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Mitsuoka Rock Star, è una Mazda MX-5 o una vecchia Corvette? – FOTO

Tor, 16/10/2018 - 13:32

A quanto pare i preparatori giapponesi hanno molta fantasia: quella che vedete qui sopra è la Rock Star, reinterpretazione in chiave yankee della popolare Mazda MX-5. Matsuoka, nello specifico, ha preso la base della Miata e ci ha messo sopra una carrozzeria ispirata alla seconda generazione della Corvette disegnata guardacaso da un americano di origini giapponesi: Larry Shinoda. Inevitabile l’effetto old style, che tuttavia mantiene forme godibili e un certo equilibrio nelle proporzioni. All’interno, tuttavia, “riemerge” il noto e apprezzato stile MX-5, arricchito da diverse personalizzazioni create dalla stessa Matsuoka. Il powertrain è quello classico: motore 1.5 SKYACTIV-G da 132 cavalli, abbinato a un cambio manuale o automatico, entrambi a sei marce. Quanto costa questa “opera”? Dai 36 mila ai 40 euro, a seconda degli optional scelti.

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Francia, rimpasto di governo. Castaner è nuovo ministro dell’Interno: fedelissimo di Macron e guida di En Marche

Tor, 16/10/2018 - 13:24

Rimpasto di governo in Francia. A due settimane dalle dimissioni del ministro dell’Interno Gérard Collomb che è tornato nella sua Lione per correre da sindaco, sono stati annunciati i nuovi membri dell’esecutivo che sarà ora composto da 35 ministri (tre in più rispetto alla formazione precedente). “Il mandato politico resta identico”, è la nota dell’Eliseo. “L’azione della squadra di governo agirà nella continuità della politica condotta fin qui e secondo il calendario delle riforme nei prossimi mesi”. Il nome più atteso era quello del ministero dell’Interno: è stato scelto Christophe Castaner, ex socialista sindaco del comune di Forcalquier in Provenza, poi diventato fedelissimo del presidente Emmanuel Macron e fino ad oggi delegato generale di En Marche e segretario di Stato alle relazioni col Parlamento. “Per quando mi riguarda sto voltando pagina”, ha dichiarato. “Lascerò nei prossimi giorni il mio incarico di guida del partito”. Al suo fianco è stato nominato Laurent Nuñez che nel 2017 era stato chiamato per guidare la Direzione generale della Sicurezza Interna (DGSI): da oggi diventa segretario di Stato e, come ricostruisce Le Monde, “dovrà ora coordinare i servizi di polizia, gendarmeria e dei servizi segreti”.

Jacques Mézard, ministro della Coesione dei territori viene sostituito da Jacqueline Gourault, ex sottosegretaria agli Interni. Alla Cultura, al posto di Françoise Nyssen viene nominato Franck Riester. All’Agricoltura lascia Stéphane Travert e subentra Didier Guillaume. Se ne va anche Delphine Gény-Stephann, sottosegretaria all’Economia: al suo posto nominati Mounir Mahjoubi e Agnes Pannier-Runacher.

Jean-Michel Blanquer, già ministro dell’Educazione Nazionale, diventa ministro anche dei Giovani. Sebastien Lecornu è ministro delle Collettività territoriali. Julien Denormandie è ministro incaricato per la Città e gli alloggi. Marc Fesneau è ministro incaricato delle Relazioni con il Parlamento. Marlene Schiappa, già ministra per le Pari opportunità, aggiunge anche la competenza della lotta contro le discriminazioni. Emmanuelle Wargon, ministra della Transizione ecologica. Christelle Dubos, sottosegretaria alla Solidarietà e Salute.

Gabriel Attal, deputato della République En Marche è stato nominato oggi segretario di Stato presso il ministero dell’Istruzione nel quadro del rimpasto annunciato dal presidente Emmanuel Macron, e diventa il più giovane componente di un governo francese in tutta la storia della Quinta Repubblica, fondata nel 1958. Lo scorso giugno, intervistato dalla tv Public Sénat, disse che la politica italiana sulla nave Aquarius era “immonda” e la chiusura dei porti “fa vomitare”. Parole che molti italiani attribuirono invece al presidente Emmanuel Macron, aggravando ulteriormente la crisi diplomatica tra i due Paesi. Negli stessi giorni Macron, pur non arrivando a definire la politica di Salvini “vomitevole”, denunciò pubblicamente “la quota di cinismo e irresponsabilità del governo italiano” sulla questione dei migranti.

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Manovra, flessibilità per investire nella manutenzione di viadotti e ponti. Il reddito a chi risiede in Italia da 5 anni

Tor, 16/10/2018 - 13:17

Il Documento programmatico di bilancio sbarca a Bruxelles. A questo punto a Roma non resta che attendere entro fine mese il giudizio su una manovra che preoccupa molto l’Unione perché porta in dote un aumento del deficit al 2,4% del prodotto interno lordo. Non a caso i toni del Draft Budgetary Plan, depositato in tarda serata lunedì, sono decisamente fermi, ma concilianti: nelle 54 pagine del documento il ministro dell’Economia, Giovanni Tria, chiede a Bruxelles flessibilità in nome di un ampio piano di interventi sulle infrastrutture viarie nazionali. “Il collasso del ponte Morandi a Genova ha messo in evidenza la necessità di portare avanti un programma di manutenzione straordinaria per la rete viaria e le infrastrutture”, scrive Tria, che spiega come il budget includa spese eccezionali pari allo 0,05% del pil. “Questa manovra dedica un miliardo per il 2019 specificatamente alla messa in sicurezza e alla manutenzione delle infrastrutture viarie come viadotti, ponti e tunnel. Gli interventi riguarderanno lavori realizzati nello stesso periodo o anche prima del ponte Morandi, o casi di specifiche urgenze di manutenzione”, precisa il ministro. Per realizzare questo piano, l’esecutivo puntualizza che utilizzerà una procedura negoziata per garantire rapidità di esecuzione. “Considerando l’eccezionalità e le caratteristiche di urgenza degli interventi pianificati, il governo chiede alla Commissione europea di riconoscere una flessibilità di budget legata a questi obiettivi”, aggiunge il responsabile del Tesoro.

“Riduzione del deficit per il pareggio di bilancio dal 2022” – Questo non significa che l’Italia non intenda rispettare i paletti di Bruxelles, ma solo ottenere una deroga temporanea. “Il governo italiano intende riprendere il percorso di riduzione del deficit per il pareggio di bilancio dal 2022 in avanti – si legge nel documento – Se il pil reale e la disoccupazione, in termini di unità di lavoro, ritornano a livelli pre-crisi prima del 2021, l’aggiustamento strutturale del bilancio può essere accelerato”. Nel documento si evidenzia poi come il recupero dell’economia italiana prosegua sia pure a un tasso più moderato rispetto al 2017. Ma con la manovra messa a punto dal governo possa accelerare. “Una politica fiscale accomodante e una differente composizione del budget portano a una significativa differenza nelle proiezioni di crescita attese rispetto a quelle finora immaginate – si legge nel testo depositato a Bruxelles – Ci attendiamo che il prodotto interno lordo reale possa crescere dell’1,5% nel 2019, dell’1,6% nel 2020 e dell’1,4% nel 2021”.

Stop ad aumenti Iva e avvio flat tax – Quanto alla manovra in arrivo, il governo formalizza la totale sterilizzazione delle clausole di salvaguardia per l’Iva nel 2019 e la riduzione degli aumenti attesi nel biennio 2020-2021. Annuncia anche un piano per rilanciare gli investimenti pubblici e privati, l’introduzione della flat tax (15%) dal 2019 per i piccoli imprenditori e gli autonomi con ricavi fino a 65mila euro, la riforma del sistema pensionistico con l’obiettivo di sostenere l’occupazione giovanile e la stabilizzazione dei redditi dei cittadini. “La legge di bilancio stanzia risorse addizionali per investimenti pubblici – scrive Tria a Bruxelles – Misure aggiuntive introdurranno miglioramenti organizzativi e regolatori, ridefiniranno lo scenario e semplificheranno le procedure amministrative”. Nel documento, il ministro dell’Economia spiega che “il decreto legge sulla pace fiscale faciliterà il pagamento delle tasse arretrate e chiuderà le liti pendenti con la possibilità di pagare il dovuto in cinque anni a un tasso agevolato”.

Per quota 100 e reddito di cittadinanza 6,7 miliardi – Sul delicato tema pensionistico che ha un effetto prospettico sul debito, “la legge di bilancio 2019 contiene anche un complesso di regole finalizzate a rivedere il sistema per facilitare il turnover generazionale e l’ingresso dei più giovani sul mercato del lavoro – si legge nel testo – Per accedere alla pensione, dovrà essere raggiunta la cosiddetta quota 100, definita come somma fra l’età anagrafica (62 anni) e gli anni di contribuzione al sistema previdenziale (minimo 38 anni)”. Per questo intervento viene stanziato lo 0,37% del pil, circa 6,7 miliardi ipotizzando come fa il governo che il pil salga a 1.822,7 miliardi. Identica cifra è destinata al reddito di cittadinanza: in questo caso però alla somma andranno sommati i 2,6 miliardi già stanziati per il Rei che verrà “superato”. Nel Dpb si legge che “per rafforzare la lotta alla povertà viene introdotto il reddito di cittadinanza, che ambisce a dare sostegno a coloro che sono al di sotto della soglia di povertà” (780 euro al mese) per residenti in Italia da 5 anni disoccupati o inoccupati, inclusi i pensionati, “e allo stesso tempo a favorire l’integrazione nel mercato del lavoro attraverso un percorso di formazione vincolante”.

La bocciatura dell’Upb e gli auspici del governo sui conti – Nella documentazione inviata a Bruxelles, Tria non nasconde i dissidi con gli organismi indipendenti che hanno espresso valutazioni negative sulla Nota di aggiornamento al Def: “L’ufficio di bilancio del parlamento non ha convalidato le previsioni macroeconomiche per il 2019 contenute nel documento programmatico, osservando che le stime sono al di fuori di un range accettabile date le informazioni al momento disponibili – si legge – Il governo ha ritenuto opportuno confermare le sue stime programmatiche e ha ripetuto al parlamento le motivazioni a supporto di questa scelta (…) – prosegue il testo – Prima di tutto il governo ha ricordato come materia di discussione avrebbe dovuto essere solo la valutazione dell’impatto sullo scenario macroeconomico della manovra di finanza pubblica senza estendere il dibattito anche alla deviazione dalle stime ufficiali formulate da altri analisti, pubblicate in altri momenti e basate su informazioni parziali e obsolete”.

Inoltre, “valutando l’intera dimensione della manovra e le principali misure di politica, il governo ha notato che le stime ufficiali considerano un moltiplicatore medio della manovra sul prodotto interno lordo reale uguale allo 0,5% nel primo anno, una valutazione completamente in linea con quelle ottenute attraverso altri modelli utilizzati da altre istituzioni internazionali – prosegue il documento -. Infine, il governo ha confermato che rivitalizzerà gli investimenti pubblici e le politiche di inclusione sociale saranno una priorità della sua azione e la crescita economica beneficerà degli effetti espansivi di queste misure”. Alla fine, quindi, secondo l’esecutivo, i conti torneranno con un abbassamento del rapporto fra il debito pubblico e il prodotto interno lordo. “Il rapporto scenderà dal 131,2% del 2017 al 126,7 del 2021”, precisa il documento, che prevede un un aumento delle tasse sui premi assicurativi, un piano di privatizzazioni da 640 milioni, una spending review da 2,43 miliardi di euro nel 2019 e da 1 miliardo nel 2020 e 2021, oltre al rinnovo dell’ecobonus (50%) fino a dicembre 2019, delle deduzioni per gli acquisti degli elettrodomestici e dei benefici fiscali per le ristrutturazioni di giardini e terrazzi.

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Tale e Quale Show, anche stavolta imitatori professionisti in gara: così si rischia di falsare il gioco. Ecco di chi stiamo parlando

Tor, 16/10/2018 - 13:14

Venerdì scorso Antonio Mezzancella ha portato in scena a Tale e Quale Show “Un angelo disteso al sole” di Eros Ramazzotti. La performance si conclude e il pubblico è in piedi per regalargli una meritata standing ovation. “Grandioso, un livello altissimo. Tale e quale anche nelle movenze”, commenta Salemme. “Chapeau”, aggiunge la Goggi. Panariello rincara la dose: “Uguale, identico.” La Clerici, giurata d’eccezione, è stupita: “Eccezionale, perfetto.” Poco dopo toccherà a Giovanni Vernia vestire i panni di Mengoni cantando sulle note di “Pronto a correre” e anche qui applausi e giuria in brodo di giuggiole.

Il problema è che i due concorrenti di professione sono imitatori e hanno portato in scena dei cavalli di battaglia. Vernia già nel 2013 vestiva i panni del cantante a Zelig duettando con lui qualche puntata dopo. Il Ramazzotti di Mezzancella  negli ultimi anni è stato visto ovunque: da Tu si que vales a Quelli che il calcio a Scanzonissima. E anche a Tale e Quale Show nel 2016, quando il ragazzo aveva affiancato in una perfomance Debora Iurato sulle note di “I belong to you”. Questa volta ha vinto perfino la puntata.

La scelta di inserire imitatori professionisti in gara rischia di falsare la gara e snaturare il format, una tendenza iniziata già nelle ultime stagioni con la presenza nel cast di Max Giusti, Manlio Dovì, Francesco Cicchella, Massimo Lopez, Leonardo Fiaschi e Sergio Friscia. Il programma di Rai1 non è un vero talent e la competizione è vissuta in maniera soft ma di gara si tratta sarebbe opportuno mettere i concorrenti tutti sullo stesso piano.

Intanto il programma condotto da Carlo Conti nonostante il passare degli anni continua a incassare ascolti superiori al 20% di share, seppur in calo rispetto allo precedente edizione. Lo show di Rai1 funziona anche con un cast ormai pieno zeppo di sconosciuti: da Mario Ermito a Guendalina Tavassi fino a Roberta Bonanno.  D’altronde Conti non aveva escluso l’ipotesi una edizione nip e questa potrebbe essere vista come un passaggio iniziale per la transizione del prossimo anno. Oppure si aggiunga una scritta a scelta tra “Ma chi?” o “Quasi vip o forse più nip”.

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Pd, la base è pronta a votare Minniti: “Ottimo lavoro sui migranti, Salvini non ha meriti. Di destra? No, non lo è”

Tor, 16/10/2018 - 13:08

“Non sono un predestinato, ma voglio fare qualcosa di utile per il mio partito e il mio Paese. Qualcuno mi ha chiesto di candidarmi”. Sono le parole di Marco Minniti, a Imola, sulla sua candidatura alla segreteria del Partito democratico. E la base sembra pronta a votarlo: “Ha fatto un ottimo lavoro sui migranti. Lui è meglio di Nicola Zingaretti. Dicono che abbia posizioni di destra? Assolutamente no”.

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Siracusa, porto di Augusta: fatture false e truffa per avere fondi pubblici: sette misure

Tor, 16/10/2018 - 13:08

False fatture per avere vantaggi fiscali e accedere a finanziamenti pubblici destinati alla costruzione del porto turistico di Augusta. La Guardia di Finanza di Siracusa ha eseguito due arresti domiciliari e cinque misure interdittive nei confronti di alcuni imprenditori. Il gip ha disposto anche il sequestro di circa 7,5 milioni di euro. La procura contesta anche l’indebita compensazione e associazione a delinquere. Contestata alle persone giuridiche interessate anche la responsabilità degli enti da reato, la legge 231.  jwplayer("jwp-zP3GDUXK").setup({ playlist: [{"mediaid":"zP3GDUXK","description":"","pubdate":1539686379,"title":"Operazione Xiphonia","image":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/thumbs\/zP3GDUXK-720.jpg","variations":[],"sources":[{"type":"application\/vnd.apple.mpegurl","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/manifests\/zP3GDUXK.m3u8"},{"width":320,"height":180,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/zP3GDUXK-2kLOQlpN.mp4","label":"180p"},{"width":480,"height":270,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/zP3GDUXK-mgX5kRUd.mp4","label":"270p"},{"width":720,"height":406,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/zP3GDUXK-DGOVPaTh.mp4","label":"406p"},{"width":1280,"height":720,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/zP3GDUXK-00rmffRE.mp4","label":"720p"},{"type":"audio\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/zP3GDUXK-jz9FGUIN.m4a","label":"AAC Audio"},{"width":1920,"height":1080,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/zP3GDUXK-4X01Yi7v.mp4","label":"1080p"}],"tracks":[{"kind":"thumbnails","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/strips\/zP3GDUXK-120.vtt"}],"link":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/previews\/zP3GDUXK","duration":76}] });

Ai domiciliari due imprenditori mentre cinque sono stati sottoposti al divieto di esercitare ruoli direttivi delle persone giuridiche per dieci mesi: c’è anche un ottavo indagatose. Le indagini sono scattate nel febbraio 2017 in seguito ad un controllo fiscale ad una ditta edile. Secondo gli investigatori delle Fiamme Gialle a capo dell’associazione a delinquere ci sarebbe Alfio Fazio, 61 anni, amministratore della Porto Xifonia Augusta srl, associazione, stando all’accusa, della quale faceva parte Antonino Ranno, 64 anni di Augusta, amministratore di fatto della Edil Tiche srl., società che si occupa di edilizia residenziale. Il comandante provinciale della Guardia di Finanza, colonnello Luca De Simone, ha spiegato che il profitto è stato di 7,5 milioni di euro, somma oggetto del sequestro. “Sorprende la visione strategica di questi imprenditori – ha affermato il procuratore aggiunto Fabio Scavone – capaci di pianificare anni prima e sfruttare il finanziamento pubblico”.

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Grande Fratello Vip, l'”epico” scontro tra la Marchesa d’Aragona e Patrizia De Blanck: “Faceva la massaggiatrice” “Non mi toccare cafona”

Tor, 16/10/2018 - 12:49

La resa dei conti tra la Contessa Patrizia de Blanck e la Marchesa (o presunta tale) Daniela Del Secco d’Aragona si è consumata, vis-à-vis, con toni sopra le righe e la minaccia di adire le vie legali. I fatti: la Contessa “del popolo” aveva accusato a mezzo stampa l’adorata Marchesa del Grande Fratello Vip di essersi inventata la discendenza nobiliare ed essere, in realtà, un’ex massaggiatrice e venditrice di creme. Queste voci attorno alla Del Secco, in realtà, circolano ormai da tempo, con i veri Secco d’Aragona che hanno annunciato di procedere tramite gli avvocati.

Ebbene, ieri sera, durante la quarta puntata del reality di Canale 5, la de Blanck ha varcato la porta rossa della Casa di Cinecittà per un acceso confronto con la concorrente del programma. “La diffamazione a mezzo stampa è un reato penale: io non ho mai fatto la massaggiatrice, ma ho un gran rispetto per le estetiste”, ha detto la Marchesa, mentre l’ex amica (sul web ci sono foto delle due insieme a cene e party della movida romana) Patrizia compariva alle sue spalle. “La diffamazione a mezzo stampa? Mi fai solo che ridere. E non cominciare a dire adorata perché stai imitando Carlo Giovannelli e hai già cominciato a rompere le pa**e. Io sono elegante, tu sei ridicola per come sei vestita”, ha attaccato la de Blanck, senza mezze misure.

Pensate che sia producente questo siparietto indegno e vergognoso?”, la replica della Marchesa, che si è alzata in piedi per fronteggiare la nobildonna, rischiando di arrivare pure alle mani. “Non ti permettere di toccarmi, cafona e ignorante. Ma che brutta figura: e questa sarebbe la nobiltà? Che grande caduta di stile”. Ma la Contessa, famosa per non tirarsi indietro davanti a niente, non ha certo indietreggiato e ha ricordato i racconti di Marina Ripa di Meana: “Lei faceva la massaggiatrice a Marina […] ha creato il marchio Marchesa d’Aragona per vendere le scarpe e le creme. Come se io domani mattina mi prendessi un ortofrutticolo e lo chiamassi Principessa sul Pisello. Non è che così diventerei davvero Principessa, rimarrei Patrizia de Blanck”.

A questo punto la Del Secco ha tirato in causa la figlia Ludovica ed il genero, entrambi avvocati, per procedere legalmente contro chiunque metta in discussione il suo titolo nobiliare vecchio di duemila anni: “Io posso dimostrare tutto nelle sedi opportune. Chiedo ai miei avvocati di procedere anche verso questa poveraccia per favore […] Sai qual è il problema di denunciare questi poveracci? E’ che spendi soldi in avvocati, fai la causa, la vinci e poi loro non hanno i danari neanche per risarcirti”. La vicenda, ne siamo sicuri, non si concluderà qui.

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Epcc, la rivoluzione del voto ponderato: nessuno fra il pubblico ricorda il nome del presidente del consiglio Giuseppe Conte

Tor, 16/10/2018 - 12:47

E se il nostro voto valesse di più o di meno sulla base di quanto sappiamo dei temi su cui siamo chiamati a esprimerci? “Un voto di Enrico Mentana dovrebbe valere dieci volte il mio”, spiega Alessandro Cattelan nell’ammettere che il suo diritto di voto sarebbe il primo a venire colpito dalla rivoluzione del voto ponderato, la provocazione lanciata ieri durante il monologo di apertura del quarto appuntamento con EPCC a teatro, ogni martedì su Sky Uno e sempre disponibile su Sky On Demand. E le incursioni fra il pubblico gli hanno dato ragione: con tanto di macchina tritadocumenti, il conduttore di Tortona ha fatto a brandelli le tessere elettorali di chi, fra il pubblico, non ha saputo rispondere in maniera corretta ad alcune domande di logica e di attualità. Fra le chicche della serata, nessuno degli interpellati è stato in grado di ricordare il vero nome del presidente del Consiglio Giuseppe Conte…

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Alluvione Sardegna, aperto fascicolo per disastro ambientale e omicidio colposo

Tor, 16/10/2018 - 12:47

Disastro ambientale e omicidio colposo: questi i reati per cui la procura di Cagliari ha aperto un fascicolo per i danni causati dall’alluvione che il 10 e 11 ottobre ha colpito il sud della Sardegna, e in particolare il cagliaritano e il Sulcis. Per ora non ci sono iscritti nel registro degli indagati. Sul tavolo del sostituto procuratore Rossana Allieri è arrivata l’informativa sulla morte di Tamara Maccario, 44enne travolta dall’ondata di piena del rio Sa Murta mentre scappava di casa, in macchina con il marito e le figlie, nella notte del 10 ottobre.

Il dossier, a firma del comandante del Nucleo investigativo forestale Fabrizio Madeddu, è il primo atto formale dell’inchiesta. Gli esperti della Procura, nelle prossime settimane, dovranno relazionare sui danni registrati nell’area tra Capoterra, Cagliari, Assemini e Uta, compreso il cedimento di un ponte sulla statale 195, che sarà riaperta nel pomeriggio di martedì 16 ottobre a conclusione dei lavori di ripristino da parte dell’Anas. Un danno senza conseguenze perché, al contrario dell’alluvione di dieci anni fa, la macchina della Protezione civile sarda aveva ordinato la chiusura della statale prima che la furia delle acque aprisse tre voragini sull’asfalto. Continuano le ricerche del pastore disperso nelle campagne di Castiadas. Le speranze di trovare in vita Nicola Campitello, 38 anni di origine campana, ormai sono nulle.

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Manovra, Di Maio: “Vedo giornali sull’orlo di una crisi di nervi. Il governo può andare avanti per 5 anni e anche di più”

Tor, 16/10/2018 - 12:37

“Vedo delle testate giornalistiche sull’orlo di una crisi di nervi, perché hanno interpretato la manovra economica come una partita di pallone. Per alcuni ha vinto la Lega, per altri il M5s”. Così il vicepresidente del Consiglio, Luigi Di Maio, intervistato da Giovanna Reanda per Radio Radicale, commenta i titoli dei quotidiani odierni dedicati alla manovra ieri approvata. “Semplicemente avevamo detto che non si facevano scudi fiscali, né condoni” – spiega – “Il governo ha utilizzato per la pace fiscale istituti già esistenti, come la dichiarazione integrativa o il saldo e stralcio sotto i 1000 euro. Noi andiamo a aiutare, principalmente, le persone in difficoltà. Non c’è nessuna vittoria e non c’è nessuna sconfitta di qualcuno. Ma è il primo anno che in Italia non si fa lo scudo fiscale. La voluntary disclosure, che i governi di centro sinistra avevano fatto negli ultimi anni, non si rifarà. E’ un piccolo passo in avanti, perché noi abbiamo sempre detto che vogliamo aiutare chi è in difficoltà e non dare un privilegio ai grandi evasori“.
E aggiunge: “Nei primi tre mesi del 2019 partiranno il reddito di cittadinanza e la quota 100 che supera la riforma Fornero. Quindi, ci saranno i pensionati minimi con la pensione di cittadinanza e chi non ha lavoro avrà un reddito condizionato ad accettare una proposta di lavoro. Quota 100 significa pensionare centinaia di migliaia di persone per liberare altrettanti posti di lavoro per centinaia di migliaia di giovani. Ieri abbiamo fatto entrare nel provvedimento anche il taglio delle pensioni d’oro dai 4500 euro in su, altra promessa ai cittadini da noi mantenuta. La verità è che per la prima volta utilizziamo i privilegi per pagare i diritti degli Italiani, mentre in passato si tagliavano i diritti per pagare i privilegi”.
Il ministro M5s poi assicura: “Questo governo può andare cinque a anni e anche di più, ci sono tante cose da realizzare nel contratto di governo. Solo che che noi abbiamo voglia di realizzarle subito e quindi nei primi 4 mesi abbiamo cercato di portare a casa il più possibile. Adesso inizia la fase di interlocuzione con la Commissione Europea. Abbiamo rispettato le scadenze, ieri sera abbiamo inviato la legge di bilancio a Bruxelles e nei prossimi giorni saremo pronti a spiegare le nostre ragioni. Noi crediamo veramente che si debbano rispettare tutte le promesse e i programmi elettorali. Nella legge di bilancio” – continua – “ci sono 1,5 miliardi per rimborsare i risparmiatori truffati, non solo dalle banche, ma anche dal governo Renzi che, in una domenica pomeriggio, mandò sul lastrico centinaia di migliaia di risparmiatori. E’ opportuno che tutto il governo si muova e dia una mano al presidente del Consiglio e al ministro dell’Economia per lavorare su questa legge di bilancio. Anche cercando sponde in altri Paesi. In questo senso, apprezzo la Germania che non è assolutamente intervenuta in questa legge di bilancio, rispettando le prerogative di un altro Stato”.
Di Maio ribadisce che tutta la manovra è rivolta alle nuove generazioni e chiosa: “La situazione dello spread è temporanea, non è destinata a restare così. Se lo spread comincia a scendere perché la legge di bilancio sarà spiegata e si vedranno i nostri livelli di intervento, poi vedrete come il problema non ci sarà più”

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Netturbino va al bar e blocca la strada di Roma, Myrta Merlino si infuria in diretta tv: “A Milano sarebbe successo?”

Tor, 16/10/2018 - 12:29

Sfogo in diretta tv, a L’aria che tira, su La7, della giornalista Myrta Merlino, rimasta bloccata in una strada di Roma per colpa di un netturbino che aveva lasciato il proprio mezzo al centro della carreggiata mentre era al bar a bere il caffè.

Video La7

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Photoshop arriva su iPad nel 2019, gli utenti amatoriali potranno avere foto spettacolari

Tor, 16/10/2018 - 12:27

Photoshop, l’applicazione più usata dai grafici di tutto il mondo, nel 2019 sbarcherà su iPad. L’azienda produttrice ha fatto l’annuncio con grande enfasi nell’ultima conferenza stampa, e a ragione perché lo sbarco di Photoshop su iPad attirerà il vastissimo pubblico di utenti amatoriali, più che i professionisti ormai fedeli da tempo a questa applicazione. Il punto è che oggi gli strumenti digitali a nostra disposizione sono tanti, e poche persone vogliono ricorrere al vero e proprio PC per ritoccare un’immagine. Tuttavia, le applicazioni non professionali per togliere gli occhi rossi, schiarire una foto troppo scura, o aumentare il contrasto dei colori in uno scatto un po’ slavato non tengono il passo di Photoshop.

Gli strumenti del software di Adobe sono ineguagliabili sia dal punto di vista della quantità che della qualità, e chi ha provato a usarlo sicuramente li rimpiange. Il motivo per cui finora non è stato possibile usare questo software sul tablet è che non dispone di un’interfaccia ottimizzata per ricevere i comandi touch fatti con il dito o con la penna, invece che con il mouse. Questa lacuna sarà risolta appunto nel 2019 con Photoshop CC, ed è interessante anche se Adobe ha prospettato un “set più piccolo di funzionalità” in un primo momento (successivamente saranno aggiunte anche le altre).

La seconda ottima notizia è che – analogamente a quanto avviene per la versione dekstop da un po’ di tempo a questa parte – il software sarà agganciato al Creative Cloud di Adobe. In parole povere significa che non dovrete preoccuparvi di spedirvi foto parzialmente modificate via posta o con altri stratagemmi: a prescindere dallo strumento con cui lavorerete, le modifiche saranno sincronizzate in cloud. Lavorerete sempre sullo stesso file.

Consigliamo chi possiede un iPad di cogliere questa novità non appena sarà disponibile: sarà un’occasione per usare uno strumento con grandi potenzialità, e se vorrete per affinare le vostre capacità. Esistono moltissime guide per Photoshop, sia cartacee sia digitali, e quando avrete imparato a usare filtri o strumenti di base per il ritocco avrete grandi soddisfazioni.

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Omicidio con una penna-pistola, arrestato un uomo di 42 anni a Monza

Tor, 16/10/2018 - 12:24

Sembrava una morte naturale, ma quando il medico legale, che in un primo momento aveva escluso una causa violenta, ha cominciato a eseguire l’autopsia ha scoperto un piccolo foro da arma da fuoco sulla schiena del cadavere che stava esaminando. La vittima era stata trovata dal suo coinquilino sul letto, con del sangue che gli fuoriusciva dalla bocca. Le indagini dei carabinieri di Sesto San Giovanni (Milano) hanno svelato che l’arma usata dal killer è una piccola penna-pistola e hanno arrestato su ordine del gip di Monza un uomo di 42 anni, italiano, perché ritenuto l’autore dell’omicidio di una 4eenne transessuale peruviana, avvenuto il 4 febbraio scorso a Cinisello Balsamo (Milano). L’indagato, netturbino, è accusato di omicidio volontario aggravato. jwplayer]PxkFTojG[/jwplayer]

È ritenuto anche è uno degli autori della rapina e del ferimento a colpi di arma da fuoco di un 35 enne cinese, proprietario di un bar a Segrate (Milano), messa a segno con un complice il giorno successivo il delitto. Il movente è ancora in via di accertamento, ma non è escluso abbia agito anche in quel caso a scopo di rapina. jwplayer("jwp-FujNfzlB").setup({ playlist: [{"mediaid":"FujNfzlB","description":"","pubdate":1539685832,"tags":"carabinieri,segrate,cronaca nera","image":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/thumbs\/FujNfzlB-720.jpg","title":"Segrate, rapina negozio cinese. Autore arrestato dai carabinieri","variations":[],"sources":[{"type":"application\/vnd.apple.mpegurl","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/manifests\/FujNfzlB.m3u8"},{"width":320,"height":180,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/FujNfzlB-2kLOQlpN.mp4","label":"180p"},{"width":480,"height":270,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/FujNfzlB-mgX5kRUd.mp4","label":"270p"},{"width":720,"height":406,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/FujNfzlB-DGOVPaTh.mp4","label":"406p"},{"width":1280,"height":720,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/FujNfzlB-00rmffRE.mp4","label":"720p"},{"type":"audio\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/FujNfzlB-jz9FGUIN.m4a","label":"AAC Audio"}],"tracks":[{"kind":"thumbnails","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/strips\/FujNfzlB-120.vtt"}],"link":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/previews\/FujNfzlB","duration":54}] });

I militari, coordinati dalla Procura di Monza, sono partiti da una testimone che ha detto di aver visto la vittima salire su una Fiat Punto in viale Fulvio Testi a Milano, intorno all’una del 4 febbraio. Poco dopo la 42enne aveva inviato un messaggio al suo coinquilino, avvisando che sarebbe rientrato a casa con un cliente. “È stata un’indagine complessa – ha spiegato il procuratore della Repubblica di Monza Luisa Zanetti – i carabinieri hanno esaminato migliaia di fotogrammi di immagini di videosorveglianza, per risalire all’auto dell’omicida“. La Fiat Punto aveva precise caratteristiche, un faro molto luminoso, specchietti e fiancate colorate, tuttavia non sufficienti per identificare il proprietario. Grazie a un’impronta lasciata dal killer su una lattina di Coca Cola trovata in casa della vittima, i militari sono risaliti a lui quando era già stato arrestato per la rapina a Segrate. La sua penna-pistola, dotata di silenziatore e potenziata, è risultata l’arma che ha ucciso il transessuale e ferito il titolare del bar, al quale sono stati sparati addosso oltre 4 colpi. Giovanni Amato, già conosciuto dalle forze dell’ordine per reati di droga, è stato portato nel carcere di San Vittore (Milano).

 

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Roma, cancellate chiuse al Colle Oppio: bambini costretti a scavalcare per andare a scuola

Tor, 16/10/2018 - 12:23

Bambini costretti a scavalcare le cancellate martedì mattina al Colle Oppio a Roma per raggiungere le proprie scuole nella zona del Colosseo. E’ successo in via delle Terme di Tito e via del Monte Oppio, pieno centro storico, poco dopo le 8 e in orario di apertura dei plessi scolastici. Numerosi residenti (e non) hanno trovato i grandi cancelli di accesso chiusi con catene e lucchetti. Ai genitori che hanno trovato le strade sbarrate non è rimasto altro che aiutare i propri figli, molti in età da scuola primaria, ad arrampicarsi sugli alti cancelli per raggiungere in tempo gli istituti. “Sono cancellate pericolose con degli spuntoni, ma presi dal panico non abbiamo potuto fare altro – racconta una mamma a ilfattoquotidiano.it – che dire ai nostri figli di scavalcare. Abbiamo chiamato anche le forze dell’ordine e per fortuna è arrivata una volante in aiuto”.

E’ dovuta intervenire infatti la Polizia di Stato per aprire i cancelli e ripristinare così anche il traffico nella zona che, viste le tante automobili bloccate, era andato in forte sofferenza. Sembra che il tutto sia riconducibile alla protesta improvvisata degli addetti di un’associazione che si occupa, per conto del Comune di Roma, dell’apertura e chiusura dei cancelli dei parchi giardini romani.

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Justin Mattera: “La mia foto completamente nuda? Mio marito non è stato contento. Da ora in poi basta scatti senza mutande”

Tor, 16/10/2018 - 12:23

È stata quella foto che la ritrae sdraiata su un prato completamente nuda a mandare in crisi il rapporto tra Justine Mattera e il marito, l’imprenditore Fabrizio Cassata. Qualche tempo fa infatti, la showgirl aveva pubblicato sul suo profilo Instagram (dove è molto attiva e conta oltre 250mila followers) un suo scatto hot che aveva fatto impazzire la Rete. “Mio marito è una persona molto schiva, riservata. Quando la gente cercava il suo nome su Google, appariva la mia foto senza veli” racconta Justine che, ospite di Un Giorno da Pecora, su Rai Radio1, ha smentito le voci di un suo possibile divorzio: “No, no, non ci siamo lasciati. Diciamo che dopo quell’episodio abbiamo trovato un accordo: non posare più senza mutande”.

 

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Mille mattine così. #primadellagara

Carissimo Saramago, oggi parliamo di dna. E della giustizia italiana

Tor, 16/10/2018 - 12:13

Carissimo José Saramago, ti andrebbe di venire in un’aula di giustizia italiana? Ho pensato a te perché sei stato un artista e un letterato talmente eclettico che riusciresti certamente a trovare una chiave di lettura che non sia la solita analisi giuridica, fatta dagli avvocati e dai giuristi. Devi sapere che il difetto dei tecnici di una materia è quello di essere chiusi nel loro ragionamento specifico e di non riuscire a trovare uno spunto diverso, realmente capace di spiegare perché accadono certe circostanze.

Ho pensato di chiedere aiuto a te e al tuo genio perché mi ha colpito una frase che hai pronunziato a Toledo nel 1999, presentando un tuo romanzo. La frase è questa: “Oggi come non mai stiamo vivendo nella caverna platonica, dove gli uomini scambiano per reali le immagini che scorrono loro davanti. Oggi come non mai, infatti, confondiamo la realtà con le ombre”.

Caro José, in questi giorni, persino la scienza – dominata dalla sua versione efficientista, cioè la tecnica – diventa “ombra” o idolo, come avrebbe detto un altro nostro amico di qualche secolo fa, cioè Francesco Bacone. Ti voglio raccontare questa cosa incredibile. Si sono svolti, nelle aule di giustizia penale, due processi che hanno coinvolto l’opinione pubblica di tutto il Paese. Due gravissimi omicidi: l’uno a danno di una ragazzina trovata morta in un campo vicino a Bergamo e l’altro che, per il numero di morti, è stata addirittura ridefinita “la strage di Erba”.

Le conoscenze scientifiche più all’avanguardia sono state decisive per risolvere i due casi. Mi riferisco al dna. Come certamente sai, si tratta del patrimonio genetico esclusivo di ogni persona. È un po’ come la firma dell’assassino sul luogo del crimine oppure, se il dna della vittima viene rinvenuto “addosso” al sospettato, è come se quest’ultimo si fosse inavvertitamente portato con se la targa della sua azione delittuosa. Fantastico, mi dirai. Sì certo, non hai torto. A un patto però, e cioè che quella firma sia leggibile e non si trasformi nelle immagini che il vecchio Platone giudicava come apparenti o irreali, ancorché lette come vere e certe.

Ebbene, in entrambi i casi giudiziari, la traccia del dna, che è stata ritenuta decisiva per la condanna, non è stata vista da nessuno, se non da coloro che dichiarano di averla repertata e dal tecnico che l’avrebbe analizzata. Non ti dico dalla difesa: questa non ne ha mai saputo nulla, se non ricevere a posteriori il risultato che incastra l’accusato. Ma persino il pubblico ministero ha dovuto recepire il risultato dell’analisi e, se avesse chiesto di vedere un’immagine della macchia, si sarebbe sentito rispondere che questa era presente al momento del test con delle speciali tecniche, ma non a occhio nudo. Quindi nulla; bisogna fare un atto di fede sul risultato.

Capirai benissimo che gli avvocati parlano di violazione del contraddittorio, di prova incerta, di violazione del diritto di difesa. Ma tutto questo diventa un sermone inutile dinnanzi al risultato e cioè la soluzione “certa” della tragica vicenda, che garantisce il carcere a vita una persona. L’avvocato e il giudice si trovano, in questo modo, immersi nella caverna di Platone, incatenati e del tutto inermi dinnanzi a tutto questo. Non mi rispondere che la scienza è nata con Bacone, Galileo e Newton e da allora si fonda sul metodo sperimentale e dunque sulla possibilità di verificare ciò che si vuole sostenere. Poveretti, se li chiamiamo in causa, non potrebbero mai credere che nelle aule di giustizia, negli anni Duemila, viene chiamata scienza questa ombra.

Forse il termine corretto l’ha proprio usato quel Bacone di cui ti dicevo prima e che certamente è caro anche a te: l’idolo. Ho il timore che siamo dinnanzi alla scienza e alla tecnica utilizzate, non come avrebbero voluto Galileo e tutti gli altri scienziati che gli sono succeduti, ma come idoli e quindi come dei totem idolatrati e onorati come divinità ma che, in realtà, sono solamente “false nozioni che sono penetrate nell’intelletto umano fissandosi in profondità dentro di esso assediando le menti in modo da rendere difficile l’accesso alla verità”. Così diceva Bacone e così verrebbe da dire anche a me.

Voglio anticiparti, perché sono certo che mi dirai che le regole di diritto ci sono per evitare queste prove-ombra; è vero. Ci sono e sono tante, nella Costituzione e nel codice di procedura penale. Ma non importa. La tecnica è diventata indiscutibile, anche se quelle regole vorrebbero un diverso sistema di interpretazione. Perché il mondo di oggi è in totale adorazione della tecnica, che non si discute e non si prende il tempo per discuterla. Conta solo il risultato, qualunque esso sia. Forse la speranza è quella che è impressa in un’altra tua celebre frase: “Se daremo tempo al tempo, arriverà sempre il giorno in cui la verità diventerà menzogna e la menzogna si trasformerà in verità”.

Spero di non averti disturbato con questo mio sfogo, così come spero che Bacone, Newton e Galileo non se la prendano per averli tirati in causa; perché potrebbero non credere che le loro grandi scoperte sul metodo per raggiungere la verità siano fatte così a pezzi per far trionfare ombre chiamate scienza.

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Napolitano torna in Senato dopo l’intervento. Casellati lo omaggia: “Esempio per tutti”. E l’Aula applaude il presidente emerito

Tor, 16/10/2018 - 12:07
Dopo l’intervento chirurgico all’aorta della scorsa primavera, quando fu ricoverato d’urgenza al San Camillo di Roma, e il lungo recupero, nell’Aula del Senato è tornato l’ex presidente della Repubblica Giorgio Napolitano, per assistere alle comunicazione del presidente del Consiglio Giuseppe Conte in vista del prossimo Consiglio europeo del 18 ottobre. “Caro presidente credo che la sua capacità di partecipazione ai lavori e la sua passione istituzionale siano il migliore esempio per tutti i componenti di questa aula”, è stato il saluto della presidente del Senato Maria Elisabetta Alberti Casellati. Parole alle quali è seguito l’applauso dell’Aula di Palazzo Madama. Dopo l’intervento di Conte, infine, il saluto di diversi senatori, compreso quello di Matteo Renzi, del capogruppo dem Andrea Marcucci e dell’ex ministra della Difesa Roberta Pinotti.

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Chiara Ferragni e Fedez, il figlio Leone operato a Los Angeles

Tor, 16/10/2018 - 12:02

Leone Lucia, figlio di Chiara Ferragni e Fedez, nelle scorse ore a Los Angeles si è sottoposto a una piccola operazione chirurgica ai timpani. Il bambino, che compirà sette mesi il prossimo 20 ottobre, sta bene come ha scritto la mamma su Instagram:  “Questa mattina il nostro piccolo Leo ha avuto un piccolissimo intervento al Children’s Hospital per mettere dei tubicini nelle orecchie per poter eliminare del liquido che ha dalla nascita e che, nel lungo tempo, gli avrebbe potuto causare perdita di udito.

Una operazione semplice e il bimbo è già tornato a casa ma la Ferragni si è lasciata andare ad una riflessione: “Vedere tantissimi genitori salutare i propri bambini che dovevano sottoporsi ad interventi ben piu’invasivi (alcuni a cuore aperto) mi ha fatto piangere tutto il tempo e mi ha fatto capire, ancora una volta, che se si è in salute non ci si può lamentare. E’ veramente la cosa più importante al mondo, e rende tutto il resto secondario. E da quando sono una mamma vedere altri bambini soffrire mi fa fermare il cuore. Sto postando queste parole per ricordare a me in primis quanto siamo fortunati, ogni giorno.”

 

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Grande Fratello Vip, Fabrizio Corona al centro del reality senza esserci: ecco come Ilary Blasi “fredda” Signorini mentre cerca di parlare di lui

Tor, 16/10/2018 - 11:50

Fabrizio Corona ancora una volta al centro della scena al Grande Fratello Vip, l’ex re dei paparazzi non ha partecipato come concorrente e nemmeno come ospite. Complice la relazione, ormai archiviata, con Silvia Provvedi viene tirato nuovamente in ballo. La Donatella dopo aver visto le dichiarazioni della mamma a Mattino 5, che parla delle numerose bugie di Corona sulla fine dell’amore con la figlia, si augura di non averle dato troppi dispiaceri:  “Mi ha visto stare male, mi ha visto soffrire. La voglio far stare bene”. La ragazza vuole voltare pagina e godersi l’avventura anche se per Signorini è ancora innamorata di Corona. E chiede alla mamma Monica un commento sull’ipotesi di una gravidanza della figlia che in casa aveva raccontato alle concorrenti di un ritardo sospetto: “Sarà solo colpa dello stress“, ha risposto la signora.

La Blasi prima di voltare pagina offre a Corona il diritto di replica ma lo fa a modo suo: “Noi diamo il diritto di replica a Corona, chiaramente se lui vuole noi siamo qui ogni lunedì. Se non lo fa, rispetteremo il suo silenzio, ce ne faremo una ragione, come ce la siamo fatta dagli ultimi due anni a questa parte”. Il direttore di Chi coglie l’attimo per lanciare la sua intervista su Chi ma la conduttrice lo interrompe: “Alfonso, sinceramente le interviste, lettere e tweet di Corona lasciano il tempo che trovano, visto che cambia idea ogni 20 giorni, quindi può venire di persona, per me argomento chiuso, andiamo avanti. ”

Signorini stizzito replica a tono: “Scusami, ma io devo difendere il mio giornale“. La telenovela potrebbe dunque proseguire nelle prossime settimane. Il reality, in difficoltà di ascolti, prova a spingere sull’acceleratore. Dopo l’abbandono di Maurizio Battista si affida a Cristiano Malgioglio per portare sorrisi e consigli. A lasciare il reality è l’attore Enrico Silvestrin, in nomination finiscono Lory Del Santo, Elia Fongaro, Eleonora Giorgi e la Marchesa D’Aragona. Quest’ultima deve fare i conti con le accuse sull’assenza di un titolo nobiliare e si confronta con la Contessa Patrizia De Blanck.

“Smettila di dire ‘adorato’. Stai imitando Carlo Giovannelli, non ti sei inventata nulla. Stai rompendo le pal*e. Tu vorresti essere me, me lo ha detto una mia amica giornalista, che ti ha risposto: mission impossible”, dichiara la Contessa che la accusa di fare massaggi e vendere creme. La Marchesa replica a tono: “Non ti senti grottesca e goffa? Aveva ragione Marina Ripa di Meana, vai in giro con le ciabatte anche quando non stai a casa. Sei una poveraccia. Dico ai miei parenti di agire legalmente anche nei suoi confronti.” Le due quasi vengono alle mani poi la situazione torna alla normalità. Gli ascolti della quarta puntata hanno segnato una lieve crescita con 3.242.000 telespettatori e il 20,01% di share, numeri comunque in calo rispetto allo scorso anno.

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La nuova esercitazione del sottosegretario alla Difesa Tofalo (M5s): dopo aver imbracciato un mitra, si lancia coi parà

Tor, 16/10/2018 - 11:47

Nei giorni scorsi il sottosegretario alla Difesa, Angelo Tofalo, ha incontrato, nella sede di Livorno, il personale del primo Reggimento Carabinieri Paracadutisti Tuscania. Tofalo ha eseguito un lancio in tandem con un istruttore: “Mammia mia!” ha commentato alla fine. Il video è stato pubblicato sulla sua pagina Facebook, dove poche settimane fa aveva postato il filmato in cui imbracciava un mitra vestito da militare.

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