Il Fatto Quotidiano

Syndicate content Il Fatto Quotidiano
News, inchieste e blog su politica, cronaca, giustizia, economia
Updated: 43 sek od tega

Whatsapp, la paura corre sulla piattaforma di messaggistica e si chiama Olivia

Pet, 21/09/2018 - 15:01

La paura invade WhatsApp. Ancora. Dopo Momo, la bambolina giapponese con un volto terrificante, il nuovo profilo creato per rubare dati personali agli utenti (spaventandoli) questa volta si chiama Olivia e prende di mira soprattutto gli adolescenti. Si tratta dell’ennesima fregatura buttata in gruppi e chat da hacker decisi a ingannare quanti più utenti possibile. Ogni volta la tecnica di “phishing” di chi sta dietro a queste truffe viene affinata e perfezionata e anche Olivia non fa eccezione. Attraverso un numero sconosciuto, lo sconosciuto si presenta come Olivia, un’amica che ha cambiato recapito o come una “amica dell’amico”: il legame apparentemente diretto con un contatto reale è la miglioria apportata nella truffa, il dettaglio che può generare nelle vittime un grado maggiore di sicurezza e fiducia.

Sentimenti che vengono poi ulteriormente rafforzati quando il misterioso utente si offre di inviare una foto di se stessa per confermare la propria identità. A quel punto Olivia gira quello che appare un semplice link ad una serie di file ma che invece porta con sé un collegamento ipertestuale ad una pagina web con immagini pornografiche. Il clic al link è il passo che porta direttamente nella rete dei truffatori, che in questo modo tengono un accesso diretto e facilitato alle nostre informazioni. Questo tipo di adescamento più “ingegnoso” appare molto efficace con adolescenti e minorenni, vittime sicuramente più ignare e inconsapevole delle zone buie del web e dei social.

L’allarme sul target sempre più basso sul quale si buttano i truffatori questa volta è stato lanciato dalla polizia di Halton Brook in Inghilterra che ha postato su Twitter la notizia mettendo in guardia i genitori e consigliando loro di controllare i telefoni dei propri figli. Una soluzione interessante, comunque, è il post messo a disposizione da Whatsapp stesso nelle sue FAQ  sulle azioni utili nel caso in cui si venisse “colpiti” da messaggi spam da terzi non autorizzati e non da WhatsApp. Come sempre, però, le prime regole imprescindibili sono la prudenza e l’attenzione.

L'articolo Whatsapp, la paura corre sulla piattaforma di messaggistica e si chiama Olivia proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Tav, il sindaco di Venaus a Toninelli: “Stop ai lavori, tensione in crescita”. Ma il ministro se la cava con una battuta

Pet, 21/09/2018 - 14:41

“Fate in fretta perché abbiamo finito la pazienza”. È questo il messaggio che gli attivisti No Tav hanno lanciato al ministro delle Infrastrutture e dei Trasporti, Danilo Toninelli, oggi in visita a Torino. Fuori dal museo dell’automobile, un gruppo di No Tav si è dato appuntamento, ma non è stato fatto entrare. All’interno, Nilo Durbiano, sindaco di Venaus, storico comune No Tav, ha chiesto al ministro un incontro urgente mostrando le preoccupazioni del movimento: “Mentre il governo ha dichiarato di aver sospeso le attività del cantiere, soggetti come Tilt e Rfi stanno procedendo da un punto di vista amministrativo con la predisposizione dei lavori”.

L'articolo Tav, il sindaco di Venaus a Toninelli: “Stop ai lavori, tensione in crescita”. Ma il ministro se la cava con una battuta proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Grande Fratello Vip, Mediaset: “Lory Del Santo ci ha richiesto di entrare nel cast, rispetteremo il suo volere”

Pet, 21/09/2018 - 14:32

“Credo che la Casa del Grande Fratello sia l’unico posto in cui possa sentirmi protetta. Potrebbe essere una terapia”: Lory Del Santo, dopo la scomparsa del figlio Loren, vuole superare il dolore con un’esperienza come il Grande Fratello Vip. La showgirl quest’estate aveva firmato il contratto per la terza edizione del reality, ma quando suo figlio si è tolto la vita tutto è inevitabilmente cambiato. “Lory a luglio aveva firmato per partecipare al programma, poi ad agosto è morto il figlio. Quando è successo questo dramma si è messa in contatto con gli autori, dicendo che il lutto avrebbe cambiato la situazione. Noi eravamo d’accordo con lei, essendo questa una vicenda molto personale. Rispettavamo il suo volere”, ha spiegato Giancarlo Scheri, direttore di Canale 5, alla vigilia della partenza del programma.

Dunque lunedì potrebbe entrare nella Casa di Cinecittà anche l’ex volto del Drive In: “La Del Santo ci ha richiesto di entrare nel cast del GF Vip. Noi abbiamo pensato che sia giusto che sia lei a decidere. Per lei partecipare al reality è un modo per uscire da questa tragedia. Vogliamo rispettare il suo volere, ma non sappiamo se sarà effettivamente nel cast, fino all’ultimo le daremo la possibilità di decidere. Lei ha dichiarato di volerci essere, ma anche di voler aspettare fino all’ultimo per valutare i suoi sentimenti”. Lo storico capoprogetto del programma, Andrea Palazzo, che conosce bene la trasmissione ha però messo in guardia la donna: “Tutti conosciamo il meccanismo del programma: tutto quello che accade nella casa è pubblico, nulla è privato. Se entrerà non avrà sconti, ce lo ha chiesto lei stessa”.

Dalla parte della showgirl anche Alfonso Signorini (“Il dolore è un buco nero, ognuno lo vive come vuole. Va sempre rispettato”) e la conduttrice Ilary Blasi (“Il dolore non va giudicato, rispetteremo la sua volontà”). Dalla dirigenza, invece, rifiutano l’accusa di sciacallaggio: “Il Gf non ha bisogno di mettere dentro al programma questo tipo di storia per fare ascolti”. Lunedì scopriremo quale sia la scelta definitiva di Lory.

L'articolo Grande Fratello Vip, Mediaset: “Lory Del Santo ci ha richiesto di entrare nel cast, rispetteremo il suo volere” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Olimpiadi invernali 2026, Toninelli: “La scelta migliore è Torino, ma no a fondi pubblici. In cdm troveremo soluzione”

Pet, 21/09/2018 - 14:32

Giancarlo Giorgetti aveva già archiviato la pratica (La candidatura italiana finisce qui”), ma Danilo Toninelli esprime la sua preferenza: la migliore candidata a ospitare le Olimpiadi invernali del 2026 è Torino. “Rimango personalmente dell’idea che quella di Torino sia la scelta migliore sotto tutti i punti di vista, economico e strutturale, vista l’esperienza nelle altre Olimpiadi – ha detto il ministro delle Infrastrutture e dei trasporti a margine di un evento nel capoluogo piemontese – e che l’idea di tre città sia quantomeno caotica e difficilmente percorribile e anche la più costosa“.

A prescindere da come vada a finire la corsa tra le città in corsa – Milano, Cortina e appunto Torino – per il ministro l’evento non dovrà essere finanziato con risorse pubbliche: “Sono d’accordo con Di Maio quando dice che lo Stato non deve mettere soldi sulle Olimpiadi – ha proseguito il ministro – perché dobbiamo mettere in sicurezza ponti, strade, viadotti e gallerie che altri governi hanno abbandonato e bisogna mettere lì i soldi. So che la Lega fa ragionamenti diversi, faremo un Consiglio dei ministri appena sarà utile e troveremo come in tutte le altre questioni una soluzione condivisa”.

Il 18 settembre il sottosegretario leghista alla presidenza dal Consiglio con delega allo Sport aveva ufficializzato: “Non ci sono le condizioni per proseguire con la candidatura tripla”. Le tre città in lizza hanno litigato per settimane e neanche la soluzione individuata dalla commissione tecnica del Coni, per non scontentare nessuno, quella di targare i Giochi “MI-To-Co”, era passata.

Da una parte il sindaco di Milano Beppe Sala, che chiedeva un ruolo da capofila nel nome e nell’organizzazione (anche per le promesse che gli aveva fatto il presidente del Coni Giovanni Malagò); dall’altra laAppendino, che aveva aperto mal volentieri alla proposta congiunta. La settimana scorsa Giorgetti aveva provato a tirare le fila, proponendo una bozza di protocollo basata sulla governance centralizzata a Palazzo Chigi e sulla partecipazione paritetica sulle tre città. La trattativa si è arenata su quest’ultimo punto: Milano ha continuato a pretendere una qualche valorizzazione del suo brand. E il vaso dei 5 stelle, insofferenti da giorni nei confronti delle pretese del primo cittadino Pd, è traboccato: “Così non si può andare avanti”, aveva anticipato ieri il responsabile sport, Simone Valente.

L'articolo Olimpiadi invernali 2026, Toninelli: “La scelta migliore è Torino, ma no a fondi pubblici. In cdm troveremo soluzione” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Homepal promette di vendere la tua casa in 45 giorni, e se va male ti rimborsano il costo del servizio

Pet, 21/09/2018 - 14:30

Può la scienza dei Big Data migliorare la vita di chi vende casa? Homepal, società che opera da circa tre anni in Italia, crede di sì. E ci crede così tanto da impegnarsi a fornire il servizio gratuitamente se non dovesse funzionare. In altre parole, o riuscite a vendere entro 45 giorni, oppure vi restituiscono i circa 500 euro che costa il loro servizio “Venduto Garantito”.

Negli ultimi tre anni Homepal ha gestito circa 120mila annunci, e ha colto l’occasione per analizzarne i dati, concentrandosi in particolare su quelli che sono andati a buon fine rapidamente.  “Ci siamo accorti che tre erano le caratteristiche presenti in tutti: prezzo giusto, belle foto, e tanta visibilità”, ha commentato il fondatore Andrea Lacalamita.

È più o meno quello che diremmo tutti, ma la differenza tra il senso comune e una data driven decision può fare la differenza. Ed è proprio su questo che si basa il servizio Venduto Garantito: Homepal determina il prezzo ideale dell’immobile, prima di tutto, e lo propone al venditore. Se questi accetta, manda un fotografo professionista a fare gli scatti, e successivamente si fa carico della promozione su tutti i circuiti nazionali. Un’attività che difficilmente un privato potrebbe svolgere con la stessa efficienza ed efficacia. Oltre al fotografo e alla promozione, per la cifra richiesta Homepal si occupa anche di riscrivere il testo dell’annuncio (per migliorarne l’indicizzazione su Internet) e di gestire le visure catastali e ipotecaria.

A questo punto scatta la promessa: o la casa si vende entro 45 giorni oppure saranno restituiti i 490 euro spesi per creare l’inserzione. In caso di vendita, invece, null’altro sarà dovuto a Homepal. In confronto alle commissioni di una normale agenzia immobiliare, dunque, si risparmia una cifra notevole. Considerata la richiesta media del 2,5%, su una vendita da 180mila euro si spenderebbero infatti oltre 4mila euro.

“La gente oggi non vuole più pagare un servizio ricevendo in cambio qualcosa di aleatorio, ma vuole che le aziende si assumano un po’ di rischio. Non c’è nessun altro operatore in Italia che offra un servizio simile”, ha dichiarato l’AD Monica Regazzi a margine dell’annuncio.

Per sviluppare Venduto Garantito ci sono voluti molti mesi, al fine di creare un servizio che fosse in grado di soddisfare un gran numero di richieste con aggiornamenti in tempo reale su tutti i dati necessari, che includono la disponibilità di 350 fotografi in tutta Italia o la possibilità di ottenere le visure entro un’ora. Venduto Garantito sarà disponibile nelle province di Roma, Milano, Torino, Genova, Napoli, Bergamo, Venezia, Bari, Brescia, Modena, Firenze, Bologna, Reggio Emilia, Parma e Cagliari.

L'articolo Homepal promette di vendere la tua casa in 45 giorni, e se va male ti rimborsano il costo del servizio proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Grosseto, vince 5 milioni di euro al gratta e vinci: “Sono troppi, li do in beneficenza”

Pet, 21/09/2018 - 14:15

“Quel che non ho potuto avere in vita mia voglio che l’abbiano gli altri”. E’ quanto ha dichiarato agli amici la donna di 50 anni che il 12 settembre scorso ha vinto 5 milioni di euro al Gratta e vinci. A riportarlo al quotidiano Il Tirreno sono i titolari della tabaccheria di Grosseto dove è avvenuta la vincita. “Non aveva i soldi per l’affitto e ora vuole aiutare chi è in difficoltà”, dice Gianluca D’Ascoli ai giornalisti. Perché il progetto che la donna vuole finanziare è proprio il suo: “Mi ha assicurato una cifra che non immaginavo nemmeno per ristrutturare un casale dove vorremmo accogliere bambini con handicap e con difficoltà, mi sono venute le lacrime agli occhi”, ha raccontato in un’intervista a Radio Capital.

Dal giorno della vincita è passata una settimana. Un tempo in cui la donna non si è fatta vedere nella tabaccheria in via Liri, gestita da Valentina Fabbrini – compagna di D’Ascoli – e dal fratello. E poi la telefonata: “Mi ha chiesto di andare a casa sua” dice D’Ascoli e al Tirreno racconta che quel tempo è servito alla vincitrice per decidere cosa fare di tutti quei soldi. La prima cosa sarà comprare la casa in cui abita e da cui rischia spesso di essere sfrattata e la seconda sarà una donazione al progetto di D’Ascoli e della compagna.

“Tu e Valentina – ha detto la donna all’amico – mi avevate parlato del un progetto di un centro per disabili. In passato avrei voluto aiutarvi ma non avevo soldi. Ora ce li ho. E voglio farvi una donazione”. I soldi della generosa vincitrice per la ristrutturazione di un casale nel quale D’Ascoli ha in progetto di “costruire un asilo a costo zero per le famiglie bisognose, un ristorante con lavoratori portatori di handicap, una struttura ricettiva a basso costo per famiglie in difficoltà, una piscina per la riabilitazione, ippoterapia”. L’uomo si dice “commosso”: la vita per donna “non è stata facile, ma anche quando non aveva nulla ha sempre aiutato chi aveva bisogno”.

L'articolo Grosseto, vince 5 milioni di euro al gratta e vinci: “Sono troppi, li do in beneficenza” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Amazon ha presentato 14 nuovi dispositivi Echo, per rendere la casa smart a un costo accessibile

Pet, 21/09/2018 - 14:00

L’assistente vocale di Amazon, Alexa, arriverà in Italia durante il mese di ottobre, ma il negozio online più grande del mondo ha presentato ben 14 nuovi dispositivi che lo supportano e che permetteranno di rendere le proprie case più intelligenti e connesse, con costi accessibili a tutti.

Ce n’è davvero per tutti i gusti, a partire dagli altoparlanti, passando per TV Box, elettrodomestici e addirittura accessori per l’auto. Al momento si possono prenotare negli Stati Uniti, su amazon.com, ma non è ancora chiaro quali saranno disponibili anche in Italia, quest’autunno. Un assistente vocale altro non è che un servizio attivabile con la voce. In pratica fornisce informazioni sul meteo, sul traffico, sugli appuntamenti quotidiani, oltre che risposte a un ampio spettro di domande (come se fosse un motore di ricerca online) e permette di gestire altri dispositivi connessi, come per esempio termostati e lampadine smart. Sul mercato ce ne sono già diversi, i più comuni sono Google Assistant, disponibile tramite qualsiasi smartphone Android, oppure tramite i dispositivi Google Home e Google Home Mini, e Siri, l’assistente di Apple, presente su iPhone, iPad e tutti i prodotti dell’azienda.

Alexa è forse il meno conosciuto, almeno in Italia in quanto non ancora disponibile, ma lo diverrà presto e con numerose funzioni. Per esempio è adesso in grado di riconoscere il tono di voce e il contesto: se rivolgete una domanda sussurrando, vi risponderà sussurrando a sua volta. La configurazione è poi stata resa accessibile a chiunque: grazie alla tecnologia Amazon Wi-Fi Lockers, i dispositivi compatibili sono in grado di gestire in maniera autonoma le password del nostro account Amazon. Una volta acceso il dispositivo da configurare, questo farà tutto da solo, senza che l’utente debba effettuare ulteriori operazioni.

Ma quali sono i dispositivi presentati e a cosa servono? Prima di tutto per usare Alexa a casa, è necessario possedere un dispositivo della linea Echo, ovvero un altoparlante dotato di microfoni in grado di comprendere le richieste fatte. Ce ne sono due e si chiamano Echo Dot e Echo Plus. La differenza è che l’Echo Plus è leggermente più grande ed è in grado di restituire un volume più alto e un suono di migliore qualità. L’aspetto è molto simile, un cilindro con la parte laterale ricoperta in tessuto e i comandi collocati nella parte superiore: in questo caso il Plus ha un maggiore ingombro rispetto al Dot. Le funzioni di base rimangono pressoché invariate, con l’unica differenza rappresentata dalla presenza di un sensore di temperatura all’interno dell’Echo Plus, che permette maggiori funzioni per quanto riguarda il controllo domestico. Si potranno acquistare a partire da ottobre con prezzi rispettivamente di 49 dollari e 149 dollari.

Amazon Echo Dot Amazon Echo Dot Amazon Echo Plus Amazon Echo SUB

Chi ha intenzione di fare un impianto audio completo, da usare in diverse occasioni, potrebbe essere interessato all’Amazon Echo Sub. È un subwoofer, ovvero uno speaker dedicato alla riproduzione delle frequenze audio più basse che si collega o all’Echo Dot o all’Echo Plus, con lo scopo di migliorare la riproduzione e renderla più coinvolgente. Sarà venduto a 129,99 dollari. Se invece il vostro intento è quello di posizionare un altoparlante Echo in ogni stanza, vi potrebbe interessare l’Amazon Link, disponibile anche nella versione Link Amp – che si differenzia per la presenza di un amplificatore, in grado di migliorare ulteriormente la qualità. Tali dispositivi permettono di collegare tra di loro tutti gli Amazon Echo presenti nella vostra abitazione, potendo dunque sincronizzare la riproduzione, oppure gestirli in maniera separata. Sono richiesti 199 dollari per l’Echo Link, e 299 dollari per l’Echo Link Amp, che sarà disponibile solo nel 2019.

Amazon Echo Link

Nel caso aveste già un sistema audio di buona qualità e non foste interessanti a cambiarlo, Amazon ha progettato per voi l’Echo Input. Un piccolo modulo dotato di due microfoni e connesso alla rete, che può essere collegato ai vostri altoparlanti sia in modalità Bluetooth sia con il cavo, rendendoli così connessi e dandovi la possibilità di usare Alexa. Il costo è molto basso: saranno infatti sufficienti appena 35 euro.

Passando ai dispositivi per la casa, Amazon ha pensato proprio a tutto, rendendo smart un orologio, le prese elettriche, una videocamera di sorveglianza e addirittura un forno a micro-onde. Ma in che modo un forno a micro-onde in grado di capire i comandi vocali può essere utile?

Amazon Echo Microwave

Il forno di AmazonBasics permette di essere collegato a un altoparlante della serie Echo, grazie ai moduli Wi-Fi e Bluetooth presenti al suo interno. Tramite di essi, oppure grazie al tasto dedicato, si ha accesso a decine di funzioni diverse. Per esempio si potrà dire “Scongela il pane per 10 minuti”, o “Riscalda una tazza di latte”, e il forno farà tutto in automatico. Oppure si potrà essere anche più precisi indicando tempo di cottura e intensità, e tutto verrà eseguito secondo gli ordini. Il costo? 59,99 dollari, non molti di più rispetto a un forno a micro-onde tradizionale.

Amazon Ring Stick Up Cam

La videocamera di sorveglianza si chiama Ring Stick Up Cam, un nome piuttosto lungo per una videocamera connessa, in grado di interagire con altri dispositivi che montano Alexa e che, grazie alla resistenza ai liquidi, può essere usata sia all’interno che fuori casa. Registra in FullHD (1920 x 1080 pixel), vede anche al buio, rileva i movimenti, ma soprattutto si può integrare con il campanello intelligente di Amazon, in modo da fornirvi un’anteprima di chi sta arrivando. Costerà 179,99 dollari, un prezzo in linea con altri dispositivi simili.

Amazon Echo Plug

La presa smart e l’orologio sono invece più semplici da utilizzare. La prima sostituisce la vostra presa elettrica e vi consente di comandare accensione, spegnimento, oppure di programmarla. Se volete trovare la macchina del caffè pronta al mattino, vi basterà collegarla a questa presa e dire ad Alexa: “Alexa, accendi la presa della macchina del caffè alle 7:00”. La comodità è che può essere gestita anche a distanza, per cui anche gli utenti più distratti, potranno spegnere eventuali dispositivi lasciati accesi quando sono fuori casa. L’orologio invece, una volta collegato a un gadget Echo, funziona da estensione dei vari timer e sveglie che potrete impostare tramite l’assistente vocale. I prezzi saranno di 24,99 dollari per la presa smart e di 29 dollari per l’orologio.

Per il salotto di casa, e in particolare per la televisione, è stato introdotto Fire TV Recast. È un TV Box, simile a molti altri già disponibili, ma che offre alcune funzioni decisamente interessanti. Permette infatti di avere accesso alle trasmissioni già pagate, ovunque nel mondo. Collegandolo al proprio smartphone, a prescindere che vi troviate a casa o durante un viaggio di lavoro all’estero, potete visualizzare comodamente tutti i vostri contenuti. Una caratteristica molto importante, fino ad oggi mancante in altri dispositivi. Costerà 229 dollari e integra anche uno spazio di archiviazione da 500 GB.

Amazon Echo Show

Amazon Echo Show è un dispositivo particolare: un misto tra un mini PC e un centro di controllo. La nuova versione integra uno schermo da ben 10 pollici HD (dunque con una risoluzione di 1280 x 720 pixel), contro i 7 di quello precedente, offrendo così una visione più chiara e piacevole di tutti i contenuti. Tramite di esso non solo si potranno avere a portata di tocco tutte le funzioni di Alexa, tra cui la gestione di tutti gli altri dispositivi Echo e altri prodotti Smart compatibili, ma si potranno effettuare chiamate su Skype. È anche dotato di due altoparlanti situati lateralmente, che offrono un audio piacevole e con un buon volume e sarà acquistabile con un prezzo di 229,99 dollari.

Amazon Echo Auto

Infine, Amazon non trascura neanche il mondo auto. Chi volesse sfruttare appieno le funzioni dell’ecosistema offerto da Alexa potrà connettere all’impianto audio della propria vettura, tramite cavo aux o tramite Bluetooth, l’Amazon Echo Auto. Un piccolo dispositivo che usa la connessione dati del vostro smartphone e dotato di ben otto microfoni, che permetteranno dunque di gestire funzioni apposite in auto, tra cui chiamate e riproduzione audio, oltre che tutti i dispositivi intelligenti a casa. Per esempio, quando fa freddo e state rientrando da lavoro, una volta in auto potrete dire ad Alexa di accendere il riscaldamento, nel caso possediate un termostato intelligente. Tuttavia tale dispositivo è ancora in fase di sviluppo e proprio per questo viene scontato a metà prezzo. Potrete dunque acquistarlo a 24,99 dollari invece di 49,99 dollari.

L'articolo Amazon ha presentato 14 nuovi dispositivi Echo, per rendere la casa smart a un costo accessibile proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Pensioni, Lega: “Uscita a quota 100 con 62 anni di età. Allo studio pace contributiva per sanare cifre non pagate”

Pet, 21/09/2018 - 13:57

Il primo intervento di smontaggio della legge Fornero, quota 100 con 62 anni di età e 38 di contributi, passerà anche per la “pace contributiva“. Ad annunciarlo è stata la Lega dopo la riunione di giovedì sera tra il leader Matteo Salvini, i suoi sottosegretari al tesoro Massimo Garavaglia e Massimo Bitonci e quello al lavoro Claudio Durigon. In pratica, chi non ha pagato una parte dei contributi a partire dal 1996 potrà sanare l’omesso versamento con uno sconto, in modo da anticipare anche per questa via l’età di uscita dal lavoro. La misura, stando a quanto emerso dal vertice, sarà rivolta in particolare agli autonomi e consentirà di pagare di meno anche per il recupero degli anni universitari.

Sono ancora in corso di approfondimento i limiti alla platea coinvolta in quota 100 e quindi i costi complessivi della misura, che finora è stata quotata in casa Lega attorno ai 7-8 miliardi ma, secondo la società di consulenza e ricerca Tabula di Stefano Patriarca, se attuata a partire dai 62 anni di età avrebbe un costo di circa 13 miliardi l’anno. La nota del Carroccio sostiene che sarà “realizzabile in modo efficace e ragionevole“, “con oneri sopportabili per la finanza pubblica” e “misure di buon senso”, compresa appunto “la pace contributiva nell’ottica di favorire l’aumento volontario della contribuzione da parte dei lavoratori”.

Si sta ancora ragionando sull’opportunità di fissare un limite minimo anche di contributi, oltre che di età. Arrivando fino a 65 anni e 35 di contributi, infatti, la platea dei potenziali lavoratori in uscita il prossimo anno toccherebbe quota 500mila, mentre lo stesso Salvini pone un obiettivo più basso: “Se riusciremo a mandare in pensione l’anno prossimo 3-400mila italiani – ha detto – penso che avremo fatto un buono lavoro”.

Confermato anche l’impianto del pacchetto fiscale, dalla ‘pace‘ – non solo una tantum ma anche misure strutturali che riducano il contenzioso – alla flat tax per gli autonomi e la ‘super-Ires’ per le grandi imprese, fino alla richiesta di introdurre la cedolare secca al 21% anche per gli affitti commerciali. L’ampliamento della platea dell’attuale regime forfettario, secondo i leghisti, consentirà a molte piccole attività “che non sono strutturate” di non doversi cimentare subito con la fatturazione elettronica. Sul tavolo la Lega porterà anche la richiesta di tagliare le accise sulla benzina e di partire subito con lo sblocco al 100% del turnover per le forze di polizia.

L'articolo Pensioni, Lega: “Uscita a quota 100 con 62 anni di età. Allo studio pace contributiva per sanare cifre non pagate” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Fiat 500 e Barbie, ancora insieme a Milano. Ma occhio alla candid camera… – FOTO

Pet, 21/09/2018 - 13:46

 

Era già sucesso qualche anno fa, precisamente nel 2009, che Fiat e Mattel decidessero di collaborare mettendo insieme quanto di più “prezioso”, commercialmente parlando, possedessero. Ed ecco dunque Fiat 500 e Barbie, icone ognuna a modo suo, messa una vicino all’altra in perfetto stile co-branding.

Un successo, allora, da ripetere oggi. Cosa che sta effettivamente succedendo a Corso Buenos Aires e nelle principali vie del centro di Milano, dove ignari passanti (e immaginiamo che ad essere più sorprese siano le bambine) si ritrovano davanti diverse 500 parcheggiate e “inscatolate” nel classico pacchetto delle Barbie.

Le auto-giocattolo, come potete vedere nelle immagini, sono vere e dunque a grandezza naturale. E se vi dovesse capitare di passarci davanti e ammirarle da vicino, sappiate che potreste incappare in una candid-camera: le reazioni dei passanti verranno infatti riprese di nascosto e riproposte ad ottobre in un video sulle pagine social di Fiat e Mattel, dove poter seguire l’iniziativa di guerrilla marketing da subito.

Il video promuoverà inoltre un’iniziativa speciale, in cui verrà messa in palio una vera Fiat 500 tra chi acquisterà una “confezione” contenente l’auto-giocattolo e, naturalmente, la popolare bambola.

L'articolo Fiat 500 e Barbie, ancora insieme a Milano. Ma occhio alla candid camera… – FOTO proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Fibra City Gaming, non solo una connessione a Internet veloce ma l’arma in più per i videogiocatori online

Pet, 21/09/2018 - 13:30

Fibra City Gaming è il primo servizio di connettività Internet basato su rete in (vera) fibra ottica che promette non solo 1 Gbps in download e 300 Mbps in upload ma anche una configurazione ottimizzata per chi gioca online. Al netto dei dettagli tecnici vuol dire che si tratta di una connessione ad altissime prestazioni per tutti gli appassionati dei titoli che richiedono grande dinamismo videoludico e prevedono sessioni multi-giocatore online. Quindi sparatutto in prima persona, giochi sportivi, etc. Da Fortnite a FIFA insomma, l’esperienza di gioco dovrebbe essere nettamente superiore rispetto al solito.

Il nuovo operatore sfrutta l’infrastruttura di rete di Open Fiber, quindi si parla di connessioni totalmente in fibra che raggiungono direttamente gli appartamenti – la cosiddetta FTTH, fiber-to-the-home. Attualmente Fibra City Gaming è attivabile in 15 città: Milano, Bari, Cagliari, Catania, Genova, Napoli, Padova, Palermo, Perugia, Venezia, Cesano Boscone, Cornaredo, Corsico, Settimo Milanese e Trezzano sul Naviglio. Entro fine ottobre la lista includerà anche Bologna, Firenze e Torino. La prospettiva comunque è di ampliare nel tempo la copertura parallelamente all’attività di sviluppo sul territorio di Open Fiber.

“Open Fiber raccoglie e gestisce il traffico, poi noi effettuiamo instradamenti ad hoc per migliorare le performance di gioco. Ad esempio se giochi a Fifa normalmente hai un ping di 150 ms, con la nostra rete molto meno. Praticamente una soglia che migliora la giocabilità. E con la banda minima garantita si ha disposizione uno strumento da professionista”, ha spiegato l’AD di Fibra City, Lorenzo De Lorenzi, in sede di presentazione stampa ieri a Milano.

“Noi siamo una realtà dinamica e giovane. Non vogliamo apparire come un classico mastodontico provider. Diamo qualità alla terminazione della rete con tutto il know how che abbiamo maturato in questi anni. Per almeno 36 mesi punteremo solo sul gaming, ma dopo le possibilità saranno infinite”.

Nello specifico al momento sono disponibili due profili di abbonamento: Top Gaming da 27,90 euro al mese e E-Sports Pro da 35 euro al mese. In entrambi i casi le prestazioni sono di 1 Gbps, ma la versione Pro dispone della banda minima garantita – viene cioè certificato che download e upload non scenderanno mai sotto la soglia di 10 Mbps.

Inoltre, anche grazie alla recente delibera dell’AGCOM, Fibra City Gaming non obbliga i clienti a noleggiare o acquistare un proprio modem-router. Si può impiegare un qualsiasi modello in proprio possesso. L’unica accortezza dovrà essere quella di collegarlo a un apparecchio (ONT) fornito in comodato d’uso gratuito – che converte il segnale proveniente dalla fibra ottica in un segnale ethernet.

E se si volesse anche il telefono? Nessun problema, basterà attivare l’opzione “Linea telefonica VOIP” per disporre fino a un massimo di 10 utenze.

Per quanto riguarda il futuro Fibra City Gaming ha già pronta un’altra sfida. Diventare essa stessa riferimento per gli editori del settore gaming ospitando le piattaforme che consentono il gioco online, quindi arene, tornei, etc. Perché a molti forse non è chiaro un dato: in Italia, secondo l’ultima indagine AESVI 2017, vi sono ben 17 milioni di giocatori di età compresa tra i 16 e i 64 anni.

“Stiamo anche realizzando una server farm dedicata al mercato europeo che consentirà ai publisher di mettere i propri apparati per il gaming. Sarà strutturata con alcuni terabyte di performance. Insomma, se ai giocatori domani saremo in grado di offrire connessione una connessione diretta ai server di gioco sarà il massimo. Ci vorrà del tempo, ma già per la fine dell’anno potremo dire di più. Ad ogni modo sicuramente entro il 2019 inizieranno i lavori. L’idea comunque è di una piattaforma tipo MIX (Milan Internet Exchange) totalmente neutrale nei confronti dei vari editori”, ha concluso De Lorenzi.

L'articolo Fibra City Gaming, non solo una connessione a Internet veloce ma l’arma in più per i videogiocatori online proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Pif vs Salvini: “Ma con bandiera italiana non diceva di pulirsi il c…? Si occupi di ‘ndrangheta, vera emergenza”

Pet, 21/09/2018 - 13:17

“Ministro, è andato a Rosarno e non ha detto una parola sulla ‘ndrangheta, che sta mangiando lei, me e questo Paese”. L’attore e regista Pierfrancesco Diliberto, in arte Pif, ha postato un video su Facebook in cui chiede al ministro dell’Interno, Matteo Salvini, di “occuparsi di criminalità organizzata, vera emergenza di questo Paese. Guardi – ha detto Pif – io sono per la legalità, come lei. Oltre ad abbattere le case dei sinti, abbatta anche quelle degli italiani a Licata“.

L'articolo Pif vs Salvini: “Ma con bandiera italiana non diceva di pulirsi il c…? Si occupi di ‘ndrangheta, vera emergenza” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Spagna, indagati 500 neolaureati italiani in giurisprudenza. “Hanno pagato 11mila euro per l’iscrizione all’albo”

Pet, 21/09/2018 - 13:06

Un pellegrinaggio organizzato con otto pullman che trasportavano neolaureati italiani all’università Rey Juan Carlos di Madrid e 11mila euro a testa pagati per ottenere l’abilitazione all’esercizio della professione di avvocato. Per questo 500 aspiranti avvocati sono finiti, come riportano Repubblica La Stampa, nel registro degli indagati di un giudice istruttore del tribunale di Madrid. Frode nella validazione di titolo di diritto è l’accusa rivolta agli aspiranti avvocati italiani, dopo la denuncia di “colleghi” spagnoli impressionati dal numero di stranieri presenti nell’aula dell’università per sostenere la prova d’esame del 28 maggio 2016.

La via spagnola per l’abilitazione all’esercizio della professione d’avvocato, valida in tutta Europa, era già nota. Migliaia di neolaureati italiani in giurisprudenza hanno varcato, negli ultimi anni, la frontiera per sostenere l’esame che avrebbe evitato loro il tirocinio e il test in patria, facilitando e velocizzando il processo d’iscrizione all’albo, tanto che l’Ordine degli avvocati era corso ai ripari introducendo regole più stringenti: in Italia non può essere riconosciuto alcun titolo di studio ottenuto all’estero che non sia una laurea o un master. In entrambi i casi, i giovani italiani non avrebbero potuto scavalcare l’iter del tirocinio e del successivo esame di abilitazione professionale.

Quest’ultimo caso, però, ha aggiunto un particolare che, oltre ad aggirare le nuove norme, ha giustificato l’avvio di un’indagine. Il 28 maggio 2016, otto pullman con circa 500 giovani neolaureati a bordo sono arrivati alla facoltà di Giurisprudenza della capitale spagnola. Obiettivo: permettere ai passeggeri di sostenere l’esame per l’iscrizione all’albo degli avvocati spagnoli che permette l’esercizio della professione in tutta Europa. Il viaggio sarebbe stato organizzato da una società che ha permesso agli aspiranti avocati di frequentare un master in “abogacia” e sostenere otto esami sufficienti per ottenere i crediti necessari ad affrontare il test di abilitazione. Una via rapida di accesso alla professione al costo di 11 mila euro.

Ma la massiccia presenza di italiani alla sessione d’esame del maggio 2016 ha fatto insospettire i colleghi spagnoli che hanno presentato un esposto all’osservatorio spagnolo della corruzione. Scelta che ha fatto aprire un’indagine a carico dei giovani arrivati all’università Rey Juan Carlos. Non è la prima volta che l’ateneo deve fronteggiare dei guai giudiziari, dopo lo scandalo delle lauree rilasciate con eccessiva facilità ad alcuni esponenti politici.

L'articolo Spagna, indagati 500 neolaureati italiani in giurisprudenza. “Hanno pagato 11mila euro per l’iscrizione all’albo” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Rebibbia, non solo la maternità. Da insegnante in carcere dico che anche lo studio è un problema

Pet, 21/09/2018 - 12:58

Nei miei oltre vent’anni di insegnamento a Rebibbia ho visitato il reparto femminile solo in sporadiche occasioni. La mia impressione, poco più che superficiale, è che rispetto alle sezioni maschili si respiri una maggiore tensione. Come se ci fosse maggiore difficoltà ad accettare la restrizione delle libertà. Sarà che, mi son detto, la carcerazione dei maschi può godere, in taluni casi e entro certi limiti, persino di una qualche approvazione sociale. A Roma si diceva che non si potesse essere veri uomini senza aver varcato i tre scalini dell’ingresso a Regina Coeli. Sandro Pertini, Gramsci, più indietro Silvio Pellico, Marco Polo, più in là Nelson Mandela, Martin Luther King, fino a Pepe Mujica, illuminato presidente uruguaiano: tutti sono passati per le sbarre, ispirando mitologie letterarie e cinematografiche.

Ma le donne no: scontano, anche in questo campo, la plurisecolare subalternità per cui la detenzione femminile non può godere di alcuna dignità, alcun riconoscimento. Anzi, si è spinti a credere che le donne finiscano in carcere, per i reati più gravi, in quanto coinvolte in affari tipicamente maschili. Il capomafia, nello stereotipo, è un maschio dominante, il “padrino”. Oltre alla mancata accettazione del reato e della relativa sanzione, punto di partenza necessario di qualunque processo che conduca a riabilitazione e reinserimento sociale, le detenute scontano una mancanza di attenzione verso il loro mondo: il rischio che si crei nel già isolato universo carcerario un ghetto ulteriore, oggetto di profonda rimozione sociale.

C’è voluto un fatto di incresciosa violenza perché molti si ponessero, in questi giorni, il problema della maternità in carcere (come se la paternità potesse risolversi con la limitatezza delle telefonate e colloqui settimanali). Sono temi di difficilissima soluzione, che meriterebbero una trattazione approfondita a parte, con approccio il più possibile scevro da pregiudizi.

Ciò su cui mi preme invece concentrare l’attenzione è ancora una volta la situazione della scuola in carcere. Anni di riforme mancate o solo abbozzate hanno portato a un solo risultato tangibile: accorpamento degli istituti, reggenze dei dirigenti, riduzioni di orari e classi, avvilimento della funzione docente, quindi taglio degli organici. Come se le nuove norme, invece che dal Miur, fossero uscite dal Ministero dell’Economia, all’unico scopo di risparmiare risorse. Il numero di classi condizionato agli studenti frequentanti non tiene conto delle peculiarità della situazione e delle difficoltà di accettare iscrizioni in settori del carcere tra loro impossibilitati a comunicare.

Ne dico una per tutte, restando all’interno del femminile: nel reparto di massima sicurezza sono rinchiuse, per reati associativi, sedici donne, di cui ben nove hanno espresso la volontà di iscriversi a scuola. È per loro una delle pochissime opportunità di comunicare con l’esterno, incontrare esperienze per loro inesplorate, lontanissime dall’ambiente di provenienza, nei casi auspicabili far partire una revisione critica del proprio vissuto per poi indirizzare le proprie energie (e talvolta le loro indubbie capacità) verso modelli alternativi, positivi, socialmente utili alla lettera.

Niente da fare: la scuola blocca il numero di classi e non accetta nuove iscrizioni, nonostante la disponibilità e le sollecitazioni delle autorità penitenziarie, che ben conoscono la funzione trattamentale dello studio per chi altrimenti è condannato all’ozio e alla reiterazione dei reati.

Di questa e di tante altre questioni relative all’insopprimibile diritto allo studio vogliamo parlare in un confronto aperto a tutti i contributi: l’appuntamento è per mercoledì 26 settembre 2018 dalle ore 17.00 nel punto vendita del forno della Terza Casa di Rebibbia, in Via Bartolo Longo 82.

Rebibbia assemblea

L'articolo Rebibbia, non solo la maternità. Da insegnante in carcere dico che anche lo studio è un problema proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Pechino Express 2018, fuori Claudio Colica e Mirko Frezza. Adriana Volpe tira una frecciata a Magalli: “Come pesano ‘ste casse, manco ci fosse dentro lui”

Pet, 21/09/2018 - 12:44

Parte col piede giusto Pechino Express. Non solo l’Auditel ha premiato il debutto della settima edizione dell’adventure reality di Rai 2 con il 9,92% di share (portando la rete diretta da Andrea Fabiano a secondo canale più visto nel prime time di giovedì, solo dopo RaiUno) ma a anche il gradimento per questa “Avventura in Africa” sembra ottimo: Costantino si conferma una garanzia a livello di citazioni e ironia, il contesto naturale del Marocco è più bello che mai e anche il cast, nonostante le defezioni, convince.

Già, questa edizione non sembra così fortunata: via Filippo Magnini e Eleonora Brigliadori (per motivi diversi, con la seconda sul piede di guerra) ancor prima di partire, Paola Caruso a metà gara sarà costretta a ritirarsi causa inattesa gravidanza, e poi Claudio Colica e Mirko Frezza che nella prima puntata hanno dovuto sventolare bandiera bianca per una doppia frattura al metatarso. I loro compari, Fabrizio Colica e Tommy Nuti, zaini in spalla si sono uniti in un’unica coppia, quella degli Scoppiati.

Le prime rivelazioni? Senza dubbio Maria Teresa Ruta, una “signora della tv” che guarda ancora il mondo con gli occhi di una bambina, capace di passare da un’irrefrenabile entusiasmo a una disperazione totale nel giro di pochi istanti. E poi la coppia composta da Adriana Volpe e Marcello Cirillo, agguerriti quanto basta e pronti a sfatare qualsiasi stereotipo dell’italiano medio. Lei non ha risparmiato una battuta tagliente indirizzata al suo nemico di sempre, Giancarlo Magalli: “Ammazza come pesano ‘ste casse… manco ci fosse dentro Magalli”. Il pubblico, sui social, l’ha ritenuta simpatica (“Adriana Volpe è fantastica, fa troppo ridere”, ha scritto un signore tra i commenti del profilo Facebook del programma), Magalli un po’ meno (“E non lo sa…”, ha risposto al commento precedente il conduttore). La prima tappa a Tangeri, per amor di cronaca, è stata vinta dalla coppia dei Mattutini con le Mannequin in ultima posizione (ma nessuno è stato eliminato).

L'articolo Pechino Express 2018, fuori Claudio Colica e Mirko Frezza. Adriana Volpe tira una frecciata a Magalli: “Come pesano ‘ste casse, manco ci fosse dentro lui” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Regione Puglia, disegno di legge contro omofobia. Presidente della commissione Pari opportunità: “Eccessivo e obsoleto”

Pet, 21/09/2018 - 12:43

Obsoleto ed eccessivo“, così la presidente della commissione Pari opportunità della Regione Puglia, Patrizia Del Giudice, commenta il disegno di legge contro le discriminazioni e le violenze generate dall’orientamento sessuale. Il provvedimento, approvato in commissione Servizi sociali e Istruzione del consiglio – senza l’appoggio del centrodestra – , fa parte del programma della giunta guidata da Michele Emiliano ed entrerà in vigore se approvato in aula. Nel disegno di legge è previsto lo stanziamento di 50mila euro per una serie di iniziative contro stereotipi di genere e di prevenzione contro bullismo determinato dall’orientamento sessuale. Leoluca Armigero, cofondatore dell’associazione Mixed Lgbti di dice “scandalizzato” dalle parole di Del Giudice. La notizia è riportata dall’edizione locale di Repubblica.

Il disegno di legge, composto da otto articoli, prevede attività di formazione e aggiornamento per insegnanti, personale scolastico e genitori in materia di contrasto degli stereotipi di genere e di prevenzione del bullismo. Ma non solo, l’articolo 7 istituisce, nell’ambito dell’Osservatorio regionale delle Politiche sociali,  la sezione “Osservatorio regionale sulle discriminazioni e le violenze determinate dall’orientamento sessuale o dall’identità di genere” con lo scopo di analizzare i dati forniti dalle associazioni che operano nel settore per sviluppare una conoscenza delle problematiche in materia. Queste disposizioni, così come quelle di riqualificazione professionale previste, sono considerate “eccessive in questo momento storico” dalla presidente della commissione Pari opportunità.

Patrizia Del Giudice – eletta lo scorso anno alla presidenza della commissione composta interamente da donne – motiva la sue dichiarazioni sostenendo che “il livello culturale dei nostri ragazzi è talmente elevano che non hanno più bisogno di essere istruiti sul tema”. “Stiamo facendo passare i pugliesi per omofobi“, ha continuato Del Giudice, spostando poi l’attenzione sull’aumento “dei casi di violenza sulle donne” e sui “ragazzi che espatriano per cercare lavoro“. A dare sostegno alla posizione della presidente ci pensa il centrodestra, che in commissione ha votato contro il disegno di legge. Gli esponenti di Forza italia, riporta Repubblica Bari, ritengono il provvedimento discriminatorio “per altre minoranze”, mentre il consigliere di Fratelli d’Italia Enzo Congedo parla di “incostituzionalità”.

“Non è vero che tutti i pugliesi sono omofobi – dice il presidente dell’associazione Mixed Lgbti, Leoluca Armigero – ma le pagine dei giornali descrivono troppo spesso episodi di omotransfobia“. Alle parole della presidente Del Giudice risponde che “è molto grave che una persona nel suo ruolo rilasci una dichiarazione di questo tipo. Siamo assolutamente scandalizzati”.

L'articolo Regione Puglia, disegno di legge contro omofobia. Presidente della commissione Pari opportunità: “Eccessivo e obsoleto” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

L’Intelligenza Artificiale cambierà il mondo del lavoro entro il 2030. Prepariamoci.

Pet, 21/09/2018 - 12:41

Entro il 2030 l’Intelligenza Artificiale avrà creato un giro d’affari da 13 trilioni di dollari (13 miliardi di miliardi). Lo suggerisce un recente studio del McKingsey Global Institute (MGI), sviluppato proprio per comprendere il potenziale impatto dell’AI sull’economia globale.

Un generico e sostanzioso aumento del PIL globale appare senz’altro come una buona notizia, ma lo studio prende in considerazione luci e ombre di questa nascente rivoluzione. Come aveva già suggerito lo studioso Kai-Fu Lee (tra gli altri), anche MGI segnala il pericolo di divari e ineguaglianze in aumento, e la necessità di affrontare l’emergenza lavorativa con la riqualificazione; lo stesso principio era stato sottolineato pochi giorni fa dal World Economic Forum.

MGI divide le aziende in tre grandi categorie: i front-runner, quelle che stanno già adottando la AI e la sfrutteranno al massimo nei prossimi anni. I follower, che partiranno in ritardo ma riusciranno a raccogliere qualcosa. E i ritardatari, che si faranno sfuggire questa occasione e registreranno perdite importanti entro il 2030. Sostanziale anche la differenza tra chi saprà assorbire tutte e cinque le categorie di AI (computer vision, natural language, virtual assistants, robotic process automation, advanced machine learning) entro la data indicata, e chi invece riuscirà solo a iniziare la sperimentazione con una o due di esse.

Si tratta di differenze enormi: stando alla simulazione di MGI, infatti, entro il 2030 meno della metà delle grandi aziende del mondo avrà assorbito tutte e cinque le categorie di AI. Questo darà ai front-runner un vantaggio probabilmente impossibile da recuperare per tutti i concorrenti. In altre parole, colossi come Google, Apple, Microsoft, Shell e così via si ritaglieranno una posizione ancora più solida, usando l’AI per rendere la concorrenza sostanzialmente impossibile.

La crescita non sarà lineare ma esponenziale: all’inizio potrebbe apparire relativamente lenta, per poi esplodere nell’ultima parte del periodo preso in considerazione. La crescita registrata nel 2013 potrebbe essere superiore di tre o più volte rispetto a quella del periodo 2019-2024.

Il McKingsey Global Institute ha esaminato il potenziale impatto della rivoluzione AI da tre diversi punti di vista: sui paesi, sulle aziende e sui lavoratori. Nel primo caso, l’istituto registra un potenziale aumento del divario tra paesi sviluppati e paesi in via di sviluppo, con i primi che potrebbero assorbire fino al 25% in più dei benefici economici.

I paesi più ricchi, si legge sul documento, “potrebbero non aver scelta se non scommettere sull’AI per incrementare la crescita, a fronte di un rallentamento nell’aumento del PIL e rispondendo in parte alla sfida di un’età media in aumento. Inoltre in questi paesi le buste paga sono alte, il che significa una maggiore incentivo a sostituire il lavoro umano con le macchine rispetto ai paesi in via di sviluppo”.

Nei paesi meno ricchi e in via di sviluppo invece succede l’esatto contrario, con una minore spinta a investire sull’Intelligenza Artificiale. “I paesi in via di sviluppo hanno altri strumenti, come adottare best practices o ristrutturare il settore industriale per aumentare la produttività. Quindi ci sono meno incentivi a spingere sull’AI”. A lungo termine, tuttavia, queste differenze potrebbero creare una distanza incolmabile tra paesi dotati di una forte “economia AI” e altri che ne sono privi.

Simile il panorama se si guarda alle aziende: le previsioni parlano di una distanza in aumento tra i front-runners (le aziende che investono già ora in AI e che completeranno per prime il processo) e tutte le altre. I primi arrivati potrebbero persino raddoppiare il cash-flow, mentre gli altri potrebbero dover far fronte a una riduzione anche del 20%.

Lo sguardo sui lavoratori fa eco all’analisi del World Economic Forum: le attività ripetitive sono quelle più a rischio, con una riduzione dei posti disponibili e una stagnazione dei compensi. In crescita invece il lavoro per quei profili che richiedono abilità sociali e cognitive, con stipendi in crescita fino al 13%.

Le conseguenze possibili includono la nascita di una vera e propria guerra per il lavoro tra le figure qualificate, il cui esito è difficile da prevedere. All’altro estremo c’è però la maggior parte della popolazione, che non ha le competenze necessarie né avrà possibili sbocchi lavorativi – o ne avrà molti di meno.

Sommando queste due tendenze MGI afferma che “in generale l’adozione e l’assorbimento dell’AI potrebbe non avere un impatto significativo sul numero netto di impieghi. L’impatto potrebbe essere più limitato rispetto alle paure di molti”. Vale a dire che potrebbe non esserci quella emorragia di posti di lavoro che temono alcuni, ma il pericolo esiste e va affrontato.

“Gli amministratori dovranno mostrare forti capacità di leadership per far fronte al comprensibile malessere tra i cittadini riguardo alla minaccia percepita verso i loro lavori, mentre l’automazione si diffonde. Anche le aziende avranno un ruolo importante nella ricerca di soluzioni all’enorme compito di formare e riformare le persone.”

Ognuno di noi in ogni caso dovrà “adattarsi al nuovo mondo“. Un mondo dove si cambia lavoro più spesso, e dove un cambiamento può anche essere radicale: non il semplice cambiare azienda ma fare la stessa cosa, oppure passare a un’attività anche molto diversa. Per questo sarà necessario saper “aggiornare continuamente le proprie competente per rispondere ai bisogni di un mercato del lavoro che cambia dinamicamente”.

L'articolo L’Intelligenza Artificiale cambierà il mondo del lavoro entro il 2030. Prepariamoci. proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

I giganti del pensiero

Pet, 21/09/2018 - 12:37

 

I giganti del pensiero – da Il Fatto Quotidiano #pacefiscale #dimaio #condono #m5s #governodelcambiamento #natangelo

L'articolo I giganti del pensiero proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Riccardo Zinna, morto l’attore napoletano di Benvenuti al Sud: aveva 60 anni. Cristina Donadio: “Ciao Ric, amico grande”

Pet, 21/09/2018 - 12:28

E’ morto Riccardo Zinna, l’attore napoletano aveva compiuto 60 anni lo scorso maggio. Giovedì 20 settembre è venuto a mancare dopo aver combattuto per molto tempo con la malattia. Una carriera lunga quarant’anni, iniziata a teatro proseguita al cinema con diverse esperienze anche sul piccolo schermo. La sua recitazione nervosa e sincera si era fatta notare in Gomorra di Garrone, in Caro Diario di Nanni Moretti, in Benvenuti al Sud di Miniero. Non solo, negli anni era stato diretto da Salvatores, Archibugi, Luchetti, Muccino, Genovese e molti altri.

Un volto noto al grande pubbico anche per le numerose esperienze nelle fiction di successo: da Don Matteo a Solo, da Capri a I bastardi di Pizzofalcone, da Medicina Generale al Giudice Mastranfelo. Zinna aveva recitato anche nella serie americana I Soprano, partecipando a un episodio. Negli anni aveva portato avanti anche un’altra passione, la musica: era anche trombettista, chitarrista e compositore. Si era negli anni anche diplomato al Conservatorio di Frosinone in solfeggio, armonia e storia della musica.

La sua città lo piange e lo ricorda anche sui social network con numerosi messaggi di affetto. L’attrice Cristina Donadio, Chanel di Gomorra, gli dedica un lungo post su Facebook: “Ciao Ric, amico mio grande, questa foto l’ho scelta perché racconta tutto di te, la tua intensità, la tua dolcezza, la tua ironia e quella vena malinconica che ti attraversava lo sguardo, ciao Ric siamo stati ragazzi che si affacciavano al teatro con l’entusiasmo che bruciava il cuore e la voglia di mangiarsi la vita a morsi..gli anni sono passati e noi siamo rimasti sempre gli stessi, questa è stata la nostra forza e la nostra dannazione..ciao Ric, mi mancherai, e quando mi mancherai un po’ di più mi farà compagnia il ricordo di te con la tromba tra le mani a regalarci in un locale buio e fumoso uno dei tuoi monologhi sbilenchi alla Lenny Bruce…ti ricordi? Ti chiamavo Joe Pesci, perché eri uno straordinario attore come lui…ciao Ric metterti in buone mani purtroppo non è bastato .. con tutto l’amore riposa in pace”.

Riccardo Zinna era amico personale di Toni D’Angelo, figlio del cantante Nino, con cui aveva lavorato in passato.  “Sei stato il mattatore del mio primo film… Le notti insieme, la musica, il teatro , il cinema… quanti sogni, quante ca****e. Sei stato un grande artista e che la tua tromba squilli forte lassù dove sei volato prima della Jam session che avevamo programmato di fare. Ricky, ti ho voluto bene e oggi te ne voglio ancora di più”, ha scritto D’Angelo sui social.

L'articolo Riccardo Zinna, morto l’attore napoletano di Benvenuti al Sud: aveva 60 anni. Cristina Donadio: “Ciao Ric, amico grande” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Parnasi, indagine su Bonifazi (Pd) e Centemero (Lega). Il sospetto dei pm: i soldi dell’imprenditore finiti ai partiti

Pet, 21/09/2018 - 12:26

I soldi versati dall’imprenditore Luca Parnasi, ai domiciliari per corruzione nell’ambito dell’inchiesta sullo stadio della Roma che ha coinvolto anche il consulente pentastellato Luca Lanzalone, rischiano di mettere nei guai i tesorieri del Pd, Francesco Bonifazi, e della Lega, Giulio Centemero. Il primo, in particolare, secondo il Corriere della Sera, è indagato con l’accusa di finanziamento illecito. “Non c’è nessun finanziamento illecito al Pd, non c’è nessuna fattura falsa della Fondazione Eyu. Abbiamo tutti i documenti in regola”, ha risposto Bonifazi in un tweet senza smentire l’indagine a suo carico. “Ipotesi infondate”, ribatte anche il partito in una nota. Ma la vicenda, nel frattempo, è già diventata caso politico con il M5s all’attacco dell’esponente renziano del Pd.

I sospetti della procura di Roma si concentrano sui fondi ricevuti dalle fondazioni Eyu e Più Voci. Al momento i magistrati di piazzale Clodio sono in una fase più avanzata sul versante dem, perché i 150mila euro elargiti dal costruttore alla fondazione per uno studio immobiliare che ne valeva un terzo sarebbero in realtà destinati al Partito Democratico, ma non iscritti correttamente nei bilanci. Una mossa che configurerebbe l’ipotesi di reato di finanziamento illecito. Verifiche sono in corso però anche sui soldi versati da Parnasi alla fondazione leghista Più Voci, ma al momento non risultano leghisti indagati. “La fattura in questione esiste – scrive il Pd in una nota – ed è relativa ad uno studio consegnato al committente in data 2 maggio 2018, regolarmente contabilizzata con relativo contratto. La fattura ha un ammontare che corrisponde esattamente a quanto incassato dalla Fondazione per la cessione del citato studio. Su tale fattura è stata versata regolarmente l’Iva e corrisposte tutte le imposte dirette. La Fondazione Eyu è giuridicamente, economicamente e nella sostanza, totalmente autonoma dal partito”.

Alla onlus “Più Voci”, vicina alla Lega e di cui è presidente Centemero, sono invece stati versati nel 2015 250mila euro. Per questo finanziamento non risulta che la società abbia emesso fattura.

Da circa due mesi l’imprenditore, che è indagato per associazione per delinquere finalizzata alla corruzione, ha cominciato a collaborare con i magistrati e in queste settimane ha più volte fatto riferimento al suo metodo per finanziare i partiti tramite le fondazioni: “Ho pagato tutti partiti”, disse ai pubblici ministeri a fine giugno. Agli atti dell’inchiesta, ci sarebbero diverse conversazioni tra Bonifazi e Parnasi. Giovedì l’imprenditore è stato interrogato dai pm su un colloquio captato grazie a un software trojan inserito nel suo cellulare. Parnasi ha confermato che all’incontro, avvenuto prima dell’ultima campagna elettorale, avevano partecipato Bonifazi e Domenico Petrolo, responsabile del fundraising di Eyu. Ma visto che la riunione si è svolta a sant’Andrea delle Fratte, luogo coperto dall’immunità parlamentare, quella conversazione non dovrebbe essere utilizzabile.

“Hanno attaccato per mesi e ora scopriamo che magistrati indagano Bonifazi Pd per finanziamento illecito. Sono senza vergogna! Purtroppo niente di nuovo: sistema marcio da Seconda Repubblica. Subito legge su trasparenza bilanci delle fondazioni”, scrive il sottosegretario agli Affari esteri Manlio di Stefano. “In questa vergogna, l’unica nota positiva è che tutto questo finirà molto presto. A breve il governo calendarizzerà il ddl spazzacorrotti che contiene la norma sulla trasparenza di partiti e fondazioni. Finirà la pacchia, metteremo un freno a queste malefatte, e nessuno potrà più nascondersi dietro fantomatiche fondazioni per finanziare occultamente i partiti”, conclude Di Stefano. “Matteo Renzi deve chiarire subito se anche lui ha ricevuto finanziamenti. Alle indagini sul padre, la madre, il cognato e l’amico Lotti, si aggiungerebbe adesso anche quella che riguarda il suo braccio destro Bonifazi – dice invece Luca Carabetta dei Cinque Stelle – Possibile che l’ex segretario del Pd non abbia niente da dire a riguardo?”.

L'articolo Parnasi, indagine su Bonifazi (Pd) e Centemero (Lega). Il sospetto dei pm: i soldi dell’imprenditore finiti ai partiti proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija

Fedez torna a casa ubriaco e Chiara Ferragni lo prende a schiaffi: “Ma sei scemo? Ti meriti due sberle”

Pet, 21/09/2018 - 12:25

Milano Fashion Week, Fedez torna a casa alterato dopo un “evento”, come dice la coppia, e di fronte a Chiara Ferragni improvvisa una sorta di balletto con in mano un giocattolo del figlio Leone. A un certo punto, però, lo lancia sul tavolo, rischiando di romperlo. Da qui il rimprovero della moglie.

L'articolo Fedez torna a casa ubriaco e Chiara Ferragni lo prende a schiaffi: “Ma sei scemo? Ti meriti due sberle” proviene da Il Fatto Quotidiano.

Kategorije: Italija