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Genova, la notizia del crollo del Ponte Morandi fa il giro del mondo: è breaking news su tutti i principali media stranieri

Tor, 14/08/2018 - 14:24

Ha fatto il giro del mondo la notizia del crollo del Ponte Morandi a Genova. El Pais, Bbc, Die Welt e Le Monde sono alcune delle principali testate straniere che riportano del crollo del tratto di 100 metri dell’autostrada sulla A10 nella zona di Sampierdarena.

“Motorway bridge collapse in Italy” titola la Bbc: la notizia rimbalza tra i media francesi, tedeschi, americani, fino a raggiungere l’Asia. Channel News Asia riporta che i soccorritori ipotizzano siano una decina i morti sotto le macerie del ponte. Twitter e i social network rimangono la fonte principale di notizie per i quotidiani stranieri: decine di fotografie e video che ritraggono il momento del disastro caricate sul social sono state condivise fino dall’altra parte del pianeta. Tanto che l’hashtag #Genova è primo tra le tendenze, con 142mila tweet.

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Genova, da un punto all’altro del crollo: i duecento metri di ponte che non ci sono più

Tor, 14/08/2018 - 14:09

Del ponte Morandi, sulla A10, inaugurato 51 anni fa a Genova e lungo più di un chilometro, circa 200 metri sono crollati il mattino del 14 agosto. Il video, mostra la distanza e le macerie tra un punto e l’altro del cavalcavia ceduto.

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Genova, crolla ponte Morandi sulla A10. Trasporti in tilt: chiuse A10 e A7, treni rallentati. Ecco la mappa

Tor, 14/08/2018 - 13:16

Circolazione bloccata a Genova dopo il crollo del ponte Morandi sull’Autostrada A10 che ha causato la morte di decine di persone. Sulla A10 Genova-Savona rimane chiuso il tratto tra il bivio A7 Milano-Genova e Genova Aereoporto in entrambe le direzioni. All’interno del tratto chiuso il traffico è bloccato con lunghe code. A seguito della chiusura si sono formate code sulla A10 direzione Genova tra Genova Pegli e Genova Aeroporto con ripercussioni sui flussi di traffico verso Genova; sulla A12 Genova – Rosignano Marittima tra Genova Est e il Bivio per la A7 verso Genova; e sulla A7 tra Bolzaneto e la A10.

 

Per coloro che sono in viaggio lungo la A10 da Savona diretti a Genova, Viabilità Italia consiglia di utilizzare la A26 Genova – Gravellona Toce, poi la D26 diramazione Predosa Bettole e la A7 verso Genova. Per coloro che invece da Livorno sono diretti a Savona, viene consigliato di utilizzare la A7 Milano-Genova, seguire le indicazioni per la diramazione Predosa Bettole e poi prendere la A26 verso Genova e proseguire per Savona. Per il traffico locale non si consiglia di percorrere le Autostrade e di fruire della viabilità ordinaria, secondo le indicazioni delle autorità locali. Si consiglia infine di evitare le aree limitrofe all’evento per non essere d’intralcio alle operazioni di soccorso.

Riprende invece molto rallentata la circolazione su alcune linee dei treni dopo il crollo ponte autostradale fra Genova Rivarolo e Genova Sampierdarena. La linea Genova – Savona – Ventimiglia è attiva. Lo stesso anche la Genova Piazza Principe – Arquata Scrivia (direzioni Torino e Milano): riattivata con rallentamenti e ritardi medi di 60 minuti, con punte massime fino a 120 e alcune cancellazioni di treni regionali. Linea Ovada – Genova Piazza Principe: circolazione ancora sospesa fra Genova Borzoli e Genova Piazza Principe. In questo tratto Trenitalia ha attivato un servizio sostitutivo con autobus fra Ovada e Genova Voltri. Per coloro che sono in viaggio in treno, viene infine consigliato di utilizzare le linee ferroviarie Genova-La Spezia verso sud e Genova-Ventimiglia verso nord.

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Genova, com’era il ponte prima del crollo: il viaggio sul cavalcavia

Tor, 14/08/2018 - 13:05

A Genova è crollato il ponte Morandi sulla A10. A giugno, una viaggiatrice ha pubblicato sui social il passaggio in auto lungo il cavalcavia (sul quale si intravedono dei lavori in corso). “Quando ero piccola tremavo su questo ponte” ha scritto come commento del video.

Video Instagram/Miriamelee

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Genova, crolla ponte sull’autostrada A10: Vigili del fuoco e soccorritori al lavoro tra le macerie

Tor, 14/08/2018 - 13:02

Le squadre dei Vigili del Fuoco stanno ”operando in massa” dopo il crollo di una parte del ponte Morandi sulla A10. ”Sono state attivate – twittano i Vigili del Fuoco – le squadre Usar e le unità cinofile”, specializzati nella ricerca di persone sotto le macerie. Una decina di uomini della sezione operativa dei vigili del fuoco di Torino, con l’ausilio dell’elicottero e della squadra cinofili dei pompieri, si stanno recando a Genova, in seguito al crollo del ponte sull’Autostrada A10. Una colonna mobile è in partenza anche da Alessandria. Allertata anche la polizia stradale, in particolare la Sottosezione di Belforte Monferrato, che ha competenza sul tratto ligure della A26 Genova-Gravellona Toce. “Sulla A10 è stata predisposta l’uscita obbligatoria a Genova Aeroporto – rende noto la stradale – Questa è la comunicazione che stiamo dando anche agli automobilisti che stanno contattando il nostro centralino, considerato che siamo alla vigilia di Ferragosto. Per quanto riguarda la nostra tratta, attualmente, non sono previste indicazioni particolari”.

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Genova, il momento del crollo del ponte Morandi. Le urla delle persone: “Oddio”

Tor, 14/08/2018 - 12:46

È crollato il ponte Morandi, a Genova, sulla A10. In un video pubblicato su Twitter da Davide Tranchida, si vede il momento in cui crolla una parte del cavalcavia (una parte si è già staccata).

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Il glifosato muove interessi enormi. Dopo la condanna a Monsanto, spazio a studi indipendenti

Tor, 14/08/2018 - 12:43

La recente sentenza in Usa che ha riconosciuto Monsanto colpevole per non aver informato sui rischi del glifosato un malato terminale per linfoma non-Hodgkin, condannandola ad un risarcimento colossale, ha riacceso l’attenzione sull’erbicida, già al centro di pesanti polemiche, comprese quelle scientifiche . Nel 2017 in Europa furono raccolte più di 1 milione e 300.00 firme per impedirne il rinnovo, in Italia è attiva da anni la Coalizione Stop Glifosate e il contrasto all’erbicida è diventato il simbolo della lotta all’agricoltura industriale il cui fallimento è ormai riconosciuto. Ma perché tanta attenzione?

Il glifosato muove interessi enormi: è il pesticida più diffuso al mondo ed è strategico nella produzione di prodotti Ogm; negli Usa dal 1974 al 2014 la produzione annua è passata da 400 t a 113.000 t, si stima che a livello mondiale su ogni ettaro coltivato mediamente se ne utilizzi 0,5 kg. In Italia nel 2012 ne sono state vendute 1795,1 tonnellate (fonte Sian), con la percentuale più alta (14,8 %) tra tutti i presidi chimici venduti nel  nostro paese, dove continua ad essere ampiamente usato in agricoltura e non solo. E’ Pistoia la capitale italiana del glifosato, “grazie” ai vivai dove l’erbicida è usato in modo sistematico e provoca un pesantissimo inquinamento delle acque superficiali con livelli di pesticidi oltre 30 volte i limiti previsti.

Sugli effetti del glifosato va chiarito che il prodotto commerciale, comunemente usato, per la presenza di altre sostanze è molto più tossico del solo principio attivo, ma è solo su quest’ultimo che vengono condotte le valutazioni tossicologiche da parte delle agenzie regolatorie europee. Tuttavia anche il principio attivo non è “acqua fresca”: il glifosato è un potente inibitore degli enzimi “shikimate pathway” presenti in tutte le specie viventi ad eccezione dei mammiferi; per tale motivo fu ritenuto innocuo per l’uomo, dimenticando però che il microbiota, essenziale per la nostra salute, risulta gravemente alterato dall’erbicida che contamina il cibo. Il glifosato inibisce l’attività enzimatica anche del citocromo P450 (CYP), questo presente in tutti i viventi ed essenziale nei processi metabolici di detossificazione, che risultano così inadeguati nella eliminazione di tossine.

Sono ben noti i sintomi nell’uomo per esposizione acuta: occhi gonfi, bruciore, intorpidimento del viso, vesciche, rapida frequenza cardiaca, innalzamento pressorio, difficoltà respiratorie etc. Più subdoli, ma non meno importanti le conseguenze  per esposizione a dosi piccole e ripetute nel tempo perché, specie nella formulazione commerciale, il glifosato agisce come interferente endocrino, condizionando la sintesi di ormoni sessuali e aumentando il rischio di malformazioni, abortività ed insufficenza renale.

Limitarsi, quindi, alla sola azione cancerogena, la sola di cui si parla, appare davvero riduttivo, anche se, tuttavia, è interessante approfondire le motivazioni delle divergenti valutazioni fra Iarc (Agenzia internazionale per la ricerca sul cancro) ed Efsa (Agenzia Europea per la Sicurezza Alimentare) a questo proposito. La Iarc nel 2015 ha valutato il glifosato come 2A, ovvero “cancerogeno probabile”, in particolare per l’insorgenza di linfomi non-Hodgkin, la patologia della recente sentenza; la valutazione 2A è molto spesso l’anticamera del passaggio al livello 1 (cancerogeno) e va quindi tenuta nella massima considerazione. Dopo 6 mesi l’Efsa ha, viceversa, dichiarato che è “improbabile che il glifosato costituisca un pericolo di cancerogenicità per l’uomo”, giudizio confermato nel marzo 2017 anche dall’Echa (Agenzia Europea per le Sostanze Chimiche) che ha tuttavia riconosciuto la sostanza fortemente irritante per gli occhi e dannosa per la vita acquatica.

Sia Efsa che Echa hanno basato le loro valutazioni sul parere fornito dall’Istituto Feder­ale Tedesco per la Valutazione del Rischio (BfR) individuato dall’Ue come responsabile del processo di valutazione. Il BfR, diversamente dalla Iarc, non ha preso in esame studi pubblicati su riviste scientifiche sottoposte a revisione, ma studi non pubblicati, condotti sul solo principio attivo dalla industria produttrice ed in modo molto spesso opaco. Sconvolgenti addirittura le manipolazioni operate da Monsanto per screditare gli scienziati che denunciano la pericolosità dell’erbicida, i conflitti di interesse fra alcuni estensori del parere, fino ad arrivare alla clamorosa denuncia che il capitolo dell’Efsa sugli effetti sulla salute umana del glifosato è stato copiato, dal dossier di Monsanto.

Presso l’Istituto Ramazzini  sono in corso studi sul glifosato per valutarne l’azione cancerogena, neurotossica, di interferenza endocrina, sul microbioma, di tossicità a lungo termine, prenatale e transgenerazionale: studi molto importanti perché totalmente indipendenti, ma crediamo che quanto già si sa sui danni prodotti da un modello agricolo basato sulla chimica sia sufficiente per abbandonarlo. Questa sentenza è certamente di buon auspicio.

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Genova, camion fermo a pochi metri dal crollo: le immagini sotto il ponte

Tor, 14/08/2018 - 12:29

Il ponte Morandi, sull’autostrada A10, a Genova, è crollato la mattina del 14 agosto. Marco Mori ha girato un video a pochi metri dal ponte, dove si vede un camion che è riuscito a fermarsi prima del baratro. “C’è una macchina con le luci. È un disastro” si sente commentare dai presenti.

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Genova, crolla ponte Morandi sulla A10: ipotesi cedimento strutturale. Le prime immagini

Tor, 14/08/2018 - 12:19

Un pezzo del viadotto di Genova, noto come ponte Morandi, sulla A10 è crollato. Sarebbe stato un cedimento strutturale a provocare il crollo. Dalle prime informazioni di vigili del fuoco e protezione civile, il cedimento sarebbe avvenuto nel tratto che sovrasta via walter Fillak, nella zona di Sanpierdarena

il video è stato pubblicato su Twitter dal parlamentare M5s Sergio Battelli

 

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Aquarius, Gibilterra vuole ritirare la bandiera. Sos Mediterranèe: ”Manovra politica per fare guerra alle ong”

Tor, 14/08/2018 - 12:11

Gibilterra annuncia la sua intenzione di togliere la bandiera ad Aquarius, la nave operata da SOS Mediterranèe in collaborazione con Medici senza Frontiere impegnata dal 2016 in attività di ricerca e soccorso nel Mediterraneo Centrale e ora arenata tra Malta e Linosa in attesa che “le autorità marittime competenti” le assegnino un porto “sicuro” di sbarco per le 141 persone salvate venerdì scorso davanti alle coste della Libia. “È una manovra politica per impedirci di continuare le nostre attività di salvataggio”, dice l’associazione fondata da Klaus Vogel – Berlino, capitano di marina mercantile e il cui “progetto è stato appoggiato in Francia da Sophie Beau (Marsiglia) e in Italia da Valeria Calandra (Palermo)”.

Il governo di Gibilterra ha annunciato ieri il ritiro della bandiera come riportato nel tweet del Chief Minister Fabian Picardo – oggi la nave di 77 metri è di proprietà della Jasmund Shipping – dopo la richiesta “di sospendere le sue attività di salvataggio, per le quali non è registrata nel territorio britannico”. Il punto, sostiene l’amministrazione del territorio d’Oltremare del Regno Unito, è che Aquarius è registrata dal 2009 “come nave da ricerca (‘survey’) a Gibilterra”. L’imbarcazione, si legge sul sito della Jasmund Shipping, costruita in Germania per la Guardia Costiera, “è una ex nave di sorveglianza della pesca tedesca” ed è utilizzata per “lavori di survey” (ie “rilevamento sismico in sito 2D”), “lavori geotecnici” e “supporto eolico”.

Sempre secondo Gibilterra, l’Aquarius opera dal 2016 – dopo essere stata noleggiata da SOS Mediterranèe e Médecins sans Frontières – “esclusivamente sotto la direzione delle autorità italiane per operazioni di salvataggio”. Tra giugno e luglio, però, l’amministrazione marittima di Gibilterra “ha chiesto ad Aquarius di sospendere le sue operazioni come nave per il salvataggio e tornare alla sua attività iniziale di nave da ricerca”. La ragione, spiega il governo stesso, è nei “ritardi alla disponibilità di porti di sbarco per molte imbarcazioni di salvataggio nella zona SAR italiana“. Non avendo – alla ripresa delle attività dopo lo stop di un mese a Marsiglia e il caso Valencia – “cercato il via libera di Gibilterra per la ripresa delle attività di salvataggio”, l’Aquarius ha ricevuto il 6 agosto scorso un “ordine di ritiro” dalla bandiera con deadline lunedì prossimo. A quel punto “la nave lascerà il registro di Gibilterra e tornerà dal 20 agosto a quello del suo proprietario, la Germania”.

Foto di Angela Gennaro

Le ong non ci stanno: hanno fatto appello, e questo vuol dire che c’è una sospensiva che di fatto fa saltare la scadenza del 20 agosto fino all’esito del ricorso. Mantenendo in vigore fino ad allora la bandiera di Gibilterra. “Da due anni e mezzo abbiamo soddisfatto tutte le esigenze regolamentari inerenti alla competenza sulla bandiera da parte di Gibilterra”, risponde SOS Mediterranèe, “e tutti i controlli tecnici inerenti la sicurezza e l’affidabilità della nave. Mai è stata rilevata un’irregolarità”. Dal 2016 l’Aquarius “ha realizzato più di 200 operazioni di salvataggio in totale trasparenza e informando regolarmente tutte le autorità competenti. L’Autorità marittima di Gibilterra dissimula una manovra politica dietro a un’argomentazione incoerente”.

E poi c’è la questione delle 141 persone a bordo salvate – 44 donne e ragazze e 97 tra uomini e ragazzi, di cui 67 minori non accompagnati. “La loro sicurezza dovrebbe essere la preoccupazione principale”, scrive Gibilterra. “La GMA esorta i porti nelle vicinanze a rispettare gli obblighi previsti dalla Convenzione SAR (Search And Rescue) per consentire ad Aquarius di sbarcare in modo sicuro e tempestivo in un porto vicino nell’area SAR italiana”. È “incoerente” – risponde SOS Med – fingere di avere a cuore il destino delle 141 persone a bordo richiamando gli obblighi degli Stati Costieri del Mediterraneo Centrale proprio nel momento in cui questo nuovo sviluppo dello stato di bandiera rischia di mettere a rischio le possibilità di una rapida soluzione per i sopravvissuti”.

Per SOS Mediterranèe non sta in piedi la “pretesa di un’autorizzazione per condurre operazioni di salvataggio, giacché è il principio stesso del salvataggio a mare ad essere onnicomprensivo e riguardare tutte le bandiere, tutte le navi e tutti i mari”. Non solo: “tutte le operazioni dell’Aquarius sono sempre state condotte nel rispetto del diritto marittimo e con le autorità SAR competenti”. La stessa International Maritime Organization, ribatte l’ong, vede Aquarius registrata come “Search & Rescue Vessel”, convertita da “Research Vessel-201600”, e da “Fishery Patrol Vessel-200906”. “La differenza tra ‘survey’ e ‘rescue’ non è tecnicamente fondata e l’Aquarius è sempre stata riconosciuta dalle autorità competenti come imbarcazione ben preparata a operare salvataggi”.

Il comunicato di Gibilterra, conclude SOS Mediterranèe, è stato “visibilmente scritto nella precipitazione e nell’incomprensione dell’attuale contesto” (il ministro delle Infrastrutture italiano, Danilo Toninelli, aveva twittato ieri: “La nave è ora in acque maltesi e batte bandiera Gibilterra. A questo punto il Regno Unito si assuma le sue responsabilità per la salvaguardia dei naufraghi” e testimonia “la deliberata volontà di fermare l’attività di salvataggio dell’Aquarius, una delle ultime navi di soccorso civile e umanitario nel Mediterraneo”.

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Afferra la bambina per lo zainetto e cerca di portarla via: la reazione della madre evita il peggio

Tor, 14/08/2018 - 12:03

Il video è stato ripreso dalle telecamere di sorveglianza di un quartiere di Tapei, in Taiwan. E mostra il momento in cui un uomo, un 33enne bagnino di una piscina, afferra per lo zainetto una bambina di 7 anni, che sta tornando a casa con la madre. Ed è proprio quest’ultima che, urlando e disperandosi, oppone resistenza e non lascia andare la figlia, salvandola. L’uomo, arrestato con l’accusa di rapimento, ha dichiarato agli agenti che si è trattato “di uno scambio di persona”

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Wanda Nara sarà opinionista a Tiki Taka: “Non ha peli sulla lingua, dice quel che pensa e questo funziona”

Tor, 14/08/2018 - 12:03

Wanda Nara, la bionda argentina moglie e agente dell’attaccante dell’Inter Mauro Icardi, sarà la nuova opinionista di Tiki Taka, il programma condotto da Pierluigi Pardo in onda il lunedì in seconda serata su Italia 1. “Wanda è un acquisto molto importante – ha spiegato Alberto Brandi, direttore di Sport Mediaset, al Corriere della Sera – Sarà opinionista. È una sveglia, non ha peli sulla lingua, è un foglio bianco, dice quel che pensa e questo funziona. Capisce di calcio, lo vive ogni giorno“.

Dopo il successo del Mondiale, trasmesso tutto in diretta e in chiaro, Mediaset si prepara a riconquistare tifosi e telespettatori, mettendo a segno un altro colpo: “Mi immagino già i duetti tra Wanda e Giampiero Mughini. Anche Ciccio Graziani farà parte del programma” dice ancora Brandi. “Siamo curiosi di vedere come andrà, è una ragazza intelligente e pronta alla sfida” aggiunge. E allontana ogni dubbio su possibili influenze da parte del marito calciatore: “Durante la trattativa non è mai stato nominato, a noi interessava Wanda. L’accordo è per un contratto annuale. Ci siamo trovati al momento giusto. Lei è famosa in Argentina, in Italia ha il desiderio di imporsi non solo come moglie di Icardi. Se ne dicono tante su di lei, ma è una donna di spettacolo, molto intelligente. L’abbiamo apprezzata dal primo colloquio e trovato l’intesa in una settimana”.

 

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Londra, auto si schianta contro barriere di sicurezza di Westminster: 3 feriti non gravi. Un arresto: “Sospetto terrorismo”

Tor, 14/08/2018 - 11:40

Ha lanciato la sua auto contro le barriere di sicurezza di Westminster, a Londra, ferendo alcuni pedoni che transitavano davanti al Parlamento inglese. Dopo lo schianto, l’uomo è stato circondato dalla polizia che lo ha prelevato dalla macchina e arrestato immediatamente. Dalle immagini diffuse sui media si tratta di un nero di poco meno di 30 anni che indossava una camicia ed un giaccone con il cappuccio: “È stato arrestato per sospetto di reati terroristici“, ha fatto sapere la Met Police. Lo schianto è avvenuto alle 7.37 locali, (8,37 italiane). Gli investigatori precisano che era solo in automobile e che a bordo della vettura non sono state trovate armi. “Questi animali sono pazzi e devono essere affrontati con durezza e forza”, ha scritto su Twitter il presidente americano Donald Trump in un tweet. Theresa May si è detta invece vicina ai feriti: “I miei pensieri” sono con loro, scrive la premier britannica, mentre elogia la risposta rapida e “coraggiosa” di polizia e servizi di soccorso.

Sull’episodio indaga l’antiterrorismo. Non ci sono altri sospetti al momento a parte l’uomo alla guida della Ford Fiesta, che è stato interrogato in queste ore in una stazione di polizia a sud di Londra, ma “non sta cooperando” con gli investigatori. Lo ha sottolineato ai media Neil Basu, numero due di Scotland Yard e responsabile dell’antiterrorismo, confermando che l’episodio è trattato come un atto di terrorismo, ma che si sta ancora indagando sull’identità e sul possibile movente dell’arrestato.  jwplayer("jwp-V75pLmgZ").setup({ playlist: [{"mediaid":"V75pLmgZ","description":"","pubdate":1534231820,"title":"Londra, auto si schianta contro le barriere del Parlamento","image":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/thumbs\/V75pLmgZ-720.jpg","variations":[],"sources":[{"type":"application\/vnd.apple.mpegurl","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/manifests\/V75pLmgZ.m3u8"},{"width":320,"height":180,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/V75pLmgZ-2kLOQlpN.mp4","label":"180p"},{"width":480,"height":270,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/V75pLmgZ-mgX5kRUd.mp4","label":"270p"},{"width":720,"height":406,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/V75pLmgZ-DGOVPaTh.mp4","label":"406p"},{"type":"audio\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/V75pLmgZ-jz9FGUIN.m4a","label":"AAC Audio"}],"tracks":[{"kind":"thumbnails","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/strips\/V75pLmgZ-120.vtt"}],"link":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/previews\/V75pLmgZ","duration":70}] });

Il vicecomandante di Scotland Yard ha anche riferito che sono tre le persone ferite: una di loro è stata semplicemente medicata sul posto e altre due sono state invece trasferite in ospedale. Il primo paziente è stato successivamente dimesso, mentre resta ricoverata una donna che – secondo il funzionario di polizia – ha riportato lesioni di una certa gravità, ma la cui vita non è comunque giudicata in pericolo dai medici. L’uomo alla guida ha travolto in particolare un gruppetto di ciclisti, prima di sbattere contro una barriera protettiva. Basu ha infine escluso per il momento altri pericoli per la pubblica sicurezza a Londra.

Nelle zone circostante, tra Millbank, Parliament Square e Victoria Tower c’è stato un imponente dispiegamento di polizia, Westminster è stata posta in lockdown e la stazione della metropolitana è stata chiusa. Anche le strade circostanti sono state chiuse. Diversi testimoni hanno raccontato alla Bbc che l’autista sembrava aver deliberatamente colpito ciclisti in fila al semaforo per entrare in Piazza del Parlamento, prima di schiantarsi ad alta velocità contro la barriera di sicurezza vicino all’area di parcheggio.

“Stavo camminando dall’altra parte della strada, ho sentito un po’ di rumore e qualcuno ha urlato, mi sono girata e ho visto una macchina color argento guidare molto velocemente vicino alle recinzioni, forse anche sul marciapiede”, ha detto una passante, aggiungendo che il veicolo non sembrava avere una targa anteriore quando si è schiantato. Nel marzo 2017 un uomo, Khalid Masood, poi rivelatosi simpatizzante jihadista, investì e uccise alcune persone vicino al parlamento e quindi accoltellò a morte un poliziotto.

 

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‘Ndrangheta, il raid in casa del pm Di Palma: i ladri rubano le chiavi del suo ufficio. Ma lasciano il denaro

Tor, 14/08/2018 - 11:25

Il sospetto è che non si sia trattato di un semplice furto ma di un avvertimento. Saranno le indagini a chiarire chi e perché è entrato in casa del sostituto procuratore della dda di Reggio Calabria, Roberto Di Palma. Le modalità con le quali l’11 agosto i ladri si sono intrufolati nel suo appartamento e la scelta di sottrarre solo pochi oggetti, lasciando perfino una somma di denaro che il magistrato teneva nel cassetto della sua scrivania, lascerebbero pensare che l’obiettivo del raid era quello di far capire al pm che se vogliono colpirlo lo possono fare in qualsiasi momento e, addirittura, fin dentro casa. Anche perché nello stesso cassetto in cui c’era il denaro era custodito un mazzo di chiavi che apre le stanze dell’ufficio di Di Palma in procura. Quelle, invece, sono state prese dai ladri.

Sulla vicenda sta indagando la procura di Catanzaro che è competente per i reati in cui sono parte offesa i magistrati reggini. L’ufficio del procuratore Nicola Gratteri ha già chiesto alla squadra mobile una dettagliata informativa che sarà consegnata al procuratore aggiunto Vincenzo Capomolla. Al momento nessuna dichiarazione da parte degli inquirenti ma è chiaro che il furto sarà analizzato in tutti i suoi aspetti. “Presto – è l’unico commento di Capomolla – ci trasmetteranno gli atti perché siamo competenti noi. È ovvio che le indagini ci saranno. La vicenda è suscettibile di qualsiasi approfondimento. Noi faremo tutti gli accertamenti”.

Il dato certo è che in un complesso residenziale dove abitano 75 famiglie, i ladri sono entrati proprio nell’appartamento del pm Di Palma: evidentemente sapevano che il sostituto e la sua famiglia d’estate si trasferiscono nella casa al mare. Il furto è avvenuto probabilmente di giorno quando i ladri hanno forzato una porta blindata e, una volta dentro, la sensazione è che abbiano voluto far percepire il loro passaggio senza provocare danni all’abitazione.

Quello che aveva tutte le caratteristiche di un raid, infatti, poteva essere più invasivo e, allo stesso tempo, più redditizio per dei semplici “topi d’appartamento” che, nonostante la casa disabitata e il tempo a disposizione per svaligiarla, hanno lasciato al loro posto oggetti di valore accontentandosi delle chiavi dell’ufficio in procura.  Un gesto più simbolico che un rischio reale. Il danno, infatti, è relativo perché è sufficiente sostituire la serratura dell’ufficio della dda, al sesto piano del Cedir, per scongiurare qualsiasi intrusione nella stanza della procura che, comunque, è  controllata ventiquattr’ore al giorno con telecamere e carabinieri. Ecco perché l’aver preso proprio quelle chiavi e non oggetti di valore dalla casa del magistrato lascia aperta l’ipotesi che si sia trattato di un messaggio che qualcuno voleva lanciare a Roberto Di Palma, uno dei pm più esperti della procura di Reggio Calabria che per molti anni ha indagato sulle cosche della Piana di Gioia Tauro e che da alcuni mesi si occupa della ‘ndrangheta di Reggio. Dai Piromalli ai Molé passando per i Pesce, i Bellocco e i Gallico, non c’è boss del mandamento tirrenico che non sia inciampato sulle indagini del sostituto Di Palma che da anni vive sotto scorta.

Tra arresti e condanne, infatti, il magistrato reggino è la bestia nera delle cosche della Piana. I boss lo odiano. Pochi mesi fa, per esempio, don Mommo Molé ha inveito durante un processo contro la dda reggina accusando Di Palma di aver messo in piedi una vera e propria persecuzione nei suoi confronti. “Vi piace vincere facile, eh – sono state le parole del boss – Sempre con noi ce l’avete, vi volete fare pubblicità sulle nostre spalle”. “Noi – è stata la risposta di Di Palma – la trattiamo per quello che è, signor Molè. Un mafioso. E trattiamo i suoi figli per quello che sono, mafiosi. Noi facciamo indagini e il nostro scopo non è certo farci pubblicità o acquisire notorietà. Se fosse vero, considerato che l’arresto ogni due mesi,  dovrei essere procuratore nazionale e invece sono un semplice pubblico ministero. Lei, invece, signor Molè, non è nessuno. Come vede, qui non ci sono giornalisti, non ci sono telecamere perché lei, signor Molè, non conta più niente”.

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Verona, coppia gay denuncia aggressione in centro: “Insulti omofobi e schiaffi da un gruppo di ragazzi”

Tor, 14/08/2018 - 11:18

Insultati, aggrediti e schiaffeggiati in piazza perché omosessuali. È quanto denuncia una coppia gay residente in provincia di Verona. L’episodio – stando al racconto dei due uomini, ora al vaglio degli investigatori – è accaduto lo scorso sabato, attorno alle 23, in piazza Bra, nel centro del capoluogo scaligero.

I due, imprenditori di 59 e 23 anni da poco sposatisi in Spagna, stavano passeggiando mano nella mano per le vie del centro storico, dopo aver salutato un gruppo di amici in una gelateria della zona, quando sono stati avvicinati da alcuni ragazzi.

Secondo la loro denuncia, i giovani li avrebbero avvicinati e, dopo averli insultati con epiteti omofobi, uno di loro avrebbe anche tirato un forte schiaffo al 59enne. I due – scrive il quotidiano veronese L’Arena  – hanno denunciato l’episodio nelle ore successivi alla polizia.

L’indagine è stata affidata alla Digos, che per ricostruire l’accaduto esaminerà anche le immagini registrate dalle telecamere di videosorveglianza della zona.

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I migliori giovani su cui investire al Fantacalcio, ecco i nomi

Tor, 14/08/2018 - 11:16

Se il countdown per il campionato di Serie A più entusiasmante degli ultimi 7 anni sta per avere inizio, quello per il Fantacalcio vive già momenti di adrenalina tra i futuri fantallenatori, pronti a darsi battaglia per ore ed ore nel tentativo di accaparrarsi i pezzi pregiati delle 20 squadre di A, complice un sempre più pazzo calciomercato, ricco di colpi di scena clamorosi.

E allora chi non farebbe carte false per avere nella propria rosa i vari CR7, Icardi, Higuain e compagnia bella? Ma come tutti sanno il fantamercato è fatto di strategie, di punti fermi e di sorprese ed è proprio quest’ultimo punto che spesso fa la differenza: trovare nelle seconde (a volte anche terze) scelte le certezze del vostro 11 titolare e riempire le caselle vuote con giocatori che in prospettiva vi possono rendere felici alla pari di un top player. E se poi la vostra “scommessa” porta il nome di un giovane calciatore, allora potrete zittire i vostri avversari anche in fatto di fantascouting!

Tra scommesse e certezze, vi presentiamo alcuni dei principali candidati per sorprendere i vostri amici in vista dell’imminente asta estiva:

Musa Barrow: delle potenzialità dell’ormai ex primavera della Dea ne abbiamo avuto prova già nello scorso finale di campionato, ma anche nelle prime uscite stagionali la sinfonia non è cambiata. Di certo nel ruolo di prima punta mister Gasperini opterà per il neo acquisto Duvan Zapata, ma il classe ’98 gambiano ha buone probabilità far rifiatare l’ex Samp o addirittura di affiancarlo nello scacchiere atalantino. Una certezza.

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Edoardo Raspelli, il critico gastronomico rivela: “A 14 anni fui violentato da sei coetanei. È stato terribile”

Tor, 14/08/2018 - 10:52

Il critico gastronomico Edoardo Raspelli, 69 anni, ha rivelato di aver subito una violenza di gruppo durante l’adolescenza. Un episodio “brutto, terribile”, che ha cancellato a fatica dai ricordi per oltre quarant’anni, e che ora ha deciso di rivelare al settimanale Cronaca Vera perchè, dice, “adesso che sto affrontando la vecchiaia” è arrivato il momento di “tracciare il bilancio della vita”. “Era estate, vacanze in un collegio con altri ragazzi a Chiavari – ha raccontato-. Quasi un castello in cui ogni studente aveva una stanza. Io ero nella mia. Un pomeriggio mi assalirono in sei mentre io stavo riposando sul letto nella mia camera. In quattro mi bloccarono, gli altri mi tirarono giù i pantaloni. Mi violentarono“.

Un vero trauma per un giovane come lui, così Edoardo decide di nascondere l’accaduto. Non ne parla con nessuno: né con il padre Giuseppe “fascista convinto, al punto da continuare a indossare la camicia nera per le strade di Milano anche dopo il 25 aprile”, né con la madre Carla, “una donna moderna, assai sportiva: gareggiava in bicicletta prima della guerra e primeggiava nella scherma”. Due anni dopo, nel 1966, Raspelli va al cinema proprio assieme a mamma Carla. Danno il film Le amicizie particolari, la storia di due maschi adolescenti prima amici, e poi uniti da un amore tanto puro quanto scabroso per il collegio gesuita nel quale vivevano. Nel buio della sala il sedicenne Edoardo scoppia a piangere: “Mia madre mi guarda sorpresa e mi dice, scandendo le parole: ‘Piuttosto che tu fossi come loro, preferirei che fossi morto‘. Io non ero come loro, ma quelle parole le trovai ugualmente terribili. E forse per questo preferii dimenticare tutto“.

Se il bisogno di raccontare emerge soltanto adesso, conclude Raspelli, “è perché sento il peso della vita che corre: muore gente che conosci, un bimbo a cui facevi da padrino, un amico caro. E il file, chissà perché, torna leggibile”.

Raspelli, è noto per le sue trasmissioni televisive di cucina ma ha un passato come cronista di “nera” nella Milano degli anni Settanta. Il suo primo articolo per il Corriere d’Informazione lo ricorda come fosse ieri: “Era il 24 luglio 1971 e fu per ‘il delitto della Cattolica‘, il caso ancora irrisolto dell’uccisione di Simonetta Ferrero, una studentessa ventiseienne ammazzata con trentatré coltellate nel bagno dell’università”. Ma c’è anche un’altra data, “il 17 maggio 1972”, che è rimasta indelebile nella sua memoria: “Fui il primo giornalista ad arrivare in via Cherubini, avevano appena sparato al commissario Luigi Calabresi…”.

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Difesa degli animali, Brigitte Bardot contro il ministro dell’Ecologia: “Rammollito e codardo” Lui: “Manipolatrice”

Tor, 14/08/2018 - 10:49

“Rammollito, codardo e buono a nulla”: queste sono le parole con cui l’attrice Brigitte Bardot ha apostrofato il ministro dell’Ecologia Nicolas Hulot. La star e modella francese, oggi impegnata nella difesa degli animali, ha rimproverato il ministro francese di non aver vietato l’uso di trappole crudeli nella caccia – che fanno strage di allodole e rondini – e di aver autorizzato l’uccisione di 40 esemplari di lupi. Da quanto riportano i media francesi, l’attrice ha manifestato il suo disappunto anche con i coniugi Macron – in occasione di un incontro all’Eliseo per conto della sua fondazione ambientalista – consigliando al presidente francese di sostituire Hulot al prossimo rimpasto di governo.

“Si comporta come se non avesse alcun potere”, ha continuato la Bardot in riferimento alla consultazione pubblica, sempre in materia di caccia, avviata dal ministro francese. Quest’ultimo, dopo aver appreso dai giornali locali il suggerimento dell’attrice, ha risposto attraverso la radio francese Franceinfo accusando la quasi 84enne di essere una manipolatrice. Non solo: tra i due c’è stato anche un vivace scambio di opinioni telefonico. A riportare quasi un verbale della telefonata è proprio l’attrice che su Twitter informa i suoi 41mila follower di “essere stata svegliata dalla telefonata di un furibondo Nicolas Hulot”.

Coup de fil de Nicolas Hulot, ce dimanche 12 août… pic.twitter.com/fkKWpyXzzM

— BRIGITTE BARDOT (@brigitte_bardot) 12 agosto 2018


Il  ministro Hulot, dopo averla definita una “vigliacca e melliflua con il presidente”, ha fatto presente alla star francese che sono 35 anni ormai che si batte per la protezione del pianeta e i suoi dossier “sono stati bloccati dall’Eliseo”. Ma di fronte ai 46 anni di attivismo della Bardot, neanche la proposta di andare a “reintrodurre gli orsi nei Pirenei” ha potuto smuovere l’attrice dalla sua posizione: “Gli ho ribattuto che sono contraria alla reintroduzione di orsi che avrebbero finito per farsi sparare”.

In un’intervista al giornale francese Var Matin la donna si era detta soddisfatta del suo incontro con il presidente Macron, e ottimista “perché, al contrario di Sarkozy, lui non mi ha promesso niente. Mi ha detto che avrebbe studiato le questioni per darmi una risposta entro la fine dell’anno”. Adesso, sulla stampa locale e nei dibattiti televisivi si ragiona su quale sarà il responso del presidente francese.

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Selvaggia Lucarelli, l’appello sui social: “Mia mamma è scomparsa. Soffre di Alzheimer”. Poi l’annuncio: “Ritrovata”

Tor, 14/08/2018 - 10:41

È stata ritrovata la mamma di Selvaggia di Lucarelli. La donna, 75 anni e malata di Alzheimer, era scomparsa nel pomeriggio di lunedì dall’ospedale di Vasto, poco dopo l’ora di pranzo. La giornalista, firma de Il Fatto Quotidiano, aveva diffuso un appello sui social per chiedere aiuto agli utenti affinché fornisse segnalazioni in caso di avvistamento. Il sospiro di sollievo nella tarda mattinata di martedì. L’annuncio è stato dato dalla stessa Lucarelli su Facebook: “Mia madre è stata ritrovata ora dall’elicottero dei vigili del fuoco, era nei pressi di Monteodorisio camminando nelle campagne. Sta bene. Grazie a tutti”.

L’allarme era scattato nel pomeriggio di lunedì. La Lucarelli aveva scritto sui social: “Mia mamma è scomparsa a Vasto, in Abruzzo. Soffre di Alzheimer. Aiutatemi a trovarla”. La madre Nadia – vestita di nero, foulard arancione e con un cappello di paglia bianco – era stata ripresa dalle telecamere di videosorveglianza all’uscita dal pronto soccorso di Vasto poco dopo le 14: “Oggi pomeriggio è andata all’ospedale del centro di Vasto perché si era fatta male a un gomito. L’hanno fasciata e lasciata in una stanza per fare una risonanza – raccontava la giornalista – Mio padre si è allontanato. Mia mamma non ha mai fatto quella risonanza e da quel momento è sparita. Soffre di Alzheimer, non si era mai persa”.

Le telecamere, aggiungeva la Lucarelli, “hanno visto mia mamma uscire dall’ospedale alle 14,10”. Poi, spiegava, “mi sono arrivate varie segnalazioni, le ultime due in via Luigi Cardone località Sant’Antonio alle 15,20 circa, quindi a 2 km circa dall’ospedale. Da quel momento nessuno l’ha più vista”. La giornalista, che al momento si trova in Perù, raccontava che la madre si trovava sulla strada “per Cupello (dove abbiamo una casa), quindi ha tentato di tornare a casa”.

“Mio fratello e miei parenti stanno cercando di fare il possibile ma serve che la si cerchi in fretta perché è notte, ha 75 anni e sarà spaventata chissà dove – concludeva ringraziando chiunque si sia attivato nelle ricerche – Se avete segnalazioni, scrivetemi. Al momento la stanno cercando polizia, carabinieri, vigili del fuoco, protezione civile, privati cittadini. Contiamo di trovarla, ritengo sia rimasta in zona Sant’Antonio, ma le ore passano”. Alle 11 di martedì, il ritrovamento.

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L’orso bruno esce per la prima volta dalla gabbia dopo 17 anni: la gioia dell’animale fuori dalle sbarre

Tor, 14/08/2018 - 10:36

Kai è un orso bruno dell’Amur, una zona della Siberia orientale. 17 anni fa la madre fu uccisa da cacciatori, e lui ancora cucciolo fu rinchiuso in una gabbia del museo della Cultura Ainu in Giappone. Oggi, grazie agli attivisti dell’associazione britannica Wild Welfare, l’animale ha finalmente potuto calpestare l’erba e correre libero fuori dalle sbarre. Il momento è stato filmato e pubblicato sui canali social dell’associazione

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