leader della Lega Matteo Salvini che su Twitter rivendica: “La flat tax in Italia può funzionare. Fra insulti e minacce di tutti i giornali e le tivù italiane, apprezziamo l’obiettività di qualcuno all’estero”, citando anche un pezzo del Wall Street Journal (titolo Magical thinking in Italy) risalente però al 16 maggio.

Alla Cei l’idea di sostituire le attuali cinque aliquote con due – rispettivamente al 15% sui redditi fino a 80mila euro e al 20% oltre – non piace perché, come ha spiegato il presidente Gualtiero Bassetti, tra i “principi irrinunciabili” c’è quello della “progressività fiscale”, il che vuol dire “non tagli per tutti genericamente ma per le fasce per le quali è necessario”. La priorità per Bassetti è che “ci sia una maggiore tassazione sulle attività speculative, si cominci da lì”.

Su Bloomberg, in un editoriale intitolato Italy’s populist government may not bring doom (“Il governo populista italiano potrebbe non causare sventure”), Leonid Bershidsky scrive invece che sebbene sulla carta “il cambiamento minacci di causare gravi perdite di entrate“, “se l’esperienza di Russia e Europa dell’Est conta qualcosa, l’Italia potrebbe finire per raccogliere più tasse, a dispetto della storica inaffidabilità nazionale nel pagarle o farle pagare”. Il giornalista russo ricorda che la Penisola ha un “grave problema di evasione“, ma sostiene che “il vantaggio di una flat tax bassa è che le persone tendono a pagarla volontariamente perché è facile da capire” mentre “sistemi complicati con tante aliquote e deduzioni rendono necessario dotarsi di un aiuto professionale e pochi tra gli italiani che presentano la dichiarazione riescono a farlo senza un consulente”.

Inoltre, continua il ragionamento, “le tasse piatte in Est Europa hanno avuto effetti dimostrabili di aumento del benessere, cosa che ha prodotto un incremento dei consumi“. Il che “può aumentare gli introiti del governo da tasse sul valore aggiunto o tariffe”. Secondo il giornalista “i governi populisti ovunque, in particolare in Polonia e Ungheria, hanno avuto un notevole successo nell’aumentare la riscossione delle imposte perché, come la nuova coalizione italiana, tendono a fare promesse sociali costose per essere eletti” che “motivano i governanti a prendere seriamente la riscossione”.

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Governo M5s-Lega, tutti i miei amici sono preoccupati: ricchi, poveri e anzianotti

2 uri 16 min ago

Ridendo e scherzando, tra poco sarà giugno e la Nazione si bloccherà tre mesi per la consueta pausa estiva e questa stagione sarà bella, speriamo che il tempo si aggiusti un po’ che è da inizio maggio che c’è un clima incerto e non si sa bene come vestirsi. Un giorno c’è il sole, fa caldissimo, fa freddo, poi piove, anzi arrivano le “bombe d’acqua” che a chi si occupa di spaventare le persone col meteo piace di più. Dai, ancora qualche giorno e si torna a parlare di “Allerta Caldo”.

E poi c’è una novità, c’è il nuovo governo Lega e M5S con presidente del consiglio Giuseppe Conte. Oddio, Conte, adesso non esageriamo. E’ poi un avvocato e ho anche letto su Facebook che bisognerà indagare sul suo curriculum “pompato” come è d’uso su Linkedin, dove per fare bella figura coi recruiters delle startup, bisogna essere molto skilled a scrivere post performanti di personal branding che generino engagement (non chiedetemi cosa voglia dire, ma su quel social parlano così).

I miei amici ricchi sono molto preoccupati dal nuovo governo, dicono che questi qua vogliono fare la flat tax che significa meno tasse e loro (cit.) vogliono pagare più tasse, contribuire alla crescita del paese e perché no, generare engagement. Mi hanno detto che quando saranno in vacanza dall’altra parte del mondo lotteranno contro questo governo politico, ma gestito da un tecnico che pensa solo al proprio personal branding e a “pitonare” il proprio curriculum egoreferenziato. Uno mi ha detto che a breve scriverà #hashtag al vetriolo su Twitter e con suo figlio youtuber diffonderanno video che diventeranno virali. Staremo a vedere.

I miei amici poveri invece sono più preoccupati del reddito di cittadinanza. Piuttosto che ricevere dei soldi in quel modo preferiscono andare a lavorare, non importa a fare cosa, ma vogliono un lavoro vero, di quelli dove devi andare lì alle nove e esci alle sei (non importa a fare cosa). Però da settembre. Va detto che li vedo meno preoccupati dai ricchi, ma anche loro stanno organizzando contestazioni incredibili. Ieri uno di loro ha creato un gruppo di protesta su WhatsApp e mi ha iscritto. Lo seguirò, per ora ho silenziato le notifiche.

E infine ci sono i miei amici anzianotti che se si concretizzano le idee balzane di questi qua, verrebbe rivista totalmente o parzialmente la legge Fornero e sarebbero costretti ad andare in pensione senza dover attendere i 67 anni. “Poi cosa facciamo?” mi ha detto uno. Era terrorizzato. Si stanno già organizzando per opporsi a uno Stato che li vuole umarells prima del tempo, perché loro sono giovani e vogliono lavorare ancora, lo fanno per loro (cit.), per il futuro dei loro nipoti e ancor prima per i figli trentenni project manager partita iva col forfettino impiegati in una startup innovativa, pagati 500 euro lordi al mese. Meno del reddito di cittadinanza.

Insomma, questa nuova serie tv italiana della formazione del governo iniziata dopo la vittoria del concorso pubblico del 4 marzo 2018 è veramente avvincente, molto meglio della produzione inglese Brexit o di quell’americanata dell’elezione di Donald Trump, va detto. Come andrà a finire nessuno ne ha idea, ma stamattina al bar ho sentito il barista spoilerare “Non ci sono le coperture”. Chissà se è vero. Oggi inizia la nuova stagione.

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Nord Corea: “Smantellato sito nucleare”. Media: “Ma Kim sta solo nascondendo il suo arsenale atomico”

2 uri 18 min ago

Mentre la chiusura del sito nucleare di Punggye-ri si è svolta in pompa magna come da programma, il governo nordcoreano si starebbe adoperando per mettere al riparo le proprie armi nucleari. E’ quanto sembra suggerire la recente decisione di nominare la provincia di Chagang “zona rivoluzionaria speciale del Songun”, il principio noto in inglese come “military first“. Secondo fonti del Daily NK – giornale online con base in Corea del Sud finanziato tra gli altri dall’Ong collegata al Congresso americano National Endowment for Democracy – la designazione di Chagang come zona militare strategica è stata discussa lo scorso mese dai membri del ministero della Sicurezza dello Stato. In quell’occasione si è convenuto che “rendere la provincia di Chagang un punto d’appoggio strategico per l’esercito di fronte a una guerra moderna fa parte dell’eredità trasmessa da Kim Il-sung e Kim Jong-il“, rispettivamente nonno e padre dell’attuale leader Kim Jong-un.

Collocata al confine con la Cina, la provincia è per il 98% montagnosa e pertanto particolarmente adatta per scopi militari, tanto che si dice ospiti i famigerati tunnel attraverso cui gli alti funzionari nordcoreani pianificano la fuga in caso di attacco. Sempre qui, secondo la testimonianza di un disertore, 134 stabilimenti militari – sui circa 1.800 operanti in tutto il paese – impiegano grossomodo 500mila persone. Già nel 2013 un rapporto del National Intelligence Service sudcoreano riportava l’intenzione di Kim Jong-un di occultare gli armamenti sottoterra. “La maggior parte delle strutture sono situate nella provincia di Chagang e in altre aree remote, e sono parzialmente o totalmente sotterranee per ridurre al minimo i danni in caso di guerra”, spiegava il report, collocando nello specifico le fabbriche N° 65 e 81 nella città di Junchon. All’epoca i servizi segreti di Seul attestavano la costruzione di rifugi di emergenza in prossimità di fabbriche e impianti, oltre alla finalizzazione di “piani per la mobilitazione di persone e materiali così da assicurare una produzione costante anche durante lo scambio a fuoco di una guerra”.

“Le armi nucleari possono essere nascoste ovunque, ma a quanto pare le autorità nordcoreane hanno scelto un luogo in cui anche i satelliti avranno difficoltà a localizzarle”, ha dichiarato a Daily NK una fonte locale, che conferma la costruzione di depositi ermetici per lo stoccaggio. Al contempo, la segretezza delle operazioni in corso ha già richiesto l’introduzione di misure di controllo più radicali nell’area, come sembra testimoniare l’istituzione di posti di blocco per supervisionare il transito di persone, vetture e rifornimenti attraverso la provincia, nonché l’introduzione di un piano per rafforzare l’integrità ideologica dei residenti onde evitare la fuga di notizie all’estero.

Quanto sta accadendo a Chagang rientra nella casistica delle informazioni inverificabili che tinteggiano abitualmente la cronaca nordcoreana. Nondimeno, aggiunge una freccia alla faretra di quanti mettono in dubbio la sincerità di Kim Jong-un e della sua disponibilità a denuclearizzare la penisola coreana. Lo smantellamento del sito di Punggye-ri, secondo molti, costituisce soltanto uno “show politico” a uso e consumo della stampa estera (invitata ad assistere alla cerimonia), oltre che un tentativo di distruggere importanti informazioni sul programma atomico nordcoreano. D’altronde i precedenti non sono incoraggianti. Anche nel 2008, grazie a un accordo con Washington, i media internazionali ottennero l’accesso alle operazioni di abbattimento di una torre di raffreddamento presso la centrale nucleare di Yongbyon. Il reattore è stato rimesso in funzione dopo pochi anni in seguito al progressivo stallo delle negoziazioni sul nucleare.

Rimangono, inoltre, ancora molti dubbi sull’effettiva comunione d’intenti tra Pyongyang e l’amministrazione Trump. Nonostante l’escalation verbale degli ultimi giorni, il presidente americano parrebbe aver ammorbidito la propria posizione in merito alle modalità in cui dovrà essere perseguita la denuclearizzazione, aprendo la porta all’eventualità di uno “smantellamento graduale” – come proposto da Kim Jong-un – anziché una denuclearizzazione “completa” entro il 2020, come auspicato da Washington e Seul. Ma nulla è stato annunciato riguardo al futuro delle truppe statunitensi di stanza al Sud.

Nel frattempo, è saltato l’atteso vertice del 12 giugno tra Kim e Trump. “Per il bene di entrambe le parti, il meeting di Singapore non si svolgerà“, si legge nella lettera con cui il presidente degli Stati Uniti ha comunicato al leader nordcoreano l’annullamento del summit.

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Francesco Mandelli, dopo I soliti Idioti, le sue imitazioni della Dark Polo Gang e di Sfera Ebbasta sono tutte da ridere

2 uri 37 min ago

Lo chiamano il “Nongiovane”, ma in realtà è il più giovane di tutti. Francesco Mandelli resta il re delle imitazioni, dai tempi MTV fino alle storie su Instagram. Dopo la scandalizzatissima Marialuce, lo scapestrato Niccolò («Ciao mamma, esco, vado a comprare la droga») e soprattutto Ruggero De Ceglie (e la sua colorita esortazione a Gianluca) della sit com I Soliti Idioti, adesso il Nongio torna nei panni di idoli trap come la Dark Polo Gang, Frank Matano e il rapper Sfera Ebbasta.

Fate un esperimento: guardate il profilo di Tony Effe, Wayne Santana, Sick Luke o qualsiasi altro “pischelletto” della gang. Poi guardatevi le storie di Mandelli: chi imita chi? Infilato nell’oblò della lavatrice o a testa giù chiede: «Chi è il re dello scomodo bibbi?». Oppure, giocando in un’aerea per bambini al centro commerciale: «Quanto sono bbritish nel pullman a due piani eh? – dice entrando in una sagoma di cartoncino – quanto stamo scomodi nel pullman dei pischelletti dark, eh bibbi?». Se vi state chiedendo che significhi “scomodo” o avete più di trent’anni o vivete fuori Roma. Oppure vivete a Roma, ma non ascoltate la DPG, il gruppo di trapper romani famosi, più che per la loro musica, per il linguaggio non-sense, le catene al collo e gli occhiali di plastica colorati anni ’80. Dizionario minimo di base: Bibbi, ragazza, versione diplomatica di bitch. Scomodo, nel senso – parola loro – di stare scomodi nella società.

Se non fosse chiaro, è una definizione scomoda. British, che esprime il loro modo di essere «da baronetti inglesi» spiegano. Ice, cioè ghiaccio, che ricorda i gioielli che scintillano. Il Nongio gioca con il vocabolario della Dark:  Triplo sette, la combinazione del jackpot alle slot-machine (777) diventata il numero fortunato della DPG, diventa “Triplo settecento” nella didascalia di una foto in costume da damerino al Carnevale di Venezia. Ma alla fine chi sta più scomodo, Tony Effe o Francesco Mandelli? Intervistati da Radio Deejay, stanno al gioco: «Mandelli piskelletto dark, dark Mandelli» dicono divertiti.

Dai tempi di MTV, di TRL e dei Soliti Idioti sono passati parecchi anni: in mezzo film, programmi tv, la musica (adesso è in tour con gli Shazami, duo molto indie e molto british, appunto) ma soprattutto è arrivata sua figlia Giovanna, star indiscussa del canale Instagram di papà. Eppure Mandelli, che è insieme conduttore, regista, attore, musicista non ha perso la vena del caratterista, sempre sintonizzato su nuove vibrazioni.

Altra raccolta di storie, altro personaggio: Sfera Ebbasta, che diventa Pallaestopp: «Bella raga, è uscito il mio disco nuovo, che poi è quello vecchio ma mi servono i soldi per rifarmi i denti» dice alludendo ai denti d’oro del rapper di Cinisello Balsamo, che lui prova a replicare con la carta stagnola. E con improbabili occhiali di ogni tipo, lottando per tenere una striscia di stagnola sui denti chiede sconsolato ai fan: «Presalvate il nuovo singolo raga».

E poi FrankTheStalker, il ping pong con lo youtuber Frank Matano, conduttore del programma Le Iene. Dopo gli sketch sul palco, le storie su Instagram: «Hi Francesco – esordisce Matano in tutte le storie del canale Stalking – visto che sono il tuo fan numero uno, pensavo di entrare in casa tua stanotte. Avresti mica il tuo bucato da darmi?» «This is getting creepy, Frankie», risponde un Mandelli composto e incravattato, facendo a gara a chi esaspera di più l’accento inglese. Anzi, british. Prossima frontiera: un Ruggero De Ceglie in versione DPG che dica: «Quanto stamo scomodi Gianluca? Dai ca..!»

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10 milioni per i cappellani militari, appello di padre Zanotelli al Papa: “No all’inquadramento nelle forze armate”

2 uri 44 min ago

Il 3 febbraio 2018 il Consiglio dei Ministri in scadenza di mandato ha deliberato lo stanziamento di 10 milioni di euro per mantenere i cappellani militari nell’inquadramento delle forze armate. Ma ora è la stessa Chiesa, dal basso, a chiedere a Papa Francesco di intervenire per bloccare questo provvedimento. Alex Zanotelli, missionario comboniano, dalle pagine di ‘Mosaico di Pace’, rilancia l’appello che chiede l’abolizione dell’inquadramento dei sacerdoti nell’esercito: “Che senso hanno le stellette, se l’obiettivo fosse davvero quello di fare pastorale? Se l’Intesa verrà confermata dal nuovo Governo, l’ordinario militare, assimilato a un generale d’armata, andrà a incassare 126 mila euro all’anno, il vicario generale (generale di divisione) 104 mila euro, il cappellano capo (maggiore) 48 mila euro e per il cappellano (capitano) 43 mila, è una vergogna”.

Incontriamo padre Alex Zanotelli nella Genova di don Andrea Gallo, dove l’attuale arcivescovo è Angelo Bagnasco, “che fu ordinario militare con il grado di generale d’armata proprio negli anni più duri della guerra in Iraq, con uno stipendio di 190 mila euro all’anno, mentre migliaia di cristiani scendevano in piazza in Italia e nel mondo per fermare quel conflitto e lo stesso Papa gridava ai ‘potenti della terra’ di non intervenire, coerente con il messaggio di amore disarmato e la direzione della non violenza attiva indicata da Gesù – dichiara a ilfattoquotidiano.it – Negli scorsi mesi Papa Francesco è stato a Barbiana in pellegrinaggio sulla tomba di don Lorenzo Milani, duro contestatore dei cappellani militari quando ancora fare obiezione alla naja era un reato, poi si è recato nelle terre di don Tonino Bello… questa intesa, che integra i cappellani in un esercito sempre più impegnato a fare guerra ‘ovunque i nostri interessi vitali siano minacciati’, com’è avvenuto nelle guerre in Afghanistan, Iraq, Libia, non solo è in chiaro contrasto con il Vangelo, ma anche contro il magistero di Francesco”.

“Dopo anni e anni di contestazione dei cappellani militari – si legge nell’appello lanciato con Zanotelli dall’Arcivescovo di Altamura Giovanni Ricchiuti, don Renato Sacco e Sergio Paronetto di Pax Christi – sia da parte laica come da parte ecclesiale (preti e vescovi inclusi!), riteniamo uno scandalo per il popolo dei fedeli vedere sacerdoti inseriti nel sistema militare con i gradi di generale, maggiore, capitano. Chiediamo che venga abolito l’inquadramento militare dei cappellani e che l’assistenza spirituale al personale militare sia data alla pastorale ordinaria”.

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Chieti, Avvenire e l’onore al ‘soldato caduto’. Chiamiamolo col suo nome: femminicida e infanticida

2 uri 47 min ago

Ripugnante, disgustoso. Non userò mezze parole per descrivere l’editoriale “L’ultima battaglia di un uomo” pubblicato su Avvenire e firmato da Marina Corradi sul probabile femminicidio di Marina Angrilli che, come conferma l’autopsia, è stata spinta giù dal balcone, e l’assassinio cruento di sua figlia Ludovica di appena 10 anni. La bambina è stata lanciata giù da un viadotto da Fausto Filippone suicida dopo un probabile duplice crimine.

Come tanti vili esecutori dell’arcaica legge del possesso di mogli e figli, roba, beni, non-persone, Filippone si è sottratto al peso delle sue responsabilità e anche al dovere della verità su due morti inique. Prima di uccidersi ha detto ad un poliziotto “Mia moglie ha qualcosa da farsi perdonare”. Si era già auto-assolto mentre chiedeva “scusa” alla bambina uccisa, una parola inadeguata per un crimine così efferato. Se è giusto accantonare sentimenti di vendetta nei confronti di un assassino e lasciare spazio a quel sentimento di civile pietà per chi si macchia del peggiore dei crimini è indegno per la stampa di un Paese civile empatizzare e solidarizzare con chi li commette. O ancora peggio, sovvertire la narrazione di azioni criminali, estetizzarle, raccontarla come atti che rievocano addirittura l’eroismo.

In questi giorni abbiamo letto pessimi articoli sull’assassinio di Ludovica (e forse anche della madre) che hanno fatto scomparire l’orrore della violenza di un uomo “nella famiglia per bene dai solidi valori”, “nell’imprenditore lavoratore”, nella “triplice tragedia”. Un punto di vista pericoloso e iniquo che pone sullo stesso piano l’assassino e le vittime con uno sfregio alla verità e alla giustizia. Dove sono le parole di empatia per la sorte di Marina e Ludovica, dove il rimpianto per le loro vite che non ci sono più e dove lo stigma per il crimine e la condanna netta e senza se e ma di gesti violenti?

Non abbiamo letto nulla di tutto questo in molti articoli. Ma l’articolo di Martina Corradi è particolarmente ripugnante perché dopo l’empatia a profusione nei confronti di un assassino e la rimozione del problema della violenza maschile nelle relazioni di intimità, descrive Fausto Filippone come un “soldato caduto”. Se il probabile duplice femminicidio viene presentato come un atto di eroismo quale scelta sta facendo Marco Tarquinio, il direttore di Avvenire, nei confronti di un fenomeno che causa in Italia una donna uccisa ogni tre giorni? E nei confronti del fenomeno ad esso collegato, quello dell’assassinio dei figli e delle figlie?

“Il soldato caduto” ha sollevato sopra una rete di recinzione una bambina i 10 anni, prima di lanciarla nel vuoto. Ludovica avrà urlato? Avrà pianto? Implorato? Avrà invocato un aiuto che non arrivava? Avrà chiamato la madre? O sarà rimasta paralizzata dal terrore e dell’angoscia mentre lo strapiombo di 40 metri si spalancava sotto di lei e la inghiottiva con una morte violenta, iniqua e prematura. Un volo di 40 metri non si esaurisce in un secondo. C’è tempo, c’è tutto il tempo per capire.

Nella distorsione della narrazione emerge involontariamente un lapsus, una realtà denunciata dal pensiero femminista e dalle attiviste dei diritti delle donne, quella guerra che una cultura patriarcale, millenaria, conduce contro le donne e le bambine: cultura del dominio che arrogava al padre il diritto di vita e di morte per legge. La norma che concedeva un’attenuante a chi uccidesse mogli e sorelle o figlie è stata abolita solo nel 1981 ma i pilastri su cui si reggeva fanno sentire gli effetti ancora oggi nella narrazione comune e anche nei media.

@nadiesdaa

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Governo M5s-Lega, Freccero: “Sono diventato patriota e sovranista. Renzi? Gli farei condurre ‘L’Eredità’ alle 19.00”

2 uri 55 min ago

“E’ iniziato il cambiamento”. Esordisce così, in una intervista telefonica a La Zanzara (Radio24), Carlo Freccero, consigliere di amministrazione della Rai, commentando il nuovo governo giallo-verde. E in un battibecco serrato con uno dei conduttori, David Parenzo, sottolinea: “Sono diventato patriota e sovranista per abbattere la Germania in una Europa che privilegia solo un Paese. Meglio Salvini di Renzi, assolutamente. Giuseppe Conte è devoto di padre Pio? Non lo sapevo, però mi consola che ci sia Paolo Savona. Ha 82 anni, ma è lucidissimo e ha un curriculum magnifico. Savona” – continua – “è uno che ha capito cos’è l’Europa, cos’è l’ingiustizia, cosa sono i tedeschi. Leggete i libri di Savona. Se la Lega rinunciasse al nome di Savona e se ci fosse qualche veto, sarebbe una sconfitta per il Paese, una cosa gravissima. Avrebbe un effetto dirompente, vorrebbe dire che non c’è democrazia e saremmo peggio della Cina. Sarebbe una dittatura”. E aggiunge: “Non si può restare schiavi di un sistema che ci rende poveri. L’euro è il problema. Conte è molto vicino al Vaticano? Va bene, ma sa 4 lingue, lo mandiamo in Europa per fare pubbliche relazioni. E’ già qualcosa. Savona, invece, sarebbe il centro di gravità, Di Maio e Salvini possono imparare qualcosa da lui. Se Paolo Savona ogni mattina dà una lezione di ripetizione di due ore al giorno a Salvini e Di Maio, alla fine del loro mandato questi diventano statisti”. Freccero, poi, risponde scherzosamente a Cruciani su scenari futuri in Rai: “Io farei un programma con Beppe Grillo, Adriano Celentano e la voce fuori campo di Mina. Renzi? Potrebbe condurre L’Eredità alle 19, sarebbe qualcosa di bello. Fazio? Ci sono i contratti, non si può fare niente. Al momento lo lasciamo lì. Vespa? Cambierà, diventerà leghista e grillino e dirà che lo è sempre stato. Mannoni? Soffrirà, gli spostiamo il programma ogni volta di cinque minuti così perde le staffe e griderà all’ingiustizia. Giletti? Tornerà sicuramente in Rai”

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Milano, insultano e picchiano i clienti di un ristorante vegano: arrestati 4 studenti

2 uri 56 min ago

Vegani di m…”, “fate schifo”, “che c… state mangiando?”, hanno urlato a due fratelli che stavano cenando seduti ai tavolini esterni di un ristorante di viale Monte Nero, a Milano. Offese gratuite e prolungate che hanno portato uno dei diretti interessati, 32 anni, a raggiungere il gruppo, formato da cinque ragazzi tra i 18 e i 20 anni. Appena girato angolo, l’uomo è stato aggredito con calci e pugni e poi inseguito mentre tornava al ristorante per chiedere aiuto e chiamare i carabinieri.

I responsabili di questa aggressione, avvenuta intorno alle 22 di mercoledì, sono cinque studenti di buona famiglia che vivono in centro, uno con precedenti per danneggiamento e imbrattamento e un altro per droga e tentata estorsione. Uno di loro è riuscito a fuggire, mentre gli altri sono stati arrestati per lesioni e rapina aggravata. Dopo l’intervento del fratello della vittima che ha messo fine al pestaggio, il gruppo ha infatti raggiunto nuovamente i due nel ristorante, rubando il giubbotto del 32enne con cellulare e portafogli.

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