Il Fatto Quotidiano

Syndicate content Il Fatto Quotidiano
News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia
Updated: 17 min 53 sek od tega

Mondiali 2018, disordini e saccheggi in tutta la Francia rovinano la festa per la vittoria dei Bleus

Pon, 16/07/2018 - 08:58

La grande festa popolare in Francia per la vittoria ai Mondiali di calcio è stata segnata anche da alcuni disordini nella notte sugli Champs Elysées dove si erano riversate centinaia di migliaia di persone. Poco prima della mezzanotte la polizia ha usato gas lacrimogeni sul celebre viale parigino contro decine di vandali col volto coperto che hanno approfittato della confusione per assaltare un negozio e lanciare proiettili contro gli agenti. Una volta dispersi i vandali, la festa è ripresa.

Altri incidenti sono avvenuti a Marsiglia, Ajaccio e Lione. In quest’ultima città vi sono stati scontri fra la polizia e un centinaio di persone. Ma per il resto è stata tutta la Francia a scendere in strada fra un tripudio di bandiere e canti della Marsigliese.

L'articolo Mondiali 2018, disordini e saccheggi in tutta la Francia rovinano la festa per la vittoria dei Bleus proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Bollette gas e luce, aumenta il numero di chi ha diritto al bonus. Ma non fa domanda per incassarlo

Pon, 16/07/2018 - 08:40

Le bollette della luce e del gas continuano a salire, l’ultimo balzo all’insù è di qualche giorno fa: dal primo luglio, secondo quanto stabilito dall’Autorità per l’Energia (Arena), sono aumentate rispettivamente del 6,5% e dell’8,2 per cento. La notizia è stata diffusa un po’ ovunque, però in pochi sanno che oltre al danno qui c’è anche la beffa: in realtà chi ha redditi bassi o problemi di salute potrebbe usufruire del bonus energia, ossia di uno sconto sulle bollette, che nei casi più gravi può arrivare a oltre 600 euro l’anno. Una misura introdotta da tempo, nel 2009, che però a molti è ancora sconosciuta. Il risultato è che chi davvero ne avrebbe bisogno continua a pagare un prezzo pieno, oltre le proprie possibilità.

Dal rapporto annuale dell’Autorità per l’Energia Il bonus sociale elettrico e gas: stato di attuazione per l’anno 2017, emerge che l’anno scorso sono sì aumentati i beneficiari della misura e anche gli importi erogati ma la percentuale di chi ne usufruisce rispetto a chi ne ha diritto è ancora molto limitata, tra il 30% e il 32 per cento. Inoltre, dei 27.955 bonifici emessi nel 2017 “solo l’82% è stato poi effettivamente incassato dal soggetto che ne aveva diritto”.

Eppure – secondo l’Autorità – non mancano affatto “le misure poste in campo per diffondere l’informazione, tra i potenziali destinatari, con campagne informative e progetti volti a coinvolgere anche altri soggetti che operano con i cittadini vulnerabili”. Dunque, per l’Arena, le informazioni ci sarebbero, con tanto di campagne e progetti per coinvolgere tutti i soggetti interessati.

Ma allora cosa succede? I consumatori la pensano diversamente. Cittadinanzattiva ha recentemente presentato il progetto Si(e)nergia basato su oltre 2.000 interviste e realizzato con il sostegno di Acea, Edison, Enel, Eni gas e luce e Sorgenia. Proprio in riferimento al bonus l’associazione sottolinea l’esistenza di una “rilevante percentuale” (47,5%) di coloro che non ne sono al corrente. E anche tra chi ne è a conoscenza si sottolinea come siano tuttora inadeguate le misure per meglio far conoscere la misura (63,5%).

In realtà è da tempo che i consumatori denunciano tutto questo. Già l’anno scorso una quindicina di associazioni aveva evidenziato che oltre la metà di quanti potrebbero chiedere il bonus energia, non lo fa perché non sa che esiste, teme gli ostacoli burocratici o ritiene che il proprio Isee sia troppo alto per averne diritto.

Eppure non parliamo di pochi spiccioli. Per quel che riguarda il bonus elettrico, per una famiglia (con Isee non superiore a 7.500 euro e a 20.000 con più di 3 figli a carico) composta da uno o due componenti sono previsti 80 euro all’anno, da 3 a 4 componenti 93 euro, oltre i 4 componenti si arriva a 153 euro. Il valore dello sconto per motivi fisici dipende dalla potenza contrattuale, dalle apparecchiature elettromedicali salvavita utilizzate e dal tempo giornaliero di utilizzo. Il range va da 417 euro all’anno a 628. Nel caso del gas, per una famiglia fino a quattro componenti, si prevedono 31 euro (contratto acqua calda sanitaria e/o uso cottura) e 189 euro (contratto acqua calda sanitaria e/o uso cottura con riscaldamento). Oltre i quattro componenti si va da 49 euro a 279. Anche qui l’Isee non deve essere superiore a 7.500 euro e a 20.000 con più di 3 figli a carico.

Un paradosso dunque, considerato che oltre un cittadino su dieci si rivolge alle associazioni dei consumatori proprio per arretrati nel pagamento delle bollette. E la causa è purtroppo un binomio che rimbomba spesso quando si parla di bollette: scarsa informazione e poca trasparenza. Lo stesso binomio che porta almeno ad altri due paradossi: il 46,8% dei consumatori intervistati, sottolinea sempre Cittadinanzattiva, ammette di faticare a comprendere le bollette anche se poi per la maggior parte la priorità è una “bolletta chiara e facilmente comprensibile (74,1%)”.

Inoltre, il 50% del campione ignora le detrazioni per l’efficientamento delle proprie abitazioni, Questo nonostante gli italiani sappiano benissimo cosa voglia dire efficienza energetica e quanto sia importante: il 63% degli intervistati afferma infatti che la sostenibilità energetica ha a che fare innanzitutto con la diffusione sempre maggiore di energia da fonti rinnovabili e con l’uso efficiente dell’energia.

L'articolo Bollette gas e luce, aumenta il numero di chi ha diritto al bonus. Ma non fa domanda per incassarlo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Disability Pride, gli organizzatori: “In piazza per i diritti di tutti. Ma il ministro Fontana non è venuto”

Pon, 16/07/2018 - 08:33

Per la prima volta a Roma, in contemporanea con Brighton e New York, il Disability Pride, giunto alla sua quarta edizione, ha attraversato le vie del centro: il corteo è partito da piazza Venezia e attraverso via del Corso è giunto a piazza del Popolo.

“Sfiliamo per i diritti di tutti, dalla carrozzina al bastone alla sedia a rotelle. Sfiliamo per ogni tipo di disabilità”, dice Dario Dongo del direttivo del Disability Pride Onlus. “La società italiana deve mettersi al livello della civiltà. E la civiltà è quella affermata nella Convenzione Onu per i diritti dei disabili 12 anni fa. La situazione è anni luce indietro rispetto a dove dovrebbe essere”. Dai trasporti pubblici al diritto di manifestare (“tanti hanno avuto problemi a raggiungerci in piazza oggi”, dal diritto alla salute e all’assistenza a quello al lavoro.

“Abbiamo invitato tutte le istituzioni”, spiega Daniele Lauri. “Anche il ministro per le Disabilità Lorenzo Fontana. Ma ci è arrivata una mail dalla segreteria e non sarà presente. Avremmo voluto ascoltasse di persona le nostre problematiche”.

L'articolo Disability Pride, gli organizzatori: “In piazza per i diritti di tutti. Ma il ministro Fontana non è venuto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 16 luglio: Germania, Spagna e Portogallo aiutano sui migranti

Pon, 16/07/2018 - 00:31
Anche Germania, Spagna e Portogallo aiutano l’Italia ad accogliere i migranti

Conte & C. rompono l’isolamento con l’appello ai partner Ue dopo i nuovi arrivi. Ora Dublino vacilla

di Ma mi faccia il piacere di

Il profeta/1. “Salvini dice che governerà per i prossimi 30 anni? Nulla impedisce di sperare, però bisogna vedere se gli elettori gli daranno i voti” (Piero Fassino, deputato Pd, 2.7). Allora mi sa che gli anni saranno 40. Il profeta/2. “Mi sa che questo governo dura poco” (Antonio Tajani, presidente FI del Parlamento europeo, Il […]

Il caso Decreto Dignità, Di Maio e Tria contro l’Inps di Boeri

La stima di 8.000 posti in meno con la stretta sui contratti precari “non ha basi scientifiche”

di Il personaggio Il “venditore” di fumo: “Futuro senza sigarette”

Philip Morris – L’ad Italia, Eugenio Sidoli, incontra Paolo Mieli al Festival di Spoleto: “Abbiamo un’alternativa”

di L’intervista “A Zingaretti dico: adesso nel Pd cambiamo dirigenti e politiche”

Gianni Cuperlo – “Ormai è finita la stagione di Renzi e dei suoi profondi sbagli, come lasciare il M5S alla Lega urlando al lupo e aprendo la gabbia”

di Commenti BookBooks La grande avventura misteriosa di Elena Improta

La battaglia della figlia di un prefetto e poi mamma di ragazzo disabile

di Scripta Manent La giusta scelta dei collaboratori di Mucio Scevola

“Quinto Scevola pose il massimo zelo nel correggere con la propria virtù la meschinità del desiderio. Mandato come governatore in Asia, scelse come consigliere il migliore dei suoi amici, Q. Rutilio, e lo portava con sé quando prendeva una decisione e dava gli ordini e amministrava la giustizia. E voleva che ogni spesa sostenuta per […]

di Cosa resterà… Manolita e io in viaggio alle Piramidi

Manolita mi ripete per la centesima volta di bere soltanto acqua imbottigliata, di non lavarmi i denti con acqua del rubinetto e, soprattutto, di non mangiare nulla che non sia cotto a dovere. Il pericolo più bruciante per gli Occidentali in Egitto non è la maledizione di Tutankhamon, ma una specie di colibatterio locale che […]

di Benedicta Boccoli Politica Gioie e Dolori Vanzina è vivo e lotta con noi: la commedia italiana non si ferma

Una settimana a Roma: il funerale del regista Carlo, inventore con il fratello Enrico del vituperato cinepanettone; un party sobrio e austero all’ambasciata tedesca (Monti senza loden beve vino, la Camusso birra) e il trionfo gialloverde di Enzo Scotti alla megafesta della sua Link University

di Cronaca Marmolada contesa Zaia, l’Unesco e gli skilift: lassù è guerra di cartine

La frontiera di un secolo fa con l’impero austroungarico diventa un contenzioso tra la Regione Veneto e il Trentino. Pertini nel 1982 prese una decisione ribaltata poi da Galan e Dellai nel 2002

di Giuseppe Pietrobelli Il serbo rinasce 2 anni dopo Wimbledon: trionfa Djokovic, Anderson ko

Finale senza storia per i primi due set, dominati da Djokovic con Anderson non al meglio dopo le due maratone nei quarti contro Federer e in semifinale contro Isner. Nel terzo set il sudafricano è riuscito a restare in partita fino al tiebreak, vinto però agevolmente da Djokovic 7-3. Così il serbo porta a casa […]

di Lutto nel mondo scientifico Addio a Franco Mandelli, sua la lotta alla leucemia

È scomparso ieri a Roma a 87 anni Franco Mandelli, tra i più importanti ematologi italiani. Nel 1969 aveva fondato l’associazione italiana leucemie. Ricercatore, professore emerito a La Sapienza di Roma, dopo gli studi a Parma, si era concentrato sullo studio dei tumori del sangue. Tanti i messaggi di cordoglio dal mondo scientifico e politico, […]

di Economia Sanità ko Vaccino anti-papilloma poco utilizzato

Analisi della Fondazione Gimbe

di Micro&Macro Gli effetti imprevisti della piena occupazione (senza inflazione)

Negli Usa le imprese assumono perfino i galeotti o investono sui robot, in Giappone si offrono benefit e bonus

di Luce e gas, via al portale statale ma senza comparare le offerte

La piattaforma dell’Authority riporta i prezzi del mercato libero e non quelli del tutelato

di Italia L’intervista “Odio Philip Roth e tutti gli scrittori moderni. Mio figlio non mi legge”

André Aciman – L’autore di “Chiamami col tuo nome”, da cui è tratto il film di Guadagnino, svela un segreto: “L’idea è nata nella Sant’Ilario di De André”

di Bicentenario La vendetta di Pisacane, morto suicida o assassinato

Il 22 agosto 1818 nasceva a Napoli il patriota rivoluzionario che trovò la morte il 2 luglio 1857 a Sanza (Salerno) in circostanze ancora non chiare

di Massimo Novelli Mondo I magistrati Dal “persecutore” alla giudice “amica” di Temer

Il tempo stringe nella novela giudiziaria di Lula e del Partido dos Trabalhadores (Pt) che lottano non solo per riportare l’ex presidente in libertà, ma anche per superare lo scoglio giudiziario che impedirebbe all’ex presidente di non riuscire, dentro le scadenze elettorali, di partecipare alla campagna elettorale. La polarizzazione politica dei brasiliani si estende nel […]

di G. Bizz. Si vota il 7 ottobre Lula non molla ancora. Il verdetto è sul Brasile

Rimane il candidato della sinistra alla presidenza, ma resta anche detenuto per corruzione e riciclaggio. Da dietro le sbarre vola nei sondaggi: 33%

di L’intervista “Vlad Putin non si è ripulito ma l’opposizione è debole”

In questi giorni “Mosca è piena di stranieri ubriachi, questo mi irrita”. Le sue parole planano come sempre decise. “Volevo che vincesse la ruskaja komanda, la squadra russa”, ma Edward Limonov dice che “l’Inghilterra ha perso, quindi è otlicno, eccellente”. L’immagine di Putin e della sua Russia sono diventate ancora più solide dopo questo mondiale? […]

di Edward Limonov Cultura In scena Ulisse, l’ultimo degli eroi contro gli dèi capricciosi

“Rapporti di potere” – Il teatro civile di Marco Paolini dall’Odissea al Piccolo Strehler di Milano, dove ritornerà la prossima primavera

di

L'articolo In Edicola sul Fatto Quotidiano del 16 luglio: Germania, Spagna e Portogallo aiutano sui migranti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Tito Boeri, il presidente dell’Inps per alcuni troppo per altri troppo poco politico si scontrò anche con Renzi

Ned, 15/07/2018 - 20:55

Gli scontri al vertice non sono certo una novità per il presidente dell’Inps Tito Boeri. Quello con il vicepremier Matteo Salvini che domenica è saltato sul carro della relazione tecnica al decreto Dignità per chiedere le dimissioni dello scomodo presidente dell’istituto di previdenza, è solo l’ultimo di una lunga serie. Inaugurata già l’esecutivo che l’aveva nominato, quello di Matteo Renzi. Memorabile, per esempio, lo strappo sul piano anti povertà di Boeri e, soprattutto, sul taglio delle pensioni d’oro pubblicato a sorpresa a fine 2015 sul sito dell’Inps, dopo che era rimasto per mesi a fare la polvere sul tavolo del governo.

Troppo poco tecnico per alcuni, troppo poco politico per Salvini, l’economista nominato al vertice dell’Inps nel dicembre 2014 per risollevare l’istituto che era stato commissariato dopo lo scandalo Mastrapasqua, non si è mai fatto pregare nel dire la sua: dalla flessibilità in uscita dal mondo dal lavoro, ai vitalizi dei parlamentari, dal contrasto alla povertà ai voucher. L’anno scorso si scontrò duramente con l’allora presidente della commissione Lavoro della Camera, Cesare Damiano, difendendo proprio le previsioni fornite dall’istituto. “Ci sembra di essere in presenza – disse in quell’occasione con una lettera alla Commissione parlamentare – di un’operazione volta sistematicamente a gettare discredito sull’Istituto che gestisce la protezione sociale in Italia e sulle statistiche che produce. Se così fosse sarebbe un gioco pericoloso“. In sostanza, lamentava Boeri, potrebbe sembrare che “si metta in discussione ogni proiezione che non corrisponde ai desiderata” di chi la riceve. Uno scontro tutto interno all’Inps aveva invece portato tempo prima alle dimissioni del direttore generale Massimo Cioffi, in disaccordo con Boeri sulla riforma dell’istituto, incentrata sulla dirigenza interna e sul metodo con cui viene selezionata.

Matteo Salvini, quindi, non è certo il primo a chiederne le dimissioni. E non è neanche la prima volta che lo fa: il ministro dell’Interno è del resto consapevole del peso specifico dell’Istituto che gestisce pensioni e ammortizzatori sociali. Ad accendere la prima miccia era stata la questione migranti quando Boeri aveva ribadito che l’Italia ha “bisogno di immigrati regolari che fin da subito paghino i contributi” e non può permettersi di smontare la legge Fornero sulle pensioni: i costi sarebbero molto elevati”. Posizione e numeri non nuove per l’economista, ma Salvini aveva replicato secco: “Dove vive Boeri, su Marte?”. In quell’occasione il responsabile dell’Istituto di previdenza era stato in qualche modo difeso da Luigi Di Maio: “Non so se andremo d’accordo su tutto, ma sul tema delle pensioni d’oro e dei vitalizi lavoreremo bene”, aveva assicurato il capo dei Cinque Stelle affermando che Boeri “resta in carica fino al 2019“, ponendo tuttavia una condizione: “Finché l’esecutivo farà l’esecutivo e l’Inps farà l’Inps andremo d’accordo”. Resta da capire se e cosa è cambiato.

L'articolo Tito Boeri, il presidente dell’Inps per alcuni troppo per altri troppo poco politico si scontrò anche con Renzi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Wimbledon 2018, trionfo per Nole Djokovic, Anderson cede al serbo in tre set

Ned, 15/07/2018 - 20:24

Novak Djokovic vince per la quarta volta in carriera sull’erba di Wimbledon. L’ ex numero 1 del mondo ha battuto in finale in 3 set il sudafricano Kevin Anderson con il punteggio di 6-2, 6-2, 7-6 in 2 ore e 19 minuti di gioco.

Il serbo ha portato a casa il 13° Slam in carriera su 22 finali disputate nei 4 appuntamenti più importanti del circuito – ha vinto anche 6 Australian Open, 1 Roland Garros e 2 Us Open – nonché il 69° titolo nel circuito in 100 finali fin qui giocate.

La gara si è tenuta davanti agli occhi di Bjorn Borg, Stefan Edberg e Rod Laver, l’attore Hugh Grant, il Principe William e la Duchessa di Cambridge nel Royal Box. Sui prati dell’All England Club, Nole aveva già vinto nel 2011, 2014 e 2015 ma non giocava l’ultimo atto di un Major da quello persa contro Wawrinka agli Us Open ne 2016. Finale senza storia per i primi due set, dominati da Djokovic con un Anderson troppo falloso e fisicamente non al meglio dopo le due maratone nei quarti contro Roger Federer e in semifinale contro John Isner. Nel terzo set il sudafricano è riuscito a restare in partita fino al tiebreak, vinto però agevolmente da Djokovic 7-3.

A Kevin Anderson, già finalista nel settembre scorso agli US Open (battuto in tre set da Rafa Nadal), non è riuscita la storica impresa di regalare al suo paese il primo successo a Wimbledon e di imitare il connazionale Johan Kriek, che nel 1981 fu capace di iscrivere il suo nome nell’albo d’oro degli Australian Open.

“Non c’è posto più bello dove tornare a vincere – ha commentato Djokovic visibilmente emozionato nel corso della cerimonia di premiazione. Il campione serbo non vinceva uno Slam dal Roland Garros dal 2016. Da lunedì tornerà al numero 10 del Mondo – Ora è facile parlare. Sono stato costretto ad avere fiducia nel processo che ho intrapreso. Sono molto grato al mio team, tutti mi hanno sostenuto negli ultimi due anni”.

Il tennista si è dovuto operare recentemente e stare a riposo per molti mesi, la paura di non tornare al livello di prima era tanta. Dopo aver fatto i complimenti a Kevin Anderson “per l’ottimo torneo disputato”, Djokovic si è emozionato per la presenza in tribuna della moglie e del figlio piccolo. “E’ la prima volta che ho qualcuno che mi urla papà dalla tribuna. E’ fantastico. Sono felice che lui possa essere qui a vedermi, con mia moglie e il mio team”.

L'articolo Wimbledon 2018, trionfo per Nole Djokovic, Anderson cede al serbo in tre set proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Russia 2018, l’ultima Matrioska: “Quelli che…”

Ned, 15/07/2018 - 20:18

Quelli che tengono alla Francia perché sono l’Europa multietnica, oh yes

Quelli che è meglio la Croazia perché ci sono andati al mare, oh yes

Quelli che quando perde la Francia o la Croazia dicono che in fondo è una partita di calcio e poi vanno a casa e picchiano i figli, oh yes (semicit)

Quelli che la palla è rotonda, oh yes

Quelli che non guardano i Mondiali come atto politico, oh yes!

Quelli che tifano Senegal come atto politico, oh yes!

Quelli che hanno scritto per mesi che l’Islanda può arrivare “lontano”, oh yes

Quelli che scrivono e basta, oh yes!

Quelli che credono che il penalty sia una roba porno, oh yes!

Quelli che l’arbitro è cornuto a prescindere, oh yes!

Quelli che non vogliono tornare dalla Russia e continuano a fingersi dispersi, oh yes! (cit)

Quelli che Putin non si presenta allo stadio perché altrimenti la Russia perde e pensano che porti male, oh yes!

Quelli che in campo sputano come lama, oh yes!

Quelli che le Pussy Riot hanno rovinato un contropiede della Croazia, oh yes!

Quelli che la regia di Mosca non inquadra Salvini allo stadio perché vogliono male all’Italia, oh yes!

Quelli che Macron è un bel ragazzo ed è carina anche la nonnina che gli siede a fianco, oh yes!

Quelli che si emozionano di fronte alla nascita spontanea di una ola, oh yes

Quelli che hanno scambiato la presidente della repubblica croata con Pertini, oh yes!

Quelli che sbagliano i rigori, oh yes!

Quelli che non tirano i rigori, oh yes!

Quelli che guardano i rigori alla tv e dicono che li avrebbero tirati meglio loro, oh yes!

Quelli che attendono con ansia un gol della Svizzera, oh yes!

Quelli che durante la partita delle 14 si addormentano con la testa nell’amatriciana, oh yes!

Quelli che hanno visto Italia Brasile a Spagna ‘82, oh yes! oh yes!

Quelli che se la Svezia è arrivata ai quarti allora l’Italia, oh yes!

Quelli che se la Svezia è uscita ai quarti allora l’Italia, oh yes!

Quelli che se l’Italia era a Russia 2018 allora la Svezia, oh yes!

Quelli che passano intere giornate all’Ikea, oh yes!

Quelli che Pardo non sa fare le telecronache, oh yes!

Quelli che Piccinini tira sciabolate, oh yes!

Quelli che però Bruno Pizzul… oh yes!

Quelli che… Giorgia Rossi, oh yes! Oh yes!

Quelli che si esaltano per la pulizia dello spogliatoio del Giappone e usciti dal bar gettano lo scontrino per terra, oh yes!

Quelli che ascoltano le partite con l’audio della Gialappa’s e si immaginano le tifose scandinave come gnocche incredibili, oh yes!

Quelli che ridono alle battute di Savino a Balalaika, oh yes!

Quelli che il parere tecnico di Arrigo Sacchi vale ancora qualcosa, oh yes!

Quelli che però Il processo ai Mondiali di Biscardi era un’altra cosa, oh yes!

Quelli che invecchiano davanti alla televisiun, oh yes oh yes!

L'articolo Russia 2018, l’ultima Matrioska: “Quelli che…” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Mondiali 2018, vince la Francia. Festa grande a Parigi: migliaia di persone verso gli Champs-Elysées

Ned, 15/07/2018 - 19:27

Boato nel cuore di Parigi per la vittoria della Francia contro la Croazia nei Mondiali di Calcio di Russia 2018. Dopo il trionfo alla Coppa del Mondo, una marea umana sta convergendo verso gli Champs-Elysées, tra Place de la Concorde e l’Arco di Trionfo, intonando cori di ogni tipo tra fumogeni e bandiere bleu-blanc-rouge. “On est champions, on est champions”, grida la folla parigina, in una splendida giornata di sole, all’indomani della Festa nazionale del 14 luglio che celebra la Presa della Bastiglia del 1789.

La Marsigliese, l’inno nazionale della Francia, risuona ad ogni angolo di strada, tra Notre-Dame e la Torre Eiffel, mescolandosi al grido dei clacson tra caroselli di auto e motorini. I Bleus verranno ricevuti domani all’Eliseo dal presidente Emmanuel Macron, prima dei sfilare in corteo a bordo di un bus ‘imperiale’ sui Campi-Elisi. Dopo la prima Coppa del Mondo del 1998, esattamente vent’anni fa, i Bleus possono mettere una seconda stella sulla loro maglia nazionale.

L'articolo Mondiali 2018, vince la Francia. Festa grande a Parigi: migliaia di persone verso gli Champs-Elysées proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Brexit, quale futuro per il confine irlandese?

Ned, 15/07/2018 - 19:08

Chissà se la sua imminente vacanza a Sirmione, sulle acque tranquille del lago di Garda, riuscirà ad allontanare dalle notti di Theresa May gli incubi pieni di Brexit e di Irish Border, di soft e di hard, di Boris e di Barnier, di Donald, di Dup e di Tories rabbiosi che devono angosciarla da mesi. Glielo auguriamo perché la sua posizione in questo momento non ha nulla di invidiabile.

Volendo riassumere in modo assai grossolano l’impegno che le viene richiesto, si tratta di confezionare dichiarazioni, annunci, discorsi e libri bianchi il cui scopo è quello di arrivare alla situazione ideale detta della botte piena e della moglie ubriaca attraverso l’attività conosciuta come un colpo al cerchio e uno alla botte.

Come ha detto il Primo Ministro irlandese (riprendendo una celebre frase di Winston Churchill), Leo Varadkar, l’uscita del Regno Unito dall’Unione Europea va assomigliando sempre più a ‘un indovinello avvolto in un enigma’ e non pare che il libro bianco pubblicato giovedì scorso con le proposte all’Unione concordate dal governo inglese si discosti molto dai documenti precedenti.

La differenza sta nei tempi: alla fine di marzo scadono i due anni previsti dall’articolo 50 per arrivare a un accordo per il recesso e, a quel punto, un qualche accordo di massima va raggiunto perché, altrimenti, il Regno Unito si troverebbe automaticamente fuori dall’Unione senza nessun accordo. C’è anche chi si irrigidisce e auspica che ciò accada, ma nessuno che abbia la testa sulle spalle può augurarselo.

Da una parte l’Unione continua a ripetere che uscire significa rinunciare contemporaneamente alla libera circolazione di merci, servizi, capitali e persone senza la possibilità di scegliere tra gli uni e gli altri. Dall’altra gli inglesi proclamano di voler uscire dal mercato unico e dall’unione doganale, di non volere più accettare la giurisdizione della Corte di Giustizia Europea, di voler mettere ostacoli alla libera circolazione delle persone, salvo poi proporre future aree di libero scambio così congegnate da assomigliare un po’ troppo al mercato unico che dicono  di voler lasciare.

Dopo mesi di rappresentazioni teatrali per Brexiters sfegatati e di spettacoli a uso domestico per tener buoni i Boris e i loro seguaci, la signora May in questi giorni si è trovata costretta ad affrontare la cruda realtà e a darsi la zappa sui piedi come Primo Ministro per risultare sufficientemente seria e affidabile come negoziatrice in Europa. Infatti due ministri e un certo numero di sottosegretari hanno dato le dimissioni contestualmente alla pubblicazione dell’ennesimo libro bianco, abbandonandola al suo destino, anche se è assai dubbio che avrebbero potuto fare di meglio. La realtà, loro, non l’hanno dovuta affrontare e dunque hanno preferito continuare per la loro strada comodamente lastricata di slogan a effetto.

La dura realtà, quella che non si può aggirare con uno spot elettorale, si è manifestata sotto forma del confine tra Repubblica d’Irlanda e Irlanda del Nord, un confine che è anche il confine tra Regno Unito e Repubblica d’Irlanda visto che l’Irlanda del Nord è parte del Regno Unito.

Dopo gli Accordi del Venerdì Santo del 1998, che sancirono la fine di trent’anni di violenze tra cattolici repubblicani e protestanti monarchici, quel confine è ormai diventato quasi invisibile: ci sono case a cavallo tra le due Irlande – la porta principale su un’Irlanda e la porta di servizio sull’altra – i greggi di pecore brucano l’erba di due Irlande nello stesso giorno e la Common Travel Area (Cta), la zona di libera circolazione, permette agli irlandesi di muoversi liberamente tra i due Paesi senza controlli sulle merci o sull’identità delle persone.

Una volta usciti dall’Unione il Regno Unito e l’Irlanda del Nord, questo stesso confine diventerebbe il confine dell’Unione Europea, ma che senso avrebbe parlare di uscita dal mercato unico in presenza di un confine così ‘poroso’? Nessuno, ed è questo il principale problema che si pone di fronte a Theresa May e a Michel Barnier, il capo negoziatore dell’Unione. Gli Accordi del Venerdì Santo garantiscono infatti che quel confine resterà invisibile com’è ora anche in futuro e sia May che Barnier hanno ribadito questo impegno agli irlandesi, cui è stata garantita una clausola di salvaguardia (un backstop) che impegna tutti a mantenere un confine senza controlli e senza barriere fisiche in qualsiasi modo si concludano gli accordi per la Brexit.

Il problema è ancora aperto dopo alcune proposte che le due parti hanno avanzato e reciprocamente respinto. Dei negoziatori dell’Unione l’idea di spostare il confine dalla terraferma al mare d’Irlanda, conferendo all’Irlanda del Nord lo status comunitario che la vedrebbe allineata all’Unione più che al Regno Unito. Possibilità respinta da Theresa May che perderebbe il necessario sostegno dei dieci deputati unionisti nord-irlandesi del Dup (il Partito Unionista Democratico), contrari a qualsiasi decisione che segni una differenza di trattamento tra Irlanda del Nord e Regno Unito. Controproposta quindi dei britannici – estendere la possibilità di restare nell’unione doganale europea a tutto il Regno Unito anche oltre il dicembre 2020, data della fine del periodo di transizione per la Brexit – e relativo sconcerto del capo negoziatore Barnier: “Non possiamo estendere il backstop a tutto il Regno Unito. Quella di includere l’Irlanda del Nord nella nostra unione doganale è un’offerta eccezionale e ho sempre detto, che la proposta era specifica, per far fronte alla questione delle frontiere irlandesi. Non accettiamo il mercato unico alla carta, le quattro libertà [di movimento dei capitali, merci, servizi e persone] non sono dissociabili” e poi: “In tutte le sue richieste, la Gran Bretagna domanda status quo e continuità, e questo è paradossale, dal momento che il Paese ha chiesto di uscire dal blocco”.

Il nuovo libro bianco non offre grandi novità e, a proposito della necessità di concordare una clausola di salvaguardia per il confine irlandese, inserendola nell’accordo di recesso entro la fine di marzo 2019,  si limita a dire che la futura partnership economica tra Unione Europea e Regno Unito sarà basata sul libero scambio e sarà così stretta e profonda che non sarà mai necessario farvi ricorso.

Meno tranquillo sembra Michel Barnier: “Sono molto preoccupato per la situazione: non si tratta solo di merci e controlli, ma delle persone e della pace. Dobbiamo essere molto prudenti. Abbiamo proposto un backstop. Possiamo emendarlo, metterlo in discussione e migliorarlo, ma ne abbiamo bisogno per essere sicuri che non vi sia un confine”.

L'articolo Brexit, quale futuro per il confine irlandese? proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Mondiali 2018, invasione di campo durante la finale di Mosca. Partita sospesa all’inizio del secondo tempo

Ned, 15/07/2018 - 18:27

E’ stata momentaneamente sospesa al 7′ della ripresa la finale del Mondiale in Russia tra Francia e Croazia, sul punteggio di 2-1 in favore dei transalpini, per l’invasione di campo di un tifoso, arrivato fin quasi al centro del campo. L’uomo è stato prontamente braccato dagli addetti alla sicurezza e il gioco è potuto riprendere qualche secondo dopo. azn

L'articolo Mondiali 2018, invasione di campo durante la finale di Mosca. Partita sospesa all’inizio del secondo tempo proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Finale Mondiali 2018, Francia-Croazia 4-2: i gol di Pogba e Mbappé per la seconda coppa nella storia dei Bleus [FOTO]

Ned, 15/07/2018 - 18:20

La storia del calcio non cambia. Dopo un mese di sorprese, emozioni, rivoluzioni promesse e in buona parte pure mantenute, stravolgimenti delle gerarchie del pallone, alla fine ha vinto comunque la più forte. La Francia è campione del mondo, la Croazia battuta in finale 4-2 si ferma di nuovo ad un passo dal trionfo, al solito limite del calcio balcanico, anche di questa nazionale che con un’unità e uno spirito mai visto da quelle parti sembrava pronta a superare i propri limiti. Ma c’è sempre un episodio, l’imprevisto dell’invasione di campo, persino la Var che anche ai Mondiali dimostra di non essere lo strumento tanto democratico che si credeva, ma di sorridere spesso ai più forti. E la Francia lo era senza ombra di dubbio.

Il suo Mondiale è stato praticamente perfetto. È arrivata in Russia con i gradi della favorita, ma anche diverse incognite: la giovane età delle sue stelle, alcune esclusioni illustri (Rabiot e Benzema su tutti), il ct Deschamps che in patria sotto sotto veniva considerato responsabile di aver buttato via l’Europeo di casa nel 2016. I dubbi venivano scacciati da ogni partita, e puntualmente si riproponevano alla successiva. Perché questa Francia vinceva e non convinceva mai fino in fondo: ha sofferto all’esordio con la modesta Australia, stentato con Perù e Danimarca; agli ottavi fuochi d’artificio con l’Argentina ma anche qualche rete subita di troppo, poi però la noia nei quarti contro l’Uruguay, e lo striminzito 1-0 contro il Belgio in semifinale, bollato come “anti-calcio” dagli avversari. Intanto però è arrivata in finale. E con la stessa disarmante facilità dei predestinati l’ha pure vinta.

Non era una partita qualsiasi, perché c’era lo storico precedente del ‘98 (semifinale dei Mondiali di Francia, 3-2 in rimonta con il gol di Thuram, una dei più bei match di tutti i tempi). E perché la partita negli ultimi giorni si era caricata e probabilmente anche sovraccaricata di troppi significati  extra-calcistici, per il confronto tra due modelli diversi anche di società, cavalcato da politici di Paesi che con la finale e col Mondiale c’entravano davvero poco. Anche l’Italia, ad esempio: Matteo Salvini, volato a Mosca per l’occasione, ha detto che avrebbe tifato per i croati, e contro Macron, pure lui in tribuna alla corte di Putin. Da una parte la Francia multietnica, dall’altra la Croazia identitaria, fiera delle proprie origini. In realtà erano soprattutto due squadre fortissime, due nuove generazioni d’oro (proprio come quelle di 20 anni fa), che si giocavano la Coppa del mondo e pensavano soltanto a quello. E così hanno dato vita ad una finale emozionante, una delle più spettacolari e meno bloccate degli ultimi decenni, ricca di gol, errori, colpi di scena.

Se la sono giocata con le loro armi: la Francia aspettando, e ripartendo velocissima con le frecce di Mbappé e Griezmann, la Croazia attaccando, facendo la partita, perché nonostante la reputazione di cattivi, i Detreni sono una squadra di palleggiatori sopraffini e fantasisti (almeno dalla metà campo in su; dietro picchiano e basta). La storia dei Mondiali è fatta di finali tattiche, non in questo caso: già due gol nella prima mezzora, il vantaggio francese praticamente a freddo, col colpo di testa del solito Varane che già aveva sbloccato il quarto di finale contro l’Uruguay, subito pareggiato però dal gran sinistro dell’interista Perisic. Poi l’episodio che ha cambiato davvero la partita: un mani di Perisic in piena area, in mischia da calcio d’angolo, tanto netto quanto evidentemente involontario. L’arbitro, l’argentino Nestor Pitana, ha enormi dubbi che nemmeno la tecnologia può chiarire fino in fondo: lo guarda e riguarda più volte, ritorna anche sui suoi passi, per un’ultima occhiata allo schermo, prima di risolvere che i tempi sono maturi perché una finale mondiale possa essere decisa dalla Var. Anche questa è storia.

Come l’invasione di campo ad inizio ripresa (ma qui c’è il precedente del 2014), rivendicata dal gruppo Pussy Riot: quattro uomini travestiti da poliziotti, una dimostrazione tutto sommato pacifica ma poco apprezzata dai croati che in quel momento stavano facendo il massimo sforzo (figuriamoci da Putin in tribuna). La rimonta era riuscita contro Danimarca, Russia e Inghilterra, ma stavolta hanno dovuto arrendersi. Il terzo gol è stata la dimostrazione della superiorità francese: sventagliata di quaranta metri di Pogba, che andava a concludere in rete di sinistro su assist dell’imprendibile francese, mentre Subasic non faceva molto per difendere la porta croata sul suo tiro e poi su quello del 4-1 di Mbappé. Per pura solidarietà fra colleghi, Lloris, che già aveva regalato Euro 2016 al Portogallo con una mezza papera, ha deciso di macchiare anche la finale mondiale con uno svarione clamoroso, consegnando a Mandzukic la palla dell’inutile 4-2.

Var, errori, rimpianti, invasioni: nonostante un passivo troppo pesante e decisamente ingiusto per gli sforzi dei croati, c’è poco da recriminare. Questa è davvero una seconda génération dorée, 20 anni dopo quella del ‘98, nel cui mito tanti di questi ragazzi sono cresciuti (non Mbappé: lui nemmeno era nato all’epoca). Allora c’erano Zidane, Thuram, lo stesso Deschamps in mezzo al campo, che ora rappresenta il filo conduttore in panchina. Oggi ci sono Mbappé e Griezmann, Pogba e Varane, stelle di una squadra che ha un’età media di circa 25 anni ed è arrivata persino in anticipo rispetto alle previsioni. Le analogie fra i due trionfi mondiali sono tantissime. E potrebbero non essere ancora finite. Dopo aver alzato la Coppa a Parigi, quella nazionale fu in grado di fare la doppietta a Euro 2000, impresa riuscita soltanto a Germania (‘72-‘74) e Spagna (addirittura tripletta tra il 2008 e il 2012). Anche questa squadra ha almeno altre 2-3 edizioni davanti: saranno favoriti pure in Qatar, intanto sono già campioni del mondo.

Twitter: @lVendemiale

L'articolo Finale Mondiali 2018, Francia-Croazia 4-2: i gol di Pogba e Mbappé per la seconda coppa nella storia dei Bleus [FOTO] proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Trump: “Unione Europea è nostro nemico. In parte anche Russia e Cina”. Tusk: “Fake news. Usa e Ue sono migliori amici”

Ned, 15/07/2018 - 18:15

Un’intervista rilasciata da Donald Trump alla Cbs costringe alla replica via twitter Donald Tusk. Nel giorno in cui Theresa May racconta alla Bbc che il presidente degli Stati Uniti d’America le avrebbe consigliato di “fare causa all’Unione Europea” i rapporti tra Usa e Ue sono messi ulteriormente in dubbio direttamente dallo stesso Trump. Nell’intervista rilasciata al network americano l’inquilino della Casa Bianca avrebbe bollato Russia, Unione europea e Cina come “nemici” degli Stati Uniti.

“Penso che abbiamo molti nemici, credo che l’Unione europea sia un nemico, per quello che fa a livello commerciale. Ora, non penseresti all’Unione europea, ma è un nemico“, ha detto dal suo resort golfistico di Turnberr, in Scozia. Secondo il leader Usa, che domani incontrerà l’omologo russo Vladimir Putin a Helsinki, anche “la Russia è un nemico per certi aspetti, la Cina è un nemico economicamente, certamente sono nemici, ma questo non significa che siano cattivi. Non significa niente, significa che sono competitivi”.

America and the EU are best friends. Whoever says we are foes is spreading fake news.

— Donald Tusk (@eucopresident) 15 luglio 2018

Trump ha quindi ribadito di avere “un grosso problema con la Germania”. Riferendosi all’accordo fatto con la Russia sul gasdotto o Nord Stream 2, il presidente degli Stati Uniti ha sottolineato che “c’è molta rabbia per il fatto che la Germania paghi miliardi di dollari alla Russia”. “Penso anche che sia una brutta cosa, stanno sventolando una bandiera bianca?”, ha aggiunto. Gli Usa, infatti, hanno imposto all’Ue e ad altri alleati dazi su acciaio e alluminio, scatenando delle misure di risposta. Una guerra commerciale è in corso anche con la Cina, dopo che gli Stati Uniti hanno applicato dazi per quelle che definiscono delle pratiche commerciali ingiuste da parte di Pechino. Le dichiarazioni così nette di Trump hanno costretto alla replica il presidente del consiglio europeo. “America e l’Ue sono i migliori amici. Chiunque dica siamo nemici diffonde fake news“, è il tweet di Tusk.

L'articolo Trump: “Unione Europea è nostro nemico. In parte anche Russia e Cina”. Tusk: “Fake news. Usa e Ue sono migliori amici” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Mondiali 2018, ecco VP9. La presidente della Croazia regala la maglia della nazionale a Vladimir Putin

Ned, 15/07/2018 - 18:05

La presidente croata Kolinda Grabar-Kitarovic si è presentata dal presidente russo Vladimir Putin con un regalo, una maglietta della nazionale croata in rosso e bianco con il numero 9 e il nome Putin scritto sopra

L'articolo Mondiali 2018, ecco VP9. La presidente della Croazia regala la maglia della nazionale a Vladimir Putin proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Mondiali 2018, Francia Croazia 4 a 2. Tutte le reazioni ai gol da parte dei tifosi dei due Paesi

Ned, 15/07/2018 - 17:54

La Francia è per la seconda volta nella sua storia campione del mondo. La Nazionale transalpina ha conquistato il titolo mondiale battendo nella finale disputata allo stadio Luzhniki di Mosca 4-2 la Croazia.

A decidere la partita l’autogol di Mandzukic al 18′, il pareggio croato è realizzato da Perisic al 28′, al 38′ Griezmann su rigore riporta avanti i transalpini. Nella ripresa, minuto 59, la terza marcatura per i francesi con Pogba. Cinque minuti più tardi il poker ad opera di Mbappé.

Al 69′ a rendere meno pesante il passivo ci pensa Mandzukic che approfitta di una ingenuità di Lloris che gli fa carambolare la palla addosso nel tentativo di rinviare la sfera. Il successo della squadra guidata da Didier Deschamps arriva 20 anni dopo la prima affermazione nei mondiali di Francia ’98.

L'articolo Mondiali 2018, Francia Croazia 4 a 2. Tutte le reazioni ai gol da parte dei tifosi dei due Paesi proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Trapani, getta cane in mare con pietra al collo. Ma l’animale si libera e si salva

Ned, 15/07/2018 - 17:32

Getta il proprio cane in mare con una pietra al collo perché “voleva convincerlo a fare il bagno”. L’animale, però, riesce fortunatamente a liberarsi dal collare e a mettersi in salvo. È successo a Valderice nel Trapanese, dove i bagnanti che hanno assistito alla scena hanno subito provveduto a soccorrere l’animale e a chiamare i vigili. Dal microchip si è scoperto che il cane è una femmina e si chiama Mia. L’incidente le ha provocato delle ferite alle zampe e al collo.

Il proprietario è stato immediatamente denunciato per maltrattamento di animali.  “Lo portiamo in tribunale”, è il testo del post della pagina  facebook  del Nucleo Operativo Italiano Tutela Animali che si è fatto carico della questione. Nell’immagine postata dall’associazione si vede bene il sasso legato alla corda utilizzata per costringere l’animale a stare in acqua. Della vicenda si sta occupando direttamente anche il sindaco di Valderice, Francesco Stabile. Lunedì incontrerà il presidente di Noita, Enrico Rizzi e insieme concorderanno le azioni da portare avanti. “Abbiamo già annunciato una denuncia nei confronti del proprietario – confermano dall’associazione – per seguire l’intero processo, costituirci parte civile ed ottenere la confisca del cane“.

L'articolo Trapani, getta cane in mare con pietra al collo. Ma l’animale si libera e si salva proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

A Tirana sarà demolito il teatro italiano: le accuse di speculazione gettano ombre sui negoziati Ue

Ned, 15/07/2018 - 17:06

Il cuore italiano di Tirana rischia di continuare ad essere cancellato a colpi di ruspa e leggi speciali. Serve spazio per nuove costruzioni, proprio lì, in quel poco che è rimasto del centro storico della capitale albanese. Ma la demolizione del teatro nazionale di epoca fascista non è una questione solo di storia: in ballo c’è anche l’adesione dell’Albania all’Ue e ci sono le accuse pesanti di una speculazione edilizia tra le più classiche, in una cornice normativa che ha fatto storcere il naso persino al Fondo monetario internazionale. Il 9 luglio, il Parlamento ha votato una legge speciale per segnare il fine vita del teatro, tra le proteste degli artisti albanesi, dell’opposizione parlamentare e di buona parte dei cittadini di Tirana. Hanno meno di tre settimane per convincere il presidente della Repubblica, Ilir Meta, a respingere il provvedimento.

Il teatro che c’è e il “farfallino” – Prima, il giardino ribassato di Giulio Bertè (1935), demolito nel 2011; poi, lo stadio monumentale progettato da Gherardo Bosio (1939-1941) e distrutto lo scorso anno; ora il “teatro Kombetar”, ritenuto tra le più rilevanti testimonianze architettoniche del periodo italiano. Tutto giù. Lo diceva Indro Montanelli già nel 1939: “Tirana è una città essenzialmente moderna, quasi inventata. Il suo tempo non ha che due misure: il presente e il futuro. Il passato non esiste”. Il nuovismo avanza ancora e sta diventando una piaga per l’intera Albania. Nella capitale, il Kombetar dovrà essere soppiantato dal nuovo Teatro nazionale, oltre che da torri destinate ad altro, come da progetto di Big, Bjarke Ingels Group, tra i più noti studi di architettura moderna al mondo, sbarcato da Copenaghen a Tirana dietro chiamata diretta del governo.

Non è un posto qualunque, il Kombetar, a pochi passi da Piazza Skanderberg: anche questo disegnato dal Bertè e realizzato nel 1938 con i canoni tipici dell’architettura razionalista, quel teatro ha avuto molte vite, conservando il suo stile al di là di adattamenti e abbandono e restando un polo molto vissuto. “È senza dubbio un pezzo importante di storia della Tirana del ‘900 e un’architettura sopravvissuta a un guerra mondiale e a una lunga dittatura di segno opposto al fascismo. Basterebbe questo – dice Artur Nura, giornalista albanese di Report Tv – a dire che l’edificio è un patrimonio oramai riconosciuto da tutta la comunità italiana e albanese e che ci sarebbero delle soluzioni tecnologiche e di risanamento tali, oramai, da mettere in sicurezza ogni tipo di edificio, conservandone i tratti originali”. Sia per il sindaco Erion Veliaj che per il premier Edi Rama, artista ed ex primo cittadino della capitale, la struttura è inagibile ed è inutile ogni tentativo di restauro: i materiali utilizzati sarebbero pericolosi e renderebbero più facile una demolizione che un intervento di recupero. Eppure, quel teatro, come stabilito già dieci anni fa dal Politecnico di Bari, ha grande valore storico-documentario anche per la tecnica edilizia usata, che vede l’impiego di cemento impastato con fibre di pioppo e alghe (noto come “populit”), miscuglio coniato in tempi di autarchia.

Al posto del Kombetar, salvo passi indietro entro fine mese, sarà costruito il “farfallino”. Gli archistar di Big hanno previsto una nuova struttura a forma di papillon, articolata su tre ambienti, tra cui un auditorium principale, una sala concerti e una per spettacoli. Poi, un anfiteatro sul tetto, un backstage a vista sul lato nord, ampie vetrate su quello sud. Progetto accattivante, monitorato tra gli altri anche da ArtTribune. Ma non si può realizzare altrove? “Secondo l’opposizione politica e sociale – spiega Nura – vi sarebbe da parte del governo in carica la volontà di monopolizzare il cuore di Tirana con costruzioni futuristiche e di ultimissima generazione. Di certo, comunque, per le costruzioni avveniristiche, come il nuovo edificio a forma di papillon, gli spazi da risanare e da ricostruire, sia in periferia che a ridosso del centro, non mancano assolutamente, anzi gli edifici degradati e consumati dal tempo sono ancora molti”.

Speculazione?Lindita Çela, giornalista investigativa di Birn Albania, ha fatto due conti: “Il governo dice di non avere i soldi per costruire il nuovo teatro, che ha un costo elevato. Per questo, concederà il terreno pubblico, sul quale sorge l’attuale edificio, ad una compagnia privata, al prezzo di 470 euro al metro quadrato. In quella zona, centralissima, le quotazioni sono di 2mila euro al metro quadrato. Il progetto si articola su oltre 9mila metri quadri. In cambio, la società, oltre al teatro, costruirà quattro alte torri”. A proporre il progetto pubblico-privato è stata la Fusha Shp.K, il cui proprietario “Shkeliqm Fusha – spiega Çela a ilfattoquotidiano.it – è il cugino dell’ex procuratore capo di Tirana, che nel 2017 ha chiuso un’indagine contro il Comune e il sindaco Erion Veliaj. Negli ultimi anni, la società ha vinto molte gare pubbliche finanziate dal governo”. L’investimento stimato, stando a quanto riferito in aula dal ministro delle Finanze Arben Ahmetaj, è di oltre 30 milioni. L’accusa della comunità degli artisti albanesi è che, però, il nuovo teatro sia un cavallo di Troia, cioè la scusa per costruire le torri che ospiteranno alberghi, centri commerciali e servizi.

“Naturalmente, la società non viene a costruire il teatro per andare in bancarotta”, è stato uno dei commenti sul tema da parte del premier Edi Rama. È sua la politica delle 3P: “partenariato pubblicoprivato”, un modo per incentivare le grandi opere pubbliche senza ricorrere a nuova spesa. Sono i privati a metterci i soldi, in sostanza, in cambio di condizioni vantaggiose, costituite anche dalla possibilità di costruire su altri lotti pubblici e privati. Una politica – il progetto “1 miliardo di euro” – finita, nel marzo scorso, nel mirino del Fondo Monetario Internazionale, che ha consigliato al governo Rama di non firmare alcun nuovo contratto, poiché le concessioni sarebbero fatte “senza una chiara analisi tra costi e profitti”. Come affermato pubblicamente dal direttore dell’ufficio del Fmi a Tirana Jens Reinke, “il quadro istituzionale per la gestione delle concessioni non è adatto”. Una strada per ottenerle, infatti, oltre alla normale gara d’appalto, è quella della “proposta non richiesta”: il privato ne avanza una di sua iniziativa e, se accettata dal governo, viene realizzata anche a fronte di un bonus, scavalcando le regole della concorrenza. Anche per il teatro italiano, quella di Fusha è stata una “proposta non richiesta”.

Venti giorni per ripensarci e il peso dei negoziati Ue – La vita del teatro è nelle mani del presidente Meta. Ha venti giorni di tempo, a partire dallo scorso 9 luglio, per respingere la legge speciale approvata dal Parlamento con 75 voti a favore, dopo una maratona di dodici ore e la protesta di artisti e attivisti fuori dall’aula. A premere su Meta c’è il suo partito, Lsi, che assieme all’altra formazione all’opposizione, il Pd, espressione del centrodestra, ha votato contro. Anche la maggioranza ha perso pezzi: non ha avuto il supporto del ministro per la Diaspora albanese, Pandeli Majko, che ha minacciato le dimissioni. Il teatro, d’altronde, non è solo una questione interna: l’accusa di violazione di norme europee sulla concorrenza pesa, eccome, mentre sono in piedi i negoziati per l’adesione dell’Albania alla Ue.

L'articolo A Tirana sarà demolito il teatro italiano: le accuse di speculazione gettano ombre sui negoziati Ue proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Chicago, ancora proteste contro la polizia violenta dopo l’uccisione di un trentenne. Scontri e arresti

Ned, 15/07/2018 - 15:56

Le strade di Chicago sono state invase da una folla inferocita dopo che un agente di polizia ha ucciso a colpi di pistola un ragazzo trentenne reo di aver opposto resistenza ad un controllo. L’agente avrebbe sparato cinque colpi di pistola colpendo il ragazzo in fuga alla schiena. Il portavoce della polizia di Chicago, Anthony Guglielmi, ha dichiarato che sul posto è stata rinvenuta un’arma, senza chiarire se appartenesse alla vittima. Dopo l’omicidio la folla ha reagito gridando insulti e lanciando bottiglie contro gli agenti che hanno caricato i manifestanti arrestandone quattro.

L'articolo Chicago, ancora proteste contro la polizia violenta dopo l’uccisione di un trentenne. Scontri e arresti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Cybersecurity, 3,5 milioni di opportunità lavorative entro il 2021

Ned, 15/07/2018 - 15:52

Sarà il cybercrimine a offrire nuove opportunità di lavoro. Secondo le stime diffusa dalla società di selezione manageriale vulnerabilità, malware, esposizione dei dati e, da poco, GDPR compliance porteranno a triplicare il numero di posizioni aperte nei prossimi cinque anni. “Una grande sfida per le aziende, che a livello globale, lamentano una carenza di personale qualificato laddove, invece, i manager HR prevedono di far crescere il reparto dedicato del 15%”, si legge in una nota secondo la quale entro il 2021 il mondo della cybersecurity sarà in grado di offrire 3,5 milioni nuove posizioni lavorative in settori che spaziano dai servizi professionali (37%), alla finanza (13%), passando per la difesa (12%) e la sanità (6%). Sono poi diversi gli impieghi che comprendono questo settore: ingegneri, architetti delle informazioni, laureati in economia, giurisprudenza, criminologia o scienze politiche.

L'articolo Cybersecurity, 3,5 milioni di opportunità lavorative entro il 2021 proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Ryanair, calo di pressione in cabina sul volo Dublino – Zara. Atterraggio d’emergenza in Germania: 33 in ospedale

Ned, 15/07/2018 - 15:51

Non è affatto piaciuto ai passeggeri del volo Ryanair da Dublino a Zara il modo in cui la compagnia low cost irlandese li ha trattati dopo che sono stati costretti – nella giornata di sabato – ad un atterraggio non previsto in Germania per un calo di pressione in cabina e che oltre 33 persone hanno dovuto ricorrere a cure mediche in ospedale. Nelle interviste rilasciate dopo la brutta avventura ai media tedeschi ed irlandesi hanno espresso la loro rabbia nei confronti di Ryanair.

Minerva Galvan Domenech, spagnola, ha detto allo Spiegel online che “i passeggeri, alcuni dei quali sanguinanti dalle orecchie, dalla bocca o dal naso, hanno dovuto aspettare 45 minuti prima di poter lasciare l’aereo”. “Molti hanno dovuto passare la notte all’aeroporto”, ha aggiunto. Ryanair, da parte sua, ha detto che i passeggeri hanno ricevuto dei buoni di ristoro, ma ha ammesso c’è stata “una penuria di alloggi disponibili”.

La scorsa settimana, i piloti Ryanair in Irlanda – la compagnia ha una lunga storia di malcontento per servizio scadente e trattamento non adeguato per lo staff – hanno fatto un primo sciopero al quale ne seguiranno altri due il 20 e il 24 luglio.

L'articolo Ryanair, calo di pressione in cabina sul volo Dublino – Zara. Atterraggio d’emergenza in Germania: 33 in ospedale proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Capri, Naike Rivelli dà spettacolo in piazza. E i turisti che la osservano si imbarazzano

Ned, 15/07/2018 - 15:23

Fremdschämen è la parola tedesca che serve ad indicare il senso di vergogna che si prova quando altri fanno o dicono cose imbarazzanti. Una parola che – purtroppo – manca nel vocabolario italiano, perché se ci fosse sarebbe perfetta per descrivere il contenuto del video pubblicato su Instagram da Naike Rivelli durante la sua gita a Capri

L'articolo Capri, Naike Rivelli dà spettacolo in piazza. E i turisti che la osservano si imbarazzano proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija