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Brexit, chef Giorgio Locatelli: “C’è grande incertezza, Londra ne soffrirà. Immigrazione? Fastidioso sentirne parlare male”

Čet, 17/01/2019 - 16:36

Giorgio Locatelli, chef italiano a Londra e nuovo giudice di Masterchef Italia, è stato ospite della redazione de Ilfattoquotidiano.it. Un’occasione per trattare il tema della Brexit raccontando il punto di vista di un imprenditore italiano attivo da molti anni nel Regno Unito. “Io sono ancora italiano – spiega – anche se sono arrivato in Inghilterra nel 1985. Abbiamo vissuto 25 anni di Europa sentendo ogni giorno l’Italia più vicina. La straordinaria apertura dei mercati, un accesso facile che ha portato la qualità del cibo italiano a un altro livello. Oggi si vive nell’incertezza. Padri e madri sconsigliano ai figli di andare in Inghilterra… Londra soffrirà di questo, perché vive del sangue dei suoi immigrati. Io sono arrivato a Londra a 21 anni, ho pagato le tasse dal primo giorno in cui sono arrivato, non ho mai visto un dottore, mai fatto un’operazione… io sono stato un asset per l’Inghilterra dal giorno 1. Come si fa a dire che gli immigrati arrivano per portare via? Bisogna capire che gli immigrati sono un valore. Gli emigranti italiani hanno creato benessere nel mondo, sentire parlare in questo modo degli immigrati a volte mi dà fastidio”

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Francia, fermato ex consigliere di Macron Benalla: indagato per l’uso dei passaporti diplomatici dopo il licenziamento

Čet, 17/01/2019 - 16:31

Alexandre Benalla è stato posto in stato di fermo nel quadro dell’inchiesta sui passaporti diplomatici, di cui era titolare, aperta dalla giustizia francese. L’inchiesta è stata estesa ieri ad altri capi d’accusa, come il falso e l’ottenimento illegale di un documento amministrativo. Il consigliere dell’Eliseo che ha messo nei guai Emmanuel Macron dopo essere stato colto da una telecamera mentre picchiava uno studente durante una manifestazione, avrebbe utilizzato “una ventina di volte” i suoi passaporti diplomatici dopo il licenziamento.

Emmanuel Macron e Alexandre Benalla

In un’audizione in commissione Senato sulla vicenda, il capo di gabinetto di Macron, Patrick Strzoda, ha rivelato che l’ex collaboratore dell’Eliseo avrebbe mentito dichiarando di aver lasciato all’Eliseo i documenti diplomatici quando fu licenziato l’estate scorsa. In particolare, davanti alla stessa commissione, a settembre, Benalla affermò di aver lasciato i passaporti in ufficio ma quei documenti non furono mai trovati. Benalla è stato inoltre convocato in audizione, lunedì prossimo, presso la commissione d’inchiesta del Senato.

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Masterchef 8, Giorgio Locatelli: “Io tirare piatti come Bastianich? Chi lavora in una cucina li paga, quindi non li rompe”

Čet, 17/01/2019 - 16:24

Umiliare le persone non fa parte dei mio carattere“: a parlare così è Giorgio Locatelli che, ospite della redazione del FattoQuotidiano.it intervistato da Claudia Rossi e Diego Pretini, ha raccontato il suo ruolo da giudice nell’ottava edizione di Masterchef. E alla domanda se sarà un giudice severo, lo chef della locanda Locatelli di Londra ha risposto che sì, lo sarà, ma con uno stile british. Niente piatti tirati alla Joe Bastianich, quindi? “Chi fa lo chef e lavora in cucina i piatti li paga, quindi di solito non li rompe”

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Spagna, bimbo di due anni caduto nel pozzo profondo 100 metri. “Per arrivare a lui ci vorranno giorni, non ore”

Čet, 17/01/2019 - 16:16

Sono passati cinque giorni da quando Julen, due anni, è caduto mentre stava giocando in un pozzo a Totalan, vicino a Malaga. Un pozzo non segnalato, profondo oltre cento metri e molto stretto intorno al quale continuano a lavorare i soccorritori. Hanno progettato di scavare due tunnel per cercare di raggiungere il piccolo, ma non ce l’hanno ancora fatta perché un mucchio di pietre e terra, trascinato dal bimbo nella sua caduta, ostruisce il condotto a circa 70 metri di profondità. Il primo tunnel che è stato scavato è verticale, parallelo a quello dove è caduto il bimbo. Il secondo dovrà essere scavato in direzione obliqua, ma la natura del terreno complica il compito.

Le speranze di trovare ancora in vita Julen sono sempre più labili. Juan López-Escobar del Colegio Oficial de Ingenieros de Minas del Sur che lavora con l’equipe di ingegneri arrivati sul posto, scrive El Pais, dice che per terminare le operazioni non ci vorranno ore, ma giorni. Lopez-Escobar spiega che si tratta di un caso unico per la sua complessità, data la composizione del terreno e la profondità a cui devono arrivare i soccorritori. Tra le aziende che partecipano alla ricerca c’è la Stockholm Precision Tools AB, una società svedese che nel 2010 ha contribuito al salvataggio dei 33 minatori cileni rimasti 69 giorni bloccati in profondità.

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Dentista si rifiuta di curare un paziente sieropositivo. Siamo rimasti a 20 anni fa, anzi peggio

Čet, 17/01/2019 - 16:13

È successo e chissà quante volte è già successo: un dentista (ma tanti sono i sanitari e in ogni Paese che hanno fatto lo stesso) si sarebbe rifiutato di prestare le sue cure perché il suo cliente gli ha riferito del suo stato di sieropositività. Questo atto, così come è stato riportato, ha determinato la reazione del ministro della Salute, che ha dichiarato: “Non è accettabile che una persona sieropositiva sia cacciata da uno studio odontoiatrico perché non in grado di ‘gestire’ un paziente con Hiv. Nessun operatore della sanità può pensare di agire in base al pregiudizio e non sulla scorta delle evidenze scientifiche. Anche perché esistono linee guida per la gestione dei pazienti odontoiatrici sieropositivi”.

Questa vicenda, nel cui merito non entro in quanto i particolari verranno chiariti nella sede e nei modi appropriati, mi consente però di ripetere alcuni punti importanti relativi alla situazione clinica orale dei malati di Aids e alle necessarie precauzioni. Direi che in riferimento a quest’ultimo punto, al di là dell’etica della scelta delle qualità epidemiologiche dei pazienti da parte del professionista, va ricordato che i dispositivi e e le procedure indirizzate a prevenire le infezioni da parte degli operatori sanitari sono le stesse per tutti. Questo per il semplice e intuitivo fatto che, come afferma il professor Scarpelli: “Nell’ipotesi nella quale si ipotizzi un maggior rischio nella cura di un paziente sieropositivo andrebbe invece valutato come le cautele di prevenzione e protezione nella cura del paziente debbano essere impiegate con qualsiasi paziente sia esso sieronegativo, sieropositivo o non noto. Va infatti considerato che nella propria clientela possono esserci anche soggetti sieropositivi che non lo hanno dichiarato o sieropositivi che non ne sono, ancora, al corrente”.

Chiarito una volta per tutte che chiunque vada da un dentista deve sapere che la prevenzione delle infezioni – di qualsiasi tipo dato che Hiv non è l’unico microrganismo acquisibile per via ematogena – è un obbligo irrinunciabile da parte del professionista, con le conseguenze eventuali, vorrei ricordare che molte sono le infezioni del cavo orale che possono manifestarsi nei soggetti Hiv positivi e in maniera particolarmente intensa, che oltre a minacciare la sopravvivenza dei malati, possono compromettere la possibilità di alimentarsi agevolmente. La parodontite ad esempio, detta anche piorrea, è una forma grave di gengivite nella quale l’infiammazione delle gengive si estende alle strutture che sostengono il dente. Nelle persone con Hiv, ma soprattutto con diagnosi di Aids la parodontite può progredire più rapidamente a causa della compromissione del sistema immunitario. È scontato aggiungere che l’ulteriore infiammazione a livello orale data dalla parodontite può favorire la comparsa di altre infezioni opportunistiche. I sintomi iniziali della parodontite sono gonfiore, sanguinamento, arrossamento delle gengive e alito cattivo. Man mano che l’osso si riduce, i denti diventano mobili e cambiano posizione. Il dolore può comparire durante la masticazione quando i denti diventano troppo mobili. Pertanto visite periodiche dal dentista con le cure del caso sono assolutamente necessarie.

Quando 20 anni fa circa seguivo i pazienti Hiv positivi nell’ambulatorio dello Spallanzani e vissi la formidabile, esaltante, esperienza della terapia combinata anti retro virale, che nel rapido volgere di pochi mesi garantì a quasi tutti i pazienti di sopravvivere (prima morivano pressoché tutti!) e di non essere praticamente più infettanti, si presentarono delle problematiche che in precedenza non avevano il tempo di manifestarsi: nutrizionali, comportamentali ecc. Anche le cure odontoiatriche rappresentavano in fondo una new entry generale. Ebbi difficoltà a trovare dei dentisti disposti all’opera. Le scuse abbondavano. I pazienti mi supplicavano di fare qualcosa. Trovai un mio vecchio amico, un compagno di scuola, che mi disse che di buon grado avrebbe curato quelle persone innocue e solo sofferenti. Così gliene inviai molti e tutti vennero accuditi e tanti risolsero le loro carie, edentulie, piorree e quant’altro. Lo fece per guadagno? No. Fece invece fortissimi sconti, proprio per riguardo alla condizione di disagio di tanti Hiv positivi. Lo fece per innata bontà d’animo e per una parola oggi non più di moda: l’ideologia.

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Luna, lasciato morire il germoglio di cotone sbocciato sul lato nascosto

Čet, 17/01/2019 - 16:10

La piantina di cotone che era spuntata sulla Luna è stata lasciata morire, mentre la sonda lunare che ha permesso alla Cina di compiere un passo storico, approdando sul lato nascosto del satellite, continua il ‘pisolino notturno’ gelido che durerà due settimane terrestri. Lo hanno comunicato gli scienziati di Pechino.

L’agenzia spaziale cinese ha annunciato all’inizio di questa settimana che il seme era germogliato all’interno di un contenitore speciale a bordo di Chang’e-4, dopo che la navicella spaziale il 3 gennaio aveva fatto il primo allunaggio sul lato più lontano del nostro satellite. La mini biosfera – che ha funzionato per oltre 212 ore – è stata chiusa come previsto sabato, ha reso noto l’Università di Chongqing, che ha progettato l’esperimento. Il lander trasportava anche altri semi. Ci si aspettava che le temperature all’interno dell’ecosistema scendessero al di sotto dei 52 gradi sotto zero, e gli organismi si trovassero “in uno stato congelato”, ha dichiarato l’università martedì.

L’esperimento è terminato alcune ore prima che Chang’e-4 entrasse in modalità sleep domenica, in concomitanza con la prima notte lunare. Un periodo in cui le temperature scendono a 170 gradi sotto zero. Una notte lunare dura circa due settimane terrestri, dopo le quali si prevede che la sonda si sveglierà, spiegano gli scienziati cinesi. “La vita nel contenitore non sopravvivrebbe alla notte lunare”, ha detto Xie Gengxin, che ha guidato la progettazione dell’esperimento, all’agenzia ufficiale Xinhua. Una volta che le temperature inizieranno a salire, il mese prossimo, gli organismi cominceranno a “decomporsi lentamente” nel contenitore sigillato in modo permanente.

Chang’e-4 è anche dotata di strumenti sviluppati da scienziati provenienti da Svezia, Germania e Cina per studiare l’ambiente lunare, la radiazione cosmica e l’interazione tra il vento solare e la superficie lunare. Il lander ha rilasciato un rover, soprannominato Yutu-2, che eseguirà esperimenti nel Von Karman Crater. L’agenzia spaziale cinese ha detto che sta pianificando altre quattro missioni lunari, confermando il lancio di una sonda entro la fine dell’anno per riportare campioni dalla luna. Pechino punta a stabilire un giorno una base di ricerca lunare, forse anche utilizzando la tecnologia di stampa 3D per costruire le strutture, ha detto l’agenzia lunedì.

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Heather Parisi attacca l’eterna rivale Lorella Cuccarini: “Ci sono le ballerine d’étoile e poi le sovraniste”

Čet, 17/01/2019 - 16:07

Heather Parisi e Lorella Cuccarini sono sempre state rivali e ora, dopo l’ultima intervista in cui la Cuccarini ha attaccato anche papa Francesco dicendosi invece contenta dei primi mesi del governo Gialloverde, è arrivato il commento al vetriolo di Heather Parisi. “Ci sono, in ordine rigorosamente di importanza, ballerine d’étoile, ballerine soliste e ballerine di fila e, da oggi, anche ballerine sovraniste. O forse no, solo sovraniste”. Firmato H*. Così ha scritto su Twitter la Parisi, subito applaudita dai suoi fan, tanto che qualcuno la invoca addirittura come leader della sinistra.

Ci sono, in ordine rigorosamente di importanza, ballerine d’étoile, ballerine soliste e ballerine di fila e, da oggi, anche ballerine sovraniste. O forse no, solo sovraniste. H* #heatherparisi #sovranismo

— Heather Parisi (@heather_parisi) 17 gennaio 2019

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Ghana, ucciso il giornalista investigativo Ahmed Husein: con il collega Anas denunciò la corruzione nel calcio africano

Čet, 17/01/2019 - 15:56

Lo hanno colpito tre volte, due al petto e una al collo. Così ieri sera in un sobborgo di Accra, capitale del Ghana, è stato ucciso Ahmed Hussein – Sualegiornalista investigativo che aveva lavorato all’inchiesta sulla corruzione nel calcio nel paese africano. Il reporter aveva 34 anni.

Secondo quanto riportato dai media locali il giovane stava rientrando a casa quando la sua auto è stata affiancata da una motocicletta con a bordo degli uomini che gli hanno sparato. “È nell’interesse nazionale che vengano arrestati i responsabili di questo crimine”, ha dichiarato Yaw Boadu Ayeboafo, presidente della commissione nazionale per i media, condannando l’assassinio e chiedendo che la polizia conduca accurate indagini.

Ahmed faceva parte del team di reporter (i Tiger Eye Private Investigation) guidati dal premiato giornalista Anas Aremeyaw Anas le cui inchieste sulla ‘calciopoli africana’ hanno portato alle dimissioni del capo della Ghana Football Association e alla sospensione di oltre 50 arbitri, su decisione della Confederazione del calcio africana (Caf). Il presidente della Federcalcio ghanese, Kwesi Nyantakyi, a ottobre è stato anche condannato a pagare una multa di 500mila dollari dopo essere stato filmato mentre accettava tangenti. Fu accusato anche di avere chiesto 11 milioni di dollari per dei contratti con il governo.

Anas, che si è sempre presentato in pubblico con il volto coperto da perline per non rivelare la sua identità, ha annunciato la morte del collega su Twitter. “Triste notizia, ma non dobbiamo restare in silenzio. Riposa in pace”, ha scritto il giornalista, accompagnando il cinguettio a un video.

Sad news, but we shall not be silenced. Rest in peace, Ahmed. #JournalismIsNotACrime #SayNoToCorruption pic.twitter.com/Gk2Jdgo6Sn

— Anas Aremeyaw Anas (@anasglobal) 17 gennaio 2019


Nelle immagini un deputato del partito al governo mostra in televisione la foto di Hussein – Suale, incitando a picchiarlo e promettendo una ricompensa per il gesto. Dopo l’appello del politico Husein – Suale aveva sporto denuncia.

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Governo, Berlusconi: “M5s come comunisti nel ’94 ma senza alcuna competenza. Alleanza con Lega? Innaturale”

Čet, 17/01/2019 - 15:54

“C’è bisogno di cambiare questo governo, dove una parte è rappresentata dal Movimento 5 stelle guidato da persone con nessuna esperienza e nessuna competenza. Sono come quei signori della sinistra comunista del ’94 in più hanno questo grande difetto”. Lo ha dichiarato il presidente di Forza Italia Silvio Berlusconi a Quartu, prima tappa di un tour in Sardegna di due giorni per le elezioni suppletive nel collegio di Cagliari (Video di Sardegna1)

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Forza Italia, il nuovo capo della comunicazione alla Camera è l’ex portavoce di Alfano

Čet, 17/01/2019 - 15:52

Una fedelissima di Angelino Alfano torna in Forza Italia. Non si tratta dell’ennesimo ritorno politico, ma di un cambio della guardia al vertice della comunicazione berlusconiana a Montecitorio. Maria Stella Gelmini, presidente dei deputati azzurri, avrà un nuovo speaker: si tratta di Danila Subranni, ex assistente e portavoce storico di Alfano.

La nomina, riferiscono fonti azzurre, verrà ufficializzata presto, ma già ieri Subranni si sarebbe insediata negli uffici di Montecitorio. Prende il posto di Fabrizio Augimeri, diventato portavoce del ministro della Pubblica amministrazione, Giulia Bongiorno. In pratica passa da curare la comunicazione di un partito dell’opposizione a coordinare quella di un ministro del governo. A rimpiazzarlo Subranni, collaboratrice di Alfano dai tempi di Forza Italia in Sicilia. Ha seguito l’ex delfino di Silvio Berlusconi per dieci anni tra il 2008 e il 2018: nell’esperienza al vertice del Pdl, in quella da ministro della Giustizia, dell’Interno, degli Esteri, durante i governi di Enrico Letta, Matteo Renzi e Paolo Gentiloni. Un’epoca durante la quale Subranni era sia capo ufficio stampa che portavoce di Alfano.

Con il ritiro dell’ex ministro torna alla casa madre di Forza Italia, dove aveva esordito come capo ufficio stampa del coordinatore siciliano del partito: incarico che nel 2005 Gianfranco Micciché lasciò proprio ad Alfano. Subranni è figlia di Antonio, generale dei carabinieri al vertice del Ros tra il 1990 e il 1993 condannato recentemente a 12 anni di carcere in primo grado nel processo sulla Trattativa tra pezzi dello Stato e Cosa nostra.

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Migranti, Diop (FdI): “Ero un fan entusiasta di Salvini, oggi sono molto deluso da lui. Sta facendo poco su immigrazione”

Čet, 17/01/2019 - 15:35

Neppure tre anni fa, ai microfoni di Radio Cusano Campus, si definì “politicamente innamorato di Matteo Salvini”. Oggi, sempre sulla stessa emittente radiofonica, l’italo-senegalese Paolo Diop, responsabile immigrazione per Fratelli d’Italia, esprime tutta la sua delusione nel corso della trasmissione “L’Italia s’è desta”:Sono rimasto molto deluso da Salvini. Credevo che dopo le elezioni avrebbe creato un dipartimento immigrazione con a capo Tony Iwobi. Purtroppo Lega e M5s stanno facendo poco in questo senso e mi dispiace criticarli. Non vedo accordi bilaterali, che sono fondamentali per fermare l’immigrazione clandestina. Mi sarei aspettato molto di più da Salvini sul fatto di aiutarli a casa loro“.

E spiega: “Il motto ‘Aiutarli a casa loro’ implica qualcosa di tangibile che loro possano proseguire. E’ inutile portare gli aiuti umanitari che poi sono fini a se stessi. Dobbiamo creare qualcosa che permetta a queste persone di autosostenersi e non dipendere solo dalla carità. Il progresso avviene quando le persone riescono a costruire qualcosa con le proprie mani. Ho visto in Italia tante aziende fallite, che sono rimaste con vari macchinari: quelli dovrebbero essere presi e portati in Africa per creare del lavoro. E’ un’idea che io stesso ho cercato di attuare. Chissà, magari domani saranno loro gli imprenditori del futuro e avremo meno immigrazione clandestina. Ecco perché voglio un’Africa nazionalista, cioè una identità che rimane in Africa”.

Poi chiosa: “Non possiamo vietare alla gente di emigrare, ma le regole sull’immigrazione ci sono e vanno rispettate. Non possiamo neppure impedire alle persone di circolare, ma che lo facciano in condizioni di legalità, per tutelare sia l’ospitante che l’ospitato. Bisogna regolamentare il tutto, oggi l’Italia è arrivata ad un punto molto difficile e non può continuare ad accogliere ancora perché abbiamo già un numero di immigrati che devono essere ancora integrati. Se continuassimo ad accogliere altre persone ci sarebbe davvero il rischio razzismo, che in Italia finora non c’è”.

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Balneari, M5s ritira emendamento: ‘Non ci sarà condono. Faccia passo indietro anche la Lega’. Raggi: ‘Via mani da Ostia’

Čet, 17/01/2019 - 15:30

Il M5s ha deciso di ritirare l’emendamento che di fatto garantiva una sanatoria per gli stabilimenti balneari con procedimenti in corso. E ora si appella al Carroccio perché tolga anche il suo. Entrambe le richieste di modifica sono state presentate al decreto Semplificazioni in discussione in Senato in questi giorni e prevedono, tra le altre cose, che siano sospesi “i contenziosi amministrativi e il blocco delle procedure di decadenza e revoca delle concessioni balneari”. In mattinata i 5 stelle erano stati attaccati dal gruppo Pd. “Preparano un condono tombale“, avevano scritto in una nota Monica Cirinnà e Bruno Astorre, “in pieno accordo con i colleghi di governo della Lega. L’emendamento riguarda tutta Italia, ma avrà un effetto dirompente e immediato soprattutto ad Ostia, dove il M5s ha vinto le elezioni proprio annunciando la demolizione del cosiddetto ‘lungomuro’, la muraglia di stabilimenti che impedisce il libero accesso all’arenile. Daremo battaglia in Commissione e in Aula per impedire questo ennesimo scempio della legalità e della tutela ambientale”.

L’annuncio del passo indietro da parte dei 5 stelle è arrivato dopo le proteste di Angelo Bonelli dei Verdi e del Partito democratico. “Non ci sarà alcun condono”, ha detto il senatore M5s Emanuele Dessì. “Dopo quanto il Movimento 5 stelle ha fatto in una realtà come Roma per liberare il litorale di Ostia da un sistema di concessioni impregnato dall’illegalità, non lasceremo nessuna sponda a scorciatoie o regalie”. Proprio Dessì ieri, al Fatto Quotidiano, aveva dichiarato che la modifica era stata pensata per “andare incontro a chi si prende cura delle nostre spiagge”. E in particolare i piccoli imprenditori. Una volta però realizzata l’ampiezza della sanatori, i 5 stelle hanno deciso il passo indietro: “Accolgo con soddisfazione il ritiro dell’emendamento contestato. Esso, che in buona fede si dava l’obbiettivo di dare aiuti concreti ad attività che vivono una fase di difficoltà in alcune zone del Paese, purtroppo andava a impattare in maniera devastante in quelle aree d’Italia dove il malaffare è più radicato. Non si può creare nessuna sacca di ambiguità su questo fronte, per questo ho avuto subito una consultazione proficua con la sindaca Raggi e con la presidente Di Pillo, visto che in tante parti d’Italia c’è chi lotta per liberare le concessioni demaniali da potentati e crimine organizzato, come avviene oggi a Ostia. Abbiamo modo di pensare che anche la Lega possa seguirci su questa linea: per il Movimento 5 Stelle la legalità viene prima di tutto, questo dev’essere chiaro”. Come ha spiegato poi il collega M5s Marco Croatti, l’intento era quello di “dare sostegno alle tante sane attività in crisi che ci sono in Italia”: “Il nostro territorio presenta molte differenze tra regione e regione, ed e’ necessario tener conto di ognuna ed avere fermezza. L’auspicio ora è che faccia un passo indietro anche la Lega. Abbiamo tutti il dovere di stare sempre dalla parte della legalità”.

A favore del ritiro dell’emendamento è intervenuta anche la prima cittadina Virginia Raggi: “Giù le mani da Ostia”, ha scritto su Facebook. “Il lungomuro verrà abbattuto. Non ci sarà alcun condono per gli stabilimenti abusivi. Con il lavoro congiunto realizzato con i parlamentari del M5s è stato ritirato l’emendamento al dl Semplificazioni. A questo punto mi auguro che la Lega faccia lo stesso. Grazie alla nostra amministrazione Roma ha voltato pagina: le spiagge tornano libere e a disposizione dei cittadini. Lo scorso anno abbiamo abbattuto i primi chioschi abusivi e poche settimane fa anche il primo stabilimento sul lungomare di Ostia”.

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Brexit, Ue: “Divorzio senza accordo è possibile”. E Londra discute un “piano B” il 29 gennaio

Čet, 17/01/2019 - 15:26

Bruxelles e l’Europa si preparano alla hard Brexit, cioè dell’uscita del Regno Unito dalla Ue senza un accordo. Lo scenario diventa sempre più probabile dopo il voto che ha bocciato il “deal” proposto da Theresa May. Ma nonostante la sconfitta, la Camera dei Comuni ha respinto la mozione di sfiducia nei confronti della premier britannica. L’ipotesi, che per gli esperti apre le porte a un “disastro economico inimmaginabile”, “sta diventando più possibile dopo martedì sera” ha detto il portavoce della Commissione Ue, Margaritis Schinas. “Stiamo prendendo molto sul serio l’ipotesi di no deal”, ha proseguito, precisando che “da un po’ di tempo stiamo facendo un importante lavoro” per essere pronti a questa eventualità. Il portavoce dell’esecutivo comunitario ha aggiunto che “stiamo mandando il vicesegretario generale per un tour nelle capitali europee per discutere con gli Stati membri di come si possa procedere con questo lavoro”. I primi ad attivarsi in questo senso sono i francesi: il premier Edouard Philippe, al termine di una riunione con diversi ministri a Matignon, ha annunciato l’attivazione di un piano che “comporta misure legislative e giuridiche che mirano a fare in modo che non ci sia un’interruzione dei diritti e che i diritti dei nostri concittadini o delle nostre imprese vengano effettivamente protetti”.

Intanto il leader dei Labour Jeremy Corbyn per la prima volta apre all’ipotesi di un nuovo referendum. “Se il governo rimane intransigente“, rifiutandosi di convocare nuove elezioni o di proporre un accordo che possa avere il sostegno del Labour, allora è giunto il momento di valutare altre opzioni, che comprendano anche “il voto popolare”, ha detto Corbyn parlando a Hastings, secondo quanto riporta la Bbc. E la prossima data chiave per capire cosa succederà è fissata per il 29 gennaio, quando la Camera dei Comuni discuterà una mozione sulle prossime mosse del governo. Mozione che sarà presentata all’aula lunedì 21 gennaio.

Da ieri, quindi, si è aperta una nuova fase di trattative con Bruxelles. Per ora Schinas ha specificato di non avere ancora “ricevuto alcuna richiesta di estensione da parte del Regno Unito; se dovessimo riceverla, la richiesta dovrebbe illustrare le ragioni e dovrebbe esserci una decisione unanime dei 27″. Il capo negoziatore dell’Ue per la Brexit Michel Barnier, oggi al Parlamento portoghese, a Lisbona, ha inoltre dichiarato che “se il Regno Unito sposterà i suoi paletti” per la costruzione della relazione futura con i 27, “anche noi faremo altrettanto”. Barnier ha inoltre ricordato che le linee rosse tracciate da Londra nei mesi scorsi per la partnership dopo il divorzio hanno “chiuso la porta” a scenari più ampi. Nel suo intervento il negoziatore capo dell’Ue Michel Barnier ha auspicato che la premier britannica Theresa May, con le sue consultazioni con i leader politici, contribuisca a rompere l’impasse sulla Brexit, e avviare “una nuova fase” delle trattative, per arrivare ad un divorzio ordinato, nell’interesse di tutti.

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Kenya, cittadino americano morto in attentato a Nairobi: nel 2001 era sopravvissuto all’attacco alle Torri Gemelle

Čet, 17/01/2019 - 15:18

L’11 settembre 2001 era sopravvissuto all’attacco alle Torri Gemelle, dove lavorava, per un caso. Era arrivato tardi e così era uscito dalla metropolitana proprio nel momento del crollo della prima torre. Ma Jason Spindler, 40 anni americano di Houston, in Texas, a distanza di quasi 18 anni è morto, vittima di un altro attentato: quello di ieri a Nairobi in Kenya. Insieme a lui morte anche altre 21 persone e 5 assalitori. Il gesto è stato rivendicato da Al-Shabaab ed è stato realizzato, secondo il Site, in risposta alla decisione del presidente Usa Donald Trump di dichiarare Gerusalemme capitale di Israele. Spindler, secondo quanto riporta il Washinton post, stava partecipando a una riunione in un ufficio all’interno dell’hotel DusitD2, quando i terroristi hanno fatto irruzione, uccidendolo con una scarica di colpi esplosi da un kalashnikov a distanza ravvicinata.

Il 40enne si trovava a Nairobi come co-fondatore di una società specializzata in progetti di economia sostenibile per Paesi in via di sviluppo, la I-Dev International. Uno spirito umanitario nato, come hanno raccontato i genitori, proprio dopo essere sopravvissuto all’attentato a Ground Zero. “Lui cercava di portare un cambiamento positivo nel Terzo Mondo e nei mercati emergenti, ci mancherà moltissimo”, ha detto la madre Sarah alla Nbc News. “Era il tipo di ragazzo che lavora sodo e si mette in gioco. Il tipo di persona che rimane con te tutta la notte a parlare per aiutarti a superare i tuoi problemi”, scrive Jeff Ehling, reporter della Abc, su Facebook, riportando le parole del padre, Joseph.

I genitori hanno raccontato anche la difficoltà nel raggiungere il figlio subito dopo l’attentato. “Non aveva il telefono, perché era rotto, quindi l’ha lasciato in ufficio” ha detto la madre, specificando di aver saputo della morte solo dopo, con una chiamata dell’ambasciata. Tanti, dicono ancora i parenti, i messaggi degli amici che hanno conosciuto l’imprenditore. “Alcuni ci hanno detto che Jason aveva cambiato le loro vite anche solo con un incontro”, dicono ancora Sarah e Joseph Spindler che intanto si sono messi in viaggio verso Nairobi per riportare a casa il corpo del figlio. Avrebbe compiuto 41 anni la prossima settimana. Per l’attentato sono state evacuate oltre 700 persone. Un uomo e due donne, invece, sono stati fermati perché avevano avuto contatti con gli assalitori.

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772 milioni di indirizzi mail e 22 milioni di password rubate, controllate se siete fra le vittime

Čet, 17/01/2019 - 15:11

Oltre 772 milioni di indirizzi e-mail unici violati e quasi 22 milioni di password trafugate sono stati pubblicati sul servizio di archiviazione cloud MEGA. È questo il bottino di una violazione della sicurezza e della privacy epocale, scoperta dal ricercatore di sicurezza Troy Hunt e battezzata “Collection#1”, dal nome della cartella in cui era archiviata la refurtiva.

Hunt spiega che la raccolta di e-mail e password (in tutto 87 GB) è frutto di numerose violazioni di dati perpetrate nel corso del tempo da soggetti e con metodi differenti. Il ricercatore si è imbattuto nella “Collection#1” dopo essere stato allertato da diverse persone, e ha scoperto che la violazione riguarda anche un indirizzo e-mail che usava anni orsono.

“Come molti di voi, anch’io sono stato coinvolto […] Fortunatamente sono password che non uso più, ma provo comunque lo stesso senso di sgomento di molte persone che stanno leggendo questa notizia” ha scritto il ricercatore.

Per essere d’aiuto, Hunt ha caricato gli indirizzi e-mail e le password su un sito adeguatamente protetto, e ha messo online una pagina che tutti possono usare per verificare se sono caduti vittime di uno degli episodi di hacking che hanno portato alla “Collection#1”. Consigliamo di collegarsi e di fare le verifiche del caso: è sufficiente inserire nello spazio apposito il proprio (o i propri) indirizzo di posta elettronica. Arriverà subito il responso positivo (not pwned) o negativo (pwned).

Per sicurezza, è consigliabile cambiare le password, magari usando un generatore di password in cui è possibile memorizzare codici alfanumerici complessi, o seguendo le indicazioni che abbiamo dato in questo articolo.

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Lorella Cuccarini non ha mai brillato per progressismo. Il guaio è che c’è chi la pensa come lei

Čet, 17/01/2019 - 15:05

Lorella torna a far danni. Dopo il suo no al matrimonio egualitario – ok alle unioni civili, ma i legami di serie A lasciamoli alle “persone normali” sembrava essere il sunto del suo pensiero – e dopo il suo no ad adozioni e Gpa (che chiama “utero in affitto, come certe infelici adepte di Arcilesbica o i lettori standard de La Verità), adesso torna a dire la sua, attaccando l’Europa e lodando la politica di Salvini, ma non solo. Dichiara infatti: “Io vorrei che i miei figli fossero liberi di scegliere se andare fuori o rimanere in un Paese che offra loro delle possibilità”. Ricordando che “abbiamo un tasso di disoccupazione altissimo, cinque milioni di poveri” e ci dice che bloccare l’immigrazione è sacrosanto. Poi bacchetta papa Francesco – “Ci sono rimasta male quando ha detto ‘meglio atei e buoni, che cristiani e odiatori’ (di migranti) – e infine la rivelazione finale: “Dobbiamo accettare il fatto che uomini e donne sono diversi” e “se ci sono più uomini ai vertici è perché sono più predisposti”.

Sia ben chiaro: che l’ex golden girl di Fantastico non brillasse in progressismo lo si era capito almeno dal 2009 e ce lo aveva ricordato quando, qualche anno fa, si era fatta ritrarre insieme a Costanza Miriano, colonna del “pensiero” omofobo di cui rivendicava l’amicizia. Certe esternazioni non stupiscono, perciò, e vanno lette in continuità logica con tutto questo.

Ci si potrebbe chiedere, semmai, perché venga chiamata a commentare questioni sociali come fosse una specialista, ma – anche qui – è vizio del sistema dei media italiano: si dà voce a testimonial non specializzati per parlare dei più vari argomenti. Su questi si elargiscono opinioni con quella sprezzante leggerezza che poi espone le Cuccarini di turno a tutto il senso del ridicolo possibile. Perché è ridicolo mettere nella stessa frase due concetti che si annullano tra loro: sperare che i suoi figli siano liberi di espatriare e poi auspicare lo stop all’immigrazione.

E ancora, sulle donne: basterebbe aver studiato storia per sapere che l’accesso alle carriere al genere femminile non è impedito da ragioni di natura biologica o per questioni innate, che rendono invece gli uomini più predisposti a certi destini professionali, ma è proprio perché per millenni un certo pensiero ci ha detto che ci sono cose che possono fare solo i maschi e cose che possono fare solo le femmine. Lorella Cuccarini insomma è diventata (a sua insaputa?) sponsor di quella cultura sessista, razzista e omofoba che vuole il mondo fermo a un tempo che sta volgendo verso la fine, nonostante le resistenze al cambiamento.

In tutte queste questioni l’approccio della più amata da “prima gli italiani”, come ha ben fatto notare qualche utente sui social, è quello di chi – a pancia piena e a cervello vuoto – pensa che diritti e prerogative stiano da una parte sola: quella dei privilegiati. E cioè: la possibilità di sposarsi solo agli etero. I figli pure. La possibilità di spostarsi solo a chi vive nel ricco Occidente e così via. L’arroganza di chi ha il potere ed elargisce concessioni dall’alto, insomma. Unita alla tracotanza del cafone che ce l’ha fatta. È così triste che ti farebbe piangere, se non ti facesse incazzare.

Certo, già si legge sulle bacheche sovraniste (come quella di Salvini, che le ha dedicato un tweet) che il suo pensiero, poiché di buon senso, è quello di milioni di italiani. Ma credo sia proprio questo il punto: essere portavoce di certa, abbondante, disumanità – quella per cui lasciare nella miseria o nei teatri di guerra milioni di disperati o in alternativa farli annegare in mare o lasciarli al freddo e al gelo nelle notti d’inverno rappresenta opzione auspicabile, che tanto “la pacchia è finita” – non dà ragione alla massa, ma dequalifica ancora di più certe posizioni, facendole scivolare nell’abisso dello squallore.

“Bloccare l’immigrazione è di destra? No, è sacrosanto”.
Sono convinto che quelle di Lorella Cuccarini siano parole di buonsenso in cui si riconosce la grande maggioranza degli italiani.

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Sanremo 2019, Alba Parietti: “Mi scandalizza che Virginia Raffaele guadagnerà meno di Claudio Bisio”

Čet, 17/01/2019 - 14:38

Claudio Baglioni circa 700mila euro, a Claudio Bisio 450mila e a Virginia Raffaele 350mila. Sono questi i compensi che dovrebbero ricevere i tre conduttori del Festival di Sanremo 2019. Cifre importanti, ma comunque in linea con quelle sborsate dalla Rai negli scorsi anni, che hanno fatto però discutere Alba Parietti, che ha sottolineato come secondo lei sia ingiusto che Virginia Raffaele guadagni meno di Claudio Bisio e ha lanciato una riflessione sul gender pay gap all’Ariston.

“Non voglio parlare di cifre, anche se appaiono verosimili, ma di proporzioni. Francamente a me scandalizza di più leggere che Virginia Raffaele, sulla quale conoscendola poggerà una parte importantissima dello show sanremese, prenderà un cachet notevolmente inferiore rispetto al suo collega Bisio, che pure ammiro e stimo moltissimo”, ha detto la Parietti in un’intervista all’AdnKronos. “Credo che sia giunta l’ora di interrogarsi sul tema del gender pay gap, sulla disparità di compensi tra uomini e donne, anche in tv. E la tv di Stato potrebbe dare l’esempio. Anche da qui parte la visione che si vuole dare del rapporto tra uomo e donna ai nostri figli”, aggiunge Parietti, che tornerà in tv su Canale 5 come opinionista all’Isola dei Famosi da giovedì 24 gennaio.

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Airbnb risarcisce un cliente e bandisce un host, colpa della videocamera di sorveglianza

Čet, 17/01/2019 - 14:28

L’affitto di abitazioni con Airbnb torna alla ribalta nelle cronache a seguito di una denuncia via Twitter di Jeffrey Bigham, professore di informatica dell’Università Carnegie Mellon. Entrato nell’appartamento che aveva affittato, il docente si è accorto della presenza di una videocamera di sorveglianza nel soggiorno. Nelle Regole della casa ne era indicata l’esistenza, ma con riferimento alla zona ingresso e non al salone. L’ospite alla fine ha ottenuto il rimborso di quanto versato e la cancellazione del proprietario dall’elenco degli host. La vicenda è conclusa, ma riapre (e non chiude) un problema che esiste da tempo.

I proprietari delle case in affitto sentono la necessità di tutelarsi da atti di vandalismo e altro. Tuttavia gli ospiti hanno diritto alla privacy. Anche perché non sono mancati in passato usi impropri delle immagini registrate dai sistemi di videosorveglianza.

Tuttavia il regolamento di Airbnb non è del tutto chiaro sui dispositivi di videosorveglianza. Nella versione italiana si legge: “chiediamo agli host di indicare tutti i dispositivi di sorveglianza presenti negli annunci e proibiamo qualsiasi dispositivo di sorveglianza posto all’interno di determinati spazi privati (come ad esempio camere da letto e bagni) […] Se sei un host e utilizzi qualsiasi tipo di dispositivo di sorveglianza nell’alloggio del tuo annuncio o nelle immediate vicinanze, anche se non viene acceso o collegato, ti richiediamo di indicarne la presenza nelle tue Regole della casa, specificando inoltre se vengono effettuate delle registrazioni. Se un host rivela la presenza di tali dispositivi dopo la prenotazione, Airbnb consentirà all’ospite di effettuare la cancellazione e ricevere un rimborso. Potrebbero invece essere previste delle penalità di cancellazione per l’host”.

Il proprietario dell’appartamento affittato da Bigham aveva riportato nelle Regole della casa la presenza della videocamera, ma indicandone la collocazione all’ingresso e non nel salone.  A ben vedere, il regolamento non chiede che sia specificata la collocazione dei dispositivi di sorveglianza. In teoria quindi l’host non sarebbe stato nel torto. Però le Regole della casa erano menzoniere, perché la indicavano all’ingresso invece che in salone. Il fatto che fossero “visibili nelle foto pubblicate” era ininfluente. Il professore dalla sua aveva l’argomentazione valida, ma non prevista dal regolamento, secondo cui per un ospite fa la differenza avere una telecamera all’ingresso, in salone o sul terrazzo.

Urge quindi una revisione del regolamento, in cui siano esplicitati maggiori dettagli, così da non dare adito a fraintendimenti. Nel frattempo, se state pensando di affittare una casa su Airbnb, usate tutte le attenzioni del caso. Prima di affittarla leggete con precisione certosina tutte le Regole della casa e osservate le foto con la massima attenzione. Una volta entrati in casa, fate un’ispezione approfondita, in cui tenete conto anche degli eventuali dispositivi di sorveglianza.

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Battisti, Placanica (Camera Penale): “Abbiamo presentato esposto contro Bonafede. Lo Stato sia migliore dei criminali”

Čet, 17/01/2019 - 14:24

“L’arresto di Cesare Battisti è un fatto dovuto e apprezzato. Ma abbiamo presentato stamattina un esposto contro il ministro della Giustizia, Alfonso Bonafede, per il suo video pubblicato su Facebook“. Lo dichiara ai microfoni de “L’Italia s’è desta”, su Radio Cusano Campus, il presidente della Camera Penale di Roma, Cesare Placanica, che spiega: “Per Battisti ci sarà un percorso che, secondo la Costituzione, non è quello di farlo marcire in galera ma di risocializzarlo, anche se questo sfugge al ministro dell’Interno Salvini. Se io volessi prescindere totalmente dall’episodio Battisti, stropiccia gli occhi vedere un essere umano trattenuto con quello sguardo spaesato sotto l’inquadratura. Tantissimi anni fa, si aspettava l’udienza di un mafiosone, che aveva ammazzato un sacco di persone e che stava morendo in carcere per un tumore. Quel mafioso aveva chiesto di morire a casa. Arrivò la Polizia penitenziaria in aula e annunciò la morte dell’imputato” – continua – “L’avvocato difensore disse: ‘Mi dispiace per i parenti che non l’hanno visto morire’. Il pm rispose istintivamente: ‘Lui però non ha avuto nessuna sensibilità verso i parenti delle sue vittime’. A quel punto, l’avvocato replicò: ‘Sì, ma lui era un delinquente, noi no’. Lo Stato deve essere migliore dei criminali“.

Placanica entra nei dettagli dell’esposto contro Bonafede: “Noi ultimamente assistiamo a delle commistioni. Il ministro della Giustizia è laico. Non ha una funzione tecnica, ma politica. Così come ha una funzione laica il ministro dell’Interno rispetto a chi arriva, legalmente o illegalmente, nel nostro territorio su una nave. Se i ministri cominciano a trattenere delle persone su una nave o fanno e filmano, abbiamo delle commistioni. Il telefonino che riprende Battisti come fa a entrare in una stanza dove non può avere accesso? Lì ci possono stare il procuratore della Repubblica, il magistrato di sorveglianza e il poliziotto che arresta. Il ministro della Sanità può andare in sala operatoria? E’ la stessa cosa“.
E aggiunge: “Il principio cardine di civiltà è che tutti sono sottoposti alla legge, finanche il presidente della Repubblica. Ci sono due norme che, secondo noi, sono state violate e che sono chiarissime nel nostro ordinamento. In primis, l’art.114 del codice di procedura penale, che dice che è vietata la pubblicazione dell’immagine di persona privata di libertà personale. Un’altra norma, ancora più clamorosa, e cioè l‘art.42 bis dell’ordinamento penitenziario, dice che nelle traduzioni bisogna adottare le adeguate cautele per tutelare l’arrestato rispetto alla curiosità del pubblico. Quando un ministro della Giustizia passa e vede un detenuto che sta per essere ripreso dalla telecamera, si leva la giacca e la mette sulla telecamere, se vuole rispettare la legge.

Placanica puntualizza: “Questa cosa è assolutamente priva di connotazione partitocratica, è per il rispetto della legge. Noi regalammo la toga rossa a Berlusconi e abbiamo fatto una battaglia contro Orlando quando non ha fatto passare la riforma sul carcere che lui stesso aveva ideato”. La verità è che la decisione di pubblicare quel video è irrazionale. La prima prova è stata la riforma sulla prescrizione. Tutti detestiamo la prescrizione, ma io ho partecipato a un dibattito con esponenti politici e io gli ho posto delle domande precise” – prosegue – “La più banale: se un ufficiale dei carabinieri, mentre fa un’indagine, viene accusato di aver chiesto una mazzetta, cioè commette un reato di concussione, prima di sapere se questo ufficiale è un galantuomo accusato ingiustamente o è il peggiore dei delinquenti, quanto tempo può restare sotto processo? Nessun esponente politico lo sapeva. La risposta era 18 anni. In realtà, si deve calibrare la prescrizione in base ai reati. Noi siamo preoccupati perché siamo di fronte all’irrazionale. E’ bello lo slogan ‘Aboliamo la prescrizione’, solletica la pancia di chi non sa di cosa si parli. Ma la cosa sconvolgente è che non sanno di cosa si parla loro, che hanno fatto la riforma”.

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Caso Saguto, prima sentenza: il giudice Licata condannato a due anni e 4 mesi

Čet, 17/01/2019 - 14:19

Arriva una prima condanna per il caso Saguto, cioè l’inchiesta sulla gestione dei beni confiscati alla mafia che ha preso il nome dell’ex presidente della sezione misure di prevenzione di Palermo. La sentenza arriva alla fine del processo celebrato col rito abbreviato al tribunale di Caltanissetta nei confronti di due magistrati.  Il gup Marcello Testaquadra ha condannato il giudice Fabio Licata a due anni e 4 mesi per falso materiale: si tratta, in sostanza, di tre firme in calce a tre provvedimenti di Silvana Saguto.

Licata, giudice a latere della presidente delle misure di prevenzione, è stato invece assolto per abuso d’ufficio e per rivelazione di segreto d’ufficio. Il giudice era accusato di avere nominato il figlio di un altro magistrato imputato, Tommaso Virga, si richiesta della Saguto e perché avendo saputo dal pm Dario Scaletta dell’indagine di Caltanissetta, ne avrebbe messo a conoscenza la presidente. Le accuse nei confronti di Scaletta erano state già archiviate dalla procura di Milano, mentre Licata è stato oggi assolto per non avere commesso il fatto.

Il giudice Virga (ex componente del Csm) era invece a processo, sempre in abbreviato, per due casi di abuso d’ufficio che riguardavano proprio la nomina del figlio Walter in alcune procedure di prevenzione:  è stato assolto da tutte le accuse perché il fatto non sussiste. I pm Claudia Pasciuti e Maurizio Bonaccorso avevano chiesto una condanna a tre anni per Licata e ad un anno e sei messi per Virga.

“Questa è la prova che Licata non era parte di quell’entourage definito dalla stampa come ‘il cerchio magico della Saguto, ne risulta invece completamente estraneo: il tutto si riduce ad un paio di sigle”, commenta Marco Manno, difensore del magistrato.  Il gup Testaquadra ha inoltre disposto l’invio degli atti alla procura: da una perizia sarebbe infatti emersa una quarta firma del giudice Licata. Disposto anche risarcimento per l’Agenzia Nazionale per i beni confiscati alla criminalità organizzata, la presidenza del consiglio dei ministri, il ministero della giustizia, Gabriele, Filippo e Vincenzo Rappa da liquidare in sede civile.  Gli ultimi sono tre imprenditori ai quali  è stata riconosciuta una provvisionale di 10mila euro ciascuno. Il loro patrimonio venne sequestrato con un decreto di sequestro firmato anche dalla Saguto: quella sigla però era falsa e sarebbe stata apposta da Licata. Saguto, infatti, non era in tribunale ma da quell’atto risultava al lavoro. La difesa ha sempre sostenuto che dalle perizie non emerge alcuna condotta a carico di Licata.

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