Il Fatto Quotidiano

Syndicate content Il Fatto Quotidiano
News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia
Updated: 27 min 34 sek od tega

Milano, rider chiedono diritti dopo l’infortunio di Francesco: “Lui ha perso una gamba. Non aspetteremo il morto”

8 ur 58 min ago

“Abolizione del cottimo, del rating e del ranking, con la copertura assicurativa per tutte e tutti”. Queste sono solo alcune delle richieste che i rider milanesi hanno portato mercoledì sera al presidio pubblico davanti a Palazzo Marino per chiedere l’apertura di un tavolo con le aziende delle piattaforme digitali al Comune di Milano. “Quello che è successo a Francesco si poteva evitare”, commenta qualcuno a proposito dell’incidente che la scorsa settimana ha coinvolto un ragazzo 27enne che dopo aver effettuato delle consegne è finito sotto un tram perdendo la gamba destra. “Si è sempre portati a lavorare in un ambiente pieno di stress, ci chiedono di andare sempre più in fretta e lavorando a cottimo, sapendo che lavoro di più se corro, mi ritrovo correre più forte”

L'articolo Milano, rider chiedono diritti dopo l’infortunio di Francesco: “Lui ha perso una gamba. Non aspetteremo il morto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

“A Parigi insegno all’università, in Italia clima di sopraffazione. E in otto anni non ho mai pensato di tornare”

9 ur 10 min ago

“Fin da quando ero bambino avevo capito che per realizzare i miei sogni me ne sarei dovuto andare da Palermo”. Fabrizio Li Vigni ha 30 anni, una laurea in Filosofia della conoscenza e della comunicazione e una valigia piena di ambizioni che non era possibile realizzare nella sua terra: “Una volta terminata la triennale sono andato a Barcellona per un master in Filosofia Contemporanea”, racconta. Ma c’era una cultura che più di ogni altra lo affascinava: “Quella francese. Guardavo film e leggevo romanzi in lingua, così ho scelto Parigi per il mio secondo master e poi ho applicato per il dottorato in Sociologia delle Scienze all’Ehess (École des hautes études en sciences sociales)”. Tentativo andato a buon fine: “Sono al quarto anno e posso ritenermi più che soddisfatto del percorso che ho fatto finora. Da tre anni insegno all’università, sia alle matricole che agli altri dottorandi, ho pubblicato tre libri sui rettili e molte altre pubblicazioni scientifiche e mi rendo conto che tutto questo non sarebbe mai stato possibile in Italia”.

Anche se gli inizi non sono stati facili: “Non è stato tutto rose e fiori – ricorda. Durante il primo anno e mezzo la notte lavoravo come portiere in hotel e il pomeriggio seguivo le lezioni del master”. Oggi, però, otto anni dopo aver detto addio alla Sicilia, sente che i suoi sforzi sono stati ripagati: “Vivere qui mi ha aperto la mente e mi ha messo in contatto con un altro tipo di civiltà – continua -, tutte cose che non posso dire di aver imparato durante gli studi in Italia”.

Fabrizio non riesce a nascondere la sua delusione per la situazione in cui versa il nostro Paese: “A guardarlo da fuori e con l’occhio del sociologo, mi rendo conto di quanto il nostro sistema sia malato. Fin da piccolo, nelle strade di Palermo, ho respirato una cultura clientelare e di sopraffazione e questo ha spinto me e tantissimi altri conoscenti a fare le valigie il prima possibile”.

E sono queste le ragioni che lo tengono ancora lontano dal nostro Paese: “In questi otto anni non ho mai pensato di rientrare – dice -, torno di tanto in tanto perché ho amore per l’arte e per quanto c’è di positivo, ma so che sarà difficile assistere a un cambiamento radicale nei prossimi anni, soprattutto per chi come me è impegnato nell’ambito della ricerca scientifica”. A Parigi, infatti, ha avuto modo di confrontarsi con molti connazionali: “Tanti professori della mia università sono italiani. Se ne sono andati perché da noi non trovavano sbocchi lavorativi soddisfacenti e volevano tenersi alla larga da qualsiasi processo di clientelismo. Qui le cose funzionano in modo completamente diverso, il mio superiore non ha problemi a bussare alla mia porta e chiedermi informazioni se su un determinato argomento ne so più di lui”. In base alla sua esperienza, Fabrizio non può che consigliare un periodo di studio o lavoro all’estero: “Tutti i Paesi dovrebbero avere una gioventù che va fuori e poi ritorna più arricchita – conclude -. Il problema è che l’Italia sta andando in emorragia, perché molti giovani partono per non tornare più”.

L'articolo “A Parigi insegno all’università, in Italia clima di sopraffazione. E in otto anni non ho mai pensato di tornare” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Milano, la tavolata con i piatti tradizionali di tutto il mondo: ‘Attraverso il cibo si racconta la storia di una città accogliente’

9 ur 13 min ago

“Chi vive a Milano col proprio piatto dell’infanzia racconta dei viaggi”. Viaggi fatti in prima persona per arrivare in questa città o compiuti in passato dai genitori o dai nonni che scelsero Milano per vivere. C’è chi mangia la pizza pugliese, chi il baccalà alla vicentina. Dal Gambia qualcuno porta il platano con gli arachidi, dalla Corea la frittata con i gamberi secchi. E accanto alla crema di foglie di manioca, tipica dell’Angola, ci sono anche il risotto allo zafferano e la cotoletta, magari da affiancare all’insalata di patate tedesca o alle polpette di fagioli neri brasiliane.

È il menù internazionale di Ricetta Milano, la tavolata multietnica curata dall’associazione Kamba che il 23 giugno prossimo si snoderà tra piazza del Cannone, i viali di Parco Sempione e le vie limitrofe. Una festa, a costo zero per il Comune, che chiuderà i 35 giorni di iniziative nell’ambito di Insieme senza muri, la rassegna dell’integrazione e dell’incontro organizzata a un anno di distanza dalla marcia pro-migranti che il 20 maggio 2017 riempì le strade milanesi con centinaia di persone. Nel giorno dell’anniversario si partirà con l’apertura di Casa Chiaravalle, il bene confiscato alla mafia più grande della Lombardia che ospita donne, straniere e italiane, in uscita da percorsi di contrasto alla violenza. Poi un palinsesto di incontri che si svilupperà nell’arco di oltre un mese: al centro sempre la cultura dell’accoglienza e della convivenza.

“Sarà un grande festival dell’incontro, una straordinaria occasione per non farsi incantare dalle sirene del rancore. Coinvolgeremo la città e i milanesi, di nascita e di adozione, in questa festa all’insegna della socialità”, ha detto l’assessore alle Politiche sociali, Pierfrancesco Majorino, lanciando Insieme senza muri e l’iniziativa Ricetta Milano, a cui parteciperanno anche 40mila migranti a cui saranno consegnati i cestini per un pic-nic in parco Sempione.

E insieme alla presentazione dell’iniziativa sono arrivate anche le polemiche del centrodestra milanese. “Siamo pronti a una mobilitazione con il supporto di associazioni ambientaliste e comitati per impedire questo scempio”, ha fatto sapere Gianluca Comazzi, capogruppo di Forza Italia in consiglio comunale. “Saranno accolti i tanti anziani milanesi abbandonati a se stessi? E i clochard italiani che dormono sotto tutti i portici perché hanno paura nei dormitori popolati da stranieri? E le 22mila famiglie milanesi in attesa di una casa popolare, sono previste al pranzo per gli immigrati?”, ha invece domandato Riccardo De Corato, ex vicesindaco di Milano e assessore a Sicurezza e Immigrazione della Regione Lombardia.

“Non è e non sarà la tavolata dei migranti”, risponde parlando a Ilfattoquotidiano.it Emanuela Vita, fondatrice di Kamba e curatrice di Ricetta Milano. “L’idea è far sedere a tavola tutta la città e tutti i suoi ingredienti – racconta – e i milanesi arrivano da tutta Italia, perché il milanese dice sempre “sono di Milano, ma…”: quel “ma” è il piatto della nonna che viene dalla Calabria, dalla Sicilia, piuttosto che dal Veneto”. Un modo per raccontare una storia di accoglienza, prima degli italiani, e poi negli ultimi decenni delle comunità internazionali: “È la mescolanza degli ingredienti di Milano che vengono da molte parti d’Italia e da tante parti del mondo”, afferma la curatrice.

L’iniziativa quindi è aperta a tutti, “milanesi di nascita o di adozione”, ripete Vita. L’unica regola per poter partecipare è portare la propria ricetta dell’infanzia: “Questo per dire ‘guardiamoci nei piatti e raccontiamoci da dove veniamo’ – spiega – Sul cibo non si mente: raccontando i piatti della nostra infanzia raccontiamo molto della Milano in viaggio”. Per questo, da quando il 10 maggio sono state aperte le iscrizioni, la lunghissima tavolata cittadina ha cominciato subito a riempirsi di pietanze tipiche milanesi, come da piatti portati da studenti Erasmus, lavoratori stranieri, designer del Politecnico, unendo giovani e anziani, il mondo dell’impresa e della moda con il terzo settore. Tutte le facce della città.

“È Milano che si siede a tavola”, afferma Vita. Presentare i piatti dell’infanzia “ci permette di andare a ritroso nei processi migratori che hanno coinvolto la città”, spiega. “Condividere con gli altri partecipanti il proprio cibo significa celebrare il carattere aperto, accogliente e internazionale di Milano, città in cui ‘milanesi si diventa’”, aggiunge la curatrice. Per unirsi alla tavolata è possibile prenotare il posto attraverso il sito www.ricettamilano.it iscrivendosi come singolo cittadino o come gruppo. Dopo aver inserito i propri dati di registrazione si riceverà un’email di conferma che darà l’accesso alla sezione in cui si potrà inserire la ricetta che ognuno vuole cucinare il 23 giugno.

“Ci si può iscrivere individualmente, oppure portare i propri amici e familiari, preparando un vero e proprio menù. Poi si può anche condividere il proprio tavolo, per poter così assaggiare anche i piatti dei propri vicini”, spiega Vita. Sul sito è possibile anche segnalare la propria disponibilità a ospitare una delle cene che a partire dal 21 maggio verranno organizzate per tutto il mese, spostandosi di casa a casa. Un’idea già sperimentata proprio dall’associazione Kamba, che organizza anche corsi di alta cucina per rifugiati e richiedenti asilo. Proprio queste cene e poi il grande banchetto del 23 giugno formeranno un racconto di ricette e storie generando il ricettario di Milano città aperta, accogliente e internazionale. E l’obiettivo è “fare una tavolata lunga almeno 2,6 chilometri, che sarebbe anche un nuovo record mondiale”.

L'articolo Milano, la tavolata con i piatti tradizionali di tutto il mondo: ‘Attraverso il cibo si racconta la storia di una città accogliente’ proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Contratto di governo, “in economia un miscuglio di liberismo e intervento pubblico. Con il sovranismo come unico collante”

9 ur 14 min ago

Una “specie di enciclopedia” in cui trovano spazio “il liberismo, il solidarismo, il keynesismo, le idee di Adam Smith sull’intervento statale a difesa dei beni pubblici. Ma soprattutto il sovranismo. Che in campo economico si traduce nel descrivere i problemi a metà e individuare la soluzione più semplice: promettere diritti senza doveri e responsabilità”. Per l’economista Francesco Daveri, docente alla Sda Bocconi, è questa la chiave per spiegarsi come nella versione definitiva del contratto di governo tra Lega e M5s stiano insieme per esempio la flat tax (diventata “dual”) anche per le imprese e con aliquote inferiori a quelle volute da Donald Trump per “rifare grande l’America” – e una “banca per gli investimenti e lo sviluppo” con “esplicita e diretta garanzia dello Stato” ancora più interventista della Cassa depositi e prestiti. Oppure come, concettualmente, la promessa di più welfare familiare e del reddito di cittadinanza possa andare a braccetto con una riforma dell’Irpef i cui vantaggi andrebbero in larghissima parte alla piccola fascia di italiani che dichiara più di 100mila euro.

Al di là del nodo coperture (stando ai primi calcoli mancano all’appello almeno 100 miliardi di euro), quello che colpisce delle proposte economiche sottoscritte da Di Maio e Salvini è proprio il mix di politiche neoliberiste e interventismo dello Stato in economia. Ma gli esperti contattati dal fattoquotidiano.it una matrice comune la vedono eccome: dall’economista Roberto Perotti allo storico dell’industria ed esperto di relazioni sindacali Giuseppe Berta fino al docente di storia del pensiero economico Luca Fantacci, tutti concordano sul fatto che il minimo comune denominatore è l’idea che la mano pubblica debba tornare a metter mano pesantemente nell’economia mettendo gli “interessi nazionali” davanti agli impegni presi con i partner europei. Il paradosso è che il punto di caduta non piace né ai vertici di Confindustria né al sindacato. E c’è il rischio, avverte Marcello Messori, di prendere “una deriva da cui potrebbe sfociare una reazione delle istituzioni Ue” anticipata dall’impossibilità di collocare il nostro debito sui mercati”. Anche se mercoledì, nel suo primo discorso dopo aver ottenuto l’incarico, il premier designato Giuseppe Conte su sollecitazione del Colle ha citato la necessità per il governo di rispettare i principi della Costituzione. Compreso l’articolo 81 sul pareggio di bilancio.

“Sovranismo supportato dalla teoria che lo Stato possa creare moneta per finanziarsi” – Fantacci nel contratto vede chiaramente due facce opposte. Innanzitutto c’è una matrice neoliberista, “in particolare dietro la flat tax e il reddito di cittadinanza”. Perché tra i primi a proporre la misura diventata bandiera del M5s “ci fu il liberista Milton Friedman. L’idea era quella di trasferire risorse a chi è indigente lasciandolo poi libero di fare le sue scelte di consumo sul mercato e togliendogli tutti gli altri benefici, in modo da ridurre il ruolo statale nell’allocazione delle risorse. Non a caso Friedman ha presieduto la Mont Pelerin society, creata nel dopoguerra da Friedrich von Hayek per contrastare il keynesismo”. Keynesismo che però ispira un’altra – corposa – parte del contratto, “quella che teorizza la necessità di un forte intervento pubblico attraverso investimenti”. A tenere insieme due linee di pensiero che “contribuiscono entrambe a creare più deficit” è, secondo il docente bocconiano, un terzo elemento: “La teoria (neocartalismo) in base alla quale lo Stato può creare moneta per ripagare il suo debito. A pagina 21 infatti si parla di “cartolarizzazione di crediti fiscali anche attraverso titoli di stato di piccolo taglio“, i cosiddetti mini bot che secondo l’economista del Carroccio Claudio Borghi dovrebbero essere usati per pagare alle imprese i debiti della pubblica amministrazione. “Questa teoria dà allo Stato una centralità ancora maggiore rispetto al keynesismo e supporta il sovranismo, tratto comune di Lega e M5s. La cui idea è che attraverso la creazione di moneta si possa recuperare autonomia in politica economica. Al di là delle implicazioni sulla nostra partecipazione all’Eurozona“.

Perotti: “I collanti sono l’odio per la legge Fornero e l’antieurismo” – L’economista bocconiano Roberto Perotti, ex commissario alla spending review del governo Renzi, individua come principali collanti del contratto di governo gialloverde “l’odio per la legge Fornero e l’antieurismo, forma estrema del sovranismo, ora messo in sordina solo per esigenze pratiche”. Ma “la radice”, argomenta, “è l’idea molto italiana (e condivisa da altre forze politiche) che la soluzione ai nostri problemi economici possa arrivare da una “frustata” di spesa pubblica ad alto moltiplicatore, cioè con forte impatto sul pil. Un’idea basata sulla mancata comprensione del funzionamento dell’economia moderna. Anche il reddito di cittadinanza viene motivato così, sostenendo che favorirà la crescita“. Su questa base le due forze hanno poi innestato parti dei propri programmi, dalla flat tax – “di cui secondo me chi ha votato il contratto non ha capito le conseguenze” – al superamento della Fornero con la possibilità di uscire dal lavoro quando la somma dell’età e degli anni di contributi è pari a 100 e “l’obiettivo di consentire il raggiungimento dell’età pensionabile con 41 anni di anzianità contributiva“.

Mix di liberismo e interventismo che scontenta Confindustria e sindacato – Il paradosso è che il punto di caduta non piace né alla Confindustria né al sindacato: i primi temono i costi e la reazione dei mercati, la Cgil lamenta la “mancanza di visione sociale”, i ritocchi “insufficienti” alla legge Fornero sulle pensioni e i contenuti del capitolo dedicato al lavoro. Che si apre sulla necessità di un salario minimo garantito, ma non fa cenno alla necessità di modifiche al Jobs Act e prevede la reintroduzione di strumenti simili ai voucher per pagare le prestazioni accessorie. Per non parlare del paragrafo dedicato all‘Ilva, in cui si parla di “riconversione economica” attraverso la “progressiva chiusura delle fonti inquinanti“, pur “proteggendo i livelli occupazionali” (con risorse pubbliche?). Tutti esempi, secondo Daveri, della tendenza a non fare i conti con la parte meno gradevole delle conseguenze: “Si scrive che il bail in va ridiscusso per “tutelare il risparmio” ma non si dice che l’alternativa è tornare a risolvere le crisi bancarie con soldi pubblici. Si scrive che “è opportuno il ritiro delle sanzioni alla Russia” ma senza spiegare cosa intendiamo fare se Putin invade un Paese vicino. Si vuol far saltare la vendita dell’Ilva a un investitore straniero. E poi?”.

“In comune il progetto di aumentare la regolazione pubblica in economia” – E poi lo Stato, risponde Giuseppe Berta, storico che da decenni studia lo sviluppo dell’industria italiana. “In controluce nel contratto vedo il tentativo di rispondere alla forte domanda di regolazione pubblica che attraversa tutto l’Occidente”, spiega il docente. Una domanda che accomuna “l’America di Trump, per certi versi un liberista estremo che però sta usando i poteri dello Stato per riportare la produzione industriale in territorio statunitense”, e il “comunitarismo su cui si basa il programma di Jeremy Corbyn“, leader dei laburisti britannici. Di qui la “banca per lo sviluppo” e, tra il resto, la tentazione di mantenere il Monte dei Paschi di Siena in mani pubbliche. “Il problema però è capire come interpretare in chiave moderna questo interventismo pubblico in economia…”

La scommessa sulla possibilità di ridiscutere i vincoli Ue – Quanto alla necessità – ribadita nel contratto – di una “ridiscussione dei trattati Ue e del quadro normativo a livello europeo”, secondo Berta la scommessa dei due contraenti è che i partner non potranno dire di no perché “l’Italia non è la Grecia. E se ci tratteranno come Tsipras e Varoufakis, rifiutando di arrivare a un compromesso, la conseguenza sarà far saltare l’euro“. “Nel mettere insieme il contratto non c’è stata una ricerca di coerenza e di sostenibilità”, conclude Marcello Messori, professore di economia alla Luiss e direttore della Luiss School of European Political Economy. “Il rischio è che veniamo emarginati dal processo decisionale europeo e che, nel tentativo di realizzare misure non compatibili con la nostra finanza pubblica, prendiamo una deriva da cui potrebbe sfociare una reazione delle istituzioni Ue. Forse anticipata dalla difficoltà a collocare il nostro debito sui mercati”.

L'articolo Contratto di governo, “in economia un miscuglio di liberismo e intervento pubblico. Con il sovranismo come unico collante” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Lazio, il responsabile Anticorruzione reintegrato è dipendente giornaliero: “Zingaretti non rispetta le sentenze”

9 ur 15 min ago

In Regione Lazio il responsabile anticorruzione è un “dipendente giornaliero”. Tutte le mattine deve richiere un badge nuovo per potere accedere al suo ufficio e andare a lavorare. Ogni giorno, tutti i giorni, dal 2 maggio. Protagonista di questa vicenda surreale è Pompeo Savarino, che il 21 marzo era stato rimosso da Nicola Zingaretti in persona. Quarantotto ore prima si era rifiutato di firmare il provvedimento di nomina di un commissario (Stefano Acanfora ndr), reo di aver dichiarato il falso, in un ente vigilato dalla Regione Lazio.

Ma dopo la censura dell’Autorità nazionale anti corruzione sulla decisione del governatore e la sentenza del Tar, che ha chiesto il reintegro di Savarino, Zingaretti è stato costretto a fare un passo indietro. Questo almeno sembrava essere accaduto il 2 maggio quando Pompeo Savarino è rientrato in Regione. Ma da quel giorno il responsabile anticorruzione deve, come uno stagista qualsiasi, presentare tutte le mattine il proprio documento per farsi dare il tesserino di “dipendente giornaliero” e accedere agli uffici, che sulla carta però ancora non ci sono visto che la Regione, in barba a quanto richiesto dal Tar, non ha ancora ripristinato la direzione Controllo e Vigilanza che Savarino presiedeva prima di essere cacciato il 21 marzo scorso.

“Una vicenda paradossale per non dire ridicola. In oltre 30 anni di attività sindacale in Regione ho visto di tutto ma questa vicenda è incredibile. Siamo l’unica amministrazione che ha un responsabile anticorruzione giornaliero. Il presidente della prima sezione del Tar, il 26 aprile scorso, ha accolto il ricorso presentato da Savarino, chiedendo la sospensione delle deliberazioni e delle determinazioni della Regione sulla sua vicenda, comprese quelle sulle modifiche al regolamento di organizzazione degli uffici, in attesa che la camera di consiglio del Tar si pronunci il prossimo 29 maggio”, sottolinea Roberta Bernardeschi, segretario del sindacato dei dirigenti regionali Direr Sidirs. “Ma a quanto pare per Zingaretti le sentenze si possono anche non rispettare visto che la direzione Controllo e Vigilanza che Savarino presiedeva non è stata ripristinata e l’ex direttore, da oltre due settimane ormai, deve praticamente chiedere il permesso per entrare in ufficio, tutti i giorni”, aggiunge la sindacalista.

Una situazione di stand by anomala che si somma ad un’altra altrettanto singolare. Stefano Acanfora, l’aspirante commissario che Savarino si era rifiutato di nominare, da gennaio 2016 è direttore della Centrale Acquisti della Regione Lazio, l’ente che si occupa di assegnare appalti alle ditte private, in relazione alle esigenze amministrative di vario tipo. Savarino si era rifiutato di nominarlo commissario proprio perché Acanfora non aveva dichiarato di ricoprire 10 incarichi in altrettante società private. Quindi aveva segnalato, il 19 marzo, al direttore del personale della Regione, Alessandro Bacci, le dichiarazioni incomplete di Acanfora, sottolineando anche che lo stesso, al contrario di quanto previsto per legge, risultava ancora iscritto all’albo dei dottori commercialisti di Napoli. Dopo essere rientrato in Regione, il 2 maggio, ha sollecitato di nuovo il direttore del personale per ottenere una risposta, con tanto di diffida a replicare entro il 21 maggio. Una vicenda che adesso è approdata in consiglio regionale, dove il centrodestra ha depositato un’interrogazione urgente sia su Acanfora che sul ruolo di Savarino.

Al momento però, dopo 2 mesi, non risulta agli atti nessuna risposta e nessun atto amministrativo da parte del direttore del personale che, secondo la legge Severino, dovrebbe, previo confronto con l’interessato, accertare le eventuali dichiarazioni mendaci e licenziare in tronco il dipendente in questione con l’inconferibilità nella pubblica amministrazione “di qualsivoglia incarico per un periodo di 5 anni”, recita la norma.

Il commento di via Cristoforo Colombo al fattoquotidiano.it è stringato: “Gli uffici della Regione Lazio prima di intraprendere ogni provvedimento, così come richiesto anche dal Tar, attendono che sia il Tar che l’Anac concludano le rispettive valutazioni sul caso adottando le decisioni definitive. Ciò avverrà – conclude il comunicato – entro la fine del mese, dopo di che la Regione Lazio si adeguerà e adotterà i provvedimenti conseguenti”. Acanfora intanto, da quando è direttore della Centrale acquisti, ha speso oltre 3 milioni di euro per una consulenza per “assistenza organizzativa-gestionale” da parte di una società privata e altri 170 mila euro per un’altra consulenza da parte del neo senatore di Fdi Giovanbattista Fazzolari. Vicende segnalate ad ottobre scorso dal sindacato dei dirigenti regionali Direr Sidirs alla Corte dei Conti e al presidente dell’Anac Raffaele Cantone.

L'articolo Lazio, il responsabile Anticorruzione reintegrato è dipendente giornaliero: “Zingaretti non rispetta le sentenze” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

In Edicola sul Fatto Quotidiano del 24 maggio: L’Equilibrista – Giuseppe Conte, premier incaricato

16 ur 57 min ago
Ottanta giorni Il Colle cede e incarica Conte ma resta il “niet” su Savona

Il colloquio – con il “politico” scelto dai gialloverdi ha esito positivo. L’incarico c’è: ora però si riapre la partita dei ministri La Lega insiste: all’Economia il prof “sgradito” al presidente

di Fabrizio d’Esposito Hanno la faccia come il curriculum di

Forse Giuseppe Conte sarà un premier pessimo, o forse buono, o eventualmente discreto. Lo giudicheremo giorno per giorno dagli atti. L’unica cosa che possiamo dire ora, salvo smentite, è che nulla di ciò che viene scritto su e contro di lui è un impedimento o un ostacolo a fare il premier. Si tratta di un […]

l’intervista – Massimo Villone “Veti? Il Quirinale non può imporre indirizzi politici”

“Il capo dello Stato non ha il potere di recuperare ciò che il voto ha respinto”

di Una linea – a misura di mattone Città metropolitana. Quegli affari sotterranei con il treno di superficie

In Sardegna la mafia non c’è anche se ogni tanto, per dirla alla cagliaritana, “si avvicina”. Il sindaco di Cagliari Massimo Zedda ha dunque bestemmiato in Chiesa: “L’unico precedente simile è l’autostrada di Capaci, che doveva sfiorare i terreni dei mafiosi”. Così ha fulminato la nuova metropolitana di superficie che deve collegare Cagliari con Quartu […]

di Giorgio Meletti e Paola Pintus C’era una volta Pessina porta l’Unità un giorno in edicola (per poterla vendere)

Editoria – Domani ritorna (2 mila copie): 8 pagine fatte da 3 giornalisti e un grafico. Altrimenti la testata decade. Pd fuori dalla società

di Commenti Ditelo chiaro: non volete il M5S al governo

Ci si può girare intorno quanto si vuole ma se da più di settanta giorni siamo in questa situazione di stallo è perché, con i pretesti più vari, non si vuole che i Cinque Stelle, “los grillinos” come li chiamano in Spagna, vadano al governo. Non si vuole cioè rispettare la volontà di 11 milioni […]

di Nordisti Tutti i veleni che volano nell’aria di Milano

In oltre la metà delle scuole, degli asili e dei parchi di Milano si respira una quantità di biossido d’azoto fuori norma, sopra le soglie di legge. Lo ha dimostrato una ricerca fatta dai genitori dei bambini milanesi e coordinata dall’associazione “Cittadini per l’aria”. Una analisi fai-da-te, ma con tutto il rigore scientifico garantito dai […]

di Rimasugli Fuest, Gramsci, Conte e l’eterna (pessima) media cultura italiana

No, per carità, Giuseppe Conte ha abbellito un suo curriculum del 2013: anche se, va detto, quel testo è assai meno scorretto delle migliaia di pezzi e commenti (eccetto un paio) che gli sono stati dedicati ignorando persino le risposte delle università straniere citate dal quasi premier. Ora mettere un (grande o piccolo) tecnico alla […]

di Politica Come in piazza san Carlo In piazza alla festa Juve con lo spray urticante: arrestato

Si è mescolato ai tifosi della Juventus in festa per rubare, e ha portato con sé anche una bomboletta di spray urticante. L’episodio, che ricorda drammaticamente i fatti di piazza San Carlo del 3 giugno 2017, quando una gang di rapinatori scatenò il panico durante la finale Real Madrid-Juventus causando la morte di una donna […]

di Il processo La Mambro in aula: “Io come una deportata”. I parenti dei caduti di Bologna se ne vanno

2 agosto 1980 – L’ex Nar testimone davanti alla Corte che giudica Cavallini 38 anni dopo

di Sarah Buono Calcio Diritti tv: Serie A senza soldi. Lite continua su MediaPro

Fumate nere – La cordata pro Sky guidata da Juve e Roma ha fatto di tutto per rompere con gli spagnoli, ma due giorni di riunioni non sono bastati

di Cronaca Necessario il trasloco Bari, il Palagiustizia cade a pezzi: dichiarato inagibile

Il comune di Bari ha sospeso l’agibilità del Palazzo di Giustizia di via Nazariantz e avviato il procedimento finalizzato alla revoca del certificato di agibilità dell’immobile. La decisione consentirà di utilizzare ancora l’immobile per il tempo necessario al trasferimento di fascicoli, strumenti d’indagine e tutto ciò che è contenuto nel palazzo e che è necessario […]

di L’iniziativa Il Veneto propone una legge per tornare alla leva obbligatoria

La Regione: 8 mesi, servizio militare o civile

di Il fenomeno “Findom”: umiliati, derubati e felici (ma senza esagerare)

Una moglie che denuncia la “mistress” del marito illumina la “financial domination”, il feticismo di chi paga per farsi insultare

di Economia conservazione dati e penale Anche il garante italiano bacchetta il decreto privacy

È arrivatoieri allq commissione speciale del Senato il parere del Garante Privacy italiano, Antonello Soro, allo schema di decreto legislativo per l’adeguamento della normativa nazionale nuovo Regolamento europeo sulla privacy. Con diverse osservazioni su temi già sollevati dal Fatto e che, si spera, vengano recepite. La prima: il parere suggerisce modifiche alla data retention, la […]

di Malcostume La Consulta stronca i mega-tagli alle Regioni

Austerità – Illegittimo il raddopio della scure decisa da Renzi nel 2014 anche per finanziare gli 80 euro

di L’assemblea – Nessuna critica all’imprenditore arrestato La solitudine di Confindustria tra caso Montante e Salvimaio

Su Antonello Montante, l’ex simbolo della Confindustria antimafia ora arrestato per associazione a delinquere, il giudizio è sospeso: “Stiamo seguendo la vicenda in Sicilia. Per noi la legalità è un punto irrinunciabile. Non siamo giustizialisti né giustifichiamo nessuno”, una frase pronunciata a braccio, assente dal testo della relazione del presidente degli industriali Vincenzo Boccia. Al […]

di Italia Il progetto Calcio&chimica, nozze d’oro: in dote lo stadio da 55 milioni

Gol e inchieste – Nel 1970 lo scudetto con Riva e il sostegno dei Moratti. Ora c’è Giulini, ma i pm indagano sul suo impianto

di Paola Pintus il ricatto – del lavoro La tedesca Rwm: fate le bombe per i sauditi o vi licenziamo

Il regalo di Natale ai lavoratori della Rwm di Domusnovas, a pochi chilometri da Cagliari, gliel’ha fatto il New York Times pubblicando alla fine dello scorso dicembre un video inequivocabile: immagini dei villaggi dello Yemen bombardati illegalmente dall’Arabia Saudita con spezzoni di bombe contrassegnati dalla sigla A4447. La firma dei lavoratori sardi della Rwm. Il […]

di P.Pi. “3 M” A Massonopoli le logge hanno più iscritti del Pd

Massoneria, mattone e medici, tutto il potere era loro Ora il mercato immobiliare in difficoltà modifica gli equilibri

di G. Me. Mondo Cina-Stati Uniti “Sintomi simili a quelli di Cuba”. Un funzionario rimpatriato

Un dipendente americano del consolato Usa a Guangzhou, nel sud della Cina è tornato negli Stati Uniti per ulteriori valutazioni dopo aver riportato sintomi simili a quelli di una commozione cerebrale o di una lieve lesione al cervello. Lo rende noto il dipartimento di stato Usa, dopo aver allertato tutto il suo staff in Cina […]

di Yulia Skripal La figlia dell’ex spia avvelenata: “Andrò a Mosca ma non adesso”

La 33enne figlia dell’ex spia del Kgb Sergej Skripal, Yulia Skripal, vittima con il padre di un attacco nervino a Salisbury il 4 marzo, intende tornare prima o poi in Russia, ma “per ora” – pur ringraziando l’offerta di assistenza dell’ambasciata di Mosca a Londra – conferma di non volersene avvalere. Nella sua prima intervista, […]

di Washington Russiagate, ora tocca al “re dei taxi”

Nuova tegola su Trump – L’imprenditore, indagato per reati fiscali, ha scelto di collaborare

di Cultura Il Nobel Tutte le volte che… alla fine ha vinto un altro

La maledizione – Ogni anno era dato per papabile, ogni anno il premio non andava a lui

di Francesco Musolino Il colloquio – Ernesto Ferrero “Il viaggio in Italia e Primo Levi. Così si sbloccò la sua penna”

L’editore lo ricevette a Torino nell’86: “Restai deluso da sua moglie. Più che un’attrice, una segretaria”

di Massimo Novelli Paola Zanuttini 3 domande a

La giornalista Paola Zanuttini incontrò Philip Roth nel 2016. Lo intervistò per “Repubblica”, nella sua casa di New York, quando uscì il suo trentesimo libro: “L’Umiliazione”. Il penultimo. Cosa le è rimasto impresso di quell’incontro? Appena lo vidi mi sorprese. Mi chiese di raccontargli il suo libro. Mi disse: ‘Non me lo ricordo, ne sto […]

di

L'articolo In Edicola sul Fatto Quotidiano del 24 maggio: L’Equilibrista – Giuseppe Conte, premier incaricato proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Napoli, Ancelotti è il nuovo allenatore: guadagnerà 6,5 milioni per tre anni. Lui: “Città unica e tifo impareggiabile”

Sre, 23/05/2018 - 21:15

Adesso è ufficiale: Carlo Ancelotti è il nuovo allenatore del Napoli. L’ex tecnico del Bayern Monaco ha firmato un contratto da 6,5 milioni di euro a stagione per tre anni. A comunicarlo è il sito ufficiale della società partenopea: “Il Calcio Napoli è lieto di annunciare di aver definito un accordo con l’allenatore Carlo Ancelotti avente a oggetto la guida tecnica della Prima squadra per le prossime tre stagioni e quindi a partire dal 2018-19”. Poco dopo ecco le parole del neo tecnico azzurro, in un video pubblicato su twitter dall’account ufficiale del club: “Sono veramente felice e onorato di allenare la squadra di una città unica, sostenuta da un tifo impareggiabile. Forza Napoli sempre!”.

#WelcomeCarlo

Kategorije: Italija

Governo, Di Maio: “In bocca al lupo a Conte. Farà volare l’Italia”. Poi rivendica lo Sviluppo Economico per il M5s

Sre, 23/05/2018 - 21:01

“In bocca al lupo a Giuseppe Conte, l’avvocato difensore del popolo italiano. Ascoltate e diffondete le sue parole! Il cambiamento non è mai stato così vicino!”. Così su Facebook Luigi Di Maio, capo politico del M5S, esprimendo soddisfazione per l’incarico di formare il governo conferito dal Presidente Sergio Mattarella al professor Giuseppe Conte. E, continua: “avrà la possibilità di far volare questo paese, renderlo più leggero, più snello e con più diritti”.

“Credo che il Ministero dello Sviluppo Economico, con dentro il Lavoro, debba andare al M5S – ha detto Di Maio in un passaggio della sua diretta -. C’è tanto lavoro da fare, come mettere in campo norme impediscano allo Stato di aiutare le imprese a delocalizzare all’estero”. Poi conclude: “Questo sarà un governo politico, ma non per i profili – io spero di esserci e spero che ci sia il più alto numero di esponenti del M5S ma questo governo sarà politico perché mette al centro i cittadini”

L'articolo Governo, Di Maio: “In bocca al lupo a Conte. Farà volare l’Italia”. Poi rivendica lo Sviluppo Economico per il M5s proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Dieselgate, 3 città si ribellano a Bruxelles Ricorso alla Corte Ue: “Commissione ha dato ai big dell’auto diritto di inquinare”

Sre, 23/05/2018 - 20:32

Le città si ribellano alle regole Ue che “legalizzano” il Dieselgate, facendo causa alla Commissione di Bruxelles. Mentre Greenpeace affibbia a Roma la maglia nera nell’Unione per la mobilità sostenibile, la Corte di giustizia europea sta valutando se dar seguito o meno al ricorso congiunto presentato dai sindaci di Parigi, Bruxelles e Madrid contro il “diritto di inquinare” accordato ai costruttori auto nel 2016. Il ricorso, introdotto il 18 maggio, chiede l’annullamento delle esenzioni adottate dalla Commissione insieme ai governi nazionali che permettono ai costruttori di auto di sforare i limiti di emissione Euro 6.

Sulla scia dello scandalo Volkswagen che nel 2015 ha dimostrato come gli ossidi di azoto (Nox) emessi dai veicoli di tutte le case automobilistiche fossero superiori alla norma,  l’Ue ha deciso di sostituire gli obsoleti test in laboratorio con misurazioni più accurate su strada. L’obiettivo era porre fine all’incertezza, facendo rispettare concretamente i limiti di legge e tutelare la salute dei cittadini. Gli NOx sono infatti responsabili di 75.000 decessi prematuri ogni anno in tutta Europa, secondo l’Agenzia ambientale europea. Tuttavia, sotto le pressioni delle lobby e dei governi che spalleggiano le marche nazionali, la Commissione ha concesso un generoso periodo di deroga. Un “regalo” all’industria che sbeffeggia i limiti che  l’Europarlamento, unico organo democraticamente eletto, aveva stabilito nel 2007 in rappresentanza dei cittadini.

Cosi, da settembre 2017 le emissioni dei nuovi modelli immessi sul mercato possono superare legalmente il limite di 80 mg/km del 200%, soglia che verrà ridotta solo nel 2020 ma che si attesterà al 50%. Solo nel 2019 e nel 2021, rispettivamente,  le stesse soglie si applicheranno ai nuovi veicoli di modelli già esistenti che, fino ad allora, potranno quindi continuare a inquinare ai livelli attuali. “E’ un peccato che tra le città che hanno agito in giudizio non ce ne sia nessuna italiana visto che è il nostro paese ad aver il maggior parci auto diesel e il maggior numero di vittime dell’NOx in Europa – commenta Anna Gerometta, presidente dell’associazione Cittadini per l’Aria – la causa alla Corte Ue è un messaggio potente che, ci auguriamo, venga raccolto anche dalle città italiane”.

Si dovrà attendere qualche settimana prima che gli eurogiudici prendano una decisione. Se il supremo tribunale Ue giudicherà la causa ricevibile, la procedura andrà avanti. Qualora, la Corte decidesse poi di annullare il controverso regolamento, tornerebbero a imporsi automaticamente il limite massimo di NOx a 80 mg/km, ma basato sui nuovi e più efficaci test su strada. E’ la prima volta in cui la Corte di giustizia europea ascolterà gli argomenti dalle città come “persone interessate”, riflettendo la crescente autorità dei centri urbani come difensori della salute pubblica e dell’ambiente.

Nel marzo 2016, mentre il regolamento era in discussione, i sindaci di quattordici città in tutta l’Ue, compresa Milano, hanno firmato una petizione lanciando un appello ai loro governi per dare priorità alla salute dei cittadini rispetto a quelli delle lobby industriali. “I cittadini di Parigi e delle città di tutto il mondo richiedono aria pulita”, il commento di Anne Hidalgo, sindaco di Parigi, capofila dell’azione legale, e presidente della rete C40 che affilia 40 comuni di diversi paesi europei e non impegnati sul fronte della sostenibilità. “Sarebbe un tradimento verso i cittadini europei che le case automobilistiche fossero lasciate libere di dettare le regole. Abbiamo deciso di agire a nome di tutti i milioni di persone che vivono nelle grandi città europee”.

L'articolo Dieselgate, 3 città si ribellano a Bruxelles Ricorso alla Corte Ue: “Commissione ha dato ai big dell’auto diritto di inquinare” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Embrioni umani, scoperto il “regista” che decide il destino delle cellule

Sre, 23/05/2018 - 20:21

Era considerato il Sacro Graal della biologia, un processo inseguito da più di un secolo e mai compreso a fondo. Ma ora non è più un mistero. I ricercatori della Rockefeller University di New York, guidati da Ali Brivanlou, hanno scoperto il “regista” che organizza l’embrione umano. Quel meccanismo fatto di geni e proteine, cioè, che indica a ogni cellula a cosa servirà: se per la formazione del cervello, del fegato, del cuore o di qualunque altro organo. La ricerca, pubblicata sulla rivista Nature, permetterà di osservare da vicino le trasformazioni che avvengono quando le cellule cominciano a specializzarsi. E di individuare, quindi, gli eventuali difetti che impediscono a un embrione di attecchire nell’utero. Oppure sarà di aiuto per trovare armi contro i tumori (osservabili sul nascere) e verificare quali farmaci possono essere dannosi nelle prime fasi della gravidanza.

“La scoperta dell’organizzatore dell’embrione umano è un lavoro bellissimo sotto ogni profilo”, ha commentato Carlo Alberto Redi, direttore del Laboratorio di biologia dello sviluppo dell’università di Pavia. “Abbiamo una piattaforma sperimentale che ha miriadi di usi”. Nella ricerca dell’università newyorkese, infatti, le cellule staminali embrionali umane sono state utilizzate come un vero e proprio laboratorio. Hanno dato vita a una struttura tondeggiante – spiegano gli scienziati – aiutate da una minuscola impalcatura e da un cocktail di fattori di crescita. Si è quindi formata una gastrula, cioè una struttura sferica formata da tre strati concentrici (chiamati foglietti embrionali) che danno origine agli organi, alla placenta e alle strutture necessarie perché l’embrione si impianti nell’utero. Successivamente i ricercatori hanno messo alla prova questa versione in miniatura dell’embrione primitivo impiantandola in un embrione di pollo. E lì hanno avuto la conferma definitiva della sua capacità di organizzarsi (e del meccanismo con cui ciò avviene).

La scoperta del team statunitense corona il filone di ricerca inaugurato nel 1924 dagli embriologi tedeschi Hans Spemann e Hilde Mangold. Furono loro i primi a individuare il “regista” dello sviluppo embrionale di organismi molto semplici, come la salamandra. Le loro ricerche furono premiate con il Nobel nel 1935 e sono state la base per gli esperimenti che poi hanno portato alla clonazione della pecora Dolly e hanno permesso di produrre cellule staminali embrionali. Ma nessuno, prima di oggi, era riuscito a fare lo stesso con le cellule umane.

L'articolo Embrioni umani, scoperto il “regista” che decide il destino delle cellule proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Ferrari SP38, un esemplare unico per il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este – FOTO

Sre, 23/05/2018 - 19:46

E se le Ferrari “di serie” non bastassero per colmare il bisogno di esclusività di un cliente? Se non fossero abbastanza speciali per accontentarlo? A Maranello hanno la soluzione al problema: si chiama “One-Off” ed è il programma che consente ai ferraristi di partecipare alla realizzazione di una carrozzeria unica, fianco a fianco con gli uomini del Centro Stile Ferrari diretto da Flavio Manzoni. Unica condizione? L’esemplare deve sfruttare una meccanica di “ordinaria” produzione.

L’ultima nata col programma “One-Off” è la “SP38” e sarà fra le protagoniste dell’imminente Concorso d’Eleganza Villa d’Este di sabato 26 maggio: la base costruttiva è quella della 488 GTB, da cui la SP38 prende in dote il motore V8 3.9 biturbo da 670 Cv di potenza massima installato in posizione centrale, nonché il cambio doppia frizione a 7 rapporti, abbinato al differenziale posteriore a controllo elettronico.

Al momento il cliente di questa meraviglia ha mantenuto la sua identità anonima: tuttavia, per sua stessa volontà, l’auto è ispirata al mondo delle corse ed omaggia leggende come la F40 e la 308 GTB. “La massa visiva della SP38 appare concentrata sulle ruote posteriori, in virtù del design cuneiforme che si estende decisamente verso la parte anteriore”, recita un trionfale comunicato Ferrari.

Tuttavia, il vero capolavoro tecnico e stilistico riguarda la fiancata: qui la presa d’aria laterale della 488 GTB è stata completamente nascosta grazie alla “carrozzeria ripiegata su se stessa, partendo dalla linea di cintura ribassata della portiera verso il passaruota posteriore e il voletto”. Specifici pure i gruppi ottici anteriori, sottili e sportivissimi, mentre in coda è riproposto il classico motivo dei quattro fanali circolari.

Il cofano motore è privo di lunotto e in fibra di carbonio: tre lamelle trasversali provvedono a dissipare il calore generato dal V8. Particolare anche il design dello spoiler posteriore, “che confluisce senza soluzione di continuità nel parafango e nel diffusore aerodinamico sottostante”, creando quasi una cornice attorno al volume della coda. Unica persino la livrea in rosso metallizzato a triplo strato, appositamente concepita per la SP38.

L'articolo Ferrari SP38, un esemplare unico per il Concorso d’Eleganza di Villa d’Este – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Governo M5S-Lega, Cecconi: “Appoggerò governo Conte e spero lo facciano anche i Senatori ex del movimento”

Sre, 23/05/2018 - 19:44

“Io appoggerò certamente questo governo, perché Luigi Di Maio ha fatto un ottimo lavoro trovando un accordo con la Lega su degli argomenti e su delle cose da serie fare, quindi credo che questo sarà un ottimo governo per questo Paese”. Così Andrea Cecconi si dichiara a favore del governo M5S-Lega. L’ex M5S, oggi deputato del gruppo Misto, aderente alla componente Maie, auspica che anche gli altri ex M5S, oggi senatori, come Buccarella e Martelli, seguano la sua decisione, così da aumentare i soli sei voti di maggioranza a Palazzo Madama: “Credo che non ci sia ragione per non appoggiare questo governo da una persona che è stata nel Movimento 5 Stelle per anni”

L'articolo Governo M5S-Lega, Cecconi: “Appoggerò governo Conte e spero lo facciano anche i Senatori ex del movimento” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Governo M5s-Lega, il primo discorso di Conte: “Sarò l’avvocato difensore del popolo italiano”

Sre, 23/05/2018 - 19:41

“Il presidente della Repubblica mi ha conferito l’incarico che ho accettato con riserva. Se riuscirò a portare a compimento l’incarico esporrò alle Camere un programma basato sulle intese tra le forze politiche di maggioranza”. Lo ha detto il presidente del Consiglio incaricato Giuseppe Conte parlando al Quirinale dopo l’incontro con Mattarella. “Sono professore e avvocato, ho perorato cause di varie persone e ora difendo l’interesse degli italiani in tutte le sedi Ue e internazionali dialogando con le istituzioni Ue e con gli altri Paesi mi propongo di essere l’avvocato difensore del popolo italiano“.

L'articolo Governo M5s-Lega, il primo discorso di Conte: “Sarò l’avvocato difensore del popolo italiano” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Governo, Conte al Quirinale accetta l’incarico con riserva. L’annuncio del segretario generale

Sre, 23/05/2018 - 19:26

Il presidente della Repubblica Sergio Mattarella ha dato al professor Giuseppe Conte l’incarico di formare il governo. Conte ha accettato l’incarico con riserva. Lo ha reso noto il segretario generale del Quirinale Ugo Zampetti.

L'articolo Governo, Conte al Quirinale accetta l’incarico con riserva. L’annuncio del segretario generale proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Terra dei fuochi non è solo in Campania. I danni si estendono in tutta Italia

Sre, 23/05/2018 - 19:25

Terra dei fuochi non è un marchio di individuazione (negativo) di un territorio bensì la presa di coscienza civile del fenomeno di smaltimento scorretto non dei rifiuti urbani ma dei rifiuti speciali, industriali e tossici. La Campania non è un unicum nel contesto nazionale, ma solo la punta dell’iceberg della scelta criminale di lasciare esclusivamente alla “buona volontà” dell’impresa privata il controllo e il corretto smaltimento dei rifiuti speciali, industriali e tossici.

I rifiuti si dividono in tre categorie precise: i rifiuti urbani (di cui parliamo troppo e male), che costituiscono non più del 20% dei rifiuti totali e certamente quelli che fanno meno danno alla salute e i meno responsabili del fenomeno Terra dei fuochi, cioè lo scorretto smaltimento delle altre due categorie: i rifiuti speciali “legali” (oltre 140 milioni tonn/anno) e soprattutto i rifiuti speciali industriali prodotti in regime di evasione fiscale che, come tutte le nostre audizioni in Parlamento hanno certificato, riguardano innanzitutto il nord Italia e non la Campania (non meno di 30 milioni di tonnellate/anno).

Brescia, ad esempio, è molto più Terra dei fuochi di Acerra in termini di produzione e scorretto smaltimento dei rifiuti tossici e i dati sui tumori infantili, come da noi sempre sottolineato, lo testimoniano inoppugnabilmente. In Campania vengono colpiti dal cancro 165 bambini per milione di abitanti rispetto ai 175 della media nazionale e agli oltre 200 di zone specifiche come appunto Brescia e altre zone del Nord. Da noi, come abbiamo sempre dichiarato, è la crescita dei parametri di danno alla salute a essere veramente eccezionale negli ultimi 30 anni rispetto a tutta Italia e sempre per lo scorretto smaltimento innanzitutto dei rifiuti industriali e non urbani.

Combattiamo contro il “negazionismo” della shoah ambientale dei cittadini campani che è arrivata a farci perdere sino a sette anni di aspettativa di vita, mentre continuiamo a non ricevere e pubblicamente discutere alcun dato certificato da tutti i registri tumori – come a Napoli 1 centro – ancora oggi, dopo 30 anni di disastro! Questa continua omissione e/o sottovalutazione del problema ambientale va contrastata con tutte le nostre forze. Senza tracciabilità e impianti finali a norma per i rifiuti industriali – e anche per i rifiuti speciali ospedalieri, amianto e radioattivi del tutto assenti in regione Campania – possiamo farci solo tanto ma tanto male!

Ci si accorge che siamo “quasi” a zero come impianti sul territorio regionale, creando quindi tutti i presupposti per continuare (e non fermare) il terribile dramma sanitario che soltanto con la omissione di dati (vedi ad esempio registro tumori Napoli centro) continuano a coprire.

Come dichiarato il 22 maggio (ma solo in relazione ai fanghi tossici) dall’assessore all’Ambiente della Regione Campania Fulvio Bonavitacola su Il mattino: “Gli impianti di smaltimento disposti a ricevere questo tipo di rifiuti sono quasi zero”. Il fatto che l’assessore si sia accorto solo ora di questa situazione non fa che creare presupposti per proseguire (anziché arrestare) il terribile dramma sanitario che ne consegue. Ma c’è di più! Gli impianti di smaltimento sopracitati non sono, infatti, “quasi a zero”, sono a zero completo da oltre 30 anni per tutte le categorie di rifiuti industriali nella regione Campania; come Medici dell’ambiente abbiamo fatto sottoscrivere a tutti i candidati di ciascun partito – prima delle elezioni del 4 marzo – specifico impegno scritto a dare priorità assoluta nell’impegno politico alla corretta gestione di questa categoria di rifiuti, principale responsabile del danno alla salute che sta falciando tutta Italia e innanzitutto il Nord, non solo la Campania.

Corretto quindi non parlare di Terra dei fuochi come un luogo specifico, perché tutta Italia lo è! A preoccuparci, invece, è la costante assenza di specifici impegni di programma di governo sul versante della tracciabilità dei rifiuti industriali e tossici, causa di terre dei fuochi in tutto il Paese. Il Sistri (Sistema di controllo della tracciabilità dei rifiuti) è assente per specifica volontà della industria italiana che non vuole essere controllata. Appaiono chiari i tentativi di tale settore di ostacolare la partenza di un governo non del tutto (ancora) controllato da un’industria non sostenibile, prima causa di questo disastro ambientale (e quindi sanitario).

Niente ancora è stato fatto per la tracciabilità dei manufatti e la tutela della dignità dei lavoratori “a nero” (scarpe borse e vestiti, non solo pummarole!). Siamo ancora all’anno zero contro il lavoro “a nero” che è Terra dei fuochi e ci affidiamo alla sola azione di contrasto, preziosa ma purtroppo insufficiente, delle nostre forze dell’ordine con in prima istanza i carabinieri forestali. Per questo siamo stati favorevoli e speriamo nella indicazione del generale Sergio Costa come ministro dell’Ambiente.

Limitarsi al problema rom significa (come fatto sinora da tutti) indirizzare solo sull’effetto e non sulle cause le azioni di repressione: va colpita innanzitutto la produzione industriale “a nero”. Siamo quindi anche favorevoli in linea di principio a una “flat tax”, ristretta però alle aziende (specie nei nostri territori) e finalizzata alla emersione del “lavoro a nero”, per poi procedere a sanzioni amministrative e/o penali pesantissime in caso di mantenimento di simili scappatoie di produzione e smaltimento.

L'articolo Terra dei fuochi non è solo in Campania. I danni si estendono in tutta Italia proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Falcone, Pd e Fdi: “Fico canta inno con mani in tasca. Indegno”. Lui: “Meglio così che sul cuore di chi tradisce lo Stato”

Sre, 23/05/2018 - 19:22

Ha messo per qualche attimo le mani in tasca mentre al porto di Palermo suonavano l’inno di Mameli in ricordo di Giovanni Falcone. Forse una distrazione che, però, ha esposto Roberto Fico alle polemiche incrociate degli oppositori politici: dal Partito democratico a Fratelli d’Italia. Tanto che il numero uno di Montecitorio è stato costretto a replicare su facebook: “Il rispetto per il Paese passa da qui, da quello che noi facciamo ogni giorno, dalla dignità che con le nostre azioni diamo alle istituzioni. Ma capisco che faccia più notizia una mano tenuta in tasca per sei secondi mentre ero assorto da tutta quella energia e da quelle emozioni, piuttosto che tutto quanto detto e fatto in questa meravigliosa giornata. Preferisco una mano in tasca per qualche secondo alla mano sul cuore di chi poi tradisce lo Stato“, ha scritto su facebook il presidente della Camera, che si trovava nel capoluogo siciliano per partecipare alle manifestazioni per il ventiseiesimo anniversario della strage di Capaci. Fermo insieme alle altre autorità al porto palermitano, dove stava per approdare la Nave della legalità, è stata immortalato in un video con le mani in tasca mentre risuona l’inno di Mameli. jwplayer("jwp-0VO4uBcc").setup({ playlist: [{"mediaid":"0VO4uBcc","description":"","pubdate":1527096596,"tags":"fico,ansa,politica,palermo,inno","image":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/thumbs\/0VO4uBcc-720.jpg","title":"Roberto Fico con le mani in tasca durante l'inno","sources":[{"type":"application\/vnd.apple.mpegurl","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/manifests\/0VO4uBcc.m3u8"},{"width":320,"height":180,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/0VO4uBcc-2kLOQlpN.mp4","label":"180p"},{"width":480,"height":270,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/0VO4uBcc-mgX5kRUd.mp4","label":"270p"},{"width":720,"height":404,"type":"video\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/0VO4uBcc-DGOVPaTh.mp4","label":"406p"},{"type":"audio\/mp4","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/videos\/0VO4uBcc-jz9FGUIN.m4a","label":"AAC Audio"}],"tracks":[{"kind":"thumbnails","file":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/strips\/0VO4uBcc-120.vtt"}],"link":"https:\/\/cdn.jwplayer.com\/previews\/0VO4uBcc","duration":16}] });

Un fotogramma che ha scatenato i leader politici a cominciare da Giorgia Meloni, che su facebook ha scritto: “Un presidente della Camera con le mani in tasca durante l’Inno d’Italia è semplicemente indegno”. Duro anche Ignazio La Russa, che ha diffuso apposita nota per dire: “Non posso non trovare offensivo e poco rispettoso delle istituzioni che anche lo stesso Fico rappresenta, vedere le immagini del presidente della Camera che a Palermo, nel giorno del ventiseiesimo anniversario della strage di Capaci, tiene le mani in tasca durante l’Inno di Mameli. Se nelle sue corde non c’è l’amore per la Patria e il rispetto per le persone che in nome della Nazione sono morte, Fico come minimo si astenga dal partecipare a manifestazioni come quella per Falcone, anche se certo, sarebbe meglio prendesse l’autobus e lasciasse la presidenza della Camera con le mani dove preferisce lui”.

La terza carica dello Stato viene attaccato anche dal Pd. Il sottosegretario e senatore Davide Faraone posta il video con le immagini su twitter e scrive: “Questo è il senso dello Stato e delle istituzioni che dimostra il presidente della Camera. I gesti dicono più delle parole”. Per Monica Cirinnà addirittura quelle immagini fanno venire “fuori il vero volto del tanto sbandierato cambiamento M5S: nessun rispetto per gli italiani, le sue istituzioni, la legalità e la democrazia”. A difendere Fico arrivano però Pietro Grasso e Maria Falcone. “Questo non è il giorno delle polemiche ma della memoria e della partecipazione per condividere l’impegno per il futuro della Italia. Sono polemiche che non vanno fatte in queste giornate”, dice l’ex presidente del Senato. “Ognuno può cantare l’inno di Mameli come lo sente, in modo diverso. Non è una cosa grave“, dice la sorella del magistrato.

L'articolo Falcone, Pd e Fdi: “Fico canta inno con mani in tasca. Indegno”. Lui: “Meglio così che sul cuore di chi tradisce lo Stato” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Governo, Rampelli (FdI): “Salvini? Lo credevo più responsabile e solidale” e boccia Conte: “Irricevibile”

Sre, 23/05/2018 - 19:15

Fabio Rampelli, non cambia idea. Resta fuori dall’alleanza M5S-Lega. Il Capogruppo di Fratelli d’Italia avrebbe gradito un atteggiamento diverso da parte di Salvini e Di Maio. “Abbiamo tanti difetti, ma siamo lineari. Non facciamo dirette streaming e poi agiamo di nascosto. Conte? È un tecnocrate non eletto dai cittadini. Dunque è irricevibile. Siamo l’unico paese che non esprime attraverso il voto il primo ministro. Due mesi fa ci sono state le elezioni, non si capisce perché la democrazia debba essere commissariata. Salvini? Ci aspettavamo un comportamento diverso. Più responsabile e solidale. Abbiamo detto “no” a Di Maio per essere fedeli alla colazione ma non siamo stati ricambiati. Il primo errore, per quanto sia faticoso ammetterlo, porta il nome del Quirinale. Resta una persona autorevole, paziente e cortese, ma avrebbe dovuto dare incarico al centrodestra…

L'articolo Governo, Rampelli (FdI): “Salvini? Lo credevo più responsabile e solidale” e boccia Conte: “Irricevibile” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Chioggia, la “spiaggia fascista” di Punta Canna sotto sequestro per abuso edilizio

Sre, 23/05/2018 - 19:10

Archiviate le indagini per apologia di fascismo, ora arriva il sequestro per abuso edilizio. Martedì pomeriggio i carabinieri della forestale di Mestre hanno messo i sigilli al bar dello stabilimento balneare di Punta Canna a Sottomarina di Chioggia, già finito al centro di un’inchiesta lo scorso anno perché tappezzato di cartelloni e foto inneggianti al fascismo. Quel chiostro però lì non ci poteva stare, perché andava ad occupare aree esterne a quelle assegnate dal Comune.

La misura del sequestro preventivo è stata emessa dal tribunale del Riesame di Venezia il 18 maggio, dopo che le indagini avevano accertato che le struttura, comprensiva di magazzino, servizi igienici e recinzioni, era stata costruita al di fuori degli spazi dati in concessione dal comune di Chioggia, impedendo al pubblico di fruire liberamente di una zona appartenente al demanio marittimo. La magistratura sta vagliando anche l’ipotesi di distruzione o deturpamento di bellezze naturali, dato che l’area è sottoposta a vincolo paesaggistico-ambientale. Un colpo giudiziario che arriva all’inizio della stagione balneare e dopo quello dell’indagine per apologia di fascismo, poi chiusa con l’archiviazione, che aveva portato al licenziamento dell’ex gestore Gianni Scarpa. Per questo nuovo caso sono state denunciate tre persone, tutte legali rappresentanti della società.

L'articolo Chioggia, la “spiaggia fascista” di Punta Canna sotto sequestro per abuso edilizio proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Bari, la procura indaga sul “rischio crollo” degli uffici del Palazzo di giustizia

Sre, 23/05/2018 - 19:07

Il palazzo di Giustizia di Bari è “a rischio crollo”. E a indagare è la Procura, che ha i suoi uffici proprio in quel palazzo. Secondo una relazione tecnica depositata dall’Inail, l’edificio di via Nazariantz presenta delle “criticità strutturali” nelle fondamenta e nei solai. Per questo, il procuratore Giuseppe Volpe ha annunciato il probabile sgombero di tutti gli uffici e dei dipendenti (compreso se stesso, quindi). E nel pomeriggio è arrivata la firma del sindaco Antonio Decaro: “L’agibilità dello stabile è sospesa” (non uno sgombero immediato, quindi, così da permettere il trasferimento di fascicoli e documenti). Come conseguenza, il presidente del Tribunale, Domenico De Facendis, ha disposto il rinvio di tutte le udienze previste per i prossimi tre giorni nelle aule del Palagiustizia (ad eccezione di direttissime, riesami, udienze preliminari con detenuti e convalide degli arresti, che si terranno in altre sedi). E non è la prima volta che il palazzo della Procura finisce sotto la lente degli stessi magistrati che ci lavorano. Un’indagine, poi passata ai colleghi di Lecce, era già stata avviata nel 2010 ed era stata archiviata dopo i lavori di consolidamento effettuati nel 2012. Lavori oggi giudicati “inutili” per la tenuta dell’edificio.

L’inchiesta, coordinata dal procuratore aggiunto Roberto Rossi e dal sostituto Fabio Buquicchio, è al momento a carico di ignoti. Oltre alla relazione presentata dall’Inail, che è proprietario dell’immobile, i magistrati hanno chiesto una consulenza al professor Bernardino Chiaia del Politecnico di Torino. L’ipotesi è che siano state violate le norme relative alla sicurezza sul lavoro e che il palazzo sia a rischio crollo. Un pericolo che era già stato rilevato nel 2010.

All’epoca il pm barese Renato Nitti aveva affidato delle verifiche tecniche al Servizio di vigilanza sull’igiene e sicurezza dell’Amministrazione della Giustizia (Visag) e ai Vigili del fuoco. L’allora procuratore di Bari, Antonio Laudati, aveva poi trasmesso gli atti alla procura di Lecce perché, essendo datore di lavoro e responsabile della sicurezza dei lavoratori dell’edificio, rischiava di essere indagato a sua volta. I colleghi salentini decisero quindi di archiviare l’indagine e rinviarono gli atti a Bari. Da qui la decisione di aprire un nuovo fascicolo d’inchiesta per valutare eventuali altre responsabilità.

Una storia giudiziaria, quella del palazzo di Giustizia di via Nazariantz, iniziata più di quindici anni fa. I due costruttori Giuseppe e Antonio Mininni, infatti, sono finiti al centro di due procedimenti penali, entrambi conclusi con condanne in primo grado e prescrizione dei reati in appello. Il primo processo per abuso edilizio, filone che ha portato nel 2002 al sequestro con facoltà d’uso dell’immobile (poi revocato nel 2008). Il secondo per frode in pubbliche forniture, truffa ai danni dell’Inail e del Comune e falso.

L'articolo Bari, la procura indaga sul “rischio crollo” degli uffici del Palazzo di giustizia proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Diversity media awards 2018: tv, stampa e web contro le discriminazioni. Segui la diretta della serata evento

Sre, 23/05/2018 - 19:04

Grandi ospiti delle istituzioni, dell’economia, dello sport, dello spettacolo e della cultura, i principali broadcaster e media Italiani, importanti aziende: l’adesione ai valori inclusivi dei Diversity Media Awards si rinnova per il terzo anno consecutivo e amplifica la sua voce grazie al supporto delle testate e dei network televisivi italiani che trasmetteranno la serata in streaming per la prima volta a Rete Unificata (TRULive)sui propri canali web e social, dalle ore 20.30 il 23 maggio dal Teatro Vetra di Milano.

Paola Cortellesi, Immanuel Casto, Brunori Sas, Emilio Solfrizzi, Roberto Vecchioni, The Jackal, Andrea Delogu, Salvatore Esposito, Ghemon: sono solo alcuni tra i protagonisti dei Diversity Media Awards 2018, il charity show condotto da Fabio Canino e Diana Del Bufalo con Guglielmo Scilla, in arte Willwoosh, come inviato speciale, che vedrà premiati i personaggi e i contenuti media scelti dal voto popolare online su www.diversitylab.it.

Il claim dello show di quest’anno è This is me, dal titolo del brano tratto dalla colonna sonora del film The Greatest Showman, vero e proprio manifesto della diversità. Questo sono io, da intendersi come rivendicazione coraggiosa e orgogliosa della propria identità, qualunque essa sia.

L'articolo Diversity media awards 2018: tv, stampa e web contro le discriminazioni. Segui la diretta della serata evento proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija